Mercy - Film (2014)

Mercy
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Titolo originale: Mercy
Anno: 2014
Genere: horror (colore)
Note: Tratto da "La nonna", racconto di Stephen King presente nlla raccolta "Scheletri".
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/03/15 DAL BENEMERITO DIGITAL
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Digital 2/03/15 19:43 - 1257 commenti

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Ennesimo horror spazzatura che rimastica senza originalità alcuni tòpoi del genere (il classico patto con il diavolo). Ciò che lo rende perlomeno guardabile è una confezione dignitosa e un paio di scene “forti”, per il resto ci troviamo a commentare un filmino che si dimentica immediatamente dopo essere arrivati ai titoli di coda. Nel cast colui che emerge con più vigore è il giovane Riggs; McDermott sembra essere lì per caso più che per scelta, mentre la Knight “indemoniata” tende più che altro a smuovere il sorriso.

Pumpkh75 25/04/15 18:13 - 1749 commenti

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Il racconto di King era un piccolo gioiellino di paura, ma andava comunque rimpolpato: ecco quindi buone trovate (il notevole prologo con l’ascia, il libro delle lacrime), ma anche scelleratezze varie (il lupo e il fantasma della bambina abbacineranno gli aficionados). Il ritmo è discreto e nel complesso il film è abbastanza piacevole, anche se, sulla figura della nonna, il confronto resta a favore del re del Maine. Il giovane Riggs si libera con perizia dei morti viventi; dura poco ed è il vantaggio finale.

Buiomega71 23/01/16 00:50 - 2910 commenti

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Ci sono atmosfere e acri sapori necrofori (la vecchiaia) come nel primo gioiellino cornewelliano, squarci visivi bellissimi alla Koyaanisqatsi e la reverenza fulciana del regista (le lacrime di sangue che sgorgano dalla nonna zombi). Idee affascinanti (il libro delle lacrime), narrazione in crescendo (i notevoli flashback sul patto faustiano della giovane Mercy) e schegge splatter (il suicidio con l'ascia). Peccato che nel finale vada sgonfiandosi, tra situazioni abusate, descrizioni frettolose e brutti demoni in CG. Pregevole lo score di Reza Safinia. Geriatrico.
MEMORABILE: La nonna dà di matto, aggredisce i nipoti o si colpisce a sangue con una siringa; La ragazzina immaginaria che parla con George; I dipinti di Charlotte.

Rebis 4/02/16 11:32 - 2336 commenti

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Horror Blumhouse, piccolo, veloce, compatto, che nell'adattare "Gramma", terrificante gemma della produzione kinghiana, ne esplicita il tema lovecraftiano sotteso: divinità ancestrali che albergano oltre le colline esaudiscono i desideri degli uomini, tacendone le conseguenze. Mercy si allinea così all'immaginario di Pet Sematary, evocato da Cornwell e Greenberg sia nell'atmosfera necrofora che nelle soluzioni narrative. L'anima fulciana, che aveva vitalizzato The haunting in Connecticut, qui è in parte inficiata da un regime paratelevisivo e da un finale che mostra decisamente troppo.

Rigoletto 24/12/17 19:36 - 1786 commenti

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Un horror con qualche novità rispetto ai soliti cliché può dirsi una rarità, ed effettivamente il lavoro di Cornwell, pur presentando delle naturali imperfezioni, mostra una certa perizia, con tocchi di dark fantasy che arricchiscono l'opera. Abbastanza bravo il giovane protagonista (Riggs), che regge bene alla distanza e del quale, col tempo, sentiremo ancora parlare.

Rambo90 24/07/19 01:43 - 7693 commenti

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Un racconto di King poco interessante, difficile da trasportare su schermo (come dimostrava già un episodio del revival ottantiano di Ai confini della realtà). Qui bisogna dire che la prima parte costruisce una bella tensione e un discreto senso di inquietudine, che si affloscia subito però quando bisogna iniziare a mostrare un po' di sostanza. Gli ultimi 20' sono infatti confusi, con svolte di sceneggiatura che restano insolute (perchè McDermott fa ciò ?) e un finale che sa di niente di fatto. Mediocre.

Anthonyvm 14/06/19 23:32 - 5682 commenti

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Se si pensa al potenziale di questo "Mercy" e se a fine visione si confronta ciò che poteva essere con ciò che in effetti è, l'amaro in bocca è assicurato. Un horror di atmosfera che riesce a inquietare con poco e a dipingere un ottimo quadro di follia, antiche e misteriose entità maligne, disagi familiari. Lovecraftiano come era il racconto di King, con punte artistiche (i montaggi velocizzati) ma senza strafare. Poi arriva un finale confuso, banale e che si chiude in insulso sentimentalismo, ben lontano dalla cupezza del testo. Gran peccato.
MEMORABILE: Il flashback della storia di Mercy narrata dal prete; Il racconto dello zio circa la sorte della sorella; Il terrificante quadro del lupo.

Daniela 18/02/20 01:18 - 12654 commenti

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Due ragazzini si trasferiscono con la loro madre presso la nonna che vive in campagna, scoprendo poi che l'anziana compie strani rituali... Da un racconto di King piuttosto modesto, un horror che, pur apportando varie modifiche (in origine era solo uno dei due fratelli a dover fronteggiare la nonna e la vicenda si svolgeva tutta nell'arco di una notte), non sa affrancarsi dal testo di partenza. Ne risulta un horror non indegno ma piuttosto di routine, dalla trama confusa e con personaggi non del tutto centrati, in cui la cosa più interessante è costituita dalla colonna sonora.

Taxius 19/01/20 11:31 - 1656 commenti

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Tratto da un racconto breve di King, il film è la solita storiella del patto col diavolo con annesse conseguenze. Nonostante tutto l'insieme non è poi così male e questo grazie a una bella fotografia scura e soprattutto alla breve durata (75 minuti circa), che evita inutili annacquamenti alla trama. A lasciare perplessi è però il personaggio di McDermott, che compie azioni senza senso che non vengono assolutamente spiegate. Il classico horrorinino che si fa vedere e dimenticare nel giro di due giorni.

Jena 16/02/20 14:55 - 1555 commenti

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Stephen King incontra Lovecraft e il meeting non poteva che essere intrigante. Quando Cornwell filma le colline e gli alberi antichissimi e contorti che le popolano sembra veramente di essere nei pressi di Dunwich, in un'atmosfera veramente lovecraftiana. Non manca poi una specie di Necronomicon (qui libro delle Lacrime) e un Grande Antico (Asturth). Bellissima fotografia, regia efficace e attori in palla (bravi i ragazzini e la malefica nonnina). Perde mezzo punto secco per il finale mal reso e buonista e per i mediocri effetti speciali in CGI.
MEMORABILE: Le braccia che fuoriescono dalla nonna; Il "funzionamento" del libro delle Lacrime; Il dipinto con la cagna infernale; Lo svelamento finale.

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Puppigallo 2/12/22 22:59 - 5270 commenti

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L'ambientazione era anche buona, in grado di creare una certa atmosfera. Purtroppo però, più si va avanti e più emergono i limiti di un horror che finisce per risultare puerile, nonostante le condizioni della nonna aiutino a creare quel senso di malsano e maligno. Inoltre, in pellicole come queste, l'epilogo è molto importante, perché è il momento in cui la spiegazione deve soddisfare lo spettatore; e qui purtroppo non si rileva nulla di originale, ma più un collage di luoghi comuni horror (libro e possessione) e alcune scelte più risibili che orrorifiche (il fantalupone con "fari").
MEMORABILE: Autoasciata; "Non ce n'è uno sano in questa famiglia"; In negativo: la ragazzina messa lì solo perchè nel finale...; La vendetta del libro tritato...

Trivex 30/08/23 22:49 - 1743 commenti

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La malattia della mente nasconde qualcosa di "antico" e pericoloso che proviene dai monti. Un connubio funzionale, perché un "male" che pare una malattia può divenire inquietante e ansiogeno, con nefaste conseguenze. La vicenda è avvolta in una spirale di nebbia oscura e quando la stessa si dirada appaiono libri segreti e segni primordiali. Lovecraft pare evidentemente presente e questo è un bene. Ma il grande H.P., nonostante fosse "complicato" nei suoi scritti, aveva a disposizione lo spazio di tante pagine, mentre qui la sintesi non gioca a favore. Altalenante e inconcludente.
MEMORABILE: Le lacrime e i loro "disegni".
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  • Discussione Buiomega71 • 23/01/16 10:27
    Consigliere - 25983 interventi
    Insomma. alla fine nemmeno malaccio (da noi e arrivato direttamente in dvd, baipassando la sala)

    Cornwell (di cui avevo apprezzato molto Il Messaggero) dona a questo film (tratto da un raccontino di Stephen King) sapori necrofori e rancidi, atmosfere cupe e mortifere (come, appunto, c'erano nel Messaggero), con omaggi reverenziali fulciani (la nonna zombi che piange lacrime di sangue), anche questi omaggi all'autore di Quella villa accanto al cimitero erano massicciamente presenti nel Messaggero

    Location invernali e quasi da fiaba nera (una inospitale casetta sperduta tra i boschi dell'West Virginia), squarci di immagini bellissime (i cambiamenti climatici o l'imbrunire alla Koyaanisqatsi), la vecchiaia (le desolanti capatine alla casa di riposo, la nonna che delira, attacca i nipotini, sbava, preda dell'alzheimer, che vocifera inquietanti frasi arcaiche,si pianta la siringa sulla gamba andando a sangue, che non molla il cucchiaio che si e infilata in bocca mentre uno dei nipoti la imboccava, che grugnisce e spalanca gli occhi vitrei, seduta sull'atrio di casa assistendo ad una splendida festa di morte)

    Il libro delle lacrime (una specie di Necronomicon), il flashback narrato dall'anziano parrocco su come Mercy abbia abbandonato la retta via per abbracciare il male, la voglia di maternità che sfiora la follia, il marito che si apre la testa in due con un colpo secco d'ascia (il notevole incipit), il male che reclama il suo tributo

    Tutti elementi che fanno di Mercy un'interessante horror venato di fiaba nera, tra echi lovercraftiani, possessioni, geriatria in nero, con un tanfo necroforo che ben si amalgama con il racconto

    Di ragazzine immaginarie tipicamente kinghiane (Victor Pascow, Tony), che vanno in deperimento (mi e venuta alla mente la bambina del Sesto Senso), una delle scelte più felici del film

    Cornwell si (ri)dimostra profondo conoscitore della paura e dei suoi meccanismi, con uno stile personale e di raffinato talento macabro

    Ma a differenza del Messaggero, che montava in un finale agghiacciante con i cadaveri seppeliti nei muri che ne fuoriuscivano su modello Poltergeist, Mercy si sgonfia proprio nelle battute conclusive, diventando un horror uguale a mille altri e senza particolare guizzi. La frettolosità con cui si decide di chiudere il film, tra liquidi nerastri e bruttissimi demoni in CG, lupachiottoni pupazzosi, la nonna che da inquietante diventa risibile, il pentagramma, la lotta tra George e la nonna (dire tirata via e un eufemismo), l'inutile ruolo alla Non aprite quella porta di McDermott (la sua fine la dice lunga sulla fretta di chiudere il film), abbassano la media e compromettono tutto quello che di buono aveva messo in piedi Cornwell fino a quel momento

    Peccato, perché Cornwell sa sottolineare gli aspetti più prettamente kinghiani (ad esempio George vittima di bullismo e emarginato) e il suo secondo horror ha momenti davvero notevoli, che spesso mi hanno ricordato situazioni craveniane (Benedizione Mortale) e qualcosa dell'Oro del Demonio

    Un finalaccio poco memorabile per un film che ha i suoi momenti. Menzione speciale per l'ottimo score musicale di Reza Safinia e per Pepper Binkley, Mercy da giovane, ritratto tra follia e patti faustiani.
    Ultima modifica: 23/01/16 10:49 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 23/01/16 10:41
    Consigliere - 25983 interventi
    Notevole il dvd edito dalla Universal, che si presenta con un ottimo formato in 2.40:1

    Gli extra stanno a zero, mentre l'audio italiano e in dolby digital 5.1 (compresi l'inglese, il francese, lo spagnolo e il tedesco)

    Durata effettiva. 1h, 15m e 26s