Cannibal love - Mangiata viva - Film (2001)

Cannibal love - Mangiata viva

Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/10/07 DAL BENEMERITO UNDYING POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/08/12
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Undying 11/10/07 02:59 - 3807 commenti

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All'inizio del nuovo millennio il cinema francese si scopre feroce, cinico, insanguinato. Sarà un caso che, solo l'anno seguente, è in cantiere Irreversible? Trouble Every Day è una disgustosa storia di "vampiri" moderni; meglio: di cannibali. Il minimalismo della messa in scena (musica, fotografia sgranata, dialoghi ridotti all'osso) accentua il disagio della visione, che tocca picchi estremi durante il pasto a base di "sesso e sangue", pietanza usuale della (sporca e cattiva) Béatrice Dalle. Fastidioso, per temi e contenuti.

Rebis 22/03/10 18:20 - 2353 commenti

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Quello che più affascina in tutta la glaciale operazione di Claire Denise è la distanza da cui decide di approcciare i personaggi e il racconto, espressione e sintomo insieme del desiderio viscerale di consunzione e della diffidenza sessuofoba correlata al cannibalismo. Va da sé che in un cinema così febbrilmente francese la concezione stessa del ritmo è opzionale, l'indole introspettiva dominante, il minimalismo radicalizzato e compiaciuto. Vincent Gallo e Béatrice Dalle però hanno le phisique du role, e l'esposizione dell’orrore è tanto centellinata quanto genuinamente disturbante.

Nando 28/01/11 08:54 - 3833 commenti

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Presentato a Cannes con allucinanti premesse, il film tramuta l'incomunicabilità e l'impossibilità ad amare del genere umano in una forma estrema di cannibalismo sessuale. Molto rarefatto e minimalista, si avvale di un discreto cast ma al tempo stesso mostra scene tendenti al ripugnante ma che sfiorano il ridicolo.

Herrkinski 9/02/11 00:44 - 8205 commenti

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Sarà un mio limite, ma a parte qualche bell'horror sfornato nell'ultimo decennio, a me il tipico cinema francese proprio non va giù. Questo bizzarro film "d'arte", interpretato non a caso da due attori abitualmente "alternativi" come Gallo e la Dalle, si risolve in un mattone soporifero di difficile comprensione; nella peggior tradizione del cinema d'autore francese: le musiche quasi assenti, la fotografia neorealista, il clima rarefatto e la sceneggiatura inconcludente annullano ogni senso filmico e diventano un esercizio di stile presuntuoso.

Cotola 14/03/11 10:47 - 9134 commenti

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Il tema del film è stato già sviscerato parecchie volte. Quel che colpisce è invece il legarlo al mondo dei rapporti di coppia ed il modo di affrontarlo: con uno stile visivo personale, interessante ed antispettacolare e con una narrazione sobria che distilla gradualmente informazioni (solo dopo un po’ si capisce meglio ciò che succede) sangue e spaventi giungendo ad un finale “aperto” che lascia parecchi dubbi. Certo il ritmo è parecchio dilatato ed i dialoghi sono estremamente scarni. Chi cerca solo splatter e frenesia è avvisato.

Lupoprezzo 23/03/11 18:33 - 635 commenti

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Interessante horror francese di Claire Denis, dall'impianto scarno e dalla sceneggiatura criptica, che si svela (ma non più di tanto) pian piano, lasciando molto all'intuizione dello spettatore. Il ritmo è discreto (nonostante il minimalismo imperante) e la regia è professionale. Beatrice Dale è veramente seducente, mentre Vincet Gallo è il solito manichino. Poche le sequenze forti e non certo memorabili. Ha un certo fascino.

Stefania 23/04/11 14:31 - 1599 commenti

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Approccio autoriale al sub-genere cannibalesco: si raffredda la materia rovente centellinando i dialoghi, enfatizzando l'asettica ambientazione metropolitana, parcellizzando il narrato in frammenti che solo parzialmente si ricompongono in un finale ambiguo. Il cannibalismo come sublime dono d'amore, forma estrema dell'unione di corpi e di anime? Un linguaggio gelido veicola un orrore viscerale, forse quello della sopraffazione insita in ogni rapporto di coppia. Il film riesce nell'intento di evitare il coinvolgimento immediato e spingere alla riflessione: ma è veramente un pregio? Noiosetto.

Cloack 77 3/06/12 10:15 - 547 commenti

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Si potrebbe anche scrivere che la "sottrazione" sia la vera e "dovuta" protagonista e che alcune sequenze rendono alla perfezione il dramma di vite alla deriva nell'atto sessuale. Poi, a smontare il tutto, naturalmente, l'autorialità francese: un vizio difficile da correggere, impossibile, forse congenito. Se alla storia viene tolto, alla regia viene aggiunto; Claire Denis è una presenza costante, evidente e disturbante.

Buiomega71 2/07/12 01:12 - 2947 commenti

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La Denis, con coraggio e piglio cronenberghiano, riporta i cannibali dell'Apocalypse domani in un contesto realistico, freddo, ipnotico, distaccato ma disturbante e carnale, dove lo sperma e il sangue si fondono in un concetto di horror che lascia straniti e svuotati. La Dalle vero mostro assetato di sangue, carne e sesso, che lecca e divora con ferinità che lascia basiti e il corpo di Jennifer balza alla mente, tra osceni morsi e denti che strappano le carni tra urla di dolore insostenibili. Viscerale e sanguigno, non per tutti i gusti. Allucinato.
MEMORABILE: Il pasto umano della Dalle; La Dalle a caccia sulla strada; Il ragazzo che la libera dalle assi alla porta; Gallo e la cameriera in un amplesso di sangue.

Didda23 9/03/13 18:15 - 2432 commenti

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Intrigante la prima parte, che infonde una certa curiosità; peccato che poi lo sviluppo manchi di grinta e si perda sostanzialmente nel fumoso senza un motivo. La Denis mostra una certa abilità e confenziona una paio di scene davvero notevoli, ma il costrutto generale vive solo di quei pochi momenti e i tempi troppo dilatati favoriscono l'insorgere spontaneo della noia. Cast abbastanza anonimo, eccezion fatta per la Dalle che ha uno sguardo perfetto per il ruolo. Deludente.

Claire Denis HA DIRETTO ANCHE...

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Redeyes 27/10/15 08:53 - 2455 commenti

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"Cannibal love" arriva a rinverdire e rilanciare il genere e per buoni venti minuti par quasi riuscirci, grazie a una buona sceneggiatura che con lunghi silenzi ci tiene in apprensione. Inizia poi una continua caduta verso un soporifero gioco condotto da una presunzione di elevarsi a cinema d'autore, che niente fa se non annichilire le scene grottesche eviscerandole della portata intrinseca e ammantandole di ridicolo. Ci trasciniamo alla fine senza niente che ci resti e anzi un po' infastiditi per un certo cinema francese.
MEMORABILE: L'improponibile effetto speciale per creare le fiamme.

Faggi 16/09/16 12:01 - 1551 commenti

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Scarno, privo di orpelli, procede misterioso e ambiguo, dilatando i tempi con cognizione di causa; si sofferma sui dettagli e li trasforma in simboli, scruta le facce senza spiattellarne le emozioni: suggerisce, non afferma. Evoca atmosfere sinistre e sotterranee, stati d'animo indecifrabili, sensazioni oscure. La forma è personale ed esatta, gli attori bravi e ben diretti; tutto si tiene, sino al manifestarsi parossistico dell'orrore, non mancando di sortire effetti allucinati e disturbanti.

Rufus68 23/04/19 00:03 - 3860 commenti

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Credere che i silenzi siano prova di autorialità o prova d'essere un novello Bergman è un equivoco che si perde nella notte dei tempi (autoriali). La Denis non fa eccezione e condisce tale supponenza con sesso, sangue e una messa in scena algida e distaccata. Il risultato è depressivo, ridicolo e ripugnante al buon gusto, il che non toglie che sia anche tediosissimo. Una tendenza comune al nuovo horror francese. Gli attori, poveri loro, si adeguano.

Daniela 3/01/20 23:53 - 12731 commenti

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Una cura sperimentale per aumentare la libico ha come non trascurabile effetto collaterale quello di invogliare a mangiare a morsi la partner... Sulla carta, sembrerebbe un'intrigante variazione erotica sul tema del cannibalismo, ma la visione è pesante quanto una peperonata serale, gravata com'è da tutti i vezzi di certo cinema d'autore, soprattutto se francese: sceneggiatura scarsa, dialoghi rarefatti, personaggi senza un perché interpretati da attori pensosi e corrucciati, erotismo porno soft, ridicolo incombente, noia imperante. Da salvare lo spunto, da bocciare la realizzazione.

Deepred89 25/07/22 21:21 - 3725 commenti

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Più vicino, a livello di estetica, a certo sgranatissimo cinema indipendente a stelle e strisce che all'autorialismo "intello" d'oltralpe, il film riesce a incuriosire nonostante un ritmo claudicante e un andamento spesso criptico. Oscuri spunti quasi sci-fi si alternano a incomunicabilità di coppia con qualche ridondanza di troppo. Poi quel paio di esplosioni di violenza che, pur lasciando in ombra il dettaglio truculento, mostrano un inaspettato approccio morboso e sgradevole non lontanissimo da certi prodotti underground estremi. Cast azzeccatissimo, invadenti gli archi nella OST.

Jaspers 6/11/22 00:38 - 153 commenti

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Incredibile a dirsi, ma lo stile della Denis si sposa perfettamente con l'horror portandola a realizzare una delle sue opere migliori. Come nel suo quarto film, sesso e cibo si rivelano bisogni primari dell'essere umano, malamente celati da una maschera di civiltà e pronti a generare un appetito sessuale che farà la gioia dei gorehounds, senza lasciare l'amaro in bocca a chi ama la costruzione della suspense tramite silenzi e lentezze. Descas il migliore del cast maschile e la vampiresca Dalle è di una sensualità incontrastabile. Un gioiello della New French Extremity da riscoprire.
MEMORABILE: Cervello sezionato; Contatto fisico tra le assi; Giocando a fare lo zombi; Il segno sulla spalla di June; "Non ti farei mai del male."

Myvincent 17/10/23 07:40 - 3776 commenti

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A causa di un esperimento scientifico andato storto due persone diventano ipersessuali e cannibali in una Parigi che dovrebbe essere la culla dell’amore per antonomasia. La regista prova a cucire un horror per sottrazione e lasciando immaginare, a parte alcune scene cruente “classiche”. Ma non riesce a convincere del tutto, affidando l’interpretazione del caso a uno spettatore confuso per i pochi elementi a sua disposizione.

Giùan 18/05/24 09:40 - 4612 commenti

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Esemplificativo dello stile rapsodico (talora fin troppo rabdomantico) della Denis, la quale a dispetto del sordido appiattimento titolistico all'italiana, problematizza e avvolge di complessità la quotidianità dell'amore, della sessualità e delle relazioni tra e intra i sessi (non a caso l'originale suona ben più ironicamente "Trouble every day"). Le ellissi, certo ermetismo tra il misterico e l'indecifrabile, possono dispiacere ma son segno di una personalità registica che osa al di là del didascalismo per farsi strada sia pur a tentoni (a morsi e bocconi) nella carne-cinema.
MEMORABILE: La sequenza (che chi guarda sa essere "preliminare" al pasto) tra la Dalle e il giovane ladro; Gallo conclude il rapporto con la moglie in bagno.
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  • Curiosità Buiomega71 • 2/07/12 10:14
    Consigliere - 26171 interventi
    *La Denis, che in conferenza stampa dichiara tra lo sgomento dei quotidianisti di amare Cannibal Holocaust

    Fonte: Roberto Curti & Tommaso La Selva SEX AND VIOLENCE PERCORSI DEL CINEMA ESTREMO (pg 410)
  • Discussione Buiomega71 • 2/07/12 10:38
    Consigliere - 26171 interventi
    Partendo da qualsiasi parte lo si guardi, il piccolo gioiello della Denis, turba, sconvolge, lascia straniti , picchia dove fà più male, e soprattutto (grazie a Dio) non spiega nulla, NON vuole spiegare nulla, ma fa la funzione di un allucinato incubo carnale, sanguinoso, tra il primo Cronenberg, bagliori rolliniani (anche se la Dalle, eterea e lascivamente sensuale "vampire nue", a caccia di camionisti sulla strada, che vaga allucinata e "assetata" mi ha portato alla mente qualcosina di I morti viventi sono tra noi, con quei boschetti e quelle strade invernali, putride, terre di nessuno brulicanti orrori da cronaca nera).

    La Denise si conferma una regista tostissima, che mischia sperma (che schizza copioso da Vincent Gallo, onanista per necessità, per amore assoluto verso la moglie), al sangue che macchia e sporca pareti, volti, corpi, a pasti umani di carne strappata a morsi, a grida di dolore quasi insostenibili, di un realismo disturbante (altro che Hostel e Sawnate varie), cunniligus che più sanguinolenti non potrebbero essere, su giovani camerierine che assomigliano a Isabelle Adjiani.

    Ma al di là dei banchetti carnali (gli stessi che alimentavano la fame antropofaga di Susan Sarandon in The Hunger), delle Grandi abbuffate miste di sesso e sangue di una Dalle mai così ferina e animalesca, intrappolata nella sua malattia, segregata, e che non desidera altro che morire, che fagocita ragazzi impervi (bellissima la scena della sua "liberazione", con conseguente pasteggio umano, mentre l'amico-al piano di sotto-accenna a masturbarsi, se non fosse per quelle disumane grida di dolore).

    Sembra quasi che i cannibali di Apocalypse domani si siano traghettati in una dimensione allucinata, ipnotica, realistica, sporca e decisamente livida, in una Parigi che non ha nulla di affascinante, tra zozze banlieu e un grigiore perenne, come le placide- e marce- acque della Senna.

    La Denise farebbe schiattare d'invidia lo Zulawski della Sciamana e non si scorda della Adjani di Possession, la voracità femminea all'enesima potenza, un mostro inzuppato di sangue che scende le scale, animalesca, con ben poco di umano, mette davvero i brividi.

    Adesso so da dove viene il Jennifer's Body di Megan Fox.

    Plauso per la fotografia tagliente di Agnes Godard, e le ipnotiche musiche dei Tindersticks, e la Denise non si scorda, nemmeno qui, della sua amata Africa (i video sul PC), che la vista crescere nella sua adolescenza e regala pezzi di cinema unico (il foulard verde che prende il volo tra i cieli grigi di Parigi).

    Opera che spiazza e divide, che stimola l'encefalo e lascia svuotati, non per tutti i gusti, ma che lascia un segno idellebile nell'anima e nella carne.
    Ultima modifica: 2/07/12 13:55 da Buiomega71
  • Curiosità Undying • 28/12/13 18:55
    Comunicazione esterna - 7574 interventi
    Dario Argento dixit

    "Vincent Gallo è famoso per film scandalosi, per scandali che provoca sul set e per essere una persona capricciosa e strana.
    La storia racconta di un certo dottor Shane che è in viaggio a Parigi con la moglie ed è alla ricerca di un dottore che lo aveva sottoposto anni prima ad una terapia per aumentare la libido. Però questa terapia aumentava la libido, ma innestava nella mente della persona anche un desiderio di cannibalismo. Già una ragazza è stata sottoposta a questo procedimento (Béatrice Dalle), ma ha divorato diverse persone...
    Adesso tocca a Vincent Gallo.
    Il film è complesso ed anche abbastanza orribile. Ebbe un discreto successo quando uscì, anche per la personalità strana degli attori e della giovane regista autrice Claire Denis."

    Fonte: 100 pallottole d'Argento 12/02/2013