L'imperatore di Roma

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/06/08 DAL BENEMERITO UOMOMITE
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Uomomite 2/06/08 02:18 - 174 commenti

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L'imperatore di Roma è Gerry Sperandeo, un morto che cammina, spazzatura da ospedale psichiatrico. Gerry è un sopravvissuto in una capitale senz'anima, livida, sporca, desolata. Gerry viaggia e la sua è un'odissea circolare, un loop editato male, assai fastidioso da ascoltare. La fine è tanto improvvisa quanto banale. Nei film non si muore così, mai.

Matalo! 20/09/08 01:17 - 1368 commenti

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Un film interessante ed eroico; girato senza audio e purtroppo doppiato malamente, racconta le scorribande di un tossico romano sino al delirio finale, dove immagina una rivoluzione di cui lui è l'imperatore. Il protagonista è un vero tossicodipendente. D'Alessandria, con due lire, rilegge Accattone secondo gli anni ottanta. Gerry è un non redento, coerente con la sua scelta, senza patetismi né retorica del tossico sfortunato. Un film particolare, piccola stella isolata di un regista ai margini di ogni ufficialità.
MEMORABILE: "So er fjo der canaro bbianco, er mejo killer de New York". Gerry che mima "The narrow way" dei Pink Floyd in camera sua.

Manowar79 24/09/09 18:17 - 309 commenti

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C'era veramente bisogno di girarlo in bianco e nero? Oppure D'Alessandria aveva pretese neorealiste? Mah. Fatto sta che il film, per quanto singolare sia (ma neanche più di tanto), non aggiunge niente a quanto detto da Amore Tossico o Christiane F., anzi: con il suo approccio, a metà tra lo studentello e l'artistoide, il regista ci consegna solo un'alternanza tra scene tipiche del genere e momenti di noia mortale. Possiamo pure trovarci tutti i significati profondi del caso, in fin dei conti va di moda così, ma il cinema eroico è tutt'altra cosa.

Brainiac 9/02/10 14:27 - 1082 commenti

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Nonostante la confezione low-fi (l'audio pare quello dei film ridoppiati in dialetto che imperversano sul web), il film si lascia seguire senza affanno, risucchiando lo spettatore in una torrida apatia come un pomeriggio d'Agosto fra i marmi bollenti dell'Anfiteatro Flavio. Roma come raramente la si è fotografata (scorribande di Moretti in Vespa e battute di pesca nel Tevere a Ferragosto esclusi). La città delle fontanelle, delle chiese, dei gatti. La città dove non c'è lavoro come quella avversata/amata da Remo Remotti. E come Remotti, come Citti, come Pasolini, Nico D'Alessandria è un poeta.

Jandileida 21/04/11 16:52 - 1247 commenti

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Canicolare e soffocante, per me commovente nella descrizione di un diasagio psichico troppo profondo per essere guarito: veramente un bel film. Gerry vaga per la Roma monumentale, dove D'Alessandria ambienta con coraggio la storia, portandosi dietro i suoi fantasmi e facendosi trascinare dai suoi deliri. Non si trova nemmeno un piccolo appiglio: manca la solidarietà tra ultimi dell'Amore tossico e l'emarginazione pasoliniana dei diseredati assume qui carattere individuale e straniante. Emotivamente difficile arrivare alla fine. Eroica povertà di mezzi.

Pigro 13/05/11 09:30 - 7732 commenti

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Le giornate errabonde di un tossico nel centro di Roma, raccontate con sguardo pseudodocumentaristico (qualche scena fintissima), con un occhio a Morissey e uno a Pasolini. Ma qui i due registi sono echeggiati solo superficialmente: non c'è interpretazione, solo un insistito close-up narrativo eroicizzante su un personaggio per il quale si dovrebbe provare simpatia contro la società indifferente. Ma è più che altro un'operazione estetizzante con la scelta del b/n spia di una volontà autoriale, peraltro inconsistente. Sciatto e noioso.

Fabbiu 26/03/13 10:11 - 1930 commenti

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Tra Accattone e Amore tossico, Gerry ci piace fin da subito: la sua estraneità alla società inizialmente ci diverte, poi via via ci rattrista. Di buono c'è la naturalezza con la quale è interpretato (pare sia tutto vero). In particolare tutto il film pulsa di realismo, tra una Roma fotografata particolarmente e il motivo sonoro che, se pur ripetitivo contribuisce a dare spessore al tutto; proprio come il b/n che, sebbene abusato nel "cinema indipendente", qui si sposa bene alla non-dimensione rappresentata. Anche i monologhi sono interessanti.

Stefania 23/05/13 19:43 - 1600 commenti

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L'Imperatore di Roma è l'ultimo dei sudditi, pupo di latta manovrato dal Grande Burattinaio-pusher. E' Robin Hood battezzato di whisky scadente, è Don Chisciotte che ruba le mutandine di Dulcinea, naufrago che affida ad una bottiglia vuota un messaggio mai scritto e mai letto: il proclama di un vinto. E' un poeta che le sue ultime ore non le svende al sonno, le regala ad un fantastico trip che riveste Roma della grandiosità perduta, la redime dallo sfacelo. Quella Mamma Roma divenuta matrigna che, per la morte del suo Imperatore, non verserà una lacrima. Film da amare o da odiare: io lo amo!
MEMORABILE: Le musiche dei Can; la "trasfigurazione" poetico-lisergica di Roma nel soliloquio di Gerry; il professore.

Metakosmos 18/11/15 23:53 - 201 commenti

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La vita quotidiana del tossicodipendente Jerry raccontata senza alcun moralismo né giudizio ma in tutta la sua realtà alienata e alienante. Tecnicamente grezzissimo e realizzato con mezzi di fortuna, è un film di una potenza e un'onestà tali che supera ogni limitazione tecnica, quando queste non favoriscono l'impatto sullo spettatore. Indimenticabile la Città Eterna rappresentata, una città in cui i monumenti antichi convivono col grigiore urbano e sociale: luminosa, squallida e decadente, ma incredibilmente bellissima.
MEMORABILE: Il "vero" monumento ai caduti; Jerry: "Lanciamo un messaggio" lanciando una bottiglia vuota nel Tevere.

Alex75 7/06/16 09:39 - 667 commenti

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D’Alessandria segue con la mdp la vita randagia di Gerry tra alcool, droga e ospedali in un girovagare senza meta tra rovine antiche e moderne di una Roma assolata e desolata, che assiste indifferente, mentre lo sguardo del regista, senza giudizi e abbellimenti e con evidenti riferimenti al primo Pasolini, appare partecipe. Il risultato è inevitabilmente sconnesso (come nel monologo finale), eppure di sicuro impatto, grazie al b/n che enfatizza la desolazione di un’esistenza senza redenzione.
MEMORABILE: L’ombra di Gerry col piccone; “The Narrow Way” dei Pink Floyd; L’ufficio del giudice nel sottoscala; La ricorrente presenza dei gatti.

Pinhead80 6/12/16 11:07 - 3891 commenti

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Un tossicodipendente gira senza una meta precisa lungo le strade di Roma vivendo una libertà folle che lo distrugge a ogni passo. Mentre il mondo moderno lo ignora o lo schifa, quello antico sembra essere l'unico che riesce a comprenderlo. E' un film anticonvenzionale e allo stesso tempo molto poetico che abbraccia il mondo dei diseredati mostrandoli nella loro nudità. Anche sulla terra esistono universi paralleli e inafferrabili, proprio come il protagonista.

Noodles 15/07/19 23:21 - 806 commenti

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La giornata inutile di un tossicomane, tra piccoli furti, elemosina e tanto squallore urbano. Nico D'Alessandro ha capito tutto. Con uno stile quasi amatoriale ci porta in giro per Roma in compagnia di Gerardo Sperandini (tossicomane anche nella realtà). Ci sentiamo insieme a lui, in quel periodo storico. Respiriamo quell'atmosfera. Un realismo incredibile per un film straordinario, sperimentale, ma che affascina minuto dopo minuto. Quasi un capolavoro. Da riscoprire urgentemente.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Jandileida • 29/04/11 10:02
    Addetto riparazione hardware - 406 interventi
    La lontananza mi sta facendo brutti scherzi...scusa!

    In effetti la cosa buffa, e se vogliamo geniale, è proprio l'imperfezione della citazione: mentre Pasolini chiude il film in maniera tragica con la frase "mo sto bene", D'Alessandria invece fa rialzare il suo protagonista e lo fa smadonnare in mezzo alla strada prima di riprendere, sempre con calma, la sua via crucis.
  • Discussione Zender • 29/04/11 11:28
    Consigliere - 43516 interventi
    Eheh, una bella trovata, indubbiamente :)
  • Curiosità Kanon • 29/04/11 12:07
    Fotocopista - 813 interventi
    Il regista Nico D'Alessandria appare in un piccolo cameo: è il guidatore fermo al semaforo che acquista un accendino dal venditore ambulante (attorno al minuto 12).

  • Discussione ShangaiJoe • 17/06/11 16:39
    Galoppino - 217 interventi
    Il film mi piaque moltissimo...lo vidi due volte di fila nell'edizione in DVD distribuita dal regista stesso. Rimasi (ovviamente positivamente) sconvolto nella scena dove Sperandini mima "The Narrow Way pt.2"
  • Discussione Zender • 17/06/11 18:56
    Consigliere - 43516 interventi
    ShangaiJoe ebbe a dire:
    Il film mi piaque moltissimo...lo vidi due volte di fila nell'edizione in DVD distribuita dal regista stesso. Rimasi (ovviamente positivamente) sconvolto nella scena dove Sperandini mima "The Narrow Way pt.2"
    Questa poi... dovrei vederlo solo per questo :)
  • Discussione Mauro • 26/02/16 09:00
    Disoccupato - 9440 interventi
    Il film è del 1988 (uscito il 12 maggio 1988 secondo imdb)
  • Discussione Alex75 • 26/10/16 17:51
    Call center Davinotti - 604 interventi
    Mauro ebbe a dire:
    Il film è del 1988 (uscito il 12 maggio 1988 secondo imdb)

    E' uscito nel 1988, ma è stato girato presumibilmente nell'estate del 1985 (nella scena in cui Gerry chiede le monetine ai passanti per comprarsi la pizza a un certo punto viene inquadrato uno striscione che pubblicizza una mostra tenutasi dall'aprile all'ottobre di quell'anno).
  • Musiche Alex75 • 26/10/16 17:59
    Call center Davinotti - 604 interventi
    La canzone che Gerry sceglie nel juke-box è "Il veliero" (Mogol-Battisti)
    https://www.youtube.com/watch?v=nGv2Ldkd4D8

    Nella sua stanza, Gerry ascolta il secondo volume del doppio album dei Pink Floyd "Ummagumma", di cui si sentono tre estratti:
    1. Il brano rumoristico di Roger Waters "Several Species of Small Furry Animals Gathered Together in a Cave and Grooving with a Pict"
    https://www.youtube.com/watch?v=Q9gf0_vRaEE

    2. La prima parte della suite "The Narrow Way" di David Gilmour
    https://www.youtube.com/watch?v=PvJRfvEW5wU

    3. La prima parte della suite "Sysyphus" di Richard Wright:
    https://www.youtube.com/watch?v=XqFGl0oOBQU
  • Musiche Alex75 • 26/10/16 18:03
    Call center Davinotti - 604 interventi
    Due brani originali dei Tan Zero per il film:
    "We can't image"
    https://www.youtube.com/watch?v=4SurMKB-BLM

    "Open your eyes"
    https://www.youtube.com/watch?v=K33XrQTiIKw

    "Vision Egg"
    https://www.youtube.com/watch?v=U72tcAvTPzI
  • Discussione Alex75 • 26/10/16 18:06
    Call center Davinotti - 604 interventi
    Un ricordo di Nico D'Alessandria, un'intervista in cui si parla anche de L'Imperatore di Roma e di Gerry Sperandini e un articolo in cui si racconta la storia del film e della sua realizzazione.

    http://ineffabile.altervista.org/cinema/d'alessandria.htm

    http://scaglie.blogspot.it/2008/07/limperatore-di-roma.html
    Ultima modifica: 27/10/16 17:29 da Alex75