The void: il vuoto

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Void
Anno: 2016
Genere: horror (colore)
Numero commenti presenti: 18
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Che dietro quest'orgia citazionista senza troppo le idee chiare ci sia del talento è evidente in più punti, ma ciò a cui ci si trova di fronte in ultima analisi è l'ennesimo horror manierista che non mostra alcun interesse nei confronti di una storia che provveda a fornire un minimo di forma e struttura al tutto. Si ricama sulla fotografia, sugli effetti che per una volta non si rivelano il solito accumulo di computergrafica, ci si permette - considerato il basso budget - di offrire un parco attori che si districhi discretamente tra i mostri in ambienti claustrofobici, ci si aggrappa infine al desiderio del fan di ritrovare quel mondo di orrori in buona parte ottantiani che lo inviti a individuare la citazione...Leggi tutto nascosta. Partiamo da quelle esplicite allora, con un ospedale ridotto a replicare il celebre DISTRETTO 13, assediato da un nemico in questo caso non invisibile ma che nemmeno sembra voler accedere alla struttura. I cupi uomini incappucciati di bianco, che appaiono in formazione e si muovono all'unisono perlopiù in lontananza, sono ripresi benissimo, affondati nelle tenebre e davvero inquietanti, va detto. I poveretti chiusi dentro hanno tuttavia già abbastanza problemi a difendersi da una sorta di incrocio tra LA COSA e  PREDATOR che si muove tra stanze e corridoi della struttura anticipando l'arrivo  del caro zio Frank di HELLRAISER, quello spolpato, che li aspetta per condurli in una dimensione alla STARGATE, con tanto di piramidi qui avvolte dal buio e da nubi che si condensano in una dimensione aliena. Allo spettatore non resta che asssistere ad accadimenti messi in fila senza gran logica e che spremono la radice lovecraftiana di base per imbandire un po' di orrori immersi tra luci azzurre e nere, dopo un inizio in cui ancora qualche spazio s'era lasciato ai dialoghi tra i poveri sfortunati ritrovatisi per varie ragioni nel posto sbagliato al momento sbagliato: chi per partorire, chi per aver accompagnato un drogato raccattato per strada in pessime condizioni, chi perché ci lavora e chi ancora perché ci è entrato dopo aver bruciata viva l'ospite di una casa in cui si compivano strani sacrifici. Prese singolarmente le sequenze hanno un loro ottimo impatto: se si considera il basso budget ci si può considerare soddisfatti per lo spettacolo offerto, ma è talmente smaccato, insistito, ridondante il giochino della citazione, da declassare il tutto a esercizio di stile privo di vera personalità, con una sequenzialità degli eventi non ragionata che dopo un po' sfianca. Anche perché, come sempre in questi casi, non si capisce perché si dovrebbe preferire una vuota replica rispetto a originali che una loro fiera identità quasi sempre l'avevano.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/09/17 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 4/11/20
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Daniela 11/09/17 22:56 - 10647 commenti

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Notte dura per un gruppo di persone assediate in un ospedale semideserto: il pericolo non è solo fuori, ma anche dentro l'edificio e, in alcuni casi, dentro di loro... Horror canadese che, pur se girato a basso costo, non è certo minimalista, anzi l'accumulo di rimandi letterari e cinematografici, fra Lovecraft e Carpenter, rischia di costipare la narrazione. Per contro, il look artigianale dei mostri è davvero spaventoso (ovvio il link alla Cosa) ed il ritmo ansiogeno concede poche tregue. In definitiva, un horror più che discreto, anche se manca quel quid per renderlo davvero memorabile.

Puppigallo 6/04/18 12:41 - 4653 commenti

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C’è qualcosa di più antico di Dio, viene detto nella pellicola; e se il buon giorno dell’universo si vede dal mattino… Pellicola che ha un certo sentore di Dagon, del Signore del male e, perché no, anche de La cosa. Ma nonostante questo, riesce a ritagliarsi comunque un suo spazio nel vasto panorama horror, grazie a una regia di mestiere, attori decenti e un buon ritmo, con numerose spruzzate splatter. Certo, alcune cose sono un po' buttate lì, senza approfondire, ma nel complesso non è male.
MEMORABILE: Beverly sta "maluccio" "Questa non è la mia faccia. Puoi aiutarmi?"; Il dottore: "E' sorprendente quello che puoi trovare semplicemente cercando".

Taxius 13/04/18 16:07 - 1651 commenti

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Affascinante horror diretto ottimamente da una coppia di registi canadesi e ambientato quasi totalmente in un ospedale isolato e prossimo all'abbandono in cui un manipolo di individui dovrà sopravvivere a un qualcosa di sconosciuto e inquietante. Guardando The Void è impossibile non pensare ai vari La cosa e Il signore del male di Carpenter, regista di cui questo film è ampiamente debitore. Bellissime le atmosfere fredde, buie e malsane. Le scene di sangue e violenza psicologica certo non mancano. Cala un po' nel finale ma poco importa.

Anthonyvm 30/04/18 22:00 - 3013 commenti

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Niente male quest'incubo lovecraftiano ricchissimo di citazioni e suggestioni cinefile più o meno palesi, a partire dall'assedio romero-carpenteriano passando per mutazioni à la Cronenberg e un finale quasi fulciano. Mostri in lattice e tanto buon gore, un pot-pourri godibile e disturbante anche se non particolarmente intrigante per quanto riguarda trama e svolgimento (tante domande restano prive di risposta, certe svolte sanno di cliché o sono un po' superficiali). Il duo di effettisti/registi conosce i fan e sa cosa piace loro. Divertente.
MEMORABILE: L'esercito di incappucciati ferocissimi e silenziosi; La prima mutazione all'interno dell'ospedale; Il finale con la "nascita" della creatura.

Pesten 4/06/18 10:04 - 661 commenti

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Interessante lavoro che si prodiga per portare su schermo la visione mostruosa tipica di Lovecraft. La storia e le atmosfere hanno quel piglio opprimente e malato tipico dei mondi descritti dallo scrittore di Providence e chiari riferimenti anche all'immaginario carpenteriano aiutano a dare vita a un prodotto che tutto sommato, pur nella sua saltuaria lentezza, porterà lo spettatore fino alla conclusione. In qualche punto si nota qualche falla e si capisce che qualche dettaglio poteva essere approfondito (gli incappucciati), ma dategli fiducia.
MEMORABILE: Ottimii i mostri, nonostante si tratti di un low budget; Welsh, sempre a suo agio in ruoli perversi.

Pumpkh75 22/06/18 14:28 - 1430 commenti

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La fornace nella quale i rimandi eccellenti (Carpenter, Barker, Lovecraft e un granello di fantascienza) sono fusi a freddo ribolle d’ignoto, di mistero e d’angoscia: esito eccellente, sublimato da effetti speciali old school e da una regia a fior di pelle che trova nella seconda parte la sua esaltazione. Minime perplessità sulla fotografia e sul fatto che, a conti fatti, l’assoluta originalità che sembrava partorire dà invece l’impressione di nascere da altrove. Comunque, giù il cappello.

Bubobubo 7/09/18 00:10 - 1530 commenti

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Minimal in alcune cose, fin troppo maximal in altre, è forse l'horror più esplicitamente lovecraftiano degli ultimi anni, un abisso spalancato su un orrore senza volto e senza nome che viene persino prima di Dio. Stringato nella durata, non nei contenuti: si pesca a destra e a manca (dalla metafisica al body horror, dal sovrannaturale allo zombie movie) e alcune citazioni (come il finale fulciano) sono chiare come il sole, ma la sintesi riesce solo in parte e, alla fine della visione, aleggia una vaga sensazione di irrisolutezza.

Minitina80 1/01/19 09:31 - 2600 commenti

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Gillespie e Kostanski devono aver assimilato per bene la lezione perché nella loro opera si vedono chiaramente i richiami a Carpenter, Lovercraft e Barker. Non si tratta di copiatura spudorata o di citazionismo portato all’estremo perché riescono a rielaborare in ottica personale quanto appreso, amalgamandolo bene insieme. Sanguinolento al punto giusto e con la descrizione di un assedio che trasmette la giusta apprensione, mentre nei meandri dell’ospedale in dismissione si consuma qualcosa di terribile.

Cotola 23/04/19 23:20 - 8000 commenti

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Tra i tanti film derivativi (qui vengono in mente in primis Carpenter da un punto di vista cinematografico e Lovecraft per quello letterario), questo spicca rispetto a tutti gli altri oltre che per la buona fattura, anche per un ritmo discreto ed un buon senso della tensione. Anche il look dei mostri è di quelli che colpiscono nel segno. E c'è anche il merito di creare un interessante "altrove" che sa essere suggestivo e inquietante al punto giusto. Infine, non certo per importanza, il film sa coinvolgere e divertire. Ideale per chi vuole vedere un buon film di genere.

Belfagor 14/07/19 14:47 - 2642 commenti

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Un gruppo bloccato in un luogo deserto è garanzia di problemi; se poi si aggiungono delle orribili mutazioni la situazione non può che peggiorare. Di chiara ispirazione lovecraftiana, il film si rifà allo stile carpenteriano, con chiari rimandi a La cosa soprattutto per gli effetti speciali e l'aspetto delle creature, entrambi ben funzionanti. Il difetto principale è la troppa carne al fuoco, che fa ingarbugliare la storia nella seconda parte e spiega poco o nulla di alcuni elementi (i cultisti, in particolare, sono del tutto superflui).

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Jdelarge 1/11/19 11:43 - 914 commenti

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Riuscita l'atmosfera claustrofobica alla quale la bella fotografia conferisce un tono decisamente interessante. Il film, però, pur rientrando in una categoria horror sicuramente in grado di accontentare una grande schiera di fan del genere, non incide per varie ragioni (tra di esse la trama, che si configura come una sorta di accozzaglia di luoghi comuni). Il montaggio non aiuta a dare organicità al film. Finale quasi ridicolo.

Il ferrini 7/08/20 13:08 - 1885 commenti

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Promette molto più di quanto poi mantenga, questo horror canadese che non lesina su sangue, mostri, riti satanici e quant'altro, senza però avere alle spalle una degna sceneggiatura. Peccato, perché di buone idee ce ne sono e tutto il cast è molto credibile, ma inevitabilmente si finisce per perdersi e in più d'un'occasione si fatica a collegare gli eventi mostrati. Molto buona invece la messa in scena, nonostante la povertà dei mezzi. Occasione sprecata.

Kikoz 21/11/20 14:21 - 12 commenti

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Se vuoi fare un creature feature alla John Carpenter, hai bisogno di questi tre elementi: 1) Una sceneggiatura funzionale, ovvero ben strutturata, con dialoghi decenti e personaggi capaci di generare empatia o almeno simpatia, ovvero gente di cui ti importi un minimo quando finisce morta ammazzata o mostrificata; 2) Una personalità registica, ovvero la capacità di girare in modo interessante per l'occhio e funzionale al racconto, nonché in grado di cavare dagli attori performance credibili; 3) Un creature design per lo meno interessante. A "The void" mancano tutte e tre le cose.

Fedeerra 16/12/20 05:36 - 727 commenti

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"The void" fluttua tra visioni lovecraftiane e omaggi al cinema splatter degli anni 80. Il film è perfetto se non si è in cerca di una visione coesa e verosimile: dallo spettatore chiede in prestito gli occhi, che verranno ripagati da un modus operandi visionario e da effetti speciali sbalorditivi. Il finale è un chiaro omaggio a due capolavori del cinema di genere: Hellraiser e L’aldilà. Bella la fotografia.

Schramm 28/12/20 17:40 - 2585 commenti

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Lovecraft Fulci Carpenter Barker DiBlasi Baskin O'Malley Refn Noè il siege-movie con in bocca le Wickerman's friend. Una carica satchel attorno a ogni certezza e imperturbabilità. Kostanski-Gillepsie sottraggono il deja-vu alla connotazione solitamente negativa attribuitagli, per restituirlo alla sua psichica dimensione distornativa e destabilizzante, trattano il criptato-subliminale guardaroba di quotes-from come sediziosi metadati per meticciare il nostro set emotivo coi polimeri dell'incubo, fanno dell'area filmica una riserva indiana di crudeltà incondizionata. Estote impauriti.

Jena 28/03/21 18:17 - 1337 commenti

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Dopo i primi minuti che fanno pensare al solito horror d'assedio si precipita in un incubo che lascia il segno. Il materiale è tantissimo: sette di adoratori del Male in inquietanti camici bianchi; mad doctor divenuti sacerdoti dell'Occulto in stile Hellraiser, agghiaccianti mostri tentacolari che avrebbero lasciato a bocca aperta Lovecraft e il Carpenter de La cosa, un mondo dell'Altrove assolutamente lovecraftiano. Qualche confusione narrativa ma notevolissima visionarietà con ottimi effetti speciali. Fa paura e Kostanski, già autore del pregevole Manborg, è da tenere d'occhio!
MEMORABILE: I sacerdoti bianchi nel bosco; La creatura nell'ospedale; L'abominevole incarnazione della figlia; Il portale triangolare e il Mondo oltre esso.

Enzus79 3/08/21 21:46 - 2090 commenti

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Horror di chiara impronta carpentariana e lovecraftiana che si svolge all'interno di un ospedale. La suspense e la tensione non mancano, con regia e trucchi più che efficaci. Alla fine si ha la sensazione di un buon prodotto ma incompiuto, nel senso che manca di quella originalità che lo possa rendere indimenticabile. Discreto il cast. Preferibile in versione originale.

Gabigol 22/08/21 16:32 - 444 commenti

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Se il film è debitore dell'eredità carpenteriana e cronenberghiano, trovano comunque dimora Fulci con i suoi scorci d'Altrove e tutti quei supplizi corporali dettati da Yuzna e Barker. Il duo in cabina di regia prepara un cocktail di ingredienti noti, coadiuvando l'ottima confezione tecnica con una conoscenza del genere che impreziosisce, sapientemente, tempi narrativi e spazi. La sceneggiatura tradisce difformità su alcuni snodi, ma il materiale lovecraftiano si esalta di fronte all'esilità del tessuto narrativo. Pellicola irrisolta, ma interessante ed efficace.
MEMORABILE: "E' sorprendente quello che puoi trovare semplicemente cercando"; "Questa non è la mia faccia. Puoi aiutarmi?"; La piramide nera; Il parto.
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