LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Per tutta la prima ora il film è l'ennesima variante sul tema dei dieci piccoli indiani di Agatha Christie (romanzo puntualmente citato in stile Kevin Williamson, per tentare cioè di affrancarsi rozzamente dall’accusa di plagio spudorato); girato senza fantasia, ricalcando le orme di coloro che in America macinano thriller rispettando determinate regole e dando allo spettatore la giusta dose di suspense, sangue e violenza. Tutto nella norma, insomma, compresa una trama fastidiosamente priva di spunti originali. Poi però, come va di moda oggi, ecco il colpo di scena che ribalta le cose. Perché c'è di mezzo un personaggio con personalità multiple, non dimentichiamocelo. E allora tutto si rimette in discussione con una trovata piuttosto... Leggi tuttooriginale (ma pensate a THE CELL con attenzione) ed efficace. Siamo però già verso la fine (mancano una ventina di minuti) e il gioco ha il fiato corto. Magari ci si può anche divertire, ma in fin dei conti, valutando il film nel suo complesso, c'è da dire che quanto vediamo si inserisce nel novero dei trailer di serie B confezionati decentemente (il cast, con Ray Liotta e John Cusack, almeno non è insopportabile) ma incapaci di offrire un briciolo di personalità. Il set scelto (un motel abbandonato in una notte buia e tempestosa, con tuoni e lampi che dovrebbero accrescere le nostre paure ma ci fanno solo venire in mente l'ennesimo espediente da horror senza idee) non è esaltante, il sangue è dosato, la violenza esplode realmente solo in un paio di occasioni (e sempre per colpa di un’auto). C'è chi ha apprezzato, chi ha trovato del buono in IDENTITY, ma l’impressione è quella del thriller “psicologico” figlio dei nostri tempi, molto più trendy e insulso di tanti altri.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Caesars 28/03/07 09:47 - 2632 commenti

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E' veramente molto difficile trovare nuove idee nel cinema di oggi (e nel genere giallo in particolare); comprensibile quindi che buona parte di ciò che compone "Identità" sia già stato visto decine di volte. Attenzione però, perchè qualcosa di nuovo questa volta c'è; non si può svelare in cosa consiste per non rovinare la sorpresa, ma di sicuro rende la pellicola molto più interessante della media dei thriller. Anche il cast è decisamente superiore a quanto siamo abituati a vedere in questo tipo di film. Se piace il genere, da vedere.

Red Dragon 29/03/07 21:21 - 125 commenti

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Buono il thriller di Mangold, tutto (quasi) sviluppato in una sola location (il lugubre motel) con un cast che fa il suo mestiere e gli avvenimenti che si sviluppano in maniera meccanica secondo lo schema "scopri l'assassino". I dialoghi sono talvolta grossolani e gli avvenimenti spesso poco credibili. Poi però il grossolano e il poco credibile gettano dei sospetti. E nell'ultima mezz'ora il film cresce e svela perché c'è qualcosa che non quadra in tutta la storia. Svetta sul piattume odierno. Buono.

G.Godardi 17/04/07 01:30 - 950 commenti

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Thriller con venature metafisiche, quasi uno psicodramma. C'è il solito colpo di scena, è vero, ma stavolta non vi è nulla di soprannaturale, semmai il il colpo che viene inflitto allo spettatore è surreale. Quindi ricorda solo vagamente i thriller di Shyamalan, il vero referente strutturale del film invece è I soliti sospetti, di cui questo film è una specie di variante inversa. Buon ritmo e bel cast. Uno di quei film che può risultare sia geniale che una grande furbata, a seconda dell'occhio di chi lo guarda. Comunque sia sono 90 minuti che filano via.

Undying 24/04/07 01:10 - 3841 commenti

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Mica male, questo filmetto nato senza pretese e ben girato, ben recitato ed ottimamente sceneggiato, che si va ad inserire in un sistema narrativo già ampiamente collaudato (De Palma con Doppia Personalità, Argento, Hitchcock) ma lo fa con una grinta ed una forza visiva (e visionaria) di origine personale. Il sistematico scambio della personalità lascia perplessi sul finale, ma se lo si guarda dalla prospettiva "interiore" del (bravissimo) protagonista è più che giustificato. Schizofrenico.

Homesick 15/11/07 11:50 - 5737 commenti

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Il thriller internazionale si risveglia dal torpore e mette in scena una storia che, seppur non molto originale (il modello è ancora Dieci piccoli indiani), è sviluppata con personalità, buona recitazione (soprattutto Cusack e Liotta) e una fotografia a tratti stroboscopica. Così si rivedono volentieri il motel di Psyco, i riferimenti alle persoanlità multiple depalmiane, gli omicidi da giallo italiano anni '70 e il doppio finale argentiano. Merita.

Rebis 2/03/09 20:12 - 2087 commenti

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Parte a mille Identità con i personaggi risucchiati a imbuto nello spazio minimo e claustrofobico del Motel; poi li sospende in una bolla ansiolitica dove ogni azione si fa determinate generando nessi fatali. Il discusso finale, imprevedibile e coraggioso perché ridefinisce a posteriori l’intera struttura narrativa del film, rischia anche di devitalizzarne la ragion d’essere: lo stupore non è detto trovi bilanciamento in una chiosa soddisfacente. Ad ogni modo resta un intrattenimento d’alta classe e un convincente esempio di sceneggiatura che cerca soluzioni, per una volta, inedite.

Daniela 4/03/09 11:06 - 8960 commenti

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Per buona parte della durata sembra una variazione del solito gioco dei 10 piccoli indiani: un gruppo eterogeneo di persone, riunito in un luogo da cui non può allontanarsi, viene via via sfoltito da un misterioso criminale. Buon cast (Cusack e Liotta in testa), ma scarsa originalità e non poche incongruenze, oltre ad una trama parallela che non si sa bene come vada ad incastrarsi in quella principale. La novità è invece proprio nell'incastro fra i due piani di narrazione, che è sorprendente e fa molto alzare le quotazioni della pellicola.
MEMORABILE: Verso il finale, Cusack si guarda allo specchio.

Galbo 4/03/09 12:13 - 11269 commenti

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Certamente un film che deve molto ad alcuni capolavori del genere che lo hanno preceduto (da Seven a I soliti sospetti). L'operazione diretta da James Mangold viene però condotta con una certa efficacia, portando in porto un thriller piuttosto efficace che evita il rischio di plagio grazie ad un'intelligente sceneggiatura, un'indubbia bravura nella scelta della location e nei movimenti della macchina da presa e ad una buona scelta del cast. Piacevole.

Supercruel 26/04/09 15:12 - 498 commenti

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Tutta la prima parte scorre liscia, senza sussulti, in maniera piuttosto stereotipata ma pur tuttavia godendo di innegabile mestiere nella recitazione e nella messa in scena. Poi, quando ormai ci si è rassegnati ad essere al cospetto del solito thriller, arriva il twist, unico vero punto di forza di un film altrimenti trascurabile. Il "cambio di prospettiva" invita e ripensare tutto da un nuovo angolo, fino al doppio finale, non così memorabile ma sufficientemente efficace. Passabile, ma dopo la visione rimane poco.

Belfagor 26/10/09 15:47 - 2617 commenti

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Abbiamo capito: questo film vorrebbe imporsi come il Dieci piccoli indiani del ventunesimo secolo. Ma non basta scomodare un cast stellare per riuscirci. Oltremodo pretenzioso e presuntuoso, convinto di sconvolgerci con un colpo di scena ben organizzato ma non così straordinario. Non è brutto e gli attori lavorano bene, ma non basta a farne qualcosa di innovativo.

Enricottta 15/01/11 12:38 - 507 commenti

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Collage di idee prese, non certo alla rinfusa, con buoni intenti. Si attende il colpo di scena e si avrà, si aspettano le scene horror, e si vedranno, si cerca il risvolto psicologico e come d'incanto arriva. Insomma, un mare magnum di banalità, ma onestamente si può guardare. Il cast è utilizzato male, un vero peccato. La classica location (Motel) e le avversità meteo hanno un po' stancato. Ma quanto piove nei thriller?

Domino86 21/05/10 10:55 - 525 commenti

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Buon thriller, ben strutturato, lascia spazio ai colpi di scena e alla suspence; azzeccata la scelta del doppio piano narrativo. Dalla parte del regista c'è, sicuramente, un cast ben assemblato e un John Cusack che dimostra sempre più la propria bravura.

Nando 13/01/11 21:02 - 3441 commenti

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Visionario thriller ben diretto e validamente interpretato da un cast omogeneo. Emergono riferimenti a pellicole del passato ma alcune situazioni sono ben gestite e l'atmosfera inquieta e subdola trasuda in maniera interessante. Finale lievemente contorto.

Pigro 14/01/11 08:43 - 7666 commenti

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La storia dei rifugiati nel motel durante una tempesta (raccontata con incalzante dosaggio di tensione e false piste) e, in parallelo, l'interrogatorio di un pluriomicida. Intrigante variazione sul tema "serial killer", che non teme i numerosi consapevoli riferimenti (dal motel hitchcokiano al countdown alla Christie, dal cimitero maledetto ai Soliti sospetti) perché l'apparente frullato distilla un filo logico, anch'esso non nuovo, ma reinterpretato originalmente. Lo scarto finale è sorprendente e rimette genialmente in gioco i cliché. Acuto.

Max92 20/12/11 17:46 - 104 commenti

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James Mangold confeziona qui il suo film più riuscito e personale; un autentico capolavoro di torbide inquietudini, sottile, insinuante ed inquietante come pochi. Lo spunto delle personalità multiple è vecchio quasi quanto il cinema (si pensi a La fossa dei serpenti del 1948), ma il regista newyorkese ha il grande merito di battere strade nuove (o di tentarci, quantomeno) realizzando una pellicola di notevole interesse, con interpreti perfetti (su tutti, un sofferente John Cusack), immersa in atmosfere macabre di rimarchevole suggestione.
MEMORABILE: L'angosciante finale, costruito con uno spannung ammirevole.

Gestarsh99 3/07/12 00:30 - 1303 commenti

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E fu così che in una notte di tregenda 10 piccoli indiani del Nevada finirono in un oscuro motel, senz'alcun Perkins ma con mille perché... Mille perché tutti assiepati in questo slasher "psycho-caligariano", che con gaia scioltezza semplificatrice si perde nei dedali delle scissioni schizofreniche, giocando a rubamazzo tra indecidibilità di eventi e personaggi ed illegibilità del diagramma causa/effetto. Contorto nei suoi plurimi almanaccamenti congetturali e sospeso sulla friabilità di una linea deduttiva dalle inversioni sempre più imprevedibili, una pellicola che rammenta come l'unica libertà reale sia quella della nostra mente.
MEMORABILE: Jake Busey strozzato da una mazza da baseball infilatagli giù per il gargarozzo; L'epifanico e "artigliato" colpo di coda conclusivo...

Rambo90 7/06/12 22:31 - 6243 commenti

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Ottimo thriller, che parte come se fosse 10 piccoli indiani (c'è anche la filastrocca) e continua muovendosi su binari psicologici e metafisici completamente diversi. Tanti i colpi di scena, un ritmo serrato, fotografia scura, regia sempre attenta. Buono il cast, in primis ovviamente Cusack, ma anche Liotta e Molina fanno bella figura. Finale contorto, ma interessante.

Cangaceiro 18/10/12 15:52 - 982 commenti

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Gli ingredienti per uno slasher d'elite capace di assurgere a feticcio cult per appassionati c'erano tutti: sinistra ambientazione nella sperduta landa americana, buio, pioggia e una bella galleria di personaggi ambigui. Poi però si contamina, con virate nell'horror sovrannaturale e sofisticato che rendono il tutto un ibrido poco chiaro, quasi un oggetto misterioso difficile da catalogare e, ben più grave, da apprezzare a fondo. Anticonvenzionale e beffardo l'epilogo. La strana coppia Cusack/Liotta tira la carretta da sola per quasi tutto il film.

Piero68 10/09/12 10:11 - 2749 commenti

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Palesemente ispirato adun romanzo della Christie (anche se la sceneggiatura cerca di mischiare un po' la carte), Identità è un discreto thriller psicologico che però non riesce a convincere fino in fondo. Parte da un buon cast, ottimi ambientazione e montaggio; purtroppo finisce con lo scoprire le carte troppo presto e, anche se il colpo di scena finale merita, gli ultimi 20-30 minuti risultano essere abbastanza superflui e inutili. Notevole comunque la sceneggiatura nel suo complesso, con un inizio quasi da Coen Bros.

Buiomega71 18/05/13 00:44 - 2193 commenti

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Inizio tarantinato alla Pulp fiction (con stop-frame) da rasentare il geniale; in mezzo tocca picchi slasher notevoli (decapitazioni, pugnalate, mazze da baseball infilate in gola), pioggia battente continua (come nei finali dei Venerdì 13) e una chiusa finale sorprendente e assolutamente eletrizzante. Quasi kinghiano nell'assunto (cimiteri indiani a far da "maledizione") e echi da Grano rosso sangue. Mangold, nel suo primo e unico film di genere, mantiene la tensione costante e regala schegge del miglior horror/thriller dal vago sapore settantiano. Gustoso.
MEMORABILE: Tutto l'incipt iniziale, con fatali scarpine col tacco e terribili incidenti; La testa della DeMornay nella lavatrice; Il flashback riguardante Liotta.

Nicola81 19/04/15 11:48 - 1884 commenti

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Citazionista a più non posso, ma per almeno 3/4 funziona grazie a un bel ritmo e a una efficace costruzione della tensione. Poi, quando i nodi vengono al pettine, più che l'effetto sorpresa prevale la sensazione di essere stati presi in giro. D'altronde, quando di mezzo c'è la schizofrenia, vale praticamente tutto... Finché possono, Cusack e Liotta tirano generosamente la carretta in questo thriller ben confezionato ma a conti fatti superfluo e naturalmente disonesto.

Pinhead80 15/10/15 17:00 - 3782 commenti

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In una notte da incubo caratterizzata da una pioggia incessante e snervante, un gruppo di persone si ritrova suo malgrado a dover soggiornare in un motel. Qui le morti si succederanno una dopo l'altra senza soluzione di continuità. Lavoro interessante di Mangold, che imbastisce una storia sviluppata su diversi livelli temporali e che si apre solo alla fine come una scatola cinese. Davvero tanti gli elementi interessanti per cui vale la pena vedere questo film, a cominciare dalle atmosfere. A tratti macchinoso ma molto bello.

Saintgifts 23/10/15 13:13 - 4098 commenti

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La pioggia è il primo elemento a disturbare, anche se tutti, più o meno bagnati, sembra non le diano troppo peso. Tutti nati lo stesso giorno, con nomi geografici; aggiungi che si trovano tutti nello stesso posto nello stesso momento e l'impianto è già fatto. La seconda storia è quella che aggiunge l'elemento psichico che "giustifica" ogni cosa, anche il fatto che le camere del motel siano dieci. La scelta dei personaggi è buona e gli attori supportano bene i loro caratteri. C'è la tensione giusta, ma non quel pizzico in più non prevedibile.

Metuant 25/10/15 13:39 - 454 commenti

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Parte come un thriller claustrofobico all'apparenza come tanti altri, sebbene certi elementi - la pioggia, l'atmosfera sempre plumbea - rendano il tutto comunque intrigante. Poi la storia prende il via e riesce a intrattenere in modo convincente fino a una conclusione che spiazza lo spettatore, vero grande pregio del film. Anche il comparto attoriale risulta valido.
MEMORABILE: La strana filastrocca che conclude di fatto il film.

Ultimo 10/08/16 12:44 - 1322 commenti

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Un thriller ben costruito con un cast di buon livello: i migliori sono Cusack e Liotta, ma a dirla tutta anche Amanda Peet se la cava discretamente. La trama è ben costruita (riprende in parte "Dieci piccoli indiani", ma ambientato in un motel sperduto negli Usa) e, pur con qualche incongruenza di troppo, arriva a un finale che lascerà sicuramente a bocca aperta. Forse con una maggiore attenzione ai dettagli si parlerebbe di un grande film. Comunque buono.
MEMORABILE: Il primo omicidio (occhio alla lavatrice).

Il ferrini 14/06/16 23:31 - 1623 commenti

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Buon dramma psicologico con un cast d'eccezione. A parte gli ottimi Cusack e Liotta si distinguono la "ragazza interrota" DuVall, la Peet (che negli stessi giorni girava Tutto può succedere) e "Octopus" Molina, qui nei panni dello psicologo, figura chiave della pellicola. Tutti i personaggi - o sarebbe meglio dire "identità" - sono ben delineati e si incastrano in un puzzle che si fa sempre più complesso e inspiegabile, fino alla spiazzante rivelazione finale, che per quanto originale forse lascia con qualche perplessità.

Ryo 9/12/16 03:29 - 2156 commenti

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Alla base c'è lo strepitoso romanzo di Agatha Christie "Dieci piccoli indiani"; il che è un ottimo inizio e, se sfruttato bene, può sempre portare a grandi risultati. James Mangold riesce perfettamente a rendere giustizia al soggetto, ispirandosi tantissimo e allo stesso tempo discostandosene fortemente, creando un gioco intrigante dal finale pazzesco. Degno di nota John Cusack, buona prova di John C. McGinley che quasi non riconoscevo, non essendo abituato a vederlo recitare qualcuno che non sia il Dr Cox di Scrubs!
MEMORABILE: L'incipt con le varie scene che vanno a ritroso; Il finale.

Capannelle 25/04/17 23:50 - 3667 commenti

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Da una storia già viste più volte (il gruppo di sconosciuti dalle diverse origini forzato in un luogo poco ospitale e alle prese con un misterioso omicida), si passa a un tema di storie parallele e personalità multiple. Il finale può impressionare o risultare disonesto ma non cambia molto la sensazione di una storia che, pur con ampie potenzialità, viene tirata per i capelli e di una mano registica incalzante ma anche poco elegante nella messa in scena.

Giùan 11/03/18 08:01 - 2818 commenti

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Splendidamente scritto (e qui i migliori complimenti van fatti a Michael Cooney), padroneggiato con sicura destrezza dalla regia di Mangold, bravo a dotare il film di una sua autonoma personalità (ça va sans dire) nonostante il fardello dei riferimenti letterario-cinematografici (da 10 piccoli indiani a Psyco), molto ben recitato (menzione d'onore per l'amato Liotta e la Peet). Suspense tenuta con grande continuità e un finale rivelatore all'altezza della situazione. Resta purtroppo sottile ma pervasivo un sottofondo convenzionale che esclude la revisione.

Bubobubo 1/11/18 11:46 - 1108 commenti

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L'esempio perfetto di come si possa costruire un ottimo horror-thriller senza dover ricorrere a plot di sovrumana complessità, né fare affidamento sui cliché più usurati del genere. L'archetipo rimane sempre quello dei Dieci piccoli indiani, con il suo morboso carico di eerie (come lo intenderebbe il compianto Fisher: la presenza di qualcosa che non dovrebbe esserci), ma lo sviluppo a più piani è accattivante e il continuo tracimare di fiction nella fiction crea la giusta suspense. Tutto ciò che Split avrebbe potuto essere e non è stato.

Thedude94 13/11/18 23:23 - 503 commenti

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Indubbiamente è un'opera interessante questa di Mangold, che mette in scena un thriller con una buona suspense e dal cast con le facce giuste; già, perché al di là della sceneggiatura intricata, a reggere la scena ci sono un ottimo Cusack mono-espressivo (in questo caso va più che bene) e una brava e bella Peet; un po' sottotono e fuori parte Liotta. Per il resto la regia non spicca in qualità, ma regge l'urto di un finale che poteva essere gestito male e che Mangold, invece, riesce a rendere in qualche modo spiazzante e incisivo. Buono.

Gabigol 13/09/19 18:09 - 407 commenti

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Modello di partenza è "Dieci piccoli indiani", mentre l'atmosfera ricalca maggiormente i gialli anni '70. Il thriller di Mangold è un buon esercizio di tensione che, nel meccanismo inesorabile dell'eliminazione a ruota dei personaggi, riesce a ritagliarsi una sua identità. Questa personalità la si ravvisa soprattutto nella soluzione finale, arzigogolata ma non disonesta. Il film è un classico esempio di intelligente rielaborazione di materiale non originale. In parte il cast e moderatamente inquietante l'ambientazione.
MEMORABILE: Cusack allo specchio; Il dialogo tra paziente e dottore all'inizio; La mazza da baseball usata in modo "atipico"; Il campo di arance al termine.

Rocchiola 1/12/19 18:26 - 836 commenti

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In una notte buia e tempestosa dieci sconosciuti sono bloccati in un sinistro motel del Nevada. Ben presto qualcuno inizia a uccidere i presenti. Regia, interpreti e atmosfera valgono di più dell’insieme in questo ibrido tra Dieci piccoli indiani e Session 9. Ma come sempre nei thriller a sorpresa tutto è concesso a scapito della verosimiglianza e Mangold delude la promessa di Cop land diventando uno dei tanti moderni creatori d’immagini tecnicamente ineccepibili ma senz'anima.
MEMORABILE: L'incipit con l'arrivo dei vari personaggi al motel narrato a ritroso in stile Memento.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Buiomega71 • 18/05/13 10:18
    Pianificazione e progetti - 21563 interventi
    Un incipt a dir poco straordinario, gustosamente tarantiniano (con non poco velati ammiccamenti a Pulp Fiction), impreziosito da inaspettati stop-frame e presentazione dei personaggi che andranno a intrecciare le loro vite in un sudicio motel alla Vacancy (una scarpina col tacco piuttosto "fatale", un tremendo incidente sotto la pioggia battente seveniana). E da notare come il numero 6 sulla porta della stanza diventi un 9, proprio come succedeva in Hit List di William Lustig. Una volta arrivati al motel (dove si nascondono cadaveri nel freezer e laide stanze con giornaletti porno), comincia il countdown slasher, tra sospetti e colpi di scena, bizzarri e grotteschi omicidi, che inchioda alla poltrona e la tensione non molla mai la presa. Piove dannatamente (come nei finali della saga di Venerdi 13) per tutto il film, e la mano del misterioso serial killer colpirà uno a uno spietatamente (chi "perde" la testa nella lavatrice, chi ritrovato con una mazza da baseball infilata giù per la gola, chi investito "accidentalmente", chi pugnalato a morte) Mangold (dopo l'ottimo Copland) si riconferma regista astuto e talentuoso, ottimo direttore di attori e padronanaza assoluta del mezzo cinematografico Il suo primo e unico (per ora) film di genere, trasuda atmosfere e sapori settantiani (sin dalla fotografia di Phedon Papamichael), con schegge che hanno l'odore dei nostri thriller passati e gloriosi, per passare dal Silenzio degli innocenti e degli slasher anni 80, nonchè un intelaiatura kinghiana non indifferente (il cimitero indiano e le sue "maledizioni", e spizzichi dei Figli del granturco). Così come non manca la citazione all'amato Shining (Clea DuVall che impazza terrorizzata chiusa in bagno, minacciata dal marito sbraitante) Gran finale sotto il sole , tra aranceti e strade alla The Hitcher, davvero sorprendente, che spiazza e elettrizza (sfido chiunque ad arrivarci sù) e chiude genialmente un piccolo gioiellino che avrebbe meritato più aurea di cult. Di maniera le musiche di Alan Silvestri, e parco il gore (ma qualche effetto disturbante del magico trio KNB lascia il segno) e da antologia il flashback riguardante la vera natura di Ray Liotta, davvero da applausi a scena aperta. La filastrocca: "Salendo le scale ieri sera ho incontrato un uomo che non c'era...nemmeno oggi lui è qua. Spero tanto che se ne andrà", i personaggi tutti nati il 10 di Maggio, i nomi che rimandano a città o a stati. Tutti tasselli di un puzzle diabolicamente geniale. Più di un punto in comune con Session 9 (le registrazioni audio, la follia labirintica della mente umana), ma molto meno cupo e disperato del gioiello di Anderson. Cosa chiedere di più ad un thriller/horror che mozza il fiato, ti prende dall'inizio alla fine, ti fà piombare in un atmosfera mortifera e umidiccia, inizia come Pulp Fiction e finisce come Grano rosso sangue? Assolutamente da riscoprire.
    Ultima modifica: 18/05/13 11:17 da Buiomega71
  • Discussione Daniela • 18/05/13 14:44
    Consigliere massimo - 4941 interventi
    Concordo con te Buio, da riscoprire... pensare che tutta la prima parte, pur ben girata e interpretata da un bel gruppo di facce, non mi aveva intrigato più di tanto, mi sembrava il solito gioco al massacro "finché non ne rimase nessuno" - ed invece l'incastro con la storia parallela è un bel colpo a sorpresa, inaspettato anche se, ripercorrendo a ritroso la storia, gli indizi ce n'erano a iosa - a riprova che il regista ha mescolato bene le carte ma non ha barato. Ma io sono stata in grado di cogliergli solo alla seconda visione, quando già sapevo come si andava a parare...
  • Discussione Buiomega71 • 18/05/13 14:53
    Pianificazione e progetti - 21563 interventi
    Daniela ebbe a dire: Concordo con te Buio, da riscoprire... pensare che tutta la prima parte, pur ben girata e interpretata da un bel gruppo di facce, non mi aveva intrigato più di tanto, mi sembrava il solito gioco al massacro "finché non ne rimase nessuno" - ed invece l'incastro con la storia parallela è un bel colpo a sorpresa, inaspettato anche se, ripercorrendo a ritroso la storia, gli indizi ce n'erano a iosa - a riprova che il regista ha mescolato bene le carte ma non ha barato. Ma io sono stata in grado di cogliergli solo alla seconda visione, quando già sapevo come si andava a parare... Concordo, Daniela. Io lo vidi per la prima volta nel 2005, e sinceramente non mi entusiasmò più di tanto, non cogliendo i piccoli indizi che Mangold dissemina sin dai titoli di testa del film (quando Molina ascolta le registrazioni audio del serial killer e legge i ritagli di giornale, alla Session 9) Rivedendolo dopo 8 anni lo apprezzato in pieno (e, incredibile a dirsi, non mi ricordavo più il finale che e arrivato come una doccia fredda) e rivalutato alla grande Credo che sia uno dei migliori "psycho-thriller" del decennio, penalizzato da una distribuzione distratta (se non erro uscì al cinema nell'estate del 2003) Io, pure alla seconda visione (però ricordavo poco, sinceramente) ho annaspato tra tutte le scatole cinesi che Mangold apriva con abilità, sino a quel finale davvero elettrizzante e inaspettato.
    Ultima modifica: 18/05/13 14:55 da Buiomega71
  • Homevideo Rocchiola • 1/12/19 18:28
    Call center Davinotti - 1100 interventi
    Uscito all'epoca in DVD Columbia ormai fuori catalogo e reperibile a prezzi medio-alti on-line.