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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/07/07 DAL BENEMERITO CAESARS
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Caesars 12/07/07 10:07 - 2972 commenti

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Lizzani nel suo esordio ci racconta un episodio (di fantasia ma comunque molto realista) della guerra partigiana nell'entroterra genovese. Il film è sicuramente più interessante nell'idea che nella sua realizzazione; la regia è infatti molto grezza e anche la trama è decisamente didascalica. Tra gli interpreti compare una Gina Lollobrigida non ancora al vertice della fama ma in grado, già allora, di richiamare pubblico. Non molto riuscito ma interessante, una visione la merita.

Cotola 28/07/08 21:05 - 7871 commenti

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Ottimo esordio di Lizzani che, ispirandosi ad un fatto realmente accaduto durante la Resistenza, riesce a mescolare ciò che diventerà tipico del suo cinema: realtà e finzione, impegno ed intrattenimento. In questo caso l’operazione gli riesce anche meglio che in moltissimi suoi altri lavori successivi. Godibile e a tratti molto avvincente.

Enzus79 21/01/11 15:51 - 2006 commenti

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Buon film questo diretto da Carlo Lizzani, sulla storia di partigiani che cercano di mettere in difficoltà i soldati tedeschi ed i fascisti. Un po' ripetitivo nella prima mezz'ora, però poi diventa interessante, specialmente il rapporto che c'è tra la protagonista ed i partigiani. Bell'esordio di Lizzani.

Cangaceiro 24/02/11 12:53 - 982 commenti

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Traendo spunto da fatti realmente accaduti e finanziando l'opera con una sorta di sottoscrizione popolare, Lizzani crea il suo esordio cinematografico. È un discreto film di guerra anche se di azione ce n'è poca soprattutto nella prima ora, farraginosa e troppo didascalico/spiegativa. L'esplosione finale di violenza è un colpo di coda necessario per dar nerbo alla pellicola. Non male la realizzazione tecnica considerando i tempi e le risorse a disposizione. Tra gli attori spiccano le prove di Montaldo, Checchi e Maggiorani. Giù di corda invece la Lollo.

B. Legnani 19/03/11 00:31 - 4932 commenti

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Evita abbastanza la retorica (tranne quando gli alpini della RSI, nel finale alla "arrivano i nostri", passano in massa alla Resistenza), ma non la faciloneria nello sviluppo narrativo, con qualche tocco surreale, pure imbarazzante, nei personaggi di Tordi e della sua amante, addirittura con la ricerca d'inopportuno umorismo. Funzionano i momenti battaglieri e i personaggi di Checchi e di Maggiorani, molto meno i siparietti para-amorosi. Opera non priva di dignità, trattandosi di esordio svolto con mezzi non ricchissimi, ma inferiore alla nomèa.

Matalo! 18/12/13 16:44 - 1368 commenti

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Il legame con Rossellini si affaccia con questa opera prima di Lizzani; davvero, però, dietro l'encomiabile presa di posizione cinematograficamente il film soffre di un discreto schematismo di sceneggiatura, che spesso salta da un punto all'altro con non grande chiarezza. Un film neorealista mignon in cui l'Italia del tempo è ritratta alla Rossellini, ma manca il respiro del maestro. Onesta la Lollo (molto bella anche qui) in un ruolo anomalo. Montaldo giovane sembra Christopher Lee.

Vitgar 17/10/14 11:41 - 586 commenti

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Girato con pochi mezzi, proprio con l'intenzione di aggirare le case cinematografiche che, all'epoca, non erano propense a finanziare film di questo tipo. Si racconta di eventi importanti della battaglia partigiana nella II guerra mondiale. La regia è un po' enfatica e la macchina da presa non sempre si muove con fluidità. Andrea Checchi, ottimo attore ingiustamente dimenticato, offre un'interpretazione vigorosa della sua parte. Non mi convince il doppiaggio con voci troppo impostate per i protagonisti rappresentati.

Nando 10/03/15 17:40 - 3553 commenti

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La lotta partigiana ambientata in terra genovese con uno stile prettamente neorealista in cui si assiste a momenti drammatici e ad altri compassionevoli ma sempre con il netto rifiuto della guerra. Ambientazioni azzeccate, forse troppo lunghe le vicende all'interno dell'abitazione. Bravo Checchi, poco appropriata la Lollo. Finale di speranza sofferta.

Xabaras 16/09/16 20:27 - 190 commenti

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Quasi un instant movie (come sarà più tardi Banditi a Milano) sulla guerra di resistenza partigiana. E proprio come nel film del '68 quello che più colpisce è la regia agile, scattante e priva di tempi morti. Se dopo anni di polemiche può stonare sentir discettare dei partigiani sull'aspirazione alla "democrazia", bisogna dire che convince in pieno l'amara distinzione tra borghesia altolocata in un certo qual modo connivente con il nemico e proletariato contadino e operaio saldamente unito con le forze di resistenza nella lotta al nemico fascista.

Anthonyvm 13/02/20 22:27 - 2725 commenti

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Film corale dallo script piuttosto striminzito, ma dotato di alcune sequenze vincenti (il climax finale). Con parecchi protagonisti e una durata piuttosto contenuta, non può emergere una caratterizzazione dei personaggi particolarmente profonda e le varie sottotrame non convincono sempre (quella dell'ammaliante Lollobrigida sfiora il melodrammatico, quella di Checchi è più interessante ma trattata marginalmente). Risaltano la buffa macchietta del diplomatico Tordi e l'ambientazione genovese. Degno di una visione, ma non un documento epocale.
MEMORABILE: Il loquace diplomatico e la sua amante attenta a evitare gli scandali; Il neo-papà viene fermato mentre torna dai compagni; Il sacrificio con granata.

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Pigro 16/06/20 09:54 - 8408 commenti

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Sono passati pochissimi anni dalla fine della guerra e il racconto di un’azione dei partigiani, per il recupero di armi da una fabbrica controllata dai tedeschi, ha il sapore della presa diretta. Alla sua opera prima il regista under 30 sceglie un ritmo incalzante e una narrazione compatta, tutta indirizzata su quell’unico evento, trasformando così un film di guerra nel tentativo di costruzione corale del mito della Resistenza, attraverso personaggi a senso unico, protesi verso il dovere. Buon film, a sua volta partigiano, ma senza retorica.

Zampanò 8/10/20 22:29 - 308 commenti

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Un assaggio della guerra ai nazifascisti combattuta nel nord-ovest, dove persino con gli alpini non stavi sicuro. Una storia non dispersiva come altre sulla Resistenza, concentrata in unità di tempo e di luogo (la fabbrica). Merito di Lizzani, all'esordio, supportato da Sonego (che fu capo partigiano) e dalla robusta prova di Checchi e di un giovane Montaldo. Stona la Lollobrigida, quella temperie non è nelle sue corde.

Reeves 31/12/20 20:51 - 572 commenti

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Lizzani e Montaldo esordiscono al cinema con un film teso, pieno di contenuti e scene d'azione girate decisamente bene. C'è poi l'idea di raccontare la Resistenza come l'incontro tra le forze produttive (gli operai e l'ingegnere) per combattere chi vuole portare via, oltre alla libertà, anche la possibilità di lavorare. Montaldo aveva vent'anni ma sembrava piu vecchio, ed è perfetto nel suo ruolo.
MEMORABILE: La rappresaglia che porta alla morte di Checchi.

Giufox 8/05/21 16:16 - 143 commenti

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Registicamente essenziale, brilla per una ricostruzione libera da enfasi neorealiste e per un'interessante messa in scena frammentaria che ben si sposa con la confusione degli elementi narrati (in particolare nel caratterizzare nazisti e scene d'azione). Ha inoltre il merito di essere tra i primi a mettere in primo piano i sacrifici della Resistenza (il film venne finanziato da una partecipazione collettiva da parte di un gruppo di operai liguri) e non relegarla a sfondo del tessuto filmico come altri contemporanei. Piccolo documento storico, privo di demagogie e speculazioni.
MEMORABILE: Il diplomatico che s'improvvisa barbiere; I nascondigli; Il bivacco nella cascina; Gli alpini che sparano ai nazisti e si uniscono ai partigiani.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Roger • 14/02/16 00:57
    Call center Davinotti - 2912 interventi
    Quando "Il biondo" è nel bar, chiede di poter giocare a biliardino (una sorta di antenato dei moderni flipper). La bilia viene lanciata allo stesso modo del flipper e scende imboccando vari "imbuti" con delle botole che vengono aperte o chiuse in modo casuale. La bilia che entra in una botola aperta totalizza il punteggio corrispondente:

  • Discussione Reeves • 26/07/20 11:49
    Fotocopista - 335 interventi
    Nell'autobiografia Un marziano genovese a Roma che Giuliano Montaldo ha realizzato con Caterina Taricano, si parla molto del film che rappresenta per Montaldo l'esordio nel cinema. Tra i racconti di Montaldo c'è che la prefettura di Genova, per boicottare un film "comunista", impedì loro di usare armi vere (seppure rese innocue) ma imposte pistole e fucili di plastica. Inoltre, i soldi della produzione (una cooperativa) erano finiti e per soccorrere la troupe arrivò da Roma un giovane funzionario del PCI che portava in una scatola da scarpe i soldi raccolti con una sottoscrizione nelle sezioni romane del PCI: Quel giovane funzionario era Elio Petri.