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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/05/07 DAL BENEMERITO B. LEGNANI
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B. Legnani 23/05/07 22:04 - 4671 commenti

I gusti di B. Legnani

Molto meno interessante di quanto detto da più parti. Un Truffaut minore, ma non di poco. Ciascuno di noi ha conosciuto una donna affascinante, che si è rivelata fonte di disastri, ma la scelta della Lafont, a dirla tutta, non pare la più azzeccata per un ruolo del genere. Alcuni meccanismi sono un po’ forzati. Recitazioni spigliate, ma manca più di qualcosa. Solo per chi ama Truffaut: per chi non lo conosce sarebbe controproducente iniziare da questo film.

Brainiac 5/01/09 18:19 - 1082 commenti

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Il Truffaut semi-pecoreccio che non t'aspetti. Pur amando i suoi film sentimentalmente drammatici, devo dire che ho molto apprezzato questa commedia che omaggia a piè sospinto la commedia all'italiana. Alcune scene sono riuscitissime (quelle col derattizzatore protagonista), altre meno (quelle nel carcere femminile). L'unico punto di contatto con gli altri film del regista transalpino è la figura femminile, fonte di guai e turbamenti. Premesso che si tratta di una bizzara anomalia in una filmografia di tutt'altro spessore, lo consiglio a tutti.

G.Godardi 17/04/09 18:01 - 950 commenti

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Incastonato tra la seriosità di Le due inglesi e il capolavoro Effetto notte, c'è questo film anomalo, a detta di tutti alimentare, una commedia, per di più sexy, con tutti i crismi del genere (uscita pure col vm18!). Sacrilegio imperdonabile che un autore di tale peso si fosse cimentato con un genere basso e popolano (come se Fellini si fosse messo a dirigere l'Ubalda!). Invece basta vederlo senza pregiudizi per ammettere che è un dilm divertente e confezionato egregiamente. E non mancano nemmeno notazioni d'autore, ovviamente. Bella galleria di svitati.

R.f.e. 1/09/09 10:27 - 817 commenti

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Primo: io non amo Truffaut. Unici film suoi che tollero: L'uomo che amava le donne, La mia droga si chiama Julie e... questo qui! L'ho sempre trovato divertente e arguto. Eh, sì, molti maschi alle volte sono proprio sprovveduti e si fanno manovrare da una donna particolarmente furba e opportunista (ma, si badi bene, NON colta, ma al contrario ignorantella: colpo di genio, perché è proprio così, la protagonista femminile VINCE in quanto donna-sexy-e-furba su uomini di cultura...). Azzeccata la protagonista. Film assolutamente delizioso.

Pau 11/04/10 15:05 - 125 commenti

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Un Truffaut un po' sfocato; animato da evidenti intenti dissacratori, forse ancora ferito per il fallimento del mirabile Le due inglesi, confeziona una semi-farsa dal gran ritmo e con alcune trovate degne di nota (per tacere dell'ottimo cast, sebbene Brasseur mi appaia sprecato e Lafont non sempre riesca a regalare alla sua Camille la leggerezza necessaria); tuttavia la rappresentazione dei personaggi non va oltre il macchiettismo e la vicenda zoppica qui e là. Anche il buon Francois ogni tanto si concedeva un sonnellino.
MEMORABILE: L'entrata in scena del derattizzatore Arthur, interpretato dallo strepitoso Charles Denner; gli amplessi con sottofondo motoristico di Camille e Sam.

Cotola 8/03/11 23:13 - 7402 commenti

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Deludente film del grande regista francese che non interessa più di tanto a causa di una sceneggiatura ripetitiva (le situazioni sono in fondo sempre le stesse) e di una scelta attoriale, quella della protagonista, francamente poco convincente. Diverso da altri suoi lavori, c'è anche un pizzico di volgarità che altrove è del tutto assente. Non emoziona molto, in ogni caso scivola via fino al termine senza particolari intoppi. Se amate Truffaut, vedetelo pure. In caso contrario meglio lasciar perdere.

Homesick 8/10/11 18:04 - 5737 commenti

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Se la filmografia di Truffaut fosse un libro, questo sarebbe il capitolo da sfogliare più rapidamente e con minor attenzione, soffermandosi piuttosto sugli incisi in carcere, con i dialoghi vivaci e sboccati tra il sociologo e la detenuta, che sulle convulse peripezie di quest’ultima, disposte secondo un percorso giallo-rosa shocking accidentato e ripetitivo. A prevalere è il disegno dei singoli personaggi, eseguito a tratto marcato anche per quelli secondari (la suocera, il muto, l’enfant prodige cineamatore) che incrociano la scaltra mantide Lafont e il fessacchiotto Dussollier.
MEMORABILE: Denner fustigatore di costumi davanti all'edicola dove sono esposte riviste erotiche.

Giacomovie 30/10/11 13:16 - 1338 commenti

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La donna e la sua psiche sono temi cari a Truffaut e in questo film spassoso e senza conformismi, con una trama accattivante anche se condotta un po' sopra le righe, ci mostra il prototipo di una "femme" che più "fatale" non si può, la quale applica il principio machiavellico del fine che giustifica i mezzi, da lei identificati in tutti gli uomini che incontra. Anche se non è il miglior Truffaut, la visione scorre con piacevole brio, tranne i momenti di recitazione convulsa. È un film che, per il tema trattato, il Boccaccio avrebbe apprezzato.

Mark70 7/07/13 00:17 - 118 commenti

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Episodio minore della filmografia di Truffaut, ma non per questo un brutto film. Si tratta anzi di una simpatica commedia nera dal buon ritmo e ben recitata e in cui ritornano alcune tematiche care all'autore, tra cui soprattutto il fascino femminile e il suo effetto sugli uomini, qui ridotti a semplici pupazzi. Divertente anche le critiche a una cultura astratta e incapace di capire la realtà (il sociologo) e la propria stessa categoria (il piccolo cineasta).
MEMORABILE: Il bambino cineasta che non vuole fare vedere il filmino che prova l'innocenza di Camille perché "è ancora in lavorazione, il montaggio non è finito".

Ryo 2/09/15 22:11 - 2169 commenti

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Una frizzante e divertente commedia, che si discosta un bel po' dallo stile a cui ci sveva abituato il regista nei suoi precedenti film. Giocato su una regia vivace, dialoghi "volgari" (per gli standard di Truffaut, per intenderci) e una sceneggiatura che regala cinico divertimento con la semplicità di un racconto d'astuzia di una protagonista prorompente e calcolatrice.

Daniela 12/10/15 12:55 - 9078 commenti

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Un sociologo che sta scrivendo un trattato sulla criminalità della donne prende come oggetto di studio Camille, una giovane donna accusata di omicidio, in grado di abbindolare qualsiasi maschio con cui abbia a che fare, compreso lo studioso... Un film particolare nella filmografia di Truffaut per la vena apertamente sarcastica con cui sono presentati i rapporti fra i due sessi e l'apparente misoginia, in paradossale contrasto con la fascinazione per l'universo femminile che permea in altre occasioni. Operina farsesca non imprescindibile, ma comunque gustosa.

Saintgifts 8/09/17 13:59 - 4098 commenti

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Truffaut dimostra di saperci fare anche con le commedie e mette molto della sua abilità registica in diverse inquadrature che ancor più arricchiscono questa pellicola. Il linguaggio usato nella traduzione in italiano è piuttosto colorito, e è una delle caratteristiche, in linea con la protagonista e il suo mondo. Come spesso succede, sotto la leggerezza di questo genere di film c'è molto della cruda realtà, realtà che la protagonista affronta combattendo ad armi pari, sfruttando in più la sua avvenenza contro il mondo del maschio dominante.

Giùan 19/01/18 10:40 - 2864 commenti

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Volendo la si può interpretare come l'ennesima riflessione di Truffaut sul linguaggio cinematografico (il grottesco, la farsa, la pochade, gag da cinema muto) e sul rapporto letteratura-cinema (palinodia di Jules e Jim, parodia del libro/inchiesta). Il problema sta tuttavia, e per una volta, in un difetto di tono: il film pare sempre una nota sopra e la canzonatura dello spettatore mai empatica, sempre grossolana. Certo il ritratto di Camille è retroattivamente molto politically incorrect, il che rende l'opera ancora viva. Bravo Dussolier, sboccatissima Lafont.
MEMORABILE: Il personaggio del derattizzatore dedito alla causa interpretato da Denner.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità G.Godardi • 17/04/09 18:06
    Call center Davinotti - 667 interventi
    Bernadette Lafont è una vecchia conoscenza truffautiana:è infatti la protagonista del corto d'esordio di Truffaut Les Mistons. E' anche il film d'esordio di Andrè Dussolier(maldestramente non citato in questa scheda davinottica...;)),futuro divo francese specializzato in commedie(Il bel matrimonio,Tre uomini e una culla,ma anche il nostro Romanzo di un giovane povero).
  • Curiosità B. Legnani • 17/04/09 19:35
    Consigliere - 13747 interventi
    G.Godardi ebbe a dire: E' anche il film d'esordio di Andrè Dussolier(maldestramente non citato in questa scheda davinottica...;)) C'è, c'è...;))
  • Curiosità G.Godardi • 17/04/09 19:40
    Call center Davinotti - 667 interventi
    eh eh sì adesso c'è....:))) allora per onor di cronaca aggiungo che questo è anche il fim di esordio di Anna Kreis....
  • Discussione Cotola • 8/03/11 22:36
    Consigliere avanzato - 3603 interventi
    Nel suo commento Buono Legnani ebbe a dire: Solo per chi ama Truffaut: per chi non lo conosce sarebbe controproducente iniziare da questo film. Incredibile! Vedendolo ieri sera, ho pensato la stessa cosa: "certo se uno iniziasse il suo percorso di conoscenza truffautiana da questo film...."
  • Discussione B. Legnani • 8/03/11 23:15
    Consigliere - 13747 interventi
    Cotola ebbe a dire: Nel suo commento Buono Legnani ebbe a dire: Solo per chi ama Truffaut: per chi non lo conosce sarebbe controproducente iniziare da questo film. Incredibile! Vedendolo ieri sera, ho pensato la stessa cosa: "certo se uno iniziasse il suo percorso di conoscenza truffautiana da questo film...." Ogni tanto ci prendo...