Annientamento

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Annihilation
Anno: 2018
Genere: fantascienza (colore)
Note: Adattamento dell’omonimo romanzo di Jeff VanderMeer, primo volume della trilogia dell’Area X.
Numero commenti presenti: 22
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Modelli altissimi per il secondo lavoro da regista di Alex Garland, che molti aveva stupito col precedente EX-MACHINA. La traccia è ancora quella di una fantascienza intimista e matura, che guarda in questo caso al Kubrick di 2001 per il finale e soprattutto al Tarkovskij di STALKER. Cos'altro è infatti l'area coperta dal misterioso bagliore che si espande se non la "zona" di quell'indimenticato classico? La spedizione mandata ad esplorarla non è questa volta composta da una guida e da "turisti" al seguito ma da un manipolo di donne dell'esercito americano. Dopo il...Leggi tutto fallimento del primo esperimento, al quale avevano partecipato alcuni soldati maschi tra cui il marito di Lina (Portman), unico tornato dal misterioso luogo ma apparentemente non in grado di riferire nulla, tocca insomma alle donne: Lina è la biologa della spedizione e la vediamo relazionare sulla missione (che rivivremo quindi in flashback) nel solito andirivieni temporale che mescola passato e presente seguendo gli usi del cinema di oggi, sempre più incapace di raccontare storie linearmente; un espediente abusato che permette comunque di notare come la parte relativa all'esplorazione della zona boschiva coperta dal bagliore (emanato a quanto pare da un faro sulla spiaggia da cui il fenomeno ha avuto origine) ricordi davvero da vicino (anche come tipo di ambientazione) il vecchio STALKER. Se però il modello russo nelle sue soluzioni guardava molto alla filosofia, Garland si avvicina invece alla fantascienza d'impronta scientifica più kubrickiana, specialmente nell'affascinante finale in cui le parole sono sostituite da effetti speciali, suoni e trasformazioni. Quello che poco convince - oltre a un cast femminile che sembra sposarsi poco all'andamento riflessivo del film - è la lunga fase esplorativa, con qualche rugurgito digitale di troppo e una tensione artificialmente ricreata per aggiungere spaventi da thriller. Se le piante a forma umana indubbiamente colpiscono e arricchiscono di mistero il paesaggio, i contrasti cromatici talvolta caramellosi e le rifrazioni multicolore lasciano perplessi. Mentre le non molte scene riguardanti l'incontro tra Lina e il marito tornato dalla sua missione in gran segreto e in versione quasi zombesca, ai limiti dell'ultracorpo, vengono diluite senza motivo, mescolate ad altre ancor meno significative che riguardano il tradimento di Lina in un momento diverso della storia. E' chiaro che il film è costruito per far montare la curiosità nei confronti del finale, dell'arrivo alla mèta, del faro sulla spiaggia; se però una gestione più sobria di effetti e colori (che possono forse ricordare certe scelte di AMABILI RESTI) avrebbe giovato allo spessore della proposta, non si può negare che l'organizzazione degli stessi sappia immergere, chi riuscirà a lasciarsi coinvolgere, in una dimensione aliena convincente e sospesa. Peccato per il ritmo spesso fiacco che fa a pugni con una messa in scena moderna dando l'impressione che Garland non abbia saputo dosare al meglio le componenti del film: la fantascienza "alta" si mescola a soluzioni commerciali rivedibili restando a metà del guado (laddove EX-MACHINA era invece ancorato a un cinema ambizioso senza compromessi).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/03/18 DAL BENEMERITO GALBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 2/07/18
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Belfagor 24/03/18 14:18 - 2627 commenti

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Una spedizione si addentra in un territorio nel quale sono già scomparse altre squadre. Potrebbe sembrare La cosa al femminile ma, se nel film di Carpenter era l'orrore lovecraftiano a fare da padrone, qui domina lo straniamento (anch'esso caro allo scrittore di Providence) davanti alla natura e alle sue evoluzioni, poetiche e terribili allo stesso tempo. Le scene esterne alla Zona X (ben realizzata fra ambientazioni ed effetti speciali) spezzano una narrativa che avrebbe potuto scavare più a fondo. Buona la prova della Jason Leigh.
MEMORABILE: Le combinazioni fra vegetali e corpi umani; L'orso mutante.

Enzus79 22/03/20 22:18 - 1847 commenti

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Tratto dal romanzo fantascientifico di Vandermeer. Nonostante non abbia granché di originale (ricorda fra gli altri Stalker) e soffra di ritmi lenti, la storia risulta interessante e si sviluppa in modo intelligente, non cadendo nello scontato. Ottimi gli effetti speciali e sonori. Alex Garland, ottimo sceneggiatore, si dimostra anche regista di buon livello.

Il ferrini 18/03/18 00:44 - 1734 commenti

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Garland, dopo un esordio sorprendente, si conferma regista da tenere d'occhio e stavolta mette in scena una sorta di interessante ibrido fra Cronenberg e Villeneuve. Esteticamente molto suggestivo e con un cast femminile in ottima forma, Annihilation racconta il cancro come mai era stato fatto: applicandolo all'intero pianeta. Ognuna delle protagoniste lo affronterà secondo la propria indole e ciascuna subirà un'inevitabile metamorfosi nel farlo. Alcune scene sono decisamente forti e il finale è volutamente ambiguo. Da vedere.

Nancy 20/03/18 11:54 - 774 commenti

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Un'area X misteriosa che suscita la curiosità degli umani, pronti ad addentrarvisi a costo della vita: lo spunto stalkeriano è evidente anche se la poesia del film russo viene meno quando si inizia a capire il risvolto puramente fantascientifico della vicenda. Visivamente molto accattivante, rimane debole nei passaggi di trama che sembra tirata un po' troppo per le lunghe (inutili tutti i numerosi flashback). Non particolarmente incisivo il cast, dove non brilla neanche la Portman. Interessante la minimale colonna sonora. Bello senz'anima.

Puppigallo 16/03/18 12:37 - 4526 commenti

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Visivamente interessante, offre anche alcuni spunti, grazie a una serie di intuizioni, che pur rimandando a pellicole come La Cosa e L’Invasione degli ultracorpi, ne rivedono il concetto, modernizzandolo e lasciando un alone di mistero sulla fonte primaria dell’Area X, mentre le intenzioni sono piuttosto chiare. Detto ciò, a frenare non poco la pellicola intervengono i salti indietro, con marito pre e post Area X e l’interrogatorio, non sempre utili, ma abbastanza deleteri per quanto riguarda la tensione che si crea nell’area, in un mondo in costante mutazione. Comunque, merita un'occhiata.
MEMORABILE: Il concetto di geni umani ocs riflessi; "La mia carne si muove, come un liquido"; Le arborizzazioni e cristallizzazioni umane; La copia ombra.

Capannelle 17/03/18 01:03 - 3745 commenti

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Il voto sta nel mezzo ma può anche valere molto di più. Perché offre interessanti quesiti e vie di interpretazione di accadimenti non banali. Però non tutto ti entra dentro alla prima, come era successo con Ex machina. Questo è meno lineare e combina vari generi. Presenta punte di horror e fantastico che a seconda della visuale lo possono abbellire come affossare. Brava la Portman, manca forse un po' di chimica nel cast mentre Isaac, per il ruolo impostogli, deve... alienarsi.

Galbo 13/03/18 05:37 - 11453 commenti

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Un gruppo di scienziate entra per una missione in un misterioso territorio definito area x, che ha quasi ucciso il marito di una di loro. Seconda prova di Alex Garland dopo il notevole Ex machina, un film di fantascienza “adulto” che unisce alla parte spettacolare una riflessione non banale sul significato di esistenza ed evoluzione. Un impianto visivo di grande fascino e un persistente senso di tensione e minaccia che il regista riesce a concretizzare con il decisivo ausilio di un bel gruppo di interpreti tra le quali la Portman.

Daniela 13/03/18 13:36 - 9652 commenti

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5 donne in avanscoperta in un territorio in cui si sono già avventurate squadre di militari, uno solo dai quali ha fatto ritorno ma senza ricordare nulla di quanto avvenuto. Non si tratta di un un film d'azione: il tema dominante è quello del confronto fra umano/non umano già affrontato dal regista: in Ex machina l'"altro" era un'intelligenza artificiale, qui una presenza aliena imperscrutabile. Fantascienza concettuale dallo spunto fascinoso per il suo interrogarsi su questioni etiche (inevitabile il confronto con Stalker) ma con troppe incongruenze che ne minano la tenuta.
MEMORABILE: Le piante replicanti le forme umane; Il "verso" dell'orso mutante; L'essere di metallo liquido che mima le movenze

Xamini 23/03/18 23:30 - 1026 commenti

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Continua per il sottoscritto la "maledizione Netflix", quel sortilegio tale per cui i lungometraggi prodotti da questo servizio non riescono a rapirmi. Qui abbiamo un buon inizio, un livello di tensione bene impostato, una Portman in forma e una buona idea di fondo. È la fase action con le sue derive cinetiche e la sua fotografia ipercolorata ad appiattire il risultato, svilendo la riflessione sottesa.

Rambo90 29/03/18 17:37 - 6441 commenti

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Affascinante, lento ma avvolgente viaggio non tanto in una terra strana e inesplorata quanto nella mente umana. Fantascienza con pochissima azione (ma con un paio di sequenze molto tese) e anche poche risposte ai tanti quesiti che apre, ma ben fatta, con dialoghi interessanti e una calibrata quanto progressiva discesa negli "inferi". Brava la Portman, che ha anche l'unico personaggio davvero caratterizzato, mentre le sue compagne di viaggio sono abbozzate in modo piuttosto banale. Visivamente molto riuscito.

Beffardo57 7/04/18 22:13 - 262 commenti

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Lentissimo, visivamente interessante (ma alcuni effetti, come quello della trasformazione di Jennifer Jason Leigh, sono baracconeschi e l'orso mutante sembra un mostro da luna park), però criptico o semplicemente irrisolto. Molti rimandi a Stalker; il finale ricorda La moglie dell'astronauta. Pochi dubbi sul fatto che non passerà allo storia (del cinema) come l'enigmatico 2001 di Kubrick.

Kinodrop 20/05/18 18:29 - 1601 commenti

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Cinque scienziate allo sbaraglio in avanscoperta di una misteriosissima zona ai confini della realtà in cui avvengono inspiegabili mutazioni e contromutazioni genetiche tra vegetale-animale e umano. Una sceneggiatura verbosa che si sopporta solo in virtù dello straordinario impianto visivo (tra l'onirico e il trascendente), realizzato con grande dovizia di mezzi. Inoltre la narrazione si inceppa in flashback a volte inutili che contorcono ancora di più il messaggio (filosofico?) di questa storia. Siamo ben lontani dalla prova precedente di Garland.
MEMORABILE: I rampicanti fluorescenti; L'orso "parlante"; Le musiche e gli effetti nella parte finale.

Arlec 22/06/18 23:57 - 18 commenti

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Allo stesso modo in cui l’entità aliena attiva e ricombina in maniera del tutto casuale i geni degli organismi che entrano nel suo raggio d’azione trasformandoli in mostri, anche Garland mescola in un solo film mezzo secolo di fantascienza illudendosi che basti questo per "creare qualcosa di nuovo" (cit.), ma il risultato è assurdo e implausibile come gli effetti della radiazione aliena sui personaggi del film.

Cotola 24/06/18 18:02 - 7630 commenti

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Lo spunto di partenza è intrigante mentre lo svolgimento non mantiene tutto quello che promette a causa di una sceneggiatura, con diversi limiti, che aveva però un compito difficile: non è mai facile dire cose nuove né allontanarsi dal già visto. Qui di derivatività ce n'è ma senza esagerare. Per il resto il gusto visivo c'è ed il regista, che va assolutamente tenuto d'occhio, sa il fatto suo come aveva dimostrato meglio in passato. Fantascienza interessante che prova, non riuscendoci sempre, a stimolare la mente oltre che l'occhio. Non male.

Taxius 5/07/18 12:31 - 1651 commenti

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Affascinante film di fantascienza tutto al femminile che vede un gruppo di scienziate entrare sotto una cupola aliena che poco a poco, allargandosi, pare destinata a inghiottire tutto il pianeta. All'interno della cupola tutto ciò che è vivente comincia a mutare, un po' come avviene per le cellule tumorali; il film infatti è tutta una metafora della malattia. Il ritmo è molto lento, ma l'originalità della storia e la bellezza delle immagini non possono che catturare l'attenzione dello spettatore. La Portman, col suo viso angelico, è perfetta nella parte.

Jandileida 29/10/18 09:27 - 1277 commenti

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Ci risiamo: se compito della fantascienza è anche quello di esplorare l'ignoto dentro di noi guardando al futuro, sarebbe meglio non farlo lanciandosi in ardite esplorazioni "new age" che sanno molto di posticcio. Stavolta seguiamo un gruppo di scienziate che si tuffa in un di mondo nuovo in cui tutto muta. Film con poche idee ma confuse, appesantito inoltre da un ritmo che oscilla tra il lento e il soporifero e che può contare giusto su un impianto visivo onorevole. Portman con la solita insopportabile aria da contessa Euchessina. Altro flop Netflix.

Onion1973 3/01/19 15:56 - 154 commenti

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Meteorite alieno contamina un'area che diviene off limits per chiunque. Una biologa, con una squadra di sole donne, cercherà di svelarne i misteri. Garland passa dal futuribile e ottimo Ex-machina a un'opera mediocre, più fantasy che fantascientifica. Malgrado alcuni momenti suggestivi (le creature miyazakiane à la Mononoke in primis) e una tensione talvolta ben orchestrata, troppe incongruenze logiche e alcune sequenze piuttosto irrisorie rendono fragile la trama (il "balletto" con l'alieno, il tradimento alla base del mal di vivere). Voto mutevole.

Pumpkh75 3/07/19 14:46 - 1337 commenti

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Fantascienza d’alta borghesia, dal gusto profondo, che profuma di etica e genetica come ultimamente non si riesce a far a meno. Talvolta, però, accade che basti una scena, specie nella parte finale, per cambiare la percezione: il “paso doble” della Portman è qualcosa di terribilmente urticante per le pupille e ancor di più per quel che sta loro dietro. Il voto comunque è buono, perché fascinazione, professionalità languida ed esistenzialità enigmatiche non mancano affatto. Avviluppa anche se non stritola.

Anthonyvm 23/07/19 23:42 - 2140 commenti

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Garland riprende in mano la sua fantascienza filosofeggiante e la conduce, come nel precedente Ex machina, in tempi dilatati e con un ritmo molto lento. Una storia intrigante ed enigmatica, costellata di sequenze memorabili (e spesso puramente horror) e diverse buone idee, un film visivamente molto accattivante (soprattuto l'intrippato e praticamente muto finale debitore di Kubrick e Tarkovskij), ma una risoluzione tutto sommato deludente: i colpi di scena sono risaputi, il mistero prevedibilmente lasciato semi-insoluto. Parzialmente riuscito.
MEMORABILE: Gli intestini del militare che si muovono come serpenti; Gli uomini-pianta; L'attacco dell'orso mutante; Gli alberi di cristallo; Il confronto finale.

Bubobubo 29/08/19 12:02 - 1231 commenti

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Modello estetico non equivale a portata filosofica: gli espliciti tarkovskijsmi ambientali di Garland non celano profonde riflessioni esistenziali, ma si modellano addosso a un approccio moderno (il digitale, a tratti invasivo) e antico assieme (le esocentriche mutazioni maligne, l'alieno-clone) al rinnovamento morale e fisico di un'umanità, vissuta e problematica, sul ciglio di una gravissima catastrofe ecologica. Interessante l'inquadramento femminile, anche nell'esplorazione delle dinamiche interpersonali: meno riuscito il laconico epilogo.
MEMORABILE: Intestini semoventi; Frammenti di coscienza umana in un corpo di bestia assetata di sangue; La rivelazione dell'alieno.

Modo 14/10/19 23:58 - 830 commenti

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Alex Garland si dimostra regista con spiccate doti nel raccontare una fantascienza minimale ed esistenziale. Dopo l'ottimo esordio cinematografico anche Annientamento risulta un film non banale, molto cerebrale. Al centro di tutto c'è l'autodistruzione che porterà le cinque protagoniste dentro un "cancro", cellule malate pronte a distruggere la Terra e l'esistenza umana. Ottima prova di Natalie Portman e sorprendente Jennifer Jason Leigh, perfetta nella sua antipatia e freddezza. Si abusa un po' con i flashback, non sempre necessari.

Giùan 3/12/19 09:58 - 3052 commenti

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Dopo il recupero "umanistico" dell'accattivante Ex machina, il cursus fantascientifico di Garland si polarizza sul (fisiologicamente più arrischiato) versante "spirituale" con risultati non tremebondi ma sì alterni. A pagar dazio è l'allusività trascendente consustanziale al genere, talmente ingarbugliata da rischiar la sibillinità, mentre l'idea della missione "suicida" al femminile (come quella delle mutazioni naturali e genetiche) è una bella intuizione declinata però non sempre genuinamente. Scostante l'androginia della Portman, sempre liquido Isaac.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Galbo • 13/03/18 05:41
    Gran Burattinaio - 3777 interventi
    Consigliato a chi ha apprezzato Ex Machina, opera prima del regista. Distribuito da Netflix.
    Ultima modifica: 13/03/18 07:44 da Zender
  • Discussione Daniela • 13/03/18 09:28
    Consigliere massimo - 5297 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    Consigliato a chi ha apprezzato Ex Machina

    Visto in nottata, mi hai risparmiato l'onere di inserire la scheda ;o)

    Apprezzato, tranne che per una parentesi ed un punto interrogativo.

    SPOILER


    La parentesi riguarda le vicende coniugali della protagonista, ossia la sua relazione con il collega, l'ho trovato un modo banale per giustificare la scelta del marito di partire per una missione tanto rischiosa.
    Il punto interrogativo è invece questo: se basta porre un vetrino sotto la lente di un microscopio per vedere la mutazione cellulare in atto, come è possibile che al marito ospedalizzato, sia pure in maniera top secret, non sia stata fatta neppure la più banale delle analisi del sangue per scoprire cosa gli stava accadendo?

    FINE SPOILER
  • Discussione Galbo • 13/03/18 09:54
    Gran Burattinaio - 3777 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Galbo ebbe a dire:
    Consigliato a chi ha apprezzato Ex Machina

    Visto in nottata, mi hai risparmiato l'onere di inserire la scheda ;o)

    Apprezzato, tranne che per una parentesi ed un punto interrogativo.

    SPOILER


    La parentesi riguarda le vicende coniugali della protagonista, ossia la sua relazione con il collega, l'ho trovato un modo banale per giustificare la scelta del marito di partire per una missione tanto rischiosa.
    Il punto interrogativo è invece questo: se basta porre un vetrino sotto la lente di un microscopio per vedere la mutazione cellulare in atto, come è possibile che al marito ospedalizzato, sia pure in maniera top secret, non sia stata fatta neppure la più banale delle analisi del sangue per scoprire cosa gli stava accadendo?

    FINE SPOILER


    Diciamo che l’approccio scientifico è un po’ troppo semplificato....
  • Discussione Daniela • 13/03/18 13:46
    Consigliere massimo - 5297 interventi
    Galbo ebbe a dire:

    Diciamo che l’approccio scientifico è un po’ troppo semplificato....


    Si, i meriti del film stanno altrove.
  • Discussione Nancy • 16/05/18 12:51
    Fotocopista - 147 interventi
    Mi rettifico sul cast che non brilla. Infatti la Portman non è eccezionale ma forse a causa di una sceneggiatura che vuole dare per forza una "motivazione" ai protagonisti per addentrarsi nell'area X. Cioé:
    SPOILER

    il marito della protagonista perché è cornuto, Lina perché il marito è tornato da lì lobotomizzato, la geologa che muore per prima perché le è morta la figlia di leucemia, la fisica perché si tagliava, la latina perché era alcolista, Ventres perché ha il cancro...


    Tuttavia, a una seconda visione, quella Jennifer Jason Leigh che viene ritrovata nell'antro dell'alieno mi ha fatto venire i brividi, FINE SPOILER

    per cui merito alla Jason Leigh che tra l'altro ha il compito di svelare il significato del titolo.
    Alla luce della seconda visione alzerei a 3 palle.
    Ultima modifica: 16/05/18 12:52 da Nancy