Il giardino dei Finzi Contini

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Anno: 1970
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "Il giardino dei Finzi-Contini". Tratto dall'omonimo romanzo di Giorgio Bassani. Sceneggiatura non originale a Ugo Pirro e Vittorio Bonicelli. Ha vinto l'Oscar, l'Orso d'oro al XXI Festival di Berlino (1971), il Nastro d'argento a Romolo Valli come miglior attore non protagonista e allo scenografo Giancarlo Bartolini Salimbeni, il David per il miglior produttore a Gianni Hecht Lucari e il David speciale a Lino Capolicchio.
Numero commenti presenti: 30
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/01/08 DAL BENEMERITO GUGLY
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Gugly 27/01/08 16:49 - 1045 commenti

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Trasposizione molto libera del romanzo che celebra la giovinezza di Bassani; se l'ambientazione risulta più o meno fedele alle persecuzioni subite dagli ebrei ferraresi, così non si può dire di Micol, passata da simbolo del passato a ragazza quasi crudele che respinge il protagonista solo perché ha una storia con un altro... In ogni caso il film è dignitoso e Lino Capolicchio, Helmut Berger e soprattutto Romolo Valli funzionano.

Caesars 10/03/08 08:28 - 3146 commenti

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Bel film, che ricostruisce un pezzo della nostra storia. Ambientato tra il 1938 e il 1943 a Ferrara, racconta la vicenda dei Finzi Contini, nobile famiglia che vive, un po' per scelta un po' per via delle sempre più invadenti leggi razziali, chiusa nella propria tenuta; gli unici contatti con l'esterno sono le persone che vengono ospitate. Ben diretto e ben interpretato, pur vincendo numerosi premi tra cui l'Oscar per il miglior film straniero, viene considerato (a mio avviso a torto) da alcuni critici un film totalmente sbagliato.

Pigro 17/11/08 10:33 - 8629 commenti

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Anni felici e anni dolorosi di ragazzi ebrei a Ferrara durante il fascismo. Dal romanzo di Bassani un film ben fatto e onesto nel rievocare la vita spezzata di una famiglia a causa delle leggi razziali e della persecuzione. Al posto di un registro epico o politico, De Sica sceglie piuttosto un'intima adesione ai sentimenti dei giovani protagonisti, riuscendo a toccare le corde dell'emozione attraverso un'illustrazione talvolta patinata, talvolta eccessivamente lirica, ma mai artefatta.

Galbo 20/11/08 06:42 - 11769 commenti

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Tratto dal famoso romanzo di Bassani, il film appare come una rievocazione piuttosto riuscita della vita delle famiglie ebraiche dell'alta borghesia italiana negli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale. Pur se realizzato con cura, il film non possiede il valore del romanzo ma si limita ad una trasposizione piuttosto calligrafica delle vicende affidandosi piuttosto che ad una robusta sceneggiatura al carisma e alla professionalità di alcuni dei grandi attori impegnati come Romolo Valli.

Ercardo85 25/01/09 14:50 - 81 commenti

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Bassani volle ed ottenne che il suo nome venisse tolto da questo banale fotoromanzo; in America ovviamente vinse l'Oscar come miglior film straniero e tuttora è considerato uno dei migliori film di De Sica, ma il film è vacuo e non bastano l'eleganza e la raffinatezza della messa in scena a riscattare la superficialità e l'enfasi melodrammatica di certi passaggi.

Ciavazzaro 27/01/09 15:36 - 4770 commenti

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Non male. Buona la regia di Vittorio De Sica e vi è sicuramente un buon utilizzo delle scenografie e una sceneggiatura curata in modo più che sufficiente. Boono il cast: Berger, Capolicchio, Fabio Testi e una caratterista da me molto apprezzata: Inna Alexevenia nel ruolo della nonna. Finale amaro. Niente male in definitiva. Da vedere.

Disorder 14/07/09 20:41 - 1414 commenti

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Molto bello. De Sica dirige con assoluta maestria, (anche se in disaccordo con Bassani, per alcune incongruenze col libro...) un film assolutamente coinvolgente. Sui destini dei protagonisti incombe costante la minaccia delle persecuzioni razziali, mai mostrate in realtà se non nel finale e della imminente guerra (anche questa, mai mostrata); vengono centellinate le scene più toccanti, risparmiate tutte per il finale; a volte si eccede un po' col sentimentalismo, ma resta un buon film.
MEMORABILE: Tutto il finale.

R.f.e. 26/08/09 08:57 - 816 commenti

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Credo che i maschietti che si sentono degli sfigati-zerbini tendano a identificarsi con Capolicchio, giudicando la Sanda una "stronza" che se lo vuol tenere solo come amico ma poi "la dà" a Testi e magari godono meschinamente del tragico finale in cui "sta stronza" (sic!) finirà in un campo di concentramento. Tutta la ben più drammatica e malinconica storia dei ricchi ebrei decaduti, delle deportazioni, passa in secondo piano, è brutto dirlo, ma è così. Un film sbagliato, con De Sica che cerca di imitare Visconti, ma non gli riesce.

Daniela 11/11/09 12:18 - 11076 commenti

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Trasposizione esangue del bel romanzo di Bassani, ricrea con una certa eleganza decorativa (ma senza troppa attendibilità) l'ambientazione ferrarese fra le due guerre, ma fallisce nel disegno dei personaggi e nella resa drammatica. Se Capolicchio è accettabile, Berger come giovane ebreo è poco credibile e Dominique Sanda fa di Micol una ragazza capricciosa e antipatica per come tiene sulla corda il suo timido corteggiatore. La regia è nella media delle ultime, modeste, opere di De Sica. Si salva qualche personaggio di contorno (Valli).

Rebis 4/12/09 18:03 - 2164 commenti

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La sintassi edotta, opulenta di Bassani, la tensione atmosferica delle sue pagine intrise di struggimento letterario, capaci di evocare densità e ricordi antichi, non erano materia appropriata al cinema. Come adattamento il film è fallimentare, perché la sceneggiatura di Ugo Pirro commuta un affresco d'epoca in una schietta denuncia del fascio e delle leggi razziali tanto condivisibile quanto retorica. De Sica appunta la resa climatica alle luci, alle scenografie sontuose, alla bellezza degli interpreti, sicché, come opera a sé stante, è oleografica, prolissa, legnosa e finanche mal recitata.

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Nando 30/05/10 02:22 - 3599 commenti

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Ispirato dal romanzo di Ferrara di Bassani, il film narra la storia di una famiglia borghese che verrà assalita dalle inique leggi sulla razza. L'ottimo cast genera un film lievemente rarefatto in cui De Sica cerca una possibile indagine psicologica ma la totale ispirazione al romanzo talvolta è fuorviante. Tuttavia si godono valide riprese.

Tarabas 9/08/10 17:08 - 1824 commenti

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Il giardino della ricca famiglia ferrarese dei Finzi Contini è frequentato da un gruppo di ragazzi, amici dei rampolli Alberto, chiuso e malinconico e Micol, vibratile e capricciosa. Le persecuzioni antiebraiche spazzeranno via il loro mondo. Tolta la bella calligrafia e qualche buona prova (di Valli soprattutto), resta poco di questo film senza carattere, senza dramma, con un finale appiccicato. Lo svolgimento della trama si capisce poco e il collegamento coi fatti storici del periodo è a dir poco impreciso. Deludentissimo.
MEMORABILE: L'ex detenuto di Dachau con il numero tatuato sul braccio, sebbene sia universalmente noto che tale pratica era in uso solo ad Auschwitz.

Lucius 5/10/10 18:41 - 2950 commenti

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Una villa centrale e immersa nel verde ma isolata da una città ostile diventa una sorta di microcosmo in cui vivere la propria esistenza in cattività ma al riparo di pericoli immani come il nazismo e le leggi razziali. Una famiglia di ebrei trascorre così le sue giornate nel bellissimo parco le cui alte mura delimitano anche i confini dell'essere. Notevole pellicola di De Sica che costituisce una prova incontestabile di grande cinema. Suggestivo.

Cotola 7/01/11 13:17 - 8190 commenti

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Deludente trasposizione del romanzo di Bassani che rivela una certa freddezza di fondo che rende davvero difficile empatizzare con i personaggi di cui si raccontano le drammatiche vicende. De Sica inoltre punta più sulle vicende private lasciando troppo defilati i riferimenti storici che sono comunque presenti. Il migliore del "mazzo" attoriale mi è sembrato Capolicchio. Certo la forma è inappuntabile (ci mancherebbe), ma non basta. Ingiustificata pioggia di premi in ogni dove.

Enzus79 11/01/11 16:15 - 2178 commenti

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Di tutti i lavori firmati Vittorio De Sica, questo è assolutamente il meno coinvolgente, anche se tratto da un bel romanzo. Il pregio è che è girato benissimo. Attori sottotono (soprattutto Testi, che sembra un pesce fuor d'acqua). Discrete le musiche di De Sica Jr.

B. Legnani 15/04/11 18:05 - 5063 commenti

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Non sono facili da vedere gli ultimi dieci minuti, ovviamente girati con assoluta sobrietà, ma ogni tanto fa bene alla memoria. Non il miglior De Sica, ma un bel film, che cresce man mano procede. Girato con sapienza, con momenti talora non fluidissimi all'inizio, ma poi ricco di situazioni emozionanti. Bravi i due giovani protagonisti (la Sanda è enigmatica e affascinante, Capolicchio è adatto) e, al di là dell'ovviamente formidabile Valli, notevole il cast anziano. Pirro modificò molto il romanzo, nel quale il rastrellamento finale è opera dei tedeschi, non degli italiani. ***
MEMORABILE: Capolicchio scavalca il muro, s'avvicina, vede e...

Nicola81 25/07/11 11:48 - 2299 commenti

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Non un capolavoro ma il più dignitoso tra gli ultimi film di De Sica che, rispetto al romanzo, smorza i toni della tragedia e mira più a commuovere gli spettatori che a contestualizzare la storia, ma riesce a rendere efficacemente l'incapacità della comunità ebraica di comprendere il pericolo imminente che l'avrebbe spazzata via. Una Dominique Sanda bellissima e sfuggente e un accorato Romolo Valli danno il giusto risalto ai due personaggi più intensi e vitali. Pioggia di premi (forse eccessiva), compreso L'Oscar per il miglior film straniero.
MEMORABILE: Il toccante finale.

Homesick 14/07/13 17:08 - 5737 commenti

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L’assoluta fedeltà al romanzo di Bassani in descrizioni, dialoghi, lessico e traccia narrativa viene meno quando De Sica banalizza l’idealismo romantico della storia in una semplice delusione amorosa sciolta di ogni ambiguità; questa opinabile scelta, se non incide negativamente su gran parte dei personaggi, deforma invece quello dell’eterea e imprevedibile Micòl, rendendolo molto più terreno e contraddittorio. Dal sanguigno Capolicchio al malaticcio Berger, l’intero casting è comunque adeguato e il colore verde del giardino e il bianco dei completi da tennis restano ben impressi. Popolare.
MEMORABILE: L’arresto della famiglia Finzi Contini e il disperato abbraccio tra nonna e nipote.

Bard 28/01/15 17:07 - 7 commenti

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Forse non un grande Vittorio De Sica, sebbene riesca a offrire con modestia una regia costante, attenta, molto tecnica. Il film appare nel contempo retorico - per colpa di una criticabile sceneggiatura – e a volte lento, tranne nei suoi ultimi e indimenticabili dieci minuti. Buona prova per il cast (in particolare Romolo Valli, che è sempre un piacere vedere recitare).

Tersilli 16/08/15 19:18 - 61 commenti

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L'ultimo grande capolavoro assoluto di Vittorio De Sica. Partendo dall'omonimo romanzo di Giorgio Bassani, il regista realizza questo splendido melodramma ambientato durante il fascismo. Regia e fotografia ottime, suggestive le musiche di Manuel De Sica. Interpretazioni impeccabili: eccellente Romolo Valli, ottimo Lino Capolicchio e splendida Dominique Sanda. Finale commovente. Poetico.

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Minitina80 22/05/16 08:16 - 2660 commenti

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Lo sforzo che si cela dietro la realizzazione è notevole e si vede; le scenografie e i costumi sono stupefacenti e permettono di calarsi con facilità in quel preciso contesto storico; la regia è solida, mentre da una buona compagine di attori spicca un eccellente Romolo Valli, sempre straordinario. Ha un taglio particolare dove l’effetto delle leggi razziali sulla società assume un ruolo comprimario alle vicende dei Finzi-Contini. Sicuramente un buon film, a dispetto di un ritmo talvolta blando.

Deepred89 22/11/16 23:14 - 3458 commenti

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Lento e calligrafico ma dall'andamento piacevolmente leggiadro: una non disprezzabile escursione tra begli attori e begli ambienti, simboli di uno sfarzo vecchio stile che il copione condanna lentamente al crollo e alla morte. Sarabanda di amicizie, amori (con Capolicchio amante non corrisposto), malattie (Berger mai così cagionevole), tradimenti e persecuzioni razziali: tutto molto corretto, raffinato, elengante (come i costumi e i giardini del titoli), con tenui emozioni e qualche tocco di amarezza.

Faggi 12/04/17 17:58 - 1523 commenti

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Bassani vs De Sica: probabilmente avevano ragione tutti e due. Ma si sa che il linguaggio per immagini ha necessità e ragioni diverse della parola scritta (e deve mostrare anche quando non mostra). Il Maestro fa sua figurativamente la materia letteraria e, tolta qualche leziosità tecnica, riesce nell'impresa di fare cinema da un romanzo di successo disinteressandosi della translitterazione e preferendo l'evocazione. Non è un capolavoro ma ha una sua verità filmica.

Maxx g 5/02/18 15:43 - 530 commenti

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Quint'ultima regia di Vittorio De Sica, è un altro spaccato della società all'epoca dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Rivisto al cinema fa un certo effetto e conferisce lustro alla grandezza di quest'opera. Molto drammatica, fa riflettere a fondo sul clima dell'epoca, con colori ora vivaci (le scene nella villa), ora cupi (il grigiore dei locali al momento della deportazione). Forse una delle migliori opere della maturità del regista laziale. Da tramandare ai posteri.
MEMORABILE: Le disquisizioni politiche tra Romolo Valli e Capolicchio; Il fugace nudo tra i vetri della Sanda.

Rambo90 12/02/18 15:54 - 6952 commenti

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Racconto realistico e commovente dell'introduzione delle leggi razziali in Italia visto attraverso gli occhi di due giovani ebrei. De Sica dirige forse il suo ultimo film davvero incisivo, con uno stile raffinato ed elegante, riuscendo a evitare eccessi di drammatizzazione aiutato da una sceneggiatura realistica e che non indugia in facili sentimentalismi. Ottimo il cast, con un bravo Capolicchio, la bella Sanda e soprattutto un fantastico Valli. Il film si segue, nonostante un ritmo lento, avvolti nelle belle musiche di De Sica Jr. Un must.

Piero68 1/03/18 09:05 - 2851 commenti

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In una Ferrara fascista, le vicissitudini di due famiglie ebree molto diverse tra loro ma accomunate da un unico destino. Il film alla fine punta più sulle caratterizzazioni e sui dialoghi che non sul contesto storico reale. E solo nel finale emergerà il dramma vero. Per il resto noia e staticità la fanno da padrone ed è solo la bravura di De Sica regista e di qualche attore (su tutti Capolicchio) a rendere il film almeno potabile. Anche perché la giovane Finzi-Contini è troppo posticcia per essere credibile. Qualche svarione storico.

Paulaster 2/05/18 11:08 - 3415 commenti

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Nel periodo delle leggi razziali si narra della relazione tra due giovani ebrei. Il romanzo di Bassani viene piuttosto asciugato delle sensazioni dell’innamoramento, della complessità di Micol e del senso di timore verso il futuro. Ricostruzione notevole per gli ambienti, nota per la fotografia e per quel senso di nostalgia che si instaura insieme ai pensieri dolenti dell’Olocausto. Finale inventato come per dare una logica ai fatti e mettere al centro il giardino, emblema di un mondo a parte e bellissimo.
MEMORABILE: "Tutta l’Italia ha famiglia"; Il campo da tennis nella nebbia.

Pinhead80 23/01/19 16:06 - 4198 commenti

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Tratto dall'omonimo romanzo di Giorgio Bassani, il film - così come l'opera letteraria - ci immerge in una Ferrara che, come le altre città italiane, assiste quasi con indifferenza all'avvento fascista e alle leggi razziali. I benestanti costretti ormai a vivere all'interno delle loro ville diventano sempre più emarginati e pure le emozioni paiono nascere e morire all'interno del loro giardino. De Sica sfrutta al meglio la sceneggiatura e confeziona un pezzo di storia del nostro cinema.

Victorvega 3/01/19 15:47 - 445 commenti

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Punto primo: il libro, per valore ed eleganza formale, è inarrivabile. Punto secondo: un'opera derivata paga questa condizione in ogni valutazione (e sia aggiunga il classico "Sì ma non è come il libro..."). Ne esce fuori in ogni caso un'opera molto fedele al romanzo anche come spirito, molto curata e veramente ben realizzata. Menzione particolare per Valli.

Silvia75 27/11/21 20:48 - 84 commenti

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Ottimo film di Vittorio De Sica dal romanzo omonimo di Bassani: Ferrara 1938/42, l'amore impossibile di Giorgio per Micol durante le persecuzioni degli ebrei italiani. Bravissimi Lino Capolicchio, Dominique Sanda, Romolo Valli e Helmut Berger, splendida la fotografia e valide l'ambientazione e le musiche di Manuel De Sica. Notevole come regia la sequenza dell'arresto.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Buiomega71 • 5/12/14 20:23
    Pianificazione e progetti - 23507 interventi
    Bellissime le musiche dell'Alcova, dei Soldati di Marco Risi e del Cuore televisivo di Comencini

    Le sue melodie resteranno per sempre, ciao Manuel...
  • Discussione Roger • 5/12/14 21:30
    Call center Davinotti - 2943 interventi
    Mi ha sempre sorpreso la capacità compositiva e la sensibilità dimostrata da Manuel De Sica con le musiche di questo film, composte quando aveva circa venti anni...una grande perdita la sua scomparsa
  • Discussione B. Legnani • 5/12/14 22:50
    Consigliere - 14458 interventi
    Lucius ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    E' mancato Manuel de Sica, candidato all'Oscar per la musica di questo film.
    Purtroppo questa notizia che sta rimbalzando nei principali siti, alla radio e in tv è palesemente falsa.Negli extra del dvd e in alcune trasmissioni tv si vantò personalmente di aver vinto l'oscar.Il film e sottolineo il film ha avuto soltanto due nomination: miglior film straniero (e lo ha vinto) e migliore sceneggiatura originale (che non ha vinto).Basta controllare sul sito dell'Academy.Manuel de Sica non è mai stato nominato dall'Academy.Era comunque un bravo compositore e mi aggiungo alle condoglianze, ma di questa storia non ne potevo più.Le agenzie italiane farebbero bene a controllare prima di diffondere notizie non veritiere.E se si volesse far passare la cosa come "in senso lato", non sarebbe comunque credibile, poichè esiste una sezione apposita per le migliori musiche (o per la migliore colonna sonora) e lui non vi è mai rientrato.


    Ho corretto. Grazie a Lucius.
  • Discussione Zender • 6/12/14 08:10
    Consigliere - 45275 interventi
    Ottimo musicista, dispiace davvero anche vista la giovane età. Un curriculum di tutto rispetto e grandi collaborazioni, soprattutto con gli autori della nostra commedia.
  • Curiosità Roger • 4/01/15 08:13
    Call center Davinotti - 2943 interventi
    Vittorio de Sica contattò Patty Pravo per affidarle il ruolo di Micol, ma lei rifiutò

    «.... Per la Micol de Il giardino dei Finzi Contini di De Sica feci anche i provini con la gonnellina da tennis a righe. Ma dovevo partire in tournée e non se ne fece nulla. Antonioni mi voleva per Professione Reporter ma anche lì dovetti rinunciare per fare i concerti. De Sica diceva che sarei stata un’ottima attrice comica. In effetti sono un tipo buffo. Chissà che non succeda, nella vita non si sa mai».

    http://www.oggi.it/people/vip-e-star/2014/08/22/parla-patty-pravo-sono-una-dea-e-in-amore-mi-piacciono-giovani-intervista-esclusiva/
  • Curiosità Piero68 • 1/03/18 09:18
    Compilatore d’emergenza - 237 interventi
    All'interno del film, stranamente, De Sica colloca uno svarione storico non indifferente.

    Ad un certo punto, dopo che è stato dichiarato che l'Italia è finalmente entrata in guerra c'è una scena in cui Malnate, parla a telefono e dice che è stato richiamato. E poi aggiunge: "Speriamo che non mi mandino in Russia".
    L'Italia entra di fatto in guerra il 10 giugno del 1940, quando la Russia era ancora legata alla Germania dal patto Ribbentrop Molotov. Sarà solo a giugno dell'anno successivo che l'Asse entrerà in guerra contro la Russia con l'avvio dell'operazione Barbarossa.
    È quindi impossibile che Malnate possa dire o soltanto prevedere che lo manderanno in Russia, visto che la telefonata dovrebbe svolgersi nell'estate del 1940.
  • Discussione B. Legnani • 1/03/18 09:39
    Consigliere - 14458 interventi
    Piero68 ebbe a dire:
    Piccola curiosità.

    All'interno del film, stranamente, De Sica colloca uno svarione storico non indifferente.

    Ad un certo punto, dopo che è stato dichiarato che l'Italia è finalmente entrata in guerra c'è una scena in cui Malnate, parla a telefono e dice che è stato richiamato. E poi aggiunge: "Speriamo che non mi mandino in Russia".
    L'Italia entra di fatto in guerra il 10 giugno del 1940, quando la Russia era ancora legata alla Germania dal patto Ribbentrop Molotov. Sarà solo a giungo dell'anno successivo che l'ASSE entrerà in guerra contro la Russia con l'avvio dell'operazione Barbarossa.
    È quindi impossibile che Malnate possa dire o soltanto prevedere che lo manderanno in Russia, visto che la telefonata dovrebbe svolgersi nell'estate del 40


    Vero.
  • Discussione Raremirko • 22/01/19 23:30
    Addetto riparazione hardware - 3806 interventi
    Lucius ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    E' mancato Manuel de Sica, candidato all'Oscar per la musica di questo film.
    Purtroppo questa notizia che sta rimbalzando nei principali siti, alla radio e in tv è palesemente falsa.Negli extra del dvd e in alcune trasmissioni tv si vantò personalmente di aver vinto l'oscar.Il film e sottolineo il film ha avuto soltanto due nomination: miglior film straniero (e lo ha vinto) e migliore sceneggiatura originale (che non ha vinto).Basta controllare sul sito dell'Academy.Manuel de Sica non è mai stato nominato dall'Academy.Era comunque un bravo compositore e mi aggiungo alle condoglianze, ma di questa storia non ne potevo più.Le agenzie italiane farebbero bene a controllare prima di diffondere notizie non veritiere.E se si volesse far passare la cosa come "in senso lato", non sarebbe comunque credibile, poichè esiste una sezione apposita per le migliori musiche (o per la migliore colonna sonora) e lui non vi è mai rientrato.



    Questa cosa è abbastanza grave, poi da lui non me lo sarei mai aspettato.
  • Discussione Raremirko • 22/01/19 23:35
    Addetto riparazione hardware - 3806 interventi
    Un film globalmente sottovalutato, curatissimo e ricercato, con imprecisioni varie che, credo, si debbano più allo script (che so che passò di mano in mano, subendo uno o più rimaneggiamenti; è pure uno dei pochi film, se non l'unico, a non esser stato scritto da Zavattini) che ad altre cause.

    Bel cast, score musicale struggente, Oscar come miglior film straniero.

    E' vero, la critica alla dittatura è magari semplicistica (ma i suoi colpi bassi li sa dare ancora, diavolo, con ebrei che non posson stare neanche in biblioteca), ma il film vive di un'atmosfera tutta sua, personalissima, che ancora colpisce dopo quasi 50 anni, cosa che non può lasciar indifferenti.
  • Discussione Raremirko • 22/01/19 23:45
    Addetto riparazione hardware - 3806 interventi
    Comunque magari 'sta strana faccenda della nomination fantasma alla musica potrebbe spiegarsi con il fatto che a questa collaborò pure Bill Conti, quello di Rocky, non solo Manuel (RIP)...