Terrore nello spazio

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La fantascienza non è mai riuscita a trovare un posto serio, nel cinema italiano. Prova ne è che il miglior film del genere girato da noi è a detta di molti proprio questo TERRORE NELLO SPAZIO, la cui fama è legata soprattutto a motivi contingenti (il fatto che Scott ne abbia ripreso alcune idee per il suo ALIEN). Il soggetto non era nemmeno male a dir la verità (la fonte è “Una notte di 21 ore” di Renato Pestriniero), ma la sceneggiatura, messa in bocca ad attori non certo al massimo della forma, è aberrante. E dire che che ci hanno lavorato sopra anche autori del calibro di Alberto Bevilacqua e Callisto Cosulich. Bava poi, come gli...Leggi tutto capita quasi sempre, si disinteressa della coerenza della storia e della direzione (col risultato di creare una rara confusione) per concentrarsi sull' impatto visivo. Ma anche qui le cose non vanno troppo bene: la gran parte del film è girato all'interno di un'astronave dalla strumentazione ridicola e il design in cartone. I computer emettono ossessionanti rumori da videogioco, gli uomini spaziali vestono tute orripilanti e il budget ridottissimo è evidente. Si nota una povertà di mezzi impressionante e se è vero che Bava riesce, negli “esterni” sul pianeta (in realtà è un teatro di posa con quattro rocce appoggiate) a risolvere problemi con nebbie, fumi colorati e una fotografia di qualità, quando si trova in “interni” casca il palco e l'impressione è spesso quella di uno Z-movie. Eppure è innegabile che TERRORE NELLO SPAZIO emani un certo fascino, evidente nelle scene del ritrovamento dell’enorme astronave (una delle idee riprese in ALIEN) e nella resurrezione degli uomini spaziali, che si liberano dell'involucro di plastica con cui erano stati seppelliti in suggestive riprese al ralenti. Echi da ERCOLE AL CENTRO DELLA TERRA per un film un po' sopravvalutato ma curioso.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 16/03/07 00:26 - 4747 commenti

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Intenerente e giocattoloso. Alcuni dialoghi, che all’epoca forse facevano colpo, sono ora involontariamente umoristici. In più varie soluzioni sono quanto mai inverosimili (ma come, i fondamentali “deviatori di meteore” si lasciano in balìa di cani e porci?). Resta il fatto che è uno spettacolo per gli occhi e che anche la più distratta delle visioni fa capire quanto Alien abbia preso da questo film. Fanno tenerezza quelle lucine che, in fase di allarme, si spengono e si accendono costantemente.

Giapo 4/04/07 16:46 - 232 commenti

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Caratterizzato da una lentezza esasperante soprattutto nella prima parte e da una recitazione molto mediocre, il film sembra più raccontare una scanzonata avventura che un claustrofobico horror. I dialoghi oltrepassano spesso il limite del ridicolo, la scenografia rileva la povertà dei mezzi a disposizione. Di buono rimangono il fascino visivo tipico dei film di Bava con quei colori saturati e la storia, sotto certi versi geniale, capace di ispirare classici della fantascienza come Alien.

Il Gobbo 11/05/07 10:44 - 3011 commenti

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Epitome dell'arte di arrangiarsi contrassegno del cinema bis italiano (anche se Bava probabilmente esagerava la pochezza di mezzi a disposizione), è in realtà un'astuta trasposizione dei suoi horror in ambiente s/f, ben giocata nella consueta ambiguità baviana, in cui nulla è come appare. Visivamente bellissimo, notoriamente imitato da ben più ricchi successori. Pare che nella sceneggiatura originale l'astronave alla fine sbarcasse sul paradiso terrestre trovandovi Adamo ed Eva: chissà la faccia di Bava...

Undying 13/05/07 17:52 - 3840 commenti

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Sicuramente viene confermata la capacità del regista di realizzare miracoli: dato il tempo (e soprattutto i mezzi) a disposizione. Eppure questa sorta di fantascientifico (comunque pregno di atmosfere horror) italiano è stato, nel tempo, decisamente sopravvalutato e -illecitamente - definito come ispiratore di Alien. Resta un film dignitoso per le sue idee di sceneggiatura (alla quale ha contribuito Alberto Bevilacqua) che si esprimono in un finale scioccante ed inatteso. Ma gli effetti visivi risentono della scarsità data dal basso budget.

Homesick 29/05/08 11:42 - 5737 commenti

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Pionieristico esempio di fantascienza all’italiana, in cui Bava supera l’impasse del basso budget utilizzando artigianali trovate per ricreare il paesaggio extraterrestre: dall’ormai famosa polenta per simulare il suolo alle luci colorate che, fondendosi con le nebbie e cupi, rocciosi scenari di cartapesta, creano un suggestivo effetto surreale e…alieno. Non mancano alcuni spunti narrativi destinati a fare scuola, come gli extraterrestri che si reincarnano nei morti e il vampiresco contagio a catena.

Deepred89 4/07/08 20:00 - 3292 commenti

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Discreto film italiano di fantascienza che anticipa vari film ben più famosi. La storia non possiede il ritmo necessario e spesso rischia di annoiare, ma il colpo di scena finale (per quanto oggi un po' prevedibile) è ben piazzato e la regia di Bava è come al solito geniale e riesce a creare un inimitabile spettacolo visivo nonostante i mezzi limitatissimi. Interessante.

Bruce 15/12/08 10:22 - 1005 commenti

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Interessante solo per le scenografie e gli effetti, troppo lento e noioso e si rischia di prendere rapidamente la via del sonno. Bava, utilizzando trovate artigianali, ricrea il paesaggio extraterrestre con il fascino visivo tipico dei suoi film. Ma oggi tante soluzioni tecnologiche che volevano essere “avveniristiche” fanno sorridere e quasi tenerezza.

Enzus79 6/02/09 13:30 - 1826 commenti

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Il solito cinema di Mario Bava, lento e in un certo qual modo appassionante. Un fanta-horror che pochi in Italia riuscirebbero a rifare. Anche se comunque ci sono momenti un po' noiosi. La scenografia non è delle migliori (sembra fatta da quelli de l'albero azzurro) ma non dimenticando i tempi in cui è stato fatto lo si può definire un buon prodotto.

Sabryna 21/03/09 14:24 - 225 commenti

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Con una macchina da fumo e finte pietre laviche avanzate da altri set Mario Bava crea il suo sci-fi. Continua il discorso sulla massificazione (astronauti in tute tutte uguali) e sul rapporto bene/male. Buono e cattivo non si distinguono. Bava sembra volerci insegnare che la verità non nasce dall'apparenza. E ha ragione. Ottimo film da cui ha preso spunto Ridley Scott per il suo Alien (che presenta una sequenza analoga ad una del film di Bava). Tra i migliori film del Maestro.

Puppigallo 25/05/09 13:35 - 4515 commenti

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La meravigliosa arte di arrangiarsi con poco raggiunge qui una delle sue massime espressioni. Colori accesi, ombre, flash, fumo, suoni, pulsanti luminosi e voci lontane sopperiscono a una palese mancanza di fondi e quindi di materiale per riempire il set. In più, i termini tecnici inventati sottolineano un certo sbattimento per ricordare agli spettatori che si tratta di fantascienza, del futuro (frazioni di megon, che sarebbe un'unità di misura; Il deviatore di meteore; L'onda momento...). Insomma, anche se la sceneggiatura è quel che è e gli attori riempiono più che altro il set, non è male.
MEMORABILE: L'inaspettata rissa, una volta atterrati (naturalmente, avrà un perchè). I morti, nel cellophane, che tornano in vita. Lo scheletro dell'alienone.

Cif 25/05/09 20:44 - 272 commenti

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Datatissimo, così intriso di quell'aria da fantascienza Anni Cinquanta, pone al centro la curiosità, l'esplorazione e l'interazione tra uomo e alieno. Alcuni spunti verranno ripresi da una buona metà delle pellicole del genere dei decenni successivi (non svelo la principale per non rovinare la storia). Recitazione nella norma, sui livelli degli Star Trek televisivi. Bava dimostra di avere una creatività libera da condizionamenti, offrendo un prodotto fresco anche nei passaggi meno originali. Averne di più di film italiani così! **½
MEMORABILE: Il finale.

Cotola 24/08/09 22:53 - 7556 commenti

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Simpatico film fantascientifico firmato Bava in cui, come spesso accade nei film di questo regista, ad interessare non è tanto la storia ma il contorno: in particolar modo le scenografie pop e colorate che risultano molto riuscite. Finale beffardo anche se intuibile e non del tutto originale. Godibile a patto di non aspettarsi troppo.

Galbo 27/08/09 07:16 - 11421 commenti

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Film alla cui sceneggiatura ha curiosamente (per il genere) partecipato Alberto Bevilacqua, Terrore nello spazio è una discretamente riuscita commistione tra fantascienza e horror. Con alcune buone idee in sceneggiatura, il regista realizza un film che dosa sapientemente i momenti di tensione e che si avvale di effetti artigianali ma ben realizzati.

Pigro 27/11/09 09:08 - 7820 commenti

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Due astronavi atterrano su un pianeta morente da cui gli alieni progettano di fuggire entrando nei corpi dei morti. La curiosa storia consente a Bava di accennare per un attimo all'horror in un'incongrua scena di lapidi sollevate. Ma il piglio fantascientifico c'è, sia pure con tutte le limitazioni di budget e di fantasia, e riserva qualche momento intrigante, soprattutto la bella serie di colpi di scena finali. Un film tutto sommato ben condotto, anche se imbarazzante visto oggi, di cui colpisce soprattutto la stupefacente ricchezza cromatica.

Lebowski 24/01/10 10:45 - 81 commenti

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Fantascienza inevitabilmente invecchiata, forse era ingenuo già alla sua uscita. Ma ovviamente, tra ristrettezze di budget, attori non all'altezza e dialoghi poco convincenti, il talento di Bava fa capolino qua e là, soprattutto nelle scenografie dell'astronave aliena (bellissimi e inquietanti gli scheletroni) e negli esterni del pianeta, realizzati con nulla ma credibili. Due pallini.

Aal 1/10/10 08:43 - 322 commenti

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Grande prova di Mario Bava che con pochi spiccioli e la genialità che lo ha sempre contraddistinto riesce a imbastire un affascinante film di fantascienza fotografato in colori caldi e densi. La storia è stata poi di ispirazione all'Alien di Ridley Scott. Bava ha fatto dei film di genere delle opere d'arte, pregiato artigianato cinematografico italiano. Ho un debole per questo film e probabilmente lo sto sopravvalutando, ma per me rappresenta, insieme alle colorate copertine di Urania, il paradigma della fantascienza italiana degli Anni Sessanta.

Von Leppe 8/05/11 15:10 - 1032 commenti

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Tute spaziali in pelle nera tra il sub e il motociclista, alcuni macchinari di astronavi che sembrano giocattoli (film del 1965), i pesonaggi femminili che non si limitano ad urlare all'angolo ma combattono, il pianeta che sembra l'inferno di Dante e le lapidi che ricordano le sculture di Brancusi. Nell'insieme un buon fanta horror a basso costo. Bava non si limita a copiare i colleghi anglo-americani, fa un film con immagini surreali e i personaggi vagano nel dubbio in un pianeta dove non si riconosce la realtà dall'incubo.
MEMORABILE: Finalmente qualcosa di tangibile, che non scompare se la guardi fissa.

Caesars 8/06/11 09:40 - 2723 commenti

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Anche se spesso e volentieri il film raggiunge, specie nei dialoghi, vette di comicità involontaria e la storia ha incongruenze mostruose (vedi i deviatori di meteore, fondamentali per la partenza dal pianeta ma costantemente preda di chiunque), il risultato è decisamente non male. Mario Bava riesce a tener desta la tensione e a sollazzarci l'occhio con i suoi colori e la trama ha anche un piccolo colpo di scena finale che probabilmente all'epoca poteva sorprendere. Parliamo sempre un sci-fi italiano degli anni '60, ma più riuscito di altri.

Myvincent 25/06/11 14:18 - 2575 commenti

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Il grande Mario Bava alle prese con un horror fantascientifico, dal ritmo spesso fiacco ma dalle scenografie eleganti e sofisticate per l'epoca, sia per gli interni dell'astronave che per gli esterni. Sagome dai colori brillanti, invenzioni tecniche coniugate ad un'originalità tutta artigianale, pur se oggi faranno un po' sorridere. Sulla recitazione di alcuni attori invece ci sarebbe da ridire... Finale beffardo.

Werebadger 22/06/12 01:06 - 270 commenti

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Bizzarro e psichedelico fanta-horror, ben diretto con mezzi scarsi ma efficaci da un grande Bava. Nella sua semplicità, un prodotto assai notevole, nonchè modello ispiratore di Ridley Scott per il suo Alien (impossibile non notare le innumerevoli somiglianze tra i due titoli). Recupero consigliatissimo.
MEMORABILE: Gli interni dell'astronave aliena e gli enormi scheletri.

Modo 16/10/12 14:08 - 826 commenti

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Bava si cimenta nella fantascienza con esiti soddisfacenti e qualche spruzzo di horror che non guasta mai. Con pochi mezzi riesce a non sfigurare anche se si ha l'impressione che sia più un tentativo che la convinzione di fare un'opera fantascientifica. Fotografia e scenografia sempre affascinante ma storia così così, con attori non sempre all'altezza. Simpatico il finale.

Disorder 11/11/12 23:32 - 1408 commenti

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Sarà anche un film di fantascienza, ma il "campo di gioco" è sempre quello congeniale a Bava, ovvero l'orrore. E questa è l'ennesima prova di quanto fosse grande il suo talento visivo: con un set incredibilmente scarno (gli interni sembrano una palestra vuota...), una sceneggiatura che è praticamente un canovaccio e un manipolo di attori non propriamente da Oscar riesce a creare un film davvero buono, pregno di tensione e mistero. Grandiose come sempre fotografia, luci e colori. Per i baviani un 'altra occasione per lustrarsi gli occhi...

Jurgen77 13/12/12 16:46 - 630 commenti

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Il precursore di Alien! Ebbene sì, Mario Bava, con due sassi di cartapesta, qualche luce da albero di natale e un po' di fumo ci catapulta su di un pianeta/incubo che sarà il terrore per gli astronauti della spedizione. Il film è povero, ma l'atmosfera è cupa e tesa. Il proto/padre di Alien.. E questo dice tutto sulla lungimiranza di Bava. Imperdibile sia per gli appassionati di fantascienza che di horror. Chiaramente da inquadrare nel contesto di un film a budget ridicolo.

Rebis 30/12/12 23:41 - 2088 commenti

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Valido esempio di fantascienza all'italiana in cui Bava dà largo spazio al suo estro visivo definendo spazi e scenografie dall'impianto grafico e goticheggiante: la brumosa inospitalità del paesaggio fa il suo effetto anche se nel complesso siamo più dalle parti di una casa stregata che di un'opera sci-fi. Il ritmo latita ma la tensione carbura fino al sarcastico finale. Le analogie con Alien si sprecano fino all'imbarazzo (il segnale da un pianeta sconosciuto, la forma dell'astronave, le due donne marziali, i resti degli umanoidi, l'alieno parassita), ma il furto non è mai stato dichiarato.

Jdelarge 24/04/13 10:35 - 881 commenti

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Piccolo gioiellino fantascientifico dalle tinte horror creato dal talento visionario di Mario Bava, molto importante perché rappresenta uno dei rari esempi di fantascienza nell'ambito del cinema italiano. La fotografia e la scenografia sono di altissimo livello e anche la trama è molto interessante, mentre la sceneggiatura lascia un po' a desiderare; ma si sa, Bava dietro la macchina da presa è come un bambino svincolato da ogni tipo di regola, che si diverte e fa divertire e questo film ne è la dimostrazione. Un cult.
MEMORABILE: L'interno dell'astronave, con tutti i suoi colori lampeggianti.

Daniela 6/03/14 11:59 - 9518 commenti

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Raro esempio di fantascienza spaziale italiana, con effetti speciali comprensibilmente mediocri considerati i mezzi a disposizione ma anche ingenuità che potevano essere evitate, dialoghi pleonastici o involontariamente ridicoli recitati da attori poco espressivi, patetiche scorciatoie narrative per far progredire la vicenda. Ed è un peccato, perché l'idea di base è invece assai intrigante: alieni costretti per la sopravvivenza come razza a parassitare i corpi degli astronauti atterrati sul loro pianeta morente. Film modesto ma importante come fonte di ispirazione per altri registi.

Capannelle 7/03/14 08:35 - 3731 commenti

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A fronte di qualche trovata coreografica (propria di Bava) e di qualche idea horrorifica va detto che il resto non è quel capolavoro che alcuni van dicendo, perché tra dialoghi poco consistenti e attori ingessati si perde presto la voglia di seguirlo. Certi dettagli fanno anche ridere (le zuffe in stile peplum, il bottone magnetico, gli oggetti della cava che sembrano giocattoli) e insomma la storia, che le potenzialità le aveva, poteva essere articolata meglio.

Minitina80 8/08/15 17:53 - 2364 commenti

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Un piacevole esempio della duttilità di Bava, che per l’occasione affonda le mani nella fantascienza più pura e incontaminata. Difficile, se non ai limiti dell’impossibile, avvicinarsi al genere con scarse risorse economiche senza rimanere scottati, ma il lavoro compiuto è onesto e Bava riesce a tirare fuori il sangue dalle rape. Non dimentica di inserire qualche tocco personale votato all’orrore che contribuisce a rendere la storia e la visione più frizzanti.

Magi94 29/10/17 20:26 - 689 commenti

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Si apprezzano l'inventiva e l'importanza storica, ma è uno di quei casi in cui la totale scarsezza di mezzi inficia del tutto il risultato finale. Vederlo ora è una discreta mazzata, nonostante la breve durata, perché gli attori sembrano essere usciti da un negozio di maschere per rapinatori, gli interni sono palesemente di cartone e l'ambientazione esterna pare la scenografia di una giostra di Gardaland. Non male comunque il soggetto mentre la scena all'interno dell'astronave abbandonata (con scheletro annesso) regala ancora qualche brivido.

Nicola81 22/07/18 20:46 - 1976 commenti

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Molti lo considerano uno dei migliori esempi di fantascienza spaziale italiana e può anche darsi che lo sia, ma di sicuro non è tra i migliori film di Bava in assoluto. Tuttavia il regista riesce a sopperire parzialmente alla modestia del budget e del cast grazie al suo proverbiale talento visivo e all'inserimento di elementi horror, che gli consentono di realizzare qualche sequenza suggestiva e di costruire un crescente clima di inquietudine e mistero. Sceneggiatura non sempre impeccabile, ma il finale beffardo è inaspettato.

Rufus68 26/06/19 22:02 - 3117 commenti

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Con quattro sassi di gomma, fumogeni e brillanti trucchi d'artigiano, Bava confeziona il miglior film di fantascienza italiano. Una storia complessa che coinvolge numerosi protagonisti (gli alieni, altri alieni vittime dei primi, i terrestri, i finti terrestri, i supposti terrestri invasati) in un gioco di specchi e allusioni gravido di echi e rumori: sorta di cupo castello ariostesco in cui impera l'inganno. Geniale il Pater Noster intergalattico. Finale sarcastico e rivelatore che, però, non sminuisce il pregresso tono plumbeo e apocalittico.

Jena 6/07/19 20:49 - 1207 commenti

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Come sempre Bava è ottimo nel cavare sangue dalle rape. Qui con mezzi limitati imbastisce un fantascientifico più che dignitoso per l'epoca, più che altro grazie agli sfondi scenografici in cui può dar fondo al proprio gusto visionario con i consueti cromatismi. La vicenda però è quella che è e non va oltre quella di un buon episodio di Star Trek serie classica. Rimane certo che la prima parte con la discesa sul pianeta e la visita dell'astronave aliena sono riprese identiche nel capolavoro di Scott. Bava anche qui come ispiratore di altri..
MEMORABILE: La discesa dell'astronave sul pianeta; Nell'astronave aliena gli scheletri dei piloti giganteschi morti.

Anthonyvm 22/12/19 22:17 - 2025 commenti

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Immerso in uno sgargiante Technicolor, fra costumi camp e capigliature Sixties, questo fantahorror di Bava colpisce l'occhio e il cuore del nostalgico, ma non si limita all'aspetto visivo. Il plot sorprende per l'originalità di certe idee, che saranno poi riprese in altre pellicole: Alien è l'esempio più ovvio, ma anche Punto di non ritorno e persino La casa di Raimi (il classico "Vieni con noi"). Notevoli certe pennellate gotiche in ambiente spaziale (gli scheletri dei giganti coperti di ragnatele). Peccato solo per il ritmo un po' lento.
MEMORABILE: La resurrezione dei morti dalle "tombe"; Il redivivo rivela le proprie ferite zombesche sotto la tuta; Il twist finale, già usato prima ma riuscito.

Zender 7/01/20 09:14 - 282 commenti

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La sproporzione tra la genialità di Bava e il prodotto finale: colori ricchissimi, fumi e installazioni parafantascientifiche, scenografie minimali, fascinazioni pop, zombi nel nylon, effetti ideali per idee d'effetto profuse anche nella storia (le possessioni invisibili). Lo vedi e stupisci, lo ascolti e zoppica. La recitazione è legnosa, i tempi da sceneggiato e alla fine ti lascia un po' così, a osservare come quadri quegli impasti cromatici da astrattisti e la composizione magica delle inquadrature. Scott & Giger ci han banchettato, si sa, han succhiato il meglio e lasciato gli avanzi.
MEMORABILE: L'esplorazione dell'astronave abbandonata popolata solo da scheletri giganteschi, con l'azionamento delle inquietanti, incomprensibili registrazioni.

Giùan 25/05/20 09:46 - 3015 commenti

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Impossibile non restar fanciullescamente avvinti dall'incantesimo visivo di Bava e non ceder al sortilegio che il suo cinema baloccante, strepitosamente artigianale sempre procura. Qui in particolare ad abbacinare è il gioco fumettistico dei cromatismi associato alle scenografie pop della navicella. Detto ciò è innegabile la sproporzione tra idea (narrativa) e azione (dei mezzi a disposizione), col teorema del vorrei (veder di più) ma non posso che coinvolge forse più lo spettatore che il realizzatore. Ci si poteva spender meglio nella direzione del cast.
MEMORABILE: Il "sollevamento" dei morti dalle lapidi.

Trivex 25/09/20 15:31 - 1497 commenti

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La versione restaurata ben evidenzia i suoi colori intensi e profondi. Blu e rosso non mancano di sostenere l’estetica di un prodotto che non è un capolavoro ma a suo modo risulta affascinante e piacevole, agli occhi dello spettatore “preparato”. Perché per il resto il film, paragonato ad altri assimilabili per genere ed epoca, appare già vecchio causa effetti speciali “economici” e qualche ingenuità nel linguaggio e nella recitazione. La vicenda è però intrigante, con la fantascienza ibridata a note horror, nelle immagini e soprattutto nel risvolto fondamentale della storia.
MEMORABILE: Gli scheletri umanoidi giganti; La sorpresa della destinazione finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Digital • 4/10/17 17:42
    Segretario - 3038 interventi
    Saimo ebbe a dire:
    Manco tanto, era successo lo stesso con l'edizione non autorizzata di La maschera del demonio.
    Capisco. Lo stupore è dato dal fatto che questi "signori" solitamente fanno uscire tutto. Evidentemente questa volta son stati fermati da chi ne detiene legalmente i diritti.. Chissà..
  • Homevideo Zender • 15/11/18 18:33
    Consigliere - 43611 interventi
    Spettacolare il bluray francese dello studio "La Rabbia", con traccia italiana e sottotitoli escludibili (anche se qualche difficoltà nel far entrare il menu giusto l'ho trovata), uscito col titolo La Planète des Vampires. Confezione a libro preziosissima con inserto colorato interno di 40 pagine. Zero grana, colori sensazionali.

    https://www.amazon.fr/Plan%C3%A8te-Vampires-Digibook-Blu-Ray-Livret/dp/B075RLG9Y7/ref=cm_cr_arp_d_product_top?ie=UTF8
    Ultima modifica: 15/11/18 18:51 da Zender
  • Discussione Poppo • 16/05/20 23:06
    Galoppino - 422 interventi
    Rivisto con piacere su Prime nell'edizione restaurata del 2015.

    Ricordavo perfettamente gli "scheletroni alieni" e le situazioni alla "Star Trek" (prima di Star Trek), ma avevo dimenticato il meccanismo di riproduzione della voce aliena (la vociona dello scheletrone suppongo) e allora ho capito perché di recente qualche critico ha giustamente sottolineato legami anche con Prometheus oltre a quelli più noti ed evidenti con Alien...

    Dissento però da chi prende posizioni troppo severe sugli innegabili debiti del film di Scott: i cineasti, un po' come i musicisti, prendono spunti da tante opere precedenti, e questa di Bava è sicuramente opera cinematografica ricca di ideuzze allettanti e facilmente recuperabili e sviluppabili, basti pensare a Ghosts of Mars di Carpenter...

    Così, su due piedi, non saprei dire se lo stesso Bava abbia attinto ad altre opere a lui precedenti...

    Sicuramente sì, per il discorso fatto prima, ma ho una specie di vuoto e, al momento, non riesco a ricordare nulla di specifico.

    Di due anni successivo è il film russo Andromeda Nebula che ho recensito qui qualche settimana fa: anche lì, nostante la diversissima impostazione generale, estetico/filosofica, c'è una nave stellare costretta a scendere su un pianeta "trappola", dove, guarda un po', c'è già un'altra astronave più antica...

    Non so giudicare oggettivamente se Terrore nello spazio sia un capolavoro della storia del cinema di fantascienza ma sicuramente è una delle perle della sci-fi italiana.
    Ultima modifica: 16/05/20 23:15 da Poppo
  • Discussione Faggi • 17/05/20 14:20
    Archivista in seconda - 434 interventi
    Poppo ebbe a dire:
    Non so giudicare oggettivamente se Terrore nello spazio sia un capolavoro della storia del cinema di fantascienza ma sicuramente è una delle perle della sci-fi italiana.

    La mia opinione è che il film sia davvero notevole se lo si considera sotto l'aspetto pittorico, coloristico, figurativo: l'espressività è densa e non delude (non che la vicenda sia negletta, sia chiaro). Erano gli anni in cui stava per conclamarsi definitivamente la pop art...
    Poi - come sempre quando si tratta di arte - la forma è il contenuto; e la forma non si riduce ai meri valori di superficie. Ma il discorso potrebbe diventare accademico ed è meglio fermarsi qui.
    Ultima modifica: 17/05/20 17:22 da Faggi
  • Discussione Poppo • 17/05/20 22:27
    Galoppino - 422 interventi
    Quindi, se ho capito bene, una valutazione complessiva ci dovrebbe assicurare (palla più, palla meno) le 4palline con punto esclamativo.

    Ho recensito pochissimo e mi sono dato la regola di non recensire "cagate pazzesche", specie se sono già in catalogo (al limite aggiungo una opinione critica nella discussione).

    Anch'io sarei tentato dalle 4palline! (sempre se ti interpreto bene), ma l'altra regola che mi son dato è evitare di recensire film già molto recensiti.

    Anche a me piace la "coloristica" di questo film, anzi direi che pure la "costumistica" (non sto facendo del sarcasmo sia chiaro), e persino la nave spaziale di questa razza di viaggiatori dello spazio che è terrestre in tutto ma poi scopriamo non esserlo, persino la nave è notevole - in realtà ascoltando attentamente i dialoghi si capisce che non sono terrestri fin dall'inizio...

    E pure questo mi pare notevole.

    Quasi quasi me lo guardo una seconda volta.
    Ultima modifica: 17/05/20 22:31 da Poppo
  • Discussione Faggi • 18/05/20 11:53
    Archivista in seconda - 434 interventi
    Poppo ebbe a dire:
    Quindi, se ho capito bene, una valutazione complessiva ci dovrebbe assicurare (palla più, palla meno) le 4palline con punto esclamativo.

    ***! sicuro, **** forse. Dovrei rivederlo, sono passati anni dall'ultima volta. Commento solo film appena visti.
  • Discussione Poppo • 18/05/20 12:59
    Galoppino - 422 interventi
    Faggi ebbe a dire:
    Poppo ebbe a dire:
    Quindi, se ho capito bene, una valutazione complessiva ci dovrebbe assicurare (palla più, palla meno) le 4palline con punto esclamativo.

    ***! sicuro, **** forse. Dovrei rivederlo, sono passati anni dall'ultima volta. Commento solo film appena visti.



    Chiaramente, bisogna averli appena visionati, come diceva il Ghezzi...

    Dunque hai una buona memoria.

    Rivedendolo per la terza volta ho potuto apprezzare appieno la scena imho migliore del film, ossia quando i due astronauti, un maschio e una femmina (il maschio alfa e la femmina si potrebbe sottolineare criticamente), entrano nell'astronave aliena "morta" da secoli...

    E' veramente una goduria la referenza/rimando al film di Ridley Scott...

    E adesso voglio capire se al tempo, cioè all'uscita di Alien qualche critico avesse in memoria l'opera di Bava e già allora avesse scritto qualcosa.

    Se non ci fosse traccia di questa cosa si aprirebbe un problema di analisi critico-storico cinematografica imbarazzante.
  • Discussione B. Legnani • 18/05/20 13:57
    Consigliere - 13906 interventi
    Mi pare che trascuriate il basso livello della recitazione.
  • Discussione Poppo • 18/05/20 14:18
    Galoppino - 422 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Mi pare che trascuriate il basso livello della recitazione.


    non saprei, ma per la media del genere direi che è accettabilissima.
  • Discussione B. Legnani • 19/05/20 00:13
    Consigliere - 13906 interventi
    Poppo ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    Mi pare che trascuriate il basso livello della recitazione.


    non saprei, ma per la media del genere direi che è accettabilissima.


    Io non parlo della media del genere. Dico che, valutando la recitazione in assoluto, è mediocre.