L'uomo ombra

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MMJ Davinotti jr

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un classico che non andrebbe giudicato allo stesso modo se si considerassero singolarmente le due diverse anime che lo compongono: come commedia infatti può contare su dialoghi spiritosi e almeno due personaggi (la coppia composta da Powell e la Loy) indubbiamente azzeccati. Se invece dovessimo guardare all'intreccio giallo, di matrice quasi christiana (si consideri il finale con i sospetti riuniti attorno a un tavolo), il giudizio non può essere altrettanto benevolo: ricavato dall'omonimo romanzo di Dashiell Hammett, soffre dei difetti tipici dei film che, dovendo ridurre l'opera di partenza a nemmeno un'ora e mezza, si trova a dover concentrare troppo in poco tempo. Fin dall'inizio, infatti, i personaggi che entrano in scena sono numerosissimi,...Leggi tutto rischiando di spiazzare chi si aspetterebbe di individuare almeno quelli principali. Se possiamo considerare protagonisti l'ex detective Nick Charles (Powell) e sua moglie Nora (Loy), col primo ritrovatosi improvvisamente ricco grazie al matrimonio e ritiratosi a vivere agiatamente, chi si presenta per prima sul set è una coppia di giovani composta dalla figlia di colui che potrebbe essere la prima vittima e dal suo futuro sposo. Sono questi ultimi a contattare Nick per ritrovare il padre di lei, al momento irrintracciabile, poco prima che venga rinvenuta defunta la segretaria dell'uomo, vista nella scena precedente discutere col principale per via del furto di alcuni buoni. A caccia dello scomparso ci si mettono un po' tutti compresa la polizia, rappresentata dal duro tenente Guild (Pendleton), ma è fin da subito chiaro che l'intuito per poter ricostruire la vicenda è esclusivo appannaggio del simpatico Nick. Stimolato a ritornare non ufficialmente in attività, questi viene travolto da un bel numero di persone che lo aiutano, con le loro parole, a rimettere ordine nel caso. Un caso che in realtà per chi guarda resta piuttosto confuso e che tale si manterrà fino alla conclusione, nella quale il colpevole sembra saltar fuori come se gli autori avessero estratto casualmente una carta dal mazzo. Insomma, c'è da seguire la storia con estrema attenzione nonostante le continue distrazioni che essa offre dal punto di vista ironico. Battute salaci, come detto (le migliori sono sempre quelle di Powell e la Loy, raffinati consumatori di alcol e felici possessori di Asta, un buffo terrier che si guadagna uno spazio non indifferente), offerte allo spettatore assieme a una sveltezza non comune nella narrazione utile ai ritmi da commedia ma nociva a quelli del giallo. Oltre a provocare qualche gag decisamente fuori luogo (l'uomo disperato che telefona alla madre), infatti, il montaggio serrato rende più arduo seguire la trama, che si finisce con l'avvertire come secondaria e inutilmente farraginosa. Moderno nella sua concezione, a tratti spassoso, il film produrrà, grazie alla particolare riuscita della coppia di detective, ben cinque seguiti.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/09/07 DAL BENEMERITO B. LEGNANI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/10/19
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B. Legnani 23/09/07 00:13 - 4788 commenti

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Leggendaria prima pellicola della serie de L’Uomo ombra, è anche l’episodio migliore della stessa (cinque i film dopo questo). Adorabili William Powell e Myrna Loy, che riescono a impersonare dei ricconi simpatici (mica facile, tutto sommato), con tanto di vispissimo cagnetto (Asta). Divertente anche la trama gialla, con finale in stile classico.
MEMORABILE: I due con un drink in mano sono sempre adorabili.

Homesick 2/10/07 18:31 - 5737 commenti

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Capostipite della serie dedicata alla coppia di stilosi coniugi-investigatori - Powell e Loy: parlantina sciolta, cervello fino, passione per i cocktails e cagnolino al seguito - alle prese con il misterioso autore di un delitto ("l'uomo ombra", appunto). La trama gialla si fonde con la commedia brillante e con classiche indagini poliziesche, fino alla rivelazione finale.

Galbo 3/10/07 15:18 - 11452 commenti

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Gli Anni Trenta e Quaranta furono una vera miniera per la commedia brillante hollywoodiana in tutte le sue sfumature; L'uomo ombra è uno dei più riusciti esempi di giallo con sfumature brillanti prodotti. Gran parte del merito va alla coppia di protagonisti, brillanti e ben assortiti, completamente al servizio di una piacevole sceneggiatura. La loro interpretazione è volutamente lieve, ma mostra sullo sfondo una grandissima professionalità.

Saintgifts 25/04/10 17:07 - 4098 commenti

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Eleganza dei personaggi e dello stile, brillantezza dei dialoghi e della sceneggiatura, trama che avvince mantenendo una sua leggerezza. Una fusione ben riuscita di giallo senza una qualsivoglia suspense ma con il classico stile investigativo del ragionamento fine, qui quasi in secondo piano, come una cosa comunque da espletare, quello che conta invece è vivere alla grande tra feste e cocktails. La coppia Powell-Loy, più Asta, è il successo di questa pellicola che avrà seguiti, belli e simpatici, rispettati anche dai furfanti da loro scoperti.

Cotola 2/03/11 23:34 - 7630 commenti

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Divertente e riuscito giallo rosa che può contare su una buona regia, una discreta sceneggiatura (tratta da un romanzo di Hammett) ed una coppia di attori molto performante ed affiatata. Bene anche la confezione. A tratti davvero spassoso e coinvolgente. I quasi settant’anni si fanno però, almeno a tratti, sentire. Grande successo che genererà ben cinque seguiti, tutti inferiore al capostipite.

Pigro 13/03/12 11:30 - 7914 commenti

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Una bella trama, un minuetto di dialoghi brillanti e soprattutto un duo di attori irresistibili per simpatia come Loy e Powell sono gli ingredienti di un film gustosissimo, frutto di un’alchimia perfetta tra il poliziesco, con l’incalzare dei delitti che seguono la scomparsa di uno scienziato, e la commedia sofisticata, con l’indolente coppia di improbabili detective interessati più all’alcol e alla mondanità che non alle indagini. Un’opera (verrebbe da dire postmoderna) che gioca con i generi stessi, contaminandoli ed esaltandone le rispettive caratteristiche.

Rambo90 7/11/14 02:18 - 6438 commenti

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Classico del giallo anni trenta, con un riuscitissimo mix di commedia brillante e mistero. I battibecchi tra i due protagonisti (la grande coppia Powell-Loy) sono fantastici e lo è anche l'intreccio, che appare da subito molto contorto e coinvolgente. Buono il finale (un po' alla Poirot) che vede riuniti tutti i sospetti a una cena, con smascheramento del colpevole in maniera alquanto inconsueta. C'è il ritmo nella regia, valido tutto il cast.

Daniela 27/11/16 17:37 - 9649 commenti

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Primo di una fortunata serie, un film in cui il giallo hard boiled del personaggio creato da Dashiell Hammett si tinge del rosa della screwball comedy grazie alla brillantissima coppia protagonista: Powell è un Nick Carter di impagabile eleganza anche nelle situazioni più buffe, e Loy gli tiene testa con charme ed ironia. Se la storia scorre via liscia come l'olio, fra un cocktail e l'altro, lo si deve anche grazie al ritmo sostenuto e al buon cast di contorno, senza dimenticare ovviamente l'imprescindibile Asta, antenato di Uggie. Divertimento leggero, rinfrescante.

Deepred89 26/04/17 21:55 - 3311 commenti

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Una formidabile sceneggiatura tutta battute fulminanti e ritmo implacabile arricchisce, con le deliziose scene di vita coniugale di un'insolita, ma adorabile, coppia di detective, una tutt'altro che rivoluzionaria struttura da giallo deduttivo. Tutto brillante e godibile, con una regia che - pur senza uscire dai canoni - gestisce alla perfezione sia i momenti più ironici che quelli più cupi. Carismatici i due protagonisti, tanto che, alla resa dei conti, più che l'identità dell'omicida ci preme sapere cosa si inventeranno i due per l'occasione.

Rufus68 16/12/18 16:42 - 3152 commenti

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Simpatica commediola in cui l'elemento giallo ostacola la piena e felice interpretazione dei protagonisti. Chi abbia ucciso chi stavolta non interessa (così come non interessa la prevedibile spiegazione finale): a rimanere memorabile è la leggerezza, talora fatua, di Powell, elegante bisbocciatore e della di lui deliziosa moglie. La coppia domina un film che trasuda ottimismo e voglia di vivere da ogni poro (Proibizionismo e crack finanziario erano alle spalle) in una sorta di replica yankee dei "telefoni bianchi".
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