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TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/03/08 DAL BENEMERITO HOMESICK
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Homesick 17/03/08 17:43 - 5737 commenti

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La guerra e l’amore sono i due sentimenti che si intrecciano in questa vicenda ambientata nella politicamente rovente estate del ’43. Zurlini dirige con mano delicata e precisa, sapendo intersecare il racconto dei sentimenti privati con i rivolgimenti esterni e l’iniziale tocco ludico con il sempre più preponderante lato melodrammatico. Brava la coppia Trintignant-Rossi Drago, graziosa e vanamente innamorata la Sassard. Eccellente cameo di Salerno, con pelata e piglio virulento da perfetto gerarca fascista.

B. Legnani 7/09/08 02:26 - 4722 commenti

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Bello, intenso film di Zurlini, con una fantastica Eleonora Rossi Drago ed un adeguato Trintignant. Confesso che, memore della non troppo convincente conclusione della parimenti romagnola Notte di quiete, ero lì che aspettavo il finale, che invece qui fila via bene, armonioso, con la camminata metaforica del giovane che, come l’Italia a inizio agosto del 1943, cammina sì, ma non sa dove stia andando.
MEMORABILE: Come nel citato film con Delon e la Petrova, pure qui la scena del ballo, con gli sguardi e i movimenti, è indimenticabile.

Addison 26/06/12 22:34 - 90 commenti

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Bel film, uno dei più autenticamente romantici del cinema italiano. Nel corso di un'estate romagnola durante il fascismo, la storia d'amore tra una vedova di guerra e un ragazzo più giovane, figlio di un gerarca. Trintignant è convincente, ma il film appartiene soprattutto a Eleonora Rossi Drago e al suo memorabile, delicato personaggio di donna matura e tormentata. Il film segnò un suo trionfo personale (e la vittoria del Nastro d'Argento) ma, curiosamente, anche la fine del suo periodo d'oro d'attrice. Belle le musiche di Mario Nascimbene.
MEMORABILE: Tutta la sequenza della festa privata, con gli sguardi tra Trintignant e la Rossi Drago e il loro primo bacio.

Lucius 19/09/12 09:41 - 2819 commenti

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Realistica ed intensa pellicola di Zurlini che riesce a far emergere in tutta la sua potenza il quadro bellico dell'epoca e le mille difficoltà personali di chi ha vissuto quel periodo, allo sbando della vita (sentimenti compresi). Al centro della vicenda una vedova innamorata di un uomo più giovane di lei e pronta a tutto pur di non perderlo. La sceneggiatura è notevole e si avverte la mano di Suso Cecchi D’Amico. Le vicende private si fondono con i fatti storici e quel che emerge è un prezioso affresco del periodo. Autentico.

Kriminal 14/01/13 20:15 - 48 commenti

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L'amore fra un giovane studente vacuo e pusillanime e una donna rimasta vedova che deve sobbarcarsi le responsabilità di una famiglia. Due esponenti della borghesia in una fatale estate italiana (1943), nella quale si decide il destino della Nazione; ma loro sono nell'alveo delle loro vite leggere fatte di giornate al mare, feste e giochi con gli amici per rendersi conto che la Storia prima o poi la dovranno incontrare e dovranno mettersi di fronte a delle scelte. Una storia quotidiana che entra nella Storia con la S maiuscola. Film superlativo.
MEMORABILE: La notizia della fine di Mussolini che non fà né caldo né freddo a nessuno eccetto che al padre gerarca; La bambina morta nel bombardamento del treno.

Myvincent 29/09/14 07:07 - 2551 commenti

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L'amore contrastato e complesso fra due persone così diverse divampa nell'estate del '43, quando in Italia esplode il fuoco della guerra. C'è un contrasto fra la spensieratezza giovanile e lo sfondo politico di tutt'altra natura, ma ben presto quest'ultimo prenderà il sopravvento. Zurlini ritrae con poesia i dubbi di sempre dell'amore che sono il vero conflitto dentro ciascuno di noi. Qualche nota melodrammatica è in eccesso.

Xamini 10/07/16 13:02 - 1012 commenti

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Il romance e tutte le naturali pulsioni umane faticano a trovare posto in una Romagna che vede l'avvicinarsi dei confini della guerra e in cui la normalità è troppo spesso spazzata via (gli aerei a volo radente in spiaggia). È una bella fotografia quella che scatta Zurlini, concentrandosi sui sentimenti, ma lasciando il vero dramma, sospeso, sul fondo, pronto per la convergenza con la realtà apparente nel bel finale.

Vitgar 5/02/17 17:31 - 586 commenti

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Ottimo lavoro di Zurlini, ben costruito e sceneggiato. Per metà del film la guerra non si vede e non si sente, scorre in parallelo alla spensierata vita di un gruppo di giovani. Progressivamente la percezione dell'evento bellico diventa sempre più tangibile e drammatica. Lo stesso vale per la storia d'amore tra i due protagonisti. Bravi i due protagonisti principali. Cameo di Enrico Maria Salerno che interpreta alla grande il fascista violento. Da vedere.

Rufus68 15/04/17 21:08 - 3085 commenti

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Zurlini distilla un'estate languida e, apparentemente, senza fine che diviene metafora dell'assenza di responsabilità del protagonista. Questo andamento è il punto forte del film: l'irruzione della Storia (e, quindi, della scelta adulta), se ha una precisa logica drammaturgica, guasta, tuttavia, le morbidezze erotiche dell'inizio. Trintignant e la Drago sono perfetti; a stupire è il cast minore in cui spicca la quieta bellezza della Ranchi.

Paulaster 3/02/20 11:01 - 2781 commenti

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Nell'estate del '43 un ragazzo si innamora di una vedova di guerra. Ambienti con vitelloni in villeggiatura mentre il conflitto adombrerà i sentimenti. La storia d'amore è intensa (anche se a volte melodrammatica) e vive nell'empasse di chi vorrebbe lasciarsi andare ma sa che farebbe scandalo. Ben scelti i protagonisti con menzione per la Rossi Drago, a cui bastano gli sguardi. Zurlini offre inquadratuire ricercate specie nella prima parte, poi si concentra sui tragici fatti.
MEMORABILE: Il ballo tra i due; La luce in faccia al circo; La statua buttata giù; Il bombardamento al treno.

Buiomega71 13/08/20 00:46 - 2262 commenti

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Opera potente e passionale quella di Zurlini, tra i più grandi registi del nostro cinema che fu. La bellissima prima parte che sembra un giovanilistico balneare dai toni melò (straordinaria tutta la fase nella villa, nelle notti d'estate, tra giochi di sguardi, balli e gelosie sulle note di "Temptation"), poi una seconda più ruvida, crudele e dolorosa (il bombardamento al treno e tra le scene di guerra più realistiche e impietose mai girate, tra bambine e donne morte). Suggestivi squarci quasi da noir e riverberi gotici nei giardini delle case di Riccione. A un passo dal capolavoro.
MEMORABILE: La gelosia di Rossana; Le luci del cinema accese all' improvviso; Il coro degli alpini sul treno; L'aereo che vola a bassa quota sulla spiaggia.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Lucius • 21/01/13 16:22
    Scrivano - 8325 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:

    Ultima modifica: 21/01/13 18:05 da Zender
  • Homevideo Buiomega71 • 24/04/16 16:51
    Pianificazione e progetti - 21905 interventi
    In dvd per Mustang Entertainment, disponibile dal 21/06/2016

    http://www.amazon.it/Estate-Violenta-Trintignant/dp/B01EGY8SA4/ref=sr_1_374?s=dvd&ie=UTF8&qid=1461509366&sr=1-374
  • Discussione Buiomega71 • 13/08/20 09:53
    Pianificazione e progetti - 21905 interventi
    Rassegna estiva: Italian Graffiti d'agosto 

    Opera potente  e passionale quella di Zurlini, tra i più grandi registi del nostro cinema che fu.

    La sua , in parte, autobiografica Estate violenta è di una forza emotiva e trascinante da lasciare senza fiato (suggestive, poi, le location riminensi), con una prima parte a dir poco bellissima e intensissima, dove sembra di assistere ad un balnear giovanilistico intinto nel melò più turgido, tra comitive di giovani e divertimenti spensierati, amori sofferti e tormentati che nascono, amoretti estivi che finiscono.

    Poi arriva la magica serata nella villa (che nulla ha da invidiare al cinema americano), con balli, gelosie, magnifici giochi di sguardi, baci appassionati nel grande giardino, tutto sulle note di "Temptation", dove la regia di Zurlini regala meraviglie e squarci di immensa intensità.

    La seconda parte diventa ruvida, crudele, spigolosa (straordinario Enrico Maria Salerno nella sua viscerale performance "mussoliniana" del gerarca fascista), si tinge di riverberi noir fino all'impietoso finale dell'attacco aereo alla ferrovia, tra le sequenze di guerra più realistiche, dolorose e impressionanti mai girate (i colpi di mitragliatrice che solcano il terreno, bambine e donne falciate dai proiettili, il pandemonio dei bombardamenti, la ragazza, nascosta sotto i vagoni del treno, tra la gente ammassata, che ha una crisi isterica di paura) e ad una chiusa tanto lancinante quanto necessaria (difficile dimenticarsi dello sguardo e del volto di Trintignant in quell'ultima sequenza).

    Nel mezzo Zurlini dona suggestivi richiami gotici (i giardinetti e le case chiuse dentro a enormi cancellate in una Riccione ora esotica, ora minacciosa, ora trasognata), echi crepuscolari (Carlo e Roberta che si abbracciano, sdraiati, sulla spiaggia al tramonto, spendendo parole per un amore già in partenza impossibile) splendidi attimi di gran cinema (la cantante che canta Tango del mare nel baretto all'aperto, la folla inferocita che entra nella casa del fascio buttando giù il busto del Duce, il coro degli alpini sul treno, Carlo e Roberta sulla spiaggia del grande hotel di Riccione pizzicati dai soldati, l'addio a Maddalena alla stazione di Riccione, le luci del cinema che si accendono all'improvviso, quelle del circo che si spengono).

    Inutile, poi, soffermarsi sulla magnifica performance della Rossi Drago (che in certe inquadrature assomiglia a Ingrid Bergman), su Trintignant in uno dei suoi ruoli migliori, alla bellezza della Sassard (che si crogiola nella gelosia) a quella della Ranchi (la sua Maddalena "istrice" pare uscita dritta dritta da un melò americano), fino all'austerità algida della Brignone (la madre di Roberta).

    Con grande maestria, poi, Zurlini lascia poco spazio all'ombra oscura della guerra (se non nella sequenza iniziale dell'aereo che vola a bassa quota sulla spiaggia, gettando nel terrore i bagnanti che pare una scena dello Squalo ante litteram), che quasi sembra una cosa lontana, astratta, come se non tocasse direttamente i protagonisti, per poi ridestarsi dal sogno e far precipitare nell'incubo della cruda realtà nel devastante finale, dove scoppia l'inferno della guerra, in tutta la sua furia distruttiva.

    Un finale tra i più sconvolgenti del cinema di quel periodo, il caos dopo l'ultima, indimenticabile, notte di quiete.

    Tra i melodrammi più ferventi del dopoguerra, ad un passo dal capolavoro.



    Ultima modifica: 13/08/20 13:59 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 13/08/20 10:17
    Pianificazione e progetti - 21905 interventi
    Ottimo il dvd edito dalla Mustang

    Formato: 1.33:1

    Audio: italiano

    Sottotitoli: italiano per non udenti

    Come extra: E la chiamano estate , introduzione al film (14 minuti) di Gianni Canova.

    Durata effettiva: 1h, 33m e 39s

    Immagine al minuto 00.18.09. Carlo (Jean Louis Trintignant) e Roberta (Eleonora Rossi Drago) si incontrano prima di andare a visitare assieme San Marino.

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images53/PDVD-142.jpg[/img]
    Ultima modifica: 13/08/20 11:49 da Zender