La moglie di Frankenstein

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The bride of Frankenstein
Anno: 1935
Genere: horror (colore)
Note: sequel del primo "Frankenstein". Seguito da "Il figlio di Frankenstein"
Numero commenti presenti: 19
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Non sono pochi quelli che agli immancabili referendum critici votano THE BRIDE OF FRANKENSTEIN tra i miglior horror di ogni tempo. Sarà, ma la tanto celebrata trilogia di Frankenstein (che si chiuderà di lì a poco con IL FIGLIO DI FRANKENSTEIN, tanto per creare una famiglia al completo…), vista oggi si rivela incredibilmente datata. Questo secondo capitolo poi, con le sue divagazioni quasi umoristiche (Karloff parla, fuma il sigaro, si innamora…) risulta ben più indigesto del primo, nel quale almeno la ricerca dell'orrore si concretizzava in scene effettivamente lugubri e inquietanti....Leggi tutto Già il prologo, con Lord Byron e Shelley che nella sala di un castello chiedono a Mary (Elsa Lanchester) di raccontar loro la seconda parte della storia narrata in “Frankenstein” (il romanzo), è sintomatico di un approccio sdrammatizzante, destinato a trovare il suo degno epilogo nella creazione di Lady Mostro (di nuovo Elsa Lanchester, conciata come Nefertiti ma con i capelli che sembrano usciti da un elettroshock). Ma sono proprio gli ultimi venti minuti. Prima avevamo assistito alle peripezie del mostro vero, quello cui Karloff continua a prestare il corpo sottoponendosi a massacranti sedute di make-up. Il suo girovagare per i boschi, la sua cattura e la fuga, l'odio del popolo…. tematiche che sviluppano un discorso poco approfondito nel primo capitolo, in cui contavano la genesi del mostro e gli sforzi del Barone. Qui quest'ultimo resta sullo sfondo, oscurato anche della presenza del malefico Pretorius (indimenticabile quando mostra i suoi mini-uomini chiusi in barattoli di vetro), destinato a ereditarne le ricerche. Sopravvalutato.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Galbo 2/11/07 08:43 - 11343 commenti

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Raro esempio di sequel pari o addirittura superiore all'opera originale, La moglie di Frankenstein viene prodotto con lo stesso team e con gli stessi altissimi standard qualitativi del precedente. Il valore aggiunto è la presenza della grande Elsa Lanchester nei panni della moglie del mostro. In questo secondo episodio vengono accentuati gli aspetti umani ed il patetismo suscitato dal mostro. Rimarchevole anche l'interpretazione di Thesiger nei panni del malefico Pretorius che ruba spesso la scena ai protagonisti.

Lovejoy 30/12/07 23:28 - 1824 commenti

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È raro, molto raro, che un sequel sia pari o addirittura superi il film originale ma in questo caso bisogna fare tanto di cappello agli sceneggiatori: la storia non ha una sola sbavatura. È assolutamente perfetta, a cominciare dall'inizio fino a giungere al catastrofico finale. In mezzo, grande cinema. Ed esemplare ancora una volta il mitico Karloff nel ruolo del Mostro per eccellenza. Accanto a lui spicca un altro grande del periodo: Ernest Thesinger nel ruolo di Pretorius. Cult.
MEMORABILE: Il prologo; il laboratorio di Pretorius; il drammatico finale.

Maineng 11/08/08 19:44 - 100 commenti

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Non considero questa pellicola un horror, neanche datato, ma una commedia a sfondo macabro molto ben riuscita. Elsa Lanchester nel doppio ruolo della scrittrice Mary Shelley (che narra la storia al marito e Lord Byron) e della moglie del mostro. L'ironia che aleggia su tutto il film é molto ben espressa soprattutto da Una O'Connor, la cameriera Minnie, donna pettegola e superstiziosa (personalità ripresa dall'attrice in tutti i suoi film). Ho due versioni: in una manca la scena di Pretorius con le sue miniature (forse perché una é un arcivescovo?). Da vedere!
MEMORABILE: Il "diffusore cosmico" inventato dal barone Frankenstein e Minnie che alla visita dello scienziato esclama: "Pretorius? Che razza di nome!", molto ironica!

Daniela 26/03/09 17:33 - 9210 commenti

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Classico cui gli anni hanno aggiunto fascino, film romantico mancato. Elsa Lancaster, dagli iconici capelli elettrizzati, strilla alla vista del promesso sposo Karloff, che già le stava facendo gli occhi dolci. Questo momento di sublime ironia, insieme alla potenza del personaggio del folle e malefico Pretorius, fanno passare in secondo piano i difetti della prima parte, compresa una certa ripetività delle situazioni rispetto al film precedente.

Undying 31/10/09 04:41 - 3841 commenti

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Sopravvissuta all'incendio la creatura di Frankenstein vaga, ripudiata e braccata dai paesani, per le campagne. Il dott. Praetorius riesce a convincere il barone a dare vita a una creatura femminile la quale, però, alla vista del compagno urla terrorizzata, scatenando così la disperata e incontenibile reazione del mostro. Primo seguito d'un titolo saldamente ancorato all'horror primordiale, diretto in totale autonomia artistica da Whale, dopo ben tre anni di insistenze da parte della Universal. Il film è però al limite con la parodia e, pur se apprezzato, è buona fonte d'ispirazione per Brooks.

Pau 4/05/10 19:05 - 125 commenti

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Cocktail di fantasy e dramma sentimentale, in cui il senso di meraviglia dello spettatore è continuamente stimolato (grazie anche al lavoro dello scenografo Charles D. Hall). La brillantissima sceneggiatura regala battute fulminanti e gronda di simpatia per i reietti, le parentesi leggere (in cui spicca la mirabile caratterista Una O'Connor), lungi dallo spezzare il ritmo, arricchiscono la pietanza gotica. Cast britannico in gran spolvero, su tutti Thesiger/Pretorius, mentre Karloff dipinge una indimenticabile maschera di solitudine e sofferenza.
MEMORABILE: L'incontro del mostro con il mendicante cieco, ineguagliabile per humor e poesia; le creaturine del Dott. Pretorius; le meches di Elsa Lanchester!

Darkknight 20/07/10 10:42 - 351 commenti

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Ottimo sequel. Oggi appare datato, ma le musiche e le scenografie creano quell’immaginario gotico che oggi Tim Burton cerca di far rivivere deliziando critica e pubblico. Onore a Whale e Karloff, che con le gag quasi umoristiche sottolineano l’umanità del mostro meglio di quanto fece la Shelley nel libro. Da vedere insieme al prototipo e al Frankenstein Junior di Mel Brooks.
MEMORABILE: La pettinatura della "moglie", un classico dei costumi di Halloween.

Pigro 25/08/10 09:06 - 7730 commenti

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Dal primo film il secondo eredita più l'umorismo che non la tensione. Scene memorabili, infatti, sono gli omini in miniatura, la fantesca petulante, il mostro che fa salotto col vecchio cieco; e la storia stessa, in fin dei conti, ha ben poco a che fare con la voluttà creatrice e sacrilega dell'uomo, ma piuttosto con il bisogno borghese del mostro di accasarsi per metter su famiglia. Insomma, una geniale goliardica parodia del film precedente, una grassa risata che Whale si concede: un gran film comico.

Von Leppe 22/09/10 15:22 - 1018 commenti

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La fotografia eccelsa alla Rembrandt sulle scenografie espressioniste lo fanno quasi spiccare sugli altri due Frankenstein con Karloff. All'inizio c'è un prologo con Byron, Shelley e Mary dove viene mostrato il contrasto tra l'interno elegante del castello e l'esterno selvaggio ed in tempesta (veramente notevole) dove Mary continua il suo racconto. Fu pesantemente tagliato all'epoca per riferimenti necrofili espliciti, visto che il mostro chiede una moglie (come nel romanzo del resto) ed è più tragico, anche se ci sono molte trovate fantastiche.
MEMORABILE: La creatura esclama: "Io amo i morti e odio i vivi".

Myvincent 18/04/11 08:06 - 2522 commenti

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A mr. Frankenstein mancava una mrs. Frankenstein, e qui la interpretata Elsa Lanchester con la sua indimenticabile pettinatura e con fattezze decisamente migliori del dinoccolato mostro. Il film prende un po' in giro sè stesso, ritraendo Frankenstein con sentimenti umani e coscienza di sè, tanto da arrivare a distruggere ogni cosa (anche sé stesso) in preda ad un disperato rifiuto da parte dell'ipotetica consorte.

Giacomovie 19/07/11 19:41 - 1341 commenti

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Pur se valido come sequel e con una struttura piacevole sebbene datata, al film manca una vera identità, in quanto non sa se voler essere un horror, un film divertente o una parodia dai risvolti sentimentali. Mescola tutte e tre le componenti, col risultato che non ne centra fino in fondo nemmeno una: come horror è innocuo e non riesce a far paura, lo humour è spesso involontario e i sentimenti sono accennati ma non approfonditi. Elogiato più del capostipite, per me gli è leggermente inferiore. **!

Mdmaster 7/10/11 18:38 - 802 commenti

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Whale riparte da quel che era stato lasciato fuori della storia originale, inserendo dunque la "sposa" e il barone stufo degli esperimenti. Karloff ha modo di esprimersi maggiormente e regala una bella performance, ma è Thesiger che ruba la scena con le sue reazioni e i suoi sguardi, pure al bravo Clive. Qualche elemento in effetti non funziona, l'isterica Minnie è odiosissima e nel finale c'è qualche minuto stiracchiato, ma il prodotto resta di alta qualità, con belle scenografie e ritmo coinvolgente. Da vedere.
MEMORABILE: "It is my only vice!"; La sobria reazione del Dr. Pretorious al primo incontro con il mostro.

Rigoletto 19/01/12 18:26 - 1499 commenti

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Ottimo sequel che non ha praticamente niente da invidiare al suo predecessore, impregnato di un umorismo bizzarro e di momenti toccanti. Karloff ancora superlativo, bravissima Elsa Lanchester. Il film riesce a mantenere un suo standard di qualità notevole, ben congegnato nel ritmo e nella sceneggiatura. Vivamente consigliato, soprattutto a quei registi che volessero imparare come si fa un sequel. ***1/2
MEMORABILE: La preghiera del vecchio cieco.

Mickes2 30/11/13 19:45 - 1668 commenti

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Rispetto al primo capitolo manca la pura suggestione orrorifica, qui smorzata a favore del sempre pregnante apporto umanistico, questa volta addirittura più marcato in quanto il primo aspetto a emergere è l’analisi esistenziale di una creatura ormai disperata, in preda alla solitudine, incapace di tessere legami poichè il suo aspetto aberrante, principalmente, non glielo permette. E per questo, forse un po’ invecchiata e didascalica ma comunque superba e toccante rimane la sequenza col vecchio cieco. Buono e importante.

Deepred89 26/02/14 02:28 - 3268 commenti

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Prodotto curioso e bizzarro, che passa da momenti memorabili (tutta la parte che segue il prologo, gli uomini in miniatura) ad altri francamente imbarazzanti (le scene tra il mostro e il cieco) ma che ha almeno dalla sua parte la breve durata, il ritmo piuttosto sostenuto e le belle ambientazioni, in grado di creare un certa atmosfera. Karloff, più goffo che pauroso, funziona e quasi mette tenerezza. Azzeccato il prologo con i coniugi Shelley e Lord Byron, peccato solo che nel finale (peraltro molto frettoloso) non si sia scelto di riprenderlo.

Minitina80 2/08/15 00:16 - 2304 commenti

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Non è riconducibile all’horror puro perché contaminato dall’umorismo e da altri elementi inattesi che provengono dalla fantascienza. È molto curato e rifinito nei dettagli e la moglie di Frankenstein, sebbene non abbia molto spazio, ha la forza per restare impressa. Karloff si dimostra ancora una volta attore eccezionale, come ottima è la prova di tutti gli altri. Il merito di Whale, invece, risiede nell’aver girato un seguito differente dall’atteso, ma con immutata qualità.

Rebis 7/06/16 09:50 - 2088 commenti

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Da un lato lo spiazzante intro metanarrativo a Villa Diodati omaggia la matrice letteraria, dall'altro il proseguo la disattende come libera rivisitazione dei canoni codificati nel primo capitolo. Chiave di volta è l'uso spregiudicato dell'ironia che coglie impreparati e rivela l'approccio intellettuale e civettuolo di tutta l'operazione. Elsa Lanchester domina i quattro minuti più iconici della cinematografia horror, luogo di isterie, feticismi ed emulazioni assortite. Il mostro parla perdendo parte della sua intensità espressiva. Proterius dà scacco al mad doctor e conquista il proscenio.

Rufus68 18/12/16 17:51 - 3050 commenti

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Le vicende del mostro, sin troppo ciarliero, sono la parte più trita e caduca. Il film trae forza principalmente dall'ispirazione di marca anglosassone: l'introibo a Villa Diodati, le scenografie e i chiaroscuri espressionisti, il personaggio del miniaturista Pretorius (d'ascendenza hoffmanniana), l'umorismo macabro, gl'inserti comici a rilanciare il versante tragico. Gli ultimi venti minuti con la gorgone Elsa Lanchester sono indimenticabili, ma il regista, arrivato al culmine del pathos fantastico, chiude veloce il sipario. Peccato.

Lupus73 28/04/20 11:07 - 545 commenti

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La Universal crea un sequel del primo film ispirato al romanzo di Shelley e il risultato raggiunge i livelli del predecessore, anche se per motivi diversi. Ottima regia di Whale, il mostro (Karloff) si evolve e umanizza, parla, ha momenti conviviali fino alla presa di coscienza di sé. Ancora forti influenze dell'espressionismo (Caligari, Metropolis) nelle scenografie, nei contrasti di ombre e nel pathos. La moglie del mostro compare alla fine e con le sue striature bianche nei capelli rimarrà nell'immaginario collettivo tra i mostri classici.
MEMORABILE: L'amicizia del mostro col cieco eremita; La nuova caratterizzazione del mostro; La moglie del mostro e l'interpretazione di Elsa Lanchester.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Noir • 27/05/10 19:41
    Galoppino - 575 interventi
    In uscita per la "Collana Cineteca" della Stormovie il 23/06/2010.
    Stesso discorso fatto per Frankenstein.

    Ultima modifica: 27/05/10 19:42 da Noir
  • Homevideo Ciavazzaro • 27/05/10 20:31
    Vice capo scrivano - 5596 interventi
    Anche se mi tengo stretto il mega-cofanetto universale dedicato ai singoli mostri,sono curioso di vedere cosa ne uscirà fuori.
  • Homevideo Xtron • 28/10/13 16:15
    Servizio caffè - 1829 interventi
    Il bluray Universal ha una durata di 1h14m45s (l'immagine sotto è a 28m09s)

    Ultima modifica: 28/10/13 18:10 da Zender