Il piccolo grande uomo

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Titolo originale: Little big man
Anno: 1970
Genere: western (colore)
Note: Soggetto basato sull'omonimo romanzo dello scrittore statunitense Thomas Berger pubblicato nel 1964. Rieditato in dvd col titolo "Piccolo grande uomo" e non "Un piccolo grande uomo".
Numero commenti presenti: 22

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/02/07 DAL BENEMERITO CAESARS
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Caesars 26/02/07 13:53 - 2909 commenti

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Insieme ai coetanei "Soldato blu" e Un uomo chiamato cavallo diede una svolta al genere western spostando per la prima volta l'ottica, che diventava ora quella dei pellerossa. Il film è diretto con mano salda da Arthur Penn e scorre bene per le circa due ore e mezza di durata, alternando toni drammatici ad altri decisamente più scanzonati e ben funzionali a ciò che è l'interpretazione di Dustin Hoffman. Un buon esempio di film che serve sia a svagare che a far riflettere. Da vedere.

Sadako 31/03/07 19:01 - 177 commenti

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E' negli anni '70 che si inziano a vedere le prime tracce del "politicamente corretto" e "Piccolo Grande Uomo" è uno dei primi esempi del genere, non ancora scaduto nella trappola del buonismo ad ogni costo. Pur essendo dalla parte degli iIndiani, il film mantiene una certa obiettività, applicando sì l'etichetta di "cattivi" ai bianchi, ma senza nascondere le cose sbagliate fatte dai pellerossa. L'alternarsi di parti drammatiche e altre più leggere ha il pregio di non far pesare la discreta lunghezza della pellicola. Da vedere e rivedere.

Puppigallo 28/09/07 09:46 - 4583 commenti

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Un piccolo, grande e lungo film. Ma nulla di ciò che era stato inserito poteva essere tagliato. Un’epopea vissuta da un omuncolo, che alla fine tanto omuncolo non è e che ne vedrà di cotte e di crude: indiani massacrati, bianchi senza scrupoli, o semplicemente fuori di testa (Custer), ricche religiosviziose, arrivando quasi ad autodistruggersi (il periodo da ubriacone), per poi ritrovare un equilibrio, grazie anche al vecchio capo indiano (fantastica la scena in cui non riesce a morire). Bravo Hoffman (che chiama gli indiani, "il popolo degli uomini"), ma non solo lui. Da vedere!
MEMORABILE: La vita del protagonista con gli indiani; I deliri di Custer.

Magnetti 3/10/07 16:29 - 1103 commenti

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Vera e propria epopea di Jack Crabb negli USA della seconda metà dell'800: un piccolo uomo cresciuto con i pellerossa e che, in seguito, ha tentato senza successo di vivere nella società dei bianchi. Gli succede di tutto ma lui imperterrito (acquisendo così la qualità di "grande") continua a seguire il suo destino. Film che ebbe il gran merito, negli anni '70, di rivalutare l'indifesa cultura indiana ("penne, non puntini...", citazione da Will Hunting) e di gettare fango su quello sciagurato del Generale Custer. Hoffman strepitoso.

Capannelle 13/08/09 10:06 - 3838 commenti

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Un film tagliato su misura per le doti di Hoffman che Arthur Penn dirige con consumata esperienza e senza alcun riguardo per i miti della frontiera americana. Sarcasmo e denuncia si combinano con successo e il tutto è condito da una serie di efficaci caratteri minori: la sorella, la moglie del pastore, l'indiano umiliato, il venditore imbroglione. Rivisto una seconda volta prende meno.

Pigro 22/01/10 09:50 - 8318 commenti

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Storia di un bianco allevato dagli indiani che arriva a condizionare le sorti di Little Big Horn. La parte più propriamente legata al rapporto con i cheyenne è la più equilibrata e la più potente, pur con curiosi accenni ironici. Invece quella dalla parte dei bianchi, con il protagonista (eccellente Hoffman e non solo lui) che si cala in varie personalità, sembra più una scanzonata e buffa parodia di tanti western. Quindi, due anime diverse per un film che vuole raccontare un'epopea dalla parte dei "piccoli": notevole, quasi grande.

Galbo 24/01/10 13:21 - 11574 commenti

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Insiema a pochi altri film dello stesso periodo, Il piccolo grande uomo ha non poco contribuito alla "decostruzione" del genere western dedicandosi alla smitizzazione dei suoi archetipi narrativi, primo tra tutti quello della naturale bontà dell'uomo bianco. Ottimamente diretto da Arthur Penn, si tratta di un film a tratti prolisso ma che "prende" lo spettatore grazie anche all'eccellente interpretazione di Hoffman.

Saintgifts 31/03/10 18:07 - 4098 commenti

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L'ultracentenario Jack Crabb, doppiato dal bravissimo Ferruccio Amendola, racconta la sua straordinaria vita, con la quale si potrebbero fare le vite di almeno dieci persone. Il film attraversa tutta l'epopea del West e la illustra in modo forse troppo smitizzante facendo apparire i bianchi troppo imbelli, crudeli ed esaltati. Dustin Hoffman è bravo, ma non in tutte le figure che interpreta, restando comunque in un livello alto. Molto bene anche gli altri interpreti con una Dunaway eccezionale.

Von Leppe 8/06/13 13:36 - 1082 commenti

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Quando i cineasti americani nel 1970 cominciavano a raccontare la conquista del West vista anche dalla parte dei colonizzati-autoctoni. Malgrado poi il protagonista sia sempre un colono americano che, per forza di cause maggiori, si trova in mezzo alle vittime facendo da tramite per lo spettatore occidentale. Film che narra i personaggi della storia americana smitizzandoli e ridicolizzandoli come con il famoso generale Custer, con il pistolero o con la morale cristiana... Tutti i personaggi del film hanno un aspetto caricaturale.
MEMORABILE: Il grande capo indiano chiama i neri "visi pallidi negri".

Deepred89 12/06/13 01:34 - 3368 commenti

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Pellicola di ampio respiro, fotografata benissimo e chiaramente ambiziosa del suo tentativo di ritratto sociale di un secolo d'America attraverso gli occhi di un piccolo grande uomo. Il segmento "Popolo degli uomini" fornisce al film le cartucce migliori, romanzato nel senso più godibile del termine e dotato di un buonismo che si trasforma in calore umano e scalda l'animo; il resto alterna momenti interessanti (il generale Custer) ad altri che lasciano il tempo che trovano. Ottimo cast, con un Dustin Hoffman che sembra essere nato per la parte.

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Fauno 12/01/14 00:00 - 1981 commenti

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Sembra più soft, ma come rospi da ingoiare è pari a Soldato blu... è arduo accettare un genocidio così immotivato e gratuito per fondare una nazione. Storia ottima, ma più che dal rendimento ormai costante di un oliato Hoffman mi son lasciato ammaliare dalla saggezza del vecchio capo indiano. Fra le comparse quella migliore l'ha Jeff Corey nei panni di un pistolero, mentre Balsam sta meglio nei nostri film; la Dunaway, pur molto bella, non deflagra come ne sarebbe capace a causa della bifaccialità di un personaggio che forse non era per lei. Vero must!
MEMORABILE: La scena, tagliata nelle sale, nella quale lui feconda le tre sorelle di Raggio di Luna; La giusta morte di Custer, una carogna con la maiuscola.

Fabbiu 28/02/14 09:06 - 2003 commenti

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Un'epopea western vista secondo la vita di Jack Crabb per smitizzare la tanto decantata società civile americana dell'epoca; in questo lungo percorso tutti i personaggi sono rappresentati in chiave caricaturale (basta vedere Custer, i puritani anglosassoni, il ciarlatano venditore, o in fin dei conti il bravissimo stesso Hoffman), al punto che nonostante i punti crudi, necessari a raccontare lo sterminio dei "nativi" a opera dei coloni, il film è infarcito di momenti umoristici, rendendo fluida la visione nonostante la lunga durata.

Cotola 12/07/14 13:21 - 7807 commenti

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Il tono, per lunga parte del film scanzonato e divertente (ma non mancano i momenti di profondo dramma), non inganni: è un film molto critico nei confronti del modo di vivere e pensare americano. Sotto certi aspetti un vero e proprio attacco frontale (non così lontano come sembrerebbe da Soldato blu) e quindi, soprattutto per l'epoca, coraggioso. Un grande esempio di cinema, anche grazie ad una sceneggiatura che distilla sapientemente dramma, violenza, divertimento, satira. Il personaggio principale è molto interessante così come pure quelli secondari. Gran ritmo, tante emozioni: da vedere.
MEMORABILE: Hoffman all'intervistatore: "Loro con fucili e pistole; gli indiani con arco e frecce. Non capisco perché si vantassero tanto delle loro vittorie".

Delpiero89 18/09/14 18:09 - 263 commenti

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Celebre western di Arthur Penn interpretato da un bravissimo, come sempre, Dustin Hoffman. Centoquaranta minuti assolutamente godibili, in cui si passa dagli indiani al generale Custer, da Wild Bill Hickock ai sacerdoti protestanti. Assolutamente atipico, rilegge i miti del west in maniera dissacratoria, esaltando al contrario lo spirito indiano. Sempre sospeso tra dramma e commedia, assolutamente da vedere. Grande cinema.

Vitgar 13/03/15 13:32 - 586 commenti

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Era prevedibile che le produzioni western degli Stati Uniti post-sessantottini proponessero storie di frontiera non più viste dalla parte dei "visi pallidi". Questo film di ottima fattura fa parte di questo nuovo filone dove i bianchi non erano poi così buoni e i pellerossa così cattivi. Viene rivalutata la cultura dei nativi e ridiscussa la storia di un genocidio. Ottime interpretazioni, grandi ambientazioni. Da non perdere.

Vito 7/07/16 03:24 - 686 commenti

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Ottimo western revisionista con uno straordinario Dustin Hoffman. Un attacco al mito del west e ai suoi eroi, qui sbeffeggiati o mostrati come corrotti, falsi e sadici contro le popolazioni indiane. Mentre i nativi americani sono dipinti come persone pure, oneste, coraggiose e dotate di una forte spiritualità, che vivono in armonia con la natura che li circonda. Bellissimo ed epico il finale con la ricostruzione della battaglia del Little Big Horn. Hoffman in uno dei suoi personaggi più riusciti, stralunato ma anche malinconico e tragico.

Pessoa 30/01/17 23:39 - 1475 commenti

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Finalmente l'America post '68 era matura per fare i conti col proprio passato e dopo i neri toccava ai nativi ricevere la loro parte di verità. Mentre Penn, già autore dello splendido western antirazzista La caccia era una scelta quasi naturale, uno strepitoso Hoffman, mai più così in forma come in quel periodo, è la vera scommessa vinta di questo film. Forse il più bel western revisionista, capace di toccare molte corde dell'anima, sorretto da una bella storia e da dei dialoghi memorabili. Grandi interpreti, fra cui spicca Chief Dan George.
MEMORABILE: I sogni di Cotenna di Bisonte; I visi pallidi neri; La brutalità e la cattiveria dei bianchi.

Magi94 14/09/17 00:22 - 745 commenti

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Importantissimo, famosissimo e capolavoro indiscusso di Arthur Penn. Forse il singolo colpo di genio è far raccontare la storia dal vecchissimo Jack Crabb (ormai alla veneranda età di 121 anni!), rendendo il tutto più sincero, più serio, più vissuto. Dustin Hoffman è eccezionale e ci conduce in questo western, che è forse più un romanzo d'avventura, facendoci giocare davvero con gli indiani, piangere con loro, odiare con loro il generale Custer fino alla rivincita di Little Big Horn. Memorabili anche gli altri personaggi, la Dunaway in primis.

Rocchiola 12/03/20 08:22 - 896 commenti

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L’ultracentenario Jack Crabb racconta la sua vita nel Far West costantemente in bilico tra la pacifica convivenza con i nativi e il difficile rapporto con i propri simili. Un vibrante e nostalgico racconto picaresco che riassume l’intero immaginario western da Little Big Horn alle figure leggendarie di Hickock e Custer. Penn adotta un tono sarcastico e smitizzante senza mai scadere nella parodia e mantenendo una forte tragicità di fondo. E il ribaltamento dei ruoli tra buoni e cattivi nel genocidio indiano è meno rozzo del coevo Soldato blu.
MEMORABILE: Il bagno con la signora Pendrake; L’incontro con Wild Bill Hickock; La notte d’amore con le sorelle indiane; La pozione di Merriweather.

Keyser3 30/12/20 23:16 - 194 commenti

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Pietra miliare del wester revisionista, anche se definirlo western è piuttosto riduttivo, considerata la pluralità di registri e di toni che Arthur Penn miscela con grande maestria: dall'avventura, alla satira (il personaggio del reverendo), alla commedia, fino al dramma più toccante (i massacri dei campi indiani, benché non tocchino i livelli di efferatezza di Soldato blu). Hoffman è tagliato su misura per il ruolo, mentre fra le tante altre facce si ricorda con piacere Faye Dunaway, qui algida e affascinante come il... peccato.
MEMORABILE: Gli occhi di falco.

Arthur Penn HA DIRETTO ANCHE...

Daniela 2/01/21 03:36 - 10118 commenti

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Il racconto della movimentata vita di Crabb, bianco cresciuto dai Cheyenne, diventa occasione per una rilettura della mitologia western che ne contesta alcuni capisaldi, a partire dalla classica visione dei "selvaggi"... Insieme al contemporaneo Soldato blu, il fluviale film di Penn rinnova il genere in senso revisionista, anche se in precedenza c'erano già state visioni critiche dell'epopea. Per quanto un poco prolisso, uno spettacolo di gran pregio popolato da personaggi indimenticabili. Decisivo l'apporto di Hoffman che fornisce una delle sue migliori interpretazioni. 
MEMORABILE: La tecnica della "psicologia inversa" applicata ai danni del generale Custer. 

Paulaster 23/02/21 11:06 - 3064 commenti

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Nel racconto del centenario Crabb vengono “riabilitate” le gesta dei Cheyenne e accusati di genocidio i soldati di Little Big Horn. Il fondo d’avventura è sempre presente nel continuo balletto tra i periodi passati tra gli indiani e i ritorni tra la popolazione civilizzata. Le critiche ai bianchi vengono smussate dai toni ironici di un Hoffman credibile e spettatore di atrocità storiche (sebbene non si insista con la violenza esplicita). Ben disegnati anche i ruoli secondari (la Dunaway e Mulligan in particolare).
MEMORABILE: L’indiano che fa il contrario; Il ritrovamento della moglie Olga; Gli sforzi per soddisfare le donne indiane, Il capo indiano cieco.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Caesars • 6/10/09 15:06
    Scrivano - 12438 interventi
    C'è qualcosa che non riesco a capire. Vedo che la locandina rintracciata da Zender riporta il titolo "Il piccolo grande uomo" ma a me risulta che il film s'intitolasse (anche al cinema, non solo l' edizione in dvd)"Piccolo grande uomo" senza l'articolo iniziale. Mi pare che anche i vari dizionari consultabili in rete o su carta citino quest'ultimo titolo. Che il manifesto portasse il titolo scelto in un primo momento e poi invece al momento dell'uscita sia stato cambiato? Mi pare una questione (minuscola, mi rendo conto) sulla quale meriti fare chiarezza.
  • Discussione Zender • 6/10/09 19:21
    Consigliere - 44329 interventi
    Tutte le locandine e fotobuste (ne ho trovate almeno 4 diverse) dell'epoca riportano il titolo con l'articolo, nessuna senza. In dvd è stato tolto, ma noi ovviamente facciamo riferimento al titolo con cui uscì nei cinema, e a quanto pare non sembra che fosse uscito senza articolo... Anche se è vero che i dizionari lo riportano senza articolo.
    Wikipedia comincia la scheda così: Piccolo grande uomo (Il piccolo grande uomo nella versione cinematografica italiana)...
  • Discussione Caesars • 7/10/09 08:35
    Scrivano - 12438 interventi
    Mi arrendo all'evidenza dei fatti, ma sono strasicuro che al cinema circolò anche senza articolo (lo vidi qualche tempo dopo la sua prima uscita, all'epoca succedeva che negli anni un film avesse più uscite sul grande schermo, e la cosa che mancasse l'articolo iniziale mi colpì). Comunque se la prima uscita cinematografica prevedeva l'articolo, lasciamo la scheda così com'è.
  • Discussione Fabbiu • 28/02/14 09:16
    Segretario - 662 interventi
    ho dimenticato di inserire come Momento memorabile, una scena che ho trovato molto divertente, pertanto la propongo qui in discussione: L'Indiano che fa tutto al contrario (cammina al contrario, si lava con la sabbia, si asciuga con l'acqua) e addirittura si esprime parlando per opposto di ciò che intende dire
  • Curiosità Fauno • 28/12/18 01:05
    Contratto a progetto - 2567 interventi
    Dalla collezione cartacea Fauno, il flano del film:

  • Homevideo Rocchiola • 12/03/20 08:23
    Call center Davinotti - 1195 interventi
    Il DVD della Paramount è tuttora in commercio a prezzi medio-bassi. Un prodotto risalente al 2004 ma che si difende bene. Il video panoramico 2.35 è praticamente privo d’imperfezioni e mostra una definizione più che discreta per un supporto SD. Le immagini scorrono pulite e dettagliate senza intoppi. L’audio italiano monofonico è di buona potenza e chiarezza. Poche speranze per un’edizione in HD visto che all’estero la Paramount stessa ha già pubblicato da qualche anno il bluray dimenticandosi completamente del pubblico italiano.