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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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Cotola 1/09/08 23:28 - 7402 commenti

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Non male questo film in cui il regista Corbucci riesce nell’impresa di tenere a freno un Celentano ancora sobrio e quindi lontanissimo dai deliri di onnipotenza dei film che dirigerà oltre che dalle smorfie “interpretative” che caratterizzeranno molte altre sue pellicole. La storia, per quanto non eccezionale, si lascia seguire e la confezione è più professionale del solito.

Galbo 8/09/08 06:39 - 11311 commenti

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Discreta commedia in costume realizzata da un Sergio Corbucci in buona forma che tenta di rendere credibile (non sempre riuscendoci per la verità) il milanese Celentano (agli inizi della carriera cinematografica) nei panni del bullo romano. Il film è realizzato con cura e risulta piuttosto godibile per lo spettatore grazie alla storia coinvolgente e alla simpatia del cast.

Puppigallo 1/08/09 23:00 - 4486 commenti

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I personaggi sono macchiettistici, ai limiti della caricatura, ma ci può stare, soprattutto in questo contesto, dove ognuno ha il suo ruolo ben preciso (il maresciallo, che deve essere ligio al dovere, giusto e saggio, la donna del protagonista, con la testa sulle spalle e Celentano, uomo d'onore e di coltello, come i suoi avversari, tranne uno. Chiudono la fila, i compari e la viscida spia). Sembra una rappresentazione teatrale, con poche pause, simpatici botta e risposta e un paio di canzoni (Celentano non poteva esimersi). Non male, dopotutto.
MEMORABILE: L'usuraio: "Scusate il disturbo". E il maresciallo: "No, più che disturbo, è fastidio"; La rituale bevuta: 25 litri di vino, con sgarbo al macellaio.

Gugly 1/08/09 23:09 - 1010 commenti

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Classica storia romana di bulli e onore che viene riproposta ciclicamente: Celentano è simpatico come bullo, anche se il romanesco non è decisamente il suo forte e il contorno di caratteristi come Davoli e Fiorentini, nonchè la partecipazione di Maurizio Arena, di un divertito Valli e di uno spregevole (per la parte) Caprioli rendono il film piacevole. Unico neo il Borgo ricostruito in studio, fintissimo. Molto bella la Mori. Accenno all'assassinio del Re d'Italia Umberto I avvenuto il 29 luglio 1900.
MEMORABILE: Le canzonacce e la passatella.

Caesars 29/09/09 09:08 - 2654 commenti

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Discreto prodotto, diretto con mano sicura ma senza grande inventiva da Sergio Corbucci. Celentano, pur non credibilissimo nel ruolo di un romano, fornisce un'interpretazione discreta, così come pure la Mori. Meglio dei due il maresciallo interpretato dal grande Romolo Valli, mentre stavolta Vittorio Caprioli mi è apparso meno convincente del solito. Siamo davanti a un film, che ebbe discreto successo all'epoca, solo parzialmente riuscito ma che rispetto a tanti prodotti odierni fa ancora la sua bella figura.

Belfagor 26/02/10 12:00 - 2620 commenti

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Film rustico sia nella forma che nella sostanza, diretto con professionalità da Corbucci, anche se senza particolare inventiva. Ben riuscita la miscela di commedia, dramma e sentimento, con un Celentano ancora contenuto. Personaggi molto caricaturali ma divertenti in quanto ben calati nel contesto: più che stereotipi sono figure tipiche. Discreta tenuta del ritmo, sorretto da una buona serie di battute e alcuni momenti di tensione. Nel complesso, **1/2.
MEMORABILE: Prima della bevuta: "Vi ringrazio per la stima, però il vino lo pagate prima".

Nando 20/08/11 16:44 - 3454 commenti

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Simpatico prodotto commediale che mostra svariate carenze nonostante l'impegno romanistico che genera qualche risata. Celentano è poco credibile con il suo romano milanese mentra Valli e Davoli mostrano le loro valide peculiariatà. Cronologicamente la storia mostra delle incongruenze. Macchiettistico.

Rambo90 20/08/11 17:49 - 6275 commenti

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Gradevole ricostruzione della Roma borgatara e dedita ai duelli d'onore da parte di Corbucci, la storia fila liscia nonostante la pecca di avere Celentano come protagonista che, nonostante sia simpatico, è completamente inadatto come romano doc. Meglio il resto del cast: bella e brava la Mori, come pure Valli e Maurizio Arena, ma su tutti svetta la carogna impersonata dal grande Caprioli. Qualche intoppo ogni tanto (troppo lunga la scena delle selciate) ma comunque un buon film.

Matalo! 2/09/11 13:09 - 1368 commenti

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Il film si fece notare all'epoca per l'ambientazione e alcune scene come quelle della passatella. Per il resto siamo nel cartone, come in Miseria e nobiltà. Celentano fa più di quel che può, ad onta del suo improbabile romanesco. La Mori convince ma su tutti, ovvio, spicca Caprioli (Valli è una macchietta). Una marea di stereotipi ma non è un difetto in un film come questo. Semmai manca di profondità e Corbucci, dopo le smaglianti prove western, torna ad essere il mestierante de luxe che è sempre stato.
MEMORABILE: I capelli e baffi rossi di Valli; la passatella di 25 litri di Verdicchio.

Panza 17/09/12 20:02 - 1487 commenti

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Interessante affresco sulla società degli inizi '900 (si cita l'assasinio del Re Umberto I). Corbucci cesella con perizia i personaggi di una piccola e circoscritta realtà: il bullo (Il più appunto), la spia (il Cinese), ecc. Naturalmente il migliore del cast è Celentano; bravi anche Davoli, Mori, Arena e Santerocle. Il finale è davvero indementicabile. Celeberrima la scena della passatella. Celentano incide anche la colonna sonora. Preso in giro (e in un certo modo seguito) da Storia di fifa e di coltello - Er seguito d'er più.

B. Legnani 11/11/12 17:44 - 4672 commenti

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Stramba operazione milanese-romana di clamoroso successo. Occorre ascoltare le battute di Celentano senza considerare la cadenza, che certo non è romanesca. Film sostanzialmente gradevole, con attori quasi sempre al posto giusto: azzeccata la scelta del grande (e grosso) Maurizio Arena come antagonista. Merita il discreto (**½). Il doppio finale (l'arrivo di Valli sul luogo del duello e la vendetta di Caprioli) è, dal punto di vista dell'intreccio, la parte più debole.

Kriminal 10/03/13 19:40 - 48 commenti

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Buona commedia di costume dall'impostazione teatrale che scorre via bene. Ottimi Ninetto Davoli (praticamente giocava in casa), Maurizio Arena attore allora in declino e Gianni Macchia gagà da strapazzo; grande come sempre Vittorio Caprioli e buon contorno di attori secondari (Gino Santercole). Un ulteriore protagonista è il coltello col quale si lavava l'onore in un epoca che non andava per il sottile. Paradossalmente la nota stonata è proprio Celentano, che nel ruolo di bullo di quartiere in un dialetto romanesco stentato proprio non convince.
MEMORABILE: Vittorio Caprioli l'infame emarginato; Le valige con i campionari dei coltelli prima del duello; La "passatella"; Il commissario di polizia impotente.

Mco 7/01/14 22:55 - 2127 commenti

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Una storia d'altri tempi, laddove l'onore iconizzava la summa maxima delle gemme da conservare intatte. Solamente con i duelli (regolati da antiche convenzioni) esso poteva conservarsi, qualunque fosse stata la sua offesa. E qui Celentano è un piccolo capoborgata, in grado di lottare per arrivare a coronare il sogno di sposarsi la bella Mori. Malgrado l'inflessione romanesca stoni col suo personaggio, il molleggiato regala una prestazione convincente, mercé la buona regia corbucciana e la presenza di ottimi attori nel parterre artistico.
MEMORABILE: Tutta la sequenza finale, tra la festa generale...

Saintgifts 14/01/15 11:36 - 4098 commenti

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Immagino che si sia considerata la parlata romanesca di Celentano un valore aggiunto, in questa storia di borgata degna dei cartelloni di un cantastorie. La fama di Celentano era tale in quel periodo che bastava il suo nome sulle locandine per assicurarsi il successo al botteghino. Il film comunque ha una sua dignità, non fosse altro che per le interpretazioni di diversi attori degni di tale nome. Il confronto tra la legge impersonata dal maresciallo Valli e le "regole d'onore" tra i boss borgatari supera la prevedibilità delle storie d'amore.
MEMORABILE: La richiesta del "bacio", da parte di Vittorio Caprioli.

Il ferrini 3/05/16 23:32 - 1647 commenti

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Chissà perché in quegli anni Celentano doveva parlare romanesco (vedi Rugantino) o come minimo ciociaro (Serafino). Non fa eccezione questo Er più, un personaggio che ben s'addice al molleggiato se non fosse appunto per l'improbabile parlata. Corbucci riesce comunque a mettere insieme un buon cast e a realizzare un film divertente, nascondendo assai bene la povertà dei mezzi e regalandoci uno spaccato suggestivo della realtà borgatara d'inizio secolo. Incantevole Claudia Mori.
MEMORABILE: "Se ci scappa il morto?" "Ma se è morto come fa a scappare?"

Parsifal68 24/05/16 14:07 - 607 commenti

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Buona commedia diretta da Corbucci che ha il merito, non da poco, di frenare lo straripante Celentano, qui tra l'altro con improbabile accento romanesco. Nonostante questo, il film si lascia guardare mostrandoci la Roma delle borgate dei primi anni del '900, abbastanza ben ricostruita. Bravi gli attori che fanno da spalla al Nostro, con la bellissima Claudia Mori che fa girare la testa.
MEMORABILE: La sfida a colpi di bicchieri di vino.

Il Dandi 27/06/16 05:18 - 1731 commenti

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Roma sparita di età, per una volta, giolittiana anziché papalina; ma la vera sorpresa è Celentano (perfetto nella mimica ma assurdo nella dizione) nel ruolo del bullo. Eppure la sua cadenza romanesca (con il precedente del ciociaro Serafino e conseguente promozione a Rugantino) sortisce uno strano effetto, che salva il personaggio dal rischio "macchietta" per spostarlo direttamente sul piano del surreale. Regìa partecipe di Corbucci, che restituisce un mondo pittoresco senza nostalgia e regala al molleggiato uno dei suoi ruoli più coraggiosi.
MEMORABILE: La passatella... cor bicchiere sempre colmo e uno solo a regge' l'olmo.

Fulcanelli 18/03/17 03:46 - 100 commenti

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Un gran bel soggetto degradato da una regia che imposta tutto su binari macchiettistici; il risultato finale (pur con i suoi limiti) resta comunque godibilissimo. Celentano non brilla ma calza perfettamente un ruolo nel quale in ogni caso sarebbe stato difficilmente rimpiazzabile. Ridicolo il motivo stile “tavolo dei giocatori di carte del saloon”, piacevole la romanesca traccia omonima.

Pessoa 5/09/17 23:20 - 1091 commenti

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Commedia trasteverina di Corbucci dalla storia interessante e ben scritta, con momenti "popolari" molto gustosi. Purtroppo la scelta del protagonista, assolutamente fuori ruolo, toglie credibilità alla vicenda, sfiorando l'umorismo involontario. Meglio i comprimari di lusso (Valli, Davoli, Arena, Fiorentini), ma la palma del migliore va a un immenso Caprioli, che disegna un reietto da antologia. Di ottimo livello la confezione, affidata ad alcuni dei migliori professionisti del nostro cinema (De Santis, Alabiso, Rustichelli). Si può guardare.
MEMORABILE: La "passatella" col vino, riprodotta in modo davvero credibile nelle sue fasi di gioco.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Geppo • 3/01/10 22:50
    Addetto riparazione hardware - 3967 interventi
    Ed ecco il 45 giri originale Clan Celentano di "Er più" e il retro (dalla collezione di Lucius).
    Ultima modifica: 17/05/14 08:45 da Zender
  • Discussione Gugly • 26/06/10 18:52
    Segretario - 4679 interventi
    Il finale di questo film mi ricorda vaghe attinenze con Carlito' s Way.... SPOILER Carlito viene colpito da Benny Blanco mentre sta per salvarsi da tutta una serie di gangster, Nino dal Cinese quando si è appena sposato e dopo aver siglato la pace con la banda rivale. Entrambi non avrebbero più scommesso un fico secco su tali "nemici" che non consideravano tali, anzi pusillanimi e comunque oramai inoffensivi. FINE SPOILER
    Ultima modifica: 28/06/10 11:13 da Zender
  • Discussione Zender • 27/06/10 12:39
    Consigliere - 43803 interventi
    Chissà, a me non aveva dato così fastidio celentano in romanesco, probabilmente più per gli atteggiamenti che non per la parlata. Curiosa questa cosa di Carlito's way.
    Ultima modifica: 28/06/10 11:13 da Zender
  • Discussione Geppo • 27/06/10 22:12
    Addetto riparazione hardware - 3967 interventi
    Zender ebbe a dire: Chissà, a me non aveva dato così fastidio celentano in romanesco, probabilmente più per gli atteggiamenti che non per la parlata. Curiosa questa cosa di Carlito's way. Perché non spieghi Gugly (facendo precedere ovviamente la cosa da un bello spoiler)? Anche a me non aveva dispiaciuto il romanesco di Celentano in "Er più". Sicuramente, a mio avviso, non ha funzionato il "Celentano romanesco" di "Rugantino".
  • Discussione Columbo • 28/06/10 10:41
    Magazziniere - 1104 interventi
    Celentano che prova (invano) a parlare romanesco grida vendetta...abominevole!
  • Discussione Zender • 28/06/10 11:14
    Consigliere - 43803 interventi
    Ahah, immagino che per un romano sia qualcosa di indifendibile... Capito Gugly, grazie.
  • Curiosità Fabiodm102 • 19/09/11 17:40
    Disoccupato - 349 interventi
    Doppiatori: *Rita Savagnone: Claudia Mori *Ferruccio Amendola: Maurizio Arena *Pino Colizzi: Gianni Macchia *Glauco Onorato: Gino Santercole *Toni Ucci: [Ciancicagnocchi] *Vittorio Stagni: [Gnappetta] *Luciano De Ambrosis: Benito Stefanelli Direttore del doppiaggio Ferruccio Amendola
  • Homevideo Xtron • 15/03/12 17:04
    Servizio caffè - 1829 interventi
    Il dvd Titanus (edicola) ha una durata di 1h41m32s
    Ultima modifica: 18/03/17 17:32 da Zender
  • Curiosità Zender • 24/10/16 19:29
    Consigliere - 43803 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film (con critica allegata):