Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Uno dei tanti poliziotteschi di Stelvio Massi con Maurizio Merli commissario manesco e iperattivo. Il titolo già dice tutto e infatti il film non aggiunge niente a quanto già visto in altri poliziotteschi, ma se non altro è (come quasi tutti quelli diretti da Massi) sorretto da un ottimo ritmo, qualità fondamentale per un action “usa e getta” come questo. Merli è qui il commissario Mauro Mariani, trasferito dalla squadra mobile per il troppo zelo. Ovviamente, quando può, Mariani se ne infischia di lasciare il campo alla mobile di Chris Avram ed entra in campo in prima persona. Quando per esempio c'è un sequestro lui prende, parte, trova i sequestratori, libera l'ostaggio e...Leggi tutto non consegna i soldi del riscatto. Praticamente il massimo! Chiaro poi che qualche vittima delle sue azioni ne voglia vedere il cadavere. Come Sergio Conforti, un giovanotto di poche speranze il cui padre, arrestato da Mariani, si suicida in cella: lui arriva fino in commissariato e, in attesa di Mariani, fuori per la solita azione punitiva, tiene in ostaggio un intero ufficio. Prima del commissario arrivano lì la moglie Janet Agren e il figlio piccolino, che il pazzo Conforti prende subito di mira. Per mantenere alto il ritmo Massi fa in modo che praticamente l'intero film si concentri in un'unica giornata. Frammenta gli episodi alternandoli, così dal commissariato dove c'è il pazzo si passa a Merli in caccia di un superlatitante per poi tornare al commissariato. Il finale è concitato e ci offre un Merli scatenato, che grida come un pazzo e mena pugni a destra e a manca. Dal punto di vista attoriale una delle sue performance più sentite, anche se il personaggio, come sempre, non offre troppe sfumature.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Lovejoy 17/12/07 22:57 - 1824 commenti

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Uno dei titoli minori della coppia Merli/Massi. La storia rimane interessante fino ad un quarto d'ora dal termine quando i nodi vengono al pettine e si giunge cosi ad un finale sbrigativo e prevedibile. In più la regia di Massi è scialba, incolore, del tutto priva di qualsiasi idea. Peccato, anche perché il cast funziona e alla grande. Basta solo pensare al grande Merli, oppure a Mann, entrambi bravissimi. Un'occasione mancata.

Homesick 19/02/08 17:45 - 5737 commenti

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Debole, ma tutto sommato accettabile. Stavolta ai classici parametri del poliziottesco (rapimento, riscatto, liberazione degli ostaggi) si aggiunge l’elemento drammatico-familiare con il rapimento del figlio del “commissario di ferro” Merli. Un Massi meno convincente del solito, che mette in scena una sceneggiatura del “fulciano” Gianviti. Musiche di Lallo Gori, con qualche richiamo all’elettronica.

Herrkinski 22/09/08 19:41 - 6942 commenti

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Non male. Massi garantisce il ritmo, Merli la sua solita faccia di pietra e i suoi sganassoni. Non siamo al livello dei poliziotteschi lenziani, tuttavia anche stavolta Merli dà il massimo e riesce a reggere una storia un po' raffazzonata, che tutto sommato non intriga tanto ma che si lascia seguire comunque piacevolmente. Si potrebbe parlare di un film "minore" nel genere, ma in ogni caso i fans gradiranno ugualmente. Il dvd della Avo si trova in giro per 2 lire, quindi a buon intenditor...

Tomastich 8/08/09 09:57 - 1248 commenti

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Merli era una attore che viveva il personaggio che doveva interpretare e da certe mosse, certi dialoghi e certi sguardacci sembra proprio che Stelvio Massi sapesse che cartucce usare per far funzionare a meraviglia l'arma "merlesca". Classico canovaccio poliziesco italiano, con l'aggiunta del rapimento del figlio. Che volere di più?

Renato 4/06/09 12:28 - 1648 commenti

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Un poliziesco dove a prevalere è -stranamente- il lato privato della vita del commissario. Sì perché al di là delle solite invettive contro la delinquenza e gli scarsi mezzi della polizia (obolo da pagare al genere, in quel periodo) il film si concentra su una storia di vendetta personale, se vogliamo non originalissima ma comunque ben oliata in fase di sceneggiatura. La Agren, ancora bellissima, fa solo tappezzeria.

Enzus79 20/06/09 09:42 - 2392 commenti

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Poliziesco che intriga fino al rapimento del figlio di Merli, poi si cade nel già visto con un finale troppo frettoloso e che forse poteva essere fatto in altra maniera. Stelvio Massi è bravo nel girare le scene d'azione, ed alcuna anche al rallentatore (ricorda Castellari). Maurizio Merli come lo giri, lo giri: è sempre Merli...

Rickblaine 20/06/09 09:47 - 635 commenti

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Debole nella credibilità, ma audace per certi versi nello sviluppo della storia. Merli e Massi si intendono bene: l'impegno del regista per le scene più cult e violente e Merli nell'immagine del solito commissario incavolato. Non è ottimo e non raggiunge livelli molto alti, ma non è da buttare.

Daidae 26/10/09 13:32 - 2968 commenti

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Non eccezionale, ma neppure brutto e deludente come molti lo hanno dipinto. Girato alla fine del 70 a mio avviso si sentono i primi scricchiolii del poliziesco all'italiana (che verrà chiuso proprio da Massi con Poliziotto solitudine e rabbia). Gli attori non sono malaccio e Merli è sempre Merli. Diciamo sufficienza piena.

G.enriquez 5/11/09 14:11 - 121 commenti

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Ottimo film di Massi con il mitico Maurizio Merli, qui personaggio carico di sfumature più umane e non giustiziere tout-court. La sceneggiatura è bellissima e stracolma di idee e situazioni originali, la scenografia e la fotografia sono curatissime. La storia tiene con il fiato sospeso per tutta la durata della pellicola, senza la minima caduta di tono e l'interpretazione offerta da Merli è davvero sentita. Finale leggermente frettoloso (una scena corale prima della fine non avrebbe guastato), ma anche molto ricercato a livello registico. Da vedere.

Cotola 3/11/09 18:58 - 8443 commenti

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Gradevole poliziottesco che pur non essendo nulla di eccezionale e non potendo contare su scene d'azione particolarmente "cazzute" e memorabili, si lascia comunque seguire con piacere sino al finale abbastanza scontato. Stelvi gira professionalmente e Merli il suo lavoro lo fa sempre. Ideale per gli amanti del genere.

Stelvio Massi HA DIRETTO ANCHE...

Puppigallo 30/01/10 10:46 - 4930 commenti

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Questo commissario di ferro non rimarrà più di tanto impresso nella mia memoria, perdendosi nell'affollato universo di commissari simili, ferrosi o pietrosi che fossero. A rubargli la scena è uno psicopatico che prende tutti in ostaggio al commissariato! Grazie a lui, più che al protagonista, che nel frattempo indaghicchia, sparicchia, insegue e raccoglie i cocci della sua vita privata, si crea almeno un po' di tensione, stemperata dal cameriere che porta la colazione al commissariato e, trovando il pazzoide, che gli dice di stare calmo, esclama: "Me cago sotto!". Vedibile, ma nulla più.
MEMORABILE: Il protagonista arriva al commissariato e trova, un collega che legge il giornale e un altro che batte a macchina al rallentatore: "Siete indaffarati"

M.lupetti 30/01/10 12:54 - 58 commenti

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Non è certo un capolavoro, è sempre un film poverissimo pieno di leggerezze, incongruenze, stereotipi e recitato coi piedi, però è uno dei miei preferiti del duo Merli-Massi. Ha dalla sua l'idea originale della doppia storia (commissariato col pazzo che tiene sotto scacco gli agenti e commissario che vaga per la città preso dalle sue indagini) che scorre parallela fino al ricongiungimento finale. Più interni del solito (l'idea va incontro alla necessità del risparmio) per una "domenica nera" che un po' di suspence la sa offrire. Passabile.

Il Dandi 21/04/10 17:46 - 1917 commenti

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Episodio di passaggio nella filmografia di Massi/Merli, non scanzonato come Poliziotto sprint ma nemmeno crepuscolare come Poliziotto solitudine e rabbia. Questo Commissario Mariani è privo di tutto il sottotesto che caratterizzava Betti e Tanzi. I suoi superiori, per una volta, non si lamentano dei suoi metodi ma si preoccupano che non sia proprio lui, poverino (con quell'arpia di suocera), a farsi ammazzare. Insignificante OST di Lallo Gori, scura fotografia, abuso del ralenty alla Peckimpah.
MEMORABILE: La scena del sequestro dentro l'ufficio della Polizia, con l'arrivo del cameriere del bar.

Bruce 30/04/10 16:23 - 1007 commenti

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Qui si fa sul serio. Ottanta minuti tesi, non vi è nulla di inutile. Azione, suspence, ritmo ed emozioni. Merli è di ferro, Massi dirige con precisione. Il soggetto e la sceneggiatura funzionano, così come l'idea di girare quasi in diretta, come se il tutto si svolgesse nell'arco di una sola giornata. Solo il finale appare un po' affrettato ma il film è un poliziesco vero, coinvolgente, di buon livello.

Nando 13/05/10 16:29 - 3670 commenti

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Nonostante il titolo altisonante, Merli considerò sempre questo film come un'opera di transizione, "un film fatto di niente" ebbe a dire il compianto attore romano. La narrazione si svolge nell'arco di una giornata e culmina con il rapimento del figlio del commissario. Trama poco avvincente e un Merli che appare, a mio modo di vedere, stanco del ruolo. Buona l'indagine introspettiva sugli amari affetti familiari del protagonista.

Markus 27/09/10 17:58 - 3540 commenti

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Ennesimo poliziesco all’italiana, ma che si avvale di un Maurizio Merli più riflessivo che, consapevole del suo personaggio ormai cucito sul suo volto, cerca di dare un taglio personale al commissario senza però rinunciare del tutto all’action, anche se - occorre dirlo - il ritmo è complessivamente lento e questo fa inciampare la pellicola in cali di tensione non propriamente opportuni, nel genere. Nel complesso un film convincente che consiglio, anche per scoprire Merli attore e non solo "maschera". Ottima la OST di Lallo Gori.

Gestarsh99 17/10/10 13:25 - 1393 commenti

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Un poliziesco notturno dal cast solido, in cui spicca un Merli meno irruento e cinico del consueto e molto più riflessivo. Assieme a La legge violenta della squadra anticrimine uno dei film più compositi e ragionati di Massi, anche se non mancano elementi leggermente stonati, come ad esempio tutta la parte paradossale che vede il sequestratore (Massimo Mirani) tenere sotto scacco un intero commissariato. Bellissima e variegata la colonna sonora di Lallo Gori, con gustosi passaggi lounge avvolgenti e psichedeliche cacofonie ambient che riportano alla mente quelle ascoltate ne L'ultima casa a sinistra.
MEMORABILE: Tutta la sequenza al ralenty del rapimento della ragazza nei primi minuti del film.

Ciavazzaro 25/05/11 14:56 - 4774 commenti

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Inconsistente. Merli non offre molto, pure la Agren appare svogliata e poco convinta e anche l'attore che interpreta lo psicotico risulta poco incisivo. C'è naturlamente azione, ma la parte finale dove Merli deve cercare di salvare suo figlio risulta quasi noiosa. Evitabile.

Fauno 10/10/11 15:32 - 2092 commenti

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Uno dei film più obsoleti nel suo genere. A malapena fa sorridere l'assenteismo di un commissariato di polizia in una domenica. Anche la personalità del criminale non fa molto da collante; ottengono risultati molto migliori i tentativi di mediazione o persuasione degli altri funzionari di polizia che ci vanno di mezzo...

Motorship 8/07/13 22:29 - 585 commenti

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Discreto poliziesco con un Merli più misurato e riflessivo del solito, motivo per cui il registro del film si mantiene su livelli meno violenti pur non rinunciando all'azione che peraltro è molto presente e in alcuni tratti davvero notevole. La regia di Massi è molto presente (stupende le scene al rallentatore), il ritmo non è affatto male, mentre la sceneggiatura ha troppe ingenuità e incongruenze. Il finale invece mi è sembrato fin troppo frettoloso. Bellissima come sempre la Agren, anche se solo decorativa. Ottima la fotografia. Non male.
MEMORABILE: La scena del rapimento della ragazza girata al rallentatore...

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Nicola81 19/01/14 13:38 - 2483 commenti

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Massi dirige con la consueta bravura un poliziesco a budget ridotto e non tra i più incisivi, ma che può vantare alcuni spunti originali come l'azione concentrata in una sola giornata e il peso predominante rivolto alle vicende personali del protagonista, che rendono Merli, a dispetto del titolo, meno rabbioso del solito. La breve durata comporta un ritmo serrato, ma anche un finale inevitabilmente sbrigativo. Buona prova del cast, scialbe le musiche di Gori. Non indimenticabile, ma il compito di intrattenere onestamente lo assolve in pieno.

Trivex 25/08/14 08:50 - 1645 commenti

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Molto debole e a tratti noioso, purtroppo. Poche scene di rispetto e ampi spazi di mediocrità cinematografica di "genere". Merli appare poco convinto e la stessa cosa traspare nella sceneggiatura, costruita attorno a un evento improbabile (il tizio con la faccia da pazzo e/o terrorista che entra al commissariato armato, senza nessun ostacolo) che da qui si affanna per dare credibilità al prodotto, arrampicandosi su specchi appena lucidati. Finale ammortizzato e "sdrammatico", conseguentemente a questo "revolver" cui si è scordato di togliere la sicura.

Pessoa 7/10/14 22:05 - 2360 commenti

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Stelvio Massi e Maurizio Merli confezionano uno degli ultimi poliziotteschi dal tono crepuscolare. Il genere ha ormai poco da dire e l'ennesima spremitura del limone produce questa volta scarso succo. Sembra di aver già visto tutto e alcuni episodi mancano di credibilità. Anche i malviventi non fanno più paura e nella mediocrità generale si distingue Massimo Mirani (che sembra crederci fino in fondo) nel ruolo della scheggia impazzita. Solo per gli integralisti del genere.

Jdelarge 20/04/15 13:19 - 1000 commenti

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Massi si scosta leggermente dal poliziottesco classico basandosi su un'idea di partenza tutt'altro che malvagia. Il montaggio alternato che domina la prima parte del film provoca la giusta tensione, ma purtroppo il cast non appare in stato di grazia e la regia non riesce a conferire buon ritmo a un film che appare "piatto" dall'inizio alla fine. Il carattere dei personaggi è solo abbozzato, perciò è difficile immedesimarcisi. Occasione sciupata.

Rufus68 8/06/16 22:16 - 3602 commenti

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Se la donna (leggi: il melodramma) uccide il western, il moccioso fa strage del poliziottesco. L'inizio è discreto, così come Mirani nei panni dello psicopatico vendicatore, ma la caccia per liberare il figlioletto annega nella nostra indifferenza. Ai minimi sindacali il cast, compresa la Agren che ha una gran voglia di starsene altrove. Merli, invece, padroneggia il mestiere e si conferma attore sottovalutato.

Myvincent 10/08/17 14:15 - 3303 commenti

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Merli nei panni del commissario è più credibile, sebbene la faccenda che lo colpirà nei suoi affetti familiari trasformi tutta l'operazione in una specie di tragedia "napoletana". Inesistenti le relazioni con i traffici internazionali e nessuna con la corruzione delle forze dell'ordine. Il protagonista viene lasciato solo a dimostrare (con fatica) tutta la sua capacità di attore. Fate voi...
MEMORABILE: L'inutile presenza "esotica" di Janet Agren.

Victorvega 15/08/19 22:40 - 467 commenti

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Nella media del genere: senza picchi e senza cali. Per i non cultori dimenticabile, per quelli che lo sono, ricordabile ma come molti altri. Realizzato con molto mestiere e seguendo una sorta di ricetta ormai codificata. Merli fa... il Merli. Con il rapimento del figlio inizia una sorta di altro film e in quel caso si avverte un po' più di tensione.

Berto88fi 20/09/19 10:49 - 215 commenti

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Poliziesco atipico fra i tanti del periodo; l'incipit è in linea con il genere ma subito dopo il film vira verso il dramma personale del commissario e di un invasato che cerca vendetta. Massi dirige discretamente, buona la fotografia ma la trama a momenti sconfina nell'improbabile, pur avendo il pregio dell'originalità. Mirani è il più convincente del cast, inespressiva la Agren, Merli moderato e meno "di ferro" che in altre pellicole. Da rivalutare, ma i non avvezzi al genere storceranno il naso.
MEMORABILE: Il rapimento iniziale.

Ira72 27/01/20 10:46 - 1203 commenti

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A parte colonna sonora e atmosfere incantevolmente nostalgiche, non ci sono grandi guizzi. La recitazione appare svogliata e la sceneggiatura decisamente prevedibile, poco avvincente. Ci sono i soliti cliché del poliziesco, cui si è aggiunta una nota sentimentale che resta in superficie, senza nulla aggiungere. Tante le scene al limite del farsesco alle quali segue un epilogo scontato. Un compitino passabile per il fascino del periodo.

Pinhead80 12/05/20 17:21 - 4334 commenti

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Stelvio Massi si conferma un buon regista di polizieschi all'italiana, ma molto del merito in questo caso va all'inossidabile Maurizio Merli, il "commissario" per antonomasia. Come al solito il protagonista interpreta il ruolo che lo ha consacrato, ovvero il poliziotto dedito anima e corpo al servizio del cittadino a costo di infrangere lui stesso la legge e di lasciar da parte la famiglia. C'è anche della comicità non troppo velata, cosa che alleggerisce una sceneggiatura che poteva essere troppo violenta e ripetitiva.
MEMORABILE: Il commissario Mariani che distrugge con violenza un cancello in retromarcia.

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Manfrin 14/05/20 10:48 - 366 commenti

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Forse il miglior film con Merli commissario: pur non essendoci i tipici inseguimenti in auto non mancano certo l'azione e qualche scazzottata di rito. E' però quasi un noir, ricco di ritmo e colpi di scena, che coinvolge e stimola la visione sino alla fine. La Agren è proprio statuaria nel vero senso della parola, subito dietro solita parata di caratteristi del genere. Solida la regia di Massi.

Giùan 11/09/20 17:17 - 3855 commenti

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Contiene almeno due inserti "originali" sia nel più vasto orizzonte del poliziottesco che nella costellazione baffuta relativa al Kommissar Merli: il risveglio alla Umberto D. del nostro con tanto di sbadiglio, sbarbamento, moka e l'"apparizione" del santino di Gramsci che tutti ci sbarella e circonfonde. Due assi nel mazzo dello script di Gianviti (esperto in commedie sarcastiche), che non contento mette sul tavolo pure l'edipico patologico Mirani che tiene in scacco il commissariato, un paio di stilettate romanesche di Manni e perfino un finale incruento. Eterodosso e stravagante.
MEMORABILE: Manni a proposito di Merli: "Prende tutta la banda, libera la ragazza, recupera il bottino e non è contento: ma che cazzo vorrà?".

Androv 8/03/22 14:49 - 163 commenti

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Non male: Merli (non doppiato) è un gigante come presenza, la Agren è gelida e affascinante e il cast fa il suo lavoro, con un ottimo Massimo Mirani in un personaggio totalmente psicotico. Il film è corto, pare avessero finito i soldi, alcune scene sono stiracchiate (quella del deposito), ma tutto sommato si lascia guardare. Forse sarebbe stato possibile risolvere la storia in pochi minuti, aspetto che la rende inverosimile. Interessante la parte dell'inseguimento finale su treno.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Hackett • 1/08/08 10:51
    Segretario - 531 interventi
    Markus permettimi l'inserimento per farti i complimenti, stai inserendo una tale quantità di location da far girare la testa a google map!
    Complimenti e ... grazie!
  • Discussione Hackett • 1/08/08 13:35
    Segretario - 531 interventi
    Markus ebbe a dire:
    Hackett ebbe a dire:
    Markus permettimi l'inserimento per farti i complimenti, stai inserendo una tale quantità di location da far girare la testa a google map!
    Complimenti e ... grazie!



    grazie a te Hackett! mi fà piacere che hai gradito!

    PS ricordati che l'invito a Milano c'è sempre!


    Ti ringrazio!! ne approfitterò molto volentieri!
  • Curiosità Gaetano • 27/10/09 14:08
    Galoppino - 121 interventi
    La prima traccia del CD di Elio e le storie tese Studentessi, riprende i dialoghi di Merli che irrompe nella bisca cercando notizie su Sergio Conforti.

    .."Parla! Parla! Dov'è? Parla!!!"
    "Non lo so! Glielo giuro! A Nando! Questo me spezza, diglielo! A Nando! Tu 'o conosci! Sergio Conforti è amico tuo! E diglielo, no?"
    "Sei proprio una carogna!"

    Sergio Conforti è il vero nome di Rocco Tanica tastierista degli Elii.
  • Homevideo Herrkinski • 15/12/09 22:09
    Consigliere - 2501 interventi
    Disponibile in DVD per Avo Film:

    - Video: 1.85:1 Widescreen
    - Audio: Italiano Dolby 2.0
    - Extra: Photogallery

    In copertina dice "Edizione Restaurata" (mah!) e sul retro campeggia un inspiegabile divieto ai minori di 18 anni (!).
    Ultima modifica: 18/02/14 07:48 da Zender
  • Musiche Ellerre • 7/05/10 16:44
    Call center Davinotti - 1175 interventi
    Interessanti le composizioni minimaliste di Lallo Gori (Coriolano il suo vero nome) che scrive la colonna sonora di questo film. Il compositore romagnolo, che è noto per aver musicato film di Franco e Ciccio e varie commedie erotiche all'italiana, qui mette assieme una serie di brani non troppo elaborati ma ricchi di suoni e arrangiamenti originali. Tutto fatto con tastiere analogiche (Moog, Arp, ecc.) e batteria. "Casareccio" insomma. Anche nella colonna sonora "Ritornano quelli della calibro 38" (1977) è presente l'identico esperimento.
    Riferimento discografico: Lallo Gori, Ritornano quelli della calibro 38 - Il commissario di ferro, Beat Records.



    http://www.youtube.com/watch?v=KZ_uqppCQfs
    Ultima modifica: 7/05/10 16:47 da Zender
  • Curiosità Ciavazzaro • 25/05/11 14:41
    Scrivano - 5616 interventi
    Scheda di doppiaggio

    Maurizio Merli si doppia da solo
    Maria Pia Di Meo:Janet Agren
    Michele Gammino:Chris Avram


    La portinaia è doppiata da Flaminia Jandolo
  • Homevideo Xtron • 19/04/12 15:33
    Servizio caffè - 2019 interventi
    Il dvd Avo ha una durata di 1h19m11s

    Ultima modifica: 19/04/12 16:43 da Zender