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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

L'horror e i doppelgänger, una storia lunga quanto il mondo; l'altro, mondo. Perché questi uomini in rosso, queste ombre che replicano i loro doppi parlando a fatica o semplicemente esprimendosi con suoni gutturali cos'altro sono se non ultracorpi siegeliani deprivati di ogni substrato fantascientifico? L'horror non ha bisogno di troppa logica; semmai di metafore, che dai tempi di Romero titillano la critica pronta a leggervi ogni sorta di implicazione politica. Ma Jordan Peele aveva già dimostrato in SCAPPA – GET OUT di saperci fare anche tecnicamente, e questo è un evidente valore aggiunto, nel campo. Fin...Leggi tutto da subito, dall'esplorazione della piccola Adelaide nel 1986 alla casa degli specchi del luna park (chiamata non a caso “Vision Quest”, come la cerimonia indiana legata alla conoscenza di sé), si capisce come la tensione possa accompagnarsi a un'eleganza formale non comune. Le scene sulla spiaggia, la sottile inquietudine che serpeggia al verificarsi di tante improvvise coincidenze... Fino a raggiungere il momento più alto, l'apparizione sul vialetto di casa dei quattro doppi, mute ombre illuminate dai lampioni, immobili e minacciose. Poi ci si prepara all'arancia (rossa) meccanica, in cui il colore nero della pelle si fonde alle tenebre della notte mascherando i volti degli intrusi in sequenze magistrali, mentre un felicissimo accompagnamento musicale da Carmina Burana sottolinea la singolarità della messa in scena. E quando il primo di “loro” apre la bocca lasciandone uscire una voce roca, alterata, da brividi, brandendo un grosso paio di forbici, il film sembra magicamente funzionare al meglio, aprire la via a un confronto stuzzicante. Invece tutto s'infrange presto contro la barriera dei cliché nel sacrificio di ogni mistica in favore del più vieto para-zombismo, ognuno alle prese con la propria ombra scoprendone le caratteristiche e cercando di interpretarne gli imperscrutabili disegni. Che poi ahinoi tali non sono, perché ogni sviluppo rientra presto nel genere affossando le mire più alte, rielaborando situazioni e scene straviste in attesa di un finale che caccia tutto in un minestrone indigesto reso perdipiù straziante da prolungamenti superflui. E a questo punto non c'è più molto da scoprire: il gusto per il tocco di chi comunque i numeri per staccarsi di netto dalla massa li avrebbe si ritrova solo a spizzichi e bocconi, in qualche sporadica scena di grande effetto, in splendidi giochi di controluce, in certi suadenti riprese o scelte d'inquadratura seducenti. Poco sangue, poche sorprese, la sensazione che le idee fossero davvero ridotte al lumicino... Nemmeno Lupita Nyong'o sembra avere la forza necessaria per ritagliarsi lo spazio da protagonista che la storia le riserva: più interessante da bambina nel 1986 che da adulta, trasformatasi in madre apprensiva e spaventata. Le ambizioni ci sono, ma sproporzionate rispetto a quanto ci viene mostrato. Restano nella memoria le sequenze del primo incontro familiare coi doppi in rosso e il loro conseguente ingresso in casa da oscuri fantasmi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/03/19 DAL BENEMERITO BUBOBUBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 13/04/19
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Bubobubo 22/03/19 13:15 - 1223 commenti

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C'è un evidente filo rosso (no pun intended) che lega la stagione degli horror politici degli anni '70 e il ribollire del disagio sociale degli umiliati e offesi dalla contemporaneità, una necessità metafisica che impone di rivisitare i vecchi stilemi di genere alla luce delle sfide del nostro tempo. L'operazione di Peele, che rivisita in chiave social-razziale il "solito" home invasion per mano di doppelgänger disfunzionali, è puntuale. Rispetto all'ottimo Get out, però, qui la narrazione è più traballante (vedi il mediocre twist finale).
MEMORABILE: Il massacro in villa sulle note di "Good Vibrations" dei Beach Boys.

Mtine 5/04/19 10:56 - 224 commenti

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Assistiamo quasi increduli a un continuo potrei ma non voglio, a una sceneggiatura piena di ironia, ma anche di vuoti (forse per scelta), con la consapevolezza che questo Us sceglie coraggiosamente una via tutta sua per l'horror, mettendo a segno anche colpi importanti. Ne sono un esempio il plot twist finale, in parte forzato, che apre il film a varie letture. O un inizio quasi in medias res, che cede il passo a una parte centrale fiacca e a una finale che concede poche spiegazioni allo spettatore. Lacunoso, ma denso di contenuti.
MEMORABILE: Il minaccioso cordone umano.

Rambo90 5/04/19 00:55 - 6384 commenti

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Peele continua a miscelare genere popolare e politica, ma questa volta, anche se la tensione nella prima parte è notevole, va un po' troppo oltre. Il popolo di doppelganger non funziona appieno perché le spiegazioni date, anche se chiare a livello metaforico, non reggono molto a livello di sceneggiatura. Ci sono un bel contrappunto musicale che crea atmosfera, qualche sguardo inquietante, ma l'impressione è che duri troppo e più di una volta perda di vista il vero obiettivo, che è quello di far paura. Vedibile, ma un passo indietro.

Digital 5/04/19 10:23 - 1121 commenti

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Di ritorno nella casa d’infanzia con la sua famiglia, Adelaide si trova al cospetto di quattro persone del tutto simili a lei e i suoi congiunti… La prima parte non è affatto male: innesca una certa curiosità e la tensione c’è; peccato che quando i nodi vengono al pettine il tutto sprofondi nel ridicolo, toccando, nel finale, punte davvero inesplorate di trash. Ennesimo punto a sfavore è la vena ironica, che va ulteriormente a depotenziare la suspense con battute (dette perlopiù da Winston Duke) nient'affatto foriere di sorrisi. Non malaccio, ma ampiamente deludente.

Jdelarge 9/04/19 00:37 - 881 commenti

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Dopo l'ottimo esordio Jordan Peele ripropone qui la sua estetica, fatta di geometrie e fuori campo rivelatori, di primi piani che immortalano espressioni facciali sempre terrificanti e di un certo gusto per il grottesco. Se la forma si può definire di altissimo livello, anche grazie a una colonna sonora eccezionale, lo stesso, però, non si può dire della sceneggiatura, della quale il regista sembra farsi beffa per cercare di conferire una sorta di credibilità alla storia. Pretenzioso, ma poco riuscito.

Markus 15/04/19 08:31 - 3306 commenti

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Una dramma infantile di una bambina nel 1986 dà inizio a questo film, che nel giro di pochi minuti ci riporta ai giorni nostri con un horror indeciso tra ghost-movie, zombesco e parapsicologico. La seconda pellicola di Peele riconferma le buone capacità registiche ma non della scrittura, che ahimè mette troppa carne al fuoco con il risultato di una scarsa comprensione dell'insieme. Sul fronte della paura c'è da dire che questa (volutamente?) latita, nonostante il gore e qualche scena di suspense che ha il sapore del già visto.

Thedude94 18/04/19 11:02 - 583 commenti

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Buon horror di tensione diretto da Peele, il quale da ottimo comedian riesce ad aggiungere quel tratto di ironia ad alcuni personaggi che fa sì che il film non risulti troppo pesante e complesso. Già, perché a un certo punto la trama si infittisce e iniziano a nascere nuove idee che sembrano eccessive. Ma il colpo di scena finale risolleva il tutto e lo pone come uno degli horror più interessanti dell'anno. Buoni gli attori, in particolare i bambini e la splendida Lupita Nyong'o. Ottima colonna sonora.

Taxius 11/05/19 12:22 - 1643 commenti

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Jordan Peele dimostra un grande talento registico anche nel suo secondo film che è, tuttavia, nettamente inferiore al suo esordio cinematografico, ovvero il bellissimo Get out. Il problema principale è l'eccessiva carne al fuoco che espone: si va dal thriller politico al zombie movie fino al mistero. Molte trovate sono interessanti e inquietanti, ma altre fanno eccessivamente ridere e per un film del genere non è bene. Deludente pure il finale, con un colpo di scena prevedibilissimo. Forse le aspettative erano troppo alte...
MEMORABILE: I versi delle creature che sembrano dei rutti.

Herrkinski 29/05/19 23:12 - 5193 commenti

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Peele rielabora vari temi cari al fantahorror (su tutti il doppelganger, L'invasione degli ultracorpi e derivati) in questo interessante lavoro quasi all-black che si distingue più che altro per una confezione molto curata (fotografia, scelte cromatiche, movimenti di mdp, ost) e per alcune riuscite varianti sull'argomento; forse c'è un po' troppa autoindulgenza, qualche elemento ironico fuori luogo e una durata leggermente eccessiva, ma nel complesso il film funziona e alcune sequenze visionarie rendono bene. Finale un po' troppo arzigogolato.
MEMORABILE: Il corridoio coi conigli; L'home-invasion; I doppelganger dei vicini.

Il ferrini 10/06/19 13:21 - 1696 commenti

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Doppelgänger alla Lynch, scontro finale fra luce e buio; la tensione regge per un'ora poi comincia gradualmente a scemare perché dove Peele voglia andare a parare è fin troppo chiaro ma l'impressione è che non abbia bene in mente come arrivarci. Non giovano le continue battutine di Winston Duke che paiono la linea comica di Occhi del cuore. Interessanti invece i movimenti dei doppi, che ricordano quelli dei neri in Scappa - Get out. Il finale, piuttosto ermetico, lascia spazio a varie interpretazioni ma nessuna di esse convince del tutto.
MEMORABILE: La decisione sul chi deve guidare l'auto in base al numero di doppi uccisi.

Daniela 18/06/19 12:01 - 9502 commenti

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Dopo trent'anni, un trauma infantile torna a reclamare il proprio ruolo nel mondo, insieme agli altri nelle sue condizioni... In Scappa il soggetto era il razzismo, qui è il divario fra ricchi che vivono in Paradiso e poveri condannati all'oscurità, ma lo sviluppo della trama, originale seppur fitto di rimandi ad altre pellicole di fantascienza e home invasion, appare meno limpido e nella seconda parte diventa ripetitivo. Anche i personaggi sono meno centrati rispetto al film precedente di Peele, che comunque si conferma regista non banale, da tenere d'occhio in un'epoca di horror-fotocopia.

Alf62 30/06/19 12:38 - 64 commenti

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Film ad alto contenuto allegorico, ricorda a tratti Lynch. Razzismo diverso dal precedente Get out, questa volta si concentra sulle differenze economiche più che quelle etniche. Anche se con qualche battuta di troppo si fa perdonare con il contenuto politico che ricorda il miglior Romero. La stratificazione della società tra un sopra e un sotto collegati da una scala mobile in discesa segna il pessimismo per le future generazioni che non avranno possibilità di ascesa sociale. Horror sociologico.

Hackett 16/08/19 14:37 - 1727 commenti

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Ancora un buon horror da Jordan Peele che non delude dopo l'ottimo esordio e ci regala un'altra opera tesa e divertente allo stesso momento, ricca di battute, momenti adrenalinici e un risvolto sociale che sembra ormai essere un marchio di fabbrica dell'autore. Certo, la soluzione finale della vicenda appare forse un po' esagerata, ma ciò che importa è il modo nel quale il regista ci pone di fronte a una realtà possibile in maniera inaspettata e di sicura efficacia. Da non perdere.

Anthonyvm 26/09/19 11:17 - 2013 commenti

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Peele torna all'orrore sociale. Se il tema di Scappa era il razzismo borghese, qui le riflessioni vertono sulla società capitalista e sul divario economico dei suoi occupanti. La prima parte vede un approccio "home invasion" alla materia, la seconda diventa un horror apocalittico con rimandi romeriani. Entrambe sono ben eseguite ma non eccelse (specie la seconda, piuttosto ridondante): il soggetto vale più del modo in cui è trattato. Twist ending significativo e solo in apparenza banale. Un film non all'altezza dell'esordio, ma interessante.
MEMORABILE: La bambina persa nel labirinto degli specchi, classica scena creepy à la Peele; Il bimbo sfigurato e ferino; L'interminabile catena di doppelganger.

Pumpkh75 26/11/19 14:41 - 1326 commenti

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Tuoni fulmini e saette per un principio pieno di brrrrrr, poi l’odore di fumo della folgorazione muta in puzza di bruciato perché troppe sono le carni al fuoco che nessuno mangia e insapore la soluzione che non sa affatto di soluzione. Plausi alla regia, all’involucro sinistro e perché, seppur con passo sghembo, non c’è sete o pipì che tenga dal farci lasciare la visione per un solo istante. Che Peele inserisca sempre un runner è una curiosità, che esageri con lo humour un punto debole. Attendiamo fiduciosi il terzo film.

Fromell 15/11/19 23:13 - 70 commenti

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Tonfo di Peele dopo Get out, che aveva colpito per la regia compatta (qui riproposta con la stessa efficacia) e per la coerenza di sceneggiatura la quale, in questo caso, offre un prologo interessante ma poi si sfilaccia mischiando generi e situazioni paradossali lasciando lo spettatore con troppe domande. Chi ha creato i cloni? Di cosa si nutrono, come campano, perché non emergono in superficie? La metafora sociologica non basta come risposta. Tolto il coperchio il film è vuoto.

Giùan 26/11/19 09:59 - 3010 commenti

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Altrettanto ambizioso aggiornamento dell'horror politico ma decisamente meno equilibrato rispetto a Scappa. La sensazione è che Peele non abbia lasciato decantare a dovere il soggetto cinematografico col risultato di esser fagocitato da sottotesti, seconde letture, cripto sociologismi che, pur con tutte le buone intenzioni del caso, finiscono per svilire la vena narrativa del film. Così anche l'essenziale ironia pervasiva dell'esordio qui diventa, da un certo punto in poi, incongrua e anzi fuori luogo, sconfessata senza poter esser rimossa. Da rivedere.
MEMORABILE: La fantastica idea della famiglia "doppia" e il suo minaccioso ingresso in scena.

Enzus79 2/05/20 23:40 - 1823 commenti

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Horror di valenza politico-sociale che ha come sottofondo i doppelganger. Film ad alta tensione in cui l'adrenalina non scema mai (seppure la durata di due ore risulti eccessiva). La storia si evolve in maniera intelligente, con un finale che lascia abbastanza spiazzati. Diretto in modo egregio da Jordan Peele. Discreta la colonna sonora. Da vedere.

Capannelle 5/12/19 00:01 - 3730 commenti

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Sul giudizio pesano quei primi 60-80 minuti decisamente fiacchi in cui Peele, pur confermando una certa fluidità di ripresa e scelte cromatiche molto vive, offre un combinato tra horror e grottesco che se da un lato fa poca paura (anzi fa annoiare per lunghi tratti), dall'altro non acquista forma compiuta. Si riprende con alcune battute ("Guido io perché ne ho ammazzati più di tutti") e con alcune sequenze e partiture musicali dell'epilogo, ma nel complesso "Us" dura troppo e appassiona poco.

Robbrian 16/01/20 14:22 - 2 commenti

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Get out"era stato un ottimo antipasto; con "Noi" il regista costruisce un film immaginifico e spesso terrorizzante sul tema del doppio e anche una pellicola fortemente politica. Alcune sequenze, a partire dal prologo passando al primo assalto degli "sconosciuti" (chiamiamoli così), rimangono subito impresse nella memoria. Forse qua e là la sceneggiatura non è ineccepibile, qualche snodo rimane irrisolto, ma la qualità visiva resta e abbiamo anche una splendida prova attoriale di Lupita Nyong'o.

Cotola 3/02/20 22:18 - 7553 commenti

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Peele si conferma cantore dell'horror politico che declina, ancora una volta, a suo modo. In primis prendendosi i suoi tempi che come nell'opera precedente sono, specie nella prima parte, dilatati. E forse tensione e suspence scontano un'attesa un po' troppo lunga, nonché una certa derivatività. Le qualità registiche comunque si confermano e non mancano: si vedano, ad esempio, certi squarci visionari. Peccato che la storia sia così così ed un po' troppo discontinua, altrimenti ne sarebbe venuto fuori un altro gioiellino. Passo indietro rispetto a Scappa, ma il regista è di prospettiva.

Puppigallo 27/03/20 14:06 - 4515 commenti

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Pellicola troppo altalenante in cui la tensione viene colpevolmente stemperata da dialoghi e reazioni poco credibili in una simile circostanza (il padre, colpa anche del doppiaggio, è difficilmente sopportabile). Ed è un vero peccato, perché c’è una certa, salutare originalità nell’idea, rafforzata dalla spiegazione e dal colpetto di scena finale. Questo, in definitiva, consente allo spettatore di seguire con un certo interesse la vicenda, curioso di giungere all’epilogo. Non male, dopotutto.
MEMORABILE: “C’è una famiglia nel vialetto”. “Da quando ci fanno paura le famiglie?”; La storia dell’altra; Nello sgabuzzino con l’ “amichetto”; All’indietro.

Rufus68 2/04/20 23:09 - 3115 commenti

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Peele punta in alto (dove non si sa, ma in alto) e fallisce miseramente il bersaglio. Il precedente Get out aveva illuso a cagione di qualche guizzo brillante; qui si mescolano generi e ambizioni diverse riuscendo, però, solo a ingarbugliare i fili dell'ispirazione in una matassa difficilmente districabile (e che non si ha interesse a districare). Il resto è composto dai consueti sobbalzetti, da dialoghi a livello zero e dall'analisi dell'inevitabile trauma infantile. Anonimi i protagonisti. Fa eccezione quello maschile: insopportabile.

Ryo 12/04/20 16:44 - 2169 commenti

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Tante potenzialità, tanta confusione. Il film è girato e recitato bene, si fanno anche apprezzare i sottili omaggi di Peele ad altri film horror. Tuttavia la storia in sé è molto confusa. La logica (o la mancanza) della motivazione per cui questi doppelgänger attacchino è molto disordinata e alla fine rovina la conclusione finale del film, perché lascia troppi buchi nella storia a cui bisogna dare una risposta. Se Peele avesse rimosso l'elemento spiegazione avrebbe reso la storia migliore.
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