Ex machina

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Ex Machina
Anno: 2015
Genere: fantascienza (colore)
Note: Aka "Ex-Machina". Esordio alla regia di Alex Garland, già autore di soggetti e sceneggiature.
Numero commenti presenti: 34
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un programmatore di un'azienda speciaizzata in tecnologia (Gleeson) viene convocato dal gran capo della stessa (Isaac) nella sua villa modernissima immersa nella natura, tra cascate, monti e valli. Questi gli annuncia di aver finalmente realizzato il prototipo della perfetta intelligenza artificiale, che andrà però testata attraverso il celebre teorema di Turing. Bisogna cioè che qualcuno verifichi se la macchina è davvero in grado di ingannare l'esaminatore comportandosi come un umano in tutto e per tutto... Il giovane programmatore è lì per quello e gli viene presentata Ava (Vikander), un seducente robot dalle fattezze femminili. Passerà il test? Un'idea che non è certo una novità, per la fantascienza; anzi, siamo in uno degli ambiti...Leggi tutto più frequentemente analizzati dalla stessa, ai quali il film di Garland non aggiunge a dire il vero molto di nuovo. Anche perché è subito evidente quanto la ricerca del regista sia innanzitutto formale, a partire dalla resa dell'elegante automa che non nasconde le sue parti ellettroniche fino alla creazione di ambienti asettici ricavati all'interno di architetture moderne che immediatamente comunicano la stessa gelida ambiguità che la notevole colonna sonora va a sottolineare (e che si rispecchia nei personaggi, naturalmente). Se il programmatore, che pure stupido non è, appare come l'unica persona dal carattere limpido, è perché sia il gran capo che l'automa sono al contrario figure che probabilmente nascondono molto delle loro intenzioni. Non si capisce fino a che punto la cortesia, l'affabilità, la complicità del primo e l'affettuosa autocommiserazione della seconda siano sincere. Lo scopriremo in un finale che prosegue coerentemente il discorso misurando le parole e preferendo l'azione rallentata, la contemplazione, il movimento tra gli ambienti. In definitiva un sogetto scarno sul quale si lavora molto bene in fase di sceneggiatura, magari nascondendo una certa superficialità dietro concetti universali profondi ma anche scegliendo bene le parole, le frasi, i dialoghi. Due soli gli umani, il resto sono robot dalle sembianze femminili affusolate e aggraziate, che si coprono (coi vestiti) o si scorticano (evidenziando sotto la pelle la loro origine elettronica) come a suggerire la facile intercambiabilità tra la natura reale e quella cui tendono. Grande la fotografia, eccellente la ricercatezza nelle inquadrature a testimoniare l'alto valore estetico di un film che si riallaccia alla fantascienza meno roboante per riscoprirne il valore ipnotico-magnetico.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/05/15 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 19/04/16
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Capannelle 28/05/15 11:34 - 3785 commenti

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Fantascienza in senso di rapporto robot e umani, meditata e che guarda più al conflitto tra personalità ma non disdegna di costruirci sopra una sana atmosfera thrilling e claustrofobica. Garland dimostra una notevole padronanza dello script (da lì viene) ma anche della mdp (pur mantenendosi sul classico) e un gusto visivo non indifferente per gli ambienti e i personaggi. Di sicuro impatto le movenze e il look di Ava, sia come robotica che come rivestimento umano.

Daniela 27/05/15 12:35 - 9847 commenti

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Un giovane programmatore viene selezionato per un soggiorno presso la villa, isolata dal mondo, di un potente guru dell'informatica, allo scopo di sottoporre al test di Turing una nuova "macchina"... Mix di generi per un esordio interessante: se come fantascienza il film, pur ben realizzato, non dice molto di nuovo nel campo delle AI, funziona invece molto bene come thriller psicologico, con un teso confronto fra il manipolatore Isaac ed il fragile Gleeson, destinato ad un epilogo non del tutto imprevedibile ma comunque convincente, "giusto".
MEMORABILE: Il web-hare in gel azzurro-neurale; Il contenuto degli armadi

Puppigallo 27/05/15 17:35 - 4552 commenti

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Innanzitutto bisogna scordarsi il ritmo serrato, che in una pellicola come questa sarebbe comunque stato deleterio. Dopodichè si potrà apprezzare la lenta ma inesorabile marcia, costellata da test, della protagonista verso una sempre maggiore consapevolezza di sè (mai sottovalutare una propria creazione, soprattutto se l'obiettivo è così alto). Si tratta di fantascienza non tanto visiva, quanto di concetto, nonostante i pochi effetti, asciutti e essenziali, siano ben realizzati e di buon impatto. Merita la visione, nonostante la staticità con tocco claustrofobico metta alla prova lo spettatore
MEMORABILE: Il laboratorio, dove viene mostrato il "gelvello"; La vestizione; Le di lei domande; Gli "scheletri" negli armadi; Le certezze vacillano (il taglio).

Galbo 9/07/15 16:26 - 11523 commenti

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Lontano dai canoni della fantascienza "classica", il film di Alex Garland è una delle opere più profonde sul rapporto tra uomo e macchina. Scevra da effetti speciali sofisticati, la pellicola punta sulla caratterizzazione dei personaggi (umani e non) e su una sceneggiatura che ribalta spesso astutamente i ruoli. Il contesto sobrio e "asettico" contribuisce alla sensazione di alienazione che il regista istilla nello spettatore. Il finale non giunge inatteso ed è forse il punto più debole di un film comunque molto interessante e ben interpretato.

Kinodrop 31/07/15 17:45 - 1675 commenti

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Riflessioni tra tecnologico e filosofico sul quasi probabile futuro della robotica e dell'AI. Si tratta di testare le capacità intellettive ed emotive di un prototipo, Ava, da parte di un giovane programmatore che via via verrà coinvolto in un gioco dai risvolti inaspettati e colpi di scena. Co-protagonista è la strepitosa location/bunker di altissimo design e la sobrietà dell'apparato tecnologico profuso. Tutt'altro che un film d'azione: qui dominano le parole, i concetti anche teorici sul senso di ciò che si sta perseguendo. Elegante.
MEMORABILE: L'ambiente strepitoso ma claustrofobico; La credibilità dei mutamenti di Ava; Musica adeguata, tra un po' di Schubert e tanta elettronica.

Xamini 30/07/15 23:44 - 1036 commenti

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Opera senza dubbio riuscita, questo Ex Machina è uno scifi con la tensione di un thriller. Non ha fretta di spiegare questo o quello, ma si sofferma sull'analisi psicologica dei suoi personaggi umani e non e sul principio alla base del celebre test di Turing. Riesce molto bene nei suoi intenti, in particolare per la meticolosità con la quale rispetta i tempi e per l'uso ottimale del volume della musica di fondo durante i climax. Curiosità a margine: Domhnall Gleeson interpreta la parte complementare nel primo episodio della seconda stagione di Black mirror.
MEMORABILE: La vestizione, il momento di crisi allo specchio, il finale (pure se prevedibile)

124c 10/08/15 18:27 - 2786 commenti

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Film di fantascienza psicologica e celebrale in cui i personaggi si muovono all'interno di un mega appartamento che rende il tutto folle e claustrofobico. Davvero notevole, anche se i momenti lenti non mancano; ma forse è la sua lentezza la carta vincente, visto che approfondisce le personalità dei protagonisti. L'attrice che interpreta la robot Ava è una bella scoperta, ma anche le altre au... tope non sono niente male (ci scappa pure qualche nudo artistico!). Finale imprevedibile, che tiene incollati alla sedia. Bello.

Matalo! 14/08/15 08:49 - 1368 commenti

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Sembra godere di stima eccessiva. Potrebbe essere una bella puntata di un nuovo Ai confini della realtà. Pregi ce ne sono: un'accattivante messinscena, buona recitazione, ambienti perfetti. Ma il materiale non è originale e certi "faccia a faccia" son telefonati. Come molti film d'oggi sembra aver troppi finali (avrei chiuso con l'ombra di Eva). Piacevole ma "claustrofobico", come idee. Sonoya Mizuno vince il premio bellezza.

Myvincent 17/08/15 22:09 - 2666 commenti

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In un mondo sempre più tecnologico il confine fra uomini e macchine sembra sempre più sottile, anche nella gestione del potere e del controllo degli uni sugli altri. Con un linguaggio accessibile e comprensibile, si introduce la mente dello spettatore in un ambiente "sintetico", fuori dal mondo e ansiogeno, dove si conduce una "partita a scacchi" tutta speciale, in cui ogni mossa è seguita da una successiva apparentemente inaspettata. Lento un po' tanto, si consuma come una pietanza fredda...

Schramm 6/09/15 17:27 - 2486 commenti

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Gran rispolvero per l'intelligenza che da artificiale eguaglia prima e eccede poi quella umana, acquisendone istinto sessualità e paure e nutrendosi delle stesse pecche e contraddizioni. In un film sull'ammutinamento della macchina fattasi natura naturans che squaderna un albero genealogico complesso che da Robby porta a Samantha passando per Hal e Hector, Garland allegorizza la cacciata dall'Eden e ci dice ancora una volta quanto sia sprovveduto l'uomo nel voler ricreare Dio a propria immagine e somiglianza. Forma smagliante, eccelso lavoro su suono e luce, attori simpatetici fanno il resto.

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Cotola 19/09/15 11:48 - 7703 commenti

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Il rapporto uomo-macchina, le potenzialità dell'intelligenza artificiale, lo scienzato un po' pazzo che si credo Dio: tutte tematiche non nuove ma che vengono ben declinate e trattate con eleganza ed efficacia. Garland esordisce coraggiosamente con un film claustrofobico, ambientato in unico ambiente e che nonostante ciò riesce ad interessare e coinvolgere lo spettatore per tutta la sua durata. Qualche snodo narrativo non è certo imprevedibile (finale compreso) ma è meritevole il clima di dubbio ed ambiguità che riesce a creare. Ed anche la chiusa è superiore alla media.

Jandileida 26/09/15 13:07 - 1287 commenti

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Buon fantascientifico filosofico in cui il parlato ha più spazio dell'azione. Di conseguenza chi si aspetta un Io, robot rimarrebbe deluso ma se ci si pone sulla lunghezza d'onda e sul ritmo cadenzato che Garland dà al suo film si viene ripagati con uno svolgimento abbastanza interessante (bello il finale) che fornisce anche spunti di riflessione, per quanto non originalissimi, sulla convivenza tra uomini e umanoidi. Il cast ridotto all'osso riesce a cavarsela e anche la regia si mantiene su un binario poco invadente e programmaticamente fredda.

Didda23 14/01/16 09:34 - 2305 commenti

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Seppur non nuovo, il tema dell'intelligenza artificiale (in questo caso per capire se una macchina è in grado di pensare si utilizza il Test di Turing e non "La stanza cinese") è un ottimo pretesto per raccontare la fragilità dell'animo umano che si nutre di onnipotenza (l'uomo che si sostituisce a Dio). Nonostante il vincolo e la pesantezza della monolocation, l'abile sceneggiatura - fitta di dialoghi più o meno brillanti- instilla nello spettatore una curiosità crescente che permette di seguire la visione senza intoppi. Promosso Garland dietro la mdp.
MEMORABILE: Il dubbio Gleeson davanti allo specchio; I continui ribaltamenti.

Mutaforme 13/04/16 18:08 - 396 commenti

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Film di fantascienza "colta" che non può non far pensare ad Asimov e alle tre leggi della robotica. La realtà però si rivela un po' diversa dalla pura teoria, ed è questo quello che rende affascinante e riflessiva quest'opera. Si ritorna alla vecchia fantascienza, al quesito shakespeariano dell'essere o non essere. Purtroppo ne risente molto il ritmo, piuttosto lento, ma rimane comunque un discreto film.

Hearty76 13/07/16 21:04 - 227 commenti

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Non lo definisco né fantascienza né del tutto thriller, piuttosto è un dramma sociologioco re-attualizzato. In una casa hypertech da reality show (sperduta in stile Lost con vaghi richiami a Cube) uomini e robot si ritrovano in una folle serie d'introspettivi test. L'arcano finale di essi sembra in sostanza essere: chi è cosa? Si parla di evoluzione, o l'Umanità s'autoindirizza semmai verso la più aberrante regressione della coscienza emozionale e morale? I "mostri" forse non sono gli automi privi di anima... bensì i loro deliranti creatori.

Taxius 19/07/16 11:57 - 1651 commenti

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Nonostante a prima vista possa apparire un film di fantascienza, Ex machina è in realtà più un thriller psicologico che altro e con una leggera modifica alla sceneggiatura funzionerebbe anche con una persona vera al posto dell'androide. A tratti davvero inquietante, riesce a portare lo spettatore nel dubbio su chi fidarsi: uomo o macchina? Dal lato tecnico è girato molto bene, ottima la fotografia e bravi gli attori. Il luogo isolato accresce il senso di claustrofobia. Regge dall'inizio alla fine senza annoiare e il finale è col botto.
MEMORABILE: Il primo blackout in cui Ava avverte Caleb...

Giùan 29/11/16 10:20 - 3137 commenti

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Molto ben fatto! Garland si colloca nella linea della neo fantascienza umanistica tornata in auge negli ultimi anni e lo fa con uno stile visivo fascinosamente seducente. Sul piano narrativo c'è qualche cialtroneria di troppo ("l'amante cinese") e un reiterativo indugiare sui filosofeggiamenti dell'A.I., che tuttavia l'empatia degli attori (notevoli il nerboruto ascendente di Isaac, la respingente sinuosità della Vikander e Gleeson pulcino bagnato) permette di digerire. Ben condotto il continuo ribaltamento del gioco gatto/topo, di mankiewicziana memoria.

Redeyes 9/01/17 11:03 - 2204 commenti

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(Sine Deo) ex machina. Le leggi della robotica non inficiano il test di Turing né agevolano la moderna Roy Batty in questo glaciale, claustrofobico disegno dell'eccellente Garland. Nel cast spicca il mirroriano Ash, a suo agio negli ambienti fantascientifici, ma sono altrettanto efficaci gli altri componenti. La suddivisione in capitoli dà il giusto ritmo, così come le musiche non invadenti. Senza dubbio è un ottimo esordio.

Il ferrini 20/02/17 22:05 - 1764 commenti

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Un'idea molto buona, messa in scena senza ricorrere a eccessi di CGI ma puntando principalmente sulla caratterizzazione dei (pochi) personaggi. Ad uscirne come un gigante è senza dubbio Oscar Isaac (già Davis per i fratelli Coen), il quale dona al suo personaggio grande credibilità sia nei panni dello scienziato genialoide che dell'ubriacone alienato dal mondo. Perfetta la scelta della Vikander, i suoi tratti gentili e armoniosi riescono a renderla sexy anche senza capelli e con parti bioniche in bella vista. Ottimi i dialoghi.
MEMORABILE: Non si tratta della storia dell'uomo, questa è la storia degli dei.

Deepred89 24/02/17 15:40 - 3334 commenti

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Fantascienza da camera di sopraffina realizzazione, forte di una sceneggiatura elaboratissima e ricca di spunti e sorprese che supera abilmente gli ostacoli di un soggetto a forte rischio schematicità. Tre attori su quattro perfetti (qualche dubbio solo sull'"hipster" genialoide e alcolizzato), ambientazioni originali, notevole utilizzo del sonoro, qualche riserva sull'eccessivamente diluito finale. Film profondo e stimolante, più appagante a livello filosofico che a livello logico (non mancano forzature leggere ma comunque percepibili).

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Saintgifts 8/05/17 11:45 - 4098 commenti

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Ava non può essere altro che la versione femminile di chi l'ha creata. Imbottita di nozioni certamente, capace di tenere testa a chiunque, ma sul lato dei sentimenti e della consapevolezza limitata ai limiti del suo creatore, onnipotente sul versante tecnico, molto debole su quello umano; lontano quindi dal sembrare un Dio; e se la Eva della genesi si è ribellata al Dio vero, figuriamoci questa Ava. La realizzazione è buona in generale, seppur senza troppa originalità (la musica classica, le birre). Buona la scelta degli interpreti.

Thedude94 27/06/17 09:32 - 645 commenti

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Un ragazzo, il suo stravagante capo e un'intelligenza artificiale alle prese con il test di Turing, che mette a rischio la sua sopravvivenza. Bellissima la Vikander, notevole Isaac e bravo Gleeson; Ottima sceneggiatura ed effetti speciali molto ben fatti e soprattutto non esagerati. La componente umana è intensa e l'emotività della macchina (grande scelta farla donna) rende questo film davvero godibile, anche se non è un capolavoro. La fotografia in alcuni momenti è eccellente, così come le scenografie.

Tarabas 28/07/17 15:01 - 1737 commenti

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Cosa succede se la macchina che devi testare fa un test su di te? Per quanto i temi non siano del tutto nuovi, fa piacere vedere un film di fantascienza ben scritto, ragionato e notevolmente sottile in alcuni passaggi. Il multiplo ribaltamento di prospettiva è ben costruito e spiazzante, l'ambiguità non deriva da incertezze di sceneggiatura ma, al contrario, dall'abilità nel disegnare il personaggio dell'intelligenza artificiale. Qualche momento splatter non rientra nel mio gusto e c'entra il giusto, ma il film è davvero interessante.

Jena 19/08/17 17:01 - 1243 commenti

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Ogni volta che si ha che fare con l'Intelligenza Artificiale va a finire che il robot in questione comincia a volere essere come l'umano, vuole amare, vivere eccetera finendo col prendersela col suo creatore (Blade runner e a seguire). Qui tutto però è servito benissimo: ottime scenografie col contrasto tra asettico artificiale e splendidi paesaggi naturali, attori in gran forma (su tutti eccellente Isaac, la Vikander incantevole e brava) e una trama che coinvolge non poco, con le sue numerose sorprese e cambi di prospettiva. L'uomo stavolta è fregato...
MEMORABILE: il look della Vikander; Gli splendidi paesaggi naturali; La robot cinese;

Faggi 18/12/17 19:00 - 1511 commenti

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Se l'uomo è un oggetto di design che soffre e desidera l'androide è un oggetto di design che brama. Claustrofobia: la villa-bunker e i black-out; attrazione per la donna-macchina, dal gelido fascino paranoico; e per il suo creatore dalle sbornie facili, esteta del tecnologico iperreale, estasiato dal sex appeal dell'inorganico. La variabile incontrollabile del desiderio: qui sotto copertura della semplice, innocua pratica del "people watching" (a cui si allude in un dialogo tra Caleb e Ava). È desiderio di libertà: con conseguenze sinistre.

Modo 30/12/17 00:40 - 839 commenti

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Film che mette a nudo il rapporto tra uomo e macchina. Ci troviamo di fronte a temi cari alla fantascienza degli anni '40 e '50 (leggi della robotica, Test di Turing) rivisitati in chiave moderna. Trama ben scritta: nel complesso lo spettatore riesce a cogliere l'inquietudine dei personaggi reali e non. Finale non originalissimo ma che nell'ultima scena pone interrogativi. Opera sicuramente riuscita senza gridare al capolavoro.

Gabigol 22/03/19 23:02 - 421 commenti

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Buona prova questa opera prima di Garland, forte di una intelaiatura narrativa robusta - il regista è uno sceneggiatore - che non cede né a semplificazioni per raddrizzare la storia in corsa né a esagerazioni (il tema si presta all'esondare dai propri argini). Ambientazioni claustrofobiche e asettiche, dialoghi il più delle volte taglienti e un cast funzionale garantiscono una resa assolutamente sopra la media. Unico limite, forse, è il non dire niente di nuovo rispetto alla fantascienza classica (Dick e Asimov su tutti).
MEMORABILE: Il test condotto da Ava; Gli armadi; I black-out; I dubbi dietro al gesto del taglio.

Anthonyvm 20/04/18 23:52 - 2299 commenti

I gusti di Anthonyvm

Visivamente e tecnicamente impeccabile, è tuttavia un film che pecca un po' troppo nel ritmo e che di base indaga su concetti (il rapporto tra uomo e tecnologia, lo straniamento figlio del nuovo millennio, i pericoli celati dietro lo sviluppo dell'intelligenza artificiale) trattati già molte volte. Come impostazione stilistica e come spirito ricorda una puntata di Black mirror, solo prolungata eccessivamente e nemmeno fra le migliori. Gli spunti di riflessione ci sarebbero, ma la struttura poco avvincente li fa cadere piatti. C'è di meglio.

Arlec 21/06/18 12:53 - 18 commenti

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L’immedesimazione col protagonista, il magnetismo degli altri due personaggi, la profonda immersività dell’ambientazione e quel brivido sotto la pelle che ci accompagna lungo tutta la pellicola… dimostrano inequivocabilmente il grande talento di Garland, non soltanto come scrittore (ne aveva già dato prova con le sue quattro sceneggiature), ma anche come regista. La sua opera prima è meravigliosa e inquietante e sarebbe anche perfetta se non fosse per il finale, frettoloso e poco ispirato. Resta comunque un grandissimo film.

Minitina80 31/10/18 20:24 - 2460 commenti

I gusti di Minitina80

Una fantascienza più di concetto che preferisce disquisire su determinate idee lasciando da parte quel collettivo di elementi visivi, roboanti e invadenti, spesso immancabili nel genere. La sceneggiatura non è molto articolata e verte esclusivamente sulle conseguenze della presa di coscienza di un robot, posizionandosi nel momento in cui l’evoluzione tecnologica renderà il passaggio una possibilità concreta. Interessante a metà perché si avverte l’incompiutezza dell’opera, a cui mancano dei tasselli di raccordo adeguati tra i momenti salienti.

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Atticus81 5/06/19 17:13 - 10 commenti

I gusti di Atticus81

Una storia basata sull'ambizione e la fragilità dell'uomo. Due personaggi che si rapportano in modo diverso, crudele uno e generoso l'altro, nei confronti di una macchina dall'aspetto compassionevole e profondamente attraente. Non è un film lento e claustrofobico ed è ricco di contrasti. Luoghi totalmente chiusi e totalmente aperti. Il messaggio è sempre lo stesso: si ha più da imparare da sé stessi che dall'"altro".

Bubobubo 22/06/19 23:48 - 1327 commenti

I gusti di Bubobubo

Con la scusa del test di Turing, lo scontro definitivo tra uomini e intelligenze artificiali si gioca sul terreno delle massime conversazionali di Grice: in che misura viene detta la verità da ambo le parti, qual è la reale natura delle interazioni tra le parti in gioco, che componenti si nascondono nell'ampia area grigia del non detto e del sotteso? Sci-fi ipercontemporaneo ben più attento ai dettagli che al disegno complessivo, con il quadrato degli interpreti principali assolutamente impeccabile. Finale thrilling.
MEMORABILE: Sonoya Mizuno: non dice una parola e risulta quasi l'elemento più magnetico dell'intero film.

Piero68 27/08/19 08:39 - 2793 commenti

I gusti di Piero68

Nonostante l'innegabile fascino della sceneggiatura e gli strepitosi effetti speciali (Oscar meritato) la lentezza della pellicola inficia, a tratti, l'ottimo lavoro di Garland, artista versatile che scrive, sceneggia, dirige e produce. Ma al di là dell'aspetto thrilling del film ci sono una serie interminabile di quesiti etici e di risvolti sull'uso anche improprio delle moderne tecnologie da parte di alcune major. Dal semplice smartphone a una più complessa I.A. Senza contare che Garland trova pure il tempo di omaggiare Alan Turing. Brava la Vikander.

Tonios 27/02/20 22:07 - 25 commenti

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Interessante lungometraggio sci-fi privo di effetti scenici superflui, l’ennesimo di un genere che non è stato mai abbastanza capito. L’intelligenza artificiale ha oramai superato quella umana e un giovane informatico ne è testimone diretto, arrivando a provare attrazione per l’androide con cui è stato chiamato a confrontarsi e a esserne assoggettato fino alla fine. Nulla di innovativo in sostanza; ciò non esclude l’eccellente resa del risultato complessivo (merito anche del cast ristretto, essenziale e poco confusionario).
MEMORABILE: Nathan insospettito dai frequenti black out; Le riciclate citazioni di Caleb; I bei nudi della Mizuno; L’epilogo “a sorpresa”.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Puppigallo • 28/05/15 13:02
    Scrivano - 502 interventi
    Oltretutto potrebbe quasi sembrare cervello pronunciato da un cinese.
  • Discussione Daniela • 28/05/15 13:17
    Gran Burattinaio - 5358 interventi
    Puppigallo ebbe a dire:
    Oltretutto potrebbe quasi sembrare cervello pronunciato da un cinese.

    :o)))))))
  • Discussione Galbo • 30/07/15 08:04
    Consigliere massimo - 3802 interventi
    Da oggi al cinema
  • Discussione Schramm • 6/09/15 17:36
    Risorse umane - 6754 interventi
    finale un po' tirato per le lunghe a parte, bel colpo. non è facile rivitalizzare un consunto classicone come quello dell'intelligenza artificiale che diventa senziente e acquisisce sensibilità super-umane. garland è però riuscito nell'impresa. molto bello anche il dicotomico divario tra paesaggismo e cibernetica. il lavoro sul suono meriterebbe un premio.
    Ultima modifica: 6/09/15 17:37 da Schramm
  • Discussione Cotola • 7/09/15 19:09
    Consigliere avanzato - 3652 interventi
    Dunque questo lo devo proprio recuperare. Ne parlano tutti bene i davinottiani e se poi i miei beniamini Daniela e Schramm gli danno ***! la visione è d'obbligo. Mi va di lusso che a fine settembre un cinema di Torino lo proietta in lingua originale. Cercherò di non farmelo sfuggire. In caso contrario scatterà il recupero a noleggio appena esce il Bluray.
  • Discussione Daniela • 7/09/15 22:40
    Gran Burattinaio - 5358 interventi
    Beh, Cotola, sia io che il caro Schrammettino siamo facili agli entusiasmi (come alle stroncature), quindi i nostri pallini sono spesso da prendere con le molle... però, se ami la fantascienza concettuale, credo proprio che apprezzerai un film come questo, imperfetto ma stimolante.
  • Discussione Schramm • 9/09/15 12:17
    Risorse umane - 6754 interventi
    beh no io sono anche facile al media res ponderato anche due tre giorni prima di buttarmi sul 2 secco. comunque questo merita, devo dire che non ha nemmeno un infausto doppiaggio da abbandonar la sala.
  • Discussione Capannelle • 27/09/15 19:49
    Scrivano - 2531 interventi
    Direi che 12 referenze che variano tutte tra 3 e 3,5 sono un ottimo biglietto da visita. A prescindere da chi le abbia messe.
  • Discussione Capannelle • 29/02/16 08:37
    Scrivano - 2531 interventi
    Si porta a casa l'Oscar per gli effetti speciali mettendo in fila Mad Max, The Martian, Revenant e Star Wars.
    Ultima modifica: 29/02/16 08:40 da Capannelle
  • Curiosità Zender • 29/02/16 08:52
    Consigliere - 43949 interventi
    Oscar 2016 ai migliori effetti speciali (Mark Williams Ardington, Sara Bennett, Paul Norris e Andrew Whitehurst).