LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

L'intento era quello di spettacolarizzare al massimo le ultime ore di vita “terrena” di Gesù, il rischio quello di sconfinare nell’autocompiacimento, nella ricerca esasperata del dettaglio gore. Ma Mel Gibson lo sapeva: per riuscire a coinvolgere spettatori ormai assuefatti a ogni tipo di dramma sanguinario era necessario colpirli con una violenza mai vista, che associata a un personaggio ancora così “vivo” nelle nostre coscienze avrebbe immancabilmente scioccato. E così è stato: vedere il corpo di Jim Caviezel/Cristo martoriato in quel modo, ridotto in uno stato che farebbe ribrezzo persino al Rocky di Stallone, sortisce l'effetto sperato e il film è realmente “appassionante”; poi certo si può discutere sulle libertà prese...Leggi tutto rispetto alla Bibbia, sui ralenti fuori luogo, sulle apparizioni di Satana e di mostri mutanti poco attinenti, sulla modestia delle interpretazioni di Maria e Maria Maddalena (Monica Bellucci, uno dei tantissimi italiani coinvolti nel casting). Gibson poi si guarda bene dal cercare di dare un reale spessore al film, limitandosi a mettere sontuosamente in scena solo la "fredda cronaca", intervallata sporadicamente da brevissimi flashback di dubbia utilità. Il modello non sono gli exploit di Scorsese o di Zeffirelli quanto piuttosto i moderni film epici o eroici. Il prologo in un bosco lunare percorso da una fitta nebbia celebra l'immediata spettacolarizzazione di THE PASSION OF THE CHRIST, nel quale la scelta di far recitare gli attori in latino e aramaico imponendo i sottotitoli (ma Gibson non voleva nemmeno quelli e aveva ragione!) si rivela idea geniale, che aggiunge ulteriore realismo.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Fabbiu 4/06/07 17:55 - 1933 commenti

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Il cinema non serve a convertire ma a intrattenere. Se tutte le critiche che hanno ruotato intorno a questa pellicola hanno alzato un tale polverone è solo per l'importanza del protagonista: Gesù. Ma allora perché assumere un comportamento liberale di fronte a film che ironizzano e spesso blasfemano un tema sacro ed essere poi così pregiudizievoli di fronte a una ricostruzione personale (nel senso di Gibson)? Sì, forse è stato un po' troppo "Hollywoodiato" ma a suo modo è da vedere perchè vale per quello che è: una delle tante ricostruzioni.

Galbo 19/02/08 07:21 - 11387 commenti

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Eccessivamente bistrattato dalla critica ma amato dal pubblico, La passione di Cristo è il frutto della sincera devozione del regista Gibson di nei confronti di eventi fondamentali nella storia della cristianità. Comunque la si pensi non si può negare a Gibson il merito di avere costruito un racconto che ha il pregio della veridicità storica (per lo meno per come descritta dalle sacre scritture) a volte volutamente sgradevole ma mai di violenza gratuita. Buono il cast.

Lovejoy 20/02/08 20:06 - 1824 commenti

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Sanguinaria ma efficace descrizione degli ultimi giorni di vita di Gesù. Il dramma si mescola con lo splatter più efferato nel descrivere le orribili torture che i soldati infliggono a Gesù. Tutto seguito per filo e per segno, ogni dettaglio è implacabilmente catturato dalla macchina da presa di Gibson, che dirige senza fronzoli. La ricostruzione storica è assai curata e il dialogo in aramaico antico è interessante. Bella, intensa prova dell'intero cast. Di gran lunga superiore alla versione di Zeffirelli.

MAOraNza 29/03/08 23:33 - 190 commenti

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Grande opera del folgorato Gibson, una testimonianza quasi documentaristica di quelle che sono state le ultime ore della vita di Gesù e che racchiudono la sintesi della Cristianità. Caviezel è fantastico, la recitazione in aramaico è un valore aggiunto di grande spessore e alcune scelte, seppur romanzate, non stonano in un affresco tremendamente "gore". Un film fine a sé stesso? Può essere, ma sicuramente confezionato con cuore, passione e stile. Peccato per il momento della resurrezione in stile Hollywood. In ogni caso, spiazzante.

Matalo! 14/07/08 12:15 - 1368 commenti

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La prospettiva del regista riguardo questo Gesù riporta indietro di 1000 anni l'approccio alla fede. Tutta l'opera, le sue immagini (alcune forti e riuscite), la musica, il tono complessivo e la ridicola pubblicità su conversioni e crisi della troupe fanno di questo film un lavoro non giudicabile senza tenere conto del tono retrogrado e giustizialista che impregna tutti i suoi fotogrammi, i suoi pregi (pochi) e i suoi difetti (molti). Ridicoli Rosita Celentano, il nano della Kodak e la scena del prefinale. Un film figlio dei nostri brutti tempi.

Redeyes 15/07/08 13:35 - 2144 commenti

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Film storico, film impregnato di veridicità, figlio frutto delle scritture e grondante dolore e passione, o puro meccanismo, diabolico, per intrattenere e turlupinare? Sarei più per la seconda ipotesi. Grave è tutto l'atmosfera che avviluppa la pellicola, pesanti le situazioni, ma se da una parte, forse, si cercava la rappresentazione "fedele" delle scritture, dall'altra si doveva tener conto del loro esser "racconti", di conseguenza, qui, se ne snatura l'essenza in virtù di uno scenografico splatterone pseudo storico. Ipocrita.

Undying 28/08/08 20:14 - 3840 commenti

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Cosa mai frullasse per la testa di Mel Gibson, all'atto del concepimento (e successiva realizzazione) di questo straziante, doloroso (e tagliente) omaggio "cristiano" fedele ai dettàmi del cattolicesimo, resta il vero grande enigma alla base della pellicola. Che è sviluppata seguendo lettera per lettera, parabola per parabola, goccia di sangue per goccia di sangue la Bibbia (che di Sex & Violence, ne è ricolma) senza censurare contenuti che han fatto storcere il naso ai critici togati. Doloroso, tagliente, acido e (vero)simile ad un Atto di Fede. Altro che la visione buonista di Zeffirelli...

Ciavazzaro 25/10/08 15:08 - 4763 commenti

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Per stupire e scioccare Mel Gibson spinge ben bene sul pedale del realismo e del sangue (gli effetti speciali al cinema erano tanto convincenti da far svenire). Ma questo non lo rende certo un buon film, nonostante gli attori recitino in aramaico e altre lingue poco note.

Pigro 23/11/08 10:37 - 7789 commenti

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Nel racconto della passione di Cristo Gibson privilegia il lato più iperrealista e crudo della vicenda, che certo fu poco angelica e molto cruenta. La realizzazione è di buon livello e la decisione di puntare più sulla sofferenza che su una consolatoria ascesi (così come sul latino e l'aramaico) è coraggiosa, fondata e ben condotta. Al di là delle polemiche, si tratta di un film capace di colpire e rimanere: magari sarà poco spirituale, filologico o critico, ma è sicuramente di grande impatto e a suo modo intenso.

Herrkinski 3/12/08 18:07 - 5135 commenti

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Sorta di cronaca, neppur troppo romanzata, degli ultimi giorni di Cristo. Gibson si attiene a quella che dovrebbe essere la veridicità dei fatti, in barba al revisionismo storico/religioso dei giorni nostri, suscitando le ire di vari togati, oltre che della comunità ebraica (che qui fa proprio una figuraccia). Il film è realizzato in modo irreprensibile, ha pathos ed è sofferto e carico di angoscia; Gibson non risparmia particolari gore, talvolta talmente esagerati da rasentare il ridicolo involontario. Resta comunque un film storico notevole.

Ercardo85 26/01/09 15:37 - 81 commenti

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L'idea di un film cristologico splatter sarebbe potuta venire in mente solo a Mel Gibson; un film di pessimo gusto, con trovate degne appunto dei film horror come il corvo che strappa l'occhio al ladrone cattivo ed altre amenità, ma che ha fatto venire nei pantaloni molti bigotti ed integralisti cattolici anche nel nostro (un tempo) bel paese, da Vittorio Messori a Pino Farinotti (5 stelle sul suo dizionario).

Daidae 5/02/09 15:07 - 2738 commenti

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Capolavoro. Gibson, attore che ho sempre considerato mediocre, si riscatta in pieno come regista e mette in scena una passione di Cristo cruda, realista e ispirata al 100% alle sacre scritture. Unica pecca: le scene di sangue troppo forti che portano un film diciamo storico su altri binari. Per il resto ripeto: capolavoro.

Belfagor 7/02/09 18:58 - 2623 commenti

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Pellicola retrograda e sgradevole, che insulta (neanche tanto occultamente) gli ebrei e che dovrebbe offendere anche molti cristiani (ma pare di no), sfoggio di retorica antisemita condita da atmosfere ad un passo dal Trionfo della Volontà, il tutto condito da effetti splatter di pessimo gusto. Ha spaccato la critica in due, ma chi l'ha condannato non ha avuto praticamente voce in capitolo, soprattutto in Italia, dov'è stato trasmesso in prima serata (!). Chissà perché? Un pallino giusto perché è il minimo.
MEMORABILE: Il corvo becca l'occhio al ladrone, Erode sfoggia una parrucca da drag queen... ed è subito trash.

Capannelle 20/04/09 09:28 - 3721 commenti

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Sì, abbastanza folgorato questo Gibson ma anche furbo a spingere il pedale sugli effetti violenti e sopratutto a preparare il terreno mediatico per la promozione del film. Film dalla confezione visiva rimarchevole, i tempi giusti nella descrizione del calvario ma rimane la sensazione di una discreta operazione commerciale. Divertente leggersi le polemiche dell'invidioso Zeffirelli, mooolto sospetto il mancato vietato ai minori se (sottolineo se) rapportato alle censure appioppate ad altri film nel passato.

Barbapapà 18/05/09 17:56 - 33 commenti

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È un film forte ma Gibson non sbaglia nel raccontare con crudezza gli episodi di nostro Signore, tormentato dalle crudeltà dei romani e che versò molto sangue per i peccati altrui. Si può non reggere senmpre la visione del film per la sua carica realistica ma almeno uno sforzo a vederlo tutto va fatto per capire come sono andate le vicende alla base della nostra religione. Bellissima fotografia, costumi ed effetti. Caveziel è un Gesù bravo e commovente (dovrei vedere altri suoi film).

Noir 30/10/09 22:35 - 24 commenti

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L'integralismo religioso del buon Mel l'ha portato a partorire questo "grandguignol" evangelico. L'idea di base dei dialoghi in aramaico e l'ispirazione ad una certa iconografia pittorica non era affatto male ma purtroppo durante la visione, il tutto viene oscurato da una violenza volutamente insistita e a tratti esagerata. Gibson in alcuni punti più che la compassione riesce a suscitare disgusto. Un' occasione in parte sprecata (il troppo stroppia).

Funesto 26/12/09 20:01 - 525 commenti

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Duro da vedere perché la vicenda è accaduta davvero (parlo da rigido cristiano anglicano, anche se la voluta povertà del soggetto non designa una vera e propria "vicenda"). Il realismo della messinscena è garantito dall'ottima scelta registica del linguaggio aramaico e dai buoni SFX. La location funziona e il Cristo è credibile. Ma tale accentuazione del dolore e della sofferenza e la resurrezione appena abbozzata rendono il film così nichilista e compiaciuto da farlo puzzare di un ingannevole torture-porn. Sì, il tema era la passione, ma...
MEMORABILE: La resurrezione.

Trivex 26/03/10 15:43 - 1490 commenti

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La prima parola che sovviene ricordando questo film: sofferenza. Potrebbe essere una questione religiosa, reminiscenza d'animo o pratica che sia, oppure si tratta dell'effetto esclusivo delle sapienti immagini, che colpiscono come un pugno nello stomaco (fa male quando lo ricevi e può lasciare conseguenze)? Credo non sia esclusivamente una prospettiva di fede: quello mostrato con forza primordiale ed un linguaggio diretto senza alcuna mediazione, è il calvario di un uomo destinato alla morte. Credenti o meno, non si può che soffrire con lui fino alla fine.

Lucius 22/09/10 01:48 - 2819 commenti

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Il martirio di Cristo in una rappresentazione cinematografica di alto livrello. Il talento registico di Mel Gibson focalizza il dolore, la pena, il sangue, la sofferenza di Cristo Uomo, evitando accuratamente di romanzarne la vita, pertanto il risultato potrebbe disturbare chi ha retaggi cattolici ma in realtà si traduce in cinema allo stato puro che rincorre l'essenza invece che l'apparenza.

Homesick 21/03/10 17:37 - 5737 commenti

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Incurante della dimensione spirituale del resoconto evangelico – ossia il significato autentico del sacrificio cristiano, che trascende il mero dolore fisico – questa “Passio” scade a bancarella del truculento: un compiaciuto climax iperrealista di carni martoriate con percosse, frustate, spine, chiodi e martello, per il quale Gibson è andato a setacciare fonti storiche e non. In tal strazio e cruore sono comunque da elogiare il ricorso alle lingue arcaiche, l’indimenticabile sguardo doloroso e impotente della Morgenstern e l’impegno di Caviezel. Monolitico e retrivo.
MEMORABILE: L’afflitto sguardo materno della Morgenstern mentre vede il figlio accasciarsi sotto il peso della croce.

Bruce 7/04/10 18:16 - 1004 commenti

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Il calvario di Cristo mostrato da Gibson con vero realismo, come nessuno aveva mai fatto, senza nascondere nulla. Operazione impressionante e coraggiosa, per niente commerciale, vedasi la scelta dell’utilizzo delle lingue dell’epoca non doppiate. Rispettoso delle scritture, sorretto dalla valida partecipazione degli attori coinvolti e con un protagonista eccellente. Da vedere sapendo quel ci aspetta, con il rispetto ed il sacrificio che gli sono dovuti. Come ha scritto Messori: “Con le scene più crude si spiega il più grande atto d’Amore".

Nando 25/04/10 10:28 - 3476 commenti

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Film che coniuga il fanatismo religioso del regista con il desiderio di spettacolarizzare un evento arcinoto. Il risultato è interessante e visivamente violento ma reale. Impressionanti le scene del massacro, permettetemi il termine, apprezzabile le scelta della lingua che evita condizionamenti recitativi. Poco indovinata la figura della Celentano ma d'altronde i suoi passaggi durante le scene servono per distrarsi un pochino ed attenuare il senso di fastidio che può sopraggiungere nella visione delle scene più cruente.

Tuxtucis 2/09/10 21:09 - 34 commenti

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Film caratterizzato da notevoli pregi ed altrettanto innegabili difetti. Tra i primi vanno annoverati l'eccezionale resa figurativa e la potenza dell'insieme; tra i secondi il ricorso esagerato al magico-demoniaco e la resa fumettistica dei personaggi secondari. Dal punto di vista drammatico, mentre il primo tempo si caratterizza per il climax ascendente che culmina nella scena della flagellazione, il secondo tempo è una successione senza soluzione di continuità di efferatezze, che finiscono per creare assuefazione.

Satyricon 4/09/10 02:55 - 147 commenti

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Questo film è un tracotante esempio di megalomania di Gibson, che si erge a narratore ed insegnante di verità che noi non conosciamo, ce le sbatte in faccia con fiumi di sangue e vergate come a volercele far sentire tutte. Che Gesù sia stato massacrato è indubbio, non mi serve lui per capirlo! Ma è indubbio soprattutto che con questa devota e lacrimevole rappresentazione da "Jesus Christ Splatter", le sue tasche siano ancora più zeppe di dollari di prima, alla faccia del povero Gesù.

Buiomega71 8/01/11 19:01 - 2262 commenti

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Essendo ateo convinto, ho visto questo film sotto il tam tam pubblicitario e con occhio, soprattutto, al Gibson regista. Sono rimasto veramente colpito, un torture porn travestito da film "religioso", il povero cristo di Caviezel ne passa di peggio che tutte le vittime di Saw messe insieme. Ma quello che più mi ha impressionato, oltre alla regia "sadica" di Mel, è Rosalinda Celentano nel ruolo del diavolo, a cui avrei assegnato un oscar senza remore, magnetica e terrificante, alla stregua di Capitan Gaio de L'esorcista. Ti rimane nell'anima.
MEMORABILE: Giuda vicino ad una carcassa di mulo al cospetto del diavolo (Rosalinda Celentano), con in braccio il "mostruoso" Davide Marotta di Phenomena.

Tyus23 8/03/11 23:39 - 220 commenti

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Sicuramente conservatrice, probabilmente anti-semita, la Passione di Gibson è comunque un film dall'indubbia importanza. La sequenza delle torture, per quanto al limite della sopportazione visiva, è certamente molto più realistica di come era stata mostrata nelle precedenti versioni ed a mio avviso sono riuscite anche le anomale incursioni "horror". Peccato che a lungo andare la perdurante violenza e il senso di estrema drammaticità arrivino addirittura ad assuefare lo spettatore facendo spuntare qua e là la noia. Comunque certamente da vedere.

124c 20/04/11 11:49 - 2771 commenti

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La mia generazione si acccontentava dello sceneggiato Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli, dov'era narrata anche la Passione di Cristo. Ma il 1977, le musiche di Maurice Jarre, il ricco cast di attori noti e il volto barbuto di Robert Powell, oggi, non bastano più. Se non è Jesus del 1999 del progetto Bibbia, è questo film girato da Mel Gibson, che non si limita a raccontarci la Passione nei suoi più truci dettagli, ma decide di non farlo in lingua inglese (per noi italiana). Più un film del terrore che una pellicola religiosa, ma assai buono.
MEMORABILE: La fustigazione di Gesù da parte dei soldati.

Greymouser 20/05/11 10:13 - 1458 commenti

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E' sempre difficile commentare un film così appesantito e impastoiato da polemiche ideologiche e religiose, tacciato di antisemitismo, tirato di qua e di là a seconda di celate o malcelate tendenze politiche e via dicendo. Se vogliamo un attimo dimenticare tutto quello che non ha niente a che fare con l'opera, dirò che è un film interessante, che non può essere ridotto semplicisticamente a una specie di horror-splatter. In ogni caso, Gibson è un buon regista, che piaccia o meno il suo modo di fare cinema.

Pinhead80 21/05/11 15:11 - 3948 commenti

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Il primo merito di Gibson è quello di aver dato vita a un'opera che senz'altro divide il pubblico. Lo divide perché affronta il tema classico della passione di Cristo, andando a evidenziare quelli che sono gli elementi più cruenti (ma in realtà una crocifissione non può non essere tale). La recitazione in aramaico e in latino conferisce maggior veridicità e una forza suggestiva inedita. Bellucci a parte, il cast si comporta bene. Una lettura inusuale ma efficace.

Rebis 11/06/11 16:12 - 2088 commenti

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Se il sacro - che tutela la comunità dalle pulsioni distruttive - è fondato su un atto di violenza paradigmatico e radicale, capace di esaurire degenerazione e virulenza nell'istituzione rituale (René Girard), allora ecce homo: il capro espiatorio, sacrificale, la cui macellazione è posta così provocatoriamente al centro da annichilire persino il manifestarsi del divino - pur reso con grande maestria visuale (l'obbiettivo, esiziale sul Calvario, si offusca fino a rilasciare una perfetta goccia d'acqua: una lacrima di Dio). Melliflua, agghiacciante Rosita Celentano; superba Maia Morgenstern.
MEMORABILE: La caduta di Gesù bambino.

Gestarsh99 26/08/11 17:48 - 1322 commenti

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Le ultime ore della vita di Gesù nello spiraglio di una lacerazione spazio-tempo onirica e terrificante, uno scardinante vaneggiamento che trascende la mera presa realistica per affacciarsi sull'oscura evocatività di una immane nevralgia apocalittica. Gibson si erge a sepolcrale divulgatore di una cristologia estrema, obeliscale, drastica nel suo consapevole e programmatico accantonamento di ogni dimensione edulcorata del sacrificio e della spiritualità, in favore di una rappresentazione sofferta, carnale, terrena, condotta con rigore e determinazione sino alle sue estreme conseguenze.
MEMORABILE: Le ingannevoli apparizioni tra la folla del volto smunto e cimiteriale di Satana/Rosalinda Celentano.

Piero68 2/01/12 14:16 - 2758 commenti

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Film che volutamente calca la mano sull'aspetto della tortura di Gesù creando veri e propri momenti gore. Stoico e bravo Caviezel, molto meno le partecipazioni italiane. Ma The Passion non è soltanto un resoconto delle ultime ore di vita di Gesù; è anche un film sottilmente antisemita nell'accezione più pura del termine. Chi conosce un po' di storia delle religioni sa di che cosa parlo. Levate le immancabili pecche però il film è davvero coinvolgente e, salvo qualche libertà di Gibson, dialoghi e situazioni sono prese pari pari dai Vangeli.

Markus 21/02/12 16:26 - 3294 commenti

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Gli ultimi giorni di Cristo sono nuovamente raccontati - Bibbia alla mano - da Mel Gibson. Il film è tecnicamente ineccepibile: le ricostruzioni storiche del periodo (come pure i costumi) sono assolutamente consoni a un cinema dei grandi budget a disposizione. La regia, con morbosa quanto furba dovizia di particolari, ci mostra la pratica dei tormenti inflitti a Gesù (in realtà pochi tra i molti altri a disposizione documentati da fonti certe) prima del lento martirio della crocefissione. Pellicola artisticamente ridimensionabile.

Giacomovie 25/12/13 02:04 - 1347 commenti

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Gibson è stato abile nel creare un'opera che ha urtato le coscienze e la sensibilità degli spettatori perché ognuno, dal più accanito fedele al più convinto ateo, ha potuto trovarvi motivazioni a sostegno delle proprie tesi. Vi è una cruda estremizzazione di un evento reale la cui ricostruzione storica è però basata su prove superficiali e contraddittorie, che ha stranamente avuto poche contestazioni ecclesiastiche riguardo l'aderenza ai testi evangelici, forse perché è servito a rafforzare le convinzioni religiose del mondo cattolico. ***!

Lythops 18/04/14 12:52 - 972 commenti

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Al di là delle altisonanti intenzioni e dichiarazioni di "fede" da parte di Gibson (che lungi dal mettere l'accento sul perché della morte e della Resurrezione del Cristo sfoggia tutta la tecnica del trucco e degli effetti splatter oltre che dei movimenti di macchina, almeno quelli encomiabili), ecco un film pretenzioso, facile, falso negli intenti come tutti quei film americani dove l'esternalizzazione trionfa. Così, le "conversioni" a fine film ricordano gli svenimenti del pubblico negli anni '70 alle proiezioni de L'esorcista.

Rigoletto 27/09/14 21:39 - 1567 commenti

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Dato di fatto incontestabile: dopo decenni di versioni edulcorate riguardo la Passione di Cristo, arriva un certo Mel Gibson che ha la faccia tosta di girare un film su Gesù (cosa che può dar fastidio a qualcuno), le cui scene mostrano la vera sofferenza inflittagli: è una conquista! Coraggioso Gibson, a maggior ragione perché deve difendersi da chi lo accusa di antisemitismo. Se poi entriamo nel merito dell'accusa rivoltagli, sa tanto di "l'abbiamo ammazzato noi ma non ditelo in giro!", che equivarrebbe a negare la storia. Luce in tempi bui.
MEMORABILE: Le scene forti intercalate dagli insegnamenti di Gesù; L'uso dell'aramaico e del latino.

Modo 3/10/14 09:30 - 824 commenti

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Non vedo l'utilità di girare il film in aramaico e latino: ci vogliono far ascoltare certe assonanze se sono riuscite o meno? Non è la canzone di Prisencolinensinainciusol di Celentano dove c'è un bel ritmo musicale... Non credo questa mossa abbia reso più suggestiva la pellicola. Cosa capiamo se dobbiamo sforzarci a leggere i sottotitoli perdendo l'attenzione sulla fotografia, così notevole? Film indubbiamente violento - a volte esageratamente - ma efficace. Prende spunto dagli scritti del Vangelo. Il cast è discreto (a parte Rosita Celentano)!

Zio bacco 14/10/14 17:27 - 240 commenti

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Film che come pochi altri ha diviso la platea. L'ho apprezzato molto e nel complesso Gibson rasenta il pieno riscontro storico, sebbene il film sia basato anche sulle visioni della Emmerick. Le tanto criticate scene di violenza, talora truculente, sono inserite nel giusto contesto e non sono gratuite. Ottima fotografia e recitazione di livello (sorprendente Caviziel). Vista la maniacale cura dei particolari, un difetto è il non aver adottato la pronuncia della restituta, così come l'aver ignorato l'influenza del greco scritto. Minuzie. Ottimo.

Minitina80 29/06/16 08:23 - 2336 commenti

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È sicuramente un’opera a se stante, paragonabile a null’altro realizzato fino a quel momento, che merita di essere vista perché in grado di mostrare, o quanto meno di dare un’idea, della sofferenza che portò alla fine della vita terrena di Cristo. È diretto e cruento, ma non per questo privo di pathos o intensità e la sua forza risiede proprio in questo, a prescindere dalla quantità di sangue utilizzato e dalla violenza ostentata. Peccato che gli attori italiani non siano tutti all’altezza della situazione.

Parsifal68 17/05/16 13:10 - 607 commenti

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La ricostruzione realistica e cruenta delle ultime ore di vita di Cristo, dall'arresto fino alla crocifissione. Questo è uno dei tanti film che, nella storia della settima arte, hanno rumorosamente diviso critica e spettatori. Chi lo giudica eccessivo e antisemita, chi invece, come il sottoscritto, ne sottolinea l'affascinante veridicità sia delle location (Matera e Craco) che del registro recitativo, sconvolgente nella sua terribile perfezione. Qualche licenza narrativa (le apparizioni del diavolo) non ne intaccano la riuscita. Da vedere.

Ryo 24/09/16 01:58 - 2169 commenti

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Una bella versione della storia di Cristo (o meglio, delle sue ultime 12 ore). Estremamente fedele ai vangeli, tanto da far recitare gli attori in aramaico antico e latino. La prova di Jim Caviezel non è male, anche se in pratica doveva solo soffrire, bravissimi anche Maria e Pietro. Ho apprezzato la crudezza e la ricerca di realismo nelle scene di punizione, meno la figura del diavolo, che in varie forme continua a comparire sulla scena. In definitiva c'è molta poca sostanza e maggior attenzione alla tecnica.
MEMORABILE: Le frustate; Gesù costruisce un tavolo più alto del normale; La crocefissione.

Bullseye2 2/03/18 23:39 - 91 commenti

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Per la prima volta la vera sofferenza terrena del Cristo rappresentata senza ipocrite censure, il martirio che porta il Figlio dell'Uomo al riscatto dell'umanità peccatrice descritto in un film controverso ma senz'altro migliore rispetto alle premesse. Gibson avrebbe potuto evitare qualche tocco greve (il "lancio" dei trenta denari) ma nell'insieme l'operazione è pienamente riuscita. Più Esorcista che Pasolini, più gore/horror che neorealismo (memorabili le visionarie apparizioni dell'Anticristo), sicuramente il miglior film del Gibson regista.

Bubobubo 19/02/19 11:24 - 1199 commenti

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Ha il pregio, che a tratti diviene quasi un'ossessione, di cercare quanto e quando possibile la strada dell'aderenza storica: nei volti, nella lingua, nella rappresentazione grafica del martirio (da qui le accuse, invero stornabili, di celebrazione e spettacolarizzazione della sofferenza). Meno funziona quando l'archivio lascia il posto all'immaginazione, con risultati che ondeggiano fra il kitsch (Satana-Celentano) e il quadretto drammatico (Maria Maddalena-Bellucci). Comunque molto intenso. Grande e sentita l'interpretazione di Caviezel.
MEMORABILE: Le torture con il mazzafrusto.

Paulaster 8/10/19 09:55 - 2783 commenti

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Le ultime ore della vita di Cristo. Ricostruzione storica ineccepibile grazie alle location materane (con scelta conseguente di attori italiani) e a una certa cura nei costumi. Gibson fallisce nella componenti oniriche (la Celentano) o simboliche (il corvo), nelle quali la solennità era da enfatizzare (vedi l'ultima cena). La mattanza del martirio può anche rendere il realismo delle torture, ma distoglie il discorso dai significati religiosi. Resurrezione come fosse un supereroe, francamente inguardabile. Nota per la Morgenstern (Maria).
MEMORABILE: Il tavolo alto; Il sangue pulito a terra; Il tentativo di restituire i trenta denari; La lancia conficcata nel costato.

Camibella 27/08/20 07:30 - 132 commenti

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Le ultime ore di vita di Gesù dall'arresto alla morte sono uno dramma tanto cruento quanto veritiero. Gibson ci va giù pesante ed è proprio questo il punto a favore di un film forse eccessivamente criticato ma che il pubblico ha dimostrato di saper apprezzare. Caviezel è un Cristo con la faccia sofferente e segnato dalla rassegnazione per il destino a cui va incontro ed è umanamente credibile. Matera e Craco sono location bellissime e azzeccate, ben valorizzate da una splendida fotografia. La Celentano-diavolo è brava e inquietante.
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  • Discussione Matalo! • 13/10/17 09:27
    Call center Davinotti - 620 interventi
    Ciao a tutti; sono ricapitato qui perchè due sere fa ho visto un pezzo di Apocalypto, che non commento in quanto non ne ho visto che mezz'ora. Dare un giudizio su La passione scindendone lo spirito religioso è impossibile,dato che ne è invaso ogni fotogramma. La ferocia con cui coinvolge lo spettatore nel suo assolutismo che non permette letture e nuances sono il grave limite del film. Cosa che lo fa apprezzare. È come se si coprisse di tabasco una bistecca scaduta per ammorbarne il gusto. E sono tante le questioni che si potrebbero sollevare su questo film che non è neanche un film ma un fatto di costume. Le false parole attribuite a Woytila "così è andata". Un amore per il macabro e conseguente incredulità verso la Resurrezione: cosa che il film fa apparire en passant. Per il cristianesimo la resurrezione è lo scioglimento di ogni nodo che affligge l'uomo. La promessa di una dimensione altra in cui lupo e agnello pascoleranno assieme. La fine dell'esistenza come atto di violenza. Questo a prescindere da chi crede o meno. Ma ben più efficace di me è questo signore qui https://youtu.be/1S_htcLcdac
    Che inoltre fa più ridere di me. Gibson, in preda a furori mistici da ex bevitore non ha nessun indugio a insegnarci che "l' alcool "fa male e che devi sentirti un verme a bere. Dimenticando il suo passato e gettandosi nella nuova dipendenza con lo stesso vigore con cui prima si lanciava in una bottiglia di rye formato famiglia. Ecco perchè per me il film nasce "storto" alilà delle qualità tecniche; non lascia chances all'intelligenza dello spettatore. E al contrario di film meno violenti, nel paese dove Padre Pio viene preferito a Cristo passa in prima serata senza censure. Mi fa pensare sto fatto...
  • Discussione Zender • 13/10/17 14:18
    Consigliere - 43515 interventi
    Io ripeto quanto dissi al tempo: se si voleva far davvero capire al pubblico di oggi (anche alla grande massa quindi) la forza del martirio di Cristo non si poteva che caricarlo dal punto di vista del sangue e dela violenza. Lo trovo un film figlio del suo tempo e di conseguenza riuscito.
  • Discussione Matalo! • 13/10/17 16:18
    Call center Davinotti - 620 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Io ripeto quanto dissi al tempo: se si voleva far davvero capire al pubblico di oggi (anche alla grande massa quindi) la forza del martirio di Cristo non si poteva che caricarlo dal punto di vista del sangue e dela violenza. Lo trovo un film figlio del suo tempo e di conseguenza riuscito.
    Quando si farà un film sulla forza della Resurrezione? Come si fa a non vedere l'opera di terrorismo integralista? E pou: dipende dal "come" rappresenti le cose. Due film pieni di sangue differiscono a seconda delle intenzioni. Scorsese bannato da papa e santa Teresa (nessuno dei due andò a vederli). Gibson: papa in visione privata e uscita in prima serata, senza divieti come al cinema, col benestare delle comari cattoliche come Messori. Ha ragione Balasso: preferimo il crocifisso al risorto. Gibson è figlio dei suoi tempi. Verissimo. Dà la qualità di una certa parte dei suoi tempi. Ciò però contraddice la sua opera come film definitivo, "è andata proprio così". Anche perchè in verità si può solo presumere. Non saremo distanti dalla "realtà" ma siamo lontani dal tono della "messinscena" dei vangeli. Aggiungo che "la grande massa" non ha riempito le chiese dopo passion. Ma sè comprato il dvd e a pasqua lo rivede
    Ultima modifica: 13/10/17 16:26 da Matalo!
  • Discussione Zender • 13/10/17 18:45
    Consigliere - 43515 interventi
    Non capisco che c'entri il fatto che sia bannato o meno, io parlo del film. Non dico che sia un film "definitivo", certo che si può solo presumere che sia andata così, ma se volevi comunicare con forza quel messaggio secondo me è stato giusto farlo così. Non capisco perché un film dovrebbe mantenere il tono dei Vangeli sinceramente. Gibson voleva colpire e c'è riuscito in pieno. Scorsese ha fatto altro.
  • Discussione Matalo! • 14/10/17 10:41
    Call center Davinotti - 620 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Non capisco che c'entri il fatto che sia bannato o meno, io parlo del film. Non dico che sia un film "definitivo", certo che si può solo presumere che sia andata così, ma se volevi comunicare con forza quel messaggio secondo me è stato giusto farlo così. Non capisco perché un film dovrebbe mantenere il tono dei Vangeli sinceramente. Gibson voleva colpire e c'è riuscito in pieno. Scorsese ha fatto altro.

    Boh
  • Discussione Capannelle • 14/10/17 17:02
    Scrivano - 2505 interventi
    Matalo! ebbe a dire:
    ho visto un pezzo di Apocalypto, che non commento in quanto non ne ho visto che mezz'ora.
    Ti invito a finirlo, bellissimo film.

    E al contrario di film meno violenti, nel paese dove Padre Pio viene preferito a Cristo passa in prima serata senza censure. Mi fa pensare sto fatto...
    Purtroppo la piaggeria verso la chiesa di media, organi di stampa e istituzioni in Italia raggiunge livelli imbarazzanti. Penso che lo avverta anche la parte sana del clero che ne farebbe forse a meno.
  • Discussione Matalo! • 15/10/17 07:42
    Call center Davinotti - 620 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Matalo! ebbe a dire:
    ho visto un pezzo di Apocalypto, che non commento in quanto non ne ho visto che mezz'ora.
    Ti invito a finirlo, bellissimo film.

    E al contrario di film meno violenti, nel paese dove Padre Pio viene preferito a Cristo passa in prima serata senza censure. Mi fa pensare sto fatto...
    Purtroppo la piaggeria verso la chiesa di media, organi di stampa e istituzioni in Italia raggiunge livelli imbarazzanti. Penso che lo avverta anche la parte sana del clero che ne farebbe forse a meno.

    Beh, sicuramente la prossima volta lo vedrò tutto. Grazie.
    A Capannè, vesti sempre SPORTIVO? 
  • Curiosità Schramm • 2/07/18 17:53
    Risorse umane - 6710 interventi
    In una sala del Kansas, durante la scena della crocifissione, Peggy Lew Scorr, una spettatrice di 57 anni, ha perso i sensi ed è deceduta poco dopo in ospedale.

    Un pastore brasiliano prenotò l'intera sala per trascinarvi in massa i fedeli della propria comunità. Durante la proiezione José Geraldo Soares ebbe un letale attacco di cuore non dovuto però, a detta di sua moglie, alla violenza delle scene del film; Soares si stava anzi godendo la visione.

    (Fonte: Rihannon Guy, Portala al cinema, pag 21)
  • Discussione Caesars • 27/09/19 12:29
    Scrivano - 10722 interventi
    La scena dell'impiccagione di Giuda è stata girata, come ha ben documentato Fabbiu in curiosità, nel paese abbandonato di Craco (MT). L'albero al quale si appende, è stato però messo l+ appositamente dalla produzione, per cui non se ne può trovare traccia. [fonte: una guida turistica locale]
  • Discussione Zender • 27/09/19 14:13
    Consigliere - 43515 interventi
    Sì, essendo stato lì a fotografare me n'ero accorto :)