I segreti di Wind River

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Wind River
Anno: 2017
Genere: thriller (colore)
Numero commenti presenti: 24
Papiro: elettronico
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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La riserva indiana di Wind River, nel Wyoming, fa da suggestivo sfondo con le sue nevi e i silenzi a un dramma piuttosto convenzionale; anche nella sua messa in scena, elegante ma visibilmente debitrice dell'impostazione da mainstream americano fuso a tracce autoriali rinvenibili in superficie. E' comunque ben tratteggiata la figura del protagonista, interpretato da un Jeremy Renner calzante nel ruolo di un cacciatore che rinviene il corpo di una ragazza morta nella neve, figlia di un pellerossa. Tentava di fuggire da qualcosa e correndo a trenta gradi sottozero ha respirato l'aria gelida che le ha ghiacciato in breve i polmoni decretando la fine della sua corsa disperata. Violentata, fa venire in mente all'uomo la propria, di figlia, morta...Leggi tutto in circostanze analoghe, e la comunanza con il padre della fresca vittima diventa un'altra delle chiavi di volta del film, lontano dal concentrarsi su indagini che possano associarlo a un giallo-thriller tradizionale. Benché a far luce sul caso sia chiamata un'agente dell'FBI (Olsen) che si comporta esattamente come tutte le sue colleghe in pellicole simili, è sempre il cacciatore - che a lei si associa nella ricerca dei responsabili - a dettare la linea. Ma a dire il vero i segreti del titolo italiano non son poi così difficili da svelare; anzi, alla soluzione si arriva in fretta e senza tanti misteri, a conferma di un film che punta decisamente ad altro, per caratterizzarsi. Di thriller dal passo cadenzato ambientati tra le nevi ce n'è però una lunga teoria e non sembra possa essere questo a farne un gran punto d'originalità; né mancavano alla lista indiani saggi con cui scambiare poche parole e molti sguardi. Considerato che la regia è di Taylor Sheridan, già sceneggiatore di SICARIO, ci si aspettava un copione più incisivo, perché anche da questo punto di vista non pare si ravveda troppa fantasia e anzi, certi dialoghi tra Renner e la Olsen sono inutilmente prolungati e raramente significanti. C'è una buona escalation drammatica nel finale, una gestione comunque intelligente delle location, ma il flashback risolutivo arriva lì senza una suspense che ne annunci l'importanza e ciò che in fondo rimane, pur dovendo rimarcare la qualità della confezione (colonna sonora initimista compresa), è un film che rischia di confondersi tra i tanti che provano a dire qualcosa di nuovo utilizzando un linguaggio abusato e una formula difficile da personalizzare senza ampie conoscenze registiche (e Taylor è un quasi esordiente, dietro la mdp). Si segue ma senza entusiasmo: prima di entrare nel vivo ci vuole un bel po' e quando ci si arriva lo stacco non si avverte.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/10/17 DAL BENEMERITO CAPANNELLE POI DAVINOTTATO IL GIORNO 26/11/18
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Capannelle 8/10/17 23:53 - 3878 commenti

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Sheridan, già sceneggiatore di Sicario, torna alla regia con un thriller, ambientato sulle montagne innevate, dagli alti e bassi narrativi. Renner interpreta bene il malinconico protagonista mente la Olsen deve farsi carico di un personaggio un po' abusato. La trama propone spunti e scenari interessanti ma ogni tanto scivola su bucce di banana (tipo lo scontro istituzionale) e da uno sceneggiatore ci si poteva aspettare qualcosa in più. Godibile, in ogni caso.

Daniela 3/02/18 11:14 - 10356 commenti

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In una riserva indiana del Wyoming, un cacciatore, dopo aver rinvenuto il cadavere congelato di una ragazza, collabora con l'agente inviata dall'FBI per far luce sul caso... Thriller in cui l'indagine poliziesca passa in secondo piano rispetto al ritratto ambientale: un paesaggio in cui le rare presenze umane sembrano condannate alla solitudine e alla marginalizzazione. Bella la resa dei conti in mezzo alla neve nell'epilogo e buona prova di Renner, mentre quella di Olsen è penalizzata da un personaggio più convenzionale. Suggestiva la colonna sonora "sussurrata" di Nick Cave.
MEMORABILE: La corsa a piedi nudi nella sequenza iniziale; I due padri siedono a terra, fianco a fianco, in silenzio

Rambo90 10/04/18 01:11 - 6737 commenti

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Un neo-western, che dal genere ormai sepolto prende in prestito atmosfere, scenari e personaggi imbastendo su un intreccio thriller una solida storia di dolore e di vendetta. La regia di Sheridan è abile nel rendere al meglio i paesaggi innevati e la desolazione delle terre vere protagoniste del film, con alcuni passaggi di sceneggiatura sinceramente commoventi. Ottimo Renner e una rivelazione la Olsen, vista tra gli Avengers. Da non perdere.

Puppigallo 13/04/18 13:09 - 4615 commenti

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Thriller riuscito, grazie alla giusta, fredda ambientazione e alla caratterizzazione di alcuni personaggi, come il protagonista (cacciatore di predatori invasivi) e l’amico pellerossa, che come lui, dovrà vivere con la morte nel cuore. Non tutto è all’altezza delle aspettative, come la figura, un po’ troppo debole, poco incisiva dell’agente dell’FBI e alcuni momenti (più che altro dialoghi), che rallentano troppo la macchina filmica e, non sempre, sono indispensabili. Resta però ben girato e meritevole di visione.
MEMORABILE: Le spiegazioni del protagonista, basandosi su tracce, temperatura e distanza; Spray in faccia, palata e scarpata; Occhio per occhio.

Caesars 16/04/18 09:43 - 2977 commenti

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Buon esempio di noir/western, con tempi dilatati e ritmi bassi che lasciano spazio a improvvise esplosioni di violenza (comunque non "gratuite"). Taylor Sheridan si affida alla buona interpretazione di Jeremy Renner che dona al suo personaggio le giuste sfaccettature psicologiche. Ottima la fotografia, che riprende bene le location innevate e buona la colonna sonora (Nick Cave e Warren Ellis), mai invadente come richiesto dal genere di film.

Josephtura 23/04/18 14:30 - 175 commenti

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Ottimo neo-western. L'indagine poliziesca rimane sul fondo e, a ripensarci, tutta la vicenda ha domande senza risposta. Un poliziesco quasi vecchio stile, niente di scientifico. In compenso il film ha un'anima e un'atmosfera pregnanti: si entra in un "mood" di compassione e dolore condiviso per il quale alla fine la punizione biblica è una giusta condanna. Bravi tutti gli interpreti.
MEMORABILE: L'intimo "urbano"; Lo stesso vestito; I silenzi; La sparatoria.

124c 23/04/18 01:41 - 2810 commenti

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Thriller ambientato in Wyoming, dove si dà la caccia a stupratori di ragazze indiane. Jeremy Renner, che sia un vendicativo arciere dei fumetti o, come qui, un cacciatore armato di fucile, se la cava bene, mentre Elizabeth Olsen si riscopre molto più umana della sua strega Scarlet nei panni di agente dell'F.B.I. chiamata a indagare. Colpi di scena, tanta neve e molto ghiaccio per un western moderno assai violento e ben fatto. Ottima la prova del Graham Greene di Balla coi lupi, anche qui nei panni di un protettivo poliziotto indiano.

Taxius 18/05/18 19:36 - 1651 commenti

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In una riserva indiana un cacciatore trova casualmente il cadavere congelato di una ragazza; da qui comincerà un'indagine per scoprire l'assassino. Wind River è un sorprendente noir ambientato nel gelido nulla del Wyoming in cui a rubare la scena non sono tanto gli attori quanto la bellissima fotografia e il silenzio di una natura dominante sull'uomo. La sceneggiatura è davvero ottima e la storia va in crescendo fino all'epilogo finale. Renner si cala benissimo nella parte così come la Olsen. Notevole.

Nicola81 27/05/18 22:39 - 2129 commenti

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Thriller che recupera elementi della tradizione western ambientato sullo sfondo di una natura tanto affascinante quanto ostile, in cui l'uomo deve accontentarsi di sopravvivere. L'indagine poliziesca è più focalizzata sul realismo che sui colpi di scena, il ritmo è abbastanza compassato, ma Sheridan ha comunque modo di piazzare alcune sequenze di violenza efficaci senza essere pretestuose. Ottimo Renner, dolente cacciatore segnato da una tragedia familiare, brava anche la Olsen, nonostante un personaggio a forte rischio convenzionalità.

Nando 11/03/19 15:02 - 3557 commenti

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Discreto thriller ambientato nelle montagne del Wyoming che mostra un'indagine di una giovane federale coadiuvata da un esperto cacciatore del posto. Ambientazioni nevose e dopo una prima parte interlocutoria nella seconda la violenza prende piede con una efferata sparatoria e un finale liberatorio. Efficace Renner, poco in parte la Olsen nonostante l'impegno.

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Galbo 20/07/18 07:12 - 11617 commenti

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Esordio alla regia dello sceneggiatore Taylor Sheridan, è una storia di frontiera ambientata in un aspro ed ostile territorio, luogo di vicende brutali. La forza del film è quella di presentare un bel personaggio, il cacciatore Cory, uomo prosciugato dal dolore a cui presta il volto il bravissimo Jeremy Renner. Più che la trama, conta l’ambientazione e le figure ricche di sfumature dei personaggi. La parte finale, con un’inusuale esplosione di violenza, è davvero notevole ma c’è anche posto per una bella riflessione sul dolore. Da vedere.

Rocchiola 14/08/18 10:14 - 903 commenti

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Discreto thriller dalla suggestiva ambientazione invernale. Il debuttante alla regia e sceneggiatore Sheridan ricorda Cuore di tuono nel cercare di unire intrattenimento di genere (l’indagine poliziesca) e commentario sociale (le condizioni dei nativi americani ghettizzati nella gelida riserva indiana). I risultati sono alterni, con i dialoghi che prevalgono sull’azione ravvivata da un paio d’improvvise esplosioni di violenza. La figura della guardia forestale è interessante, meno credibile quella della giovane agente dell’FBI belloccia e inesperta.
MEMORABILE: Il flashback rivelatore della verità sul caso; Il ritrovamento del corpo; La sparatoria all’impianto petrolifero.

Ultimo 29/11/18 09:56 - 1457 commenti

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I paesaggi montuosi e innevati del Wyoming fanno da sfondo a un buon thriller, ove il dolore e la solitudine vengono mostrati nei loro aspetti più profondi. Il cadavere di una ragazza trovata nella neve portano il cacciatore ed esperto del luogo Jeremy Renner a collaborare con un'agente dell'FBI; il film parte con lentezza per poi elevarsi a buon prodotto nella seconda parte, complice un finale violento ove si darà anche spazio a una moderna applicazione della "legge del contrappasso" tanto cara a Dante Alighieri.

Didda23 9/12/18 21:42 - 2317 commenti

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Una pellicola interessante soprattutto per quanto concerne l'ambientazione (un luogo ai confini del mondo) e la regia che ottimizza la bellezza della natura e che sa pure destreggiarsi nelle scene più concitate. Però da uno sceneggiatore ci si aspetta che sia la storia il vero fulcro del film, invece tocca assistere a un intreccio che non soddisfa soprattutto nella fase delle indagini per poi parzialmente rifarsi nelle scene più intime e riflessive (il dolore della perdita). Renner è in parte e surclassa un cast davvero poco incisivo.
MEMORABILE: "Ti concentri sugli indizi, ma ti sfuggono le tracce"; Il bel discorso su predatori e prede; La resa dei conti sulla cima della montagna.

Kinodrop 16/01/19 18:10 - 1876 commenti

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Data per scontata la maestosa ambientazione in una innevata riserva indiana, questo dramma mostra quasi subito i limiti di una sceneggiatura zeppa di ovvietà e personaggi tipicizzati al massimo. Un cacciatore solitario si imbatte in un cadavere di una giovane sopraffatta dal gelo; dalle indagini verrà fuori ancora una volta una realtà inquietante da richiedere intervento dell'FBI. Nonostante le velleità etniche e qualche pensierino sul senso del dolore, il thriller è tanto pieno di incongruenze da non riuscire a evitare l'insorgere della noia.
MEMORABILE: L'improbabile agente FBI "inviata per caso"; Lo sceriffo bonario e la fissa per la giurisdizione; La mattanza giustiziera; L'evocativa colonna sonora.

Piero68 11/03/19 08:53 - 2832 commenti

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L'immensa provincia americana ancora una volta raccontata tra pregi e difetti. A far da scenario a questo noir teso, riflessivo e con la giusta retorica il freddo e innevato Wyoming. Più che la sceneggiatura, quello che fa grande questo film sono le caratterizzazioni dei personaggi magnificamente rese da un cast super in palla e da una regia che non tralascia proprio nulla, grazie anche a una fotografia sobria ma efficace. A tratti può anche passare per un western moderno, ma le riflessioni sulla morte lo rendono sottilmente introspettivo.
MEMORABILE: Il padre indiano chiede al cacciatore dell'ultimo uomo: "Come è morto?" e il cacciatore: "Con un gemito!"; "Era una guerriera: ha corso per 10 km".

Ira72 19/03/19 15:03 - 1049 commenti

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Thriller nel complesso godibile, soprattutto per le atmosfere innevate e gelide che conferiscono cupezza all'insieme già cupo di suo. Azzeccato anche il finale inaspettato e avvincente, crudele e appagante al contempo. Renner interpreta bene, mentre la Olsen è relegata in una parte un po' troppo stereotipata. Quello che non ci si aspetta da una produzione del genere, invece, è il doppiaggio di alcune figure marginali, davvero poco curato. Film non memorabile ma che intrattiene piacevolmente.

Tarabas 26/03/19 11:43 - 1773 commenti

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Si fatica a individuare l'originalità del film, che gode fama di opera "autoriale". Crimine efferato, strana coppia di investigatori, ambiente (naturale e sociale) ostile, scene a effetto (in ogni caso, realizzate con rigore narrativo). Detto questo, è un buonissimo film, girato con gusto visivo e caratterizzato da belle interpretazioni (Renner su tutti, faccia e voce perfetti). Un'America rurale e marginale quant'altre mai, quella delle riserve indiane. sarà forse un cliché, certo la descrizione della comunità colpisce. Interessante.

Giùan 8/10/19 10:17 - 3304 commenti

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Nella prima parte prevale una sensazione di sgradevolezza prodotta dal déjà vu di situazioni e ambienti oltreché dalla saccente stucchevolezza "letteraria" nell'allusione al dolore del protagonista (il confronto Renner-Birningham). Dopo le nefaste premesse, però, Sheridan mostra umiltà ed equilibrio, riprendendo le redini del racconto, affidandosi di più al suo script e declinando la liricità dell'apologo in brutale narrazione glaciale, guadagnandoci, non tanto paradossalmente, in evocatività e carattere. Renner e la Olsen trincerano due personaggi rischiosi.
MEMORABILE: Lo stupro della ragazza; Il dente per dente inflitto nel finale al colpevole.

Lupus73 22/02/20 14:33 - 924 commenti

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Buon thriller con dei punti in comune col genere revenge. Ambientazione innevatissima del Wyoming (ottima fotografia) all'interno di una riserva indiana in cui viene trovata morta una ragazza indiana. Il meccanismo generale è comune a molti altri thriller ma quello che differenza questa pellicola è il soggetto e la matrice culturale, che porta l'accento sulla situazione moderna degli indiani d'America; tra le righe della sceneggiatura si possono notare richiami al western. Buone le interpretazioni di Renner e la Olsen.

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Jandileida 8/12/19 21:55 - 1310 commenti

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Thriller abbastanza istituzionale che strizza l'occhio al western mutuandone i tempi dilatati (in alcuni momenti anche eccessivamente), il tema dell'amicizia al maschile e quello del rapporto con una natura ostile e distante ma bellissima. Ma ciò che rende il film più interessante è sicuramente il tentativo di gettare una luce sulla tremenda condizione di segregazione e abbandono in cui vengono fatti vivere i nativi americani. Bravo Renner alle prese con un personaggio un po' scontato. Qua e là cinematograficamente imperfetto ma guardabile.

Thedude94 28/02/20 00:18 - 704 commenti

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Grandissimo film diretto dall'ottimo Sheridan, il quale si era già imposto come autore nel panorama cinematografico e con questa opera dimostra tutte le sue qualità migliori. La storia è scritta perfettamente, il ritmo non cala mai e quella sensazione di stare lì in mezzo a quella neve rimane dall'inizio alla fine. E' proprio la scelta dell'ambientazione il punto di forza: non molti oggi utilizzano come set i luoghi innevati o i piccoli villaggi nei quali la vita scorre più lenta, a differenza dalla velocità delle città moderne.

Decimamusa 5/04/20 09:59 - 93 commenti

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Ingredienti ben calibrati: gli scenari spettacolosi, l’elegia di un nucleo di nativi americani sradicati dal passato e impossibilitati a cercare un futuro che non sia attraverso la fuga o la droga, la poliziotta cittadina coraggiosa ma inadeguata all’ambiente, l’elemento thriller prevedibile ma efficace. Evitabile, forse, un eccesso di sentenziosità (concentrato soprattutto nel personaggio di Cory, un bravo Jeremy Renner), a commentare una storia di desolazione che parlerebbe da sola, con la forza delle immagini e i destini dei protagonisti.

Minitina80 9/05/21 21:50 - 2560 commenti

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Se non riesce a contare su un’originalità di fondo, per lo meno risulta piacevole a chi apprezza questo genere di storie. Non sempre, infatti, ha la credibilità necessaria, ma se gli si concede qualche licenza, riesce a instillare un minimo di curiosità per conoscere la spiegazione dei fatti. Un po’ di sostanza proviene dalla causa che intende perorare, che si rivela apertamente soltanto all’ultimo fotogramma. Forse, anche per questo, si concentra con esito nelle sequenze più significative e intense, nella speranza di suscitare qualcosa di più di una semplice emozione visiva.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 3/02/18 11:30
    Gran Burattinaio - 5515 interventi
    x Capannelle

    Anche se in taluni siti viene presentato come film d'esordio dell'attore/sceneggiatore Taylor Sheridan, questo Wind River non è la sua prima regia.
    Nel 2011 ha infatti diretto Vile, un horror di modesto successo che, a leggere il sunto della trama, dovrebbe appartenere alla categoria dei torture-porn.

    Maggiormente apprezzate sono state invece le sceneggiature successive: Sicario (2015) per la regia di Denis Villeneuve e Hell or High Water (2016) diretto da David Mackenzie.

    Wind River ha vinto il premio per la migliore regia al festival di Cannes 2017, sezione "Un Certain Regard".

    Il film è annunciato in uscito in Italia per il prossimo 29 marzo con il titolo I segreti di Wind River.
    Ultima modifica: 20/03/18 06:31 da Daniela
  • Discussione Zender • 3/02/18 16:58
    Consigliere - 44580 interventi
    Ok, messo "torna" alla regia, grazie Daniela. Conviene sempre dare un occhio a Imdb prima di scrivere "esordio".
  • Discussione Capannelle • 3/02/18 19:34
    Scrivano - 2633 interventi
    Ah sì, Imdb vi dà ragione.. però in effetti mi sento in buona compagnia visto che molti siti anche inglesi lo definiscono l'esordio registico di Sheridan.
    Faccio una telefonatina oltreoceano per far distruggere tutte le copie di Vile. :-)
  • Discussione Daniela • 3/02/18 19:54
    Gran Burattinaio - 5515 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    molti siti anche inglesi lo definiscono l'esordio registico di Sheridan.

    Vero, chissà perché...
    Comunque questa cosa mi ha messo voglia di vedere il negletto Vile ;o)
  • Discussione Daniela • 4/04/18 10:32
    Gran Burattinaio - 5515 interventi
    Dal 5 aprile nei cinema la versione doppiata in italiano con il titolo I segreti di Wind River.

    Particolarmente fuorviante la frase di lancio in coda al trailer: "Il silenzio degli innocenti è tornato" (The Guardian), dato che fa pensare ad un thriller incentrato su un serial killer, mentre qui siano in un altro ambito.
  • Discussione Brainiac • 4/04/18 13:23
    Call center Davinotti - 1469 interventi
    Buon film, asciutto e allo stesso tempo un tot "didascalichello" nel sottofinale, ma davvero una gajarda accoppiata western nevoso/ tradizionale con Hell or high water. Entrambi su Netflix (piattaforma che un po' mi attrae ma anche repelle).
    Ultima modifica: 4/04/18 16:52 da Zender
  • Discussione Zender • 4/04/18 14:01
    Consigliere - 44580 interventi
    Trovi post tuo e risposte tutto su davibook, Brainiac.
    Ultima modifica: 4/04/18 16:52 da Zender
  • Discussione Brainiac • 4/04/18 19:31
    Call center Davinotti - 1469 interventi
    Grazie mille!
  • Homevideo Rocchiola • 14/08/18 10:15
    Call center Davinotti - 1205 interventi
    BD Eagle buono nell’immagine e nell’audio ma con il mio lettore non riesco a cambiare le impostazioni durante la visione dovendo così sempre ritornare al menù iniziale. Non è un grande problema ma è possibile che in Italia siamo ancora a questo livello così basso di cura del prodotto.