Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

LE LOCATIONLE LOCATION

L'IMPRESSIONE DI MMJ

Il primo vero lavoro registico di Celentano (SUPER-RAPINA A MILANO, di dodici anni precedente, era ancora troppo acerbo e comunque in collaborazione con Paolo Vivarelli) è un film a suo modo unico, geniale, che riflette lo spirito innovativo di un artista completo e ambizioso. Pur nella sua ingenuità, YUPPI DU sforna trovate micidiali, offre sprazzi surreali in un contesto che serve solo come base sulla quale improvvisare nonsense ora divertenti ora quasi poetici, inserendo idee nuove quasi a ogni nuova scena: sottotitoli legati al pensiero dei personaggi o che ne anticipano i dialoghi, sfondi colorati privi di profondità che appaiono senza una ragione, frasi che escono da bocche...Leggi tutto che non parlano, finti fermo-immagine (con tanto di cartelli che compaiono ingiustificatamente in scena), intere sequenze senza una benché minima logica, balli coreografati con semplicità e gusto (indimenticabile “Yuppi du” cantata mentre Celentano si muove come un uccello attorno alla Rampling col seno scoperto e la veste stracciata). Insomma, un delirio continuo sullo sfondo di una Venezia bellissima e popolare, che presta anfratti magici o ricreati altrove (il ponte sotto il quale sta la tomba di Silvia) a un film senza tempo. Criptico, se vogliamo pretenzioso ma assolutamente libero, scardinato dalle regole comuni. E’ un piacere, se si è disposti a stare al gioco, ascoltare i monologhi celentaneschi e immergersi in questa strana terra di confine oltre la quale regna solo il caos. Si apprezzeranno i brevi ma significativi interventi del “nativo” Lino Toffolo, la malinconia di un Gino Santercole costretto sulla sedia a rotelle, il sorriso della piccola Rosalinda Celentano.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 9/02/07 00:34 - 5195 commenti

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Sono fra quelli che non sono stati catturati dal film, del quale, ancora oggi, non riesco a capire il successo. Né vale riferirsi, come motivazione valida, all'irrealtà del tutto, perché molto di quanto vediamo in moltissimi film è irreale. Aggiungo di non avere mai amato il musical, ma il problema è che questo film è ridondante, tedioso, girato e montato in maniera spesso discutibile. Solo per celentanomani.

Fabbiu 4/04/07 00:28 - 2048 commenti

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Davvero molto apprezzabile per la stranezza delle scene: sottotitoli, dialoghi telepatici e assurdi, strani sfondi e inquadrature, cartelli e comparse narranti. Celentano è splendido specie quando si cimenta in fantastici balli. La canzone Yuppi Du è stupenda ed è memorabile la scena di Adriano che mima l'ucello vicino alla tomba di Silvia. Buone tutte le interpretazioni, peccato per la lentezza dei tempi che impedisce un costante interesse: purtroppo certi momenti stancano. Tuttavia è notevole l'aria poetica che condisce il tutto.

Renato 18/06/08 13:51 - 1648 commenti

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Celentano puro al 100%. Surreale, bizzarro, grottesco... insomma tutte le caratteristiche tipiche dei film diretti dal molleggiato sono presenti. Molte sequenze sono ben dirette e montate con originalità, ma a non convincere del tutto è l'insieme, troppo frammentario... con qualche lungaggine evitabile. E l'inserimento di alcune battute da osteria per alleggerire il tono è piuttosto forzato (l'errore sarà ripetuto in peggio in Joan Lui). Comunque il film è particolare e merita la visione, anche solo per le bellissime canzoni.
MEMORABILE: Raf Di Sipio seduto sul water che declama una battuta(ccia) qui irriferibile.

Galbo 5/08/08 20:35 - 11876 commenti

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Come molte cose del suo autore (il genialoide Celentano) questo film o lo si ama o lo si odia. Difficile restare indifferenti di fronte ad un opera pop squisitamente naif, in cui la trama è solo un pretesto, i dialoghi assurdi e la regia spesso assai improvvisata. C'è tuttavia del genio in questa opera, in cui deliziosi sono i numeri musicali e buone le prove del cast, con Celentano e la Rampling in primo piano.

Undying 2/08/08 03:25 - 3814 commenti

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Strepitoso esordio alla regia per Celentano (l'attribuzione alla direzione di Super Rapina a Milano, del 1964, è solo nei crediti, poiché il film lo ha girato Piero Vivarelli), celebre cantante e, all'epoca, attore piuttosto singolare, come dimostra questo film, che ha pregi e difetti dovuti ad un regista neofita. Si fa prima, però, ad elencare i (pochi) difetti che i (tanti) pregi. La trama irrealistica e straniante ed i dialoghi sopra le righe sono l'unica pecca di un musical altrimenti geniale, come lo è l'autore, qua lanciato in un repertorio musicale che ha fatto storia...

Matalo! 3/08/08 14:03 - 1371 commenti

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Temo che dopo la Biennale cinema 2008 questo film verrà additato come capolavoro: girato nella Venezia della mia giovinezza (all'epoca fece molto rumore in città) è la summa di tutti i velleitarismi e le semplificazioni poetico-filosofiche del molleggiato, enfatizzate ridicolmente da ralenti, mossette da uccello, straccionismi. Un'idea di cinema "altro" facile facile, con canzoni metà in inglese per pagare pedaggio alla moda del tempo. Per molti un capolavoro si gira così: con velleitarismi e puerilità enfatiche. Charlotte Rampling è però bellissima.

Deepred89 10/07/14 15:40 - 3493 commenti

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Film sorprendente, potente, visionario, di una genialità che sovverte continuamente le attese dello spettatore, capace di trasformare l'impreparazione tecnica in imprevedibilità. Spesso il film inciampa, di fronte alla resa dei conti convince moderatamente, ma non si può non innamorarsi di tale voglia di osare e sperimentare, in grado peraltro di risultare efficace in tutta la sua gamma di registri (comico, tragico, poetico). Bellissima colonna sonora, cast perfetto, da Celentano fino all'ultima delle comparse (il prete!). Sottovalutatissimo.
MEMORABILE: Il dialogo sulle due mamme; I fiammifer; La Morte al lavoro (che montaggio!); Il pestaggio; La Milano zombesca.

Puppigallo 13/09/08 10:15 - 4878 commenti

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Questo film ha un fascino tutto suo. Sarà per le inquadrature, i balletti, i colori, i personaggi decisamente fuori dal comune, la logica che spesso se ne va in vacanza. I fattori sono tanti; e poi c'è lui, il molleggiato, che evidentemente credeva molto nel progetto e c'ha messo un po' tutto se stesso (genio, follia, sregolatezza, nonsense, mimica del corpo). Il risultato è una pellicola originale, magari non sempre all'altezza delle aspettative, ma che sa catturare l'interesse dello spettatore con le sue molteplici sfumature. Nota di merito per la canzone, che si stampa nella memoria. Buono.
MEMORABILE: Toffolo, in chiesa, per far stare zitto il figlio di neanche un anno, gli offre una grossa banana. L'amico su sedia a rotelle a manovella.

Cangaceiro 14/09/08 19:59 - 982 commenti

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Il più grande film spettacolo mai prodotto? No, è eccessivo definirlo così. È piuttosto un film particolarissimo e originale, difficile anche da commentare appena dopo averlo visto. Adriano è il deus ex machina dell'intera operazione e fa ciò che vuole, inserendo con una certa armonia molti temi, come quello sbandieratissimo delle morti sul lavoro, oltre all'atavico contrasto ricchi/poveri e la violenza sulle donne (notevole la scena del pestaggio a Napoleone). Tra balletti, canzoni e i divertenti nonsense di Celentano, dunque, c'è un po' di tutto e di più!
MEMORABILE: Il risveglio di Adelaide (bellissima Claudia Mori).

G.Godardi 13/10/08 18:05 - 950 commenti

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Dopo il buon esordio registico avvenuto con Super Rapina, qui Celentano elabora il proprio pensiero tipico, in un film difficile e non incasellabile, ad ogni modo affascinante. È un miscuglio tra musical americano, commedia surreale, melodramma e denuncia sociale. Molta la carne al fuoco e gli elementi sono mal amalgamati tra loro, tuttavia è un film di una dirompenza visiva eccezionale, accentuata dall'ottimo lavoro di Contini. Celentano è evidentemente influenzato dal montaggio sovietico e da un certo pasolinismo. Corraggioso, tra sacro e profano.

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Enzus79 18/10/08 16:45 - 2299 commenti

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Mai visto film musicale peggio di questo. Altro che Hair, Cantando sotto la pioggia etc... Adriano Celentano recita come una scimmia, così come la moglie. Ma come è possibile che questo sia un cult? Certo il tema è serio, ma è portato male sullo schermo. Che noia la scena dove la Mori vede la ex di Celentano...

Homesick 14/11/08 18:12 - 5737 commenti

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Anomico e disarticolato. Un musical in cui il Molleggiato confonde sogno e realtà, contrappone ricchezza e povertà, proclama il proprio credo ambientalista e inserisce persino sequenze aggressive e violente (la sanguinosissima lotta a pugni tra lo sposo Santercole e lo stupratore Capanna) degne del poliziesco più trucido. Alquanto ridondante, è valevole di una visione per i numeri di Celentano, le canzoni piacevoli e una partecipazione della bellissima Sonia Viviani.

Caesars 28/11/08 10:05 - 3364 commenti

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L'avevo visto nel lontano '75 e poi mai più. Avevo il ricordo di un film discreto e devo dire che tale (vago) ricordo è stato pienamente confermato da questa nuova visione (della versione originale, non quella "restaurata" da Celentano). Il molleggiato dimostra di saper mettere in scena con originalità una storia non particolarmente innovativa. Nel film c'è un po' di tutto: commedia, tragedia, musical e teatro dell'assurdo, ma bisogna dire che Celentano riesce ad amalgamare bene tutti gli ingredienti. Direi che 3 palline ci possono stare.

Pigro 23/03/09 09:52 - 8790 commenti

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Dopo il suicidio della moglie si risposa, ma la prima moglie, fuggita alla ricerca di una vita più ricca, ritorna e lui si ritrova combattuto tra le due. Il film è una vera parabola dall'andamento fiabesco e dalle continue simbologie (il protagonista ha le stimmate) sull'amore vero e disinteressato, che intreccia altri temi. In una bella fotografia attraversiamo colorati e suggestivi scorci di Venezia e della laguna, così come cineree immagini di Milano. Un geniale visionarietà è alimentata da un gusto e una fantasia sorprendenti. Gran film.

Uomomite 26/07/09 07:39 - 174 commenti

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Non userò mezzi termini: capolavoro. Si tratta di uno dei film più potenti, visionari, liberi mai prodotti in Italia. Celentano è uno di quegli uomini capaci di seguire solo se stesso, le proprie visioni/ossessioni, senza condizionamenti intellettualistici. Se l'etica è di stampo cattolico-reazionario, l'estetica è di stampo bolscevico. Adriano forse non sa chi siano Vertov e Ejzenstejn, io si però.

John trent 1/01/10 12:43 - 326 commenti

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Opera personalissima, grottesca, ironica e drammatica. Molte scene sono geniali e anticipano di molto alcuni temi (l'inquinamento e le morti bianche sul lavoro, ad esempio). Celentano molleggia all'inizio (in una barca che affonda) e verso la fine in un epocale e surreale balletto con Charlotte Rampling. Colonna sonora semplicemente fantastica nella quale spicca, oltre al tema principale, l'ottima "Such a cold night tonight" scritta e interpretata da un malinconico Gino Santercole su sedia a rotelle. Bellissimo.
MEMORABILE: Al bar della Metro a Milano. "Cosa prende?" "Un bianchino!" "E lei?" "Un Negroni!"

Saintgifts 2/01/10 16:25 - 4098 commenti

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Credo sia un'opera unica e senza definizione. È un buon cinema quello che Celentano, in evidente stato di grazia artistica, propone. Un cinema che riesce ad incantare (specie in certe scene) e ad emozionare con musiche e scenografie fantastiche. Qui Celentano mette sul piatto tutto ciò che ha di meglio da offrire, direi che c'è un concentrato delle sue capacità di artista self made, miscelate in modo da essere apprezzate e anche "sopportate", cosa che non gli riuscirà più in seguito. Si sopportano anche i momenti di stanca presenti nel film.

Grace731 17/03/10 10:19 - 6 commenti

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Forse Celentano si crede Jodorowsky, ma poco importa. Il film è discreto, originale per essere una produzione italiana, a suo modo coraggioso (si parla anche delle "morti bianche") e soprattutto è un film di e con Celentano, artista con una sua personalità, prendere o lasciare. Io "prendo" perché il film riesce a trasmettermi qualcosa di forte, qualcosa che solo un vero artista può avere coraggio di fare. Splendida la Rampling e ottima la colonna sonora di Detto Mariano. Celebre la hit del tempo. Da evitare la versione tarocca di oggi.
MEMORABILE: Lo stupro della ragazza mentre Gino Santercole cerca di salvarla alternata a Celentano che gioca con il coltello sul tavolo.

Daidae 16/06/10 02:50 - 2941 commenti

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Non un film ma una piccola opera d'arte. All'inizio mi aspettavo la solita commedia leggera, invece basta vedere la scena in cui arriva la Rampling con una cadenza quasi militare (la telecamera indugia sulle belle gambe) accompagnata da effetti sonori e visivi spettacolari per capire che film è. Mi ripeto: un opera d'arte in piccolo, mai visto Celentano a questi livelli. Molto bello, e chi scrive di solito disdegna film macchinosi e "artistici".

Lucius 23/08/10 12:31 - 2953 commenti

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Regia disarticolata per una pellicola che può contare sull'interpretazione farsesca del protagonista e sulla bravura della Rampling nonchè sulle bellezze di Venezia, ma Celentano, che è un ottimo mattatore, non è un regista e questo traspare nella pellicola, dal montaggio alle coreografie dei balletti. Si respira amore in questo film, ma anche qualche baggianata di troppo.

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Giùan 26/05/11 18:58 - 3692 commenti

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Adriano azzecca praticamente tutto nel film: dall'ambientazione veneziana perfetta per questa coloratissima fiaba nera fuori dal tempo, al ritmo lento eppure pop, alla libertà visiva che la mdp asseconda fluidamente. E poi le prove attoriali maiuscole di "Lui" ma soprattutto della Rampling (capace di rendere l'unico personaggio bidimensionale della pellicola) e dei bravissimi Lino Toffolo e Gino Santercole. Esempio di film che sa prendersi il suo tempo (anche se poi lo stesso Celentano sembrerà infierire sulla sua durata). Rosita molto più brava di mammà.
MEMORABILE: Tutto l'inizio: dalla scena in gondola al risveglio nella casa con l'acqua alta; la morte sul lavoro; la scena dei fiammiferi; il balletto di Yuppi Du.

Il Dandi 17/06/12 20:48 - 1917 commenti

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Visionato nella versione restaurata e "corretta" di recente (della versione originale conservavo un ricordo pallidissimo e inconsapevole) mi è apparso come un esordio registico notevole, specie per il contrasto con l'utilizzo (precedente e successivo) del Celentano attore. Ad uno sguardo più severo ci si rende conto che le trovate non sono sempre all'altezza delle ambizioni, ma il Celentano-pensiero che pure pervade la pellicola non è indigeribile come altrove e il film resta un esperimento godibile e dignitoso, per certi versi unico.
MEMORABILE: Silvia non è morta è ritornata dal canal...

Mark70 8/11/12 03:38 - 118 commenti

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Tecnicamente e visivamente il film è straordinario, come se Celentano avesse assorbito e assimilato il linguaggio delle avanguardie e lo avesse inverato in questa pellicola; ma sfortunatamente tutta questa ricchezza visiva è al servizio di una storia piccola piccola, quella di Felice e della sua bigamia, Felice che non riesce a tenere i piedi in due staffe e incolpa l'avidità delle donne, il tutto tra l'elogio della miseria, fantasie cristologiche (Felice ha le stimmate...) e sussulti ecologisti. Jeckyll e Hyde insomma.
MEMORABILE: "Ti credi il padrone del mondo... e non hai neanche i baffi!"; Il balletto di Yuppi Du; La Rampling all'apice della sua bellezza.

Fauno 2/02/14 18:19 - 2077 commenti

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Il film è discreto, ma si eleva con gli indimenticabili acuti di bravura; in primis le visioni (e io vado a nozze!), ma che dire dei momenti musicali quali il magnifico brano di Santercole, quando il marito e la ritrovata moglie si appartano, o della Ballata di Detto Mariano, quando tutti fanno in modo che Adelaide non scorga Silvia? Non plus ultra l'ultimissima scena in treno con l'amara deduzione di Celentano, che fra l'altro trasferisce nelle facce grigie dei milanesi i suoi pensieri già espressi con "Il ragazzo della via Gluck". Quindi merita eccome...
MEMORABILE: Il brindisi con lo spumante e quel che segue.

Paulaster 7/01/15 10:04 - 3641 commenti

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Celentano propone il suo stile surreale e visionario in una buona prova anche registica, dove le componenti visuali fan quasi dimenticare la sceneggiatura striminzita. La sua filosofia di ricco di spirito e antimaterialista fa presa specialmente nel suo girato a Milano, dove le cupe scelte cromatiche si sposano a meraviglia. Il clan a livello recitativo fa quel che può e il ruolo della Rampling amplifica il netto divario (specie con Santercole e Mori). La parte conclusiva desta attenzione per la disillusione, ma le ultime battute sono scarse.

Jdelarge 20/07/15 17:08 - 988 commenti

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Celentano alla regia dà vita a un film originale ed espressionista, in grado di esporre grazie all'utilizzo di simboli il degrado della società del lavoro, che si espande come una malattia fino a raggiungere l'ambito dell'amore. Il risultato è più che buono, complici anche le ottime interpretazioni degli attori, la suggestiva fotografia e la bellissima colonna sonora. Il punto debole è rappresentato dalla sceneggiatura, troppo spesso indecisa su quale strada "marciare". Folle il montaggio. Da vedere.

Il ferrini 9/11/15 13:55 - 1952 commenti

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"Yuppi Du" è pura avanguardia. Un'opera d'arte irripetibile, con un stile narrativo anarchico, dialoghi surreali e un montaggio folle e visionario. Nessuno più riuscirà a concepire un film simile, neppure lo stesso Celentano, che - anzi - è riuscito a deturparlo con un criminale "restauro" nel 2008. Qui la miscela è miracolosamente perfetta: poesia, dramma, commedia, danza e musica si fondono in un unico grande spettacolo. Anche la fotografia, complice Venezia, è meravigliosamente decadente.
MEMORABILE: Silvia non è morta, è ritornata dal canal.

Nando 4/01/17 17:09 - 3640 commenti

I gusti di Nando

Pellicola visionaria del molleggiato che narra le vicende di un uomo e delle sue due mogli. Sicuramente una novità per l'epoca tra dialoghi nonsense, situazioni allegoriche e metafore della vita reale. Ottima la colonna sonora che accompagna tutta la durata del film. Allo stesso tempo si denota un senso favolistico talvolta stucchevole e il solito autocompiacimento di Celentano. Cast familiare con una Rampling sensualissima alla pari della Viviani.
MEMORABILE: Il balletto tra Celentano e la Rampling sulle note di "Yuppi Du".

Markus 12/03/16 10:31 - 3511 commenti

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Un esperimento riuscito e coraggioso; in cui poesia, genio e sregolatezza sono gli assi portanti di un fantasioso e visionario viaggio offerto allo spettatore, che viene trasportato attraverso contrasti, scenette comiche e musical di strada. Il ricorso a location acquitrinose e umidicce (Venezia e relativa Laguna, il Ticino) fanno da cornice spesso ingombrante ma in definitiva congeniale. La parentesi milanese - cliché compreso - è un passo avanti verso il moderno e visionario videoclip. Probabilmente l’unica regia convincente di Celentano.

Didda23 17/10/16 14:58 - 2355 commenti

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L'approccio al mezzo cinematografico è genialmente anarchico, comunicativo, sincero e libero da qualsivoglia costruzione a tavolino che ne avrebbe inficiato la grandezza. L'opera di Celentano non è perfetta e non tutto funziona, ma trasuda idee e voglia di sperimentare. Colpisce nettamente più la forma che la vicenda in sé, nonostante qualche dialogo non sia affatto male. Non è la solita bizzaria italica da vedere in quanto tale, ma un prezioso tentativo di raccontare una storia utlizzando territori originali e poco esplorati. Notevole!
MEMORABILE: Gino Santercole che canta la meravigliosa "Such a cold night, tonight"; I tentativi per nascondere la presenza della Rampling; La riflessione finale.

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Victorvega 6/02/17 17:55 - 458 commenti

I gusti di Victorvega

La domanda se sia possibile realizzare un film del genere ai giorni nostri si risolve nella constatazione della non esistenza di un attore con il carisma di Celentano. Lui troneggia sulla vicenda, ricca di spunti tipici che saranno sue battaglie (quelle ecologiste e antimaterialiste su tutte, nel film si parla poi di morti sul lavoro, violenza sulle donne...). Il film è una mescolanza di surreale, grottesco, con belle ambientazioni, scene, ottime canzoni e trovate a go go. Unica pecca, alla lunga un po' stanca scendendo un po' di livello.
MEMORABILE: La scena in campo con il balletto per impedire che Adelaide veda Silvia; La camminate della Rampling sulla passerella.

Marcolino1 21/05/17 21:43 - 553 commenti

I gusti di Marcolino1

Il titolo nonsense evoca l'infanzia meravigliata; l'occhio naif riprende il matrimonio d'interesse e quello basato sui sentimenti, lo sfruttamento sul lavoro, la brutalità umana. Le sequenze hanno repentini cambi di ritmo e velocità, sovrimpressioni di altre immagini, rumori fuori campo come nella scena della ricomparsa di Silvia, girata con movimenti della macchina da presa da sparatoria western. Le ambientazioni a Venezia e dintorni (e non solo) sono efficaci nella loro non convenzionalità. La Milano caoticamente grottesca ricorda F.F.S.S. di Arbore.
MEMORABILE: La tomba di Silvia; La perenne acqua alta; La storia sfortunata del personaggio in carrozzina; L'uomo nerovestito simbolo della morte sul lavoro.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Buiomega71 • 19/04/17 19:17
    Pianificazione e progetti - 23994 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della Prima Visione Tv (lunedì 21 dicembre 1987) di Yuppi du:

  • Homevideo Il ferrini • 27/09/18 19:30
    Segretario - 85 interventi
    Correggetemi se sbaglio: l'unica versione originale del film è dunque questa VHS sottotitolata in greco?

    http://www.kultvideo.com/DVD.aspx/23919-VHS-Yuppi-Du?__lang=it-IT
  • Homevideo Buiomega71 • 27/09/18 19:33
    Pianificazione e progetti - 23994 interventi
    Il ferrini ebbe a dire:
    Correggetemi se sbaglio: l'unica versione originale del film è dunque questa VHS sottotitolata in greco?

    http://www.kultvideo.com/DVD.aspx/23919-VHS-Yuppi-Du?__lang=it-IT


    Dovrebbe, visto che da noi rimase inedito in vhs
  • Homevideo Il ferrini • 27/09/18 19:41
    Segretario - 85 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Il ferrini ebbe a dire:
    Correggetemi se sbaglio: l'unica versione originale del film è dunque questa VHS sottotitolata in greco?

    http://www.kultvideo.com/DVD.aspx/23919-VHS-Yuppi-Du?__lang=it-IT


    Dovrebbe, visto che da noi rimase inedito in vhs


    Ah beh, dai, 300€ non son nemmeno poi tanti . Questo DVD tedesco, invece, che voi sappiate contiene la versione devastata?

    https://www.amazon.it/Yuppi-Du-DVD-adriano-celentano/dp/B01GWDXTYW
  • Homevideo Caesars • 28/09/18 08:50
    Scrivano - 15522 interventi
    Non so dirti di preciso ma leggendo i vari commenti tutti parlano di edizione rimaneggiata (ma su Amazon mischiano i commenti delle varie edizioni, quindi potrebbero riferirsi alla edizione italiana). Su una cosa però bisogna stare attenti: un utente dice che è segnalato anche audio italiano mentre risulterebbe solo quello tedesco.
  • Homevideo Il ferrini • 28/09/18 18:14
    Segretario - 85 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    Non so dirti di preciso ma leggendo i vari commenti tutti parlano di edizione rimaneggiata (ma su Amazon mischiano i commenti delle varie edizioni, quindi potrebbero riferirsi alla edizione italiana). Su una cosa però bisogna stare attenti: un utente dice che è segnalato anche audio italiano mentre risulterebbe solo quello tedesco.

    Sì, li ho letti anch'io i commenti sulla versione "restaurata" (virgolette obbligatorie) ma ritengo che non si riferiscano alla versione in oggetto ma a questa: https://www.amazon.it/Yuppi-Du-DVD-Adriano-Celentano/dp/B001EAWLZW
  • Homevideo Geppo • 29/09/18 10:35
    Addetto riparazione hardware - 4239 interventi
    Il dvd tedesco è un bootleg ed è un riversamento da un vecchio telecinema (pieno di graffi, tagliato e senza audio italiano).
    In VHS esiste l'edizione greca e quella canadese (purtroppo non ho mai avuto occasione di visionarli).
    Ultima modifica: 29/09/18 11:24 da Geppo
  • Homevideo Il ferrini • 29/09/18 19:24
    Segretario - 85 interventi
    Geppo ebbe a dire:
    Il dvd tedesco è un bootleg ed è un riversamento da un vecchio telecinema (pieno di graffi, tagliato e senza audio italiano).
    In VHS esiste l'edizione greca e quella canadese (purtroppo non ho mai avuto occasione di visionarli).


    Grazie mille Geppo (nomen omen).
    I film di Celentano sono dunque tutti colpiti da una maledizione: Yuppi Du cut originale introvabile, Joan Lui cut originale introvabile, Geppo il folle invece è introvabile e basta.
  • Homevideo Mirrrko • 31/03/21 01:26
    Galoppino - 165 interventi
    Il ferrini ebbe a dire:
    Geppo ebbe a dire:
    Il dvd tedesco è un bootleg ed è un riversamento da un vecchio telecinema (pieno di graffi, tagliato e senza audio italiano).
    In VHS esiste l'edizione greca e quella canadese (purtroppo non ho mai avuto occasione di visionarli).


    Grazie mille Geppo (nomen omen).
    I film di Celentano sono dunque tutti colpiti da una maledizione: Yuppi Du cut originale introvabile, Joan Lui cut originale introvabile, Geppo il folle invece è introvabile e basta.

    Il cut integrale è comunque quello del csc, dove è presente tutta lungua sequenza di Toffolo che si lascia sodomizzare dal regista inglese per denaro, che poi userà per comprarsi il televisore. Grande frase finale della moglie che si lamenta del televisore che non funziona "Ma te l'han messo proprio nel c*** con questo televisore!"
  • Discussione Caesars • 7/05/21 14:30
    Scrivano - 15522 interventi
    Stranamente Imdb riporta come regista (uncredited) anche Miki Del Prete.

    Penso che sia un errore (dovrebbe solo aver co-sceneggiato la pellicola) ma se qualcuno ne sapesse di più (solitamente per aggiungere un credito alla regia, il sito fa dei controlli)...