Veloce come il vento

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Papà muore ai box mentre la figlia Giulia (De Angelis) sta guidando in pista; al funerale si rifà vivo il di lei fratello, Loris (Accorsi), tossicodipendente con un passato di pilota. Sulle prime son scintille: caratteri troppo diversi, un'incompatibilità apparentemente insanabile, ma poi lei scopre che per migliorare, per imparare a guidare e vincere in un campionato di livello come quello GT, può forse sfruttare l'innegabile talento del fratello, che comincia così a insegnarle i trucchi del mestiere, ad accorciare le curve, a superare come si deve... Il rapporto tra i due, che resta comunque difficile, comincia lentamente a migliorare e l'ottica doppia che pone sullo stesso piano i due protagonisti permette di godere di un'insolita varietà...Leggi tutto di vedute. Da una parte la vita sregolata di lui, l'incapacità di essere normale, la camminata claudicante, la relazione difficile con la ragazza che ama (Mattei) e con la quale condivide ogni sorta di "trip", dall'altra la frustrata esistenza di lei, il cui equilibrio viene devastato dalla morte del padre prima e dell'entrata in scena di Loris subito dopo. Anche perché è sempre lei a doversi occupare del fratellino minore (Pugnaghi), triste e malinconico, che parla poco e non pare molto... inserito. Problematiche gravi da affrontare che finiscono con lasciare sullo sfondo l'aspetto più squisitamente sportivo: le gare sui circuiti italiani (Monza, Imola, Mugello, Vallelunga) deludono un po' quanto a resa spettacolare nonostante l'abile regia di Matteo Rovere, il quale in altri frangenti si segnala invece per una qualità di riprese superiori alla media e un'ottima mano, formalmente ineccepibile (si vedano la sfida alla cosiddetta "italian race", oppure la scena in piscina). La De Angelis, molto in parte, convince nel suo ruolo di diciassettenne adulta, ma è soprattutto l'interpretazione costantemente sopra le righe di Accorsi, dal marcato accento romagnolo, a caratterizzare il film e a dargli un tono verace a suo modo indimenticabile: lontano dagli abituali standard, l'ex idolo delle ragazzine si rivela commediante di rango, capace di variare registro con grande disinvoltura, di passare dalle ingenuità a ruota libera di chi ha perso ogni freno inibitore a improvvisi sprazzi di consapevolezza. Solo il personaggio del piccolo Nico sembra troppo stereotipato e poco interessante, mentre Graziosi è al contrario perfetto nel ruolo del “meccanico di fiducia”. Buono il montaggio e ottime le musiche, inserite in un sonoro che restituisce bene il rombo dei motori e si fa notare. La cura di Rovere in regia si avverte anche quando è alle prese con scene non del tutto riuscite come la fuga in auto dopo la testata (una decisa forzatura) o nel finale, un po' subdolo e costruito, mostrando come anche in presenza di qualche falla in sceneggiatura si possa risolvere il tutto senza far scadere eccessivamente il film. Non tutto funziona a dovere (anche nel disegno dei personaggi), ma intanto un Accorsi così “sballato” chissà quando mai lo rivedremo, vacca boia!
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/04/16 DAL BENEMERITO GABRIUS79 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 9/04/16
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Deepred89 10/08/16 09:59 - 3309 commenti

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Le poco credibili premesse (muore il padre e, minorenni, si ritrovano in casa il fratello tossico) stile Attualità nera accendono un dramma sportivo insolitamente avvincente e sorprendentemente ben recitato (Accorsi al suo meglio, bravissima Matilda De Angelis), ben diretto anche nelle scene di gara e in grado di rendere simpatico e bilanciato un personaggio (quello di Accorsi) non facile. Qualche caduta nel melodramma verso la fine, fotografia inutilmente filtrata e musiche generalmente sbagliate, ma prodotto validissimo.

Gabrius79 6/04/16 20:27 - 1206 commenti

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Matteo Rovere dirige un discreto film ricco di adrenalina, a tratti emozionante, con una buona dose di ironia e sentimento grazie anche a un'ottima prova di Stefano Accorsi che ben si cala nel personaggio. Da non sottovalutare neppure l'interpretazione di Matilda De Angelis. Belle le scene automobilistiche che fanno da cornice alla vicenda. L'inizio stanca un po', ma poco dopo il film prende quota.

Lou 9/04/16 00:20 - 982 commenti

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Una storia di emarginazione, ambientata nel mondo delle corse in macchina. Accorsi fa il tossico simpatico, recitando con una sana cadenza romagnola e calandosi molto bene nel personaggio, ma a stupire positivamente è la portentosa e giovanissima Matilda De Angelis, chiamata a un ruolo impegnativo. La storia è particolare, a tratti emozionante e commuovente e si prestava a maggiori approfondimenti, mentre si è dato molto spazio al rombo dei motori. Decisamente fuori luogo gli inseguimenti stradali nelle vie cittadine.
MEMORABILE: "Di disperati veri siamo rimasti in pochi".

Markus 9/04/16 10:21 - 3330 commenti

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Si capisce sin da subito che le corse automobilistiche di cui si parla sono soltanto un via per raccontare l'ennesima vicenda di disagio sociale. La formula di Rovere pare comunque funzionare, perché la componente sportiva apporta ritmo e maschera il piagnisteo. Il vero piatto forte del film è però un Accorsi perfettamente a proprio agio nel personaggio; che stavolta pare davvero calzargli a pennello perché, detto tra noi, alla domanda "Qual è il personaggio più rappresentativo di Accorsi?" seguiva, fino a oggi, un drammatico silenzio.

Saintgifts 15/06/16 09:50 - 4098 commenti

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Evidentemente ad Accorsi stanno bene le parti in cui c'è da gigioneggiare (anche seriamente), perché questa mi sembra la sua miglior performance dopo "two is mei che one". Se Accorsi è buona parte della riuscita del film, anche gli altri non scherzano, da Matilda De Angelis fino alla vissuta maschera di Paolo Graziosi. Ma il film è anche la storia raccontata e ben diretta da Rovere, che riunisce tre generazioni rappresentate dai tre fratelli, con le loro peculiarità, dove non tutto è bene, ma non tutto è nemmeno male. Dramma-commedia ben congegnato.

Taxius 15/04/16 15:44 - 1651 commenti

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Loris è un ex pilota drogato che dopo la morte del padre si riavvicina alla sorella anch'essa pilota per poi diventarne allenatore. Matteo Rovere è bravo a mescolare la classica tematica del disagio sociale con l'adrenalinico mondo delle corse riuscendo a inventarsi un genere tutto nuovo per il cinema italiano. Bravissimo Accorsi (non avrei mai pensato di dirlo) nella parte del tossico, ma eccellente anche la giovane De Angelis. A tratti presenta qualche calo o qualche scena più debole, ma nulla di invalidante. Merita assolutamente.
MEMORABILE: La bellissima sequenza dell'Italian Race; L'effrazione in piscina.

Puppigallo 16/04/16 01:33 - 4525 commenti

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Il film merita un'occhiata soprattutto per l'interpretazione di Accorsi, che nei panni dello strafattone e strafottente, coerente fino all'ultima curva, dà il meglio/peggio di sé (vederlo e sentirlo parlare/biascicare risulta piuttosto divertente). Se poi si aggiungono un discreto ritmo, musiche appropriate, attori potabili (la ragazzina se la cava) e qualche simpatica trovata, ecco che il risultato non è poi così male, volendo passare poco più di 90 minuti di svago.
MEMORABILE: "Ma perché ha tenuto questa bara di merda?"; Il "domicilio" finale.

Xamini 23/04/16 01:37 - 1026 commenti

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A fronte di un trailer che alterna il rombo dei motori alla parlantina neo-romagnola di un Accorsi dal capello unticcio lasciandoci in un limbo di desiderio che oscilla tra epica e "vacca boia", il film di Rovere si dimostra più contenuto. Incipit di grande impatto emozionale, taglio fotografico da film d'azione hollywoodiano, ma una serie di personaggi tutti italiani, in cima ai quali barcolla un Accorsi costantemente eccessivo (e quindi non realistico) ma piuttosto incisivo. I due fratelli minori arrancano un po' al suo cospetto e anche la sceneggiatura non ne esce proprio pulita, ma alla fine il gioco risulta piacevole. Solo un appunto: per i disperati veri, chiedere al Marinelli di Non essere cattivo.

Dusso 4/06/16 17:30 - 1539 commenti

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Nota decisamente dolente il finale, nel quale vengono lasciate in sospeso alcune cose. Al di là di questo è un'opera italiana decisamente riuscita, con il personaggio di Accorsi assai "gustoso" (uno strafatto romagnolo detto "il ballerino" che non si dimentica facilmente). Brava anche la giovanissima protagonista.

Galbo 14/08/16 06:38 - 11448 commenti

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Buon film di genere, ambientato nel mondo delle corse automobilistiche. Valido nel ricreare il clima sportivo e di passione per i motori, il film racconta una vicenda umana di (parziale) redenzione. Il fulcro della storia è il rapporto tra i due fratelli. Se è molto convincente la prova di Accorsi (forse il suo migliore ruolo) non va tralasciata quella della giovane De Angelis, che si contrappone efficacemente al collega. Funziona nel film l'alternanza tra le scene sportive e quelle più intimiste.

Nancy 22/07/16 21:29 - 774 commenti

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Il film si regge sulle potenti interpretazioni della giovane De Angelis e di un Accorsi senza freni inibitori, una adolescente prodigio e l'altro ex astro del rally ora tossicodipendente, due fratelli legati dalla passione familiare per l'automobilismo. Due personaggi interessanti anche se in qualche modo limitati in una trama che poteva dare loro qualche spunto in più. Notevoli le scene d'azione e su tutte quella ambientata a Matera. Bella l'ambientazione fortemente localizzata a Imola e dintorni, che farcisce la sceneggiatura di dialettismi.

Rebis 29/07/16 15:16 - 2088 commenti

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Claudio Caligari ha fatto un grande favore al cinema di genere italiano: ha scongelato un rimosso, un'umanità marginale, l'unica oggi capace di conferirgli un'anima. E allora ecco Accorsi, capello unto, occhio pallato, crack alla mano (marijuana no, grazie) accento emiliano che conquista, deriva parassitaria di un passato insoluto. E il film di Rovere è un lacrima-movie rombante, un cuore di tuono che impenna il melodramma sociale. Cinema di pancia che non spiega ma racconta, che fa del ritmo l'unica psicologia possibile. Cast in palla, carrozzeria smagliante, colonna sonora che spacca.
MEMORABILE: "Se hai tutto sotto controllo, significa che non stai andando abbastanza veloce."

Hoffmann 1/08/16 09:53 - 5 commenti

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Molti anni erano passati dall'ultimo film di corse ambientato in terra italica. Matteo Rovere riprende il tema e lo declina attraverso una storia familiare disagiata, un campionato GT da vincere, una casa da riscattare e soprattutto dei rapporti da salvare. Ha fatto gridare al miracolo: sicuramente non è così, ma siamo di fronte a un bell'action-sportivo che ti tiene incollato per le due ore scarse di durata. La DeAngelis e Accorsi a volte sono in over-acting ma per l'occasione hanno le scuse adatte.

Paulaster 2/09/16 11:07 - 2865 commenti

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Mischiare i drammi umani al lato automobilistico dove anche gli outsider hanno una chance. Strepitoso Accorsi che dà al film l'anima popolare e al contempo dignità al mondo degli strafattoni innocui. Eccessi nella drammatizzazione (gli inseguimenti e una squadra ai box di due persone) e un calo nella parte centrale, ma il finale riequilibra la storia. Il girato in pista potrà soddisfare i patiti delle corse (oltre agli allenamenti in stile Rocky, che funzionano sempre). Acerba ma con un buon piglio la protagonista.
MEMORABILE: "Avete da accendere?"

Decimamusa 6/01/17 09:56 - 85 commenti

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Molto bene Accorsi, che sa disegnare nelle varie situazioni il tipo dello "schizzato" tossico e la De Angelis che, alla sua prima prova da protagonista, dà spessore alla giovane sorella tenera e combattiva. Piloti entrambi, per DNA familiare. Sullo sfondo delle vicende personali, un mondo che è più di uno sfondo: quello reboante delle corse GT (con scene ben fatte), che macina in un mix travolgente schegge di passioni e interessi. Il tutto senza calcare la mano, arrestandosi sempre un attimo prima dei toni moraleggianti o melodrammatici.
MEMORABILE: Loris a Minotti, dopo la decisione di gareggiare con la vecchia Peugeot turbo 16: "Guarda che i disperati veri siam rimasti in pochi".

Nando 28/02/17 23:46 - 3495 commenti

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Un Accorsi coinvolgente ci conduce in una vicenda di corse automobilistiche miscelata con situazioni familiari. Ritmo sempre elevato tra motori rombanti e bei paesaggi verdi. Una pellicola sorprendente che offre un buon cinema italico fatto di adrenalina e sentimenti. Probabilmente una delle migliori prove di Accorsi, monumentale.

Didda23 15/03/17 16:36 - 2297 commenti

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Sorprendente. Rovere sfrutta, come meglio non potrebbe, il risicato budget a disposizione e confeziona una pellicola interessantissima con una regia spettacolare nelle scene d'azione e con una buona predisposizione per il ritmo. Benché la sceneggiatura sfrutti il tema tanto abusato delle famiglie con problematiche economiche e di relazione, ha l'intuizione di rendere tutto più soddifacente grazie al meraviglioso personaggio di Accorsi (probabilmente nella migliore interpretazione della carriera). Brava pure la giovane De Angelis. Una boccata d'aria fresca nel desolante panorama italico.
MEMORABILE: La ragazza di Accorsi che va in overdose; Gli insegnamenti di Accorsi; L'Italian Race.

Capannelle 3/04/17 23:49 - 3742 commenti

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Vaccabboia! Risuonano ancora questa e altre imprecazioni romagnole di un Accorsi perfettamente immedesimato (e divertito) nel suo personaggio. Non da meno gli altri che, insieme alla mano di Rovere e dei suoi collaboratori, creano un prodotto filmico a 360 gradi come se ne vedono pochi in Italia. Una sequenza inutile (l'inseguimento in città) e un finale un po' fumettoso non sporcano un racconto sentito, dall'alto ritmo e dal sapore di officina.

Ira72 26/04/17 09:41 - 970 commenti

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La parabola, romanzata ma non troppo, del pilota Carlo Capone interpretato da un Accorsi in una veste completamente nuova ma splendida, dal punto di vista recitativo (quella fisica latita per esigenze di copione). C'è equilibrio in questo film: tra le scene del circuito e quelle di vita di Loris, tra lo squallore della tossicodipendenza e la genuinità, disarmante, del protagonista, tra sorrisi suscitati dal dialetto emiliano e la commozione (mai forzata) di chi ama in modo silente e discreto. Cast interamente all'altezza, Rovere talentuoso.
MEMORABILE: Il fratellino di Loris, introverso e sempre con il muso che lui soprannomina "Allegria".

Pol 1/06/17 11:20 - 589 commenti

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Ringraziamo Rovere per essersi sbattuto a fare del buon cinema spettacolare in Italia, lontano dal livello a cui ci ha abituato Hollywood ma più che dignitoso se non addirittura di riferimento per quanto riguarda la scena tricolore. E ringraziamo pure Accorsi per un'interpretazione che per quanto mi riguarda (e ho l'impressione di non essere solo) vale tutta la carriera. Certo, qualche rigurgito di dramma all'italiana qua è là ce lo dobbiamo sciroppare, quasi fosse una tassa da pagare, ma nel complesso il film convince e intrattiene.

Piero68 5/06/17 10:09 - 2781 commenti

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Anche se non si può non notare l'affinità con The fighter (pur parlando di uno sport diverso) e come la parte di Accorsi somigli dannatamente a quella di Bale (tutti e due hanno dovuto perdere svariati chili per interpretare il personaggio crack-dipendente), questo film di Rovere è sicuramente una ventata di aria fresca nel nostro cinema e la dimostrazione che quando si vuole si può. Nonostante il preambolo non sia granché, il film riesce a catturare piano piano grazie anche a un Accorsi mattatore in gran spolvero e a una sceneggiatura convincente.
MEMORABILE: Vacca boia!; Il soprannome "Il ballerino"; L'espediente di Loris per mettere alla prova la sorella con la guida in città; Il finale.

Ultimo 7/06/17 08:06 - 1384 commenti

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Buon film ambientato nel mondo delle corse automobilistiche, che funziona sopratutto grazie all'ottima prova degli interpreti. Accorsi si cala molto bene nella parte del tossicodipendente totalmente fuori di testa ma genio delle corse, così come la giovane De Angelis nel ruolo della giovane ambiziosa. Ogni tanto c'è qualche momento di pausa, ma nel complesso è un buon film, sportivo e riflessivo.
MEMORABILE: Accorsi che porta i bambini in piscina; L'inseguimento dei motociclisti ad Accorsi e sorella...

Pigro 3/01/18 10:03 - 7906 commenti

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Un film sul senso di rivalsa che è anche un film sui legami familiari, sull’adolescenza, sull’Emilia dei motori e sull’agonismo. Davvero notevole il rapporto tra la ragazzina campionessa d’auto e il fratellone-allenatore tossico, interpretato da un superlativo Accorsi. Rovere sa entrare nei sentimenti dei protagonisti così come sa raccontare le corse con eccellenti riprese e montaggio, per non parlare del respiro delle ambientazioni: un equilibrio raffinato ed efficace, sostenuto da una fotografia acida che all’inizio stranisce e poi conquista.

Jdelarge 5/04/18 01:15 - 886 commenti

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Interessante film di Rovere, che spazia tra dramma e azione riuscendo a mantenere sempre avvincente la vicenda. La prova degli attori cresce con il passare dei minuti e, su tutti, spicca un ottimo Accorsi, mentre Matilda De Angelis, nonostante la buona presenza scenica, sembra sempre un po’ impostata. Il film non si perde in facili sentimentalismi e riesce a emozionare grazie a scene ben congegnate. Per quanto riguarda l’azione si poteva osare qualcosa di più nelle scene in macchina, che non convincono appieno.

Jandileida 27/01/19 10:10 - 1274 commenti

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Buon film che esce dai soliti canoni italici che tendono eternamente alla commediola di stantii sentimenti. Rovere invece lascia sfrecciare bolidi dai molti cavalli (ben girate le scene di corsa) e lancia un (finalmente) sorprendente Accorsi e una bravissima De Angelis a rincorrere non solo gli avversari ma anche i resti delle loro vite: tossico il primo, giovane resa grande dalla vita la seconda. Ed è proprio la miscela tra benzina e amore a funzionare: piace la storia, alto il ritmo, non banale il messaggio. C'è vita oltre il Bacio Perugina.

Hackett 24/03/20 08:48 - 1743 commenti

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Partendo da una storia sportiva realmente accaduta il film ci porta sulle orme di una famiglia distrutta dalla vita nella quale due fratelli, molto diversi tra loro, si ritrovano grazie all'amore per le corse, eredità del padre. Buone la fotografia e la regia, che riesce a far godere allo spettatore anche dei bei momenti di automobilismo. Sono gli attori comunque a dare qualcosa in più, dalla brava De Angelis a un Accorsi smunto e tormentato che bene tratteggia il suo personaggio di tossicodipendente senza farlo scadere in stereotipo.

Modo 27/03/20 02:09 - 829 commenti

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Ottima prova del trasformato e dimagritissimo Stefano Accorsi, abilissimo nel ricoprire il ruolo di uomo e fratello maggiore tossicodipendente e inetto guascone. Non è da meno la sorella, l'esordiente Matilda De Angelis dal primo piano "spaccaschermo". L'amore e odio tra i due si placa solo quando la giovane ragazza corre in pista nel tentativo di vincere il campionato GT e ridare così una change alle loro vite e pagare i debiti accumulati. Finale agrodolce per un film coinvolgente, piacevole, non perfetto ma intrigante.

Giùan 15/06/20 07:04 - 3045 commenti

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Ambivalente! Da un lato gli van riconosciuti un contemporaneo senso ritmico (impattanti le riprese automobilistiche) e il tentativo di rappresentare un mondo provinciale, emotivo ma anche “spettacolare”, al cinema pressoché inspiegabilmente occultato. Per altro verso, però, questa sostanza originaria viene declinata drammaturgicamente in maniera non insincera ma affetta da un didascalismo vistoso e in definitiva surrogata a tanta narrazione già vista (“l'universo” tossicodipendente). Accorsi per una volta divertito e convinto, la De Angelis “buca” e si spera abbia voglia d'imparare.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Kaciaro • 6/08/16 12:50
    Galoppino - 486 interventi
    io sono corso al cinema con tanto di regista che ha parlato 3 secondi....perche' letta la storia mi ero entusiasmato, ma le sequenze in pista le trovo pessime...non c'e un filo di contatti veri di gara suspence senso della velocita' zero, ho trovato molto brava la ragazza protagonista...tutto sommato poteva anche essere un buon film anche cosi' ma sto' finale buonista proprio non ci azzecca nulla....ennesima occasione persa direi...
  • Discussione Stracchio5 • 10/10/16 12:53
    Disoccupato - 2 interventi
    vorrei cercare di individuare la location del casolare dove abitano, nel film Veloce come il vento
    Ultima modifica: 10/10/16 12:54 da Stracchio5
  • Discussione Nando • 28/02/17 23:49
    Controllo di gestione - 1418 interventi
    personalmente lo ritengo un validissimo film che si avvale di un ottimo Accorsi.....per quanto riguarda le scene in pista non si poteva fare di meglio visto il budget.....poi se a qualcuno piacciono i fracassoni americani,,,,,,chapeau.....
  • Curiosità Zender • 28/03/17 07:33
    Consigliere - 43730 interventi
    David di Donatello 2017 a Stefano Accorsi come miglior attore protagonista, miglior fotografia a Michele D'Attanasio, miglior montaggio a Gianni Vezzosi, miglior truccatore a Luca Mazzocoli e miglior suono ad Angelo Bonanni, Diego De Santis, Mirko Perri e Michele Mazzucco.
  • Discussione Kaciaro • 21/04/18 11:42
    Galoppino - 486 interventi
    Stracchio5 ebbe a dire:
    vorrei cercare di individuare la location del casolare dove abitano, nel film Veloce come il vento
    sicuramente qualcosa al nord...
  • Discussione Capannelle • 21/04/18 13:08
    Scrivano - 2511 interventi
    Credo che l'abbia trovata, se vai in "Location Verificate"e.. sorpresa è vicino a Roma!
  • Musiche Huck finn • 10/10/19 20:15
    Galoppino - 315 interventi
    La canzone del commovente finale:

    Awolnation - I am
    Ultima modifica: 1/06/20 19:45 da Huck finn