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TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/10/15 DAL BENEMERITO DEEPRED89
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Capannelle 14/02/16 12:44 - 3689 commenti

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Vedo in arrivo delle pernacchie per questo dramma familiare con la d minuscola, il cui script terribilmente elementare e melenso non meritava le attenzioni né di Muccino né tantomeno di un cast di alto livello. Certo, dirigere Crowe e gli altri non capita tutti i giorni, deve aver pensato il nostro compatriota, ma con questi risultati il suo curriculum ne beneficerà poco e apparirà come un regista rimasto indietro di 20 anni e incapace di dare la sua impronta personale.

Deepred89 2/10/15 12:12 - 3255 commenti

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Insulsa boiata melodrammatica, telefonatissima dal primo all'ultimo minuto, stracolma di patetismo da quattro soldi e psicologie da pomeriggio di Canale 5 (la donna spocchiosa perché trascurata, il papà buono ma malato da Cestiè-movie, la protagonista che la dà a tutti per crogiolarsi nella sua sconsolatezza). Odiosa la Seyfried (ma diamole l'attenuante del doppiaggio), Crowe il meno peggio, Paul fa il buono ma pare più strafatto che in Breaking Bad. Risibili parentesi psicologiche, confezione nemmeno impeccabile.
MEMORABILE: In bene: la scena che risolva l'estenuante deriva tribunalizia; In male: la Seyfried, giustamente mollata in tronco, "dressed to kill".

Lou 3/10/15 00:30 - 934 commenti

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Drammone degli affetti del Muccino americano, non sorretto da adeguata sceneggiatura. Se il tema principale è la conseguenza del dolore subito da bambini, gli atteggiamenti autodistruttivi di Katie da adulta risultano troppo automatici e non sufficientemente indagati. I due attori protagonisti, Russell Crowe e Amanda Seyfried, riescono comunque a offrire prove convincenti. Ci sono momenti riusciti, come il rapporto di Katie con la bambina nera in cura o i dialoghi di Crowe con il cognato. La Katie bambina sembra davvero la Seyfried da piccola.

Ryo 12/10/15 04:37 - 2169 commenti

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Particolare la scelta registica, che alterna vicende del presente con quelle di 25 anni prima, facendo scoprire allo spettatore, poco alla volta, il background della protagonista. Le prove attoriali sono abbastanza lodevoli: specialmente Russel Crowe sfoggia una credibilità eccezionale, efficace e non va mai sopra le righe. La sceneggiatura non è nulla di sorprendente e insuperabile, ma la messa in scena riesce a catturare e a farsi apprezzare per il dramma vissuto, tanto semplice quanto toccante.
MEMORABILE: Il giuramento fra Jake e Katie-bambina; Katie adulta risente al juke-box la canzone che cantava da piccola con il padre.

Gabrius79 13/10/15 00:51 - 1183 commenti

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Gabriele Muccino versione americana convince parzialmente perché il film si poggia su una sceneggiatura non sviluppata a fondo. Invece convince molto un intenso Russell Crowe, che riesce a immedesimarsi con bravura nel ruolo del padre e soprattutto a rendere bene la malattia che lo colpisce. La Seyfried se la cavicchia, specie nelle scene con la bambina di colore. Alla fine, comunque, non manca la melassa.

Nando 12/10/16 10:49 - 3453 commenti

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Melodramma notevolmente melenso che mostra il solito stile di Muccino, lacrime facili e situazioni da libro "Cuore" a buon mercato. Vicenda che si dipana su due spazi temporali e che vede un ottimo Crowe ben supportato dalla Kruger e da un cameo della Fonda. I due giovani protagonisti appaiono stereotipati nei loro comportamenti. Nel complesso non un capolavoro ma neanche un boiata pazzesca.

Ira72 11/01/17 15:51 - 906 commenti

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Male! La fiera della banalità. Pensate a un luogo comune e lo troverete invischiato in uno stucchevole sentimentalismo. Non so se per via del copione, che sembra la narrazione di uno dei tanti drammi raccontati quotidianamente in un noto programma trash pomeridiano o proprio per mancanza di idee. Fatto sta che, pur essendo scorrevole grazie all'ottimo Russel Crowe, il film non decolla e annichilisce le aspettative.

Parsifal68 5/01/17 23:51 - 607 commenti

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Non ci siamo proprio. Muccino vuole per forza impietosire, continuando la sua opera iniziata con La ricerca della felicità e proseguita poi con Sette anime, ma non si riesce proprio a digerire questo falso e melenso dramma familiare. Nel cinema c'è una linea sottile che divide il pietismo finto da quello che ti prende sottilmente e che ne decreta, quindi, la riuscita. Muccino, purtroppo, appartiene alla prima categoria. Crowe, comunque, monumentale!

Pigro 3/11/17 19:28 - 7701 commenti

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Mucciniano nella sensibilità mélo, ma fortunatamente non mucciniano nella narrazione, che non sbrodola mai, ma si mantiene asciutta e compatta, grazie anche a una sceneggiatura implacabile e ad attori come Crowe capaci di riempire lo schermo con la loro performance. Grandi emozioni in un lento svelamento delle ferite della vita, con rimbalzi temporali (la doppia storia della bambina orfana e di lei adolescente ninfomane per disperazione) che sempre più si palesano come surrogato di una sofferta seduta psicanalitica.

Galbo 22/10/19 05:46 - 11310 commenti

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Melodramma sulla genitorialità e sulle relazioni affettive e sentimentali, strutturato su due piani temporali. Sebbene la sceneggiatura non manchi di luoghi comuni e la vicenda sia ampiamente prevedibile, Muccino riesce a mantenere un certo senso della misura stilistico e di contenuti, e a non strafare grazie anche all’ottima prova degli attori, Crowe e Aroon Paul in particolare, che offrono le prove più sentite. Pessimo il doppiaggio italiano.
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