Fury

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Fury
Anno: 2014
Genere: guerra (colore)
Regia: David Ayer
Numero commenti presenti: 16
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La Seconda Guerra Mondiale da dentro un carroarmato (sul cannone la scritta "Fury"). Con i tedeschi in ritirata dai loro avamposti europei, gli americani marciano verso Berlino; ma le SS non cedono facilmente, come ci ha insegnato la storia, e i loro temibili "Tiger" sono anche meglio dei carri a stelle e strisce. Insidie nascoste nelle case di una città da conquistare, imboscate lungo la strada, scontri nelle radure, bombe, proiettili che schizzano come laser e naturalmente dubbi esistenziali e rimorsi di coscienza per il nuovo arrivato nel manipolo di invincibili del "Fury": è Norman (Lerman), un timido ragazzo non certo abituato alla prima linea, trattato inizialmente come una mascotte, quindi "educato" alla dura vita di guerra dai suoi...Leggi tutto compagni, che come s'immagina non vanno tanto per il sottile. FURY non scopre niente: cinema bellico senza grande fantasia, con la novità relativa di un carro armato come centro di gravità del film; una casa in movimento dove vivere, stringere amicizia, lottare. David Ayer (anche sceneggiatore) non lesina con lo splatter, s'inventa qualche trovata d'effetto (un pezzo di faccia spalmata sulle lamiere nemmeno fosse roba di Leatherface, un cadavere schiacciato sotto i cingoli come un Wile Coyote in 3d...), convince quando entra in campo l'azione, gestisce con abilità un lunga ultima parte d'assedio che non manca di coinvolgere e incuriosire per l'esito finale. Il problema sono le fasi non prettamente legate all'azione, in cui ci s'impasta tra le molli tenaglie d'una sceneggiatura assai banale: sono momenti in cui i personaggi svelano maldestramente tutti gli stereotipi su cui sono modellati, senza mai essere investiti della necessaria drammaticità; si scambiano frasi e concetti elementari che una regia a quel punto statica finisce col far risaltare in tutta la loro povertà. La lunga parentesi nella casa delle due cugine è solo uno dei tanti passaggi che se abbreviati avrebbero nascosto meglio i difetti dello script. Ad ogni modo la singolarità del mezzo di spostamento scelto e il cameratismo che rafforza il morale dei soldati permettono di seguire con interesse la storia. Si giunge così, dopo una bel faccia a faccia con uno dei tanto temuti "Tiger" nazisti (in cui si segue il combattimento come in un tesissimo replay dovuto alla lentezza connaturata al mezzo), all'incrocio teatro della fase conclusiva, dove un inconveniente bloccherà il Fury proprio mentre sta arrivando sul posto una colonna nazista. Fuggire? Resistere? L'epilogo potrà forse far sorridere, ma è un bel segno positivo che a sorpresa spezza l'inevitabile manicheismo, proposto dopo una battaglia notturna (l'oscurità cala un po' troppo in fretta però, nello spazio di pochi secondi) in cui fumi, lampi e proiettili si fondono nel prolungato assedio. Discretamente scelta la colonna sonora, anche se è curioso che della celebre "Take me to the church" degli Hozier sentita a lungo nel trailer non vi sia traccia. Brad Pitt non demerita (notevole il numero di Lucky Strike fumate nel corso del film), LaBeouf che chiude un occhio mentre mira sovreccitato con il cannone premendo il pedale non si dimentica, purtroppo scarsamente incisivo il giovane Logan Lerman.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/12/14 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 6/06/15
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Daniela 29/12/14 09:08 - 10916 commenti

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Nella primavera del '45, l'avanzata di un carro armato americano in territorio tedesco... La guerra è una brutta cosa ma, nello stesso tempo, "il migliore lavoro mai fatto": contraddizione su cui poteva innestarsi forse una riflessione meno banale di questo film con pretese di realismo peraltro smentite dall'adesione ai tanti clichés del bellico hollywoodiano, a cominciare dalle lezioni di vita al novellino fino alla "bella" morte in battaglia. Tecnicamente ben fatto, con alcune sequenze riuscite (specie all'interno del carro), ma anche retorico, a tratti superficiale, appesantito dal divismo.
MEMORABILE: La "lezione" su come si ammazza un tedesco

Capannelle 11/01/15 11:37 - 3954 commenti

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E' un Soldato Ryan con meno pretese e meno qualità di scrittura. Contiene diverse scene cruente tese a caratterizzare un canovaccio classico con la variante apprezzabile di far respirare l'aria claustrofobica dell'interno carrarmato. Il problema sono la spettacolarizzazione di certe sequenze (traccianti multicolore, scontri ravvicinati tra carri danzanti, l'incredibile assedio finale) e un procedere abbastanza scontato che il mestiere degli attori e la fotografia non bastano a ravvivare. Voto severo a causa del finale.

Kaspar 15/01/15 23:57 - 15 commenti

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Film di guerra senza lode e senza infamia, che nel panorama di pellicole dalla trama altrettanto scontata riesce comunque a regalare dei momenti di buon cinema. Ottimi trucco e costumi, interessante lo sfondo crepuscolare di una sanguinosa guerra che stenta a finire, pessimo il finale. I personaggi tuttavia non sono di cartone. Mediocre, ma con un suo perché.
MEMORABILE: Il corpo a corpo fra carri armati.

Puppigallo 6/06/15 01:14 - 4715 commenti

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Film di guerra troppo costruito a tavolino (il pivello da svezzare, la ciurma col religioso, l'ottuso, il messicano e il duro dal cuore tenero con i non nemici), dove tutto, o quasi, va come ci si aspetta che vada, persino immaginando chi, di lì a poco, ci lascerà le penne, per sottolineare che la guerra è la guerra. Troppa retorica, troppo eroismo da espiazione e poca genuinità. Persino la battaglia finale, per quanto d'impatto audiovisivo, è esagerata e assai poco credibile. Si può anche vedere, ma non lascia il segno, quello che una sporca guerra dovrebbe lasciare, morti a parte.
MEMORABILE: L'ottuso bifolco che chiede scusa al ragazzino (decisamente forzato); Carro vs carro; Achab Pitt contro la "balena crucca", con tanto di Ismaele.

Belfagor 4/06/15 10:31 - 2645 commenti

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La guerra è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo, finché chi lo fa non lo ritiene il più bel lavoro al mondo. La formazione del soldato inesperto in una Germania ormai prossima alla resa è fin troppo frettolosa e infarcita di cliché bellici, tant'è che gli unici momenti di realismo si hanno con le scene interne al carro armato e in alcuni scontri. Il resto è la solita propaganda hollywoodiana. Pitt si ricicla dai fasti tarantiniani e il giovane Lerman è lì per il bel faccino; molto meglio il rozzo e instabile Bernthal.
MEMORABILE: Lo scontro con il Tiger in campo aperto.

Markus 6/06/15 01:31 - 3449 commenti

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Ennesimo war-movie americanocentrico (stavolta ambientato in Germania nel 1945) le cui lodi sono soprattutto da estendere alla buona ricostruzione di quel tempo (quindi ai costumi), a una verosimiglianza nelle tecniche di battaglia e, ahimè, alla rappresentazione - talvolta raccapricciante - degli orrori della guerra. Buone le caratterizzazioni dei personaggi, che lasciano trasparire una combinazione tra patriottismo esasperato, virile mascolinità dettata dalla situazione e, ovviamente, paure. Un po' di maniera il personaggio affibbiato a Lerman.

Mtine 11/06/15 09:40 - 224 commenti

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Discreto filmetto di guerra, riesce a coniugare ottime scene belliche, realizzate con grande senso dello spettacolo, con una specie di "romanzo di formazione", magari banale ma comunque ben fatto. Non mancano alcune assurdità o semplificazioni eccessive (la scena finale sotto il carro non mi è andata giù) e si vede che il regista più che far riflettere sulla guerra vuole stupire. Ma, forse, pretendere altro da una pellicola del genere sarebbe eccessivo, quindi film promosso con la sufficienza.
MEMORABILE: La carrellata finale dall'alto, che non può non ricordare quella di 300.

124c 15/06/15 16:06 - 2818 commenti

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Brad Pitt torna a recitare in un film ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, solo che stavolta il tutto è dannatamente realistico. Continua a essere un bastardo senza gloria; sopratutto bastardo, perché addestra il pivello Logan Lerman a uccidere ogni tipo di nazista (uomo, donna, o bambino) che incontra sulla strada. Un "road movie" ambientato nella fangosa Germania del'45, quasi tutto girato dentro un carro armato, con discreto intermezzo in una casa abitata da due donne tedesche. LaBeouf baffuto è quasi irriconoscibile. Bravo Lerman.

Xamini 11/07/15 01:16 - 1080 commenti

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Ha un avvio che pare promettere bene, poi perde in realismo e va via via a pescare tutti i classici stilemi da blockbuster americano: il ragazzino educato dal veterano (che tuttavia ha un cuore grande così), il dramma emotivo, l'impossibilità che scatena l'eroismo del patriota, eccetera eccetera. La fotografia si mantiene su un buon livello e qualche scena fa venire alla mente alla lontana qualcuno che della tensione è maestro.
MEMORABILE: Il pranzo con le due donne tedesche

Saintgifts 16/08/15 19:53 - 4098 commenti

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Il carrarmato dopo anni di combattimenti diventa, oltre che l'arma per sterminare il nemico, la propria casa, il rifugio e forse la tomba. Film che non dice e non vuol dire niente di nuovo sulla guerra; vuole solo intrattenere con scene di battaglia abbastanza ben fatte e congrue (meno l'ultima, che deve solo dimostrare l'eroismo dei buoni) e presentare personaggi variegati (l'equipaggio del carro) ma già visti pure quelli. Interessante l'intermezzo in casa delle due ragazze dove, per un momento, si recuperano dignità e civiltà.

Jon Bernthal HA RECITATO ANCHE IN...

Piero68 25/08/15 10:49 - 2848 commenti

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Pensavo che le grandi produzioni di Hollywood ci avessero fatto davvero vedere tutto il possibile sulla IIGM. E invece ecco che Ayer, fedele al motto "chi fa da sé fa per tre", ci offre la novità e ci invita a guardare gli orrori della guerra attraverso gli occhi dell'equipaggio di un carroarmato. Qualche forzatura necessaria alla sceneggiatura c'è. Così come la solita retorica e i soliti personaggi già visti. Ma Ayer dirige magistralmente e offre effetti speciali ultra realistici. Senza contare che tira fuori il meglio da Pitt e Lerman.
MEMORABILE: Lo scontro tra carri e lo studio della balistica effettuato per girare alcune scene.

Galbo 27/08/15 07:06 - 11728 commenti

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Mostrando la guerra dal suo lato più sporco e realistico, il regista Ayer compie un'operazione simile a quella del maestro Spielberg, con in pù l'originale visione del conflitto vista da dentro un cingolato. Lo aiuta un buon gruppo di interpreti che trova in Brad Pitt un leader maturo e convincente. Il tentativo di mostrare sprazzi di umanità in un contesto così drammatico è in parte limitato da una caratterizzazione dei personaggi a volte eccessivamente schematica ma ciò non toglie valore a un film peraltro assai pregevole tecnicamente.

Jurgen77 1/10/15 08:08 - 630 commenti

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Il film è cupo, sprizza l'odore della morte e della guerra da ogni poro. E' molto realistico, crudo e ben si attiene a mezzi e divise dell'epoca. Brad Pitt riveste una figura molto simile a quella recitata in Bastardi senza gloria di Tarantino. Il film è godibile e teso sino alla fine. Purtroppo la nota dolente è la parte finale, che risulta veramente ridicola e irreale. Tedeschi rappresentati nel solito stereotipo da manuale dal punto di vista degli americani. Lebanon è molto più realistico e claustrofobico.

Fulcanelli 12/10/15 12:19 - 135 commenti

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Ennesima pellicola sulla Seconda guerra mondiale. David Ayer propone un film tutt'altro che scontato il cui soggetto non è mai stato elaborato adeguatamente da nessuno: le battaglie sui carri armati. Quello che un po' penalizza il tutto è una massiccia dose di retorica americana; il giovane inesperto dal cuore d'oro allo sbaraglio, i commilitoni idioti, i nazisti cattivi ecc. ecc. Forse non si poteva comunque fare di meglio, ma tutto questo getta un limite netto tra opera cinematografica e buon film d'intrattenimento.

Enzus79 21/12/20 16:30 - 2141 commenti

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Film bellico certamente non indimenticabile ma che delude poco. Interessante e coinvolgente in alcuni frangenti, la storia ha buoni ritmi e di conseguenza non annoia. Purtroppo non mancano i soliti cliché delle pellicole prodotte dalle major: un buonismo e un'idolatria che rasentano il banale. Ottima la regia di David Ayer (qui anche sceneggiatore). Convincente Brad Pitt.

Minitina80 24/10/21 10:12 - 2644 commenti

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Dirigere, se non scrivere, un film di guerra è impresa ardua perché dopo un innumerevole stuolo di produzioni cinematografiche, resta difficile scegliere cosa dire e, in modo particolare, come dirlo. Ayer non apre a riflessioni particolari e mostra con discreto realismo le crudeltà e la violenza che appartengono a un conflitto bellico, cercando nell’evoluzione dei rapporti umani del gruppo di soldati l’enfasi necessaria per coinvolgere emotivamente lo spettatore. In parte riesce nell’intento, anche se manca qualcosa capace di conferirgli uno spessore ancora maggiore.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 12/01/15 14:16
    Gran Burattinaio - 5693 interventi
    Capannelle, leggo che anche a te il film ha convinto poco...

    SPOILER


    Il film è ben fatto, ma anche pieno di cliches.
    Ne avevo letto come una rappresentazione spietata della guerra, con paragoni alla parte iniziale di Salvate il soldato Ryan, ed invece è il solito bellico hollywoodiano, spettacolare ma anche tanto prevedibile (caratteri assortiti dell'equipaggio compresi).
    Quello che mi ha dato più fastidio non è tanto la retorica del pugnetto di eroi contro una miriade di nemici, dopotutto è un topoi dell'epica narrativa prima ancora che cinematografica.
    E'la pretesa di realismo che mi irrita: si mostra un tripudio di teste esplose, arti mozzati, mezze facce spiccicate sulla carlinga (o come mi chiama) ma nello stesso tempo si sistema per benino il cadavere sulla ragazza sulla vetta delle macerie, accanto al pianoforte, oppure, nel finale, si fa esplodere due granate all'interno del carrarmato lasciando il bel volto di Pitt quasi intatto, a parte qualche fotogenico graffio...
    Come direbbe Totò: "ma mi faccia il piacere..."

    FINE SPOILER
  • Discussione Capannelle • 12/01/15 16:03
    Scrivano - 2663 interventi
    Esatto Daniela
    SPOILER
    anche mia moglie vedendo Pitt ancora intatto mi fa "ma cosa hanno buttato dentro, bombe o gas?" non sapendo che le granate tedesche hanno quelle forma tipica.
    FINE SPOILER

    Il duello ravvicinato dei carri che guarda caso non si sparano mai nei cingoli oppure i colpi traccianti colorati che richiamano Star Wars.
    Quella dei traccianti non è nemmeno una cattiva idea né un'invenzione filmica ma renderli così multicolore è stato secondo me esagerato.

    Comunque Pitt e LaBeouf non sono male, il makeup è fatto bene, metà del film regge bene.. non è memorabile ma non ne sconsiglio la visione.
    Ultima modifica: 12/01/15 16:05 da Capannelle
  • Discussione Daniela • 12/01/15 18:12
    Gran Burattinaio - 5693 interventi
    Capannelle

    SPOILER
    Consola tua moglie... anche io, di fronte a una tale assurdità, avrei pensato al gas se non ci fossero stati accanto i ragazzi a spiegare, di fronte alla mia perplessità, che no, quelle erano proprio granate tedesche (sono esperti playstationisti, figurati se non conoscono tutti i tipi di armi passate, presenti e futuribili).
    FINE SPOILER

    E' vero, il film è ben fatto, a parte del finale, ma potevano evitare certe cose, tipo, come fai notare, i traccianti multicolor che effettivamente sembrano laser. Quindi confermo il giudizio "c'è del buono"... e altro molto meno
  • Discussione Galbo • 2/06/15 07:34
    Consigliere massimo - 3873 interventi
    Il film da oggi è al cinema
  • Discussione Capannelle • 27/12/18 22:39
    Scrivano - 2663 interventi
    Rivisto oggi causa la voglia di rivedere qualcosa sulla II GM.
    Per 50 minuti ero tentato di alzare il voto ma poi ho rivisto il duello tra i carrarmati, cogliendone altre vaccate concettuali
    SPOILER
    ma quando mai in un imboscata non si mira al primo carro della colonna
    ma quando mai un carrarmato mimetizzato e in inferiorità numerica decide di uscire allo scoperto
    FINE SPOILER

    e ovviamente l'epilogo dove 200 tedeschi si fanno ammazzare da 5 americani. (questo non è uno spoiler tanto ogni film hollywoodiano riporta la stessa tiritera).
  • Discussione Piero68 • 20/05/19 10:17
    Compilatore d’emergenza - 237 interventi
    Senza voler entrare in polemica con nessuno, vorrei rispondere ad alcune osservazioni che ho letto.
    Premetto che, come ho già detto anche nel commento, il film per me (la sceneggiatura) è di una retorica e falsità imbarazzante. Mentre invece, quello che mi ha fatto propendere per i 3 * e mezzo, è stato l'accurato studio di balistica, e non solo, che hanno fatto (tecnici, consulenti militari??!!) e l'attentissima ricostruzione delle battaglie del carro con il comportamento dei proietti vari.
    1- I traccianti "multicolor" come vengono definiti non è un invenzione filmica ma pura realtà. Intanto i colori sono solo due, rosso e verde. Ed ovviamente sono diversi a seconda se a sparare sono le armi tedesche o americane. Era necessario affinchè i militari potessero capire che tipo di arma stesse sparando: se amica o nemica.
    2- Nei manuali dei carristi americani era riportato che per affrontare un carro Tiger e sperare di uscirne vivi bisognava avere un rapporto di 1 a 4. Cioè 4 Sherman contro un Tiger. Infatti i Tiger erano dei carri davvero potentissimi.
    Un dato su tutti: gli Sherman per poter sperare di trapassare la corazza di un Tiger dovevano sparare da max 60 metri. Un Tiger perforava la corazza di uno Sherman anche sparando da un chilometro di distanza.
    I Tiger avevano un cannone da 88 mm, un peso di 55 ton ed una corazza di 10 cm nei punti più spessi.
    Gli Sherman invece avevano un cannone da 75 mm, un peso di 30 ton ed una corazza di 4 cm di spessore.
    Già da questo dati si può capire l'enorme differenza tra i carri.
    Per questo ci sta tutto che un carro Tiger potesse uscire allo scoperto edattaccare senza remore un gruppo di 4 carri Sherman sentendosi assolutamente superiore.
    Inoltre, in campo aperto, non c'era nessuna regola che imponeva di far fuori prima il primo carro della colonna. Era buona norma farlo, invece, se era una colonna che procedeva su una strada. Questo perchè distruggere il caro di testa, significava intralciare la manovra di chi seguiva e bloccargli la marcia
  • Discussione Didda23 • 20/05/19 10:42
    Comunicazione esterna - 5754 interventi
    Molto interessante, grazie Piero.
  • Discussione Piero68 • 20/05/19 11:18
    Compilatore d’emergenza - 237 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Molto interessante, grazie Piero.

    Ti ringrazio :))
    Ma comunque sono nozioni che si possono facilmente reperire in rete. Basta un pò di pazienza e qualche minuto da spendere! :)))