Cerca per genere
Attori/registi più presenti
MONTECELIO, UNO SPICCHIO DI SUD A ROMA
giovedý 20 gennaio 2011
ImageNota: MONTECELIO (PIAZZA S. GIOVANNI) FA PARTE DEI LUOGHI COMUNI DEL CINEMA ITALIANO (vedi Approfondimento relativo), ovvero di quelle location pluriutilizzate dal nostro cinema (di genere e non).

Roma è la capitale del cinema italiano, lo sanno tutti. Però insomma, non è che ci si possono girare tutti i film prodotti nella penisola. Il nord, il sud hanno bisogno dei loro spazi; attori tipicamente inseriti in una realtà diversa da quella romana devono giocoforza essere visti muoversi in contesti propri per apparire più convincenti, non sempre nella capitale. Certo, portare Venezia, Napoli, Palermo un po’ più vicino alla città dove comunque ogni film o quasi doveva passare e attorno alla quale gravita gran parte del business relativo al mondo del cinema avrebbe fatto comodo, ma mica puoi spostarle così facilmente, le città. Però un momento… le grandi città no, ma… tutti qui ricorderanno il noto detto: se Maometto non va alla montagna… Eccoci al punto: la montagna in questione è quella sulla quale è arrampicato un paesino della provincia romana che da sempre fa al caso dei location manager romani. Uno spicchio di Sud a Roma, per l’appunto. Ma proprio uno spicchio poi, perché a ben vedere della cara Montecelio vengono inquadrati sempre gli stessi scorci o quasi, quelli utili a far credere ai poveri spettatori incauti che il paesino davanti ai nostri occhi si trovi sperduto in qualche misteriosa località siciliana (in L’adolescente, Quelli che contano ecc, Cose di cosa nostra e molti altri) o napoletana (decine di film con Merola, qualcuno con Nino D’Angelo), irrintracciabile così come gli improbabili nomi che gli vengono di volta in volta affibbiati all’occorrenza: Castropizzi (Cose di cosa nostra), Scasazza (Il bi e il ba), Santa Rosalia (I barbieri di Sicilia)…
 

Image MONTECELIO
Il paese nacque come castrum monticellorum nel 998, ma fu verso il 1500 che cominciò ad ampliarsi fino a diventare un paese vero e proprio. A medioevo finito Monticelli (allora si chiamava così) riprese una vita più tranquilla. Nel 1872, dopo l’annessione al regno d’Italia, il luogo prese definitivamente il nome con cui ancor oggi lo conosciamo. Fu però quando nel 1916 si decise la costruzione di un aeroporto lì nei pressi che si diede una svolta decisiva al destino di Montecelio. Negli anni del fascismo l’aeroporto Barbieri (così si chiamava) divenne luogo d’incontro di piloti, ed era difficile immaginare il suo cielo privo di aerei che lo solcassero. Non a caso il nome Guidonia (ovvero il paese che condivide il comune con Montecelio ma che a noi è noto solo per aver ospitato la fabbrica di La patata bollente sui cui vetri Pozzetto sputava vernice e una pista di kart lì nei pressi) venne scelto per onorare la memoria di un generale del genio areonautico, Alessandro Guidoni, morto a poca distanza tentando di sperimentare un nuovo paracadute. Guidonia acquistava sempre più importanza, tanto che presto la sede comunale venne spostata lì. L’importanza storica era comunque sempre maggiore nel paese millenario di Montecelio, dove sorgevano costruzioni del 1700 innestate in architetture ancora medievaleggianti.

IL CINEMA A MONTECELIO
Riprendiamo allora il discorso relativo a Montecelio come spicchio di meridione a Roma. E’ curioso notare come, quando c’era necessità di mostrare un credibile angolo di sud senza dover per forza scendere e spostare maestranze troppo lontano da Roma (per questioni di tempo, denaro, convenienza), il cinema italiano si dirigesse quasi sempre in due località ben distinte: a Ceri (comune di Cerveteri, provincia di Viterbo) e soprattutto a Montecelio, che ha visto transitare sulle sue stradine tanti eroi del cinema legato al nostro meridione. Chi da noi individuò per primo questo strano paesino "fuori luogo e fuori tempo" fu B. Legnani, che vedendo Quelli che contano si accorse che il pesino siculo di Silva era appunto Montecelio. Da quel giorno le segnalazioni si intensificarono grazie soprattutto al meroliano Renato e al Francocciesco Geppo, che combatterono a lungo per la supremazia filmica su Montecelio. Vinse Renato, che individuò almeno una mezza dozzina di film meroliani lì girati, ma la battaglia è ancora aperta! Non si pensi però che tutto il paese venisse inquadrato, nei film. No, in realtà ciò che viene automaticamente scelto come sede per muovere i nostri personaggi è un punto ben preciso di Montecelio, ed è quel punto chiave che si estende fino a comprendere un’area di circa trecento metri quadrati, che ora andremo ad analizzare.

Image PIAZZA SAN GIOVANNI
Il centro di Montecelio è Piazza San Giovanni, attorno alla quale trovano posto tutte le location inquadrate nei film o quasi. E’ una piazza dalla forma allungata, con diversi punti d’accesso e ad oggi in pieno restauro. Difficilmente è inquadrata per intero. Solitamente la cinepresa viene indirizzata in direzione della scalinata di Via Servio Tullio o, se puntata dalla parte opposta, verso la chiesa di San Giovanni. Solitamente è l’inquadratura verso la scalinata a offrire gli scorci migliori. Anche perché, puntando verso di lì, si vede il paese inerpicarsi verso l’alto e concludersi in cima con la rocca, offrendo una vista suggestiva. In questa piazza si esibiscono i saltimbanchi dello Scugnizzo, esplodono i festeggiamenti “siciliani” di Scasazza (il paese d’origine di Frassica in Il bi e il ba), combatteranno in duello Franco e Ciccio nei Barbieri di Sicilia

Image CHIESA DI SAN GIOVANNI
Nella parte sudovest della piazza troviamo la chiesa di San Giovanni Evangelista, edificata nel XVIII secolo in sostituzione della più antica chiesa di San Giovanni in Forcella. Di architettura piuttosto semplice, con un’elegante facciata a due ordini in cui snelle lesene sono sormontate da capitelli corinzi, càpita molto spesso che faccia capolino nei film girati a Montecelio. Non tanto per la sua particolarità quanto perché, semplicemente, è impossibile non notarla, quando si è in piazza. Davanti alla chiesa Merola interviene per picchiare due sgherri in L’ultimo guappo, Adriana Facchetti attende di sposarsi o con Franco o con Ciccio nei Barbieri di Sicilia, passano i cortei de Il bi e il ba

Image Image LA SCALINATA DI VIA SERVIO TULLIO
E’ questa la vera location per eccellenza. La scalinata parte da Piazza San Giovanni e si arrampica fino alla piazzetta superiore (piazza Massucci). E’ facilmente riconoscibile perché composta da due rampe laterali con gradini di altezza e frequenza diversa rispetto a quelli che compongono la rampa (più ampia) centrale. Molto caratteristica, vede alla destra (partendo dal basso) affacciarsi i portoni delle case che ne seguono la salita, alla sinistra basse balaustre in mattoni rossi che si aprono solo negli accessi a edifici che sono perlopiù esercizi pubblici. Lunga circa duecento metri e intitolata al sesto re di Roma (che con Vibenna si rifugò sul Monte Celio) è presenza ingombrante in decine di film: vi si spara, vi si incontra gente, vi si corre all’impazzata… Vi capiterà di veder accadere qualunque cosa, su quelle scale. Image Image Abbarbicato qui c’era il ristorante di Luciana Turina in Patrocloooo e il soldato camillone, Franchi fa la sua passeggiata domenicale in L’eredità dello zio buonanimaImage Sempre qui è girato il flashback risolutivo di La tua vita per mio figlio, e tra uno scalino e l’altro la Lollobrigida venne corteggiata dal barone in Anna di Brooklyn. La singolarità e il fascino della scalinata è l’elemento che evidentemente più di altri riconduce il paese ad architetture tipiche dei paesi del meridione, ed è quindi inevitabile che in tutti i film girati a Montecelio sia la parte del paese più frequentemente inquadrata.

Image Image PIAZZA MASSUCCI
La piazzetta che sta in cima alla scalinata di Via Servio Tullio è un autentico angolo di Napoli innestato nella provincia romana: sulla breve scalinata (composta da tre rampe di gradini ad altezze alternate come quella di Servio Tullio, dalla quale si differenzia per brevità e curvatura) Mario Merola ci ha camminato in lungo e in largo comprando sigarette di contrabbando (in Giuramento come in I figli so’ pezzi ’e core), salutando parenti, faticando oppresso da rimorsi o ansie di vendetta… Anche la scalinata di Piazza Massucci insomma ha avuto la sua gloria, pur non essendo una “autentica” scala partenopea. Image Anzi, forse proprio per quello. Davanti a questa scalinata avviene l’incontro tra Gennarino e Stellatella in Napoli… serenata calibro 9, vi è la casa di Assuntina in Guapparia, Merola vi va a dare una lezione allo strozzino in Il mammasantissima… Insomma, se gli altri film solitamente si fermano più in basso (a Piazza San Giovanni e in via Servio Tullio), Merola sale regolarmente fino in Piazza Massucci e percorre questa sua amata scalinata infinite volte.

• Film compresi nelle tavole e in cui compare Montecelio:
Anna di Brooklyn (1958) - I barbieri di sicilia (1967) - Cose di cosa nostra (1971) - L'eredità dello zio Buonanima (1975) - Patroclooooo.... e il soldato Camillone, grande grosso e frescone (1974) - Quelli che contano (1974) - La novizia (1975) - L'adolescente (1976) - L'ultimo guappo (1978) - Napoli... serenata calibro 9 (1978) - Il mammasantissima (1979) - Lo scugnizzo (1979) - La tua vita per mio figlio (1980) - I figli... so' pezzi 'e core (1981) - Giuramento (1982) - Guapparia (1983) - Il bi e il ba (1986) - Uno bianca (2001)

• Altri film in cui si vede Montecelio e di cui trovate le foto qui sotto:
La pattuglia dell'Amba Alagi (1953) - Domenica è sempre domenica (1958) - I figli del leopardo (1965) - A suon di lupara (1967) - I due maghi del pallone (1970) - I contrabbandieri di Santa Lucia (1979) - Il principe e il pirata (2001)

ImageImageImage
ImageImageImage
ImageImageImage
ImageImageImage


































APPROFONDIMENTO INSERITO DAL BENEMERITO ZENDER (grazie soprattutto alle segnalazioni di B. LEGNANI, RENATO e GEPPO)
Vedi commenti allo speciale

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
< Successivo   Precedente >