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Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Un film che ha fatto epoca e che racconta di un periodo della storia italiana molto particolare e socialmente interessante: siamo nella Roma di inizio Novecento e la città è comandata dalle spietate leggi dell'onore: i regolamenti di conti si fanno a coltellate e ogni quartiere ha il suo capo carismatico (“er più”, per l'appunto). Er più del Borgo è Nino il fanello (Adriano Celentano, ancora giovanissimo e affiancato dalla futura moglie Claudia Mori), appena scarcerato e subito alle prese col fratello del “più” di San Giovanni, giovanotto cui piace star dietro alle gonne della trasteverina doc Rosa Turbine (la Mori, all'epoca...Leggi tutto molto sexy). Tra duelli all'arma bianca (molto suggestivo l'ultimo, tutto giocato sui movimenti quasi da disciplina orientale dei due contendenti, molto ben girato da Corbucci), liti, giri di vino (la famosa “passatella”), storie di soffiate, sassaiole e via dicendo, si consumano storie di ordinaria follia (non per l'epoca naturalmente). Corbucci sa dirigere ottimamente gli attori, compreso il carismatico Celentano (costretto però a un dialetto romano che poco gli si addice) allora alle prime armi. Ninetto Davoli recita sempre la stessa parte del borgataro dalle maniere spicce e il cuore d'oro e, non contento, riprenderà il personaggio in STORIA DI FIFA E DI COLTELLO - ER SEGUITO DER PIÙ, nel quale a Celentano si sostituirà un poco credibile Franco Franchi (il film è infatti più una parodia, ma è girata negli stessi luoghi e quasi con lo stesso cast di questo primo capitolo).



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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Cotola 1/09/08 23:28 - 9130 commenti

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Non male questo film in cui il regista Corbucci riesce nell’impresa di tenere a freno un Celentano ancora sobrio e quindi lontanissimo dai deliri di onnipotenza dei film che dirigerà oltre che dalle smorfie “interpretative” che caratterizzeranno molte altre sue pellicole. La storia, per quanto non eccezionale, si lascia seguire e la confezione è più professionale del solito.

Galbo 8/09/08 06:39 - 12435 commenti

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Discreta commedia in costume realizzata da un Sergio Corbucci in buona forma che tenta di rendere credibile (non sempre riuscendoci per la verità) il milanese Celentano (agli inizi della carriera cinematografica) nei panni del bullo romano. Il film è realizzato con cura e risulta piuttosto godibile per lo spettatore grazie alla storia coinvolgente e alla simpatia del cast.

Puppigallo 1/08/09 23:00 - 5318 commenti

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I personaggi sono macchiettistici, ai limiti della caricatura, ma ci può stare, soprattutto in questo contesto, dove ognuno ha il suo ruolo ben preciso (il maresciallo, che deve essere ligio al dovere, giusto e saggio, la donna del protagonista, con la testa sulle spalle e Celentano, uomo d'onore e di coltello, come i suoi avversari, tranne uno. Chiudono la fila, i compari e la viscida spia). Sembra una rappresentazione teatrale, con poche pause, simpatici botta e risposta e un paio di canzoni (Celentano non poteva esimersi). Non male, dopotutto.
MEMORABILE: L'usuraio: "Scusate il disturbo". E il maresciallo: "No, più che disturbo, è fastidio"; La rituale bevuta: 25 litri di vino, con sgarbo al macellaio.

Gugly 1/08/09 23:09 - 1193 commenti

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Classica storia romana di bulli e onore che viene riproposta ciclicamente: Celentano è simpatico come bullo, anche se il romanesco non è decisamente il suo forte e il contorno di caratteristi come Davoli e Fiorentini, nonchè la partecipazione di Maurizio Arena, di un divertito Valli e di uno spregevole (per la parte) Caprioli rendono il film piacevole. Unico neo il Borgo ricostruito in studio, fintissimo. Molto bella la Mori. Accenno all'assassinio del Re d'Italia Umberto I avvenuto il 29 luglio 1900.
MEMORABILE: Le canzonacce e la passatella.

Caesars 29/09/09 09:08 - 3820 commenti

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Discreto prodotto, diretto con mano sicura ma senza grande inventiva da Sergio Corbucci. Celentano, pur non credibilissimo nel ruolo di un romano, fornisce un'interpretazione discreta, così come pure la Mori. Meglio dei due il maresciallo interpretato dal grande Romolo Valli, mentre stavolta Vittorio Caprioli mi è apparso meno convincente del solito. Siamo davanti a un film, che ebbe discreto successo all'epoca, solo parzialmente riuscito ma che rispetto a tanti prodotti odierni fa ancora la sua bella figura.

Belfagor 26/02/10 12:00 - 2691 commenti

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Film rustico sia nella forma che nella sostanza, diretto con professionalità da Corbucci, anche se senza particolare inventiva. Ben riuscita la miscela di commedia, dramma e sentimento, con un Celentano ancora contenuto. Personaggi molto caricaturali ma divertenti in quanto ben calati nel contesto: più che stereotipi sono figure tipiche. Discreta tenuta del ritmo, sorretto da una buona serie di battute e alcuni momenti di tensione. Nel complesso, **1/2.
MEMORABILE: Prima della bevuta: "Vi ringrazio per la stima, però il vino lo pagate prima".

Nando 20/08/11 16:44 - 3833 commenti

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Simpatico prodotto commediale che mostra svariate carenze nonostante l'impegno romanistico che genera qualche risata. Celentano è poco credibile con il suo romano milanese mentra Valli e Davoli mostrano le loro valide peculiariatà. Cronologicamente la storia mostra delle incongruenze. Macchiettistico.

Rambo90 20/08/11 17:49 - 7717 commenti

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Gradevole ricostruzione della Roma borgatara e dedita ai duelli d'onore da parte di Corbucci, la storia fila liscia nonostante la pecca di avere Celentano come protagonista che, nonostante sia simpatico, è completamente inadatto come romano doc. Meglio il resto del cast: bella e brava la Mori, come pure Valli e Maurizio Arena, ma su tutti svetta la carogna impersonata dal grande Caprioli. Qualche intoppo ogni tanto (troppo lunga la scena delle selciate) ma comunque un buon film.

Matalo! 2/09/11 13:09 - 1378 commenti

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Il film si fece notare all'epoca per l'ambientazione e alcune scene come quelle della passatella. Per il resto siamo nel cartone, come in Miseria e nobiltà. Celentano fa più di quel che può, ad onta del suo improbabile romanesco. La Mori convince ma su tutti, ovvio, spicca Caprioli (Valli è una macchietta). Una marea di stereotipi ma non è un difetto in un film come questo. Semmai manca di profondità e Corbucci, dopo le smaglianti prove western, torna ad essere il mestierante de luxe che è sempre stato.
MEMORABILE: I capelli e baffi rossi di Valli; la passatella di 25 litri di Verdicchio.

Panza 17/09/12 20:02 - 1861 commenti

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Interessante affresco sulla società degli inizi '900 (si cita l'assasinio del Re Umberto I). Corbucci cesella con perizia i personaggi di una piccola e circoscritta realtà: il bullo (Il più appunto), la spia (il Cinese), ecc. Naturalmente il migliore del cast è Celentano; bravi anche Davoli, Mori, Arena e Santerocle. Il finale è davvero indementicabile. Celeberrima la scena della passatella. Celentano incide anche la colonna sonora. Preso in giro (e in un certo modo seguito) da Storia di fifa e di coltello - Er seguito d'er più.

Claudia Mori HA RECITATO ANCHE IN...

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B. Legnani 11/11/12 17:44 - 5560 commenti

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Stramba operazione milanese-romana di clamoroso successo. Occorre ascoltare le battute di Celentano senza considerare la cadenza, che certo non è romanesca. Film sostanzialmente gradevole, con attori quasi sempre al posto giusto: azzeccata la scelta del grande (e grosso) Maurizio Arena come antagonista. Merita il discreto (**½). Il doppio finale (l'arrivo di Valli sul luogo del duello e la vendetta di Caprioli) è, dal punto di vista dell'intreccio, la parte più debole.

Kriminal 10/03/13 19:40 - 48 commenti

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Buona commedia di costume dall'impostazione teatrale che scorre via bene. Ottimi Ninetto Davoli (praticamente giocava in casa), Maurizio Arena attore allora in declino e Gianni Macchia gagà da strapazzo; grande come sempre Vittorio Caprioli e buon contorno di attori secondari (Gino Santercole). Un ulteriore protagonista è il coltello col quale si lavava l'onore in un epoca che non andava per il sottile. Paradossalmente la nota stonata è proprio Celentano, che nel ruolo di bullo di quartiere in un dialetto romanesco stentato proprio non convince.
MEMORABILE: Vittorio Caprioli l'infame emarginato; Le valige con i campionari dei coltelli prima del duello; La "passatella"; Il commissario di polizia impotente.

Mco 7/01/14 22:55 - 2335 commenti

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Una storia d'altri tempi, laddove l'onore iconizzava la summa maxima delle gemme da conservare intatte. Solamente con i duelli (regolati da antiche convenzioni) esso poteva conservarsi, qualunque fosse stata la sua offesa. E qui Celentano è un piccolo capoborgata, in grado di lottare per arrivare a coronare il sogno di sposarsi la bella Mori. Malgrado l'inflessione romanesca stoni col suo personaggio, il molleggiato regala una prestazione convincente, mercé la buona regia corbucciana e la presenza di ottimi attori nel parterre artistico.
MEMORABILE: Tutta la sequenza finale, tra la festa generale...

Saintgifts 14/01/15 11:36 - 4098 commenti

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Immagino che si sia considerata la parlata romanesca di Celentano un valore aggiunto, in questa storia di borgata degna dei cartelloni di un cantastorie. La fama di Celentano era tale in quel periodo che bastava il suo nome sulle locandine per assicurarsi il successo al botteghino. Il film comunque ha una sua dignità, non fosse altro che per le interpretazioni di diversi attori degni di tale nome. Il confronto tra la legge impersonata dal maresciallo Valli e le "regole d'onore" tra i boss borgatari supera la prevedibilità delle storie d'amore.
MEMORABILE: La richiesta del "bacio", da parte di Vittorio Caprioli.

Il ferrini 3/05/16 23:32 - 2399 commenti

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Chissà perché in quegli anni Celentano doveva parlare romanesco (vedi Rugantino) o come minimo ciociaro (Serafino). Non fa eccezione questo Er più, un personaggio che ben s'addice al molleggiato se non fosse appunto per l'improbabile parlata. Corbucci riesce comunque a mettere insieme un buon cast e a realizzare un film divertente, nascondendo assai bene la povertà dei mezzi e regalandoci uno spaccato suggestivo della realtà borgatara d'inizio secolo. Incantevole Claudia Mori.
MEMORABILE: "Se ci scappa il morto?" "Ma se è morto come fa a scappare?"

Parsifal68 24/05/16 14:07 - 607 commenti

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Buona commedia diretta da Corbucci che ha il merito, non da poco, di frenare lo straripante Celentano, qui tra l'altro con improbabile accento romanesco. Nonostante questo, il film si lascia guardare mostrandoci la Roma delle borgate dei primi anni del '900, abbastanza ben ricostruita. Bravi gli attori che fanno da spalla al Nostro, con la bellissima Claudia Mori che fa girare la testa.
MEMORABILE: La sfida a colpi di bicchieri di vino.

Il Dandi 27/06/16 05:18 - 1917 commenti

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Roma sparita di età, per una volta, giolittiana anziché papalina; ma la vera sorpresa è Celentano (perfetto nella mimica ma assurdo nella dizione) nel ruolo del bullo. Eppure la sua cadenza romanesca (con il precedente del ciociaro Serafino e conseguente promozione a Rugantino) sortisce uno strano effetto, che salva il personaggio dal rischio "macchietta" per spostarlo direttamente sul piano del surreale. Regìa partecipe di Corbucci, che restituisce un mondo pittoresco senza nostalgia e regala al molleggiato uno dei suoi ruoli più coraggiosi.
MEMORABILE: La passatella... cor bicchiere sempre colmo e uno solo a regge' l'olmo.

Fulcanelli 18/03/17 03:46 - 135 commenti

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Un gran bel soggetto degradato da una regia che imposta tutto su binari macchiettistici; il risultato finale (pur con i suoi limiti) resta comunque godibilissimo. Celentano non brilla ma calza perfettamente un ruolo nel quale in ogni caso sarebbe stato difficilmente rimpiazzabile. Ridicolo il motivo stile “tavolo dei giocatori di carte del saloon”, piacevole la romanesca traccia omonima.

Pessoa 5/09/17 23:20 - 2476 commenti

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Commedia trasteverina di Corbucci dalla storia interessante e ben scritta, con momenti "popolari" molto gustosi. Purtroppo la scelta del protagonista, assolutamente fuori ruolo, toglie credibilità alla vicenda, sfiorando l'umorismo involontario. Meglio i comprimari di lusso (Valli, Davoli, Arena, Fiorentini), ma la palma del migliore va a un immenso Caprioli, che disegna un reietto da antologia. Di ottimo livello la confezione, affidata ad alcuni dei migliori professionisti del nostro cinema (De Santis, Alabiso, Rustichelli). Si può guardare.
MEMORABILE: La "passatella" col vino, riprodotta in modo davvero credibile nelle sue fasi di gioco.

Paulaster 25/07/20 23:19 - 4494 commenti

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I capi di due rioni si contendono una donna. Storia borgatara col romanesco come fondamento dell'onore, dell'amore e degli stornelli. Celentano rimette i panni di leader del Clan con la bella Mori (più calata nel ruolo) come oggetto del contendere; i momenti più veraci si fan seguire. Poche location esterne danno l'impressione di una messinscena teatrale. Bene alcuni comprimari (su tutti Caprioli che è il meno macchiettistico) e finale non banale.
MEMORABILE: La damigiana da bere offrendola; Il suicidio involontario; La foto del matrimonio; Il cuore tagliato in due.

Sergio Corbucci HA DIRETTO ANCHE...

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Camibella 18/02/21 17:12 - 277 commenti

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Secondo excursus laziale del molleggiato nazionale, dopo Serafino e prima di Rugantino. Ottima la rappresentazione della Roma dei primi del Novecento, una città in cui regnava l'onore e le questioni personali venivano regolate dai coltelli. Celentano e sua moglie Claudia sono indiscutibilmente bravi ma tutti gli attori "di spalla" sono addirittura superbi nel dare voce e anima ai personaggi di quell'epoca. Qualcosa di fuori posto c'è, ma l'insieme è degno di nota.
MEMORABILE: La passatella in osteria.

Von Leppe 21/04/22 19:03 - 1269 commenti

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Er Più der Borgo deve vedersela con Er Più de San Giovanni in questa commedia di bulli e spacconate tutto sommato divertente. Adriano Celentano protagonista ha sicuramente l'aspetto e le movenze adatte alla parte, purtroppo pecca per un accento non proprio consono alla romanità del personaggio. Gli altri attori invece se la cavano bene. Buone le musiche e la ricostruzione della Roma sparita di primo Novecento, anche se nel film viene ribadito che passano le stagioni (prima Carnevale, poi Luglio), ma tutti vestono sempre allo stesso modo dall'inizio alla fine.

Bullseye2 9/12/23 20:28 - 438 commenti

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Corbucci rilegge le "storie de cortello" della Roma dei primi del Novecento memore dei suoi (eccellenti) trascorsi western: il risultato è un film crepuscolare tra dramma e commedia, elegia di un mondo che non c'è più, popolato da "bulli" simili ai pistoleri del Far West ma con il coltello al posto della pistola. Regia tecnicamente eccellente, ottimo cast. Nota dolente: Celentano recita bene, tuttavia il suo accento è assolutamente improponibile, ma meno peggio che in Rugantino. Con un romano DOC nel ruolo der Più il risultato sarebbe stato un capolavoro, ma va bene anche così.

Alex75 20/12/23 19:26 - 886 commenti

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Sergio Corbucci passa dal Far West alle borgate romane all’alba del Novecento, nelle quali le questioni d’onore si risolvevano all’arma bianca, calandovi come protagonista Celentano, lodevole nel suo impegno e tutto sommato a suo agio nei panni del borgataro (a dispetto della dizione), sostenuto da un cast che, oltre ai familiari Mori e Santercole, vede diversi buoni nomi della commedia ed è nobilitato da Caprioli (per quanto non particolarmente incisivo) e da Valli, purtroppo sprecato. Pur macchiettistico e a tratti prolisso, nel complesso il film è godibile. Buone le canzoni.
MEMORABILE: “No, no, no, non lo dico perché non lo so”; Il finale.
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  • Discussione Gugly • 26/06/10 18:52
    Portaborse - 4710 interventi
    Il finale di questo film mi ricorda vaghe attinenze con Carlito' s Way....

    SPOILER
    Carlito viene colpito da Benny Blanco mentre sta per salvarsi da tutta una serie di gangster, Nino dal Cinese quando si è appena sposato e dopo aver siglato la pace con la banda rivale. Entrambi non avrebbero più scommesso un fico secco su tali "nemici" che non consideravano tali, anzi pusillanimi e comunque oramai inoffensivi.
    FINE SPOILER
    Ultima modifica: 28/06/10 11:13 da Zender
  • Discussione Zender • 27/06/10 12:39
    Capo scrivano - 47992 interventi
    Chissà, a me non aveva dato così fastidio celentano in romanesco, probabilmente più per gli atteggiamenti che non per la parlata.
    Curiosa questa cosa di Carlito's way.
    Ultima modifica: 28/06/10 11:13 da Zender
  • Discussione Geppo • 27/06/10 22:12
    Call center Davinotti - 4299 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Chissà, a me non aveva dato così fastidio celentano in romanesco, probabilmente più per gli atteggiamenti che non per la parlata.
    Curiosa questa cosa di Carlito's way. Perché non spieghi Gugly (facendo precedere ovviamente la cosa da un bello spoiler)?


    Anche a me non aveva dispiaciuto il romanesco di Celentano in "Er più".
    Sicuramente, a mio avviso, non ha funzionato il "Celentano romanesco" di "Rugantino".
  • Discussione Columbo • 28/06/10 10:41
    Pulizia ai piani - 1098 interventi
    Celentano che prova (invano) a parlare romanesco grida vendetta...abominevole!
  • Discussione Zender • 28/06/10 11:14
    Capo scrivano - 47992 interventi
    Ahah, immagino che per un romano sia qualcosa di indifendibile...
    Capito Gugly, grazie.
  • Curiosità Fabiodm102 • 19/09/11 17:40
    Disoccupato - 346 interventi
    Doppiatori:

    *Rita Savagnone: Claudia Mori
    *Ferruccio Amendola: Maurizio Arena
    *Pino Colizzi: Gianni Macchia
    *Glauco Onorato: Gino Santercole
    *Toni Ucci: [Ciancicagnocchi]
    *Vittorio Stagni: [Gnappetta]
    *Luciano De Ambrosis: Benito Stefanelli

    Direttore del doppiaggio Ferruccio Amendola
  • Homevideo Xtron • 15/03/12 17:04
    Servizio caffè - 2176 interventi
    Il dvd Titanus (edicola) ha una durata di 1h41m32s
    Ultima modifica: 18/03/17 17:32 da Zender
  • Curiosità Zender • 24/10/16 19:29
    Capo scrivano - 47992 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film (con critica allegata):

  • Homevideo Gugly • 15/04/22 23:55
    Portaborse - 4710 interventi
    Da tempo nella versione del film che viene trasmessa periodicamente su Rai Movie è stata eliminata la scena in cui "il Cinese" (Caprioli) indica a Rosa Turbine (Claudia Mori), che vorrebbe farsi aiutare da lui per interrompere il duello con l'Er più di San Giovanni (Maurizio  Arena), in che parte del corpo vorrebbe un bacio da lei; la sequenza che continua con Rosa che fugge inorridita mentre il Cinese sghignazza è tagliata di colpo, tanto è vero chi non conosce la storia originale non capisce come mai il protagonista, avvertito nell'orecchio dalla fidanzata di non si sa bene cosa, va dall'individuo che ha umiliato la donna e lo fa prendere in giro dalla gente del borgo e poi lo fa buttare in una fontana.
    Ultima modifica: 16/04/22 01:05 da Gugly