Jules e Jim - Film (1962)

Jules e Jim
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/03/07 DAL BENEMERITO CAESARS
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Caesars 21/03/07 09:35 - 3790 commenti

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Un film deludente almeno visto al giorno d'oggi; forse 45 anni fa poteva colpire maggiormente. La storia è quella di un classico triangolo (lei lui e l'altro), solo che i due uomini sono grandi amici, sono consapevoli e accettano (o subiscono passivamente) la situazione. Il motore delle vicende è sempre lei, una bravissima Jeanne Moreau, che fa e disfa a suo piacimento fino alla tragica conclusione. Ha i suoi estimatori, ma francamente non la considero una pellicola che si imprima nella memoria.

Capannelle 10/08/08 22:12 - 4411 commenti

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Non che le storie d'amore debbano svolgersi secondo i canoni di Via col vento (Dio ce ne scampi) ma presentare un triangolo così duraturo con i due ometti sempre calmi (e languidi) pare eccessivo. Il film fece scandalo: un amore a tre vissuto consapevolmente e un carattere femminile così dominante (a proposito, brava la Moreau) attentavano al concetto tradizionale di famiglia. Però al di là di questo, di belle musiche e alcuni passaggi originali, la storia non è poi così struggente, complice anche l'onnipresenza della voce fuori campo.

Pigro 19/12/08 09:24 - 9662 commenti

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Due amici e una ragazza che passa da uno all'altro. Prima parte narrativamente ellittica e umoralmente scanzonata; seconda parte sentimentale raccontata con ironico distacco. Interessante riflessione sull'amore, ma la storia rischia la noia per il gioco troppo forzato sulle relazioni descritte e soprattutto sulle evoluzioni psicologiche decisamente artefatte: come fossero una serie di foto staccate senza connessione tra loro. Molto interessanti e originali le sperimentazioni stilistiche: ragione principale per poterlo apprezzare ancor oggi.

B. Legnani 3/01/09 23:48 - 5529 commenti

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Ci sono donne che lasciano ma lasciano a loro legati, ma tale ménage à trois (con ulteriori personaggi sessualmente attivi con qualcuno dei protagonisti) si fa, nella seconda parte, nonostante regìa sapiente e ottime interpretazioni, persino stucchevole. E per un ammiratore di Truffaut dire questo di un film da molti celebrato può apparire blasfemo, ma è la verità. Segnalo, sottolinendo le enormi differenze di tono, parentele fra il personaggio della Moreau e quello della Lafonte (nell'altro film di Truffaut che non amo: sarà un caso?).
MEMORABILE: La gita sul lago austriaco.

Pau 4/05/10 19:31 - 125 commenti

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Un classico invecchiato male; oggi, con la rivoluzione sessuale in saccoccia ed i moti giovanili confinati in un passato polveroso e spesso abiurato, la Catherine di Jeanne Moreau rischia di apparire non già indipendente, appassionata e vitale, bensì indisponente, irresponsabile e nevrotica. Truffaut riflette sulla struttura dell'amore: la coppia ha confini troppo angusti, ma ogni altro equilibrio sembra destinato al fallimento. Suggestive la fotografia di Raoul Coutard e le musiche di Georges Delerue, abituali sodali del regista.
MEMORABILE: Il secondo incontro tra Jim e Therese, in cui lei racconta le sue peripezie sentimentali mentre le voci di altri personaggi le si sovrappongono.

Homesick 29/05/10 13:56 - 5737 commenti

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La stella polare di ogni ménage à trois cinematografico rivela la magistrale capacità di Truffaut nel sapere trattare argomenti universali (l’amicizia e l’amore) o scabrosi (l’ “amorale” rapporto a tre) ricorrendo alla sensibilità di un tocco leggero, aereo e aristocratico, in armonia con l’origine letteraria della vicenda, rammentata peraltro dalla voce off di N.Gazzolo; il finale, diverso dal libro di Roché, si consacra all’amour fou cantato con costanza nelle successive opere del regista. Vertice del triangolo, l’anticonformista Moreau raccorda i due complementari bohemiens Werner e Serre.

Lupoprezzo 17/01/11 17:14 - 635 commenti

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Probabilmente il menage a trois più famoso della storia del cinema, in cui a farla da padrone è ancora l'indiscutibile eleganza e leggerezza formale del grande Truffaut (coadiuvato dallo splendido bianco e nero di Raoul Coutard); mentre la storia ormai è invecchiata, soprattutto nella seconda parte, risultando indigeribile, troppo figlia del suo tempo, quando probabilmente c'era l'urgenza di scardinare determinate barriere morali per celebrare l'amour fou.

Mickes2 23/02/11 10:54 - 1670 commenti

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La regia di Truffaut è qualcosa di sublime. Tutto è ad altissimi livelli in questo film, dalla fotografia di Raoul Coutard con uno splendido bianco e nero ai dialoghi, passando per le musiche di Georges Delerue, l’interpretazione, il montaggio e, ovviamente, la regia. A colpire in primo luogo sono la velocità del montaggio e della narrazione; fin dai primi secondi si è presi in un vortice che non molla lo spettatore fino alla folle sequenza che chiude il film. Tuttavia il film oggi risulta parecchio invecchiato per via del tema trattato.

Giùan 14/07/11 13:10 - 4559 commenti

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Film esemplare sulla passione personale di Truffaut per la Letteratura e al contempo uno degli incontri più originali e sperimentali tra Cinema e Libri. Come sempre nel Nostro colpisce la sincera forza con la quale mette in scena un soggetto radicandolo nella pellicola. Il romanzo "semi-biografico" e all'epoca "scandaloso" del misconosciuto Rochè si compenetra perfettamente nello stile del giovane Francois e così musica parole ed immagini sono alla fine quel che davvero resta di questo menage a trois destinato a spegnersi con atroce leggerezza
MEMORABILE: La Moreau che canta Le Tourbillon.

Enzus79 18/07/11 17:32 - 2893 commenti

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Francois Truffaut è riuscito a rendere una storia d'amore drammatica fra tre persone digeribile e non strappalacrime. Ci sono momenti di vero cinema e vera poesia, con un bellissimo bianco e nero che fa da sottofondo alla storia. Stupenda regia.

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Erreesse 13/04/12 21:53 - 63 commenti

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Un film che mi sento dentro; se esiste la possibilità di un giudizio avendo preso le distanze, non è certo questo il caso per me. Ritengo però che si debba distinguere fra il libro di Roché, che mi ha colpito molto, anche per il suo periodare come la pittura pointilliste e questo film francesissimo, che trovo abbia un ritmo infallible e un'interpretazione di ottimo livello, addirittura superba nel caso di Jeanne Moreau; il tutto è accompagnato dalla nobile voce fuori campo di Nando Gazzolo, nella versione italiana. Emozione pura e profonda.
MEMORABILE: Il berretto di Jeanne Moreau; Il suo travestimento da ragazzo con i baffi disegnati; Le Tourbillon.

Ariel 15/10/12 13:09 - 40 commenti

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Quest'opera appartiene alla categoria di quelle che scrutano dentro e regalano l'impagabile: una migliore conoscenza di sè e della propria relazione con il mondo. Non è solo un ménage à trois, non si tratta dello scandalo di relazioni e costumi sessuali socialmente atipici. Piuttosto, è un film sull'amore e sul tentativo di reinventare l'idea stessa dell'amore in maniera egoisticamente conforme a se stessi, ma ciecamente, senza alcuno scrupolo per i sentimenti altrui. L'epilogo per chi tenta può essere solo uno... (forse).
MEMORABILE: "Non la lascerà, perchè ciò che ama in lei è l'opposto che la tenta".

Cloack 77 14/10/12 17:26 - 547 commenti

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I due protagonisti non hanno paura di morire ma di trovarsi faccia a faccia, l'uno contro l'altro e, il fato, di fronte all'assoluto recede. Quindi l'amore, dopo la guerra, l'amore in tutte le conseguenze possibili e vivibili e dunque impossibili e invivibili. Questo amore conduce a un'unica risposta occasionale: l'inadeguatezza, la morte, la parola fine a un capolavoro immortale.

Myvincent 15/10/12 20:18 - 3741 commenti

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La storia di un'amicizia virile che non ha successo in ambito amoroso, quando i due protagonisti conoscono una donna affascinante. Il film indugia sulla formula tradizionale della coppia, tentandone un'apertura ideologica alternativa che però alla fine non avviene. Clamorosamente scandaloso all'epoca, rallenta gli entusiasmi oggi anche per alcuni passaggi che tendono al tedio.

Modo 9/01/13 10:28 - 949 commenti

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Film girato con maestria ma che visto con gli occhi di oggi appare un po' usurato. Nella prima parte di una leggerezza positiva, contagiosa ma che andando avanti s'appesantisce sviluppando temi più profondi e tematiche sull'amore, la vita, il dolore interiore. I tempi sono lontani anni luce dalla realtà d'oggi, ma di positivo ci sono la maestosa e impeccabile regia, i sentimenti immutati nel tempo e la libera passione di amare senza vincoli. Sicuramente da vedere.

Xamini 16/01/13 23:22 - 1252 commenti

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Ménage à trois che, visto al giorno d'oggi, lascia un po' tiepidi. Un po' per la mancanza di passionalità ruggente nella vicenda (l'unico personaggio forte è quello di Jeanne Moreau, ma è polo a sé, circondato da uomini che si muovono come satelliti artificiali), un po' per la voce fuori campo, non meno che fastidiosa. Probabilmente il suo eccesso sta proprio nell'esaltazione di questa passività maschile in una sequela di situazioni anomale.
MEMORABILE: Le sperimentazioni stilistiche di Truffaut

Almicione 30/04/13 23:32 - 764 commenti

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Nota e – complessivamente – piacevole narrazione di un ménage à trois. Dopo un'introduzione frettolosa, la storia illustra lodevolmente la nascita dell'amicizia fra Jules e Jim, l'arrivo di Catherine e lo sviluppo di un triangolo molto instabile. Catherine è l'incarnazione del genere femminile di quei tempi che a poco a poco si sta emancipando dal suo ruolo tradizionale attraverso spirito di iniziativa e volontà. Il film non colpisce particolarmente, soprattutto oggi, e perde molto nel finale. La fotografia è malinconica e spenta. Brava Moreau.
MEMORABILE: "La felicità si racconta male perché non ha parole, ma si consuma e nessuno se ne accorge".

Ryo 23/04/14 11:44 - 2169 commenti

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Film molto azzardato per un'epoca in cui le pellicole sentimentali vertevano su una morale comune al fine di consolidare una coppia protagonista. Qui invece si assiste a un triangolo amoroso senza fine, condito da amicizie leali, gelosie e incomprensioni. La sceneggiatura mostra lati umani inusuali per il cinema di quel periodo, ma visto in era moderna ci si rende conto di quanto questa trama fosse avanti con in tempi, mostrando situazioni e facendo provare sensazioni assolutamente reali.
MEMORABILE: Le lettere desincronizzate: "Ah... quando non esistevano le chat!"

Lucius 19/02/15 10:54 - 3015 commenti

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Non è uno dei primi film a trattare un ménage à trois o con al centro un triangolo amoroso; è invece un omaggio alla donna, bramata e ricambiata da due intimi amici che non hanno il coraggio di andare oltre. Siamo nel 1962 e Truffaut frena le tensioni erotiche tipiche di un vero ménage à trois soppiantandole con riflessioni esistenziali. Ad Hitchcock sarebbe bastato poco per sopperire alla cosa. Resta un film indispensabile nella cinematografia francese e del regista, ma che sia sopravvalutato è cosa certa. Levigato.

Impi3gato 25/02/16 21:26 - 26 commenti

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La prima mezz'ora del film (fino alla guerra) è un autentico manifesto della nouvelle vague, con un ritmo forsennato (molto particolare il montaggio) che rapisce, reso ancora più frenetico dalla voce fuori campo sempre brillante ed efficace. Cala un po' nella seconda parte (più in alto non si poteva andare), dove forse il rapporto tra i tre si fa troppo particolare e meno accessibile.
MEMORABILE: Terese che fa la locomotiva; Il dialogo di lei con Jim alla fine.

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Xabaras 6/09/16 22:00 - 210 commenti

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Sicuramente un grande esempio di cinema ma bisogna tuttavia dire che è davvero arduo simpatizzare con questi tre protagonisti immersi fino al collo nella loro gelatinosa (ir)realtà da piccolo-borghesi deviati fino a giungere al più banale conformismo che non si sopisce nemmeno nel tragico finale. Grandissima è l'antipatia che ispira la protagonista pregna del più esacerbato infantilismo e rispetto a cui il giovane Doinel de I 400 colpi appare come un mentore di inavvicinabile saggezza. Film da vietare in una futura dittatura del proletariato.

Saintgifts 13/10/17 01:02 - 4098 commenti

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Jules e Jim, storia di un'amicizia fuori dai canoni; ma nella locandina c'è lei, Catherine (enorme rispetto a loro, relegati sullo sfondo); il film infatti è suo, della donna. La prima parte è un bell'esempio di film, fotografato e montato con una fluidità raramente vista e Truffaut giganteggia. Nella seconda parte, smaltiti gli eccessi giovanili (c'è anche la Grande Guerra di mezzo) è come se immagini e parole si siano improvvisamente dissociate. Ciò che si vede (espressioni, comportamenti, situazioni) non corrisponde alla gravità delle parole.

Magi94 11/02/18 21:21 - 952 commenti

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Storia di un triangolo amoroso in un ambiente tendente al bohémien. Si avverte certamente il genio registico di Truffaut, che affronta la narrazione con approccio rivoluzionario; ci sono anche un paio di momenti di vera poesia (il gioco dello scemo del villaggio!), eppure è la storia stessa a non convincere: non riesce mai ad appassionare e l'approccio umoristico tipicamente francese scandito dalla voce di sottofondo rende il tutto ancor più freddo (parliamo di amore e amicizia!), soccombendo talvolta alla verbosità. Non del tutto riuscito.

Paulaster 17/04/18 10:06 - 4413 commenti

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L'incontro tra un francese e un austriaco diverrà amicizia e amore per la stessa donna. Pregio di una leggerezza visiva (nei movimenti degli attori) e d'animo per la gioia di vivere espressa. La Moreau rappresenta i fallimenti e l'imprevedibilità dell'amore e il suo fascino è ancora intatto. Girato bene anche nelle scene di guerra, con il meglio nelle inquadrature veloci dall'alto. Voce fuori campo che stavolta aiuta. Piccolo calo nella seconda parte, con un finale di grande sincerità emotiva.
MEMORABILE: La Moreau che canta; La corsa a tre; I fermi immagine della Moreau; L'imitazione del cavallo; Il darsi del lei tra i due amici.

Alex75 23/05/18 13:32 - 880 commenti

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Truffaut segue con leggerezza (e al tempo stesso con profondità introspettiva) le alterne vicende di un triangolo amicale-amoroso in cui la giocosità iniziale fa posto all’intensa riflessività (rimarcata dal commento fuori campo) della seconda parte, nella quale si percepisce che l’epilogo non potrà che essere drammatico, per le tensioni tra amore e possesso (il cui fulcro è l’inquieto personaggio della Moreau). Il tocco lieve e poetico fa apparire alcune forzature come peccati veniali.
MEMORABILE: Il racconto dell’artigliere; “Il nostro affetto sta per nascere: bisogna lasciarlo tranquillo come un bambino”; "La felicità si racconta male..."

Hackett 4/03/19 18:45 - 1867 commenti

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Film diventato iconico in certe sue scene (si pensi alla corsa dei protagonisti lungo il ponte) e che organizza ancora meglio le tematiche cardine del cinema di Truffaut. L'amicizia e l'amore questa volta si fondono in un triangolo che (sicuramente scandaloso per l'epoca) non indugia mai sugli aspetti passionali, lasciando ampio spazio invece alle relazioni quasi fraterne di amore e gelosia dei protagonisti. Sorta di inno a quell'amicizia adolescenziale, che crescendo rischia di compromettersi in legami più possessivi, infelici, umani.

Tarabas 6/03/19 09:47 - 1878 commenti

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Parigi, anni 10, un tedesco e un francese diventano amici, la guerra li separa, una donna li riunisce (con complicazioni inenarrabili). I vezzi formali della Nouvelle Vague rischiano di lasciare sempre un po' freddi, mentre è adorabile la sensazione di libertà e spensieratezza che viene dal film, la grande umanità dell'autore che straborda dai fotogrammi insieme ai suoi protagonisti, tutti bravissimi. Del resto, il cinema come la vita è un tourbillon.

Noodles 18/04/20 22:54 - 2226 commenti

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Tra i titoli più celebrati di Truffaut, è la storia di una bella amicizia maschile a cui si aggiungerà una donna tormentata a formare il classico ménage à trois che diventa il leit motiv di tutta la seconda parte del film. La prima parte è più leggera, la seconda si fa più lenta ma più interessante nello svilupparsi delle interessanti psicologie dei tre personaggi, vero cardine del film. Buone musica e fotografia. Un classico da vedere.

Daniela 9/06/20 16:52 - 12654 commenti

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L'austriaco Jules e il francese Jim si innamorano della stessa donna. Per rispetto dell'amico, uno dei due si fa da parte ma in seguito si sviluppa un menage à trois che potrebbe essere felice se solo lei fosse meno infantilmente bisognosa di essere al centro delle attenzioni dei due maschi, della cui amicizia pare essere gelosa. La Catherine di Moreau è un personaggio tanto affascinante quanto irritante nel suo egocentrismo: un'ambivalenza che si riverbera sulla valutazione del film,  forse troppo legato al periodo in cui apparve nelle sale per essere apprezzato a prescindere. 
MEMORABILE: La statua con il volto di Catherine

Cotola 12/02/21 00:27 - 9039 commenti

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A soli trent'anni Truffaut, da vero autore quale era, giunto appena al suo terzo film mette in scena molti dei temi tipici del suo cinema: in particolare quello dell'amore, ovviamente in gran parte fou come in tantissime altre sue pellicole. Ma c'è anche già una grande capacità affabulatoria che riesce a coinvolgere ed emozionare. Come sempre raffinatissimo in molti elementi (bellissimi alcuni dialoghi), stupisce soprattutto per la capacità di costruire scene mute o quasi, pregne di significato ed in cui contano moltissimo anche le piccole cose. Molto bello.  
MEMORABILE: La corsa a tre sul ponte; Il finale. 

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Il ferrini 20/10/22 00:24 - 2357 commenti

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Truffaut, trent'anni non ancora compiuti, dona al mondo una delle sue pellicole più celebrate e - per l'epoca - anche controverse. La naturalezza con la quale viene vissuto il rapporto poliamoroso è ancora oggi stupefacente, la regia è di prim'ordine, le interpretazioni maiuscole. Sarebbe stato facile cadere nel melodramma, così come nella volgarità, e invece il film si muove con una delicatezza impareggiabile fra temi scabrosi, raccontando soprattutto la storia di una profonda amicizia. Pilastro della Nouvelle Vague.

Minitina80 21/02/24 20:00 - 2984 commenti

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Appare evidente, fin da subito, quanto la forza della pellicola sia insita nei contenuti, più che in altri aspetti. Il modello di coppia viene messo in discussione con estrema disinvoltura, mantenendo una valenza universale nel tempo. Il limite maggiore, invece, deriva dalla forma, forse legata all’espressività del periodo, in cui i toni sono eccessivamente imbrigliati e ognuno dei protagonisti accetta le conseguenze con una tranquillità non credibile. Ad ogni modo, i dialoghi più significativi denotano una ricerca non indifferente che spinge ad approfondire il tema centrale.
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  • Curiosità Patrick78 • 20/05/09 13:18
    Magazziniere - 545 interventi
    Nel libro di Wensley Clarkson TARANTINO - THE MAN, THE MYTHS AND HIS MOVIES edito nel 2007 viene citato come uno dei film e delle fonti di ispirazione che più di ogni altro hanno influenzato la carriera registica di Quentin Tarantino.
  • Musiche Travis • 16/10/10 16:09
    Pulizia ai piani - 574 interventi
    Una scena celebre del film vede Jeanne Moreau cantare Le Tourbillon.

    http://www.youtube.com/watch?v=0h5nVrmypog&feature=related
  • Musiche Lucius • 11/10/12 21:00
    Scrivano - 9054 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, due 45 giri originali italiani:



    Quello qui sotto abbinato ad un altro film:
    Cleo dalle 5 alle 7:

    Ultima modifica: 22/02/18 07:41 da Zender
  • Discussione Erreesse • 15/10/12 01:11
    Galoppino - 63 interventi
    Trovandomi a Parigi mi e' capitato di passare per il parco di Belleville. La guida turistica TCI informa che quella zona, precisamente villa Castel (adiacente a rue Transvaal, che costeggia il limite superiore del parco), fu la location di alcune scene del film. L'accesso sembra riservato, ma dando un'occhiata dal cancello mi e' parso di riconoscere il posto. Non avevo macchina fotografica (e in verita' non la possiedo), quindi niente foto. Chi si trovi da quelle parti, pero', magari potrebbe cercar di passare da li' e verificare: sarebbe premiato in ogni caso dal bellissimo panorama di Parigi che si gode dalla terrazza in fondo a rue Transvaal, proprio sopra al parco Belleville e vicinissima a villa Castel.
    Ultima modifica: 19/11/12 15:37 da Erreesse
  • Musiche Alex75 • 5/06/18 16:30
    Call center Davinotti - 709 interventi
    Travis ebbe a dire:
    Una scena celebre del film vede Jeanne Moreau cantare Le Tourbillon.

    http://www.youtube.com/watch?v=0h5nVrmypog&feature=related


    La canzone non fu scritta appositamente per il film (Jeanne Moreau l'aveva incisa nel 1957), ma fu lo stesso Truffaut a chiedere all'autore Serge Rezvani (Bassiak) di poterla inserire nel film, nel quale si sarebbe integrata a meraviglia (fonte: Wikipedia Français, voce "Le Tourbillon"). Jeanne Moreau ne parla diffusamente in un'intervista rilasciata al quotidiano "Libération" nel 2002.
    http://next.liberation.fr/culture/2002/12/20/dans-le-tourbillon-de-jeanne_425425
  • Discussione Xabaras • 12/09/19 06:23
    Galoppino - 63 interventi
    Riguardo al mio rapporto odio/amore per questa pellicola,mi piacerebbe trarre un piccolo parallelo se non altro con le opposte visioni della guerra che dà questo film e il mitico Orizzonti di gloria kubrikiano: nel secondo la guerra,che vabbè è parte sostanziale dell'opera,è vissuta in prospettiva altamente proletaria,con l'accurata descrizione della vita di trincea e degli assalti dei soldati. Nel primo invece la carica piccolo borghese è manifestatamemte preponderante. I due protagonisti inviati sul fronte vivono la loro esistenza da soldati dietro le scrivanie e Truffaut tralascia qualsiasi tipo di descrizione della vera vita di guerra tra proletari come potrebbe apparire in un,che ne so, "Il fuoco" barbussiano. In questo,ripetiamolo,Truffaut è comunque coerente con la sostanza piccolo-borghese del film,che narra le vicissitudini del più famoso,ma per me più noioso e irritante,menage a trois della storia del cinema.
    Ultima modifica: 12/09/19 15:11 da Xabaras
  • Curiosità Daniela • 9/06/20 16:31
    Gran Burattinaio - 5926 interventi
    Soggetto dall'omonimo romanzo autobiografico dello scrittore francese Henri-Pierre Roché, autore anche di un altro romanzo da cui trasse spunto Truffaut nel 1971 per il film Le due inglesi. 
  • Homevideo Zender • 12/10/20 18:10
    Capo scrivano - 47768 interventi
    Uscito in bluray per la Eagle:

    https://www.dvd-store.it/Video/Blu-Ray/ID-71952/Jules-e-Jim-Blu-Ray-Disc-DVD-Calendario-2021
  • Homevideo Xtron • 26/01/24 22:23
    Servizio caffè - 2149 interventi
    Tra gli extra del bluray BIM/Eagle c'è il cortometraggio L'età difficile (In francese con sottotitoli in italiano)