Survival of the dead - L'isola dei sopravvissuti

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/09/09 DAL BENEMERITO BRAINIAC POI DAVINOTTATO IL GIORNO 6/03/11
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Brainiac 10/09/09 11:10 - 1083 commenti

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Gli zombie devono sopravvivere, questa è l'idea che germoglia in una popolazione asserragliata nella piccola isola che palesa al suo interno gli immarcescibili stereotipi western. Un manipolo di miltari, giunto sul posto, non potrà che immettersi in questa battaglia fratricida. Più energico di Diary, meno confuso de La terra dei morti viventi, questo nuovo capitolo della saga diretta da Romero (osannato dalla platea di Venezia, dove ha presentato in concorso il suo film) recupera lo stile grottesco e spietato di Zombi. Serrato, scorrevole, classico.
MEMORABILE: Il duello finale; la dieta a base di carne di cavallo.

Undying 1/08/10 15:12 - 3840 commenti

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Un pò meglio di Diary senza dubbio. Ma l'aria che si repira è stantìa, la sensazione di déjà vu regna sovrana e, nonostante l'altissima dose di gore e splatter, non c'è una - che una - sequenza in grado di generare un minimo di tensione. Un film horror dovrebbe inquietare, spaventare, terrorizzare. Romero qui ripropone cliché oramai invecchiati, dandogli un taglio moderno. Gira bene, gli attori sono in palla, ma questo è un ulteriore demerito per non essere riuscito a dare alla pellicola un taglio personale e, cosa ancor più grave, a creare una storia in grado di coinvolgere il pubblico.

Daniela 28/04/10 06:15 - 9389 commenti

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Lettera aperta: Caro Giorgio, sai quanto ho amato i tuoi zombi sessantottini e pure gli altri due capitoli della saga. Mi sono sforzata di trovare bello anche La Terra, anche se troppo didascalico e con un protagonista inadatto (Baker che fa il duro? ma dai...). Però il Diario era proprio malfatto, fastidiosamente modaiolo, e poi è venuto questo, migliore del precedente (tirati su le poppe, come si dice dalle mie parti) ma con gli stessi morti barcollanti, ormai patetici, buoni solo a far ridere. Via, non pensi che sia giunta l'ora di lasciarli riposare in pace?

Megatone 17/03/10 17:49 - 56 commenti

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Tecnicamente superiore a Diary, con qualche effetto in CGI veramente inguardabile (la prima testa che salta), un budget limitato ben nascosto da una buona fotografia, qualche attore interessante, una colonna sonora piuttosto originale. L'errore più grosso commesso da zio Romero in Survival, è quello di aver reso gli zombi temibili come delle bestie da soma, li relega in secondo piano, li sbeffeggia, li umilia con siparietti comici da far stringere i denti. Forse Romero voleva dire qualcosa e non è riuscito a far arrivare il messaggio, forse il messaggio non c'è più, forse se lo è dimenticato negli anni e va avanti ad inerzia. O forse non l'ho capito io.

Schramm 26/04/10 12:12 - 2414 commenti

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Romerita juvant? Mica tanto: ormai San Giorgio ha esaurito il credito dell'aplomb apocalittico e della vis polemica e di là del rigiocare la carta del "senza vita vivono, senza morte muoiono" e del citarsi addosso (riporre speranze di apocatastasi in una rieducazione: Dr. Frankenstein anyone?), in tema è rimasto il rischio di lasciarlo in bianco. Illo tempore non c'era più posto all'inferno, poco dopo neanche sulla terra. Di questi tempi almeno al cinema i morti il posto dovrebbero cederlo ad altro. George, tautologia per tautologia e sequel per sequel la prossima volta sfornaci un Creepshow 4.

Greymouser 11/05/10 15:56 - 1458 commenti

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Una risata vi seppellirà. A giudicare dalla massa di horror-comedy degli ultimi anni, sembra che il filone zombi sia proprio finito così. L'unico a prendere ancora maledettamente sul serio la faccenda è Romero, che continua come niente fosse a portare avanti il suo percorso epico-drammatico sui morti viventi. Peccato che qui gli zombi sembrino ubriaconi (si è fatta pure economia sul make-up), che la trama sia banale, la fotografia piatta e para-televisiva. Un buon quarto d'ora finale ristabilisce il minimo sindacale. Troppo poco, George...

Gestarsh99 13/08/10 12:16 - 1322 commenti

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Il peggiore della esalogia romeriana, è in realtà uno spin-off del precedente Diary of the Dead (i militari che saccheggiavano il furgone diventano qui i protagonisti). Una vacua impronta western alla Mezzogiorno di fuoco con gli zombie che addirittura, di punto in bianco, imparano ad assaporare il gusto dolciastro delle carni equine. Che Romero si fosse precedentemente ispirato a Cannibal Holocaust poteva starci, ma qui c'è lo spezzone del ranch ripreso miserevolmente pari pari da quell'obbrobbrio pseudo-fulciano di Zombi 3: che vergogna!

MAOraNza 19/10/10 08:48 - 190 commenti

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Indecente. Non trovo altre parole per descrivere il sesto episodio della saga. Mettiamola così: se con Diary of the Dead Romero dava l'idea di essersi illuminato dopo quella paccottiglia di Land, qui assistiamo alla classica "spanciata" del tuffatore. Imbarazzante dal primo all'ultimo minuto di girato: attori farseschi, effetti da baraccone, trama risibile, una roba che probabilmente non ci avrebbe fatto sorridere/spaventare nemmeno negli anni '80: retorico, didascalico. In due parole: tutto bruttissimo. Dio ci scampi dal settimo capitolo...
MEMORABILE: La zombi a cavallo. 'nuff said.

Puppigallo 1/11/10 10:00 - 4508 commenti

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Romero continua a girare su se stesso, sugli zombi che apprendono, che in qualche modo evolvono (qui più nel finale) e che, sai che novità, sono spesso meno peggio degli umani e delle loro assurde diatribe condite con litri di rancore. La pellicola è vedibile, ma alcune cosiddette trovate lasciano molto a desiderare, come l’escamotage per rimpiazzare la figlia. In più, la butta un po’ troppo sul comico, con pagliaccesche zombisituazioni, facendo evaporare la tensione, che era già ai minimi termini. Non si sente più l’acre odore della pellicola marcia. Mediocre.
MEMORABILE: A pesca di zombi; Il vivo che morde il morto; Le foto dei parenti da deceduti.

Zaratozom 6/03/11 12:48 - 56 commenti

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Meno male che nelle sale italiane non è passato! La seconda trilogia si chiude com'era cominciata: male. Addio messaggi sociali, addio umanità spietata e ottusa. Resta solo l'idiozia dei vivi che gareggia con quella dei morti. Un po' meglio di Diary un po' peggio di Land, questo film si ricorda solo per la fotografia e per un paio di attori. La pellicola, non avendo nulla da offrire, serve solo come mezzo per rimpiangere il passato di un grande regista.
MEMORABILE: Il duello con la luna piena che trionfa sull'orizzonte, come la testa di un morto vivente.

Caesars 13/07/11 23:13 - 2690 commenti

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No George, stavolta non ci siamo. Il sesto capitolo dedicato ai morti viventi è decisamente il peggiore, ben al di sotto del già non riuscito Land (a me Diary era piaciuto). Ancora una volta il nostro ci racconta di come i vivi siano peggio dei morti e fin qui va bene, ma per farlo si appoggia ad una storia (scritta da lui) che è ben poca cosa, con scivolate nel ridicolo (in)volontario che fan cascare le braccia. I due capi famiglia che si affrontano sull'isola lasciano a dir poco basiti, per la pochezza del loro spessore psicologico. **

Ford 18/11/11 22:25 - 582 commenti

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I brutti film sono altri. Sembra quasi un grottesco in salsa western sull'eutanasia, con una grande fotografia che maschera la mancanza di fondi (anche per le membra di plastica, sostituite da un'indegna cg). Attori buoni e tanta azione, peccato che manchi il vero tocco registico del Maestro, che pecca in lucidità nella messa in scena ma che confeziona una storia molto valida che non fa riflettere, perché l'assurto è troppo assurdo, ma arrovella la mia mente contorta e questo per un film di zombie del 2009 è fin troppo.

Enzus79 26/03/12 10:42 - 1798 commenti

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George A. Romero con questo film non mi ha stupito per l'originalità, ma allo stesso tempo non mi ha nemmeno deluso, dato che è una storia che si lascia seguire senza annoiare più di tanto. Credo tuttavia che in tema zombi Romero abbia esaurito le "cartucce" in canna...

Cloack 77 19/05/12 15:50 - 547 commenti

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Il perfetto compimento della "storia". Ormai davvero non c'è più posto all'inferno e con una forma di strano contrappasso i morti sulla terra sono costretti a ripetere in eterno azioni caratterizzanti: galoppare, o duellare e fingere di uccidersi. La scena finale in tal senso è rivelatrice e grandiosa; il percorso invece non è sempre agevole: poca regia, solito splatter esagerato e scarsa tensione. Ormai però, dopo sei film, è difficile distinguere tra difetti e caratteristiche.

Herrkinski 26/10/12 19:38 - 5130 commenti

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Me ne sono perso per strada un paio dopo La Terra (che già non mi aveva entusiasmato), ma questo ennesimo capitolo della saga zombesca romeriana non offre grandi spunti di novità rispetto ai temi già affrontati negli altri capitoli. Certo, qualche buon momento c'è, in generale il film scorre piacevolmente e anche le parti splatter (contenute) non sono niente male; ma i momenti ironici sono spesso infantilmente fuori luogo, la fotografia appare molto "digitale", il cast non fa miracoli... Nel complesso si fa vedere ma si poteva anche farne a meno.

Rebis 21/08/13 16:11 - 2088 commenti

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Gli zombi sono ormai sullo sfondo, fattore destabilizzante, humus su cui Romero costruisce storie che con l'horror - in senso stretto - hanno poco a che fare: Survival è un western dallo spirito nostalgico, che contempla un'idea di cinema classico ormai tramontata. Certo, conta l'attitudine politica, la parabola del potere giocata su civili e consanguinei, ma rispetto a Diary l'approccio è più personale e spontaneo, meno concettoso, ritrova genuina ironia e ragion d'essere. La messa in quadro di gore (più dovuto che necessario), stilizzazione ed etica civile è affascinante. Finale da applausi.

Rufus68 6/05/17 20:38 - 3083 commenti

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Noioso quasi come una puntata di The walking dead. Ormai gli zombi sono ridotti a pupazzi da luna park da "tre palle un soldo": all'ennesima testa che salta lo sbadiglio parte irrefrenabile. Per tacere della verbosità, una serie di dialoghi insulsi messi lì come riempitivo. Unico lampo: i morti che svolgono in eterno le stesse occupazioni di un tempo (forse un riecheggiamento da "L'invenzione di Morel" di Bioy Casares).

Minitina80 9/12/17 21:28 - 2336 commenti

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Non c’è niente da fare, Romero proprio non riesce a essere banale e ha ancora qualcosa di semplice e allo stesso tempo efficace da dire. L’impostazione è quella del western con due opposte famiglie a rivaleggiare senza che nessuna ricordi o sappia veramente il perché lo stia facendo, se non per il mero possesso da cui scaturisce il potere. I malesseri della società, dunque, attraversano il tempo senza scalfirsi e temi irrisolti come la difficile convivenza e la questione alimentare sfociano in una condotta umana sempre abietta e mendace.
MEMORABILE: Ben presto nessuno si ricorderà cos’è che ha scatenato la guerra e la lotta riguarderà solo quelle stupide bandiere!

Rambo90 6/05/18 01:54 - 6344 commenti

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All'ultimo film, Romero aggiunge ai suoi zombi una poetica quasi da western, con due capifamiglia in lotta tra loro. Anche se tensione e paura mancano, ci si diverte molto più che nel capitolo precedente, grazie al ritmo spedito e alle massicce dosi di azione e splatter (in cui fa capolino qualche brutto effetto digitale). I personaggi sono centrati, carismatici e tutto sommato l'addio alle scene del grande maestro può soddisfare i suoi fan. Buona la classica carneficina finale, con l'ultimissa inquadratura al limite del geniale.

Vito 1/08/18 18:03 - 649 commenti

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Romero, questa volta, porta i suoi protagonisti (un gruppetto di militari già visti in Diary) su un'isola popolata da zombi. Inizia così una festa di splatter, gore, zombi uccisi nei modi più svariati ma anche tocchi western e umorismo da comics E.C. Un altro fondamentale tassello nella saga dei morti viventi, elegante, registicamente perfetto e con una scena finale da applausi.
MEMORABILE: I due avversari, zombificati, uno davanti all'altro con la luna sullo sfondo.

Anthonyvm 18/08/19 15:40 - 1926 commenti

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Un Romero irriconoscibile chiude la sua saga sui morti viventi con questo filmetto di per sé non pessimo, ma (forse anche peggio) del tutto mediocre. La storia, ben poco interessante, mescola azioni militari e diatribe familiari su un'isola fuori dal mondo. Il contesto è la solita epidemia zombi, trattata qui col piglio svogliato e impersonale di miriadi di film low-budget dal sapore direct-to-video. Si aggiungano pure colpi di scena da soap opera se non se ne ha abbastanza. Il finale sanguinario risolleva un po' l'umore. Un epilogo infelice.
MEMORABILE: L'attacco degli zombi acquatici; La zombessa che cavalca il suo destriero; Il massacro finale che almeno ci riserva qualche buon dettaglio gore.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Pumpkh75 • 17/07/17 10:43
    Addetto riparazione hardware - 389 interventi
    Proprio l'altra sera ho rivisto Zombi, apprezzandone nuovamente la potenza e oggi questa triste notizia...
    Regista fondamentale, tra i 4 o 5 più importanti della storia del cinema horror, amatissimo e inventore di un vero e proprio genere.
    Grazie George.
  • Discussione Herrkinski • 17/07/17 10:58
    Scrivano - 2294 interventi
    Grave perdita. Come Carpenter, un regista che oltre a segnare pagine fondamentali dell'horror era anche molto preparato intellettualmente. Ha sbagliato veramente pochissimi film per i miei gusti. Zombi e Wampyr rimarranno sempre tra i miei horror preferiti.
  • Discussione Schramm • 17/07/17 12:14
    Risorse umane - 6710 interventi
    ...George, torna presto!!!!
  • Discussione Rebis • 17/07/17 17:00
    Comunicazione esterna - 4283 interventi
    La scomparsa di nessun'altro regista mi ha causato così tanto dolore come quella di Romero. Un grumo insolubile del quale non comprendo a fondo le ragioni. Forse perché i suoi film hanno modificato profondamente il mio sguardo sul cinema horror ed è stato per questo un amico e un maestro; forse perché la sua presenza rappresentava per me il valore umano della resistenza (al sistema economico, politico, sociale), la perseveranza e l'onestà davanti a tutto. Pochi altri registi sono riusciti a rimanere attivi come lui fino all'ultimo nonostante le continue ingerenze, la sfiducia e le prevaricazioni subite dai produttori: film manipolati e censurati, progetti cassati e sottratti all'ultimo. Forse perché, col suo candore, col suo sguardo dolce e fermo, col suo sorriso da ragazzino, ha rappresentato la concretezza possibile dell'ideale; lui assieme a King, Carpenter, Argento restano la banda di invincibili perdenti che hanno fatto la storia del genere continuando a nutrire l'epica del sognatore.

    Ti voglio bene George.
    Ultima modifica: 17/07/17 21:27 da Rebis
  • Discussione Buiomega71 • 17/07/17 17:27
    Pianificazione e progetti - 21903 interventi
    Stamattina presto apparendo della morte di George Romero

    Panico, stato confusionale, ancora mezzo rincoglionito dal sonno

    E morto George Romero, si, ho letto bene, e morto per un cancro ai polmoni ( non c ' era intervista che non avesse la sigaretta accesa)

    E morto Romero, che stava lavorando ad un nuovo film sugli zombi, e con lui se ne va un pezzo della mia crescita da cinefilo, un pezzo della mia adolescenza ( quell' adolescenza venuta su a pane e Romero, per poi passare da Argento Carpenter, Craven, Hooper, Cohen, Dante e Cronenberg)

    Muore un pezzo di me, quel pezzo che si vedeva, quasi ogni sera, un film di Romero, studiandolo, sezionandolo, fagogitandolo

    Il mio primo incontro con Romero avvenne a 14 anni quando, in una sera di dicembre del 1985, Italiauno diede la prima visione di CREEPSHOW, fu amore a prima vista.

    Poi venne ZOMBI ( sempre su Italiauno, ridotto in poltiglia dai tagli censori) e poi fu storia

    Uno degli autori della new horror che sentivo più mio ( insieme a Hooper, De Palma e Craven), quello che più mi toccava da vicino

    Sino al GIORNO DEGLI ZOMBI conosco a memoria tutte le sue opere, consumate in VHS , in una visione feticistica e reiterata all' eccesso.

    Sento mio MARTIN ( titolo che Romero amava particolarmente, insieme ai CAVALIERI), sento mio LA STAGIONE DELLA STREGA ( che Romero definiva il suo ROSEMARY' S BABY, apertamente citato anche nel film), sento mio LA CITTÀ VERRÀ DISTRUTTA ALL' ALBA, che per me resta il film più politico e radicale di Romero ( per salvarsi bisogna distruggere, come dirà Tata Cuda a Martin)

    Poi ci sono i suoi zombi, quelli nel supermercato, quelli del consumismo, quelli nel bunker pietra tombale che il monumento a tutto lo zombi movie, passato , presente e futuro SU, AVANTI, MANGIATEEE

    Un omone grosso come un armadio a due ante ( cosi lo definisce Dario Argento nella sua biografia PAURA) che ha fatto metafore crudeli e pessimiste su un America meschina e ipocrita ( MARTIN ne e il manifesto più rappresentativo. Martin immagina che le sue vittime lo accolgano a braccia aperte-ma cosi non sarà- o donne della media borghesia si portano a casa l ' amante appena il marito e fuori per lavoro), e non solo nella saga zombesca

    Non ho mai creduto che, fuori dagli zombi, Romero sbagliasse il tiro, MARTIN, LA STAGIONE DELLA STREGA, I CAVALIERI sono li a dimostrarlo

    Mentre LA CITTÀ VERRÀ DISTRUTTA ALL ALBA e una cartina di tornasole amplifica la poetica romeriana ( i pazzi come gli zombi, l esercito ancor più ottuso e reazionario), IL GIORNO DEGLI ZOMBI ne e il punto di non ritorno di un pessimismo radicale e nichilista

    Cosi come un operazione all ' apparenza ludica e commerciale come CREEPSHOW, nasconda invece chiare zampate romeriane di assoluto cinismo ( l' episodio finale degli scarafaggi soprattutto)

    Il mio amore per Romero, però, e stato anche costellato da spine.

    Pur avendolo visto più volte, trovo MONKEY SHINES bruttissimo, televisivo e senza nerbo (anche se il finale alla GENERAL HOSPITAL e stato imposto dalla Orion), cosi come trovo terribile LA METÀ OSCURA, ancor più televisivo e soporifero, con quegli omicidi off screen, Timothy Hutton che se ne va in giro come un bulletto di periferia e un finale che più che agli UCCELLI, sembra la brutta copia di quello di MANHATTAN BABY

    Odiai Romero per questi due film all' epoca, un po come quando ti senti tradito dal tuo migliore amico

    Anche l' episodio di DUE OCCHI DIABOLICI fu una mezza delusione, un Romero spento e svogliato ( Argento stesso lo trovò pessimo, tanto che fece incrinare il loro rapporto)

    Non ho ancora visto BRUISER e nemmeno il gusto alla vaniglia di un cantante semi on THE road ( uno dei rari Romero fuori dal genere insieme a I CAVALIERI)

    E tra progetti kinghiani " soffiati" (LE NOTTI DI SALEM, L 'OMBRA DELLO SCORPIONE, CIMITERO VIVENTE) e bizzarri progetti annunciati mai realizzati ( APARTMENT LIVING, un remake del MUSEO DELLE CERE, l ' improbabile terzo atto del dottor Phibes e il remake in 3D di PROFONDO ROSSO) resta quel Romero combattivo, scomodo, poco accomodante, che si circondava di collaboratori fedeli, in una vera e propria Factory ( Tom Savini, Richard Rubinstein, Pasquale Bubba, Michael Gornick, John Harrison, John Amplas, l ex moglie Christine Forrest) ormai entrati nel cuore di ogni romeriano

    Scusate, ma non c e l ho fatta a scrivere solo due righe e un RIP, e come se fosse morto qualcuno che mi ha insegnato molto ( nell amore per il cinema e non solo)

    Adoravo il suo sorriso , quegli occhialoni grandissimi che lo rendevano buffissimo , nelle interviste, con la sigaretta tra le dita, quando entusiasta diceva che le erano piaciuti BLAIR WITCH PROJECT o il primo SAW. Mi mancherai zio George...

    Tutto cominciò quel tardo pomeriggio di cinquant'anni fa', quando in un piccolo cimitero un fratello e una sorella discutevano sull ' importanza dell' ora legale , poi, da lontano, tra le lapidi quell' uomo alto, pallido e barcollante...stanno venendo a prenderti Barbara.

    Sono venuti a prendere anche te, zio George ( come verranno da tutti prima o poi)

    Nell' attesa noi siamo qui, sulla terra, dove Dio ci ha lanciato una specie di maledizione, affinché potessimo vedere come' fatto l' inferno e il gallo canterà 205 volte, non prima di aver trattenuto il fiato...
    Ultima modifica: 18/07/17 00:54 da Buiomega71
  • Discussione Brainiac • 17/07/17 23:01
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Nel 2009, in una delle rare volte che mi trovavo due euro in tasca, andai a Venezia a fare lo sciampagnone e a vedere giustappunto Survival. Lo trovai comunque bello, nonostante qualche trovata bislacca, e con tante ricchissime metafore sulla societá ammerregana saccheggiate negli anni a venire anche dalla celebre serie sugli Walkers che in tanti definisco "innovativa" o "rivoluzionaria". All'epoca, nel 2009, giá Romero non faceva più figo, ricordo certe stroncature che non te ne augurare. A fine spettacolo uscimmo a cercare Romero, che aveva presenziato. Un assistente ci avvertì di non disturbare il Maestro, "che era molto provato", disse. A me non sembró provato, scendeva la scale con un sorriso dolce. Scendemmo con lui anche noi, saremmo stati una trentina di nerd con le magliette dei gruppi prog o metal. Qualcuno accennò un saluto, ma per la maggior parte del tempo ricambiaviamo i suoi sguardi cercando di trasmettergli le dediche d'amore che leggo anche qui. Telepaticamente gli dicemmo: "zombi mi ha cambiato la vita", "il giorno degli zombi da bambino mi faceva immaginare orde di morti che uscivano dal verano per venirmi a mangiare", o semplicemente "grazie". Fu una bella camminata, rispettosa e piena d'amore.
  • Discussione Schramm • 18/07/17 11:56
    Risorse umane - 6710 interventi
    Brainiac ebbe a dire:
    Fu una bella camminata, rispettosa e piena d'amore.

    the true walking dead!!
  • Discussione Mco • 18/07/17 18:56
    Scrivano - 9683 interventi
    Bellissimo intervento Brainy, davvero una dichiarazione d'amore e riconoscenza preziosa!
    Magari da lassù ti (ci) legge...
  • Discussione Brainiac • 19/07/17 11:48
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    Brainiac ebbe a dire:
    Fu una bella camminata, rispettosa e piena d'amore.

    the true walking dead!!

    Guarda Schramm, stimo da sempre il tuo stile e faccio questa premessa perchè non vorrei che passasse il messaggio che mi surriscaldo, perchè così non è, ma non è la prima battuta del web sul "ritorno dall'oltretomba" che leggo su Romero e sinceramente, col rispetto per tutti, a me questa cosa non piace. Questo discorso rientra in una mia più generale avversione verso i "battutisti" da tastiera che affollano siti, blog e social e che non vedono l'ora di sganciare freddure caustiche sul primo vip che tira le cuoia, ma questo non è ovviamente il luogo per parlarne e naturalmente so benissimo che tu non sei uno fra questi. Il fatto è che nella mia percezione per Romero gli zombie erano un contrappasso brutale verso l'umanitá, quindi paradossalmente augurargli di tornare mi sembra un po' come accomunarlo a quanto di più lontano dall'idea di Vita ci possa essere. Lo so, in alcuni film c'è della tenerezza verso determinati non-morti (gli esperimenti "umanizzanti" di Day of the dead, o la caccia brutale del finale della Notte), e so pure che dalla sua intera filmografia esce fuori chiarissimamente che l'uomo è il "mostro" da temere. Ma ricordo l'ansia che provavo nel pre-finale di Zombi, l'angoscia per l'attesa del "ritorno" di uno dei protagonisti. Non glielo auguro, dannazione, neanche per scherzo. A mio modestissimo avviso le varianti "zombie-buono" sono solo scaltre disattese ad un canone da egli stesso fondato. Preistorici twist nella costruzione perpetua ed aggiornata (Diary of the dead e le nuove tecnologie, ad esempio) di un Immaginario sulla malvagitá umana. Personalmente non gli auguro di tornare, ma di riposare in pace.
    Ultima modifica: 19/07/17 11:53 da Brainiac
  • Discussione Schramm • 19/07/17 12:23
    Risorse umane - 6710 interventi
    Brainiac ebbe a dire:
    i "battutisti" da tastiera che affollano siti, blog e social e che non vedono l'ora di sganciare freddure caustiche sul primo vip che tira le cuoia, ma questo non è ovviamente il luogo per parlarne e naturalmente so benissimo che tu non sei uno fra questi

    chiosa ultrarapida o zendyman ci spara in fronte: centri il (disap)punto. non è caustica ma profondamente affettuosa, e credo (spero, almeno tra noi che amiamo il suo operato dalla tenera età) sia più che lampante che fa capo e coda al desiderio di volerlo ancora tra noi (egoistico, considerato quanto la malattia lo stesse facendo soffrire a livelli di là dell'immaginabile), e al dispiacere di doversi mettere via che così non è/sarà. fosse stato un risentito fraintendimento, l'avrei trovato pazzesco, almeno da parte tua. anche perché, mi si passi anche quest'altra, zombi e il giorno degli zombi sono tra le pellicole che mi porterò nella bara.
    Ultima modifica: 19/07/17 12:24 da Schramm