Il commissario Leguen e il caso Gassot

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Titolo originale: Le tueur
Anno: 1972
Genere: poliziesco (colore)
Note: Aka "Il commissario Le Guen e il caso Gassot".
Numero commenti presenti: 7

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/10/14 DAL BENEMERITO MEDUSA71
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Medusa71 22/10/14 19:59 - 41 commenti

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Un'avvincente caccia all'uomo è il tema di questo polar dalle atmosfere livide e crepuscolari, più efficace nel profilo psicologico che nell'azione (piuttosto convenzionale e poco spettacolare), con sparatorie e omicidi che si susseguono senza però la becera e trucida violenza dei poliziotteschi nostrani dello stesso periodo, tanto cari a Tarantino. Un Buon cast, un ritmo alacre (aiutato dalla breve durata) e qualche arguta battuta contribuiscono alla discreta resa di un film comunque godibile e degno di una serata d'essai.
MEMORABILE: Le insolite e suggestive musiche di Hubert Giraud.

Digital 24/03/15 19:20 - 1121 commenti

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Evaso dalla prigione ove era recluso, un pericoloso assassino è ora in libertà. Un solerte commissario saprà escogitare un piano per fermarlo. Polar che viaggia a ritmi blandi, il che lo rende poco avvincente. Ciononostante si guarda volentieri (e il breve metraggio lo agevola), poiché la storia, pur nella sua prevedibilità, riesce a catturare sufficientemente, tra feroci sparatorie e inseguimenti a perdifiato. Tra gli interpreti ho apprezzato il dinamico Testi e la conturbante Glass; Gabin - con tutto il rispetto - mi è parso come mummificato.

Lythops 30/09/15 11:13 - 975 commenti

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Buon polar che predilige, secondo la tradizione del cinema transalpino di quegli anni, i ritmi lenti e naturali com i dialoghi scritti da Pascal Jardin. Testi è al suo solito piuttosto insipido e vediamo Gabin, che aveva precedentemente interpretato Maigret, a suo agio e usare senza fatica la sua bellissima maschera anche se, data l'età, come commissario sarebbe stato in pensione da tempo. Film credibile nelle scene d'azione nonostante la semplicità dei mezzi di allora. Finemente malinconico.
MEMORABILE: Le Boyard in carta di mais senza filtro: le migliori spaccapolmoni di allora, per uomini duri.

Homesick 13/03/16 16:14 - 5737 commenti

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Mediocre polar, che a dispetto del breve metraggio si trascina fiacco in preda della monotonia, risvegliandosi dall'annoiante torpore solo con un paio di uccisioni a sangue freddo e con il brusco finale nella nebbia. Di ordinaria amministrazione le prove del commissario Gabin e del bandito Testi: il primo flemmatico e all'antica, il secondo dedito alle performance atletiche e a qualche slancio romantico con la Glas.
MEMORABILE: «Che ora è?»; Testi che si libera del magnaccia della Glas.

Nicola81 20/04/16 22:33 - 1974 commenti

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Commissario prossimo alla pensione, i cui metodi sono ritenuti sorpassati dal suo diretto superiore, si mette sulle tracce di un evaso pluriomicida. Il film è tutto qui e non riserva nessuna sorpresa, ma Gabin ci mette la sua consueta maschera, Testi l'atletismo, i comprimari sono bravi, la regia sobria come ci si aspetta, le location francesi particolarmente suggestive, la colonna sonora abbastanza orecchiabile. Il ritmo è quello tipico del polar, quindi abbastanza compassato, ma la breve durata impedisce allo spettatore di annoiarsi.
MEMORABILE: L'omicidio del protettore.

Rufus68 10/09/16 00:08 - 3114 commenti

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L'inettitudine della regia dissangua lentamente questo polar che era partito con discreto piglio. I cliché del genere (lo scontro fra vecchio e nuovo mondo dell'investigazione, la prostituta di buon cuore, il delatore et cetera) residuano inerti. Testi, atleticamente psicopatico, è il migliore del gruppo; Gabin si limita a bofonchiare di tanto in tanto, Blier lo asseconda correttamente e nulla più.

Il Dandi 24/12/17 14:29 - 1814 commenti

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Ordinario, ancorché piacevole, polar con caccia all'uomo all'evaso di turno. Gabin, commissario anziano e conservatore, è ovviamente a suo agio mentre Testi non convince troppo come psicopatico sanguinario. In perfetto stile francese, nella corretta verosimiglianza della messa in scena sta pure il limite della presa spettacolare, fra Citroën nere (per lo più parcheggiate) e sigarette a carta gialla (le Boyard, evidentemente rare già allora visto che rappresentano un indizio). Particina per uno sconosciuto Depardieu, belle musiche di Giraud.
MEMORABILE: L'omicidio del macrò.
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  • Homevideo Digital • 9/05/17 18:49
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