Raw - Una cruda verità - Film (2016)

Raw - Una cruda verità
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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Grave
Anno: 2016
Genere: horror (colore)
Note: Aka "Raw", "Raw - Una crudele verità".
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Eravamo abituati a seguire infanzia e adolescenza dei vampiri, creature più radicate nel sociale schiave di un vizio che col cinema flirta da sempre appena può. Col cannibalismo è diverso (anche se gli esempi non mancano anche qui), e l'apparente fragilità di una ragazza vegetariana alle prese coi primi studi di veterinaria prelude a un approccio diverso, più intimista, ambiguo, reso tale da una regia che stacca inserendo scene (solo in apparenza) fuori contesto. Justine (Marillier) è timida, introversa, inevitabilmente vergine e quando per una sorta di stupida iniziazione le fanno mangiare rene di coniglio (!) la sua reazione - non solo cutanea...Leggi tutto - è devastante. Comincia tutto da lì, forse. O forse no, ma poco importa. Di sicuro quando la sorella si taglia un dito e Justine lo raccoglie rigirandoselo in mano non sapendo bene che farci scatta la scintilla vera, quella che cambia prospettive e percezioni. Non induce ancora a far sospettare le complicità che diverranno parte fondante della sorprendente coda del film, ma concentrano tutta l'attenzione su ciò di cui finalmente abbiamo prova tangibile. La Marillier è naturale, intensa, valida collega di quelle giovani attrici che hanno saputo caratterizzare con il loro singolare talento personaggi che restano impressi nella memoria. Lo sguardo attonito e assente, l'incapacità di arrivare con decisione alla presa di coscienza definitiva mantengono il film in un clima di costante attesa di qualcosa di grande. Che si realizzerà anche, ma non come ce lo si aspettava. Qui forse risiede la forza di un film che però non sembra trovare nel contesto sociale in cui si muove le "spalle" giuste. Un amico troppo volubile finisce col fare da semplice accompagnamento, mentre è la sorella (Rumpf) di Justine a guadagnare spazio e importanza col trascorrere dei minuti. Però non basta a variare le linee guida, immaginabili dai primi minuti, a fugare l'impressione di un'opera preconfezionata cui manca una personalità vera, quella forza dirompente propria di chi davvero ambisce a rompere le barriere. Opera impeccabile nella sua realizzazione, misurata come si conviene a chi voglia mantenere le coordinate del bel cinema, rischia però di lasciare il segno più che altro per la bizzarra sorpresa finale, che abbassa improvvisamente la mira e colpisce facile. Sangue nella norma, frenesia sessuale che si trasforma in impulso antropofago nella scena forse più indicativa e sincera.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/06/17 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 6/08/17
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Buiomega71 24/02/24 00:47 - 2957 commenti

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Marina de Van non è passata invano. Destabilizza l'intro studentesco alla Animal house (gli scherzoni, le matricole), poi la Doucornau fa della nuova carne virtù. Breillatiano nell'assunto, nel suo immergersi in liquami corporei (il sangue, la pipì fatta in piedi, vomitando capelli interi), nella perdità della verginità e nel prendere conoscenza del proprio corpo (come ne L'adolescente). Non lesina su atti antropofagi (la gamba mezza divorata in puro stile fulciano) e umiliazioni (il video nell'obitorio). Un inizio che porterà dritto a Titane e non solo per le canzoni italiane.
MEMORABILE: Le due sorelle che si azzannano litigando; Justine cammina goffa sui tacchi a spillo; Masturbandosi guardano porno gay al PC; Assaggiando le cervella.

Daniela 12/06/17 02:31 - 12789 commenti

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Come tante altre ragazze della sua età, Justine ha un serio problema alimentare, nel suo caso da quando, pur essendo vegetariana, è stata costretta a mangiare carne cruda durante un rito di iniziazione per le matricole della Facoltà di Veterinaria... Horror belga meno disgustoso del previsto, ma anche più bello e disturbante: le scene di cannibalismo vero e proprio sono poche ma destinate a restare impresse, la protagonista credibile nella sua evoluzione, l'andamento del racconto non convenzionale, l'inquadratura conclusiva assolutamente imprevedibile.
MEMORABILE: La cerimonia di iniziazione; Il dito; Il risveglio accanto al compagno di stanza; Gli ultimi due minuti

Puppigallo 31/07/17 15:19 - 5333 commenti

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Pellicola che un po' spiazza, lasciando lo spettatore in una sorta di limbo, dove si chiederà se ciò che sta vedendo è reale, o il parto della mente disturbata della protagonista. Si arriva persino a pensare che alcuni dei personaggi non siano reali, o semplicemente, non arrivino a tanto. Col passare dei minuti, però, tutto si chiarirà; e la realtà sarà più pazzesca dell'immaginazione. Girato con buona mano, poteva essere anche più inquietante e marcio, se solo si fossero toccati altri tasti, oltre a quelli più eclatanti e d'impatto visivo. Resta comunque un prodotto atipico e interessante.
MEMORABILE: La protagonista (decisamente in parte) ha un "leggero" sfogo post "aperitivo"; L'escalation data dalla lenta ma costante presa di coscienza di lei.

Capannelle 6/08/17 00:30 - 4446 commenti

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Dimostra personalità la Ducournau e permette ai suoi attori di calarsi nei rispettivi ruoli con bravura, a iniziare da una Marillier dapprima vittima frastornata e poi letteralmente carnefice in una girandola di eventi e tonalità narrative interessanti, forti ma non forzate. Il tutto condito da una serie di scelte visuali e musicali di tutto rispetto che strizzano l'occhio a horror e grotteschi meno recenti.

Fedeerra 20/08/17 06:43 - 769 commenti

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Ancora una volta i francesi utilizzano l'horror per raccontarci altro. Il film, nonostante le diverse scene di estremo sadismo, pone l'accento su una messinscena realistica, regalando al racconto un'atmosfera fra le più viscerali e morbose mai viste. Tra body horror, cannibal movie e alienazione giovanile, "Raw" si pone un gradino più in alto rispetto ai generi (e sottogeneri) da cui proviene. Straordinario tutto il cast e nota di merito per l'aderentissima colonna sonora.

Redeyes 23/08/17 09:57 - 2456 commenti

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Raw in un solo boccone si divora più generi, dal più classico cannibal allo spaccato sul momento tardo adolescenziale/universitario. Coraggiosa ma soprattutto bravissima la Ducournau, che con crude istantanee trasmette pulsioni e odori con una mano quasi Kechichiana e di pari passo non tralascia la giusta dose di sangue e scorpacciate. La trama ha un giusto sviluppo con un epilogo non spiazzante ma che dà un'ottima chiusura del cerchio. Azzeccate le musiche e buone le inquadrature; questa regista promette molto bene.

Herrkinski 27/08/17 01:55 - 8253 commenti

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Chissà se la regista belga si sarà ricordata di Cannibal love o del recente Eat; in particolare quest'ultimo ha diversi punti in comune con il film, non solo nel tema trattato ma anche nello stile moderno e "hip", con una OST ricercata messa ad hoc nei punti giusti. Rimane in ogni caso un buon lavoro, nobilitato da un cast di volti azzeccati che caratterizzano bene i personaggi (notevole la Rumpf) e non privo di alcune scene splatter d'impatto, pur se non sconvolgenti come si è scritto da varie parti. Un horror moderno che si vede volentieri.

Kinodrop 4/09/17 18:42 - 3043 commenti

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Justine, matricola di veterinaria, nel corso di un rito di "iniziazione" avverte i segnali di un istinto animalesco che avrà conseguenze disastrose. Horror belga la cui struttura narrativa richiama fortemente il genere vampiresco, che ha pretese di realismo anche in virtù dell'ambientazione goliardica; ma l'operazione è riuscita a metà per la distonia tra l'atrocità dei fatti e la "normalità" del contesto. Inoltre la cura estetica contribuisce a questo straniamento, trasformando in ordinario l'orrifico. Peccato anche per il finale "giustificatorio".
MEMORABILE: Il dito; L'amplesso col compagno di stanza; Il blu e il giallo.

Taxius 2/12/17 19:53 - 1656 commenti

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Direttamente dal Belgio arriva uno dei migliori horror post 2000 diretto da una giovane regista debuttante sul grande schermo. Quello che colpisce di Raw è l'assoluto realismo delle immagini; in questo modo lo spettatore si sente immerso nella spirale di follia che colpisce la protagonista, che passerà dall'essere un timida ragazza vegetariana a una violenta mangiatrice di carne. La violenza fisica c'è ma a colpire di più è la violenza psicologica che viene a crearsi. Il film non è perfetto, qualche forzatura c'è, ma non importa.

Pumpkh75 12/01/18 13:39 - 1778 commenti

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Non solo carni sangue e arti, perché quel che la giovane (bravissima) Marillier azzanna confusa ma vorace sono le paure di una adolescenza fuori dai binari: la sessualità, l’accettazione del gruppo, i disturbi alimentari. Lo fa popolando le scene di subdola potenza (il dito, l’iniziazione, l’incidente stradale), lo fa svelando la curiosità e la fragilità, il tormento e il terrore, lo fa chiudendo con una ammissione di colpa solo superficialmente disimpegnata. Grande OST, gran fotografia, grande un po’ tutto: non meno di quattro pallini.

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Cotola 18/01/18 17:41 - 9176 commenti

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Chi cerca un horror tradizionale e più canonico, potrebbe rimanere molto deluso. Sì, perché il film della Ducournau è anche e soprattutto una storia di formazione in cui il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, passa attraverso la (ri)scoperta di sé e l'accettazione di ciò che si è. Banale? Forse. Ma la regista dosa benissimo il crescendo inquieto e famelico e non sceglie mai la strada più facile, realizzando una pellicola non per tutti i palati. Si pensi, ad esempio, al ritmo: il plot si prende i suoi tempi per mostrarci ciò che deve. A distanza di tempo mantiene il suo effetto.

Anthonyvm 26/05/18 22:43 - 5891 commenti

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Interessante variante del tema cannibalico, che pone parallelismi non originalissimi (si pensi a Licantropia evolution) fra il processo di maturazione sessuale e il bisogno di carne che sfocia nell'antropofagia e nel delitto. Tecnicamente impeccabile, con un'ottima interpretazione della Mariller che coglie perfettamente l'essenza della protagonista; fantastica la colonna sonora. Il ritmo è giustamente lento, i dettagli disturbanti abbondano senza scadere nell'esibizionismo exploitativo. Crudo e violento, non straordinario, ma lascerà il segno.
MEMORABILE: Il climax durante il primo rapporto della protagonista; Il finale, piuttosto prevedibile ma d'effetto.

Bubobubo 28/08/18 13:46 - 1847 commenti

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Ottimo esordio lungo per la giovane parigina Ducournau. A voler essere puntigliosi fino all'eccesso bisognerebbe ammettere che qualche buco logico può disturbare gli spettatori più esigenti (perché, su una provinciale sperduta, continuano a verificarsi strani incidenti senza che alla polizia venga in mente di intervenire?), ma la storia ha un bel ritmo, alcune sequenze splatter indovinate e un finale a sorpresa che funziona molto bene. Da tenere d'occhio.
MEMORABILE: Alla sorella non far sapere / quant'è buono il suo dito con le pere...

Rufus68 29/10/18 18:08 - 3865 commenti

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La solita messa in scena puerilmente psicopatica. Il film nulla significa se non un continuo affastellarsi di sequenze gratuite e inutilmente cruente. La drammaturgia è inesistente, illogica, risolvendosi del tutto nel tentativo sistematico di scioccare superficialmente lo spettatore. Laddove pecca il cinema arriva il furbesco cemento del guardonismo: cerette a gambe aperte, orinate, amplessi furibondi, camera sotto il lenzuolo a frugare gambe e pubi. Rivelazione finale da sghignazzo.
MEMORABILE: La rivelazione finale, nella quale si rivela che i francesi non vanno mai al mare (ma mi faccia il piacere!)

Schramm 12/11/18 18:27 - 3580 commenti

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Piccole vegane crescono, cercando l’equilibrio della felicità. Ha idee abbacinanti e ci sa immensamente fare, la Ducournau. Se la spassa un totale a letteralizzare la metafora della gioventù cannibale che tutto e tutti deve assaggiare prima e sbranare poi, se stessa inclusa, bramosa di smarrire ogni verginità. Ha già un senso del figurativismo osannabile, usa schermo e platea come bersagli mobili d’action painter, trasuda sensualità un tanto a scena, fa del morboso un monolite, e pace se s’ode fischiettare Eat that perfect beat. Una neo-Buttgereit, che potrebbe darci gigantesche soddisfazioni.
MEMORABILE: Plus putes que tout les putes allo specchio; Lo score glassiano

Gabigol 23/01/20 16:10 - 606 commenti

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L'adolescenza è una fase di passaggio contraddistinta da limiti da valicare e desideri inespressi; finanche obblighi per allinearsi alla massa e scoperta del proprio corpo al fine di comprendersi meglio. Questa rilettura, condotta da occhio femminile, non lesina nelle imperfezioni - pur seducenti - della carne per restituire una bramosia famelica tipica di quella fascia d'età. La crescita è quasi un rito d'iniziazione. Ottima direzione del cast; perfetta l'atmosfera sudicia e sanguinolenta. Un cannibal-movie atipico e interessante.
MEMORABILE: Il rene di coniglio; La depilazione con infausto esito (il dito); Blu e giallo per fare verde; Il rapporto sessuale antropofago; Gli ultimi 10 minuti.

Rebis 31/07/21 12:51 - 2375 commenti

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Provocano incidenti stradali per cibarsi delle vittime, come i cannibali di Le colline hanno gli occhi. La discendenza infatti, è diretta: tutto ebbe inizio in Europa con le cronache scozzesi del Seicento sul pluriomicida Sawney Bean, cui si ispira il film di Craven. Julia Ducournau è spietata con lo spettatore, lo mette sempre in posizione di svantaggio rispetto alla comprensione degli eventi e innesca uno shock dopo l'altro. Una escalation implacabile, percettiva e tattile, che seduce e respinge. Messa in quadro geometrica, pasoliniana e grande padronanza del mezzo cinema.

Tomastich 12/09/21 17:26 - 1258 commenti

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Alla seconda visione il film della bellissima e bravissima Julia riesce ad imporsi ancora di più agli occhi dello spettatore. Si insinua viscido attraverso una descrizione di una delle più repellenti tradizioni da caserma in una facoltà di veterinaria (vergognosi i professori che permettono tutto ciò...), per poi deflagrare - "portata dopo portata" - verso un gorgo di sensazioni così intense e disturbanti da diventare dolci e intime.

Deepred89 23/10/21 01:30 - 3742 commenti

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Ennesimo racconto iniziatico in salsa indie-horror, stavolta con qualche buona carta da giocare nei risvolti della sua sceneggiatura, soprattutto nella descrizione di un microcosmo universitario da naja che quasi mette in ombra le scene truculente, ben dosate e piuttosto ironiche. Regia in perenne bilico tra fini intuizioni e concessioni alle mode del momento, buone interpretazioni, improbabilissima sorpresina finale. Profondamente derivativo (si pensi a Licantropia evolution) ma con personaggi ben delineati, non particolarmente coinvolgente ma tutt'altro che insipido.

Giufox 16/11/21 19:54 - 324 commenti

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"Raw" conferma la nascita di un nuovo talento - raro nel panorama orrorifico attuale - che riesce a coniugare forma e sostanza in un film dalla struttura raffinata e dinamica, oltre che (gustosamente?) ispirata. Ballard ("Crash") e Cronenberg ispirano, Julia Ducournau rielabora in chiave adolescenziale, rinchiudendoci nei territori poco esplorati del cannibalismo al cinema. Il teen movie è solo di facciata, e oltre, feroce e viscerale, lo sguardo si fonde nei deliri sanguinolenti delle due sorelle, assistendo contagiato alla loro macabra parabola.
MEMORABILE: I ragazzi che strisciano bendati nel sottosuolo; Il taglio del dito; Le crisi sotto le lenzuola.

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Leandrino 10/12/21 16:20 - 516 commenti

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Giovane vegetariana entra nella facoltà di veterinaria, come la sorella prima di lei; il contatto con il sangue le stuzzica l'appetito. L'arrivo all'università, l'approccio con l'altro sesso; il richiamo alla promiscuità conosce una prospettiva violenta e scivolosa. Ci si ciba degli altri, ci si offre agli altri: si ritrova la spinta animale nel dilaniarsi; in mezzo c'è però qualcosa d'altro che non viene detto, anzi rimandato. Un esordio potente, dal ritmo non sempre perfetto ma che sa quali punti toccare per aderire alla pelle dello spettatore e far emergere sensazioni forti.

Paulaster 20/01/22 10:09 - 4526 commenti

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Studentessa in veterinaria accusa tendenze cannibali. Se il film sulla carta ha tutti gli ingredienti horror, le fasi disturbanti non sono plateali ma mostrano derive incontrollabili che lasciano colpiti per un fondo di sincerità emotiva. Regia che alterna anche momenti più goliardici, sebbene si tenda a esagerare come libertà studentesca; sul versante pruriginoso ci sono diverse inquadrature intime non sempre giustificate. Prefinale con discreta sorpresa, anche se la vera conclusione è debole in una connotazione familiare.
MEMORABILE: Il dito sanguinante; L'incidente provocato; L'amplesso animalesco; La gamba morsa del compagno di stanza.

Orson 11/05/22 16:02 - 122 commenti

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In un campus universitario di veterinaria la giovane Justine inizia progressivamente a scoprire se stessa e le sue strane tendenze alimentari. Opera disturbante e superbamente condotta dalla Ducournau alla sua opera prima, che ci regala un horror adulto e sofisticato, recitato benissimo dalle giovani protagoniste. Il rapporto con la sorella e l'iniziazione sessuale, che va di pari passo con la piena consapevolezza del sé, è al centro di questo film morbosamente affascinante e repellente. Memorabile esordio per una grande autrice. Bello il colpo di scena finale.

Giùan 30/09/23 08:56 - 4666 commenti

I gusti di Giùan

Esordio senza dubbio potente di un'autrice destinata a diventare importante. La Ducournau aggiorna con cruda determinazione la parabola dell'iniziazione sessuale alla Carrie (eloquente quanto notevole il tributo delle secchiate di sangue) interpolandola col più longevo ma altrettanto rischioso canone cannibal/vampiresco. Il risultato resta ben impresso (con almeno un altra scena, quella della ceretta, di repulsiva attrazione), pur se l'ambizione prende sovente la mano e nella seconda parte son diversi i momenti salvati dal cast (elogio alla virtù recitativa della Justine/Marillier).
MEMORABILE: Rabah Nait Oufella.

Piero68 12/10/23 11:00 - 2961 commenti

I gusti di Piero68

Decisamente disturbante ma anche un film ottimamente confezionato questa produzione franco-belga. Non un horror propriamente detto, quasi una sorta di thriller psicologico. Chi è appassionato di cinema non potrà non notare la strizzatina d'occhio a Refn. Ma poco importa perché comunque la regista riesce a centrare l'obiettivo visto anche il fatto che il cannibalismo non è argomento ricorrente nei film. Anzi. La cosa comunque che più colpisce è la performance dell'allora giovanissima attrice Marillier. Assolutamente credibile dal primo all'ultimo minuto. Da vedere.

Thedude94 1/11/23 23:14 - 1112 commenti

I gusti di Thedude94

Crudissima opera diretta splendidamente dalla Ducournau, la quale mette in scena le difficoltà di una giovane matricola della facoltà di veterinaria alle prese con i problemi legati a un certo tipo di appetito e con i cambiementi dell'ambiente universitario. La protagonista, interpretata dalla bravissima Marillier, vive con profonda complessità il cambiamento del suo corpo e la scoperta di una cosa che le cambierà per sempre il modo di vivere. Ottima la fredda fotografia, che contrasta con il rosso caldo del sangue qui assoluto protagonista. Crudele fino in fondo e attraente.

Magerehein 16/02/24 10:54 - 1049 commenti

I gusti di Magerehein

Un film che probabilmente farà passare a molti la voglia di studiare medicina veterinaria, perlomeno nelle facoltà belghe (se fossero davvero così metterebbero non poco a disagio). Si son visti dozzine di film cannibaleschi, ma raramente con una tale carica emotiva annessa; la Ducournau unisce estetica, nonnismi ed ereditarietà e genera un nascituro davvero disturbante, talvolta addirittura potente. Impressionante la Marillier, specie in certe sue espressioni luciferine, OST propedeutica. Sangue contenuto, ma quando c'è si toccano spesso vette di genuino raccapriccio. Sorprendente!
MEMORABILE: Ceretta e ciò che ne consegue (brividi!); "Non fare mai due figli, è troppo dura"; "Ti sto insegnando come si fa"; Lo sguardo di lei post amplesso.

Teddy 14/06/24 21:39 - 885 commenti

I gusti di Teddy

L’esordio di Julia Ducournau è un film bizzarro e stratificato, che aggancia ai pruriti del coming of age un body horror iniquo e di viscerale tempra. È la nuova onda di genere Fabriqué en France, con le sue trame estatiche in cui si dibattano intimità ferine e malvagiamente dolorose. Bene accordate le incursioni nello psichico e gli squarci di violenza. Stupenda la soundtrack a opera di Jim Williams. Obbligatorio.
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  • Homevideo Buiomega71 • 17/06/17 15:42
    Consigliere - 26265 interventi
    In dvd (e BR) per Universal, disponibile dal 23/08/2017

    https://www.dvd-store.it/DVD/DVD-Video/ID-61186/Raw-Una-crudele-verita.aspx
    Ultima modifica: 17/06/17 15:43 da Buiomega71
  • Homevideo Pumpkh75 • 27/07/17 16:02
    Addetto riparazione hardware - 434 interventi
    Il film uscirà in Italia solo in DVD. La distribuzione europea è della Universal, ma il Blu-Ray per ora sembra essere disponibile solo per la Spagna (e per UK, anche se lì sarà una esclusiva HMV e quindi non proprio reperibile qui in Italia):

    https://www.amazon.es/Crudo-Blu-ray-Garance-Marillier/dp/B072Q3WFWW/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1501162551&sr=8-1&keywords=crudo

    L’assurdo (e un pò la frustrazione, visto che se qualcuno vuole gustarsi il film in BR originale con traccia italiania si attacca al tram) è che questa edizione spagnola, oltre a tre lingue diverse, è zeppa di sottotitoli di varie nazioni (francese, inglese, tedesco, svedese, danese, norvegese ecc.ecc.) tranne quelli, ovviamente, italiani. Ora, tralasciando il fatto che sia audio che sub italiani saranno presenti nel nostro dvd nostrano e quindi la Universal poteva metterli tranquillamente nel BR, ma qual’è la logica commerciale di inserire i sottotitoli islandesi e non gli italiani, quando l’Islanda ha gli stessi abitanti per esempio della sola Bari? Il nostro mercato è davvero potenzialmente inferiore a quello Islandese??
    Francamente, trovo difficile una spiegazione....
  • Discussione Capannelle • 6/08/17 00:08
    Scrivano - 3615 interventi
    Bella pellicola, la consiglio anche io.

    Un paio di precisazioni: la storia è girata in Francia, dubito che il nonnismo possa raggiungere certi livelli anche se l'ho trovato funzionale alla storia.

    E sul titolo italiano c'è una confusione assoluta perchè Imdb e altre fonti riportano "Una crudele verità" ma in realtà dovrebbe essere "Una cruda verità" che è più in linea con l'argomento ed è visibile in questa cover dvd:
    Ultima modifica: 6/08/17 00:36 da Capannelle
  • Discussione Daniela • 6/08/17 03:26
    Gran Burattinaio - 5934 interventi
    x Capannelle
    L'ambientazione dovrebbe essere belga e non francese, più precisamente si tratta della Vallonia, la regione francofona del Belgio.

    Spero anch'io che il film esageri parecchio con i riti di iniziazione. Tuttavia, pare che non esageri tanto quanto sarebbe auspicabile.
    Dopo la visione del film, sono andata a cercare qualche notizia in merito e ho trovato vari articoli piuttosto inquietanti riguardanti proprio i riti di ammissione nelle università francesi e belghe. Ad esempio qui:
    http://www.cafebabel.it/societa/articolo/goliardia-e-riti-diniziazione-qual-e-il-prezzo-dellintegrazione-universitaria.html

    Hai ragione sul titolo italiano: "crudele" non rende come "crudo", che poi sarebbe la traduzione di "raw".
  • Discussione Zender • 6/08/17 08:09
    Capo scrivano - 48088 interventi
    Ok, metto cruda allora, e mantengo l'altro come aka.
    Ultima modifica: 6/08/17 08:47 da Zender
  • Homevideo Schramm • 2/02/18 15:18
    Scrivano - 7708 interventi
    ci sarebbe anche un'altra domanda: calcolando che ho sempre vista descritta la truculenza di quest'opera con tanto di qualificativi pirotecnici e superlativi assoluti, vien da domandarsi come mai il visto censura del dvd riporti "per tutti"...
  • Homevideo Pumpkh75 • 4/02/18 14:25
    Addetto riparazione hardware - 434 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    ci sarebbe anche un'altra domanda: calcolando che ho sempre vista descritta la truculenza di quest'opera con tanto di qualificativi pirotecnici e superlativi assoluti, vien da domandarsi come mai il visto censura del dvd riporti "per tutti"...

    Io tutto questa truculenza non l'ho vista, ma forse dipende da quello a cui ormai sono abituato. Di certo, però, quel "per tutti" è una follia soprattutto per il tema trattato...
  • Homevideo Buiomega71 • 4/02/18 14:32
    Consigliere - 26265 interventi
    Credo che il per tutti , sul retro cover del dvd Universal di Raw, sia una farloccata, in quanto opera sprovvista del visto censura cinematografico (il film, da noi, è uscito direttamente in dvd)

    Un pò l'inverso dei film inediti che uscivano in vhs, perlopiù vietati ai 18, quando di 18 (nella stragrande maggioranza dei casi) c'era poco o nulla.
    Ultima modifica: 4/02/18 14:33 da Buiomega71
  • Discussione Buiomega71 • 24/02/24 10:09
    Consigliere - 26265 interventi
    Può anche risultare un pò snob e "fighetta", ma è indubbio che la Ducornau abbia talento e personalità da vendere.

    Se in Titane il riferimento era Cronenberg in primis, quì sembra che sia Catherine Breillat il nume tutelare, con quella disturbante (e a volte intensa) carnalità propria dell'autrice di Pornocrazia, tra liquami organici (il vomito, il sangue, la pipì fatta in piedi che imbratta i pantaloni) alla perdità della verginità, alle canzoni sconce baciandosi allo specchio con chili di rossetto, fino alla presa di conoscenza del proprio corpo (come nell'Adolescente prima e in A mia sorella poi) che muta, si squama, viene preso da convulsioni da astinenza sotto le lenzuola (come Susan Sarandon in stato febbrile in Miriam si sveglia a mezzanotte) e l'inizio di una nuova identità tutta al femminile.

    L'inizio alla Animal house (le confraternite, le matricole, gli scherzoni tra studenti) destabilizza, poi la Ducornau comincia il percorso della nuova carne (e la Marina de Van non è passata invano) cominciando con fette di carne cruda trafugate dal freezer passando, poi, a rosicchiare il dito della sorella (con un breve accenno zoofilo del cane che annusa Justine lì durante la ceretta, anche quì l'ombra torbida della Breillat fa capolino), per arrivare ad un'antopofogia che non cerca vittime (come, ad esempio, la Beatrice Dalle di Cannibal love, altra tesi femmineo/femminista sul cannibalismo che probabilmente è servita alla Ducornau) ma si fa accettazione e consapevolezza di sè (anche se la gamba mezza divorata tra le lenzuola è un bel colpo assestato in pieno stile fulciano).

    In mezzo a giovani gay immigrati che si masturbano guardando porno gay sul PC, fellatio omo, umiliazioni (il video "necrofilo" fatto all'obitorio con Justine trattata come un cane), rapporti d'amore/odio tra sorelle (straordinario il momento dove litigano furiosamente nel cortile della scuola, per poi azzannarsi come animali), con Justine che ondeggia goffamente sui tacchi a spillo malamente indossati, che viene costantemente bullizata (anche dalla sorella), che perde un dente sotto la doccia, che subisce tremende allergie cutanee, che morde sè stessa durante il suo primo rapporto sessuale, fino alla predazione sulla strada, provocando incidenti d'auto, assaggiando le cervella degli automobilisti agonizzanti, in un momento di viscerale cacciagione che sta tra il surrealismo di Jean Rollin e quello di Josè Ramon Larraz (e il film inizia proprio così, in un bellissimo e suggestivo campo lungo sulla strada, che rammenta , appunto, il surrealismo dei due autori sopra citati).

    Non è quel capolavoro che si legge in giro, ma è comunque un'opera nesessaria e intensissima (potentissimo, poi, lo score di Jim Williams) in una lenta e irreversibile discesa nella propria natura, della dipendenza (la carne umana come la droga) e dei legami indissolubilmente parentali.

    Un inizio promettente che porterà (quasi in maniera naturale) a Titane (parecchi i punti in comune con i due film, che in alcuni frangenti diventano quasi complementari) e non solo per la passione della Ducornau per le canzoni italiane (quì Nada in un momento topico, in Titane Caterina Caselli nell'attimo più feroce e pulp del film).

    Un retaggio femmineo/cannibalico che, nel bene e nel male, lascia il segno, tra morsi, "fame", dipendenza e carne fatta a brandelli.

    Alexia, la sorella di Justine, chiede a quest'ultima se il suo dito era buono, Justine le risponde : "Sai di curry"

    Alexia  strappa a morsi un pezzo di carne dalla guancia di Justine, e poi sbotta con un: "Sai di merda!".


    Ultima modifica: 24/02/24 10:58 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 24/02/24 10:22
    Consigliere - 26265 interventi
    Il dvd edito dalla Universal

    Formato. 2.40:1
    Audio: italiano, francese, tedesco, spagnolo
    Sottotitoli: italiano; inglese (anche per non udenti), francese, tedesco, spagnolo, danese, finlandese, norvegese, svedese, portoghese, islandese.
    Nessun extra
    Durata effettiva: 1h, 34m e 30s (versione integrale, nonostante il retro cover riporti un farlocco "per tutti" senza visto censura)

    Immagine al minuto 0.51.47

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images67/PDVD-351.jpg[/img]
    Ultima modifica: 24/02/24 12:02 da Zender