Nonostante alla realizzazione di questo film abbiano partecipato due guru della commedia giovane dell'epoca come i fratelli Vanzina, ITALIAN FAST FOOD si rivela subito per quello che è: un pallido tentativo di portare sul grande schermo attori e tormentoni presi di peso dal "Drive-in", la trasmissione rivelazione di Antonio Ricci. In realtà il fast food è solo un pretesto per descrivere in maniera del tutto approssimativa gioie e dolori dei ragazzi Anni Ottanta. Vengono così usati, come se davvero fossero attori, cabarettisti come Sergio Vastano (come nel Drive-in intrpreta il giovane bocconiano aspirante manager), Enzo Braschi (il paninaro per eccellenza),...Leggi tutto i Trettrè (direttore e cuochi del fast-food) e Carlo Pistarino (si occupa dele consegne a domicilio). Tra tutti gli unici a funzionare, in qualche modo, sono Braschi e Pistarino, mentre Vastano è solo passabile e i Trettrè sembrano decisamente dei pesci fuor d'acqua, forzatamente inseriti in un contesto a loro estraneo. A questi vanno aggiunti la bella ma decisamente poco dotata per la recitazione Susanna Messaggio (in rappresentanza di tutte le squinziette che pattinavano per lo studio del "Drive-in" col balcone in bella vista) e Matteo "missile" Molinari, impacciato e catastrofico come sempre. Momenti discreti si alternano ad altri quasi imbarazzanti per la loro pochezza, ma il film resta se non altro come valida testimonianza del cabaret che spopolava negli Ottanta. (Il commento fa parte della cosiddetta baby vintage collection, ovvero commenti scritti dal Davinotti in giovanissima età). Marcel M.J. Davinotti jr. Chiudi
Attenzione: astenersi pseudointellettuali e cinefili incalliti con la puzza sotto il naso. Sono invece benvenuti i nostalgici di quelle macchiette di personaggi che ha sfornato in passato il Drive In. Film dalla trama nulla, dalle battute ripetitive ma che tanto mi piace rivedere (con passaggi notturni improponibili: evviva l'insonnia!). Vastano, Braschi e Pistarino ottengono carta bianca dal regista, ripagandolo con il meglio del loro repertorio. Innocuo e simpatico.
Trasfusione da tv su grande schermo per buona parte della combriccola di Drive-In. Film leggero leggero, ma nemmeno pretende di essere altro di quello che è. Tutto sommato divertente e con una certa cura nella sua realizzazione. Alcuni momenti sono davvero spassosi. Dubito che i giovani di oggi possano apprezzarlo. Solo per nostagici della "Milano da bere", degli anni 80 e della relativa tv berlusconiana. Avrebbe funzionato meglio come tv movie che come film da proiettare al cinema.
Sebbene il film non faccia più di tanto sorridere è piacevole per la sua aria tipicamente anni 80, dalle musiche elettro-pop agli stili giovanili. Le interpretazioni non sono poi tanto male, solo che molti personaggi non sembrano riusciti troppo bene e quindi per tutto il film si respira un'arietta troppo vaga e sempliciotta. Tra tutti, i più simpatici per me sono Pistarino e il Gran Gallo (Enzo Braschi). I Trettrè non fanno niente di speciale, così come l'aspirante manager Sergio Vastano, che non sempre fa ridere. Sembra davvero un lungo episodio di "Drive-in".
Gasparini tenta di portare su grande schermo comici e comicità del Drive In con risultati disarmanti. Un susseguirsi di sketch di rara desolazione, che riescono a tenere svegli solo quando la loro bassezza supera il livello di guardia (l'Aids) o quando i dialoghi regalano perle come "più che terrific, very fic... che bomba!". Confezione scadente, nonostante Kuveiller alla fotografia. L'incanzante motivetto musicale alla Beverly Hills Cop (di Detto Mariano) proviene da Miami golem. Anche come reperto d'epoca non vale un granché. Pessimo.
La "crema" del Drive In (senza Greggio che però sceneggia) da gustarsi tutta in 90 minuti. Le musiche di Detto Mariano targate anni '80 accompagnano le divertenti vicende dei protagonisti dello show di Ricci, con gli esilaranti Trettrè che sciorinano piacevolmente i loro martellanti tormentoni, Vastano che recita in modo apprezzabile il suo bocconiano calabrese e Braschi che propone il macchiettistico e simpaticissimo paninaro. Un po' inferiore agli altri ma passabile Pistarino con il suo apetto. Si ride abbastanza e non ci si annoia, quindi 3 pallini!
Summa della comicità televisiva dei primi anni '80, è di fatto una puntatona di Drive In con una storiella di cartavelina a legare le varie gag, tutte arcinote agli spettatori dello show tv. Con gli ovvii limiti di un'operazione del genere, all'epoca risultava molto divertente, ma è invecchiato piuttosto male. O malino? No, no: male.
MEMORABILE: Pistarino autista di furgone che, ai Trettrè che gli dicono "Tu sì meglìe Piquet", risponde "Si, ma lui ai box c'ha le fighe che lo aspettano!"
Il fast food è uno dei simboli dell'italia degli Anni Ottanta, quella che scimmiotta acriticamente la società americana. E'in uno di questi luoghi che è ambientato il film di Lodovico Gasparini utile quasi come reperto storico per "ripassare" alcuni dei tormentoni comici di stampo prettamente televisivo del periodo. Il film, quasi completamente privo di sceneggiatura, si affida ad una serie di gag interpretate da comici allora molto in voga.
La vita artistica di alcuni personaggi del mai dimenticato “Drive In” (Vastano, Braschi, Pistarino, i Trettrè, Molinari) continua trasferendosi sulle strade della Milano di metà anni Ottanta, tra giovani rampanti, punk, paninari, dark, Madonna, Samantha Fox e i cibi schifezza dei fast food (ma alla fine è la cucina tradizionale italiana ad avere la meglio!). Gag simpatiche e fortemente contestualizzate per la gioia dei nostalgici, contenti di rivedere anche le stelline Elvire Audray e Beatrice Ring.
A me, me pare na... tanto per citare i Trettrè. Più che un film un insieme di sketch messi in scena da famosi (a quei tempi poiché oggi di loro non è rimasto, giustamente, più nulla) comici del tempo che personalmente non ho mai trovato divertenti. La regia è inesistente, la sceneggiatura pure, sugli attori (specie alcuni) è meglio glissare. In ogni caso so bene che potrebbe far impazzire i nostalgici di quel periodo e di un certo tipo di comicità. Certo è invecchiato male (peggio di altri) e non soddisferà tutti i gusti.
Alti e bassi. Orrida la scenetta pseudo sadomaso, bene tutto il resto; molti storceranno il naso vedendo questo film, chi invece non lo storce (è il caso del sottoscritto) è chi ha vissuto gli anni 80, leggeri e menefreghisti che annoverano tra le tante cosine il "Drive in". Questo film per l'appunto tenta di specchiare il meglio del famoso programma in un film. Non certo un capolavoro, ma neppure una fetenzia. Guardabile.
Una ripetizione del Drive In televisivo con trama e schemi privi di vera sceneggiatura ma buttati lì senza un minimo di filo logico. Battute al limite della depressione caspica e ambientazioni finto americane. Gli interpreti latitano ma forse anche loro sono out.
Riguardarlo oggi è un tuffo al cuore, come si suol dire; con alcuni dei tormentoni tipici del periodo drive-in, dal "beffardo" Pistarino al trio napoletano, da mister "18 lo rifiuto" Vastano al paninaro doc Braschi. Gli sketch che compongono il film (la cui vhs, ai tempi della sua uscita a nolo, andò a ruba) sono sciocchini ma mai volgari e penso non possano far presa sul pubblico di giovani odierni, ignari di quell'era che lo contraddistingueva. I meno giovani invece lo apprezzeranno.
Commedia che basa la sua forza sui comici minori del programma cult tv "Drive in" (Sergio Vastano, Enzo Braschi e i Trettre), quindi molto anni '80. Non mancano la bella di turno in versione cameriera, la presentatrice Susanna Messaggio, i tormentoni del Paninaro, del Bocconiano e del trio partenopeo, però à robetta che oggi risente l'usura del tempo. "Italian Fast Food" è antico, un reperto archeologico di un cinema che parla di un linguaggio tv che non c'è più. E poi non ci sono neanche Greggio (che sceneggia) e D'Angelo. *!
MEMORABILE: Il Trettre con gli occhiali: "Hamburger-pizza? Ma chisto cuoc è proprio scemo!"
Instant-movie di scarso interesse, si limita a trasporre su pellicola gag e personaggi del celebre Drive In. L'unico episodio del tutto riuscito a mio parere è quello di Braschi, sempre simpatico come paninaro. Poco divertenti tutti gli altri; il personaggio di Vastano poi ricalca un po' troppo quello di Porcaro in Si ringrazia la regione Puglia... (anche se la gag anticipa vagamente quella di Abatantuono in Vacanze di Natale 90). Da salvare quindi Braschi e un giusto paio di battute di Pistarino, il resto è noia...
Tristissimo e squallido tentativo di portare la comicità del Drive in al cinema. Comicità misera che rasenta l'infantilismo, zero empatia e nessuna alchimia tra i personaggi. Un paio di gag riuscite in mezzo a un mare di noia e cretinismo. Il Vanzina script citacchia Sotto il vestito niente e alcune (tristi) battute cinefile, sino allo scontro paninari-punk stile I guerrieri della notte che raggiunge il livelli di una commedia parrochiale. Non fa mai ridere nemmeno per sbaglio, zeppo di terrificanti tormentoni in puro 80 style. Inutile.
MEMORABILE: Pistarino e la modella con il certificato dell'A.I.D.S; La Galiena dominatrix da sturbo che frusta Pistarino; I provini di Fassari.
Confezionato in gran fretta per sfruttare l'onda lunga del successo tv di "Drive-in". Alcuni personaggi "minori" dello show (Greggio, D'Angelo o Beruschi non si vedono) replicano i loro tormentoni in un film che annaspa maldestramente alla ricerca di un amalgama che non esiste: inseriti in storie appena abbozzate, naufragano in gruppo rivelando i limiti di chi non ha compreso la differenza tra cinema e cabaret. Colpa del cast? Della sceneggiatura infelice? Di una regia senz'anima? Considerato il risultato c'è l'imbarazzo della scelta...
MEMORABILE: I momenti con Enzo Braschi, talmente sopra le righe da lambire quasi il surreale...
Il cast del celebre "Drive in" al cinema. Tutte le macchiette dello show televisivo fanno la loro parte. Risultato finale non eccelso, ma comunque gradevole. Presenti in gruppo i clichè degli anni 80. Per chi ha vissuto quegli anni, questa pellicola sa molto di "nostalgia"...
Per sfruttare il successo televisivo di Drive In e la nuova moda dei fast food e dei paninari, viene alla luce questa commediola girata in tutta fretta, in maniera approssimativa, con poche battute e attori fuori luogo. Unica nota di colore, la gag sull'AIDS; il resto è proprio da buttare...
Sarà che, nonostante la mia giovane età (all'epoca), il Drive-in ha lasciato in me tanti ricordi ed è inevitabilmente legato alla mia infanzia, così come i tempi dei paninari, ma il film non mi è dispiaciuto nemmeno troppo. Certo, è instant-cinema, stupidotto e con molte gag risibili; mancano anche alcuni volti classici del Drive-in; però l'atmosfera '80s, le cretinate di Braschi, le gag assurde dei Trettrè e di Pistarino alla fine m'hanno strappato un sorriso vagamente nostalgico. Per chi non ha vissuto il periodo credo sia incomprensibile...
Un tuffo nel passato, all'epoca del Drive-In e dei paninari. La sceneggiatura è veramente usa e getta, come lo scartare del vecchio panino Burghy. Nonostante tutto è simpatico rivedere un pezzo d'Italia degli anni 80, la moda, i luoghi comuni, i modi di dire ecc. Un filmaccio per chi ha vissuto quel periodo forse non molto ricco di contenuti ma immenso contenitore di idee.
Rivisto dopo anni, non è così brutto, anzi: proprio l'esile filo conduttore della paninoteca consente di creare storie abbastanza indipendenti l'una dall'altra, tutte piuttosto divertenti, dallo sfortunato fattorino Pistarino al paninaro in cerca di affermazione personale e sociale Braschi, al rampante manager Vastano ai Trettrè bravi come sempre, tutto pulsa di anni 80 e di tormentoni spassosi. Non si eccede in volgarità. Curioso come molti dei caratteristi li ritroveremo nei Ragazzi della terza C.
MEMORABILE: La vendetta dei paninari travestiti da punk, riuscita solo a metà...
La sfida degli autori Steno e Enrico Vanzina era riuscire a valorizzare i comici di Drive In in un film che ironizzasse sul mito dei paninari. Impresa perfettamente riuscita e nonostante l'handicap di non poter contare sui migliori del gruppo (Greggio e D'Angelo). Oggi forse un film del genere non si potrebbe fare (McDonald è ormai la normalità), ma per fortuna ci rimane un film che racconta in modo ironico e sbeffeggiante un periodo storico breve ma irripetibile. Canzoni di sottofondo tra le migliori del periodo.
Operazione piuttosto becera che porta sullo schermo il successo di "Drive-In" organizzando una pellicola che ha pure la presunzione di spiegare la contorta gioventù paninara, rendendola invece ancora più caricaturale di quanto già non fosse. Errore poi promettere e non mantenere, vista la mancanza nel cast dei veri assi del programma televisivo (che se ne sono tenuti alla larga). Risatine, magari un po' di nostalgia per chi era bambino all'epoca, ma davvero poca cosa; finale buonista con tutti a mangiare spaghetti...
In sé stesso nulla di memorabile, ma questo film con il tempo è diventato una delle bandiere del cinema commerciale di derivazione televisiva anni ‘80. Ci sono il paninaro, lo yuppie e tutti i fenomeni sociali che a metà anni ‘80 andavano per la maggiore. Non guardatelo con velleità critiche, né date un giudizio morale, bensì apprezzatelo come una cartolina fedele dell‘Italia e in particolare della Milano di allora. Iconico.
Film leggero ma frettoloso e superficiale che campa di rendita, cavalcando chiaramente l'onda del meritato successo di "Drive In". All'epoca forse poteva strappare qualche mezza risata, ma ora è una (non certo brutta) cartolina dai buffi contorni sfumati di quell'epopea troppo invaghita del "sogno americano". Nel complesso, per chi quegli anni li ha vissuti e li ricorda, suscita facilmente tenerezza. Si rivedono personaggi più giovani, una deliziosa Susanna Messaggio e a confronto della comicità odierna fa dire "Beh, non era poi così male!". L'effetto nostalgia lo salva dal cestino.
Era di seconda scelta la comicità del Drive In, e portata al cinema mostra tutti i suoi difetti nonostante si cerchi di imprimere alla vicenda un ritmo il più possibile elevato cercando di supplire così alla mediocrità delle battute. Visto oggi, il personaggio invecchiato peggio è quello di Braschi, Vastano invece qualche sorriso lo strappa. Più utile come testimonianza di mode passate (ma quanto reali e quanto inventate da Mediaset?).
Guardare oggi il film, per chi ha vissuto quel periodo storico (anche televisivo), è un piacevole tuffo nel passato. L'operazione nostalgia comprende i luoghi del divertimento di allora, la musica e parte del cast del famosissimo "Drive-in" che allora spopolava, a livello di cabaret. Visti oggi per un pubblico giovane i protagonisti devono sembrare totalmente assurdi e incapaci di far ridere; in realtà i personaggi in sé funzionano alla grande, mentre quello che manca è una sceneggiatura degna di questo nome in grado di amalgamare al meglio attori e battute.
Film che incarna lo spirito degli anni '80, è il tentativo palese di portare al cinema i divi del Drive-In dell'epoca. Funziona soprattutto Braschi, il resto davvero molto meno, con un PIstarino però discreto. La storia non esiste, ma sono tante piccole vicende che si alternano. Molte le apparizioni illustri, da Fassari ad Allocca fino a Trestini e la Colosimo, a Renato Moretti o Isaac George. Ci sono anche i Trettrè, ma appaiono appiccicati quasi per forza. Merita una visione per ricordarsi di quei "gloriosi " tempi, nulla più.
MEMORABILE: Il test del Gran Gallo al nuovo aspirante paninaro.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.
MusicheSamuel1979 • 31/03/13 21:19 Capo call center Davinotti - 3881 interventi
Il brano dei titoli di testa è " Holiday Rap" di MC Miker G & DJ Sven.
Il ragazzo biondo in seconda fila sembra un giovane Amadeus
DiscussioneZender • 3/10/14 10:16 Pianificazione e progetti - 46945 interventi
Mah, credo sia impossibile stabilirlo...
CuriositàBuiomega71 • 29/11/18 19:21 Pianificazione e progetti - 24791 interventi
Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della Prima Visione Tv (martedì 3 gennaio 1989) di Italian fast food:
Buiomega71 ebbe a dire: Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della Prima Visione Tv (martedì 3 gennaio 1989) di Italian fast food:
La partita che Felice (Cogliandro) e Peppino (Romano) guardano in televisione è Napoli-Verona 5-0 del 20 ottobre 1985, 7’ giornata di serie A della stagione ‘85/‘86, uno dei gol più belli realizzati da Maradona nel nostro campionato.