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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Coproduzione francoamericana che mescola la malinconia newyorkese dell'Allen più trasognato allo spirito parafiabesco (con voce off) di AMELIE infondendo nel personaggio di Louis Ives (Dano) un dandismo d'altri tempi che appare fortunatamente naturale, mai ostentato. L'opera è buffa, eccentrica quanto lo è ancor più di Louis il coprotagonista Henry (Kline, invero molto più defilato). E', questi, un professore dalle imperscrutabili convinzioni riguardo al sesso (inizialmente parrebbe gay, ma la cosa non è così semplice) che fanno il paio con quelle di Louis, attratto invece, senza capirne i veri motivi, dagli abiti femminili. Travestitismo? Non ci si fermi alle apparenze:...Leggi tutto il film vuole allontanarsi dai luoghi comuni e dalla superficialità che spesso impera al cinema nel campo per dare ai suoi personaggi uno spessore diverso, da sposare agli sviluppi ricercatamente sofisticati della storia. Henry (Kline) è il padrone di casa, che ospita a Manhattan in una stanza che non è il massimo del lusso il giovane Louis, arrivato dalla provincia con l'intenzione di trovare il successo come scrittore. Per il momento quest'ultimo s'arrangia a scribacchiare su una rivista ecologista per la quale lavora anche Mary (Hudson), spigliata vegana già fidanzata a terzi (in un film più comune sarebbe stata single, per favorire da subito la relazione tra i due) con cui il nostro trascorre qualche ora senza mai arrivare al dunque. Anche perché il film non è interessato ad ampliare il loro rapporto quanto piuttosto a focalizzare quello tra Louis ed Henry: da una parte il giovane spaesato, dall'altra l'aristocratico spiantato, professore che finge grande savoir-faire ma è ridotto a fare l'extra-man (è il titolo originale) per un'anziana signora, sorta di gigolo senza futuro che punta ai soldi della signora battendosi contro la “concorrenza”. E' lui che dà un po' di verve a un film altrimenti sonnacchioso, scipito come lo sguardo del protagonista, che nemmeno prova ad essere divertente se non per qualche momento in cui si coglie l'originalità della proposta (Henry che insegna a Louis come fare pipì da sotto il cappotto tra due auto in sosta senza che nessuno se ne accorga). Per il resto un tocco delicato facilmente ravvisabile che ben si sposa allo stralunato andamento scelto per raccontare le minimali avventure di Louis. Forse verrà voglia di affezionarsi alla tenerezza che suscita Dano (un po' lo stesso stratagemma usato per Amélie), ma si avverte forte la mancanza - in sceneggiatura come in regia - di una brillantezza che sappia reggere le ambizioni alte del soggetto. Si tira avanti senza ben capire dove si voglia andare a parare, limitandosi a mantenere in vita quella raffinatezza che si fa tratto distintivo ma che da sola faticherà a convincere chi da certe commedie si aspetta anche qualche risata. Invece anche Kline, per quanto bravo e in parte, non molto offre in questo senso.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/09/11 DAL BENEMERITO SKINNER POI DAVINOTTATO IL GIORNO 18/03/20
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Skinner 20/09/11 12:03 - 592 commenti

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Una strana accoppiata quella tra un ragazzo sognatore, imbranato, immaturo ed irrisolto (Paul Dano) e il suo mentore, il misogino, strampalato, affascinante, spiantato "gentleman" di mezza età (un eclettico Kevin Kline, che sembra richiamare e rielaborare molti dei personaggi del suo passato, in primis l'Otto di Un pesce di nome Wanda): su questi due personaggi, azzeccati e ben ricamati sui loro interpreti, si regge tutto il film. Una commedia intelligente sulla ricerca di sè, che cala un po' nella 2^ parte ma merita comunque di essere promossa.
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Galbo 14/10/11 15:49 - 11906 commenti

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Una buona commedia che ha il merito di riportare al cinema in un ruolo degno di nota l'attore americano Kevin Kline. Il film è una sorta di Pigmalione aggiornato ai nostri tempi; buona la caratterizzazione dei personaggi da parte di una sceneggiatura, che si segnala anche per i dialoghi arguti e mai banali. Ottima la prova sia di Kline che di Paul Dano nei panni di un giovane con evidenti problemi di identità sessuale. Poco rilevanti i ruoli di Katie Holmes e John C. Reilly.

Daniela 18/10/11 08:21 - 11661 commenti

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Dano è un giovane colto, timido, goffo, incerto sulla propria identità sessuale. Quando si trasferisce a New York in cerca di lavoro, va a coabitare con Kline, un maturo professore bizzarro, scroccone, accompagnatore di vegliarde milionarie, che cercherà di impartirgli lezioni di vita e di bon ton. Commedia sul confronto di caratteri, diversi ma in un certo modo complementari, originale e molto ben interpretata dai due protagonisti, mentre le figurine di contorno risultano meno definite, anche se è simpatico il barbuto Reilly. Visione piacevole.
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Taxius 28/10/15 23:34 - 1652 commenti

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Simpatica e divertente commedia in cui un ragazzo molto timido e insicuro incontra un maturo gentiluomo esperto di bon ton, "intrattenitore" di ricche vecchiette e assolutamente al verde. Deliziose certe scenette che vengono a crearsi, così come i dialoghi. Di altissimo livello la prova di Kline e geniale la vocina e in generale tutto il personaggio, del personaggio interpretato da Relly. Certo non un film memorabile, ma merita di essere visto.

Saintgifts 29/10/15 10:12 - 4098 commenti

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Buddy film che fa riferimento agli Anni Sessanta e, per certi versi, alla famosa coppia cinematografica Lemmon/Matthau. La differenza di età tra i due protagonisti e la sicurezza di Kline contro le molte incertezze di Dano sono l'anima del film, che lascia anche ampio spazio alle vicissitudini personali. La buona sceneggiatura e gli ottimi dialoghi ne fanno una commedia degna che riporta ai fasti del passato del genere. Ampio merito va ai due attori, capaci di ben caratterizzare i loro personaggi, aiutati da un appropriato physique du rôle.

Markus 14/03/20 12:01 - 3525 commenti

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Film con persone e personaggi quantomeno curiosi: da una parte un giovane professore impacciato, con strani gusti sessuali; dall'altra il suo affittuario, uomo colto e gentiluomo. Il tutto in una New York dipinta come se fosse di cinquant'anni fa. Un film con chiare pretese ma di non molti pregi: al di là della buona performance attoriale, è proprio la regia che mette fin troppa enfasi e riduce a poco più che macchiette i ruoli. Anche sul fronte della vicenda lo spettatore patirà un susseguirsi d'aventi intrecciati senza mai un compimento.

Pigro 25/07/21 15:20 - 8874 commenti

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Un giovane feticista attratto dai vestiti femminili e un maturo fallito cicisbeo in cerca di dote: strana quasi-amicizia per un film senza mordente. Forse aver puntato tutto sulla stramberia di protagonisti e comprimari (peraltro senza il coraggio di arrivare fino in fondo) a scapito della storia conduce a una narrazione stanca dai contenuti insipidi, senza veri sussulti. Per carità, tutto molto professionale e attori molto concentrati (ma Kline è un po’ forzato), con alcuni sprazzi riusciti. Ma i 90 minuti non passano mai. Noiosetto.

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