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TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/06/09 DAL BENEMERITO PIGRO
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Pigro 25/06/09 09:34 - 8754 commenti

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Giovane moglie in un manicomio, tra sedute psicanalitiche e elettrochoc, rievocazioni del passato e amnesie, fino alla "fossa dei serpenti", pozzo di contenzione dei pazzi più gravi. E' stato il film che ha spalancato gli occhi dell'America sulla terribile realtà dei manicomi e sulla necessità di una loro riforma. A parte il suo valore sociale, è un film cupo e claustrofobico, vagamente misogino ma ugualmente avvincente. Potente interpretazione di Olivia de Havilland, che attraversa con emozione i numerosi sbalzi psicologici del personaggio.

Daniela 3/12/09 11:44 - 11449 commenti

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Litvak riuscì a fatica a trovare chi producesse il film, in quanto la tematica era considerata troppo forte, ed invece ottenne un grande successo con questo melodramma, debole nei passaggi psicanalitici ma riuscito nella rappresentazione del manicomio e dei metodi di cura del tempo, un ambiente popolato da donne in cui tutte - pazienti ed infermiere - dipendono dagli dei/medici maschi e l'unica via l'uscita può avvenire quando una giuria maschile giudica la protagonista sana, consegnandola poi ad un altro maschio/custode (il marito).

Cotola 14/08/10 13:08 - 8313 commenti

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Bel melodramma in cui Litvak coraggiosamente (siamo nel 1948) ritrae in maniera vivida il mondo manicomiale ricorrendo alle tinte fosche (la fossa che dà titolo al film) e raggiungendo buone vette d'intensità, pur con qualche pausa, senza però mai tirare colpi bassi allo spettatore o scadere nel patetico. Ne viene fuori un'opera sobria e asciutta, in cui brilla la fulgida stella di una de Havilland in forma eccellente. Da recuperare.

Max92 30/11/11 10:02 - 104 commenti

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Uno di quei film che compongono la storia e la memoria del cinema. Perfetto, semplicemente perfetto. Anatole Litvak dirige in modo impeccabile, ed inserisce anche dei coraggiosi elementi di critica sociale, descrivendo la pessima condizione in cui versavano i degenti dei manicomi dell'epoca. E poi lei, la grandissima, inarrivabile Olivia De Havilland giganteggia, regalando un'interpretazione indimenticabile, degna di un Oscar. E la storia, pur attraversando percorsi psicologici inquietanti, riesce a non scivolare mai nel grand-guignolesco.
MEMORABILE: La scoperta della chiave del mistero alla base delle turbe della de Havilland.

Corinne 12/07/12 23:25 - 412 commenti

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Da un lato la rappresentazione cruda e cupa degli ospedali psichiatrici e metodi terapeutici dell'epoca, culminante nella fossa dei serpenti del titolo (fortemente mantenuto), dall'altro il caso psicanalitico (a onor del vero da psychology for dummies, ma non importa) e l'intensa interpretazione di una bravissima De Havilland. Il finale scivola un po' nel melenso, ma del resto doveva rendere il passaggio dal buio alla luce e quindi... Film da antologia, "grande esempio di cinema" come da mio pallinaggio.

Fedeerra 20/01/22 05:57 - 798 commenti

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Opera manicomiale di grande caratura psicologica, girata come un invito a riflettere sulle genesi del comportamento umano e sui suoi conflitti morali e spirituali, allude alla psicoterapia come unica soluzione verso il recupero cognitivo. La de Havilland, che per quasi tutto il film recita coi capelli spettinati e il volto segnato dalla sofferenza, è un manuale vivente di recitazione. Splendidi gli affondi onirici e deliranti da dark movie, un vero coup de maître registico che lascia a bocca aperta.

Teddy 15/02/22 21:41 - 178 commenti

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Robusto nell’impianto narrativo, sovraccarico nel disegno dei caratteri. Opera femminile con poderosi affondi psicoanalitici, riesce nell’evocazione di un luogo manicomiale e spettrale, quasi onirico, dove le ombre della distorsione cognitiva si appiccicano ai volti scarniti dei personaggi come mali assoluti. Il finale offre un improbabile spiraglio di luce e la de Havilland sfiora l’eccellenza più assoluta.

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