Il mio migliore incubo!

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Mon Pire Cauchemar
Anno: 2011
Genere: commedia (colore)
Note: E non "Il mio miglior incubo!".
Numero commenti presenti: 6
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Padre di un ragazzino con del talento, lo sciamannato Patrick (Poelvoorde) incontra a una riunione di classe Agathe (Huppert), tipica esponente dell'alta borghesia francese il cui figlio è al contrario molto meno dotato di quello di Patrick (suo amico). Degli adolescenti tuttavia il film si disinteressa quasi completamente, accessori utili quasi esclusivamente per favorire la conoscenza e lo scontro tra due mondi opposti. Patrick irrompe con tutta la sua genuina rozzezza nella vita di Agathe e del maturo compagno (Dussolier): lei annichilita dalla sua volgarità esibita senza freni, lui imbarazzato ma in fondo anche divertito e parzialmente complice. Una delle idee più sfruttate dalla commedia di ogni tempo genera in...Leggi tutto questo caso scintille fin dal primo imprevedibile incrocio a scuola e viene intelligentemente piegata alle esigenze di un film che vorrebbe anche riflettere sulle diverse qualità dei due diversi tipi di approcci alla vita, cosa che purtroppo affievolisce il divertimento nella seconda parte. La prima è invece un susseguirsi di gag talvolta davvero azzeccate e che coinvolgono come quarta "incomoda" la donna (Efira) a cui Patrick si rivolge per cercare di capire come evitare che i servizi sociali gli sottraggano la custodia del figlio. Se Poelvoorde è un torrente in piena che conferma le sue già note potenzialità comiche, la Huppert offre una eccellente performance nei panni della gallerista gelida, altezzosa e ovviamente disgustata dalla totale mancanza di savoir faire di Patrick. Ma come ampiamente prevedibile il fascino dell'uomo "animale" finirà col fare breccia persino nella fredda Agathe, il cui compagno da vent'anni si lascerà invece travolgere dalla bionda amica di Patrick stesso in uno scambio di coppie mai scatenato e condotto anzi con stile a suo modo sobrio dalla regista Anne Fontaine, che lascia comunque intuire una bella predisposizione alla commedia. I personaggi che animano la vicenda sono quindi solo quattro, con gli altri che restano ampiamente ai margini e danno modo ai protagonisti di farsi valere dal punto di vista attoriale grazie a una sceneggiatura ben studiata, che solo col tempo perde smalto andando a lambire quasi il lacrimevole in una seconda parte in cui tuttavia il tempo per farsi qualche sana risata non manca. Alla Huppert il compito di impersonare la figura più sfaccettata, a Poelvoorde quello di seguirla lasciando trasparire anche nel suo Patrick un animo nobile che sappia guardare al di là della battutaccia più o meno consapevole. Se poi la Efira incide poco o nulla nel ruolo della giovane entusiasta amante della natura e dello sport, più interessante è quello di Dussolier, per quanto in assoluto il più ovvio dei quattro: stimolato da Patrick, ammette la rigidità del suo rapporto con Agathe aprendosi alla nuova avventura fino a condurci verso una conclusione meno scontata del previsto. Una commedia incisiva, forte di quattro o cinque momenti davvero spassosi e di altri comunque centrati, va annoverata tra le più riuscite del periodo, cui la Huppert soprattutto regala un'aura di autenticità non comune pur dovendo impersonare un personaggio caricaturale.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/04/12 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 4/06/20
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Daniela 3/04/12 08:17 - 9111 commenti

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Lei è un'alto-borghese snob, frigida e antipatica, lui un poveraccio con precedenti penali e troppo incline all'alcool. L' amicizia dei rispettivi figlioli li costringerà a frequentarsi, con esiti imprevedibili... Ancora una volta, il cinema francese declina in chiave di commedia il tema degli opposti sociali che finiscono per attrarsi. Se il risultato è gradevole, nonostante qualche incertezza narrativa dopo l'inizio molto brillante, è merito della duttilità di Huppert, tagliata per il ruolo,  e della simpatia dell'irruento Poelvoorde.

Pinhead80 10/04/12 10:24 - 3837 commenti

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Davvero bella questa commedia di Anne Fontaine che sfrutta alla perfezione il materiale umano a sua disposizione. I protagonisti infatti sembrano essere perfettamente calati nel proprio ruolo tanto da dar l'impressione di non recitare ma di impersonare se stessi nella vita quotidiana. È una commedia intelligente in cui si alternano momenti per ridere di gusto e altri invece su cui riflettere. Da non perdere.
MEMORABILE: Poelvoorde alle prese con i muri di casa Huppert.

Skinner 25/10/12 13:16 - 593 commenti

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Mediocre commedia sentimentale, tutta già vista, sugli opposti che si attraggono. Qualche momento riuscito, sopratutto a pannaggio di Dussolier, mentre il solito Poelvoorde si esibisce nei suoi abituali lazzi. Prevedibile, anche se la buona confezione e una sempre ottima Huppert lo rendono potabile.

Galbo 4/11/12 08:44 - 11315 commenti

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Di film in cui gli opposti si attraggono è piena la storia del cinema. Questa commedia di Anne Fontaine si inserisce nel solco di una fortunata tradizione, che interpreta al meglio grazie alla felice scelta dei due protagonisti. La bravura della Huppert (qui alle prese con un ruolo differente dai suoi soliti) si sa; la piacevole sorpresa è quella di Benoît Poelvoorde, attore da noi poco conosciuto ma che si rivela bravissimo, tenendo testa alla più blasonata collega. La regista asseconda i due protagonisti, dirigendo con ritmo.

Didda23 8/11/12 09:07 - 2280 commenti

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L'inizio è di quelli fulminanti, e infatti vedere il bifolco Poelvoorde alle prese con il mondo dell'alta borghesia genera divertimento per gli inevitabili contrasti. Poi lentamente la vicenda si incanala nella più bieca commedia romantica, offrendo davvero pochi spunti interessanti. Bene il cast di contorno, soprattutto la coppia Dussolier-Efira. Regia ordinata che si mette al servizio della discreta sceneggiatura. Visto l'alto standard della commedia francese di ultimissima generazione ci si aspettava qualcosa di più.
MEMORABILE: Poelvoorde che ristruttura la casa della Huppert.

Furetto60 2/09/14 11:55 - 1129 commenti

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Se si cerca qualcosa di nuovo sotto al sole, merce di per sé già rarissima, questo film è la meta meno adatta, ma nel solco delle commedie sull'attrazione tra opposte diversità, sul quale poggia il mondo, si può affermare che la presente è cosa ben riuscita. Buona parte del merito va ai due protagonisti, con momenti ameni assai, oltre che alla valida sceneggiatura. Piacevole e intelligente.
MEMORABILE: La cavallina...
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