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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/04/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO
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Il Gobbo 6/04/07 11:35 - 3013 commenti

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Ragazza morigerata scopre che il fu marito la cornificava in modi fantasiosi. Si compra la Psychopatia sexualis di Kraft/Ebing, e... Ritmo, cast ricco, gran decor, ottimo soundtrack di Trovajoli, e tripudio fetish che oggi farebbe scatenare il Moige: da vedere. Dediche: alle spettatrici di Harem la scena in cui la Spaak munita di frustino cavalca Trintignant; a quelli del maresciallo Rocca Proietti che beve lo champagne dalla scarpina con tacco assassino della Catherine.

Homesick 21/07/07 16:18 - 5737 commenti

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Quasi una sorta di variazione de La sposa in nero in chiave comico-erotica: una giovane vedova che si vendica dei tradimenti del defunto marito, con blandi richiami all'emancipazionismo femminile tanto in voga. Nel complesso non troppo interessante; si guadagnano un'occhiata i numerosi nudi della Spaak con le sue vivaci fantasie erotiche e l'arredamento optical della garçonnière. A parte un signorile Trintignant e Gigi Proietti, gli altri bravi attori presenti fanno solo una comparsata.

Undying 15/09/08 15:12 - 3816 commenti

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La Spaak in un ruolo cinico e sospeso tra irreale e sognato (dato dai continui "pensieri" fatti dalla protagonista e giunti alle orecchie dei soli spettatori, a discapito dei maschi ha di fronte) è sicuramente in parte e appare -soprattutto nel compatibile momento dell'esibizione totale del corpo (in una stazione di servizio) suo malgrado esposto agli sguardi delle persone accorse alla macchina nella quale siede svestita- figura tutt'altro che vincente e insensibile (lacrimuccie docet!). Ottimi pure i (giovanissimi) attori di contorno quali Proietti, Montagnani e Trintignant.

Cif 12/05/09 01:37 - 272 commenti

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Appare un po' datato, specialmente nelle scene che 40 anni fa avrebbero fatto scalpore e che oggi appaiono al massimo spiritose. Evitando qualsiasi interpretazione volta a trovare un messaggio nascosto nel film, appare tutto sommato godibile. C'è un non so che di non sense: eventi, gesti, smorfie bizzarre, liberatorie, figlie di un sessantotto interiore, cerebrale e dell'anima. Bellissima la Spaak, sfaccettato il personaggio di Trintignant, a tratti impacciato, eppure brillante, a suo modo e diversamente libero da cliché.
MEMORABILE: Grande carrellata di caratteristi nostrani: Pistilli, Wolff, Montagnani, Tinti. Parte un po' da fessacchione per il pur bravo Proietti.

Daidae 4/09/10 21:12 - 2891 commenti

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Buona commedia italo-francese che risente molto, nel suo incedere, dei temi femministi. Una giovane, bella e briosa Spaak qui al suo meglio è affiancata da un ottimo contorno di caratteristi italiani e francesi; un film che non annoia, una buona colonna sonora e una notevole fotografia. Quasi tre pallini.

Dusso 6/04/11 21:58 - 1548 commenti

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Non sembrava granchè. Anzi, anche un pelino noiosetto questo film di Pasquale Festa Campanile. Invece alla fine mi è piaciuto, con alcune piccole cosette deliziose come la scena finale ed altre (quando c'è di mezzo Trintignant). Non lo avevo ancora visto un Montagnani cosi giovane: fa quasi impressione...

Motorship 2/10/12 17:59 - 585 commenti

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Buona commedia del compianto Pasquale Festa Campanile con una splendida e intrigante Catherine Spaak, la quale se la cava egregiamente e ci allieta con bei nudi, anche se non proprio di primo piano (e fugaci). Ci sono belle scene, qualche trovata azzeccata (esempio le sue immaginazioni erotico-oniriche), qualcuna meno, e il tutto resta gradevole. Buono il cast maschile di contorno: ci sono addirittura Trintignan e Tinti, oltre a due giovanissimi Gigi Proietti e Renzo Montagnani (quasi irriconoscibile).
MEMORABILE: La parte con Trinntingnan, la migliore.

Fauno 30/11/12 12:27 - 2036 commenti

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Se si vuole è un tentativo molto ben riuscito della protagonista di prendersi una sonora rivincita per esser stata esclusa dai giochi erotici del defunto marito il quale, tanto per essere originale, si trovava altre donne. Ma la moglie no, mai, quella va rispettata (pfui!). La Spaak francamente l'ho vista un po' mollacciona in questo ruolo, anche se conquista tutti, dai romantici ai sadomaso mancati... Ma dell'equus eroticus non c'è davvero niente di meglio... più ubriacante di Bacco e volo diretto per Venere... senza scali! Esilarante e stratosferico.
MEMORABILE: L'amante: "Sai che dovremmo stare un po' più assieme noi due?" Spaak: "Certo" (pensando o dicendo fra i denti "Non foss'altro che per la comune vedovanza").

Panza 3/01/14 21:21 - 1598 commenti

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Certamente il ritmo della pellicola non è quello dei più avvincenti e la vicenda mano a mano cade nella ripetitività fino all'incontro con il dottore. La Spaak è bellissima e questa sua caratteristica la mette al servizio di una vicenda che ha il notevole pregio di affrontare l'erotismo in maniera quasi giocosa (brassiana?). Il problema grosso è che il film si esaurisce qui, risultando esile come la casetta di paglia dei tre porcellini. Si ricordano la regia onorevolissima del sempre dimenticato Campanile e le comparsate di Montagnani.

Lucius 14/08/14 17:30 - 2950 commenti

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Precursore di Sessomatto, la pellicola affronta con classe e senza il minimo cattivo gusto il tema delle perversioni sessuali in chiave di commedia. La Spaak risulta molto credibile in un ruolo audace per l'epoca, come del resto lo è l'intero film, illuminando il grande schermo con il suo sex appeal. Buono l'impianto scenografico, credibili i comprimari. Pur con qualche leggerezza, lo reputo fondamentalmente riuscito.

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Vitgar 3/04/15 12:21 - 586 commenti

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Non male anche in virtù del periodo in cui è stato prodotto, forse un po' lento in alcune parti. Tematiche di fondo femministe in cui la donna da oggetto diventa soggetto dei rapporti con l'altro sesso. Bellissima e seducente la Spaak, contornata da un cast di buon livello (spesso sottousato), buona la colonna sonora di Trovaioli. Tipica produzione di fine anni 60 con tutti i pro e i contro.

Gabrius79 1/11/15 20:07 - 1291 commenti

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Nonostante si tenti di giocare la carta di una certa audacità (per l'epoca), il film vola piuttosto basso e viene salvato perlopiù dalla bravura degli attori e dalla fulgida bellezza di Catherine Spaak. Il ritmo è altalenante e solo nell'ultima mezz'ora, quando entra in scena Trintignant, assistiamo a momenti piacevoli. Gradevole il leit motiv "L'amore dice ciao" di Armando Trovajoli.

Saintgifts 21/11/15 02:57 - 4098 commenti

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Una Spaak in passerella che sfoggia eleganti capi, valorizzata al massimo da primi piani che sottolineano la sua bellezza, vive un "sessantotto" tutto suo da ricca borghese che scopre le infinite varianti del sesso. Commedia intelligente che affronta in diverso modo, senza urlate contestazioni, il tema del femminismo, di un certo femminismo. Intelligente perché non prende nessuna posizione e arriva a un finale bilanciato, come è giusto che sia, dove a vincere, più che l'amore, è un'emancipazione civile (culturalmente evoluta, diremmo oggi).

B. Legnani 2/01/16 19:31 - 5064 commenti

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"Commedia pseudofemminista" (Morandini). Spaak perfetta per il ruolo (morbosetto, come spesso le occorreva, ma qui, nel filmino in bianco e nero, va ben oltre), doppiata magnificamente dalla Di Meo. Sotto tono gli altri, ad esclusione di Pistilli, con qualche notevole nome in inutili comparsate (Caprioli, per esempio). L'idea di base è buona e viene inizialmente sviluppata bene, ma poi il film si ripete e si affloscia, fino all'arrivo di Trintignant, con il quale procede tra alti e bassi. Diciamo "sufficiente", anche perché visto con l'indulgenza dell'inevitabile invecchiamento.
MEMORABILE: "Com'è leggera!" "Me lo dicono in tanti..."

Deepred89 2/01/16 20:04 - 3458 commenti

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Pur nella sua ripetitività e nel suo ritmo non sveltissimo, la materializzazione su celluloide di tutto ciò che il cinema italiano di oggi ha perso: un mondo in cui tutto è stuzzicante, raffinato, perturbante, in cui il femminismo è un orgoglio e una convinzione senza ombra di piagnistei, in cui il sesso è bellezza anche (e soprattutto) quando sporco, in cui fotografia, scenografie, musiche e costumi hanno come unico scopo il massimo piacere visivo e uditivo dello spettatore. E c'è pure l'amore: che sia questo il migliore dei mondi possibili?

Lattepiù 19/09/16 14:17 - 208 commenti

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Proto-commedia sexy del pioniere Festa Campanile, con una graziosa e antipatica Catherine Spaak alla scoperta delle "trasgressioni" dell’eros. Le cose migliori vanno ravvisate nella sottile presa in giro del nascente femminismo borghese e nell’estetica spudoratamente sixties. Per il resto la commediola è blanda sul versante erotico e abbastanza inerte su quello dello humour, anche se si lascia vedere senza annoiare troppo. Il regista su temi analoghi ha fatto molto ma molto di meglio.

Faggi 19/05/20 14:28 - 1523 commenti

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Catherine Spaak, perfetta per il ruolo, si manifesta bella e dai movimenti precisi in un personaggio curioso, che molto probabilmente si sarà impresso nella memoria del pubblico di allora (considerando l'odore di incenso morboso da cui è circondato). Svolto in ripetizioni differenti il film si sostiene come un canto di grilli per la testa, con patina d'epoca non brutalmente ingiallita. In fondo, oggi, atterra in leggerezza da commedia leggera - con materiale che potrebbe sembrare mero modernariato ma non lo è (almeno non del tutto).

Il Dandi 17/11/20 05:34 - 1917 commenti

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Le esperienze erotiche di una vedova allegra costituiscono un collage di micro-episodi in cui molti nomi dell'altisonante cast sono impiegati in comparsate: di alcuni (Caprioli, Stoppa) ci si duole per la brevità dei camei, di altri (Proietti, Montagnani, Pistilli) che in seguito non siano stati più sfruttati in una chiave qui insolita. La tematica pseudo-femminista mostra gli anni, tuttavia funziona ancora benissimo il miracoloso equilibrio tra morbosità e leggerezza, valorizzato al meglio dalla lussuosa confezione pop (musiche e scenografie).
MEMORABILE: La sosta dal benzinaio; Il sogno della scarpa. Il gioco di ruolo "coloniale" con Motagnani e la moglie; La Spaak portata a cavalluccio.

Buiomega71 5/09/20 01:01 - 2528 commenti

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Frizzante commedia che darà la stura al cinema erotico degli anni 70. Manca la morbosità e a volte è un po' sciocchino, ma Campanile fluttua tra bellezza estetica (gli interni della garçonnière, i bellissimi primi piani della Spaak al massimo dello splendore) e fine provocazione voyeuristica piuttosto ardita per l'epoca (i filmini amatoriali BDSM in b/n tra frustate, sadismi e la Spaak spalmata di quello che sembra un pre-Salò da un gruppetto lascivo, la foga stupratoria e manesca di Pistilli, lo scarabeo). Must delizioso Proietti che beve champagne dalla scarpetta. Stuzzicante.
MEMORABILE: Campanile fa le prove per La sculacciata; La Spaak si denuda in auto; Le scarpine che fanno male al funerale; La cavallina con Stoppa sul terrazzo.

Pessoa 21/01/21 21:00 - 1879 commenti

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Commedia di costume non particolarmente riuscita incentrata sulle curiosità sessuali di una Spaak giovane vedova alla ricerca di una sua dimensione femminile. Le note negative vengono da uno script banale e pretenzioso che alterna qualche buon momento a lunghe tiritere sulle filie sessuali condite con un trito femminismo da rotocalco femminile. La buona confezione e un cast stratosferico (malamente sprecato) non riescono a tenere alto l'interesse, a parte i frequenti nudi della protagonista che sembra allergica ai vestiti, ma anche in questo caso si è visto di meglio. Noiosissimo!

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Jandileida 28/06/21 17:38 - 1368 commenti

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Andamento lento per questa prima, quasi pionieristica, escursione di Festa Campanile nel terreno della commedia sexy. A dire il vero qui siamo ancora dalle parti del sofisticato, con l'esplorazione delle pulsioni sessuali della Spaak che si dipana in interni pop pieni di specchi seguendo il libretto rosso del fetish (il cavalluccio, Pistilli che pesta, Montagnani coloniale, Gigi che beve). La durata ridotta e l'arrivo in scena di Trintignant non riescono a salvare del tutto uno script che ha sì qualcosa da dire ma finisce per farlo in maniera ripetitiva e un po' prolissa.

Noodles 14/01/22 16:51 - 1358 commenti

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Interessante commedia che va ad esplorare tematiche per l'epoca poco diffuse. Per buona parte della durata riesce anche a far sorridere, ed è un'ottima occasione per rivedere tutti in fila tanti bei nomi del nostro cinema dei tempi andati (Proietti, Caprioli, Montagnani, Stoppa e altri). Dopo un po' però il giocho diventa ripetitivo e il film stanca. Neanche l'ottimo Trintignant riesce a risollevarlo. Peccato perché la pellicola era notevole per originalità e mostrava anche una brava Catherine Spaak. Nota di demerito per la OST: bella, ma ripetuta ossessivamente. Sufficiente.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Il Dandi • 17/11/20 05:12
    Formatore stagisti - 1491 interventi
    Chiedo scusa ma vedo che molti commenti parlano di "Gigi Proietti  doppiato": credo sia un errore. 
  • Discussione Zender • 17/11/20 08:00
    Consigliere - 45275 interventi
    Sicuro? Vedo che c'è chi scrive anche "palesemente doppiato" in effetti. Se siamo certissimi che non lo sia modifico, io il film non l'ho visto...
  • Discussione Il Dandi • 17/11/20 09:43
    Formatore stagisti - 1491 interventi
    Per me è assolutamente lui, ma riconosco che la sua voce giovanile impostata senza accenti risulti diversa dal solito.
    Il problema è che se si sparge l'idea chiunque sia colto dal dubbio segue a ruota.

    Se qualcuno vuole verificare: Proietti entra in scena al min. 6:30

    https://www.dailymotion.com/video/x3pu91f
    Ultima modifica: 17/11/20 09:56 da Il Dandi
  • Musiche Allan • 17/11/20 10:30
    Disoccupato - 1165 interventi
    Sul forum Gente di rispetto è stato risolto il mistero.
    Se te ne vai, Marisa Galvan.
    https://www.youtube.com/watch?v=5mppjlvLOME
    Ultima modifica: 17/11/20 10:33 da Allan
  • Discussione Caesars • 17/11/20 13:46
    Scrivano - 14388 interventi
    A me parrebbe doppiato. Ma potrebbe avere anche ragione Il Dandi ed essere la sua voce giovanile, diversa da come la conosciamo (non ho un orecchio particolarmente fine per queste cose). 
  • Discussione Zender • 17/11/20 14:35
    Consigliere - 45275 interventi
    A me pare lui, con voce più neutra, senza alcuna delle inflessioni a cui ci ha poi abituato, appunto. Però appunto neanch'io sono un esperto del campo...
  • Discussione B. Legnani • 17/11/20 14:53
    Consigliere - 14461 interventi
    Il Dandi ebbe a dire:
    Per me è assolutamente lui, ma riconosco che la sua voce giovanile impostata senza accenti risulti diversa dal solito.
    Il problema è che se si sparge l'idea chiunque sia colto dal dubbio segue a ruota.

    Se qualcuno vuole verificare: Proietti entra in scena al min. 6:30

    https://www.dailymotion.com/video/x3pu91f

    Direi che è lui.

  • Discussione Il Dandi • 17/11/20 14:58
    Formatore stagisti - 1491 interventi
    Premetto che non sono neanche io un esperto, ma un confronto con un'antologia dei suoi doppiaggi giovanili (Gatto Silvestro, Robert De Niro, Sylvester Stallone, Donald Sutherland) rafforza la mia convinzione.

    Aggiungo che secondo me ne La matriarca la suggestione può essere rafforzata dal fatto che sul set recitano tutti in inglese, per cui la maschera labiale non trova corrispondenza nemmeno a chi - come in questo caso- si doppierebbe da solo.
    Ultima modifica: 17/11/20 15:01 da Il Dandi
  • Discussione Buiomega71 • 17/11/20 19:40
    Pianificazione e progetti - 23507 interventi
    @Il Dandi

    Curioso di sapere una tua lettura personale sulla sequenza in cui la Spaak , nel filmino amatoriale orgiastico, viene "spalmata" da una strana sostanza "fangosa" non meglio riconosciuta dai "comensali" (due donne e un uomo).

    Io sono arrivato alla conclusione (dopo varie congetture e esclusioni, in concomitanza anche con Il Buono) che sia una raffinata deriva coprofilo/sadiana che, in tempi non sospetti, brucia sul tempo le tavolate pasoliniane a base di feci (e perchè no, pure la cioccolata di Sweet movie)
    Ultima modifica: 17/11/20 20:40 da Buiomega71
  • Discussione Il Dandi • 17/11/20 22:53
    Formatore stagisti - 1491 interventi
    Ciao Buio, infatti avevo già letto la tua disamina e sono d'accordo. Campanile era uomo di buone letture e dovendo restituire il sadismo non poteva che risalire all'origine etimologica del termine. Lo straordinario è come riesca a farlo in maniera garbata e leggera, uno dei pochi che poteva riuscirci.