Il gabinetto del dottor Caligari

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Das Cabinet des Dr. Caligari
Anno: 1920
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 34
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Uno dei capolavori muti del cinema espressionista tedesco, che ha il merito di essere un film dell'orrore (o meglio, un cupo thriller) nel senso più moderno del termine: nessun mostro, nessun mito rivisitato, nessuna maledizione... Solo la follia di un uomo che, dopo aver letto di un mistico Settecentesco di nome Caligari, ne ripercorre le gesta ipnotizzando un povero sonnambulo (Conrad Veidt, vero e proprio zombi ante-litteram) e spingendolo all'omicidio. Una storia per l'epoca insolita (e con un finale spiazzante) condotta con un bello spirito dark ma fenomenale, soprattutto, per il suo incredibile impianto scenografico. Sono le scenografie del trio Warm/ Reimann/ Röhrig infatti a rendere memorabile l'opera di Wiene:...Leggi tutto impossibili come un quadro di Dalì, spigolose, storte, disegnate con un piglio artistico, forniscono un contributo fondamentale e imprescindibile alle immagini, trasformandole quasi in dipinti mobili. Le scenografie non sono, in DAS KABINETT DES DR. CALIGARI, un valore aggiunto ma la sua stessa ragion d'essere, e donano al film un fascino unico, impossibile da recuperare altrove. Chi poi avrà la possibilità di vedere la versione restaurata (che restituisce alle immagini i viraggi coloratissimi - blu,verdi,gialli... - dell'opera originaria) potrà doppiamente comprendere il valore delle stesse. Wiene si limita in fondo a muovere i suoi personaggi in questo mondo surreale senza troppo cercare il virtuosismo, riuscendo però a rendere giustizia a chi il film l'ha davvero “creato" (e che in effetti compare immediatamente, nei titoli di testa). Essendo muta, non è esattamente un'opera “leggera”, eppure conserva ancor oggi una suggestione superiore ad altri classici dell'epoca.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Homesick 5/08/07 17:08 - 5737 commenti

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Simbolo del cinema espressionista tedesco: cupo, surreale, pittorico, contrassegnato da scenografie sghembe, deformate e spiazzanti e reso particolarmente incisivo dalle interpretazioni (mute) dei protagonisti, con i loro gesti enfatici e il marcato make-up. L'atmosfera fantastica, il temi macabri, la presenza della bella e del mostro e, soprattutto, la struttura "circolare" diventeranno un sicuro punto di riferimento per una miriade di film successivi. Una vera opera d'arte.

B. Legnani 2/11/07 19:12 - 4893 commenti

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Rivelatore: fa capire a chi s’accosta con perplesso timore ad opere così lontane che, se esse sono grandi, grandi appaiono anche dopo novant’anni. Indimenticabili scenografie (le stradette del borgo sono accapponanti), stile secco ed essenziale e la sorpresa di trovare cose viste e riviste in mille film (uno per tutti, non a caso tedesco: Kaspar Hauser). Al di là della necessaria teatralità, film indimenticabile, emozionante, con superbo delirio circolare. Non oso pensare cosa abbia potuto significare per gli spettatori dell'epoca.

Il Gobbo 3/11/07 15:13 - 3011 commenti

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Eccellente. Folgorante, influentissimo (ma praticamente mai eguagliato), e tuttora efficacissimo, anche se ormai lo stile recitativo accusa il peso del tempo (ma "espressionista", appunto, aveva da essere pure quello... ). E una delle massime dimostrazioni dell'incredibile (per come fu raggiunto in fretta) livello di maturità che il linguaggio cinematografico seppe raggiungere. Fondamentale.

Capannelle 9/11/07 11:25 - 3838 commenti

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Opera unica e moderna. Unica per lo stile decorativo adottato per le scenografie della città, per porte e arredi delle casette (quasi fossero hobbit degli anni 20), per gli sgabelli dei poliziotti, per gli stessi sfondi delle scritte testuali. In anticipo di 20 anni, utilizza una fotografia, un gioco delle ombre e un uso dei colori innovativi e sfavillanti. Moderno anche nella storia, con elementi thriller, per la recitazione dei personaggi e nell'uso del flashback. Girato - incredibile a dirsi - in sole 3 settimane.

Cotola 17/03/08 23:47 - 7807 commenti

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Uno dei primi esempi di cinema espressionista, forse addirittura il capostipite del genere, che grazie alla sua splendida riuscita influenzerà decine di registi e di film successivi. Bellissimo sia da un punto di vista narrativo sia sotto quello stilistico (in proposito colpiscono soprattutto le inquadrature sghembe e le riprese con effetto deformante). Una pietra miliare nella storia del cinema. Imitato fino alla nausea senza però che mai nessuno sia riuscito ad eguagliarlo.

Maineng 7/07/08 13:21 - 100 commenti

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Film tra l'onirico e il misterioso che mette in risalto le tecniche del cinema espressionista tedesco del periodo di Weimar. Il potere di comandare le menti agendo per i propri fini personali (caratteristica di un certo cinema del periodo, come nel dottor Mabuse), la soggezione ai poteri nascosti, la fatalità sono punti chiave in una realtà rappresentata da eventi che, pur essendo fantastici di base, fanno riferimento a ciò che di sconosciuto aleggia nella normale vita delle persone. Scenografie particolarissime e azzeccate. La versione colorata è super!
MEMORABILE: Il risveglio di Cesare il sonnambulo alla fiera. Gli viene rivolta la domanda: "Quanto vivrò?", ed egli con espressione raccapricciante: "Fino all'alba!".

Deepred89 24/12/08 00:43 - 3368 commenti

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Uno dei capolavori del cinema espressionista tedesco. Ciò che colpisce maggiormente sono ovviamente le scenografie, surreali, distorte e fortemente artefatte e gli attori, tutti sopra le righe e pesantemente truccati. Anche l'intreccio comunque è tutt'altro che malvagio, strutturato discretamente e molto straniante e suggestivo. Ottimo il finale.

Ford 5/01/09 10:47 - 582 commenti

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Capolavoro dell'espressionismo, nato proprio grazie a questa pellicola di Wiene. L'importanza di messinscena e scenografia superano il valore filmico dell'opera, che spaventa(va) grazie alla recitazione stilizzata degli attori, alle ombre inquietanti e all'uso spiazzante degli elementi fuori campo. La visione al giorno d'oggi risulta parecchio ostica, soprattutto per la sua mancanza di ritmo, data dalla natura profilmica dell'opera, ma è fondamentale.

Puppigallo 12/02/09 13:47 - 4583 commenti

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Film che ogni buon cinefilo dovrebbe visionare. Siamo nella preistoria della celluloide ma, nonostante questo, la pellicola ha una tale forza espressivo-narrativa, pur contando solo sulla mimica degli attori, tra i quali un mitico protagonista (il dottore), su pochissime frasi scritte e su scenografie e sfondi più simili ai dipinti (gli attori sembrano letteralmente vagare in questi paesaggi creati da un pittore un po' folle, in linea con la sceneggiatura), da oscillare tra il genialoide e il cervellotico, esercitando un fascino incredibile. Un capostipite del fantasy-horror. Grande!
MEMORABILE: L'uscita del sonnambulo dalla cassa, in stile Nosferatu. Le scritte che appaiono dal nulla, ossessionando il protagonista. La sua mimica!

Pigro 7/05/09 10:10 - 8318 commenti

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Il film che più di tutti ha saputo rappresentare il mistero. Non solo in una storia sghemba e malata, tra delitti, freaks, e scienziati pazzi (con finale da brivido), ma soprattutto perché ha mostrato tutto ciò con una visionarietà ardita e ineguagliata, calando i personaggi, marcati da un trucco violento, in una scenografia pittorica espressionista sbilenca e in disequilibrio, che porta il realismo nell'incubo, e stordisce lo spettatore con lo spaesamento e il panico del dubbio, senza più appigli per comprendere la verità, il bene, il male...

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Undying 29/10/09 12:33 - 3834 commenti

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Ipnotizzatore si serve di Cesare, sonnanbulo che non solo viene esposto in show pubblici nelle fiere ma pure serve, al suo "padrone", per compiere misteriosi omicidi. Paradigmatico, essenziale, quintessenza del cinema espressionista tedesco che getta le basi per il futuro cinema horror, soprattutto sul piano visivo e figurativo. Scritto dall'austriaco Carl Mayer in collaborazione con il praghese Hans Janowitz, il film nasce come "j'accuse" verso il Potere; come metàfora della violenza che i governi usano verso i privati cittadini, annullandone senso morale e spingendoli ad azioni delittuose.

Karim 4/08/10 00:00 - 22 commenti

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Film molto teso, visionario, allucinato. È più sottile sia nella trama che nei personaggi del quasi contemporaneo Nosferatu di Murnau. La tensione è sottolineata dai pesanti make up dei protagonisti e dalle scenografie fuori linea, esageratamente oblique, capolavori di arte espressionista. Impressionante il sonnambulo Cesare, che dopo i misfatti viene riposto come un manichino nella propria custodia. Chi è il pazzo e chi è il medico? Bellissima pellicola muta!

Von Leppe 21/04/11 22:31 - 1082 commenti

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Film che apre le porte all'espressionismo e influenzerà il cinema per i vent'anni successivi e parte della cinematografia horror a venire. Nel sonnambulo in calzamaglia nera si nota già il serial killer e la creatura al servizio del dottore pazzo di turno, ma anche la follia e il delirio. Scenografie sullo stile delle avanguardie tedesche di primo Novecento, anche se in gran parte rimangono sullo stile teatrale e dipinte. La trama maescola il thriller e l'horror, con elementi psicanalitici e sensazioni spettrali soprannaturali.
MEMORABILE: L'ombra nera di Cesare che striscia sui muri...

Giùan 20/10/11 11:15 - 3239 commenti

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Straordinario manifesto dell'espressionismo cinematografico, capace di coniugare l'audacia stilistica del movimento (le scenografie sghembe di Röhrig, Warm, Reimann debitrici del futurismo, i fondali con dipinti sgargianti che paion preconizzare il pop) ad una dimensione narrativa totalizzante, nella quale il cortocircuito realtà-sogno-incubo-deformazione psichica è esemplare. In tal senso il film di Wiene mantiene ancora una modernità sconcertante, al di là della metafora contingente sull'esangue governo di Weimar e sul sonnambulismo del popolo tedesco.
MEMORABILE: Le ombre sul muro; La fuga di Cesare e Jane sui tetti; Il momento in cui Franz si accorge che Caligari è il direttore del manicomio.

Gaussiana 18/04/12 23:43 - 121 commenti

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Capolavoro espressionista, delirante horror che ha segnato violentemente la storia del cinema. Wiene conduce gli spettatori in un cupo e quasi inarrivabile scenario di devianza, ossessiva violenza omicida, ma dovremmo darne merito alla storia di Carl Mayer e alle magnifiche scenografie di Roherig, sghembe e instabili. Il sonnambulo nella bara, la vera identità del dottor Caligari, la fiera, il manicomio gettano lo spettatore in un'angoscia psicologica e in un cupo spettacolo che raramente è possibile ricordare nella storia del cinema.

Enzus79 27/10/12 11:15 - 1955 commenti

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Capolavoro! Film visionario e con ottime scenografie. Un horror che ha dato molti spunti a chi è venuto dopo. Regia intelligente, specialmente quando ci sono i flashback, con attori davvero superlativi. Finale sorprendente. Assolutamente da vedere.

Rigoletto 7/11/12 20:30 - 1635 commenti

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La sola forza delle immagini, corredata dal lamento di un'orchestra d'archi, sopperisce al muto dell'epoca e, quando usata con perizia e visionarietà, lo fa realizzando un monumento dell'Espressionismo tedesco, che in quel periodo sfornava capolavori del calibro di Nosferatu e M Il Mostro di Düsseldorf. Straordinarie le scenografie, molto oniriche e debitrici, talvolta, del Cubismo di Picasso e anticipatrici del surrealismo di Dalì. Un'opera completa che bisogna vedere. ****

Ryo 30/01/13 10:43 - 2169 commenti

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Il primo film horror della storia e manifesto del cinema espressionista per eccellenza. Il gabinetto del Dr. Caligari è un'opera dalla forza visiva eccellente: lo stile delle scenografie degli esterni è angusto e inquietante, ed è caratterizzato da forme rigide che sfociano spesso in angoli appuntiti, arricchito da ombre minacciose e raccapriccianti. Gli interni sono claustrofobici e rozzi e il tutto si avvicina molto all'oniricità di un incubo. Il trucco pesante degli attori accentua la componente grottesca coadiuvata dalla recitazione lenta e cupa degli attori (il sonnambulo tra tutti), come negli incubi peggiori.
MEMORABILE: "Du musst Caligari Werden"; Il primo risveglio del sonnambulo.

Viccrowley 6/10/14 22:12 - 804 commenti

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Ormai entrato negli annali anche a livello inconscio e metareferenziale, il capolavoro di Wiene non perde smalto dopo quasi cent'anni. Attacco a tutto tondo contro il potere politico o sociale che plagia le menti, mantiene intatto un fascino straordinario nella messa in scena composta da spirali avvolgenti, oggetti sghembi e omirismo spinto rappresentato in una cornice teatrale di rara potenza evocativa. Ma anche storia dentro la storia in un arabesco narrativo che spiazza, terrorizza e affabula con modernità straordinaria-
MEMORABILE: Lo sguardo di Cesare, vera e propria figura iconica del cinema Espressionista.

Mickes2 23/10/14 15:00 - 1668 commenti

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Enorme e pluricitato capolavoro espressionista, straniante e surreale che rimane a tutt’oggi una delle descrizioni più efficaci e pregnanti del potere di stato, politico e di classe che incute timore e plagia le menti di deboli e forti. Deviato, misterioso, inquietante e stupendamente orrorifico incubo visionario in grado di sublimare scenografie e apporto attoriale piazzando un finale (pare suggerito da Fritz Lang) indimenticabile e di genialità disarmante.

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Saintgifts 31/12/14 16:49 - 4098 commenti

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Il pensiero corre subito a Méliès, ai suoi film, alle sue scenografie fantastiche. Se Méliès girava le sue fantasie gioiosamente, spesso comicamente, Wiene trasforma l'idea in un incubo, distorcendo la visione di tutto (del resto di un racconto si tratta, della raffigurazione mentale di descrizioni orali), dove tutto ciò che sta intorno ai protagonisti riflette il carattere dei personaggi e della vicenda stessa (metafore a parte). Inevitabile, essendo un antesignano "innovatore", che poi sia diventato un punto di riferimento per certa filmografia.

Ultimo 27/05/16 15:47 - 1438 commenti

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Sicuramente siamo di fronte a una pellicola che sente il peso degli anni, ma è indubbio che si tratti di un capolavoro. Essendo un'opera espressionista basa molto del suo successo su inquadrature e movenze dei protagonisti: la vicenda è a metà tra thriller e horror e conserva un fascino che solo poche pellicole riescono a mantenere. La faccia del dottor Caligari non la dimenticherete più, ve lo assicuro! Il finale è una vera sorpresa ed eleva un grande prodotto a film straordinario. Non scorre liscio, ma è del 1920 e si può perdonare...

Myvincent 21/03/16 08:34 - 2765 commenti

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Primissimo esempio dove si aggira sinistro un serial-killer, il film è un magico esempio di opera trasversale, mescolandosi elementi esoterici, horror, psicologici, drammatici. Anche la trama si sviluppa sbilenca, dentro a scenografie che sono quadri espressionisti veri e propri, confondendo ancora di più il limite fra realtà e sogno. Pietra miliare, senza dubbio.

Rufus68 26/04/16 20:48 - 3326 commenti

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Più che un film un groviglio di simboli: psicologici e storici. Caligari riassume in pochi minuti decenni di umanesimo europeo, da Hoffman a Meyrink all'espressionismo germanico. E assomiglia al libro di sabbia di Borges: c'è sempre una pagina nuova da aprire e il suo contenuto è inesauribile. Inutile cercare di districare tale viluppo: le immagini rimandano a strati profondi del nostro sentire: esse evocano e non possono essere spiegate nella loro compiutezza. Una pietra miliare della cultura continentale.

Paulaster 26/01/17 10:14 - 3064 commenti

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La vita di un paese viene sconvolta dall’arrivo del dottore del titolo con il sonnambulo come attrazione. Capolavoro a livello estetico grazie alla forza dell’espressionismo; stupisce nella scelta di sfondi, arredi, ambienti, che divengono un quadro astratto dove si manifesta il mistero. Carico e orrorifico nelle interpretazioni, è funzionale a una storia di omicidi, pazzia e teoria avanguardistica del doppio (il bene e il male).
MEMORABILE: Le posture del Dr. Caligari; Le ombre sul muro; Le scritte sovraimpresse.

Xabaras 7/09/17 16:26 - 189 commenti

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Cosa si nasconde dietro l'ingannevole facciata di questo delirante e cupissimo incubo, cervellotico come le immaginifiche scenografie anguste come la psiche dell'essere umano? Alcuni ci hanno visto la profetica visione della tragedia nazista (Caligari/Hitler, Cesare/popolo tedesco ipnotizzato e spinto al delitto), altri nel geniale finale hanno osservato i prodromi della recente scoperta della psicanalisi. Ci fosse stato Fredric Brown non sarebbe stato necessario dare del pazzo a Francis; sarebbe bastato accettare la teoria degli infiniti universi e infinite verità.

Magi94 19/11/17 21:01 - 745 commenti

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Diciamo le cose come stanno: la regia non è perfetta, Wiene si limita a posizionare la mdp e riprendere l'azione, unica cosa degna di nota sono forse i primi piani del dottor Caligari e di Cesare. Anche le musiche, seppur funzionali nel creare angoscia, stancano dopo poco. Eppure è un film potentissimo: nelle scenografie, vero manifesto dell'espressionismo tedesco, ma soprattutto nella trama incredibile, rivoluzionaria e foriera degli orrori nazisti. Indimenticabile il finale a sorpresa, che verrà copiato da mille altri film!

Anthonyvm 24/05/18 20:51 - 2543 commenti

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Considerato dalla critica il primo vero film horror del cinema, è un capolavoro che ha influenzato pesantemente stili, stilemi e immaginario collettivo, dal trucco di Cesare (che deve piacere molto a Tim Burton) ai fondali irrealistici che lasciano a bocca aperta, passando per la classica figura del mostro "vinto" dalla bellezza della donzella, senza dimenticare un plot twist conclusivo per nulla banale. Visivamente mantiene ancora oggi un fascino innegabile. Imprescindibile per ogni amante dell'horror e del cinema che si rispetti.
MEMORABILE: La figura del dottor Caligari; La parola "Caligari" che invade l'inquadratura; Le camminate di Cesare; Il finale spiazzante.

Taxius 13/02/19 17:10 - 1651 commenti

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Capolavoro del cinema espressionista tedesco e più in generale capolavoro della storia del cinema. Il film di Wiene, nonostante i suoi 100 anni di vita, riesce a essere ancora inquietante e spaventoso e questo grazie alle bellissime scenografie distorte che danno un senso di disagio non indifferente. Siamo davanti a un film cupo e gotico in cui la pazzia regna sovrana. Il finale non lo si aspetta e fa gelare il sangue nelle vene. Immortale.

Alex75 11/09/19 13:33 - 710 commenti

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Sicuramente sconvolgente nel 1920, questo manifesto dell’Espressionismo continua a turbare un secolo dopo grazie alle architetture e alle scenografie distorte e sghembe e ai volti irreali dei personaggi, che accompagnano l’irruzione dell’orrore e dell’incubo nel cinema, qui come metafora degli abusi del Potere. Vera opera d’arte, conserva attualità e fascino magnetico anche per le molteplici e complesse chiavi di lettura.
MEMORABILE: Le assurde architetture del borgo; La profezia di Cesare; “Und nun kenne ich auch den Weg zu seiner Gesundung” (“Ora so come curarlo”)

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Lupus73 6/11/19 16:16 - 857 commenti

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Manifesto dell'espressionismo (non solo del cinema) in quanto summa che raccoglie in sé le diverse arti; più di Nosferatu poiché non viene girato in esterni ma su scenografie artificiali: case e strade deformate, completamente sghembe, create da pittori espressionisti come dipinto tridimensionale su strutture ad hoc. Intreccio e sceneggiatura sono di altissimo pregio, tanto da aver influenzato innumerevoli thriller/horror fino ai nostri giorni. La maschera di Conrad Veidt è diventata un'icona. Da vedere nella versione originale tinta.
MEMORABILE: La scena in cui Cesare il sonnambulo (Veidt) rapisce Jane.

Bubobubo 12/03/20 23:46 - 1402 commenti

I gusti di Bubobubo

Se la letteratura russa nasce per partenogenesi dal famoso cappotto gogoliano, l'horror psicologico moderno si aggrappa ancora alle sottane del capolavoro di Wiene, un film la cui modernità è tanto più evidente quanto più il tempo deposita su di esso i propri strati. Torbido e inquietante, nell'utilizzo scenografico del monocolore, nei trucchi pesanti e nelle espressioni distorte, nella circolarità di una vicenda i cui ruoli vengono ingegnosamente ribaltati quando tutto sembra oramai deciso. Un insuperato saggio di cinema.
MEMORABILE: Gli ultimi 10', agghiaccianti minuti.

Faggi 16/07/20 22:25 - 1513 commenti

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Una bella fanciulla diafana, biancovestita, quasi un fantasma... "La mia amata" dice Francis al suo ambiguo interlocutore, nelle ombre, prima di cominciare un racconto da incubo dove figure oscure e misterose, distorsioni e contrasti ottici e psichici, omicidi, occhi sgranati dal terrore, presentimenti, temperatura spettrale, inquietudine, ansia e visioni oniriche confluiscono nella figurazione (espressionista) di un mondo parallelo, marcatamente enigmatico; un labirinto, anche, dal quale si uscirà sorprendendosi - attenzione: persisterà una sensazióne di smarrimento. Capolavoro? Sì.

Noodles 28/02/21 23:57 - 1072 commenti

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Uno dei film più famosi della storia del cinema, capolavoro del muto e dell'orrore, molto più inquietante di tanti altri prodotti moderni. Storia particolare se si pensa al periodo di produzione, di rara efficacia e che raggiunge il suo obiettivo di turbare lo spettatore, al netto dei problemi che una pellicola così antica può presentare, come il tipo di recitazione. La cosa migliore sono le scenografie, straordinarie per il periodo. Senza effetti speciali, il film è comunque un gran bel viaggio nell'inquietudine. Pietra miliare, da vedere assolutamente.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Noir • 23/04/11 15:41
    Galoppino - 575 interventi
    Guarda, non ho scritto niente perchè con l'Ermitage è tutto da prendere con le molle ma mi hanno detto che la collana dovrebbe riprendere dopo l'estate.
    Anche io aspetto i titoli da te menzionati, speriamo...
  • Discussione Von Leppe • 24/04/11 11:50
    Call center Davinotti - 969 interventi
    Il voto a pallini (quattro e mezzo) non è stato facile, grande film, ma ha delle sequenze troppo teatrali; il Golem uscito lo stesso anno ( 5 pallini pieni) mi sembra superiore, al di là dei temi trattati.
  • Discussione Bergelmir • 24/04/11 19:22
    Galoppino - 213 interventi
    Von Leppe, la maggioranza della critica e degli storici del cinema ritengono esattamente il contrario.
    Il Caligari è un manifesto artistico, è un punto di alto sperimentalismo visivo e ha dato l'inizio al cinema espressionista da una parte e al cinema dell'orrore dall'altra. Racconta inoltra una storia che per la prima volta non svolge semplicemente una trama, ma insinua il dubbio della follia e confonde volutamente i piani narrativi per destabilizzare lo spettatore. Il cinema con Caligari iniza a parlare volutamente anche all'inconscio dello spettatore. Per noi sembrerà scontato, ma all'epoca era una vera e propria rivoluzione. Il discorso poi dello psichiatra-imbonitore che si sovrappone al timore-fascino sociologico del dittatore totalitario per l'epoca era di un'attualità e di un'urgenza incredibile. Per non parlare della scenografia e della fotografia, della recitazione esasperata e stilizzata e di tanti altri dettagli che ne fanno un'opera unica.

    Il Golem ha anch'esso diversi punti di interesse, ma non è la stessa cosa. Manca in ritmo, se vogliamo era (ed è) più commerciale, più immediatamente fruibile, ma non credo che si possa dire che sia superiore al Caligari, per lo meno quanto a forza descrittiva e spessore artistico.

    Non so se mi sono spiegato, spero di si...
  • Discussione Von Leppe • 24/04/11 19:59
    Call center Davinotti - 969 interventi
    D'accordo con quello che hai scritto.
    Io parlavo più di superiorità tecnica e registica, oltre alle scenografie, che in Caligari, alcune, sono teatrali e disegnate (splendide comunque, intendiamoci). Anche perché in entambe i film la trama è simile, quella di caligari è più affascinante, forse, con il sonnambulo e la follia (ma l'ho scritto nel commento).
    Il Golem e poi Nosferatu sono cinema più moderno, come sono girati.
  • Discussione Bergelmir • 24/04/11 22:07
    Galoppino - 213 interventi
    Riguardo al saggio di Kracauer, che lessi più di dieci anni fa ormai, è un'opera sicuramente datata, che non può più essere letta così com'é. Va considerato che quando fu scritta era appena terminato il periodo di dittatura nazista e quindi per certi aspetti fatica a restare oggettivo. Soprattutto Kracauer fa di tutto per dimostrare a posteriori la sua tesi e questo ovviamente non giova all'oggettività.
    Però ciò non toglie che le analisi che Kracauer fa dei film sono approfonditissime e, nonostante alcuni aspetti ormai superati, possono ancora essere lette e usate per chi è appassionato di storia del cinema.

    Nell'edizione Lindau c'è una lunga introduzione al libro che fa da guida, analizzando e spiegando il testo di Kracauer e indicando quali siano i maggiori eccessi e i migliori pregi del saggio.

    Però penso che sia un grande classico, ancora utilissimo per chi è interessato al cinema tedesco.
  • Curiosità T.garufi • 18/06/11 19:59
    Galoppino - 5 interventi
    A quanto riferisce Kracauer, il nome "Caligari" è preso da Stendhal, il quale, come riporta nelle sue "Lettere sconosciute", avrebbe conosciuto un certo Caligari alla Scala di Milano.
  • Homevideo Xtron • 7/02/17 21:42
    Servizio caffè - 1854 interventi
    C'è il doppio dvd della CINETECA DI BOLOGNA

    Cartelli in tedesco con sottotitoli in italiano
    Formato video 4/3 pillarbox
    Durata 1h16m58s
    Extra: Film "Genuine", Caligari: la nascita dell'horror nella I guerra mondiale, Diventare Caligari (tutti e tre nel dvd 2), libro di 58 pagine.

    immagine a 19:05

    Ultima modifica: 8/02/17 19:57 da Xtron
  • Discussione Xabaras • 7/09/17 16:37
    Galoppino - 48 interventi
    In quanti conoscono il bel cartone animato croato Professor Balthazar? Il disegno della città dove vive Balthazar e che appare all'inizio di ogni episodio è palesemente ripreso da un effige che appare su uno sfondo della fiera cittadina a cui partecipa il Dottor Caligari.
    Ultima modifica: 7/09/17 16:38 da Xabaras
  • Discussione Caesars • 11/09/17 10:53
    Scrivano - 12438 interventi
    Xabaras ebbe a dire:
    In quanti conoscono il bel cartone animato croato Professor Balthazar? Il disegno della città dove vive Balthazar e che appare all'inizio di ogni episodio è palesemente ripreso da un effige che appare su uno sfondo della fiera cittadina a cui partecipa il Dottor Caligari.

    Ah cosa mi citi Xabaras, il professor Balthazar. Ricordi lontani lontani di quando ero piccolo.
    Ultima modifica: 11/09/17 16:28 da Caesars
  • Discussione Xabaras • 11/09/17 19:41
    Galoppino - 48 interventi
    Io che sono sicuramente un po' più giovane l'ho recuperato tramite la bella edizione speciale in cofanetto con 4 dvd.