Effetto notte

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: La nuit américaine
Anno: 1973
Genere: commedia (colore)
Numero commenti presenti: 35
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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PAPIRO DAVINOTTICO INSERITO IL GIORNO 24/03/07
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B. Legnani 1/10/07 23:52 - 4782 commenti

I gusti di B. Legnani

Molto, molto, molto bello. Alto atto d'amore verso il cinema, non solo nell'adorabile regista-confessore-tuttorisolvi (che sogna se stesso, bimbo, con le locandine di Quarto potere...), ma in tutti, fino ai giovani che, tesi, ascoltano il telequiz sul cinema. Affascinante la scatola cinese del cinema che inquadra il cinema e i suoi trucchi. Splendidi gli attori che recitano gli attori. Grandissima la Cortese quando ripete e ripete e ripete la scena. Il gatto è ripreso da La calda amante. Imperdibile.
MEMORABILE: Splendido chiasmo di Joelle (Nathalie Bahie): "Io per un film potrei piantare un uomo, ma per un uomo non pianterei mai un film!"

Capannelle 15/11/07 15:02 - 3742 commenti

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Per raccontare il cinema il regista poteva affidarsi all'enfasi o a complesse metafore. Invece sceglie una maniera semplice ma coinvolgente, un ritmo brioso che rende il film estremamente godibile (e 100 volte meglio dei libri sul cinema). Per togliere la patina dorata, Truffaut umanizza gli attori e descrive i problemi spiccioli della lavorazione: dall'attrice che sbaglia porta d'uscita al gatto che non collabora. Il regista visto come collante e metronomo di tutta la troupe. Bravi gli attori, un po' indisponente il ruolo di Alfonsin.
MEMORABILE: Riprenderemo la scena quando troverete un gatto che sappia recitare.

Galbo 25/08/08 07:29 - 11448 commenti

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Bellissima opera di François Truffaut, è un vero e proprio atto d'amore per il cinema da parte del regista francese al quale l'appassionato della settima arte non può restare indifferente. Ricco di citazioni, il film rappresenta anche una sorta di lungo documentario tecnico sul modo in cui Truffaut stesso gira i propri film e contemporaneamente è il racconto della vita che scorre durante il lavoro, con passioni, indifferenza e noia. Bravissimi tutti gli attori.

Matalo! 4/10/08 17:57 - 1368 commenti

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Sì, o.k.; meglio Il disprezzo di Godard, ben più coraggioso e profondo; qui gli attori si corteggiano un po' troppo e il registro mozartiano della messinscena corale talvolta irrita. Resta uno dei migliori film sul cinema mai fatti, comunque. Direzione d'attori splendente. Da ragazzo sarei morto per un bacio della Bisset.

Caesars 25/02/09 13:25 - 2765 commenti

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Film dal quale traspare in ogni singolo fotogramma l'immenso amore per il cinema che animava Truffaut. Ottimamente interpretato da tutti, in primis dal regista nella parte di se stesso, ha una trama semplice e lineare che riesce a conquistare e nello stesso tempo a fornire, a noi comuni mortali, curiose informazioni su come si realizza un film. Jacqueline Bisset si conferma come una delle donne più belle di sempre. Che dire: semplicemente bellissimo.
MEMORABILE: "Per un film potrei abbandonare un uomo, ma per un uomo non abbandonerei mai un film". La scena del gatto.

Pigro 25/11/09 10:13 - 7908 commenti

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Un privato atto d'amore verso il cinema celebrato attraverso la descrizione delle riprese di un film, fra la routine delle tecniche e dei trucchi e le varie storie d'amore che coinvolgono la troupe. Divertente, arguto, ricco di spunti: così Truffaut riesce a confezionare un ottimo film corale, mescolando le varie vicende, reali e fittizie, inserite in quel microcosmo di finzioni rispecchianti la realtà che è il cinema. E costellando il film di espliciti rimandi ai suoi miti personali, da Hitchcock a Welles. Il paradiso dei cinefili.

Cotola 15/01/10 00:23 - 7618 commenti

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Film sul cinema (uno dei migliori del genere) e per il cinema; atto d’amore incondizionato di Truffaut verso la settima arte ed i suoi miti che vengono copiosamente (tanto che è difficile riconoscerli tutti) omaggiati e citati. Il merito principale del regista francese è quello di riuscire a trasmettere il suo amore per questa splendida forma d’arte. Bello e appassionante, scivola via in maniera davvero veloce e gradevole. Tanti i trucchi svelati su come si realizza un film. Imperdibile.
MEMORABILE: La scena iniziale. Leaud che chiede i soldi per andare con le prostitute.

Pau 23/04/10 21:29 - 125 commenti

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Nel suo breve saggio dedicato alla filmografia truffautiana, Robert Ingram afferma che l'intera opera del regista francese è imperniata sulla dialettica tra "provvisorio" e "definitivo/assoluto". "Effetto Notte" sembra suggerire che l'unico mezzo per raggiungere l'assoluto è l'arte (il cinema, nello specifico), laddove la vita quotidiana (esemplificata dalle vicende personali di attori e tecnici di "Vi presento Pamela") è per forza di cose provvisoria e contingente. Il cinema, ci dice Truffaut, inganna ma coinvolge, affascina, vivifica.
MEMORABILE: "I film sono più armoniosi della vita, Alphonse, non ci sono intoppi nei film, non ci sono rallentamenti".

Tarabas 23/01/11 23:49 - 1717 commenti

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"Effetto notte" ossia il mondo capovolto, il buio anche di giorno, il cinema al posto della vita. Meglio della vita, dice Truffaut a un attore. Grazioso e francesissimo film sul cinema, sui mestieri del cinema, trattati con affetto fin nei ranghi minori (sarte, attrezzisti) e ovviamente sugli attori. Bizzosi, irrequieti, complicati. Il regista è "quello che risponde alle domande". Della ciurma, sicuramente. Dello spettatore? A volte. Fresco, aggraziato, leggero, come la Bisset.
MEMORABILE: Tante le citazioni, fin dall'inizio con l'antenna di Fahrenheit 451 che annuncia il film.

Ghostship 15/12/10 13:33 - 394 commenti

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Film sul cinema che narra la lavorazione di una pellicola a tutto tondo, partendo dal versante tecnico per finire agli stuntman, passando ovviamente per gli attori. Leggendo tra le righe una pellicola che si interroga costantemente sull'importanza del cinema per chi lo fa e per chi ne fruisce, uno specchio nel quale il regista si riflette.

Enzus79 24/06/11 17:01 - 1847 commenti

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Grande esempio di come si ama il cinema: Francois Truffaut con Effetto notte si è imposto come grande nome del cinema francese (e non solo). Ci sono momenti ilari, grotteschi ed anche che fanno riflettere. Belle le immagini del sogno del regista e quelle in cui la Cortese ripete sempre la stessa scena. Film inimitabile.

Mark70 29/06/11 03:41 - 118 commenti

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"I film sono più armoniosi della vita", dice Truffaut; e infatti in un film si può tornare indietro, cambiare le scene e gli attori, riscrivere i copioni, mentre nella vita è sempre "buona la prima". Quasi un documentario su come si gira un film e sulla vita di una "troupe" dietro le quinte, le inquietudini e le manie di gente il cui lavoro è mettere in scena sogni che alla fine si rivelano più duraturi della realtà, perché alla fine tutti i rapporti, le amicizia e le relazioni costruite sul set si sciolgono con la fine della lavorazione.
MEMORABILE: indimenticabile la definizione del regista: è quello che risponde alle domande.

Myvincent 1/07/11 22:47 - 2603 commenti

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Un film sulla preparazione di un film ed i tormenti che un regista ha nell'idearlo e realizzarlo. Allegoria della vita, dove gli incontri avvengono casualmente, dove gli intrecci si susseguono giusto il tempo di una parentesi, sciogliendosi poi inesorabilmente. Non come nei film "veri", dove tutto va avanti come un treno. Arricchiscono il carnet una bellissima Jacqueline Bisset e la diva nostrana Valentina Cortese. Unica nota negativa la recitazione isterica di Jean-Pierre Leaud.

Jandileida 30/09/11 19:29 - 1274 commenti

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Forse il film al quale sono più legato: un po' perché lo vidi con mio padre da ragazzino in un nostro momento difficile, un po' perché da quel giorno non ho più smesso di amare il cinema. La gioia fanciullesca di Truffaut, la grazia inconfondibile che lo ha reso un monumento della cinematografia mondiale, rendono la pellicola memorabile. Deliziosa la Bisset. Ma non è solo il cinema a venire esaltato: il film è un'ode alla vita stessa, alla molteplicità di quello che ci capita durante il, purtroppo, limitato tempo che abbiamo a disposizione. Sempre un piacere.

Homesick 13/10/11 18:43 - 5737 commenti

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L’opera metafilmica per eccellenza. Ovvero, il Cinema che si racconta svelando i retroscena fra trucchi, imprevisti, dissidi, capricci, gioie, dolori e sdoppiamento persona-attore, senza incappare nel freddo didalscalismo e riuscendo anzi a potenziare la propria vitalità tramite un gusto raffinatissimo per l’(auto)citazione e la concretezza (nonchè la pietas) con cui vengono presentati i vari “casi” umani. L’atmosfera è leggera e spesso gioiosa, ma la malinconia attende sempre dietro l’angolo, pronta ad entrare in scena scortata dalle carezzevoli musiche di Georges Delerue. Passione pura.
MEMORABILE: La Cortese che sbaglia ad aprire la porta; il gattino; il sogno di Truffaut.

Giacomovie 18/02/12 20:50 - 1355 commenti

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Truffaut ci fa entrare nel suo mondo, mostrando cosa succede sul set e gli intrecci che si possono creare al suo interno, con un film autobiografico che non offre molto come contenuto ma lo fa a livello artistico. Solo la sua abilità poteva rendere interessante una trama esile, con una leggiadria di direzione che rende la pellicola scorrevole e dinamica. La recitazione è animata e il regista fa notare il suo consueto occhio di riguardo per le donne, tra le quali spicca Jacqueline Bisset. ***!

Roger 18/03/12 19:09 - 143 commenti

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Il cinema secondo Truffaut, ovvero la vita che diventa cinema in un modo talmente viscerale, convulso e irto di incognite che è impossibile segnare il confine netto tra cinema e vita, finzione e realtà. Dai problemi tecnici alle vicende personali della troupe, tutto può essere un'ostacolo, un problema, ma anche fonte di nuova ispirazione, un'ulteriore opportunità. E se il regista, nonostante le difficoltà, riesce nell'impresa, sarà ripagato (come dice nel film) da qualcosa di "più armonioso della vita, senza intoppi né rallentamenti".
MEMORABILE: Il regista ascolta, premuroso e comprensivo, l'amaro sfogo dell'attrice... per usarlo poi come provvidenziale modifica ai suoi dialoghi nel film!

Giùan 2/04/12 12:25 - 3045 commenti

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Una delle più apparentemente semplici e profondamente raffinate riflessioni metacinematografiche mai girate. Truffaut opera con il rigore di un amante pieno di dedizione ed il disincanto di un professionista che i film ha imparato a farli, mantenendo però sempre il bambino Cinema dentro di lui. E cuccioli da blandire e coccolare sono gli attori da mettere in scena, con la troupe vista come una nursery permanente, mentre l'unico obiettivo per il regista/levatrice/maieuta è che il proprio piccolo prenda vita e veda la luce, pardon la nuit américaine.
MEMORABILE: L'apparecchio acustico di Truffaut sempre in scena; La straordinaria "svanita" Valentina Cortese; Le fragilità della Bisset; I titoli di coda.

.luke. 10/04/12 00:09 - 89 commenti

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Atto d'amore di François Truffaut per il cinema e per il suo lavoro di regista. Seguendo la lavorazione del film dentro il film si scoprono i trucchi del mestiere, i problemi che si trova di fronte il regista durante le riprese, da quelli puramente tecnici a quelli riguardanti la vita privata dei propri collaboratori o attori. Il tutto arricchito con continue citazioni, da Orson Welles ad Alfred Hitchcock.
MEMORABILE: I film sono più armoniosi della vita, non ci sono intoppi nei film, non ci sono rallentamenti.

Nancy 22/07/12 23:27 - 774 commenti

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Ennesimo (e forse quello supremo) atto d'amore verso il cinema in tutte le sue sfaccettature da parte di Truffaut, che mette in scena la messa in scena di un film dandoci da mangiare il suo pane quotidiano. Ne esce fuori un film fresco, frizzante, vitale, che brulica di personaggi che mai rimangono in disparte, che diventano armonicamente parte del tutto, che ci rendono parte della loro vita anche se alla fine tutto si consacra al fine ultimo: l'opera d'arte, il film (non a caso la vita di cui sappiamo meno è quella del regista). Bellissimo.

Belfagor 2/08/12 10:20 - 2627 commenti

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Truffaut si auto-esamina in questo film, mostrando come il cinema e la vita si intreccino e si influenzino vicendevolmente. Dall'analisi del lavoro del regista, degli attori e dei tecnici scaturisce un'opera frizzante, dialettica, in costante movimento. Nonostante l'approccio realista, quasi iconoclasta, l'amore di Truffaut per il cinema si esprime appieno: gioie e malinconie, imprevisti e soluzioni brillanti, il cast e la troupe visti come una grande famiglia che, nonostante i contrasti, concorre alla realizzazione dell'opera finale.
MEMORABILE: La Cortese costretta a ripetere più volte la scena; Jacqueline Bisset in quanto icona del film stesso.

Mickes2 11/10/12 16:38 - 1668 commenti

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Sconfinato atto d'amore per il cinema. Truffaut lo racconta (e si racconta) dall'interno, affrontando l'arcobaleno di sentimenti, amicizie, delusioni, imprevisti che caratterizzano le esistenze di ogni individuo rapportandole al quotidiano lavorativo, il tutto con grazia ed armonia entusiasmanti. Ed è una pellicola mossa proprio dall'entusiasmo di comporre Arte, uno spaccato corale dinamico e metacinematografico ricco di intimità e determinazione, che lascia stupendamente trasparire sia le vena professionale che quella passionale. (****)

Saintgifts 16/03/13 00:42 - 4098 commenti

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Truffaut, profeta, documenta un modo di fare cinema che è il cinema, prima che esso si trasformi (ma che in realtà si è già trasformato). Mostra tutti i trucchi che stanno dietro alle inquadrature, tutto il lavorio del set e tutto ciò che può accadere sul set... un film nel film che non verrà proiettato. Non è un backstage, è il vero film, la macchina che riprende le altre macchine che riprendono il film, come in un gioco di specchi. Forse esagera nel condensare tante varianti tecniche e umane (che è poco probabile siano tutte così concomitanti).

Lythops 10/04/13 19:46 - 975 commenti

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Un omaggio perfetto alla fabbrica dei sogni, raccontato con necessaria passione e distacco: la regia, la costante necessità di far quadrare i tempi e il dirigere quella curiosa "bestia" che è l'attore senza lasciarsi scoraggiare dagli imprevisti e dall'altrui immaturità, è descritta in modo sorprendente. Sono presenti tutte le figure professionali di una troupe di medie dimensioni e un buon campionario di imprevisti. Poco efficace il doppiaggio nei titoli di testa con la prova d'orchestra in vista della registrazione della colonna musiche.
MEMORABILE: La meravigliosa Jacqueline, bellissima ancora oggi.

Jdelarge 27/05/13 23:42 - 886 commenti

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Un film nel film per omaggiare il cinema e tutto ciò che sta dietro al grande schermo. Truffaut catapulta lo spettatore nel bel mezzo della lavorazione di un film senza tralasciare il minimo particolare, proprio perché la storia si sofferma su ogni singolo "operaio" della pellicola. Proprio per questo motivo, però, non si ha una trama del tutto lineare e l'impressione è quella di assistere a un documentario, con qualche scena reale (anche se un po' forzata), più che a un film vero e proprio. Discreto.

Ryo 8/01/16 09:52 - 2169 commenti

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Un film che è una palese dichiarazione d'amore di Truffaut al suo lavoro: il cinema. Meraviglioso l'arricchimento costituito da aneddoti, omaggi, citazioni e anche semplici allusioni ad altri film e registi cari all'autore. Compare anche il solito alter ego di Truffaut diviso però stavolta in due, con il regista stesso che si ritaglia un ruolo primario nel film stesso. Superbo.
MEMORABILE: Il burro in pani; La libertina fidanzata di Antoine; Il copione scritto, a pezzi, su fogli appesi sul set.

Didda23 4/03/16 10:52 - 2297 commenti

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Strepitoso atto d'amore nei confronti della settimana arte, diretto e recitato da un Truffaut in stato di grazia. La sceneggiatura dà importanza ad ogni pezzo del puzzle, prediligendo dialoghi autentici e poco costruiti. La regia segue pedissequamente le gesta dei personaggi, svelandoci quei piccoli e meravigliosi retroscena che stanno dietro la costruzione di un film. Perfetta la direzione attoriale con una splendida Bisset, un isterico Leaud e una Cortese che lascia senza fiato (per bravura). Tecnicamente ineccepibile. Maestoso.
MEMORABILE: Valentina Cortese che ripete la stessa scena più volte (un piccolo grande momento di drammaticità).

Minitina80 25/08/16 09:25 - 2396 commenti

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La celebrazione massima che un regista potesse dedicare al cinema. Viene cancellato il confine tra la strada e il palcoscenico, ma nulla cambia. È carico e denso di emozioni: si passa dalla malinconia alla tristezza, fino a momenti più rilassati e divertenti. Strabiliante la prova di Valentina Cortese, la migliore in assoluto in una compagine di attori, comunque, ben nutrita e assai convincenti nel doppio ruolo. Forse poteva durare qualcosa in meno data l’esilità del copione, ma va bene anche così.

Liv 12/12/16 15:21 - 237 commenti

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L'ho rivisto tanti anni dopo e mi ha entusiasmato. Truffaut ci ha messo dentro di tutto e soprattutto ci ha offerto un vero e proprio film ambientato in un teatro di posa cinematografica. Non sono un vero cinéphile e non ho scoperto molte citazioni, a parte quella del gatto. Ma non è necessario essere così filologi per apprezzare questo lavoro fatto con grande passione e sincerità. Anche se il cinema non è altro che "make believe", come dicono gli americani. Gli attori sono una cosa, le persone dietro la maschera sono qualcosa di diverso.

Alex1988 23/06/17 18:45 - 666 commenti

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Uno dei migliori esempi di film nel film. Se Fellini con il suo 8 e 1/2 era riuscito a descriverci le difficoltà creative di un regista, Truffaut, in chiave quasi documentaristica (buona parte del film è girato con la macchina a mano), ci racconta sia le difficoltà tecniche nel realizzare un film che i rapporti tra regista e attori, comunicandoci forse che, pur essendo un mondo falso (quello del cinema) è pur sempre un qualcosa di magico.

Rufus68 23/09/17 16:57 - 3149 commenti

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La regia della regia è perfetta; vita e finzione si illuminano reciprocamente svelando trucchi e finzioni. L'amore di Truffaut per il proprio lavoro risalta con sincerità. Eppure il film pare limitato proprio dal brillante trionfo del metacinema: citazioni e autocitazioni restano, a distanza di anni, un gioco per pochissimi, autoreferenziale e un po' irritante nel suo intellettualismo; il notevole concerto degli attori è al servizio di tale esiguo risultato. La spocchia del cinema sul cinema, inutile e aggrovigliato su sé stesso, comincia qui.

Paulaster 29/10/19 09:55 - 2865 commenti

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In cinque settimane un regista dovrà girare un film. Truffaut mescola il mondo del cinema con la realtà che lo circonda e approfitta per far vedere come si opera sul campo (usando anche citazioni). Riuscito nella sua coralità (difatti quando l'attenzione va su qualche altarino singolo perde il filo). Nel mostrare i vari espedienti per creare gli effetti viene sottolineata una certa nostalgia, forse prevedendo già l'utilizzo di tecniche più sofisticate ma meno creative. Nota per la Cortese, dalla mimica superiore.
MEMORABILE: Il finto balcone nel vuoto; La candela con luce laterale; L'ultima scena nella schiuma al posto della neve; La Cortese che recita con i numeri.

Magi94 28/04/20 01:10 - 702 commenti

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Impareggiabile capolavoro-omaggio di Truffaut al cinema. La passione del regista splende in ogni scena, fin dall'incipit in cui si sente la gioia di orchestrare ogni secondo come in un balletto carnevalesco. Ma risplende anche l'autoironia, che affiora nei punti di vista dei personaggi estranei al mondo del cinema: le urla della vecchia scandalizzata, lo sguardo del receptionist durante il telequiz... Truffaut sembra dirci: guardate che spreco di soldi, che personaggi assurdi, che bambini viziati, che modo di lavorare raffazzonato! Eppure...
MEMORABILE: "Qualcuno può prestarmi 10.000 lire per andare a puttane?"; Lo sfogo della vecchia; Le mille ripetizioni della scena con la Cortese.

Noodles 24/10/20 19:21 - 940 commenti

I gusti di Noodles

Solo un grande regista poteva inchiodare alla sedia lo spettatore sperimentando per due ore. L'incastro tra le due storie è così perfetto, sia come tempi che come significato, che a volte si resta conquistati dal film che sta dentro la storia, quasi dimenticandosi che in realtà si sta vedendo un altro film. L'ironia di fondo della pellicola riguardo al cinema è sempre efficace e mai banale. Truffaut è per l'ennesima volta geniale, aiutato da una sceneggiatura quasi perfetta e dall'ottimo cast. C'è anche la nostra Valentina Cortese. Intelligente il finale. Grande film.

Ronax 22/11/20 01:46 - 920 commenti

I gusti di Ronax

Commosso omaggio di Truffaut alla settima arte, vale a dire a quello che è stato coerentemente e fino in fondo il baricentro della sua esistenza. Autore e attore nello stesso tempo, mette in scena uno spazio in cui il tempo della vita e quello della finzione cinematografica si sovrappongono senza quasi che l'uno riesca a distinguersi dall'altro. Magistralmente diretto e calibrato nei tempi, il film è anche e soprattutto una magnifica prova di attori: la Bisset avvolta da una dolente sensualità, Leaud capriccioso e infantile, la Cortese esuberante e narcisistica come di regola.
MEMORABILE: La Cortese che continua a ripetere la scena sbagliando regolarmente la porta da aprire.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Roger • 19/03/12 19:02
    Call center Davinotti - 2825 interventi
    Le musiche sono di GEORGES DELERUE.Ecco il tema conduttore
    http://www.youtube.com/watch?v=qSqfhjt-Gg8
    Ultima modifica: 20/04/12 23:04 da Roger
  • Discussione Roger • 19/03/12 22:23
    Call center Davinotti - 2825 interventi
    E' risaputo che il film é stato girato presso gli studi LA VICTORINE di Nizza.Il set principale era una piazza ovoidale circondata da palazzi finti.Ora gli studi si chiamano Riviera,sono profondamente cambiati e la piazza non c'è più.
    Ultima modifica: 20/04/12 22:28 da Roger
  • Discussione B. Legnani • 12/10/12 23:04
    Consigliere - 13996 interventi
    Pigro, è corretta la tua freccia verso il basso?
  • Discussione Pigro • 13/10/12 09:45
    Consigliere avanzato - 1492 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Pigro, è corretta la tua freccia verso il basso?

    Sì sì, è corretta. Bel film, ma non mi ha fatto impazzire: so che sono un po' controcorrente, ma rientra in quella che per me è la tipica stucchevolezza francese, dalla quale Truffaut si libera a tratti con grandi opere (I 400 colpi, La sposa in nero, Il ragazzo selvaggio, Gli anni in tasca), ma che è sempre in agguato e che personamente trovo insopportabile. Per cui: quel che si dice un buon film (3 pallini), nonché film originale e per certi versi geniale, ma... non lo rivedrei.
    Ultima modifica: 13/10/12 09:46 da Pigro
  • Discussione B. Legnani • 13/10/12 12:58
    Consigliere - 13996 interventi
    Pigro ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    Pigro, è corretta la tua freccia verso il basso?

    Sì sì, è corretta. Bel film, ma non mi ha fatto impazzire: so che sono un po' controcorrente, ma rientra in quella che per me è la tipica stucchevolezza francese, dalla quale Truffaut si libera a tratti con grandi opere (I 400 colpi, La sposa in nero, Il ragazzo selvaggio, Gli anni in tasca), ma che è sempre in agguato e che personamente trovo insopportabile. Per cui: quel che si dice un buon film (3 pallini), nonché film originale e per certi versi geniale, ma... non lo rivedrei.


    Ok. Parli di "ottimo film", per cui mi sono permesso di chiedere conferma.
  • Discussione Pigro • 13/10/12 18:08
    Consigliere avanzato - 1492 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Ok. Parli di "ottimo film", per cui mi sono permesso di chiedere conferma.

    Hai ragione. Il mio "ottimo" oscilla tra il buono e il notevole, per cui qualche volta dicendo "ottimo" rimango sui 3 pallini e qualche volta arrivo a 3 e mezzo. Non è corretto (visto che ottimo è il superlativo assoluto di buono), ma diciamo che qui gli do un significato tutto mio di "proprio buono!!!". ;-)
  • Homevideo Digital • 8/12/17 20:13
    Segretario - 3049 interventi
    Dvd Sinister restaurato in 4k disponibile dal 16/02/2018.
  • Discussione Raremirko • 27/10/18 22:08
    Addetto riparazione hardware - 3505 interventi
    Film da Oscar, ricercato e metafilmico, sperimentale e tra i primi, credo, ad aver inaugurato l'elemento del film nel film, ogni tanto sfruttato (pure da Craven, un paio di volte, per dire).

    Bel cast, curioso il vedere un film che mostra qualche funzionamento del background cinematografico ma, comunque, un Fassbender 2 anni prima su temi simili aveva graffiato di più (Attenzione alla puttana santa, pure girato in Italia!!!).

    Non ha tutti i torti che dice che ci son elementi superbi, troppo ricercati e di una ricercatezza qua e là fine a sè stessa, ma, mettiamola così, Truffaut poteva permettersi pure questo.

    Più che buono.
  • Homevideo Caesars • 24/01/19 12:07
    Scrivano - 11295 interventi
    Vedo sul sito di Terminal Video che il dvd Sinisterdovrebbe uscire il 31 Gennaio. Ma l'anno scorso non era più uscito? Siamo messi bene...
  • Homevideo Saimo • 24/01/19 13:46
    Disoccupato - 233 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    Vedo sul sito di Terminal Video che il dvd Sinister dovrebbe uscire il 31 Gennaio. Ma l'anno scorso non era più uscito?No, è sempre stato rimandato.