Quel motel vicino alla palude

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Brutes and savage
Anno: 1976
Genere: horror (colore)
Note: (aka "Death trap", "Eaten alive", "Starlight slaughter", "Legend of the Bayou", "Horror hotel")
Numero commenti presenti: 29
Papiro: cartaceo

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Puppigallo 28/01/07 17:32 - 4525 commenti

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E’ uno di quei pochi film D.O.M. (Denominazione d'Origine Marcia). L’atmosfera è sporca, cattiva, se ne può quasi sentire l’odore nauseante. La trama non conta. Bastano, il protagonista, schizzato, proprietario del motel e l’alligatore, che gli elimina la “spazzatura”. Il resto è più che altro carne da macello, o meglio ancora da massacro.Le scene piuttosto forti non mancano; e il finale, più giusto di così non poteva essere. Consigliabile solo agli appassionati del genere, che non resteranno delusi.

Undying 2/05/07 22:10 - 3839 commenti

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Dopo Non Aprite quella Porta, Hooper firma il suo secondo capolavoro: molto simile per contenuti al predecessore e nato in un contesto "indipendente" (quasi amatoriale). Proprio il basso budget costringe il regista a fare ricorso al suo inconfondibile stile: tetro, depresso, malato pur se vagamente debitore dei "contenuti" di Psycho (il folle deviato ed il motel). Ottima l'interpretazione (giustamente sopra le righe) di Neville Brand, sognante quella di Mel Ferrer, anticipatrice quella di Englund. Piccolo gioiello del genere... Marcio.
MEMORABILE: L'uccisione di uno degli ospiti eseguita con una falce, per essere poi dato in pasto all'alligatore...

Dr.schock 7/12/07 16:23 - 83 commenti

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Non all'altezza di Non aprite quella porta (sarebbe stato impossibile), ma comunque altro grandissimo film di Tobe Hooper, anche questo girato con pochissimi mezzi e tanta inventiva. La trama può ricordare un po' quella di Psyco, ma se ne distacca notevolmente per le atmosfere e i personaggi completamente schizzati e fuori di testa. Citazione d'obbligo per la splendida fotografia e per la colonna sonora, straniante come tutto il resto.
MEMORABILE: Carolyn "Morticia" Jones, maitresse del bordello, accoglie Mel Ferrer alla ricerca della figlia: "Prego, fate come se foste a casa vostra".

Ciavazzaro 24/03/08 12:40 - 4766 commenti

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Altro piccolo capolavoro per Hooper, che conta nel cast alcune vecchie glorie come Mel Ferrer (destinato a fare un brutta fine) e Carolyne Jones (proprietaria di un bordello). L'idea del coccodrillo assassino è interessante e la lugubre ambientazione del motel "in fondo alla palude" funziona. Non mancano anche buone dosi di sangue. Da vedere.

Capannelle 9/05/08 13:18 - 3743 commenti

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Più passi indietro rispetto al precedente film. Hooper gira all'insegna del trash più spinto e con una inferiore cura registica. Nel primo tempo non avverto tensione, anzi sembra di assistere ad un film grottesco. Non c'è suspence prima e durante le varie morti. Nella seconda parte recupera un po' e finisce in crescendo. Divertenti i personaggi della tenutaria e il marito fuori di testa (mitico protagonista del Fantasma del palcoscenico by De Palma).

Hackett 10/05/08 13:05 - 1743 commenti

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Uno dei pochi film (oltre a Non aprite quella porta, naturalmente) davvero riusciti di Hooper. Per tutta la pellicola si respira l'aria malata che regna sul motel dell'ambiguo e notevole protagonista. Citazioni evidenti dai classici del thriller e dal suo lavoro più famoso. All'epoca il regista aveva ancora qualcosa da dire e un suo stile.

Herrkinski 16/05/08 11:50 - 5290 commenti

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Certo era impossibile replicare quel mastodontico capolavoro del terrore che era Non Aprite Quella Porta, ma in questo film Hooper riesce a creare altri bei personaggi e un'ambientazione lugubre, che passa dal Texas arido e soleggiato del precedente film alla Louisiana umida, paludosa e notturna. Il personaggio del folle Judd è davvero folkloristico, ci sono parecchie scene grand-guignolesche e un pizzico di humour nero che dà un tono quasi grottesco a certe sequenze. Compaiono anche Marilyn Burns (la Sally del precedente film) e Robert Englund!!

Patrick78 17/01/09 09:46 - 357 commenti

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Tobe Hooper, ovvero un altro di quei registi che vive di rendita e può fare allegramente ciò che vuole. Un insulto al genere questo scandaloso lavoretto che come spaccato di profondo Sud statunitense e di provincia rurale aveva qualche carta da giocare ma che invece si accartoccia in alcune stupide sequenze gore. Per il resto tabula rasa, con una recitazione da stoccafissi, una fotografia posticcia e una scenografia da recita scolastica di fine anno. Stendiamo un velo pietoso sul coccodrillo meccanico (due tavole di legno unite insieme)! Dilettantesco.

Galbo 4/11/09 07:09 - 11449 commenti

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Decisamente uno dei film più riusciti di Tobe Hooper regista molto attivo in chiave horror negli anni 70/80. Il talento del regista si dimostra nel realizzare film efficaci allo scopo pur con pochi mezzi economici. Da questo punto di vista molto azzeccata l'idea di realizzare l'opera quasi esclusivamente in luoghi chiusi che rendono pù funzionale lo spirito claustrofobico. Adeguato il cast.

Trivex 18/11/09 21:14 - 1507 commenti

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Pellicola minimalistica, lenta, grigia e malsana. L'unico elemento fuori posto è il "coccodrillone plasticone", meglio sarebbe stato tentare di dissimularlo, almeno parzialmente. Il resto è "cultissimo": dialoghi di pazzi scatenati, inseguimenti con la falce, donne urlanti, sceriffo dandy e bambina prigioniera tra i topi! Il sangue artificiale c'è, dosato con azzeccata parsimonia per non rendere lo splatter l'elemento fondamentale del film. Non mancano un paio di discreti nudi femminili, tra cui l'ultimo va oltre la sfera del gratuito. Finalone plausibile!
MEMORABILE: Mel Ferrer "falciato" in testa, con l'attrezzo incastrato ed il corpo sanguinante, viene attaccato ancora vivo dal coccodrillone!

Pinhead80 3/05/10 11:32 - 4004 commenti

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La storia del film è molto semplice e soprattutto ripetitiva. Non c'è né originalità, né tantomeno verve da parte degli attori, che sembrano impazienti di finire nella fauci del coccodrillo africano. Come riescano poi gli avventori del motel a soccombere a Neville Brand, nella parte del cattivo, è un mistero insolubile. Dire che si poteva fare meglio è eufemistico. La bambina nascosta, che urla solo quando non ci sono persone che la possono aiutare, dice tutto. Niente a che vedere con gli altri film di Tobe Hooper.

Buiomega71 12/03/11 18:48 - 2297 commenti

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Forse lo zenith del cinema Hooperiano, ancor più folle e delirante (se possibile) dell'immortale TCM. Hooper avvolge questa allucinante follia in un contesto surreale, con una fotografia satura, quasi sperimentale. I folli monologhi di Brandt sul coccodrillo, Englund buzzurro erotomane, una fauna umana alla deriva, canzoni country in sottofondo per quasi tutto il film (che amplificano lo straniamento dell'insieme), sino a un finale di isterica concitazione (Brand zoppicante e armato di falce non si scorda più). Assolutamente da adorare.
MEMORABILE: L'inizio, con Englund che tenta di sodomizzare la prostituta; la stessa prostituta massacrata a colpi di falce da Judd; Finley che cerca il suo occhio.

Homesick 19/05/11 18:27 - 5737 commenti

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La fotografia è livida e irreale, l’ambientazione un profondo Sud primitivo e mefitico, le musiche un pulviscolo di dissonanze: un reparto tecnico munito della dovuta rozzezza per replicare il crollo dell’ottimismo borghese e l’esplosione degli istinti belluini dell’essere umano di Non aprite quella porta, ma indegnamente supportato da un racconto fiacco e stagnante nel ricamo gore e nella litania dello strillo (peccato però che madre e figlia, ambedue insopportabili, non finiscano anch’esse tra le fauci del rettile). Iconiche la vecchia gloria (Brand) e quella nascitura (Englund).
MEMORABILE: I deliranti monologhi di Finley e la sua (doverosa) morte.

Giùan 30/07/11 07:41 - 3049 commenti

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Senza dubbio Hooper è (è stato?) uno dei pochi registi puristi del genere horror-gore, oltre che uno dei suoi antesignani; di qui la sua capacità, in Brutes and savage ancora palese e lucidissima, di creare nel motel un microcosmo concentrazionario di rara intensità e parossismo. Alla componente iperrealistica (vedi la fotografia) fa poi da necessario contraltare un understatement ironico evidente (lo sceriffo marpione, la famigliola d'esauriti, il papà alla ricerca della figlia "perduta", lo stesso coccodrillone che attende i pasti). Nudità da exploitation.
MEMORABILE: L'ammazzamento con la falce conficcata nel collo di Mel Ferrer; le scene col marito esaurito e ultra miope; i monologhi di Judd.

Ryo 19/01/12 16:23 - 2169 commenti

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Molto hooperiano, riesce con una sceneggiatura semplice che più semplice non si può a trasmettere l'angoscia e la pazzia che regna in tutto il film nella maggior parte dei personaggi, dalle vittime ai carnefici. Il trucco del coccodrillo non è ottimo e nella scena finale con qualche luce sparata in più si nota di più l'effetto pupazzesco. Tutta la pellicola, come Non aprite quella porta è impregnata di un aria sporca e malsana.
MEMORABILE: L'agghiacciante marito, papà della bambina; La tizia che viene scaraventata giù dalle scale.

Cotola 15/11/12 23:42 - 7622 commenti

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Prosieguo ideale del film precedente di cui riprende l'analisi di una provincia americana altrettanto buzzurra, malsana e malata nonchè le notevoli dosi di cattiveria (ma qui ce n'è un po' di meno). Meno teso ed efficace; più sbrigativo ed "artigianale" ma non certo poi così tanto inferiore. Un piccolo gioiellino con delle belle e gustose zampate di crudeltà e di splatter: il coccodrillone famelico non si dimentica facilmente. Hooper ci sapeva fare: peccato che poi si sia perso per strada. Per apprezzarlo appieno è necessario vederlo in una buona edizione hv che ne esalti il comparto visivo.

Modo 3/06/14 22:40 - 829 commenti

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Il regista di Non aprite quella porta torna con un film ancora più delirante e fuori di testa del primo; certo non altrettanto buono, ma va apprezzato per la sua follia fuori dagli schemi. Un horror come si facevano solo negli anni '70, pazzo e degenerato.

Deepred89 8/06/14 13:05 - 3310 commenti

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Da un soggetto di per sé totalmente folle Hooper realizza un film marcio, cupissimo, rozzo e allucinato, condito con stranianti musiche country e illuminazioni deliranti che anticipano Querelle. Una gustosissima full immersion nel malsano, così febbricitante e primordiale che pure i rozzissimi effetti speciali risultano perfetti per il contesto. Il tutto senza esagerare nella violenza esplicita, giocando sapientemente con luci, suoni, movimenti di mdp e attimi di follia recitativa. Secondo chi scrive il vero capolavoro del regista.

Jdelarge 1/09/14 01:48 - 886 commenti

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Spesso, da trame ridotte all'osso, molti registi riescono a tirare fuori film di qualità eccelsa, ma non è il caso della pellicola in questione. Lo specialista Hooper non riesce ad andare oltre alla scontatissima storia, riuscendo soltanto a creare un'ottima atmosfera "malata" grazie all'utilizzo delle luci rosse e della nebbia, che rende l'ambiente in cui si svolge la vicenda estremamente putrido. Il resto è "normale amministrazione": non ci sono guizzi particolari né scene indimenticabili.

Jena 23/01/15 16:52 - 1217 commenti

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Uno dei migliori film di Hooper, che nella sua fase iniziale produsse nel genere alcuni capolavori. Grandiosa l'ambientazione nel motel immerso nel Sud paludoso: viene creata un'atmosfera quasi trasognata, di un mondo parallelo, resa con violenti e caldi colori rosseggianti, del tutto antirealistici (come verrà fatto nel capolavoro Il tunnel dell'orrore). Brand si produce in una performance assolutamante delirante, con monologhi incredibili, come eccezionali sono le interpretazioni altrettanto deliranti di Finley e Englund. Una chicca!
MEMORABILE: Il coccodrillo nella palude; Il fine del barbonicino, Finley che abbaia; I monologhi di Brand.

Rufus68 10/12/16 00:24 - 3152 commenti

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Il profondo Sud dell'America secondo Hooper: lurido, arretrato covo di un'umanità malsana. La colonna sonora subliminale (quella vera e propria, una sonorizzazione disturbante e quella assicurata dalle radio, con il folk più trito) e l'ambientazione umida e desolata riescono a trasmettere questa atmosfera di disagio. La realizzazione dell'insieme, tuttavia, è piuttosto grezza, così come la concatenazione degli eventi, ma forse è proprio tale aspetto non rifinito ad aver assicurato alla pellicola un vasto seguito. Brand adeguato alla bisogna.

Ira72 6/11/17 14:49 - 971 commenti

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Talmente kitsch e grottesco da rasentare il ridicolo per un horror che, in teoria, dovrebbe terrorizzare. Il risultato, invece, è deludente. E non mi riferisco a un evidente budget ridotto che non permette chissà quali effetti speciali, ma alla più totale mancanza di originalità e di tensione. Urla continue, inverosimili inseguimenti rocamboleschi in un'atmosfera da luna park Anni 80, con sangue che schizza ovunque e un coccodrillo con le fauci sempre spalancate sotto alla preda di turno. Vincere facile raramente è stato così difficile: qui impossibile!

Luras 10/04/18 16:19 - 142 commenti

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Paludoso anche nella sceneggiatura e nella qualità molto artigianale della fotografia, benché questo possa anche conferire un che di quasi documentaristico al tutto. Da questo punto di vista sarebbe anche valido, solo che pare abbastanza ridicolo nel complesso, con una carica paurosa di fatto assente (cosa negativa per una pellicola del genere, dato che mescolando tutto quello che si vede, l'effetto è piuttosto confusionario e poco spaventoso). Il rettile si vede poco ed è un peccato, perché sarebbe stato il miglior attore presente.

Anthonyvm 8/06/18 19:15 - 2128 commenti

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Un altro bel film dal re dell'horror all'americana Tobe Hooper, in cui un incredibile Neville Brand dà anima e corpo a uno dei serial killer cinematografici più inquietanti e squallidi. Non il meglio a livello di trama (che in fondo si sviluppa come una serie di visite al motele e conseguenti omicidi), ma ricolmo di scene di sicuro impatto. Il meglio è dato dalla famiglia disfunzionale il cui sottile equilibrio crolla del tutto dopo la morte del cane della bambina. Grande atmosfera sudista, bravi interpreti. Un piccolo grande cult da vedere.

Ronax 29/01/19 00:26 - 920 commenti

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Hooper cerca di bissare il successo di Non aprite quella porta con un nuovo horror solo parzialmente riuscito. Se da un lato le location melmose, scure e claustrofobiche, riescono indubbiamente a creare un'atmosfera putrida e malsana non priva di suggestione, dall'altro gli snodi narrativi sono invece appesantiti da molte lentezze e seguono percorsi prevedibili e scontati, soprattutto nel finale. Effetti speciali modesti, compreso il coccodrillone perennemente affamato che però non sfigura affatto se confrontato con gli attori in carne e ossa.
MEMORABILE: I monologhi di Brand che evocano chiaramente il passato militare del folle assassino.

Pesten 14/10/18 13:11 - 646 commenti

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Hooper era consapevole di aver scritto la storia, con Non aprite quella porta, e questo ha influito molto sul film: sicuramente non un successo come il fratello maggiore, ma speciale e unico sotto molti aspetti. Accanto a una vicenda semplice e una serie di personaggi secondari che di certo non sono al top della recitazione, abbiamo una fotografia, delle luci e una location che formano un trip oppressivo, acido, soffocante, melmoso come la palude dove si svolgono gli eventi. Il protagonista è l'emblema di tutto: pura follia.
MEMORABILE: Il protagonista, non pazzo tanto per, ma reduce dalla guerra: una bella denuncia velata; Englund propone sesso anale alla squillo, vero tabù al tempo.

Rocchiola 20/08/19 20:19 - 878 commenti

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Dopo il massacro della motosega Hooper dirige un altro film indipendente feroce e malsano che è forse il primo horror con alligatore. I risultati non sono comunque all’altezza del modello. Perennemente notturno, il film soffre di un’ambientazione palesemente fasulla illuminata artificialmente con colorazioni esasperate. I clienti del motel sono più suonati del gestore, la radio country in sottofondo non dà tregua e ci sono troppe urla. Brand è comunque perfetto nella parte del pazzo omicida, ma il coccodrillo è vergognosamente immobile.
MEMORABILE: La prima vittima presa a rastrellate; Englund cowboy macho amante dei posteriori femminili; La gamba di legno galleggiante nel finale.

Taxius 1/09/19 23:37 - 1651 commenti

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Tobe Hooper con un pugno di dollari gira un piccolo capolavoro horror capace ancora oggi di inquietare non poco. Quel motel vicino alla palude è un B-movie semplice ma che funziona e non invecchia, grazie a un'ottima regia e a tanta fantasia. La prima cosa che salta all'occhio è l'atmosfera intrisa di marciume che si respira, mentre per seconda la bellissima quanto semplice ambientazione paludosa. Per quanto riguarda il sangue e la violenza è impossibile restare delusi, in quanto abbondano. Per gli amanti del genere è un must.

Metakosmos 20/11/19 07:20 - 202 commenti

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Hooper continua il discorso sulla follia nascosta nel cuore della provincia americana che aveva iniziato con l'iconico predecessore e seppur qui non ci sia la stessa incisiva originalità, il risultato non è da meno. Il senso di squallore che emana l'ambientazione del vecchio albergo sul bayou viene accresciuto dal bizzarro uso dei colori e della musica (che oscillano tra dissonanze elettroniche e la quasi onnipresente musica country di sottofondo). Completano l'opera una carrellata di personaggi grotteschi, in primis Brand veterano fuori di testa.
MEMORABILE: I monologhi da cui emerge lo shockante passato in guerra del protagonista; L'omicidio con la falce; Il coccodrillone.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 9/07/09 17:49
    Consigliere - 43739 interventi
    Confrontato e in effetti è vero: se le scene sono solo queste due...
    - la prima manca proprio nella vhs Playtime e la scena si tronca prima
    - la seconda anche ma è più curioso: nel dvd si sente in italiano Brand che dice "Queste bestie non muoiono mai!", così come nella vhs. Poi nella vhs c'è un inavvertibile stacco mentre su dvd la scena continua uguale a se stessa e si sente Brand dire "those beasts will never die" (ovvero la ripetizione della frase appena sentita in italiano...). Chissà il perché di quei taglietti minuscoli. Mah. Nel secondo caso semplice caduta di fotogrammi penso...
    Certo è che il dvd ha i colori ancora più impastati della vhs, dove sono molto più naturali e definiti...
    A questo punto ci vorrebbe davvero un bel restauro, perché il dvd è veramente scadente direi. Notato anch'io strane somiglianze Brand/Funari :)
  • Discussione Herrkinski • 9/07/09 20:57
    Vice capo scrivano - 2304 interventi
    In effetti anche nel DVD i colori sono abbastanza impastati, però mi pare che il tutto sia più comprensibile per il semplice passaggio in digitale.. Nella VHS, tra i colori saturi e la poca nitidezza tipica del supporto, era ovviamente peggio. Cmnq ben venga un restauro!
  • Homevideo Lucius • 19/04/17 18:05
    Scrivano - 8308 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa colezione Lucius, la cover della vhs targata Playtime:

    Ultima modifica: 19/04/17 20:20 da Zender
  • Homevideo Digital • 19/04/17 18:31
    Segretario - 3058 interventi
    Ma si sente malissimo come il dvd eagle?
  • Homevideo Buiomega71 • 19/04/17 19:10
    Pianificazione e progetti - 22100 interventi
    Digital ebbe a dire:
    Ma si sente malissimo come il dvd eagle?

    L'audio della vhs e abbastanza "inascoltabile" in realtà, con un effetto "intubato" che, però, rafforza il marciume della pellicola
  • Homevideo Digital • 19/04/17 19:30
    Segretario - 3058 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Digital ebbe a dire:
    Ma si sente malissimo come il dvd eagle?

    L'audio della vhs e abbastanza "inascoltabile" in realtà, con un effetto "intubato" che, però, rafforza il marciume della pellicola

    Quando salterà fuori un doppiaggio italiano accettabile potrò colmare questa pesante lacuna..
  • Homevideo Digital • 22/09/17 23:17
    Segretario - 3058 interventi
    Dvd Sinister (in edizione restaurata) disponibile dal 8/11/2017. Avrà un buon audio italiano? Dubito, ma ci spero.
  • Homevideo Rebis • 23/09/17 01:49
    Gestione sicurezza - 4287 interventi
    Speriamo... ma dopo il trattamento riservato a Gli orrori del liceo femminile ho grossi dubbi ...
  • Homevideo Digital • 23/09/17 09:36
    Segretario - 3058 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Speriamo... ma dopo il trattamento riservato a Gli orrori del liceo femminile ho grossi dubbi ...
    Ma si, a loro interessa fare solo i big money, della qualità se ne infischiano. Pensano di invogliare con queste EDIZIONI RESTAURATE, ma se poi l'audio si sente male, del bel video ci si fa poco.
    Ultima modifica: 23/09/17 09:36 da Digital
  • Homevideo Rocchiola • 20/08/19 20:23
    Call center Davinotti - 1152 interventi
    Ritornato disponibile nel 2017 in DVD grazie alla preziosa opera della Sinister che dovrebbe aver usato il nuovo master restaurato in 4K dalla Arrow per l’edizione inglese in bluray. Come sempre dalle nostre parti un master HD viene prodotto su supporto SD. Il risultato è positivo nell’immagine che appare pulita e dalla definizione discreta. Anche i colori sono decisamente più equilibrati rispetto alla prima edizione in DVD del 2006. Pessimo l’audio italiano originale mono che risulta quasi assordante (bisogna abbassare il volume e non alzarlo come in molti casi succede), ma soprattutto chiuso ed a tratti difficilmente comprensibile con rumori di fondo molto stridenti.