Memorie di una geisha

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Titolo originale: Memoirs of a Geisha
Anno: 2005
Genere: sentimentale (colore)
Numero commenti presenti: 17
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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/03/08 DAL BENEMERITO ALMAYER
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Almayer 17/03/08 16:21 - 169 commenti

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Ok, bei costumi, bella fotografia. Ma il sospetto che mi è venuto quando ho visto che era prodotto da Zio Spielberg è stato purtroppo confermato dalla visione. Classica mega-produzione hollywoodiana, curatissima ma scontata fino all'inverosimile. La mia fanciulla sbadigliava beata e dopo un'ora e mezza, aspettando disperatamente la fine del polpettone, l'unico modo per restare svegli era indovinare cosa sarebbe successo in seguito; il problema è che le nostre previsioni venivano regolarmente confermate da una sceneggiatura banalissima. Uno strazio!

Galbo 19/03/08 07:25 - 11725 commenti

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Tratto da un celebre romanzo di Arthur Golden, Memorie di una Geisha è una favola che non ha (se non forse nella curatissima ricostruzione ambientale) alcuna pretesa di veridicità e realismo storico. Si tratta infatti di una visione della società giapponese effettuata da occhi esterni(il regista è americano e gli attori in parte cinesi) formalmente squisita ma sostanzialmente un po' fredda e priva di impeti passionali.

Scarlett 1/08/08 00:11 - 307 commenti

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Sembra una frase fatta, ma posso, senza ragionevole ombra di dubbio, asserire che il libro regala ben altre emozioni, risicate e relegate in secondo piano per dare sfoggio ad una visione prettamente hollywoodiana della storia, benchè neanche Golden si possa definire giapponese (nel film la differenza è netta, mentre nel libro solo sottilmente suggerita). A parte il grande Ken Watanabe (sprecato per l'insulsa particina) e Gong Li (della quale sarò sempre fan devota), il resto non merita menzione particolare.

Redvertigo 16/11/08 01:57 - 78 commenti

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Sono rimasto letteralmente estasiato dalla bellezza e dalla poesia di questa pellicola. Storia se si vuole neanche troppo originale ma ben messa in scena. Stupende le protagoniste; Zhang Ziyi bella da togliere il fiato e Gong Li non da meno. Da segnalare una delle migliori fotografie mai realizzate, un' ottima e spettacolare regia di Rob Marshall ed anche un sapiente montaggio del ad opera del "nostro" Pietro Scalia. Un vero e proprio piacere per gli occhi!
MEMORABILE: Tutti i primi piani della Ziyi e 3/4 dei paesaggi mostrati dalla sapiente regia di Marshall, che sembrano delle opere d'arte in movimento!

R.f.e. 18/06/09 19:43 - 816 commenti

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Ci troviamo in presenza del solito, arrogante vizio degli americani di voler “incorporare” ogni civiltà, di adattare ogni storia ai propri usi e costumi, all’american way of life. Al regista non importa affatto che il soggetto sia ambientato nel Giappone anni '30, tanto che lo spettatore potrebbe legittimamente interrogarsi sulla reale necessità di acquistare i diritti del romanzo di Golden, quanto a Spielberg e, soprattutto, a Marshall, interessa soltanto il melodrammatico rapporto stile Eva contro Eva che si crea tra le protagoniste.

Capannelle 27/10/09 11:25 - 3948 commenti

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Il senso della vita di una geisha è un tema già trattato ad esempio ne La strada della vergogna, classico giapponese degli anni 50. Se quel film dimostrava rigore e profondità, questo di Marshall sembra più un'opera bella senz'anima. La produzione hollywoodiana consente infatti un mirabile impianto visivo ma la storia è prevedibile e didascalica, forse addirittura troppo "pulita" (come immagini e look delle persone) per risultare credibile.

Cotola 28/10/09 23:26 - 8102 commenti

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Già il libro non era un granché e il film ne segue le orme: un'operazione di stampo commerciale e quindi rivolta al grande pubblico (produce Spielberg) che vorrebbe avere grandi pretese ma che in realtà, a mio avviso, cela la sua pochezza dietro una confezione formale curata ma peraltro nemmeno particolarmente scintillante. Sempre la solita storia: come puro intrattenimento potrebbe anche essere accettabile (io non l'ho gradito nemmeno sotto questo punto di vista) ma se si vuole conoscere la storia delle geishe beh... passate pure oltre.

Jandileida 1/12/09 00:29 - 1353 commenti

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Filmetto senza infamia e senza lode, altamente prevedibile fin dalle prime battute. La storia della bambina che diventa la dama più desiderata della città è risaputa e già vista e oltretutto la storia d'amore è stucchevole e senza slancio. Anche dal punto di vista storico il film lascia molto a desiderare con nulla che lasci trasparire la cultura giapponese, sacra e millenaria, che si cela dietro i rituali e la vita delle geishe. Buon vecchio Spielberg non mente...

Enricottta 16/02/10 17:05 - 507 commenti

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Bellissimo, capisco che in certi momenti può sembrare banale, ma la visione edulcorata e corretta, anacronistica, non aderente alla realtà, non fedele al romanzo che lo ha ispirato, produce, in questo caso, un film veramente godibile. A volte il cinema trasforma il falso nel vero più vero, quindi mi è piaciuto tanto farmi cullare da una storia romantica e dura allo stesso tempo, che sublima il tutto con un invidiabile uso della macchina da presa. Certe sequenze, anche se non originali, sono veramante una festa per gli occhi.
MEMORABILE: "Per noi, agonia e bellezza dimorano fianco a fianco".

Herrkinski 17/09/10 21:49 - 6147 commenti

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Forse è un film che potrà piacere maggiormente a un pubblico femminile, tuttavia è innegabile riconoscere in regista e produttore (Marshall e il solito Spielberg) la capacità di creare un'opera visivamente affascinante, patinata ma non priva di colori vivi e di una fotografia calda ed avvolgente, spesso virata su toni seppia o rossastri. Non ho letto il romanzo quindi non posso far paragoni; credo non ci sia da aspettarsi troppa originalità da una storia così, al massimo criticherei una certa prolissità, riscontrabile in una durata elevata.

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Nando 3/07/10 01:45 - 3590 commenti

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La tormentata storia di una ragazza nipponica che diventa, dopo lunghe umiliazioni, una geisha, una donna destinata ad acconsentire ai bisogni dell'uomo. Il lieto fine è in agguato ma la narrazione scava nei meandri psicologici di queste scuole per geishe in cui l'abuso è consentito. Splendide le interpreti e le scene.

Disorder 19/04/11 14:12 - 1414 commenti

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L'ambientazione e gli attori orientali ingannano: questo non è il solito drammone asiatico ma un lavoro prettamente hollywoodiano, una storia di formazione canonica e molto spettacolarizzata. Il punto di vista del regista è per lo più quello di qualsiasi occidentale che guarda con curiosità un mondo a lui sconosciuto: questo è l'unico punto debole, viste le pretese di realismo. Comunque per me resta un prodotto di buonissima fattura, molto appassionante e visivamente ineccepibile. Un plauso a tutte le protagoniste femminili, veramente capaci.

Fabbiu 28/07/11 14:10 - 2028 commenti

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Adattamento dell'omonimo romanzo, però non di stile tradizionalmente giapponese (è un vivace sentimentale con happy-end) che mi ha abbastanza deliziato e in tutta sincerità non per le memorie della tormentata e bella Sayuri, quanto per una confezione di altissimo livello tra riprese, ambienti, ricostruzioni dettagliate, musiche, fotografie, scenografie e quant'altro che fanno di questa pellicola un biglietto per un altro mondo ed un'altra epoca; e spiega eccellentemente agli occidentali cosa è (o era) una Gheisha: una donna-opera d'arte!

Didda23 8/11/13 19:25 - 2327 commenti

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Ma come è possibile scegliere nei due ruoli fondamentali due attrici cinesi? Stiamo parlando di geishe, mica di pizza e fichi. Una cosa simile conferma che gli Stati Uniti, quando guardano fuori dal proprio orticello, incorrono in leggerezze che fan venire l'orticaria. Il film si americanizza, con una seconda parte ignobile che snatura la cultura per far trionfare a tutti costi l'happy ending. Costumi, scenografie et simila di livello eccelso, ma in un film guardo l'anima e in questo non la si avverte. Mediocre.

Zio bacco 8/01/18 00:46 - 240 commenti

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Descrivere una civiltà nobile e molto complessa con un paroliere a stelle e strisce è un'idea non troppo vincente. Lo spettro di Spielberg aleggia e il risultato di costumi e fotografia è davvero stupefacente. Il vero difetto è la trama, sviluppata in modo sempliciotto, tanto più che dopo poche battute il finale è già scritto. Complice una sceneggiatura banale, il film scivola via senza nessuno slancio e, soprattutto, senza nessuna credibile introspezione della società giapponese, per il vero dipinta in modo macchiettistico. Mediocre.

Pinhead80 17/12/18 13:36 - 4171 commenti

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Tranne la rappresentazione storica degli eventi e la buona fotografia, il film risulta un discreto polpettone di oltre due ore che affatica lo spettatore. Risulta difficile stare dietro a una storia dove i personaggi si confondono continuamente. La lentezza affiora e alla lunga strema, al punto da desiderare la fine. Alcuni personaggi spariscono nel nulla, altri diventano inaspettatamente protagonisti e la storia d'amore lascia il tempo che trova.

Fulleffect 26/10/21 10:20 - 106 commenti

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Nell'adattare il modesto romanzo di Arthur Golden ci si è preoccupati più di creare un'ottima confezione visiva che di colmare i vuoti e le incertezze di scrittura. Il film risulta quindi caratterizzato da una bellissima fotografia, da costumi e scenografie di alto livello, ma non possiede minimamente l'atmosfera adatta per un racconto storico ambientato in Giappone, anzi risulta storicamente e culturalmente poco attendibile, finendo con l'assomigliare ad un classico melodramma hollywoodiano. Francamente incomprensibile la scelta del cast, per la maggior parte cinese.
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