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PINOCCHIO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 16
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/12/19 DAL BENEMERITO VON LEPPE POI DAVINOTTATO IL GIORNO 26/12/19
Come già Comencini intuì quando girò il celebre sceneggiato dei Settanta, in una favola immaginata quasi completamente in esterni la scelta delle location e la resa fotografica diventano fondamentali. Passando dall’iperrealismo di allora alla reinvenzione personale di scenari comunque adeguatamente calati in un credibile spaziotempo, Garrone ci immerge nel suo mondo che si colora d’immaginazione come già era avvenuto per IL RACCONTO DEI RACCONTI. Una favola non può che prestarsi a un’operazione simile e forse l’unica vera stonatura si ravvisa nella figura del protagonista: le venature di legno che screziano il volto, il naso troppo grosso per un bimbo, l’evidente, eccessivo ricorso al digitale portano al centro della storia uno Ielapi che così truccato fatica a sposarsi al contesto rispetto a chi gli sta intorno. Soprattutto al confronto di un Benigni che insegue nella sua caratterizzazione profondamente umana di Geppetto l’indimenticabile Manfredi dello sceneggiato centrando sprazzi di assoluta eccellenza. E’ lui il personaggio meno artefatto, il più autentico, il motore primo della spinta sentimentale che anima il film (e ancor più l'opera originale), colui a cui innanzi a tutti viene affidato il compito di riportarci ciclicamente alla realtà, per quanto "lunare" come l'attore riesce da sempre ad essere nelle sue migliori interpretazioni. La fedeltà all’opera di Collodi è alta, quasi ogni parte del libro viene recuperata lasciando di conseguenza traccia di forti cesure dovute a un ovvio lavoro di sintesi che si maschera rallentando saltuariamente il ritmo. Nel non altissimo numero di star utilizzate spiccano il Gatto e la Volpe di Papaleo e Ceccherini (anche coautore con Garrone della sceneggiatura) che tuttavia non sembrano così centrati, più vicini come sono ai Fichi d’India della versione benignesca del 2002 che ai mai più avvicinati Franco e Ciccio dello sceneggiato. Le riprese cercano di deformarne i lineamenti con inquadrature ravvicinate e sghembe, di sottolinearne la grettezza mostrandoli mentre si abboffano al ristorante, ma l’effetto è poco vicino a quella stessa poetica che porta al creativo disegno dei numerosi animali antropomorfizzati. Davide Marotta, il bimbo della Kodak poi mostro di PHENOMENA, è in doppia parte: breve tra le marionette di Mangiafuoco/Proietti, più ingombrante come grillo parlante. L’universo collodiano rivive nella sua forza evocativa in più momenti, trova nelle immagini e nel make-up il contatto magico coi profondi conoscitori della favola mentre fallisce parzialmente nel dare il respiro necessario all’insieme (non potendo disporre della necessaria durata), un collage di scene cui dare omogeneità non era facile. Ielapi, pur bravo, non comunica sufficiente spontaneità e senso di ribellione; alterna comportamenti talvolta ai confini della schizofrenia, per chi non conosce le dinamiche della favola, semplicizzati come capita anche in altri casi (la figura di Mangiafuoco ad esempio, sotto i cui baffi Proietti poco può dare). Stupisce che l’allungamento del naso sia confinato a un’unica (pur potente) sequenza, che Melampo faccia fine anche peggiore, che il sogno di Pinocchio di diventare bambino traspaia di rado e quasi marginalmente e che l’apprezzabile insieme rischi di apparire in troppe parti solo come un immaginifico riassunto. D’altra parte rimangono impressi molti momenti, dalla comparsa del grosso pescecane (non una balena, come in molti erroneamente pensano) all’incipit quasi neorealista con Benigni, dalle meravigliose aperture paesaggistiche alla fotografia notturna fino alla fortemente metaforica parentesi al Paese dei Balocchi. Esteticamente inappuntabile, il lavoro di Garrone lascia semmai dei dubbi sulla validità della sceneggiatura e sulla gestione delle problematiche legate al ritmo narrativo, rivelando comunque, fortunatamente in più occasioni, l’impronta di un grande cinema d’autore.
il DAVINOTTI

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B. Legnani 5/1/20 21:19 - 4526 commenti

Garrone prende Collodi, sostanzialmente lo rispetta, inserisce parti che rafforzano le caratterizzazioni (come Benigni all'osteria, nell'incipit) e sforna un prodotto che ha un buon punto di partenza nell'esser diverso dalle opere di inevitabile raffronto, dalla celebre opera di Comenicini al fondamentale (ma traditore) cartone disneiano. L'asso nella manica è Benigni, che disegna uno straordinario Geppetto, nei suoi tocchi amorosi e nelle senili debolezze. Bene i caratteristi di contorno, con cenno al laido Omino di Burro di Scardina e al maestro di Vetrano. Meno centrata la fata della Vacth.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Geppetto che insegue Pinocchio, alla prima fuga.
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)

Galbo 24/12/19 7:17 - 11085 commenti

Matteo Garrone realizza una versione convincente della vicenda del celebre burattino, puntando sul rispetto filologico per la storia. Efficaci le ambientazioni che rimandano ad un contesto povero e rurale, così come la fotografia e gli effetti speciali, di cui il regista giustamente non abusa. Felice la scelta degli interpreti, a partire da quella di Roberto Benigni, che finalmente abbandona l’estro eccessivo di alcune sue prove. Convincono anche il piccolo Ielapi e il duo Ceccherini Papaleo. Un buon film.
I gusti di Galbo (commedia - drammatico)

Pigro 29/12/19 9:26 - 7410 commenti

Un Pinocchio come uscito da un cunto di Basile. Così non poteva non immaginarlo Garrone: popolare e raffinato, complesso e ombroso, in una storia non di marachelle ma di esplorazione delle relazioni del burattino con Geppetto e amici. Film straordinariamente curato nel dettaglio: ottime ambientazioni rurali, effetti speciali efficaci senza strafare, musica azzeccata (con omaggio iniziale a Comencini), attori quasi sempre perfetti (grande Benigni). Ma proprio il notevole livello tecnico da costante ammirazione mette in secondo piano l’emozione.
I gusti di Pigro (Drammatico - Fantascienza - Musicale)

Puppigallo 30/12/19 10:41 - 4397 commenti

Garrone ha talento, ma Pinocchio è un soggetto difficile, nonostante l'apparente semplicità del messaggio, diretto ai bambini e agli adulti (la figura degli assassini, il premiare i delinquenti, applicando al contrario la giustizia). Era molto difficile lasciare un'impronta dopo il Pinocchio di Comencini; e non tutti i personaggi, camei e non, si dimostrano particolarmente riusciti nell'interpretazione (il grillo, il gatto e un po' la fatina). Eppure, il tutto scorre piuttosto piacevolmente, con la giusta ambientazione, alcune notevoli scenografie e una maggiore attinenza all'originale.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La "lumachina", che lasciando la scia di bava rende insidioso il pavimento; La notte, intesa come il momento di assassini e falsi benefattori.
I gusti di Puppigallo (Comico - Fantascienza - Horror)

Cotola 1/1/20 12:42 - 7198 commenti

Finalmente una versione veramente riuscita di Pinocchio. Il merito non è tanto, o non solo, del rispetto filologico dell'opera, ma perché Garrone ha saputo catturare l'anima tetra che si "nasconde" in tutte le fiabe, compresa quella di Collodi. E così ci si può gustare i notevoli squarci visivi dark, di cui il film è pieno, perfettamente corroborati da una forma impeccabile come al solito. Anche l'anima anarchica del burattino più famoso del mondo, viene perfettamente fuori. E non manca nemmeno qualche sprazzo ironico. Benigni a parte, il cast si fa preferire per i ruoli "minori". Notevole.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Deepred89 27/12/19 15:11 - 3145 commenti

Piuttosto fedele a Collodi a livello di scrittura, ne prende invece le distanze come atmosfere: Garrone si muove tra i grigi di un'ennesima fotografia autorialmente desaturata stando in bilico tra un Guillermo Del Toro bucolico, un Jodorowski per famiglie e il neo(sur)realismo di Che cosa sono le nuvole. Discontinuo ma ricco di ottimi scorci, si avvale di un cast adulto magistrale, con riqualificazione di varie eccellenze da anni in attesa di rilancio. Notevole somiglianza tra Nino Scardina e il rispettivo personaggio nell'adattamento Disney.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Capannelle 6/1/20 23:47 - 3620 commenti

Difficile rinverdire il mito di Pinocchio trovando qualcosa di appagante a livello visivo ed emozionale. Con una forte impronta personale Garrone sfrutta come pochi sarebbero stati in grado di fare attori, makeup e fotografia. Con primi piani notevoli sui personaggi che ne amplificano la bravura; un mix riuscito di atmosfere fiabesche e dark; trucchi e FX che stupiscono senza mai diventare eccessivi. Su tutti il piccolo Ielapi (meglio versione lignea però), Benigni e Ceccherini ma è bene non fare un torto all'intero cast e insieme di maestranze.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Matalo! 3/1/20 21:15 - 1367 commenti

Troppo compromesso tra autorialità e formato export, il Pinocchio di Garrone (nemmeno così filologico) asfittisce la fiaba. Non convince il ritmo degli avvenimenti, costruiti come siparietti che oltre alla cura formale e un sapore "garroniano" ormai maniera ben poco hanno del tono picaresco e da scorribanda del burattino. E si pensa a Comencini, eccome! E dato che lo si cita il confronto è impari, per assenza di commozione ed empatia. Ci volevano più bugie e più nasi lunghi e maggiore "infedeltà" per toccare il cuore.
I gusti di Matalo! (Commedia - Gangster - Western)

Rambo90 23/12/19 21:58 - 6063 commenti

Questa versione di Garrone restituisce a Pinocchio quell'aspetto da fiaba nera e a tratti anche inquietante che mancava alla versione di Benigni. Tecnicamente ineccepibile, con uno straordinario lavoro su effetti e trucco, si segue con facilità, anche grazie a un cast in stato di grazia in cui lo stesso Benigni si trasforma in un Geppetto credibile e per niente sopra le righe. Bravissimi anche Proietti e un sorprendente Ceccherini, mentre risulta felice la scelta di Ielapi. Qualche cedimento verso la fine, dove forse viene a mancare in emozione-
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Ryo 12/2/20 10:47 - 1976 commenti

La favola di Pinocchio è sempre affascinante. Questa ennesima trasposizione è curata davvero in maniera sublime nel comparto tecnico: costumi, scenografie, location ma soprattutto make-up sono un qualcosa di straordinario. Vale la pena di guardarlo solo per ammirare quanto lavoro alla base ci sia stato. La sceneggiatura non aggiunge niente al libro originale, se non qualche gag a casa della fatina con i becchini e la lumaca. Poco approfondito, purtroppo, il rapporto con Lucignolo.
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Il ferrini 22/12/19 18:30 - 1563 commenti

La migliore trasposizione dai tempi di Comencini. Apprezzabile l'utilizzo dei caratteristi toscani (Forconi e Barbara Enrichi, per dirne due), ma anche delle location (Valdichiana e Sinalunga su tutte) che gli conferiscono grande autenticità. Benigni mai così in parte negli ultimi vent'anni, sorprendente Ceccherini, anche sceneggiatore. Molte le idee visive di Garrone, come già nel suo Racconto, fra le più potenti la trasformazione in ciuchi e l'accelerazione della lumaca. Nei primi minuti c'è perfino un omaggio a Berlinguer ti voglio bene.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il pasto del gatto e la volpe; Le bacchettate del maestro; L'impiccagione.
I gusti di Il ferrini (Commedia - Thriller)

Taxius 29/12/19 19:11 - 1500 commenti

Una fiaba dalle tinte dark in cui i colori sono prevalentemente spenti e scuri e in cui manca quella tipica atmosfera che si respira in questo genere di storie, solitamente ricche di emozioni e sentimenti. Certi personaggi sono freddi e distaccati (la fata dall'aspetto cadaverico), altri invece sono viscidi e meschini (il gatto e la volpe, molto lontani dal tipico cattivo semi buffo che si vede nei film tratti dalle favole). Bellissima la fotografia, bravo Benigni e applausi a Ceccherini. Notevole!
I gusti di Taxius (Commedia - Horror - Thriller)

Gabrius79 27/12/19 7:31 - 1137 commenti

Matteo Garrone riesce a centrare il bersaglio per questa nuova trasposizione collodiana, grazie a una decorosa fotografia, a belle ambientazioni, al trucco e parrucco tenendosi a debita distanza dagli effetti speciali. Benigni trova nuova linfa dopo alcuni anni, il piccolo Ielapi è ben calato nella parte, lascia piacevolmente sorpresi il ruolo della volpe di Ceccherini. Il gatto di Papaleo e la fata turchina Vacht paiono invece un po' appannati mentre Proietti/Mangiafuoco imita se stesso. Pellicola talvolta lenta, ma che comunque fa sognare.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)

Von Leppe 21/12/19 19:09 - 982 commenti

Buon film, ma tutto pare un po' sottotono, sia la fotografia che la recitazione degli attori. La fata turchina rende meglio quando è bambina di quando è adulta. Altre caratterizzazioni sono più o meno riuscite. Buona l'idea di dare tratti spiccatamente animaleschi ai personaggi (e con gli effetti speciali odierni era lecito aspettarselo). Le location sono italiane e forse più originali del solito (il Paese dei Balocchi sembra stare in una masseria pugliese). Sicuramente meglio delle fiabe Disney di ultima generazione.
I gusti di Von Leppe (Giallo - Horror - Thriller)

Bubobubo 23/12/19 21:57 - 948 commenti

Sospeso in paesaggi di bellezza edenica che a buona ragione si possono definire fiabeschi, il Pinocchio di Garrone è l'omaggio estetico che il romanzo di Collodi non aveva ancora ricevuto: trucco e parrucco di impressionante realismo (si veda la rivoltante scena della cena a scrocco di Gatto-Papaleo e Volpe-Ceccherini), fotografia ineccepibile, sfx e sonoro di grandissimo impatto. Qualche scricchiolio a livello di gestione della storia (sequenza della balena un po' affrettata, Fata Turchina evanescente). Nel complesso, da vedere.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Cena a tre con Pinocchio, Volpe e Gatto; Uscita dalla bocca della balena (un quadro in movimento); I titoli di coda.
I gusti di Bubobubo (Drammatico - Horror - Thriller)

Magi94 15/1/20 21:04 - 578 commenti

Bellissimo e poetico film di Matteo Garrone, che rispetta in toto la trama letteraria di Pinocchio senza allo stesso tempo insistere sui punti meno convincenti della stessa (il "fare il bravo bambino", ecc.), ma regalandoci una magnifica ambientazione della fiaba e una caratterizzazione indimenticabile dei personaggi. Colpisce il racconto dell'Italia povera, rurale, incarnata da Geppetto e Giangio, così come la poetica delle voci e delle espressioni dei personaggi di contorno (la lumaca, il gatto e la volpe, l'omino di burro, il maestro).

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La caratterizzazione del maestro, che certo getta un'ombra su quella scuola; Gli "Amorini!" dell'omino di burro; I paesaggi incantati e veri.
I gusti di Magi94 (Commedia - Drammatico - Horror)