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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/04/07 DAL BENEMERITO B. LEGNANI
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B. Legnani 10/04/07 00:47 - 4695 commenti

I gusti di B. Legnani

Ottimo. Dall'Austria felix (incipit a Bressanone e sotto il Monastero di Sabiona) al Finis Austriae. Fantastica metàfora della vita, con le sue pulsioni contenute, il senso del dovere che impedisce di fare, il vedere che chi ha osato male ne paga le conseguenze, l'invidia verso chi ha giocato bene le sue carte, il bearsi nella tranquillità che poi fa prigionieri, l'amicizia insidiata dall'avidità, la debolezza contro la quale occorre arrendersi. Fenomenali Gassman, Gemma (!), Griem, Terzieff e Max von Sydow. Perrin ricorda nel sorriso un lontano Sharif. Da vedere, con la necessaria calma.
MEMORABILE: Drogo, appena arrivato, viene ritualmente presentato agli ufficiali in sala da pranzo. Momento di grandissimo cinema. Ma ogni scena con Gassman segna.

Caesars 18/10/07 08:55 - 2674 commenti

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Si narrano le vicende del sottotenente Drogo, comandato a recarsi alla fortezza Bastiano, avamposto al confinare del cosiddetto "Deserto dei Tartari". Gli anni trascorreranno nella vana attesa dell'arrivo degli invisibili nemici fino al tragico epilogo. Ottimo film, ben diretto da Zurlini, che si avvale di un cast di attori realmente valido. A ciò si aggiunga una fotografia che rende sapientemente la bellissima ambientazione. Realmente lungo (assai più di due ore) e dotato di ritmo molto lento, il film riesce però a non annoiare mai. Da vedere.

Homesick 16/11/08 17:39 - 5737 commenti

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La trasposizione di Zurlini smussa il senso di angosciante, surreale, intima attesa emanato dalle pagine buzzatiane e ne espunge la chiave di volta (l’apologo della strada con il cancello chiuso, metafora dello scorrere inesorabile del tempo). Ne deriva un’opera eccessivamente didascalica e corale, in cui protagonista non è più il solo Drogo, ma i militari della fortezza (dal prudente Gassman al bellicoso e scostante Gemma) e i loro dissidi. La regia è comunque impeccabile e i paesaggi brulli e immoti del romanzo perfettamente restituiti.

Cangaceiro 30/06/09 10:52 - 982 commenti

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Quasi un buco nell'acqua. Mi dispiace tantissimo dirlo perché il libro di Buzzati è tra i migliori che abbia mai letto. Parte bene, con le sublimi musiche di Morricone e una confezione di gran classe, ma dopo l'arrivo alla fortezza Zurlini si concentra più sui battibecchi tra gli ufficiali tralasciando la vera essenza del romanzo: riprodurre la fuga del tempo. Non basta la durata importante del film ed il ritmo narrativo lento per farlo. Perrin è un Drogo fiacco (la voce di Giannini salva un po' la situazione), Gemma un po' ingessato, Gassman si vede poco.
MEMORABILE: Lo stillicidio delle gocce d'acqua, autentica metafora del libro, fortunatamente riproposta anche nel film.

Matalo! 30/06/09 15:58 - 1368 commenti

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Noioso; Buzzati faceva della noia e del delirio concentrazionario volto all'attesa di qualcosa che "salvasse" la vita ai soldati un elemento di grande tensione. Il film invece non è affatto asciutto e gli attori non son nemmeno al massimo delle loro potenzialità, tolti Perrin e sorprendentemente Gemma (purtroppo doppiato). Morricone ricicla un tema di La resa dei conti per la scena della caccia al cinghiale. Sembra un bel film invece è solo piatta accademia.

Stubby 5/07/09 16:45 - 1147 commenti

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Come faccio a non essere legato a questo film, visto che alla maturità portai una tesi proprio sul libro in questione? Il deserto dei Tartari deve essere noioso, in quanto non è altro che un'enorme metafora sul lavoro del giornalista, l'attesa dello scoop, del proprio momento di gloria (sempre se arriva); nella stessa maniera i soldati aspettano il loro momento, quello per cui sono pagati, ovvero fare la guerra. A mio modo di vedere il film riprende abbastanza bene il libro e lo fa utilizzando un cast davvero stellare.

Saintgifts 8/02/10 23:56 - 4098 commenti

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Partire per la Fortezza Bastiano è come partire per la vita, partire per la vita dopo che sono passati gli anni della giovinezza. Nella Fortezza (vita) ci sono i compagni di viaggio, ognuno con il proprio carattere ognuno con le proprie aspirazioni. Nella vita ci sono anche le donne, ma qui nella Fortezza non ci sono, è una vita da militari, militari in attesa del nemico, in attesa della grande occasione e non c'è posto per le donne. Scenografia fantastica, bella fotografia, ben interpretato e ben diretto, rispettoso dell'atmosfera del romanzo.

Nando 25/05/10 15:36 - 3458 commenti

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Un'opera monumentale ma molto manieristica in cui alle belle scenografie è contrapposta una narrazione rarefatta e lievemente distratta. L'analisi dei personaggi non si distacca molto dall'opera letteraria di Buzzati ed evidenzia il senso di inquitedine che vige all'interno della fortezza Bastiani. Valido ed eterogeneo il cast.

Enzus79 25/08/10 16:38 - 1763 commenti

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Trasposizione di un romanzo di Dino Buzzati che onestamente non ho letto, che almeno sullo schermo ho trovato abbastanza coinvolgente. La metafora dell'attesa è riuscitissima. Una delle migliori interpretazioni di Gemma, gli altri li ho trovati sui loro standard.

Aal 24/08/10 09:38 - 321 commenti

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Trasposizione in immagini del bellissimo romanzo di Buzzati, capolavoro del novecento italiano. Un film elegante, equilibrato, sobrio: forse un po' freddo e didascalico. Quello che manca al film è proprio il senso di inquietudine e di straniamento che si prova leggendo le pagine del libro, una pessimistica metafora della vita che scorre in attesa di un evento memorabile che non accadrà mai. Gran spolvero di attori anche se non tutti forniscono prove all'altezza della loro fama: Vittorio Gassman in particolare l'ho trovato inadatto al ruolo.

Rickblaine 24/08/10 15:47 - 635 commenti

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Il libro di Dino Buzzati meritava un grande film e questo di grande ha solo i nomi del cast. Mi è sembrato tutto molto confuso: i personaggi si perdono e si confondono fra di loro, tralasciando la morale del libro. Il tempo che passa, l'angoscia, l'ansia vissuta dai personaggi è poco visibile facendo apparire tutto superficiale. Questo però non smentisce la bravura del cast e la qualità delle musiche del maestro Morricone. Peccato.

Belfagor 26/08/10 22:59 - 2621 commenti

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Nell'atmosfera rarefatta che ricorda proprio lo stile del libro di Buzzati si intrecciano le (non) azioni di un cast eccellente, protagonista di un'elegante metafora della vita. Naturalmente è un film freddo, ma chi ha mai detto che sia un difetto? Anzi, questo distacco rende più verosimile l'introspezione dei vari personaggi e il dipanarsi dell'attesa. Non è certo facile realizzare un film sul vuoto esistenziale e sullo scorrere del tempo. Zurlini ci è riuscito.

Cotola 27/08/10 01:55 - 7461 commenti

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Ha la "sfortuna" di essere tratto da un libro bellissimo e particolare e il "torto" di essere meno metafisico ed etereo di Buzzati e, a mio avviso, molto più terreno e concreto. Non che sia brutto per carità, ma a Zurlini non riesce l'impresa di infondere appieno nella pellicola la magia del testo buzzatiano. Splendide le ambientazioni, buona la confezione e con un cast ricchissimo e ispirato (per una volta persino Gemma recita in maniera degna di questo nome). Dimenticatevi del libro e vi piacerà.

Pigro 3/04/11 22:19 - 7736 commenti

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Aderente all'omonimo romanzo di Buzzati (a parte la maggior concretezza storica), il film ha nelle splendide location il suo punto di forza, a partire dalla spettacolare ambientazione di Arg-e Bam. È proprio la dialettica tra paesaggi "assoluti" e piccoli dialoghi di ordinaria cavalleria (in una dignitosa orchestrazione corale degli attori) a risaltare maggiormente in un'opera (forse un po' lunghina) caratterizzata complessivamente da una buona realizzazione ma senza particolari slanci inventivi, e soprattutto senza il senso vero del mistero.

Bardbanksy 15/04/12 15:54 - 7 commenti

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Pellicola macchinosa e schiava degli schemi cinematografici e televisivi dell'epoca, non corrisposta da una sceneggiatura che spacca in due una bellissima trama dal libro di Buzzati, raccogliendo solo il succo e per niente le sue forme poetiche e visive. Doveva essere un film basato su una metafora della vita, qui appare incridibilmente come quei film di guerra: molto pesante, troppo schematizzato, poco passionale, poco teatrale, molto scialbo, seppur la durata. Gli attori sono bravi ma i loro personaggi non coinvolgono. La regia "descrive" poco.

Gaussiana 20/04/12 21:33 - 121 commenti

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Zurlini ha sempre fatto bei film e questo suo ultimo lungometraggio è un'opera audace in quanto trasposizione di un meraviglioso libro di Buzzati. La fortezza Bastiani è in realtà Arg-e Bam in Iran. Succede così che la metafisica e intimista dimensione del libro, orbitante intorno a Giovanni Drogo, si trasferisca alla fortezza. Guardando il film si viene dunque catturati dalla solitudine di questi bei soldati e dalle vastità del deserto. Il film non è sinistro quanto il libro ma esercita un certo fascino.

Vitgar 16/06/14 19:13 - 586 commenti

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Viene rappresentato il deserto interiore, affettivo ed emotivo, di una vita che scorre nell'attesa di qualcosa. Quando poi quel qualcosa arriva, nel caso specifico i Tartari, non si è più pronti. Zurlini coglie questa sfumatura psicologica del testo e ne descrive con classe gli aspetti più meschini. Cast eccezionale (tutti rendono bene la loro parte), ambientazioni magiche.

Lythops 10/10/14 15:33 - 972 commenti

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Una buona riuscita di adattamento a un romanzo non facile e in grado di coinvolgere emotivamente. Zurlini dirige un film malinconico basato sulle speranze, destinate a infrangersi, del giovane tenente Drogo e non solo, sulla sottile psicologia sia dei personaggi che delle attese, sulla musica di Ennio Morricone profondamente impegnato nell'orchestrazione di più temi, su una scenografia attenta a non far distinguere gli ambienti originali da quelli ricostruiti e dirigendo ottimamente grandi attori. Film meditativo, centellinabile.

Schramm 27/04/15 15:28 - 2412 commenti

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Se un nemico non c’è occorre inventarselo. Un po’ come dio o l’ideologia, o magari per render servigio ad ambedue. Per farlo occorre proiettare di fuori il nemico interiore, volteggiando psichicamente lungo i bordi del nulla e votandosi alla cagione straniera. In senso un po’ meno sublime, lungo i bordi del nulla si accosta anche il film di Zurlini, che malgrado le promettenti premesse, l’aplomb sublimemente kafkiano e le avvenenti location vive di un pressoché perenne ristagno, e si ritrova malamente patrocinato da una babele attoriale clamorosamente miscasted.

Alex75 4/08/15 09:32 - 667 commenti

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Film intriso di mistero, simbolismo e indeterminatezza, tratto dall’affascinante romanzo di Buzzati, in cui i tempi dilatati e i dialoghi secchi bene rendono il vuoto esistenziale dei personaggi, la loro situazione kafkiana e la loro estenuante attesa del “grande evento”. Nell’ottimo cast, Gemma si dimostra credibile nella sua prima prova “impegnata”, Gassman e Noiret spiccano per la loro flemma, Terzieff si fa ricordare per la sua maschera dolente. Suggestiva la fotografia di Tovoli.
MEMORABILE: La sala da pranzo sempre più vuota; Il deserto, con le sue apparizioni; Il colloquio, quasi kafkiano, tra Drogo e il generale.

Daniela 8/10/15 08:55 - 9234 commenti

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Affrontato in ritardo e con molte remore, come spesso accade con le trasposizioni di capolavori letterati che, per stile e/o contenuti, mi sembrano non trasferibili sul grande schermo. Invece, grazie alla prestazione corale del prestigioso cast e alla stupenda ambientazione a Arg-e Bam, Zurlini riesce nel miracolo di dare corpo ai personaggi del romanzo, siano essi di carne o di pietra, certo correndo i rischi che ogni concretizzazione della pagine scritta comporta, ma rispettando lo spirito di questa potente allegoria dell'esistenza umana.
MEMORABILE: La prima visione della fortezza; La presentazione alla tavola degli ufficiali

Il Gobbo 24/12/15 12:24 - 3011 commenti

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Dare corpo all'allegoria, incarnare l'astrazione, ha dei costi. Zurlini li paga portando il capolavoro di Buzzati in territori quasi adelphiani. Ma lo fa in modo elegante, austero, visivamente sontuoso, con un cast robusto militarmente disciplinato come gli ufficiali che impersona. E - sì - un po' lungo. Ma un bel lavoro. Figurone di Gemma.

Paulaster 18/09/18 09:53 - 2731 commenti

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Il tenente Drogo raggiungerà una fortezza di confine. Rispetto al romanzo di Buzzati si perde il clima fantastico di impotenza e ci si concentra sui fatti militari. Anche qualche sforbiciata (le licenze, il morto nella neve) toglie la sensazione di solitudine. Ottime l'ambientazione e i suoi orizzonti, con un discreto finale che riassume il tema portante. Bene Gemma, Gassman è misurato e Von Sidow ha maggiore presenza del gruppo di ufficiali.
MEMORABILE: L'incontro a cavallo all'andata; Il plotone che si rifiuta d'obbedire; L'arrivo del nemico all'orizzonte.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Neapolis • 19/10/15 19:47
    Fotocopista - 2008 interventi
    Grazie Zender non conoscevo il termine per cui al minuto 22 non notavo nulla di particolare ma ora mi è chiaro
  • Discussione B. Legnani • 19/10/15 21:45
    Consigliere - 13700 interventi
    Zender ebbe a dire:
    In questo caso se la cinepresa fosse rimasta ferma l'uomo che si alza l'avrebbe coperto, invece la cinepresa si sposta appositamente per evitare di coprirlo (o almeno è probabile che sia così).

    Esatto, si sposta per necessità di inquadratura, ma lo spostamento viene fatto avendo attenta cura di NON impallare Gassman.
  • Discussione Graf • 19/10/15 22:37
    Call center Davinotti - 908 interventi
    Acuta osservazione quasi da regista....Legnani.
  • Discussione B. Legnani • 20/10/15 12:22
    Consigliere - 13700 interventi
    Neapolis ebbe a dire:
    Scusate ma non ho capito niente. Chi mi traduce? Grazie

    IMPALLARE deriva dal gergo del biliardo. Più o meno vuol dire piazzare una bilia in posizione difficile, perché "coperta" da ostacolo (altra bilia, birilli).
  • Discussione B. Legnani • 20/10/15 13:19
    Consigliere - 13700 interventi
    Graf ebbe a dire:
    Acuta osservazione quasi da regista....Legnani.

    Sono 3-4' da vedere e rivedere, Graf. Cinema al massimo livello. Nota la cura con la quale, ad ogni presentazione, si ode lo sbattere di tacchi. O come la musica accompagna mirabilmente(aumentando, calando, cessando) tutta la fase delle presentazioni. O come spicca Gassman (in nero, guanti bianchi), quando entra nella sala, seguito da Gemma. O come le persone vengono fatte entrare in sala, avendo cura di farle conversare, dando al tutto un tono di incredibile naturalezza ma legata alla compostezza. O la fiera gestualità di von Sydow quando tàcita i musicanti e poi si alza per presentarsi a Drogo.
    Eccetera...
    Ultima modifica: 20/10/15 13:21 da B. Legnani
  • Discussione Graf • 20/10/15 15:16
    Call center Davinotti - 908 interventi
    Valerio Zurlini....Da porre tra i più grandi registi che abbia avuto il cinema italiano...
    Ma quando si inizia a fare la conta dei più grandi, nessuno (o quasi) se ne ricorda.
    Ultima modifica: 21/10/15 00:52 da Graf
  • Discussione Neapolis • 20/10/15 17:34
    Fotocopista - 2008 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Neapolis ebbe a dire:
    Scusate ma non ho capito niente. Chi mi traduce? Grazie

    IMPALLARE deriva dal gergo del biliardo. Più o meno vuol dire piazzare una bilia in posizione difficile, perché "coperta" da ostacolo (altra bilia, birilli).

    Grazie mi sfuggiva il senso del termine ancor di più non riuscendolo a collegare con la scritta sulla tomba a dir poco inusuale.
  • Discussione Daniela • 21/10/15 08:07
    Consigliere massimo - 5074 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    [quote) Nota la cura con la quale, ad ogni presentazione, si ode lo sbattere di tacchi. O come la musica accompagna mirabilmente(aumentando, calando, cessando) tutta la fase delle presentazioni. O come spicca Gassman (in nero, guanti bianchi), quando entra nella sala, seguito da Gemma. Eccetera...

    Vero, una sequenza mirabile, come vedere un'opera d'arte in movimento, un gioiello di armonioso rigore incastonato in un pregevolissimo film.
    E grazie Legnani per aver fatto notare questa cosa sull'impallamento, anche io come Neapolis ignoravo il significato del termine :o)
  • Discussione Neapolis • 22/10/15 09:16
    Fotocopista - 2008 interventi
    Sempre per cercare di apprendere quanto più possibile delle tecniche di ripresa ; a me sembra che il lieve spostamento della cinepresa avvenga verso sinistra e non verso destra come logica supporrebbe per evitare l'impallinamento di Gassman. Piuttosto noto invece che l'uomo che si alza si sposta decisamente verso sinistra proprio pet evitare questo impatto. O ho capito male io??
    Ultima modifica: 22/10/15 09:29 da Neapolis
  • Discussione B. Legnani • 22/10/15 11:09
    Consigliere - 13700 interventi
    Neapolis ebbe a dire:
    Sempre per cercare di apprendere quanto più possibile delle tecniche di ripresa ; a me sembra che il lieve spostamento della cinepresa avvenga verso sinistra e non verso destra come logica supporrebbe per evitare l'impallinamento di Gassman. Piuttosto noto invece che l'uomo che si alza si sposta decisamente verso sinistra proprio pet evitare questo impatto. O ho capito male io??

    La macchina deve spostarsi, per ovvi motivi, verso sinistra. E questo è un punto fermo. Ma ciò non garantirebbe -
    da solo - di evitare l'impallamento, se non ci fosse cura di armonizzare spostamento della medesima e spostamento dell'attore.
    Il mancato impallamento dipende da entrambe le cose. Quando metto l'accento sullo spostamento della macchina lo faccio perché lo spostamento dell'attore (Nemzod) avviene in modo naturale. Deve presentarsi a uno che è dietro di lui, alla sua sinistra, per cui esce dalla posizione verso sinistra. E questo è un altro punto fermo (se badi, anche Griem, che lo ha leggermente a sinistra, esce a sinistra - poi gli altri da quel lato del tavolo, che lo hanno alla propria destra, si alzano girando sulla propria destra). Per cui sta più al momento della partenza della macchina verso sinistra e alla velocità di spostamento il compito principale di evitare l'impallamento.
    Sarebbe interessante sapere quante volte hanno girato quella sequenza prima di giungere alla perfezione...
    Ultima modifica: 22/10/15 11:11 da B. Legnani