Totò, Peppino e la dolce vita

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Galbo 5/01/08 05:53 - 11416 commenti

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Ovvia parodia del quasi omonimo film di Fellini, il film è la classica storia dei provinciali meridionali irretiti dalla vita tentacolare della grande metropoli che finisce rapidamente per conquistarli. Lo spunto è decisamente buono, ed ottima la caratterizzazione dei protagonisti che bene intepretati dai due attori partenopei danno al film una impronta comica davvero pregevole per battute e situazioni. Il contesto purtroppo (per quanto riguarda sceneggiatura, regia e resto del cast) latita.

Pigro 20/09/08 09:27 - 7817 commenti

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Due provinciali arrivano a Roma dove si impastoiano nei vizi della perversa “dolce vita”... Spassosa performance di Totò e Peppino, da ricordare nonostante l’esiguità della storia e del film stesso, che è l’apparente parodia dell’opera di Fellini, ma in realtà si rivela una collana di sketch tenuti in piedi dall’irresistibile accoppiata. Fa parte della lunga serie dei lavori “tirati via” nella filmografia di Totò, ma basta lui (e Peppino) per renderlo consigliabile alla visione.

R.f.e. 2/07/09 08:45 - 817 commenti

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Uno dei Totò migliori, iniziato da Camillo Mastrocinque ma poi girato da Sergio Corbucci, contiene gag esilaranti e sequenze oggi considerate d'antologia (si veda, per esempio, il ridicolo tentativo dei due "cafoni" di comunicare con le "straniere" Beryll e Paul, il passaggio "traghettato" di Mulè e della Neri nella casa allagata dell' "omino" Totò...).

Enricottta 1/10/09 12:34 - 507 commenti

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Totò in forma smagliante per un film eccellente. Finalmente una sceneggiatura vera e non solo abbozzata: merito di Fulci e Steno si è detto, ma se il tutto regge si deve a "l'omino", come dirà la Neri. Peppino meno influente del solito. Sfondo di satira di costume stavolta molto esplicito ed effiicace. Addirittura si parla di droga (la "cacaina", come dirà Taranto in un altro film), di politica, di nobiltà decaduta, di provincialismo. Ottimo Corbucci.
MEMORABILE: "Romoletto alla fiamma" e giù una gag degna dei migiori film muti.

B. Legnani 3/04/11 01:19 - 4744 commenti

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Non è certo il miglior film dell'accoppiata Totò-Peppino, ma riserva momenti gustosi. Il film tiene bene per due terzi, fino all'arringa ducesca di Totò, che chiede un "posteggio al sole" e ricorda che "abbiamo pazientato quaranta mesi: ora basta!". Ci sono momenti davvero parodistici, con la Neri che sposa la Ekberg e la Aimée, facendo il bagno nell'appartamento di periferia, ma non sempre azzeccati (la festa finale, con Staiano, è debole). Cameo di Corbucci, che vuole usare il telefono pubblico usato da Peppino.

Mdmaster 4/04/11 14:44 - 802 commenti

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Grazioso film con Totò e Peppino (qui un po' sotto tono) che utilizza l'espediente della parodia di Fellini. Qualcosa funziona davvero bene (la mitica casa allagata di Totò), altre scene sono invece decisamente più noiose (la prolungata festa finale). Corbucci indeciso tra la parodia e il film quasi-episodico non riesce a indirizzare la pellicola in una direzione univoca; ciò giova al ritmo, ma decisamente meno alla logicità del tutto. Nonostante tutto rimane una bella commedia, a testimonianza della bravura degli interpreti.
MEMORABILE: "Andiamo a un parto" "Ah e potevate dirlo prima! E chi sgrava?" "Soreta!"; l'apologia del parcheggiatore abusivo.

Graf 29/09/11 04:36 - 698 commenti

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Parodia decisamente riuscita perché va persino oltre le intenzioni dell'affresco originale di Fellini. Là dove Fellini critica, Totò e Peppino randellano, là dove il Maestro alza il dito per riprendere, Totò e Peppino prendono a calci. In fondo Fellini fa parte della stessa borghesia sfatta e corrotta che satireggia con compiacenza, mentre Totò e Peppino sono due zoticoni che vengono dalla campagna, due prepotenti forze della natura, due facce ottuse che distruggono tutto quello che ostacolono i loro bisogni primari e terragni. Esagitata farsa motoria.
MEMORABILE: La festa al night; La gag del Moet & Chandon; I continui giochi linguistici tra Totò e Peppino.

Mco 4/05/14 15:22 - 2155 commenti

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Cosa può accadere quando due soggetti digiuni di appetiti libertini si trovano di fronte a occasioni di baldoria inaudita? La coppia storica del cinema comico di casa nostra ce lo spiega, tra situazioni irresistibili (tutta la sequenza del night club) e giochetti di parola marchio di fabbrica del duetto (la traduzione simultanea in "inglese"). Il modello sta nel titolo e la vena "licenziosa" si scorge anche in qualche centimetro di epidermide più della norma, tra calze, reggicalze, décolleté e gambe all'aria. Non trascendentale ma simpatico.

Minitina80 18/04/15 17:28 - 2364 commenti

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Nonostante il richiamo nel titolo non si può parlare di parodia; il soggetto non è così banale e attraverso una satira pungente e scoppiettante si irridono gli eccessi della vita notturna, dei festini a base di alcol e cocaina e il pressapochismo che accompagnava tanti finti altolocati e ricchi annoiati alla ricerca di emozioni forti. Il merito è probabilmente di Fulci, autore con Steno del soggetto, mentre Totò e Peppino giganteggiano e sono autori di alcuni scambi veramente eccezionali.

Saintgifts 18/01/16 10:59 - 4098 commenti

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Occasione ghiotta, che Steno e Fulci non si lasciano scappare, di parodiare il grande successo di Fellini La dolce vita, chiamando Totò e Peppino De Filippo a rifare quello che sanno fare bene (l'hanno dimostrato in più di un'occasione). Si aggiunge anche una spruzzata di costume politico nazionale, con Totò che riesce a infilarsi in una tribuna politica televisiva rivendicando i suoi diritti di abusivo (più italiano di così!). Riconfermata la seduzione e l'attrattiva di Via Veneto di quegli anni, cui nessuno riesce a sottrarsi.

Pessoa 25/02/17 23:50 - 1176 commenti

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Totò e Peppino erano ormai una coppia collaudata e di sicuro successo, per cui in questo film i due attori vengono coinvolti in una scontata parodia del film di Fellini priva di qualsiasi fondamento narrativo. Anche i due protagonisti sembrano avere talvolta le polveri bagnate (Totò era nella fase della cecità quasi completa) e benché non manchino momenti anche molto esilaranti, ci sono scene che sembrano troppo lunghe e alcuni componenti del cast si amalgamano poco con i due protagonisti, soprattutto nella parte finale. Guardabile.
MEMORABILE: La scena con le due straniere al night, con un fondamentale lavoro di squadra delle comparse, comprese le due bravissime ragazze.

Rambo90 28/02/18 16:32 - 6384 commenti

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Totò e Peppino immersi nella dolce vita felliniana. Un'idea di per sé già geniale, qui sfruttata bene da una sceneggiatura che permette alla coppia di lanciarsi in una serie di situazioni assurde e paradossali, dove sanno dare il meglio di sé. Contornati anche da buoni comprimari (tra cui un ottimo Mulè) e bellissime donne (la Paul su tutte), i due procedono tra i classici giochi di parole e qualche momento di blanda satira politica. Ritmo sostenuto, regia svelta. Notevole.

Daniela 1/05/19 08:59 - 9502 commenti

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Immancabile istant-movie ad un anno dall'uscita del capolavoro di Fellini con Totò e Peppino nei consueti ruoli di provinciali presi nel vortice della grande città con tutte le sue tentazioni che poi si riducono ad una sola: le belle donnine. Certo la coppia ormai è molto affiatata ed il meccanismo comico con Totò più scafato e Peppino vittima funziona però la sceneggiatura è più lasca e sfilacciata del solito: più che un film, un mero pretesto per legare insieme alcune gag più o meno riuscite, talvolta specchio dei vizi nazionali.

Markus 15/08/19 11:44 - 3306 commenti

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Il verso a La dolce vita, in versione Totò e Peppino. Non memorabile: la sceneggiatura è assai sfilacciata, di fatto il film di Sergio Corbucci è un insieme non sempre lineare di sketch più o meno riusciti e qualche attraente ragazza in lingerie (le statutarie bellezze di Taina Beryll e Gloria Paul e la sensualità di Rosalba Neri). Restano in ogni caso incollate nelle mente alcune spassose scene (specie nella prima parte) in cui il duo partenopeo dà libero sfogo al proprio estro corroborato dai noti tempi comici che l'ha contraddistinto.

Il Dandi 1/04/20 22:51 - 1815 commenti

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Parodia a caldo dell'epocale capolavoro felliniano, abbastanza godibile benché non supportata da una sceneggiatura all'altezza: Totò & Peppino vengono infatti per la maggior parte del tempo abbandonati a dover riciclare cavalli di battaglia già noti, come i misunderstanding delle lingue straniere maccheroniche ("Noio volevam savoir") o alludere a doppi sensi di dubbio gusto ("La signora il caffé lo prende ristretto... o lungo?"). Ciò nonostante la simpatia del duo è sufficiente a condurre in porto l'operazione d'ufficio.
MEMORABILE: "Diamoci alle orge... orgiata per tutti!".

Nando 2/04/20 14:47 - 3484 commenti

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Il Principe della risata, coadiuvato dall'inseparabile Peppino, sbeffeggia la pellicola di Fellini dell'anno precedente con una serie di situazioni brillanti nonostante uno sviluppo narrativo lievemente sfilacciato. I due protagonisti reggono la narrazione con mestiere circondandosi di piacevoli interpreti femminili. Spassosissima la scena nel night.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Enricottta • 1/10/09 12:35
    Custode notturno - 82 interventi
    Cameo di Corbucci ,al telefono pubblico.Bella recitazione ,ottima spalla di Peppino
  • Musiche Macbeth55 • 2/05/11 07:03
    Galoppino - 100 interventi
    Il complesso che suona all'interno del night, poi sfasciato, sono I Flippers. Si riconosce il batterista Fabrizio Zampa, poi noto fotografo e inviato dela banda Arbore epoca L'Altra Domenica.
    Ultima modifica: 29/03/17 08:26 da Zender
  • Curiosità Neapolis • 17/05/11 17:54
    Fotocopista - 2048 interventi
    Il film è una parodia della pellicola girata l'anno precedente da Federico Fellini La dolce vita riutilizzando gran parte della costosa scenografia di via Veneto allestita per quel film.

    Fonte: Wikipedia
  • Musiche Neapolis • 17/05/11 18:07
    Fotocopista - 2048 interventi
    Macbeth55 ebbe a dire:
    Il complesso che suona all'interno del night, poi sfasciato, sono I Flippers. Si riconosce il batterista Fabrizio Zampa, poi noto fotografo e inviato dela banda Arbore epoca L'Altra Domenica.

    Alla tromba si riconosce anche Massimo Catalano filosofo dell'ovvietà della banda Arbore in Quelli della notte.
    Ultima modifica: 17/05/11 18:08 da Neapolis
  • Discussione Squash • 5/09/14 17:22
    Galoppino - 196 interventi
    Vari i camei in questo film oltre a quello di Sergio Corbucci il "campanaro" al telefono a gettoni. Duccio Tessari aiuto regista nel film è l'uomo che scatena la prima rissa coi paparazzi. Nella rissa al locale Giorgio Bracardi insieme al suo gruppo The Flippers, ce anche un giovanissimo Massimo Catalano, passa le bottiglie a Totò che provvede a darle in testa agli avventori.
    Ultima modifica: 5/09/14 17:27 da Squash
  • Discussione Squash • 5/09/14 17:28
    Galoppino - 196 interventi
    Completano il gruppo dei gaudenti alla festa della villa Gianfranco Piacentini, Franco Rosselini e Giò Stajano.
  • Discussione Squash • 18/09/14 16:08
    Galoppino - 196 interventi
    l'indossatore di capi classici Carlo Di Maggio che aveva partecipato al film di Fellini la dolce vita qui fà un nobile elegante ma un pò spiantato deve vendere una macchina e perde allo strip-poker.
  • Curiosità Fedemelis • Oggi 08:10
    Fotocopista - 1762 interventi
    Appesi nella finta edicola vicino al "posto di lavoro" di Antonio (Totò) possiamo riconoscere le seguenti riviste:
    - Il n. 44 del 1960 de Il calcio e il ciclismo illustrato;
    - Il quotidiano Il Tempo del 14 novembre 1960;
    - Il settimanale Epoca del 6 novembre 1960.
    Al centro del fotogramma una rivista con in copertina un giovane Peppino di Capri.

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    La rivista che Totò sequestra al suo giovane aiutante è Parade del maggio 1959:

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