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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/01/15 DAL BENEMERITO MYVINCENT
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Myvincent 10/01/15 12:47 - 3265 commenti

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Parte come carcerario, poi si trasforma in uno "sporco" poliziesco, dove c'è in ballo un clamoroso furto di lingotti d'oro. Interessante lo sviluppo nel rapporto fra il "boss" imprendibile e il giovanissimo pupillo prescelto, ma il resto non è granché e sa di già visto e già sentito da qualche altra parte. Il finale sentimentale alza un po' le quotazioni e lascia con il dolce in bocca.
MEMORABILE: La citazione di Darwin nella discendenza umana da scimpanzé e scimmie bonobo...

Daniela 14/06/16 16:02 - 11657 commenti

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In galera per un reato di poco conto, un ragazzo la scampa grazie alla protezione dell'ex nemico pubblico n.1. In cambio, una volta scarcerato, dovrà rendergli più di un favore... Prologo carcerario che sembra precludere al racconto di un rapporto simil-filiale, a cui segue invece un heist-movie con complicazioni impreviste e complici malfidati che cercano di farsi le scarpe a vicenda. In questo quadro assai convenzionale, spicca la buona prova di McGregor nel ruolo del criminale incallito, duro ed anche spietato, ma non privo di un proprio codice morale.

Piero68 14/03/17 09:38 - 2881 commenti

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Bel noir in terra d'Australia inpreziosito da una performance maiuscola di McGregor che negli inaspettati panni del duro convince e si esalta. Sceneggiatura non eccessivamente originale ma con una prima parte da prison-movie veramente d'effetto. Buona la fotografia e la colonna sonora+audio funzionano alla grande. Innegabile qualche difettuccio di confenzione, ma nell'insieme sicuramente un film asciutto e senza fronzoli decisamente sopra la media. Thwaites non sempre convinto e convincente. Lo consiglio anche per il finale fuori dagli schemi.
MEMORABILE: Il titolo tradotto nei dialoghi in italiano: Figlio del dolore; La dotta citazione su scimpanzè e bonobo.

Puppigallo 15/12/17 10:03 - 4911 commenti

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Parte piuttosto bene, con le vicissitudini carcerarie dell'immaturo e decisamente poco riflessivo galeotto in erba, perdendo però colpi nella parte centrale, da quando esce, fino quasi alla rapina. Ed è un peccato, perché il giovane protagonista è in parte; e i presupposti per una buona pellicola c’erano. Si rialza proprio dalla rapina in poi, più per l’azione e per il finale, che se non altro dà una piccola scossa. McGregor qui è solo un normale supporto attorico, comunque dignitoso. Nel complesso, non male, dopotutto.
MEMORABILE: "Addio, coglione"; Il confezionatore di crack con arsenale "M60...Rambo 3"; "Sono un bonobo".

Taxius 22/04/19 19:28 - 1652 commenti

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Piacevole thriller che comincia come un classico film carcerario per poi trasformarsi quasi subito in un heist movie. La trama non è delle più originali ma la buona regia e un buon Ewan McGregor tengono a galla il film che, pur con qualche alto e basso, non annoia. Il pezzo forte è sicuramente la bellissima sequenza della rapina, mentre stancano un po' le banali scene romantiche sparse qua e là. Nel complesso non è male...

Galbo 19/05/19 20:28 - 11905 commenti

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Buon noir australiano, "impregnato" da un'atmosfera malsana, a partire dalle prime sequenze ambientate in una prigione. Il film si fa apprezzare per la cura nello sviluppo dei personaggi principali e la fattura delle scene d'azione che rifuggono le esagerazioni che spesso si trovano nei film del genere. Bravo McGregor in un ruolo negativo per lui inedito. Ben scelti i caratteristi. Gradevole il finale.

Schramm 26/06/22 13:49 - 2995 commenti

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S'avvia come dimesso carcerario che dispensa al minimo le botte con mano pesante che sembra promettere; prosegue heistigmatico e per capi sommi contabilizza spettacolarizzazione cotonata. Il strametabolizzato roman à clef serve da dinamica vestizione del percorso formativo (anzi, professionalmente deformativo) dove il figlio supera il padre oltre la migliore delle ipotesi (spoiler già incluso nella locuzione idiomatica del titolo), anch'essa non proprio nuovissima. Tuttavia Avery riesce a dare una discreta riverniciata all'obsolescenza narrativa ed espressiva dei precetti del genere.

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  • Discussione Piero68 • 14/03/17 14:26
    Compilatore d’emergenza - 238 interventi
    E' con piacere che voglio sottolineare che una volta tanto la traduzione del titolo in italiano (citata un paio di volte solo nei dialoghi) risulta più convincente del titolo originale stesso.

    Son of a gun, che tradotto letteralmente significa figlio di una pistola ma che in realtà è una espressione idiomatica che sta ad indicare una situazione complicata o, ancora meglio, chi prende di petto una situazione complicata, è stato più convincentemente tradotto nei dialoghi italiani con "Figlio del dolore".
    Ultima modifica: 14/03/17 15:32 da Zender