Qualunquemente

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Forse non il migliore ma sicuramente il più celebre tra gli ultimi personaggi lanciati dal vulcanico Antonio Albanese, l’onorevole Cetto Laqualunque è l’erede naturale del cinismo volgare e travolgente di Alex Drastico. Il suo slogan “più pilu per tutti” ha fatto il giro delle televisioni conquistando adepti anche per la grande carica satirica (quantomai attuale) che sta alla base della riuscita caratterizzazione. Inevitabile che per il suo ritorno al comico dopo i non esaltanti risultati ai botteghini di film come LA FAME E LA SETE o IL NOSTRO MATRIMONIO E’ IN CRISI Albanese abbia voluto puntare...Leggi tutto sul sicuro, cavalcando l’onda del malcostume politico sempre più dilagante. Tornato in Calabria dopo quattro anni di carcere, Laqualunque viene presto convinto dagli amici a “scendere in campo” per opporsi a un candidato sindaco che combatte per la moralità e l’etica sorretto da una lista civica di oneste persone. Ma stiamo scherzando? Basta con le tasse, basta con la giustizia e più pilu per tutti! La ricetta di Laqualunque è il semplice rafforzamento dello status quo, una società in cui vince chi ha più conoscenze, più soldi e meno scrupoli. Satira facile ma efficace, che Albanese porta a livelli altissimi con un’interpretazione straordinaria per intensità ed espressività. Fosse solo per lui QUALUNQUEMENTE potrebbe ambire a grandi traguardi, perché il saper provocare il sorriso attraverso gag spesso prevedibili dimostra la forza di un comico che nel campo ha pochi rivali, oggi. Purtroppo c’è da fare i conti anche con ciò che gira intorno a lui, rimarcando la scarsa vena di una regia impacciata, che perde sovente colpi appiattendo la narrazione. C’era da agire meglio per evitare la trappola della ripetitività, mentre Giulio Manfredonia (che aveva diretto l’attore sette anni prima in E’ GIA’ IERI) pare più occupato a perdersi in giochi estetici (esemplificativo l’incipit) piuttosto che a dare al film omogeneità, struttura, fluidità. Così sembra di assistere sostanzialmente a sketch mal legati tra loro, in cui si spera sempre che arrivi Albanese a prendere totale possesso della scena, perché quando c’è da dare spazio a qualcun altro (il figlio Melo con la fidanzatina) si scade nella macchietta parrocchiale, nella caricatura ingenua, in un bozzettismo da cinema semi–amatoriale che riduce tutto a comicità da cabaret, talvolta patetica. Pur tuttavia, anche di fronte a difetti evidenti, è tale la forza del personaggio La qualunque (reso al meglio da un Albanese che è evidente quanto creda nell’operazione), che le sue uscite dialettali becere, il suo pensiero da troglodita lontano anni luce da ogni barlume di coscienza, sono fonte di frequenti risate. E davanti a tanta grazia non si può che chiudere un occhio e perdonare la zoppicante sceneggiatura, che non sa bene (benché ci provi in tutti i modi) come evitare di far sembrare il film un semplice mosaico di scenette a lungo andare prevedibili e non sempre ingegnosamente costruite. Apprezzabile la misura di Albanese, che non calca eccessivamente la mano sui tormentoni di Laqualunque sforzandosi di farne un personaggio vero, libero dai tempi e dalle "regole" televisive.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/01/11 DAL DAVINOTTI
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Didda23 23/01/11 02:58 - 2288 commenti

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Film molto diverso da ciò che uno si può espettare. Le risate ci sono, ma la maggior parte sono amare. Non è intrattenimento, ma critica sociale e politica molto forte. Quando nacque il personaggio di Cetto (nel 2003) non erano ancora scoppiati gli scandali sessuali in Italia e il personaggio faceva ridere perché troppo fuori dal reale, dall'immaginario. Non è troppo diverso il mondo di Cetto rispetto all'Italia di oggi e non nascondo che il film mi ha lasciato una profonda tristezza. Consigliato!

124c 24/01/11 16:50 - 2775 commenti

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Dopo i "Vota Antonio-vota Antonio" di Totò, oggi si cambia soggetto, visto che il comico è Antonio Albanese, che propone il suo politico, Cetto La Qualunque, che promette "più pilu per tutti". Ci abbiamo guadagnato? Forse no, ma il personaggio di Albanese, portato in teatro in tv per anni, è così divertente che i difetti di questa pellicola passano in secondo piano. Oltre all'istrione Albanese, da non dimenticare la prova "zen" di Sergio Rubini, che compare a metà film, proprio quando l'interesse iniziava a calare. Simpaticamente nero. Tre.

Markus 24/01/11 14:25 - 3310 commenti

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Commentare film di questo genere è sempre difficile, poiché in realtà più che la pellicola va premiata la sola presenza dell'immenso Albanese. Il cinema italiano ormai ci ha abituati a film corali e ad alcuni fondati essenzialmente sul comico istrionico. Vicenda divertente, paradossale, ma nello stesso qual tempo molto vicina alla realtà (ora più che mai). I riferimenti della vita politica di Cetto Laqualunque sono ben chiari, per cui si ride sì ma, a ripensarci, ci sarebbe da piangere! Rubini sprecato.

Puppigallo 26/01/11 12:52 - 4515 commenti

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Come Zalone, anche Albanese si carica sulle spalle tutto il film; e lo fa con una sceneggiatura che avrebbe dato parecchi problemi a qualunque(mente) altro comico, dimostrando di essere un notevole caratterista. Sentirlo parlare dà un senso alla pellicola, disegnando un personaggio (già noto), che resterà nel tempo, anche grazie all'attuale, pietosa situazione politica. Quando parla du pilu è eccezionale, come quando istruisce il povero figlio innamorato "Ragazza senza minne e scarsa di culo". L'arrivo di Rubini non apporta benefici alla pellicola, ma Cetto Laqualunque merita fino alla fine.
MEMORABILE: "Si è schierato completamente dalla parte della legge? Ma è legale questa cosa?"; "Tasse? Non nominare mai più quella parola in mia presenza!".

Belfagor 26/01/11 23:16 - 2625 commenti

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Se è vero che la storia si presenta prima come tragedia e poi come farsa, è anche vero che in Italia può succedere l'opposto, cioè che un personaggio comico creato qualche anno fa rifletta in modo plausibile la situazione politica nazionale. Istrionico al massimo, Albanese sfodera buoni pezzi dal repertorio senza eccedere, riempiendo il film di comicità nera e amara. Si ride senza dubbio, ma una volta finito il film non si può evitare di sentirsi a disagio perché il personaggio di Cetto è tutt'altro che paradossale.
MEMORABILE: "Mi è stato chiesto, se vengo eletto, cos'ho intenzione di fare per i bisognosi... 'Na beata minchia!"

Rambo90 28/01/11 23:04 - 6392 commenti

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Divertente approdo al cinema di uno dei più riusciti personaggi tv di Albanese. La sceneggiatura è un po' banale e alla lunga risulta ripetitiva, ma il protagonista dà una grandissima prova di recitazione, evitando di scadere nella macchietta o nella facile demenzialità. Bravissimo anche Rubini (compare a metà film e infatti la seconda parte è più veloce e divertente) nel ruolo di Gerardo Salerno; un film non eccelso come mi aspettavo ma sicuramente di buon livello e divertente.

Ilcassiere 29/01/11 16:51 - 283 commenti

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Qualunquemente è francamente deludente. Immancabilmente (e con questo concludo le rime in "ente") la trasposizione cinematografica, diluita in una storiella banale di un'ora e mezza, non regge il confronto con i comizi attraverso i quali abbiamo conosciuto Cetto. Albanese è bravo, come attore lo conosciamo bene, ma qui non c'è traccia della profondità, brillantemente celata dietro un qualunquismo più o meno volgare, a cui ci aveva abituato.
MEMORABILE: Sergio Rubini che impreca in pugliese, poi si riprende e ricomincia a parlare in milanese.

Ale nkf 29/01/11 17:29 - 803 commenti

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Un Antonio Albanese così in forma non si era davvero mai visto! Un film di denuncia della situazione critica in alcune parti del sud, tutto in chiave satirica, che con battute ironiche e ben azzeccate fa divertire, facendo passare alcuni difetti di sceneggiatura in secondo piano. Cetto La Qualunque è un personaggio cucito ad hoc su Albanese che mantiene ben saldo il film per tutta la sua durata. Alcune gag sono imperdibili!
MEMORABILE: Albanese al prete: "Affettivamente è vero, prete, sto telefonando, se per cortesia abbassa un po' il volume... un po' di creanza!"

Harrys 6/02/11 18:23 - 682 commenti

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Le sembianze cabarettistiche e gigioneggianti dello storico personaggio di Albanese (che fece, tra l'altro, la fortuna della Gialappa's Band) sfoggiano a sopresa un intercalare spiccatamente graffiante, arguto ed incisivo: sicuramente più di quanto ci si aspettasse. Oltre alle notevoli ed efficaci allusioni, da registrare anche la salda e scevra da tatticismi regia di Manfredonia, sempre più in rampa di lancio verso la rinascita di una commedia che, oltre a far ridere, metta in risalto anche quegli spaccati socio-politici in "evoluzione"... ***

Guru 5/02/11 20:21 - 348 commenti

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Riflette come uno specchio, esageratamente, la colorata politica italiana (come le parrucche delle "hostess" - mi piace definirle così - che accompagnano il futuro sindaco in campagna elettorale). Grande Albanese che si propone prepotentemente come candidato senza avversari; mitico il "voto del corpo ancora caldo"; bravissimo Rubini, l'uomo che tenterà di far "muovere Cetto" con passi in stile "americano". Ma l'esuberanza dell'uomo che può tutto è incontrollabile! Finale non entusiasmante ma in linea con la traccia del film.
MEMORABILE: Le tasse sono come la droga: se le paghi una volta poi non ne puoi più fare a meno!

Pinhead80 10/02/11 17:58 - 3969 commenti

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Quella di Cetto Laqualunque è uno storia a noi purtroppo ben conosciuta. Certo non nella satira grottesca del personaggio, ma nella velata manipolazione politica che subiamo ogni giorno, fatta di promesse mai mantenute, di scandali, di brogli e chi più ne ha, più ne metta. Forse non è uno dei migliori film di Albanese (dal punto di vista recitativo), ma ha colto nel segno in quanto (ahimè) a realismo. Un film fortissimamente pilu.
MEMORABILE: La vecchietta che viene lasciata a piedi perché non vuole votare Cetto.

Galbo 10/02/11 05:54 - 11422 commenti

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Trasposizione cinematografica assai rischiosa quella del più celebre personaggio di Antonio Albanese. Ormai apprezzato in numerose "uscite" televisive, Cetto La Qualunque sbarca al cinema, ma non riesce a lasciare il segno. Più macchietta che personaggio di spessore, si esibisce in un film che è più una collezione di sketch che non un'opera organica, sebbene la bravura dell'attore e dei suoi comprimari (Rubini in primis) sia indiscutibile. Dopo il notevole Si può fare, anche per il regista Manfredonia un passo indietro artisticamente.

Dengus 10/02/11 08:44 - 349 commenti

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Non sai dove finisce il film e dove comincia la realtà; non amo Albanese e giudico negativamente il film non per partito preso, ma perché trovo esasperato il modo di descrivere i calabresi; questo pare essere un ritratto del Sud dopoguerra, pur azzeccando la situazione "etica", il divieto della legalità, l'esser più furbi considerando una minaccia chi vuole il "giusto"; il "duello" televisivo e la faziosità son degni dei salotti televisivi nostrani; Albanese forzato, ma un paio di sorrisi li strappa; la realtà supera comunque la fantasia.
MEMORABILE: Gerardo Salerno (Rubini) che rinnega le sue origini pugliesi ma che se s'incazza parla in barese!; la prostituta; l'Hummer H2; le 2 mogli...

Tarabas 10/02/11 10:33 - 1706 commenti

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Le mani sulla cittadina. Malavita e affaristi sono alla ricerca di un candidato che li rappresenti degnamente. Il suo nome è Cetto Laqualunque, imprenditore dedito all'abusivismo temporaneamente espatriato per ragioni giudiziarie. Cetto è un delinquente travestito da sindaco, o il contrario. Parte con un riferimento alto (la cittadina è gemellata con Weimar) però il film non riesce a stare su, non fa molto ridere e come film di denuncia è fin troppo paradossale e forse bruciato dalle geniali comparsate tv di Cetto. Documentaristico, ahimè. Cazzu iu.
MEMORABILE: Il commento di Cetto sulla fidanzatina del figlio: "Melo, cazzu, l'ho vista bene. Nunn'avèeminne. Che dolore Melo. Che dolore".

Gugly 13/02/11 23:02 - 1015 commenti

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Il film si regge tutto sulle spalle forti di Albanese, oserei dire un epigono a mio modesto parere del fu grande Tersilli: come il grande personaggio sordiano passa sopra tutti figlio compreso pur di realizzare i propri scopi; temevo una passerella di scenette scollegate e invece no, mentre ho digerito a fatica il personaggio di Rubini e l'incerto finale fin troppo simbolico e telefonato. Ad inquietare sono le battute, ovvero le promesse elettorali, che somigliano sin troppo a promesse che ho sentito con le mie orecchie.
MEMORABILE: In visita al fatiscente ospedale: "Votatemi! Ci sono i topi? E io vi prometto che porterò i gatti!"

Bruce 14/02/11 16:44 - 1005 commenti

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È un film importante, non un film comico. Un atto di coraggio, anche politico, da parte di Albanese. Una satira sociale che è una critica amara e pesantissima sul periodo vuoto e tragico che stiamo vivendo. Talmente tragico e desolante da reclamare per forza una reazione da parte di tutti. Di grandissima attualità.

Cif 20/02/11 23:48 - 272 commenti

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Chiariamo una cosa: il film non fa ridere. E Albanese sul grande schermo non è (e non riesce ad essere) un comico; però è un attore di talento e porta un suo famoso personaggio televisivo al cinema con esiti altalenanti. Se Cetto in una pillola di 4 minuti fa ridere, in 90 minuti no. Ovviamente non bastano un po' di gag per fare il film, ma serve una storia. Qualunquemente diventa così un film grottesco, che prende in giro l'Italia e i costumi italiani prima ancora della politica. Non male, comunque al cinema preferisco l'Albanese drammatico. 2 1/2.

Nando 28/02/11 15:34 - 3485 commenti

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Albanese cavalca l'onda istituzionale vigente in Italia e interpreta un personaggio efficace che rispecchia una certa classe politica. Folgoranti le sue gag inframezzate da uno slang ironico e cinico, tuttavia la trama si riduce ad una serie di momenti che appaiono slegati fra loro. Discreto il cast che accompagna Albanese, menzione per la Indovina.

Zardoz35 7/03/11 00:22 - 250 commenti

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Volete diventare sindaco di un paese affacciato sul mare con bellezze archeologiche e culturali? Ecco qui un perfetto manuale che vi spiega come comportarvi, fino ad arrivare alla vittoria finale. Impietosa e graffiante satira con un Albanese in forma, ben supportato da Rubini. Cetto La Qualunque è volgare, ignorante, senza scrupoli nel violare qualsiasi legge. Un ritratto calzante dell'Italia odierna che deve molto fare riflettere.
MEMORABILE: Al ristorante il carabiniere chiede la ricevuta fiscale, provocando lo sgomento generale in tutti gli astanti. Poi esce fuori un polveroso blocchetto...

Myvincent 13/03/11 12:45 - 2575 commenti

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Qualunque mente, anche la più seriosa, riderà a crepapelle (senza per questo mancare di riflettere) di fronte al personaggio interpretato magnificamente da Antonio Albanese, qui in forma più che mai. La "tamarragine" di Cetto è segno dei tempi attuali, ma anche passati, contrassegnati da volgarità, arrivismo e disvalori. Senza Albanesi però, che non fa l'attore, ma è attore, il film senza dubbio si sarebbe limitato a una ridda di luoghi comuni...

Mcfly87 22/03/11 00:12 - 75 commenti

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Non era semplice portare sul grande schermo il fortunatissimo personaggio interpretato da Albanese; in Qualunquemente vi si riesce in parte, ma il risultato non dispiace. Forse scomodare Pirandello è eccessivo, eppure le risate che questo film suscita sono amare come quelle dei suoi racconti. Una denuncia camuffata, eroi negativi trionfano su fantozziani rivali, il cemento svilisce paesaggi suggestivi, il senso civico si tramuta in una pericolosa patologia, la messa in un comizio e così via... Comicità amara che stimola la "riflessione".
MEMORABILE: Pino: "Hai riflettuto?" Cetto: "Sì, tre volte".

Redeyes 26/04/11 07:54 - 2148 commenti

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Sono fra gli oppositori di Albanese al cinema. Lo faccio in virtù dei suoi precedenti buchi nell'acqua. I suoi personaggi, a mio dire, dovrebbero esser confinati ed apprezzati nel contesto cabarettistico, eppure qui qualcosa di non male c'è. Si costruisce una storia che regge e graffia abbastanza e sopratutto non si fa perennemente ricorso ai tormentoni di Cetto. Alcuni passaggi sono esilaranti, altri fanno pensare, ma in certi momenti il plot latita. Rubini non buca lo schermo e appare un personaggio solo in parte riuscito.

Jcvd 22/05/11 23:23 - 258 commenti

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Successo al botteghino e record di incassi solo in Italia poteva farli, un film del genere. Banale, retorico, ripetitivo, decisamente poco divertente e a tratti persino odioso. Si sorride e non si va oltre; solo qualche battuta azzeccata e qualche cliche. Pessima prova di Rubini.

Daniela 20/06/11 08:19 - 9521 commenti

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Maschera italiana, Cetto Laqualunque (in nomen omen) approda sul grande schermo quando la politica lo ha di fatto reso obsoleto, mostrandoci figure di ben maggiore protervia. C'è poco da ridere... ed infatti si ride poco, quel poco affidato tutto alle doti mimiche e alle battute del protagonista, dato che i comprimari, dal figlio-trota al curatore d'immagine finto-milanese, sono di scarso peso. Poco divertente come film comico, non abbastanza incisivo come film di denuncia, il film resta nel guado, pur se va apprezzato il finale "cattivo".

Coyote 1/07/11 18:56 - 185 commenti

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Non si può dire che questo film lasci granché, nonostante il personaggio di Cetto sia un'ottima idea e che per anni abbia avuto modo di apprezzarlo in tv. Ancora una volta, come spesso accade, il passaggio dal piccolo al grande schermo appesantisce le situazioni, come se si volesse estrapolare un romanzo da una novella di poche pagine. Inoltre, sempre rispetto al Cetto televisivo, la location, la musica, la trama tolgono intensità al messaggio, molto meno potente perché in una confezione più "standard". Peccato.

Luchi78 29/07/11 20:11 - 1521 commenti

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Albanese sceglie di portare sul grande schermo il personaggio caricatura dei politici d'oggi: poteva essere uno sfacelo (Laqualunque è troppo macchiettistico per essere vero) e invece è abbastanza divertente. Albanese carica al punto giusto il suo personaggio, Rubini invece non convince. La sceneggiatura, di pari passo con la regia, ha qualcosa che non va: sicuramente una trama un po' piatta e scontata; la presenza di qualche situazione più intrigante avrebbe reso il tutto più gradevole.

Ujd1961 21/08/11 23:08 - 31 commenti

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Filmetto di cassetta, che cavalca l'onda lunga dell'attuale malcontento popolare verso la classe politica. Albanese incarna tutti i peggiori topoi di una certa calabresità, utilizzando impropriamente anche un'inflessione dialettale che peraltro calabrese non è (poiché risente delle sue origini sicule). Sceneggiatura pessima, attori scadenti, Rubini fuori luogo e finanche tedioso, con l'intera società calabrese paragonata, genericamente, ad un'accozzaglia tribale e delinquenziale. Ignominioso.

Piero68 24/01/12 08:30 - 2768 commenti

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Nonostante la feroce satira politica ben rappresentata da un Albanese a tratti incontenibile (un 10 con lode alle sue espressioni), nonostante sia più film di denuncia questo del Caimano di Moretti, la pellicola lascia abbastanza delusi. Perchè tolte poche battute di Cetto, Albanese predica nel deserto e né la regia, né la sceneggiatura, né tantomeno tutto il cast (su tutti Rubini) riescono a creare una struttura narrante che funzioni intorno al personaggio principe e principale. Non si ride, piuttosto si riflette. E per una commedia è negativo.

Paulaster 24/01/12 10:15 - 2825 commenti

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Trama spaccata in due: pre e durante la campagna elettorale. Nella prima fase troviamo un'accozzaglia di luoghi comuni distribuita a casaccio, poi scende la noia e finiscono le presunte idee. Personaggio che era vincente e che si sarebbe dovuto sfruttare anni fa, quando la situazione politica era più tranquilla e Albanese aveva ancora fame di cabaret. Qui anche la sua fisicità è senza smalto, dalle movenze decisamente forzate. Come Rubini, che recitando in dialetto milanese sottolinea l'inconsistenza umoristica, anche se qualche volta si sorride.

B. Legnani 30/01/12 23:16 - 4749 commenti

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Assai deludente. Ciò che funziona in televisione per una manciata di minuti quasi sempre non va al cinema. Il meccanismo "facciamo il contrario del normale", come ho già detto per altri film che cercano (non trovandolo) il grottesco, non porta all'originalità, ma ad un meccanismo che pare nascondere (ma non ci riesce) il respiro troppo stretto della trovata. Si aggiunga un cast mediocre (Burruano escluso e Rubini compreso) e l'insoddisfazione è servita. Con manica larga: **

Ford 5/02/12 22:47 - 582 commenti

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Si perde tra satira slavata e grottesco senza idee questo insieme di sketch di un personaggio che in tv funziona benissimo ma su pellicola diventa più piatto della fidanzata del proprio figlio; colpa di una sceneggiatura inesistente che annacqua in mari di scontatezza le poche gag buone e di una regia paratelesiva (e dire che Si può fare era proprio un bel film) che pone la pietra tombale su un'opera che non doveva nascere. L'alter-ego qualunquista, pessimista e non richiesto di Benvenuti al Sud. Nota positiva per i costumi kitchissimi.

Motorship 15/06/12 17:09 - 567 commenti

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Albanese porta sul grande schermo il suo Cetto La Qualunque al fine di fare satira politica sul malcostume politico, cosa che il suo personaggio rappresenta. Ma il risultato è solo parzialmente riuscito, anche se tutto sommato simpatico. Sì, perché il losco, brutto, sporco e cattivo Cetto, suscita sempre risate, ma quelle più riuscite sono quelle di matrice cabarettistico-umoristica, mentre quelle amare non sempre riescono; a volte lasciano indifferenti. Albanese bravo, simpatico ma troppo "zelighian-cabaret", Rubini sottotono ma ugualmente in gamba.

Mutaforme 16/07/12 23:48 - 392 commenti

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Niente da fare, Antonio Albanese non fa più ridere dai tempi di Mai dire Gol. Anche stavolta l'obiettivo non viene centrato, nonostante l'idea simpatica di girare una parodia pseudo-berlusconiana. Trama assai scarna, attori mai brillanti e scene poco divertenti ne fanno un film da ricordare solo per la volgarità. *!

Samuel1979 26/09/12 19:18 - 472 commenti

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Diventente commedia che ci fa sorridere fino a un certo punto, perchè Cetto ricorda molto da vicino certi "inutili e loschi" personaggi (italiani) che tentano la strada della politica con ogni mezzo, pur non avendone la qualità. Albanese mette in scena tutta la sua sicilianità e ci riesce molto bene, Rubini senza infamia e senza lode, mentre per il bravo Burruano solo piccoli dialoghi di contorno.
MEMORABILE: Il programma? quello è l'ultimo problema: pigliati 'na pizzetta.

Werebadger 13/12/12 00:14 - 270 commenti

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Film ad alto tasso di cinismo e di pessimismo e, proprio per questo, assai realistico (in Italia purtroppo non si contano gli individui simili al protagonista). Albanese è un antieroe cattivo, ignorante, scurrile e del tutto senza scrupoli nella sua scalata al successo. Una satira che riesce assai bene nel suo intento, facendo ridere e al tempo stesso provare rabbia e senso di ingiustizia (complice anche un amarissimo finale). Divertente ma, al tempo stesso, acido e crudele.
MEMORABILE: Laqualunque costringe il figlio a lasciare la sua fidanzata, in quanto poco "pettoruta"; Rubini che non vuole mai ricordare le sue origini pugliesi.

Zender 27/12/12 18:20 - 282 commenti

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Albanese smussa gli eccessi verbali del suo Cetto Laqualunque televisivo e ne fa un personaggio a tuttotondo che tiene sorprendentemente bene la scena. Almeno fino all'arrivo di Rubini, che toglie forza al film banalizzandolo (una parentesi destinata a rientrare prima della scoppiettante ultima parte). Umorismo facile ma portato al massimo della resa da un Albanese attor comico straordinario, dotato di un carisma magnetico e una mimica fuori dal comune, ben sostenuto da un cast di rango e da una regia che tutto sommato regge il ritmo.
MEMORABILE: L'educazione del figlio Melo; "De Santis è un uomo senza vergogna: si è schierato completamente dalla parte della legge".

Magnetti 4/01/13 11:26 - 1103 commenti

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Non volevo guardarlo pensando che si trattasse di una stupidaggine ma poi ho ceduto... E ne è valsa la pena perchè il divertimento è assicurato. Albanese-Laqualunque è uno spasso e il personaggio regge appieno per tutta la durata del film. Il comico dimostra quindi di essere un attore di spessore, in grado di piazzare le zampate giuste per non far precipitare la pellicola nel baratro del becero fine a se stesso (e il rischio c'era). Interessanti anche le macchiette di paese che gravitano intorno a Cetto.
MEMORABILE: Cos'è quella?... Una fogna a cielo aperto, che va a mare... Ahhhh va a mare, allora è tutto regolare.

Furetto60 30/09/13 09:42 - 1129 commenti

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Purtroppo è quasi solo Albanese a reggere il film, l’attore è dirompente nell’interpretazione di un personaggio talmente scorretto da ricordare il protagonista de Il dittatore (in versione calabrese ovviamente). Le battute sono a ripetizione, si ride per le situazioni paradossali, ma lo sono poi così tanto? Nel procedere, ci si rende facilmente conto che la realtà nostrana non è così lontana; anzi, a veder bene a volte supera la fantasia. Il riso diventa ghigno, il divertimento si fa mesto.
MEMORABILE: "Solo candidati puliti". "Ma questo sta in galera!" "Fra due settimane esce, quindi è pulito".

Enzus79 28/09/13 09:45 - 1827 commenti

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Si affronta il serio (attentati mafiosi, usura e illegalità) con ironia, ma Cetto Laqualunque pur risultando simpatico come personaggio non incide più di tanto. Nella seconda parte, con l'entrata di Rubini (deludente), il film scema definitivamente. Divertente, ma sotto la mediocrità.

Giacomovie 11/12/13 01:44 - 1352 commenti

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Cetto La Qualunque non è un personaggio qualsiasi, è la parodia di un politico qualunque che per essere eletto promette la qualsiasi. Quindi è molto aderente alla realtà (con l'aggiunta che lui promette anche "chiù pilu pi tutti") e mette in luce diversi malcostumi reali. Nell'interpretarlo Albanese si rende simpatico, con un umorismo a volte efficace che però raggiunge solo barlumi di comicità e a lungo andare diventa ripetitivo. Non un film qualunque ma non va oltre un mediocre qualsiasi. **

Gabrius79 14/01/14 00:10 - 1199 commenti

I gusti di Gabrius79

Un bravissimo e simpatico Antonio Albanese in trasferta calabrese prende in giro in maniera feroce e bonaria allo stesso tempo le storture della politica; il tutto attraverso gag e battute a effetto non esenti da banalità. Vero è che affiora la noia a causa di alcune lungaggini. Buono il cast di contorno.

Stelio 19/03/15 21:05 - 384 commenti

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Era obiettivamente difficile realizzare un film sul personaggio di Cetto. Albanese, senza tirarla per le lunghe, non ci riesce. Troppe difficoltà sulla tempistica per un soggetto tanto focalizzato su sketch singoli da televisione. C'è anche una vena amara, che però snatura il progetto iniziale oltremisura. Che dovesse essere differente dal piccolo schermo era ovvio, ma il risultato finale non è granché.

Toporosso 4/05/15 16:58 - 77 commenti

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Tra i personaggi creati in questi anni dal talentuoso e versatile Antonio Albanese, prediligo quelli più surreali e lunari rispetto al greve politico calabrese. Inoltre, ciò che funziona in uno sketch televisivo, non sempre regge un intero film. La mia impressione dopo la visione di questa pellicola è quella di aver fatto un pranzo con tutte le portate a base di panna montata: squisita in piccole dosi, pesantissima se troppo abbondante. Nota di merito per l'interpretazione del protagonista e per lo spin doctor impersonato da Rubini.

Manfrin 17/07/15 17:02 - 328 commenti

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Albanese se la cava da par suo nel portare sul grande schermo, in maniera più ampia, il politico macchietta (non troppo a dire il vero se ci guardiamo intorno) Cetto La Qualunque. C'era il rischio che, come spesso accade, un insieme di sketch non faccia un film, in realtà tutto regge in maniera più che buona grazie alla simpatia del protagonista e al concreto apporto dell'ottimo Rubini.

Scarlett 6/01/16 23:20 - 307 commenti

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Albanese dipinge ed esaspera una piccola porzione di proto-realtà calabrese, condisce stereotipi e una chiara satira politica con battute riuscite riproposte su pellicola dopo essere state protagoniste di tormentoni al cabaret. Secondo la sottoscritta alcune sequenze sono delle perle vere e proprie e l'intento di Albanese, come la sua interpretazione ineccepibile, portano a casa un buon risultato, ironico, sarcastico e irriverente quanto basta.
MEMORABILE: La convivenza della moglie di La Qualunque con la Cubana.

Il ferrini 7/11/16 00:28 - 1702 commenti

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Abbandonata "l'acqua dolce", Albanese vira decisamente verso l'amarezza, con un personaggio che di poetico non ha davvero nulla e a ben vedere nemmeno di comico. Questo non significa che il film non funzioni, tutt'altro, anzi è estremamente efficace e denuncia più illegalità di una puntata di Report. La satira politica, ma soprattutto sociale, al centro dell'operazione è messa in scena da un gruppo di attori affiatati e in parte. Lo amerete o lo odierete, o tutto tutto o niente niente.

Ultimo 20/11/16 10:57 - 1370 commenti

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Il film è Albanese, con il suo personaggio di Cetto La Qualunque, un poco di buono arricchito che tenta la strada della politica. La sceneggiatura è poca cosa, ma il protagonista è un vero vulcano di idee e battute: il suo modo di parlare, di gesticolare e di muoversi non si dimenticano. Nel cast di contorno non c'è nulla di eccelso (lo stesso Rubini non pare perfettamente calato nella parte). Nel complesso non male.
MEMORABILE: Cetto organizza un pullman di anziani da portare ai seggi elettorali.

Pessoa 29/07/17 23:12 - 1180 commenti

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Manfredonia torna a dirigere Albanese, ma questa volta si tratta di portare al cinema il suo personaggio televisivo di maggior impatto. La trama è piuttosto elementare ed è naturalmente un pretesto per imbastire una serie di scenette comiche, spesso con retrogusto amaro, quando ci accorgiamo di ridere di noi stessi. Molte battute sono fulminanti, il ritmo è elevato, cast disomogeneo, con buone prove di Rignanese, Burruano e un Rubini fondamentale nell'economia del film. La grande prova di attore di Albanese merita comunque la visione.
MEMORABILE: La cana; La ricevuta fiscale; L'attimo "casual" di Rubini; Il "ponte di pilu".

Lou 11/02/18 17:10 - 972 commenti

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Uno dei personaggi più riusciti di Albanese questo Cetto Laqualunque, una maschera grottesca e inquietante, purtroppo molto simile ad alcuni politici nostrani, contraddistinti da disonestà, ignoranza e totale assenza di scrupoli. L'operazione di portare sul grande schermo un personaggio televisivo di successo è riuscita: si ride, con sconcerto e amarezza. Visto in periodo di campagna elettorale fa ancora più effetto.

Deepred89 25/09/18 22:28 - 3292 commenti

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Mediocrissima satira politica e sociale affossata da un personaggio principale di rara insostenibilità (nonostante l'impegno di Albanese), che vorrebbe far ridere giocando gli estremi e i paradossi ma riesce a malapena a cavalcare le banalità e le barzellette da bar di certa televisione italiana. Narrativamente esilissimo, stucchevole, sconclusionato, totalmente privo di grinta o inventiva; meriterebbe il minimo dei voti se non fosse per qualche sporadica scena azzeccata, tra le quali vince quella riportata sotto.
MEMORABILE: Il padre, il figlio e un arresto.

Pigro 29/01/19 10:28 - 7822 commenti

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Il politico mafioso portato al successo televisivo da Albanese approda al cinema con la sua impresentabile arroganza/ignoranza, dando fondo a gag e battute implacabili, che con il sorriso portano in primo piano le magagne di un’Italia malata, fra facili stereotipi e affondi acuti. Qualche ristagno non inficia la resa del film che ha il pregio di essere fortemente calato nell’attualità ma anche di superare il suo tempo, perché Cetto La Qualunque è una vera e propria maschera al centro di un teatrino di nuovi "mostri” del Belpaese.

Il Dandi 29/01/19 23:05 - 1819 commenti

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L'approdo al cinema di una delle più fortunate maschere del buon Albanese è fortemente insidiato dalla maggiore agilità della sua dimensione cabarettistica, anche per la mancanza di altri personaggi forti con cui interagire. Si confonde così nella dimensione dei tanti film che aspirando al grottesco approdano al paradosso più eccessivo, non fastidioso ma prevedibile. Paradosso pure straniante poi, perché troppi personaggi reali ne superano la fantasia e ne rendono superflua la parodia. Si ride, ma meno spesso e irresistibilmente del previsto.
MEMORABILE: "Io non faccio prigionieri: tu mi voti, io ti trovo un lavoro; Non mi voti? Intu culu a te e a tutta la tua famiglia".

Modo 12/02/20 18:04 - 826 commenti

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Antonio Albanese ci propone Cetto la Qualunque in versione cinematografica. Prendendo spunto dalle gag televisive ne esce un film simpatico, grottesco anche se a lungo andare abbastanza ripetitivo. L'attore si muove in un campo a lui congeniale e fa riflettere su quanto la nostra società sia realmente simile a quella di cui fa la caricatura se non peggiore. Buona pure la presenza di Sergio Rubini. Nel complesso guardabile senza essere irresistibile.

Siska80 24/06/20 12:03 - 750 commenti

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Bravi e affiatati gli attori: Albanese è talmente convincente nel ruolo del delinquente senza scrupoli che si lancia in politica da risultare spesso odioso, specie quando soggioga il figlio col suo fare malandrino (le tristi cause che lo hanno reso un vero bastardo si comprenderanno durante lo snodo dell'intreccio) . A parte alcune scene volutamente grottesche (il protagonista a letto con entrambe le mogli), questa commedia più che ridere fa riflettere, estremizzando alcune situazioni con una crudeltà che ricorda i film fantozziani (si veda la scena della gita con gli anziani).
MEMORABILE: Cetto e  i nemici "bastasi" (ossia incivili).
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Galbo • 10/02/11 19:21
    Gran Burattinaio - 3763 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Sì, concordo sull'analisi. Immagino che non ti fossi sentito toccato (e ci mancherebbe, tutto sommato è pur sempre una semplice caricatura, come dicevo), era solo per capire se il tipo di personaggio riuscivi in qualcosa a farlo coincidere alla tua terra o se Albanese si è semplicemente ataccato ai luoghi comuni. Se cioè, in tutto quello che hai visto (anche di particolari in secondo piano), hai trovato qualche analogia con la Calabria vera.

    forse qualcosa di "familiare" c'è, ma avendo vissuto per oltre 15 anni fuori regione (in emilia per l'esattezza), forse non sono la persona più indicata per giudicare.
  • Discussione Zender • 10/02/11 19:44
    Consigliere - 43612 interventi
    Per Guru: non lo so, a me pare che il modo di recitare di Rubini non si sposi affatto con quello del resto del cast, mi ha dato l'impressione da subito di un pesce fuor d'acqua. Non utilizza lo stesso tipo di ironia, mi pare un personaggio preso da un altro film e calato lì in mezzo per sparigliare e carte. Quindi forse il personaggio ci poteva anche stare, mi son spiegato male, è il modo di recitare di Rubini che non si sposa col contesto. Almeno a mio parere, s'intende.

    Per Galbo: ah, sei tornato in paese dopo un periodo d'assenza, proprio come Cetto. Ora devi quindi riappropriarti lentamente delle tue radici :)
  • Discussione Gugly • 13/02/11 23:06
    Segretario - 4677 interventi
    Ho riso per tutto il film, ma alla fine mi è mancato il respiro: Cetto non promette la cura per la guarigione del cancro da qui a tre anni come ho sentito qualche tempo, ma tutto il resto sì.
  • Discussione Zender • 14/02/11 14:36
    Consigliere - 43612 interventi
    Ci manca solo che debba prometterla lui :)
  • Discussione Gugly • 14/02/11 14:53
    Segretario - 4677 interventi
    Il punto è che somiglia molto a promesse che ho sentito pronunciare nella vita reale....
  • Discussione Galbo • 14/02/11 16:22
    Gran Burattinaio - 3763 interventi
    Gugly ebbe a dire:
    Ho riso per tutto il film, ma alla fine mi è mancato il respiro: Cetto non promette la cura per la guarigione del cancro da qui a tre anni come ho sentito qualche tempo, ma tutto il resto sì.

    a mio avviso, il limite del film è che si ride troppo poco; il personaggio è stato ipersfruttato e le battute migliori del film non sono inedite...
  • Discussione Gugly • 14/02/11 17:54
    Segretario - 4677 interventi
    Io ho trovato supersfruttata la questione del ponte sullo Stretto....
  • Discussione Zender • 14/02/11 19:14
    Consigliere - 43612 interventi
    Io a dire il vero ho riso abbastanza (ricordo Albanese che insegna al figlio Melo la pesca con bombe dicendo, dopo l'esplosione, "hanno abboccato"), di sicuro più di quanto mi aspettassi visto che il personaggio in tv non è che mi facesse esattamente scompisciare.
  • Homevideo Gestarsh99 • 29/04/11 23:24
    Scrivano - 14764 interventi
    Disponibile in Blu-Ray Disc dall'08/06/2011 per 01 Distribution:



    DATI TECNICI

    * Lingue Italiano
    * Sottotitoli Italiano
    * Schermo Anamorfico 1080p High Definition
    * Audio Dolby Digital 5.1 True Hd
  • Musiche Samuel1979 • 26/09/12 00:48
    Call center Davinotti - 2952 interventi
    Nella colonna sonora del film è presente il brano Lady Marmelade eseguita dal gruppo All Saints