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Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Sostanzialmente identico al primo episodio, il seguito girato ancora da Monicelli è quindi un quasi-remake, che ripropone l'identica struttura a episodi, le stesse musiche, gli stessi equilibrismi verbali. A questo propostito va comunque detto che lo sforzo compiuto per far recitare nel consueto dialetto italo-latino anche attori non italiani (vedi Shel Shapiro/Zenone, il leader dei gloriosi Rokes, band simbolo del beat nostrano) o italiani con accento tedesco (Paolo Villaggio, che in pratica piega alla lingua di Brancaleone il tedesco del suo professor Kranz) è notevole e ben condotto, testimonianza di una sceneggiatura di non facile compilazione. Vediamo infatti Adolfo Celi...Leggi tutto recitare sempre in rima, e visto che la sua parte nel finale è molto importante, si comprende nettamente la volontà di spingere oltre ogni limite l'adozione della lingua-simbolo di Brancaleone. Per il resto, al di là di alcune invenzioni visive notevolissime (vedi l'albero degli impiccati o, ancor di più, l'immaginifico finale nel deserto, dove l'abilità nello sfruttare i campi lunghi di Monicelli si sposa con la magnifica fotografia di Aldo Tonti), il film offre la solita carrellata di avventure picaresche poco appassionanti e un umorismo quasi inesistente. Questa volta nell'armata, composta totalmente da volti nuovi, riconosciamo Lino Toffolo (che parla in "volgare" imbastardito da ovvio accento veneto), Gigi Proietti (il masochista, una parte infelice, e anche San Colombino in cima a una colonna), Stefania Sandrelli (la strega, un volto stupendo) e il già citato Paolo Villaggio, che affianca Gassman per la prima volta, pur senza ritagliarsi parte da coprotagonista come avverrà in seguito.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Caesars 4/04/07 12:34 - 3326 commenti

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Seguito de L'armata Brancaleone dal quale non si discosta molto come struttura, è una divertente commedia che deve la sua riuscita soprattutto all'ottima interpretazione di Vittorio Gassman (chi altri sarebbe pensabile nel suo ruolo?). L'idea vincente di questo "dittico" rimane la particolare parlata di tutti i protagonisti che si esibiscono in un finto-italico dell'epoca. Chi ha apprezzato il primo godrà anche nella visione di questo: Monicelli si conferma grande direttore di commedie.

Gugly 24/12/07 19:09 - 1054 commenti

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Sequel che come qualità può essere eguagliato al primo film; momenti comici a parte, colpiscono le stoccate all'intolleranza (la caccia alle streghe, l'albero degli impiccati); Gassman si conferma attore "grande" per prestanza fisica, capace di ridursi ad un norcino scalcagnato e sfortunato. Fra i comprimari la menzione speciale spetta a Celi, che ricorda delle sue origini siciliane per mettere in scena la versione in carne ed ossa dei pupi.

Galbo 8/01/08 05:47 - 11847 commenti

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Qualche anno dopo il primo film dedicato a Brancaleone, venne prodotto un sequel sempre diretto da Monicelli su sceneggiatura di Age e Scarpelli, che mostra le disavventure del nostro in Terrasanta. Il film è di qualità comparabile al primo episodio rispetto al quale perde forse un po' (me poco!) di spontaneità a favore di una maggiore cura della sceneggiatura (specie nella scrittura dei dialoghi e nell'attenzione al linguaggio) e dell'apparato scenico. Molto valido il cast.

Pigro 4/04/09 16:39 - 8746 commenti

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Stavolta il prode cavaliere è diretto a Gerusalemme con una nuova armata: incontra la Morte, una strega, un lebbroso, ecc ecc... Dopo il primo film dedicato a un Medioevo caricaturale (ma tutt'altro che superficiale), Monicelli mette a segno un sequel forse migliore grazie alla maggior cura della storia e dei dialoghi. Il film è strutturato come una canzone epica, con gli episodi introdotti da cartelli (graziosi i titoli di Luzzati). Un'epica sbilenca segnata grottescamente dalla morte. Gassman guida un efficace manipolo di attori.

B. Legnani 15/07/09 01:43 - 5165 commenti

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Mi pare che conservi le stesse farraginosità del primo episodio, con la mancanza del ritmo della commedia all'italiana, poiché la vicenda è lenta, spesso non appassionante. Perfezionata, invece, la parte lessicale, che non solo vede Celi parlare in ottonari rimati, ma pure altri personaggi esprimersi in impeccabili endecasillabi ("Non odo fiabe dall'età di bimbo..."). Sballato il primo personaggio di Proietti. Bellissimo l'albero degli impiccati (fra i quali ci sono il c.s.c. Orazio Stracuzzi e, forse, Bruno Corazzari). Bellissime la Sandrelli e la Loncar.

Jandileida 22/12/10 20:11 - 1385 commenti

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Stessi pregi e stessi difetti per il Brancaleone che si getta a liberar il sacro sepolcro. Migliora molto la scrittura e la struttura della storia, più omogenea e con l'ottima intuizione, che ricorda la scrittura cortese, di far introdurre i singoli episodi da dei cartelli; purtroppo però i momenti di stasi permangono e sembra quasi che la maggior cura nello scrivere la storia abbia fatto perdere un po' della sgangherata freschezza del primo episodio. Insomma, io ho riso pochino ma alcune scene sono ottime (come la lotta con la Morte nel deserto).

Mc98 6/08/11 10:59 - 8 commenti

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Arrivato al secondo film della serie di Brancaleone, Mario Monicelli fa un buon lavoro e dà a tutti gli attori la parte meritata: al grande Gassman quella, immancabile, di Brancaleone, ad Adolfo Celi quella del re, a Paolo Villaggio l'alemanno Thorz (molto simile a Kranz) e a Toffolo Panigotto. Rispetto al primo film mancano Carlo Pisacane e Gian Maria Volontè, ma il film resta un capolavoro.
MEMORABILE: L'incontro con Thorz; il duello con la morte.

Motorship 22/08/12 17:04 - 585 commenti

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Il registro e la fatturazione sono pressocchè invariate rispetto all'originale: sempre di alto livello. Non nascondo che la prima volta che vidi questi due film non li capii molto, ma col tempo ho imparato ad apprezzarli, non foss'altro per la simpatica storia e i simpatici e allegorici protagonisti. Ottimo mattatore come sempre Gassmann, mentre nel resto del cast spiccano Adolfo Celi che fa il Re, Paolo Villaggio che rifà Kranz e le bellissime Stefania Sandrelli e Beba Loncar.

Cangaceiro 28/01/13 20:16 - 982 commenti

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Così come l'opera prima anche questo è un film soprattutto da ascoltare, carico di nuove peripezie linguistiche che sfociano nella parte con Celi mirabilmente recitata quasi tutta in rima. I dialoghi sono come una linfa vitale che anima una disavventura errabonda episodica e macchinosa, in cui i guizzi divertenti soffocano tra parentesi stiracchiate francamente noiose (ma il capostipite tutto sommato non era da meno). Gassman ancora sugli scudi rende Brancaleone eroico nel finale desertico e metafisico, mentre la Sandrelli dà freschezza al gruppo.

Lythops 26/02/13 07:53 - 980 commenti

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Un po' meno genuino e fresco rispetto al precedente, è un film comunque godibile, anche se dal ritmo disomogeneo. Calibrato su ogni attore, con una sceneggiatura molto interessante nei dialoghi, nell'opera colpiscono le interpretazioni, alcune trovate geniali come l'eco che risponde allo stilita, il confronto fra due papi, il dialogo con la morte con la quale il nostro eroe non gioca a scacchi. Forzata l'apparizione di Beba Loncar, splendido il volto della Sandrelli. Che tristezza se pensiamo che oggi a divertire sono i cinepanettoni!

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Homesick 9/06/13 16:46 - 5737 commenti

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Come annunciato alla fine del primo capitolo, il fiero e aulico Brancalone parte per le crociate e Monicelli, fermo restando il tono picaresco e spaccone, cerca di non ripetere troppo se stesso, aprendo spazi visionari (il “dantesco” albero degli impiccati, la confessione di Proietti e la sua condanna agli Inferi, i sortilegi della strega Sandrelli, il duello con la Morte) e preparando scene a sé stanti con monologhi per dar sfogo all’enfatica teatralità di Gassman. Ancora qualche spruzzo splatter, richiami erotici (Loncar) e la solita colonna sonora con cui il film è ormai identificato.
MEMORABILE: L’accusa alla strega; il dialogo con la Morte; l’albero con le anime degli impiccati; la camminata sui carboni ardenti.

Rambo90 11/07/13 16:57 - 7055 commenti

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Monicelli si diverte a gettare i suoi "eroi" in imprese ancora più assurde e grottesche che nel prototipo e il risultato è molto divertente, nonostante una durata forse eccessiva. Gassman è grande, ben coadiuvato da un cast completamente rinnovato: Celi che parla in rima, Villaggio alemanno e un'incantevole Sandrelli sono comprimari di grande spessore (ma anche Proietti che si divide in ben tre parti). Bellissimo da un punto di vista visivo il duello con la morte. Colonna sonora fondamentale.

Fabbiu 20/03/14 14:09 - 2040 commenti

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Brancaleone da Norcia (un teatralissimo Gassman che da la massima prova di se nei monologhi) verso la Terra Santa a capo di un'armata di sfigati: un cieco in groppa a un burbero, un soldato tedesco (Paolo Vilaggio, il minore tra tutti), un peccatore masochista, una strega, un nano e un "lebbroso" che li segue a debita distanza. Le scenografie sono deliziose e il mix latino-arcaico volgare che contraddistingue la parlata raggiunge apici di genialità assoluta (un po' meno quando per l'abbondante parte finale diventa tutto in rima). Divertente.
MEMORABILE: La prima battaglia con Spadone e il monologo con la morte.

Pessoa 5/09/14 02:36 - 2094 commenti

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In genere i sequel piacciono meno per un motivo: perdono la spontaneità dell'effetto sorpresa del capostipite, che è una delle ragioni principali del suo grande successo. È il caso anche di questo film. Il cast, tutto, è costituito da grandi professionisti che prestano la loro opera molto egregiamente (tranne forse Villaggio, più insopportabile del solito), ma sembra comunque un film costruito, poco convinto e coinvolgente. Anche costumi e scenografie dell'architetto Gherardi (due volte Oscar) nel primo erano un'altra cosa. Non per forza.

Azel 26/10/15 08:41 - 28 commenti

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Sequel forzato. La maggior parte degli attori e dei personaggi visti nel primo capitolo sono assenti tranne Gassman, qui più teatrale di prima. Con lui un gruppo di macchiette: Gigi Proietti (simpatico), Villaggio (nella noiosa versione Dr Kranz), Lino Toffolo e altri. La parte con Adolfo Celi vede re e nobili caricaturali in una pesante scena tutta in rima. Completano l'opera elementi sovrannaturali di cui avrei fatto a meno e un finale un po' inconcludente. Il primo era tutt'altra cosa.

Gabrius79 7/12/15 21:26 - 1321 commenti

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Un sequel non all'altezza del predecessore in quanto più lento e meno coinvolgente. Ci si riscatta con l'ottima prova attoriale del cast, su cui spicca un istrionico Vittorio Gassmann. I dialoghi sono più curati rispetto al precedente film ma questo non basta a rendere lo spettacolo pienamente godibile. La colonna sonora rimane la stessa.

Liv 24/01/16 10:36 - 237 commenti

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Il seguito di Brancaleone non poteva continuare sulla stessa linea e diventa sofisticato, dotto, arricchito da molti elementi eterogenei. Il risultato è un appesantimento dello spirito del personaggio e della vicenda. Gli interpreti sono validi e interessanti, ma contribuiscono ad alimentare la frammentazione. Insomma, il film non è né carne né pesce e annoia più che "intrigare".
MEMORABILE: "Shel" Shapiro, che appare all'inizio come guida spirituale, qualche anno dopo di quando cantava col complesso dei Rokes.

Daniela 28/10/16 02:46 - 11417 commenti

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Certo non può avere la carica innovativa del primo capitolo, ma non gli è inferiore quanto a felicità inventiva, sia dal punto di vista visivo, con sequenze ora buffamente strampalate ora di grande suggestione come l'albero degli impiccati, che per la cura del parlato caratterizzante ciascun personaggio, con il risultato di un esilarante mix linguistico. Imprescindibile Gassman, che era all'epoca l'unico attore che potesse rivestire i panni cenciosi del protagonista, eroico cialtrone, ed anche il resto del cast risulta assai gustoso. Sempreverde della comicità.

Il ferrini 15/11/21 00:34 - 1949 commenti

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Per stessa ammissione del regista è più debole del prototipo, ma di invenzioni ce ne sono a bizzeffe anche qui: la finta lebbrosa, il Proietti masochista, la strega Sandrelli. C'è anche Villaggio (che "kranzeggia") e infine Adolfo Celi, che parla solo in rima. Insomma, avercene di film così, con un duello finale con la morte dal sapore perfino bergmaniano. Gassman, al solito, è incontenibile e regala momenti memorabili, soprattutto nei monologhi. Qualche lungaggine perdonabile.
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