Il posto delle fragole

Media utenti
Titolo originale: Smultronstället
Anno: 1957
Genere: drammatico (bianco e nero)
Numero commenti presenti: 31

LE LOCATION

I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/04/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Il Gobbo 26/04/07 19:47 - 3011 commenti

I gusti di Il Gobbo

L'anziano professor Borg si mette in viaggio per festeggiare il suo giubileo accademico. Le varie tappe del viaggio saranno occasione per ripercorrere l'intera vita. Mirabile, celebratissimo capolavoro bergmaniano, infarcito di richiami psicanalitici (gli incubi di Borg, visivamente magnifici e ferocemente parodiati da Woody Allen) e di alti riferimenti culturali, ma al contempo poeticissimo e godibile. Smisurata la prova di Victor Sjöström, pioniere del cinema svedese e superbo interprete di Borg. Un mega-classico.
MEMORABILE: Il sogno del funerale, che apre il film.

renato 25/06/07 00:08 - 1533 commenti

I gusti di renato

Un film meraviglioso, che vidi per la prima volta a 19 anni e che mi fece scoprire Bergman. Emozionante e pieno di grandi attori (commovente Sjostrom), riesce a rendere tangibile il dolore morale della vecchiaia, e credo che il finale vagamente conciliante non tolga nulla allo strazio emotivo che il protagonista è in qualche modo condannato a vivere fino all'ultimo dei suoi giorni. Le scene oniriche sono realmente inquietanti, forse tra le migliori mai realizzate, e come sempre nei film del regista svedese c'è una triste rappresentazione del matrimonio, vera e propria oasi di infelicità.
MEMORABILE: Mi chiamo Everhard Isak Borg, e ho 78 anni.

Supervigno 10/08/07 11:40 - 229 commenti

I gusti di Supervigno

Che film! Che interpreti! Che sceneggiatura! Che meraviglia! Non si smette di ripetere questa litania per tutta la durata del film. La storia dell'anziano medico che, nel viaggio verso la cerimonia del suo giubileo professionale, rivede i momenti salienti della propria vita, tra realtà e sogno, dolore e nostalgia, potrebbe appartenere a ciascuno di noi. I ragazzi che accompagnano il viaggio del medico assieme alla nuora, di gran lunga il personaggio migliore del film, danno un tocco di leggerezza e affetto. Emozionante.
MEMORABILE: "Da qualche tempo faccio sogni strani: è come se volessi dire a me stesso qualcosa che non voglio ascoltare da sveglio. Che sono morto pur essendo vivo"

B. Legnani 4/09/07 19:32 - 4689 commenti

I gusti di B. Legnani

Bilancio di una vita, richiamo dei momenti più importanti o di quelli che, a conti fatti, non proprio importantissimi sono stati, ma che dentro la mente restano, incancellabili. Grande talento, immagini che sembrano dipinti, che non si scordano più. Non proprio leggero, ma neppure pesante. Imperdibile, perché a noi rappresenta noi stessi (o, se siamo giovani, quelli che noi saremo).

Scarlett 10/07/08 14:00 - 307 commenti

I gusti di Scarlett

Un film intensamente poetico, che tocca il profondo di chi riesce ad innamorarsi dell'arte di Bergman. Attori perfetti, fotografia di altri tempi, splendida. Una storia che si lascia seguire dall'inizio alla fine con semplicità. In poche parole un capolavoro.

Cotola 12/07/08 12:31 - 7456 commenti

I gusti di Cotola

Capolavoro assoluto di Bergman è, forse, il suo film più bello e riuscito. Molta più semplicità (almeno in apparenza) che in altre sue pellicole, ma anche maggiore lirismo e coinvolgimento. Splendidi ed angoscianti gli inserti onirici. Grande la prova dell'ex (grandioso) regista svedese Sjostrom che è perfetto nell'incarnare la figura del professore maturo per il quale è arrivato il tempo dei bilanci. Un gioiello di inestimabile valore nel campo dell'arte cinematografica che merita di essere conosciuto e di essere visto e rivisto. Imperdibile.

Manulele81 8/09/08 13:42 - 83 commenti

I gusti di Manulele81

Grande dramma esistenziale di Bergman, che racconta il viaggio verso la morte e la rinascita di un professore, costretto suo malgrado a fare i conti col passato e col futuro, rappresentato dai molti giovani che incontrano sul suo cammino. Mescolando il suo stile severo e introspettivo con una mano lieve e quasi fiabesca, Bergman riesce a raggiungere una delle sue vette, mettendo in scena in 90 minuti una vita intera, le sue paure, le sue difficoltà, le speranze. Scritto incantevolmente, diretto da maestro, interpretato con passione.

Xamini 25/12/08 02:26 - 1000 commenti

I gusti di Xamini

Intenso, tenero, esattamente come lasciato intendere dal titolo. Sarà che le storie di bilanci esistenziali toccano sempre le corde del cuore (specie di chi non ha più 20 anni), sarà che Bergman sa come farle suonare. Il rincorrersi di ricordi, la sovrapposizione tra il vecchio professore e le sue visioni giovanili, la tenerezza nel contrasto con la nuora e i ragazzi incontrati per caso. Non velocissimo nel ritmo, ma da vedere.

Enricottta 19/08/09 19:35 - 507 commenti

I gusti di Enricottta

Il mio film preferito. Visto la prima volta a nove anni, cercato per parecchio tempo in cineteche sparse per la mia città, trovato e comprato con i miei ultimi spiccioli pochi anni fa. Non ho mai speso tanto bene dei soldi, eccezion fatta per qualche donna (intendo mia figlia). Bergman in stato di grazia ci conduce nelle sue atmosfere cariche di lirismo, mai banali, misuratissime. Sublime! I tempi sono perfetti. Penso al mio amico Mimì, che disse: "Ho buttato una sigaretta ed è rimasta in piedi". A Bergman è riuscito veramente!
MEMORABILE: La sequenza del carro funebre mi fa pensare a Freud, Magritte, De Chirico, Dalì, un caledoscopio senza colori, che sprigiona tanta luce.

Pigro 22/02/10 09:29 - 7731 commenti

I gusti di Pigro

Una giornata di viaggio per un anziano professore: viaggio da una città all'altra, viaggio sociale con nuovi incontri, viaggio nella memoria verso l'adolescenza, viaggio interiore. Un film straordinario che inizia con il celebre incubo in cui lui vede se stesso in una bara e si conclude con un sonno sereno. Vola alto, altissimo, Bergman in questa storia che tocca l'animo dello spettatore, obbligando pure lui a un viaggio nel senso dell'umanità e della vita in compagnia del protagonista, impersonato da un grandissimo Sjöström.

Nando 23/04/10 23:54 - 3458 commenti

I gusti di Nando

Il film che ha fatto conoscere il talento di Bergman al mondo. La ricerca degli affetti e le difficoltà nel coltivarli rappresentano il punto centrale dell'opera. La paura della solitudine e la possibilità comunque di una possibile conversione emergono in maniera lampante. Ottimi gli attori e curatissime le riprese, un ottimo film.
MEMORABILE: Il primo sogno del professore con l'orologio senza lancette ed il freddo cozzare del carro funubre sul lampione.

Sabryna 27/05/10 18:09 - 225 commenti

I gusti di Sabryna

Un percorso psicanalitico intimo e introspettivo. Sjöström da oscar. Il viaggio intrapreso da Isak, metafora del suo stesso iter tra vita e morte, viene esplicitamente chiarificato fin dalla sequenza iniziale dell'incubo. Tutto torna nel film di Bergman: ogni personaggio incontrato da Isak è funzionale al recupero del suo essere, ogni meta mandata a memoria serve alla ricerca del proprio io perduto. Isak a 78 anni, in occasione del suo Giubileo, fa i conti con se stesso e con il suo passato. Nulla è mai perduto e Bergman ce lo insegna.
MEMORABILE: Il memorabile incubo iniziale; "...perché sebbene tu conosca tante cose, in realtà non sai niente... "

Didda23 8/12/10 13:04 - 2282 commenti

I gusti di Didda23

Ci sono davvero poche parole da spendere per questi 90 minuti di poesia sublime, eccelsa. Regia magistrale, sceneggiatura intensa e coinvolgente, fotografia sopraffina. Film imprescindibile per chi ama davvero il cinema. Non manca niente. A tratti può risultare un po' lento, ma non è un limite insuperabile. Da vedere e rivedere all'infinito. In questo caso la parola capolavoro non è assolutamente esagerata, anzi... Perfetto!

Belfagor 18/12/10 11:42 - 2621 commenti

I gusti di Belfagor

Un bilancio esistenziale fra nostalgie, rimpianti, successi e delusioni. Sjöström interpreta un uomo qualunque con una sensibilità unica, che trasforma ogni sequenza in poesia. Ogni tappa del percorso, ogni persona incontrata, ogni sogno tumultuoso aggiunge un tassello al grande enigma della vita e della morte. Meraviglioso anche il personaggio la nuora, forse l'unico elemento di speranza rimasto al protagonista. In poche parole perfetto, un autentico capolavoro.
MEMORABILE: L'incubo iniziale, probabilmente la miglior scena onirica della storia del cinema.

Saintgifts 15/04/11 23:30 - 4098 commenti

I gusti di Saintgifts

Ognuno di noi ha il suo posto delle fragole e, se ancora non lo sa, lo scoprirà prima o poi, è solo questione di tempo. Si parla di vita, di morte e, naturalmente, dell'essere umano. Non c'è argomento esistenziale che non venga toccato, attraverso personaggi rappresentativi e in modo apparentemente semplice (perché chiaro e universale) ma in realtà profondo, tanto da lasciare il segno. Grandi interpreti (Ingrid Thulin la mia preferita), somma regia. Onore anche al doppiaggio. Non arrivo ai 5 pallini solo per l'accapigliarsi tra i due studenti.

Mickes2 16/05/11 16:02 - 1668 commenti

I gusti di Mickes2

Un viaggio introspettivo straordinario caratterizzato da un’affascinante unione tra passato e presente, sogno e realtà. Il posto delle fragole per meditare, riflettere, rendersi conto che la vita non è solo fatta di severità e formalismi. Un viaggio di grande stile narrativo visivamente magnifico. L’anziano medico sprofonderà nei suoi ricordi infantili più belli permettendogli di guardare alla vita con quella serenità che non aveva mai avuto prima. Poetico, splendidamente angoscianti le sequenze oniriche e meravigliosa la figura della nuora.
MEMORABILE: L'interpretazione di Victor Sjöström. La sequenza del primo incubo.

Myvincent 23/09/11 08:55 - 2522 commenti

I gusti di Myvincent

Un lungo, articolato viaggio nella memoria viene compiuto da un anziano dottore assieme a vari personaggi lungo la via verso il riconoscimento finale dei meriti per la sua professione. Una catarsi psicoanalitica attraverso sogni, incubi, ricordi che hanno dolorosamente segnato la sua vita. E come alla fine di un vero percorso analitico il suo grande, sereno sorriso verso le antiche figure genitoriali e la conciliazione con sè stesso. Capolavoro di Ingmar Bergman, colpisce per la fredda, spietata discesa verso l'inconscio umano.

Mtine 9/12/11 18:29 - 224 commenti

I gusti di Mtine

Un viaggio spaziale e temporale di un anziano professore. In quello spaziale per recarsi a Lund per il suo "giubileo professionale" farà la conoscenza di tre ragazzi e instaurerà un rapporto con la sua nuora; in quello temporale avrà modo di rivivere la sua infanzia. La storia è quindi molto semplice, ma un'intensa introspezione dei personaggi, inquietanti scene oniriche e l'inconfondibile direzione di Bergman lo rendono uno dei capisaldi del cinema europeo. Qua e là il film è forse un po' troppo lento e "pesante", ma d'altronde Bergman è così.
MEMORABILE: L'appagante finale.

Enzus79 3/11/13 10:45 - 1759 commenti

I gusti di Enzus79

Capolavoro di Ingmar Bergman. Film esistenzialista, che si può considerare una sorta di parabola sull'uomo. Scene magistrali, come i sogni e i flashback del professore, che veramente coinvolgono. Bravi gli attori. Doppiaggio italiano però influenzato dalla censura, perciò meglio vederlo in lingua originale.

Erreesse 24/12/14 00:41 - 63 commenti

I gusti di Erreesse

Capolavoro assoluto, senza tempo. Magica, mistica unione d'idea semplice e umanissima (il bilancio d'una vita), sceneggiatura profonda e autentica, immagini indimenticabili, interpreti in stato di grazia fra cui spicca Sjostrom, con la nobile voce italiana di Amilcare Pettinelli. Da rivedere e commuoversi ogni volta, per capire che cosa è il cinema.

Pinhead80 3/04/15 12:04 - 3891 commenti

I gusti di Pinhead80

Un anziano dottore intraprende un viaggio in auto per andare a ricevere un prestigioso premio alla carriera, ma lungo il percorso troverà qualcosa di molto più importante. Presente e passato del protagonista si mescolano facendo emergere i rimpianti in forma onirica. Difficile non commuoversi vedendo tanta bellezza. Il posto delle fragole esiste nella realtà di chiunque, magari sotto altre spoglie ma esiste, ed è impressionante con quale intensità Bergman riesca a mostrarcelo. Victor Sjöström è un mostro di bravura. Capolavoro.

Papele82 13/12/15 10:17 - 7 commenti

I gusti di Papele82

Secondo film di Bergman che ho visto, dopo Il settimo sigillo che non mi ha fatto gridare al capolavoro assoluto (forse perché visto fuori tempo massimo, forse perché non hanno tutti i torti quelli che pensano di non poter affrontare Bergman perché autore difficile, criptico, intellettuale, ecc.). Ecco, questo già l'ho amato di più, mi ha anche commosso (quando i ragazzi lo salutano prima del finale). E la vicenda di un uomo tormentato dagli incubi non poteva che farmi immedesimare fin dalle prime scene, anche se non ho 80 anni.

Kinodrop 11/12/15 16:27 - 1461 commenti

I gusti di Kinodrop

Una straordinaria icona di un regista e di un'altissima stagione della cinematografia. Un viaggio-riflessione alla riscoperta di un sé autentico nascosto da tanti anni di convenzioni e di affetti inespressi; attraverso lo specchio degli altri, parenti o incontri occasionali, l'anziano professore rivede man mano i suoi limiti e i suoi meriti, riacquistando una pace interiore e una visione pacata della realtà. Indimenticabile l'incubo iniziale e l'alternanza tra onirico e reale che punteggia il racconto fino alla serena contemplazione del finale.
MEMORABILE: Tutta la parte onirica; La forte espressività di Sjostrom e della Thulin.

Fauno 13/03/16 17:04 - 1907 commenti

I gusti di Fauno

Anche qui c'è una mosca bianca (Marianne) fra il marciume più putrido: dai sogni deliranti (specie il primo con carrozza e bara e l'orologio senza lancette), ai ricordi edulcorati col fiele (non plus ultra le gemelline), ai due autostoppisti tonti che si mettono pure a litigare su spirito e materia (sob!), agli altri due coniugi pazzi isterici e incidentati. E infine la magistrale rivelazione che nella vita un solo compagno o una sola compagna non bastano a colmarci e allora ci teniamo quello più carnale o ne troviamo altri a go-go. Grazie, lo sapevo già.
MEMORABILE: L'incubo dell'esame di abilitazione con la solitudine come esito (in negativo); I discorsi di Marianne sui rapporti con lui e col marito (in positivo).

Fedeerra 6/02/18 03:53 - 404 commenti

I gusti di Fedeerra

Che Bergman sia uno di registi più straordinari della storia del cinema è indubbio, ma come è ben noto purtroppo anche i geni possono compiere un passo falso. Il posto delle fragole risente di una lentezza farraginosa, asfissiante e, inevitabilmente, viene da chiedersi perché tutto quell'agognato viaggio trasognante non potesse essere addomesticato con più tempra. Dialoghi noiosi e accadimenti senza avvenimenti. Aria fritta d'autore.

Rufus68 22/11/18 23:32 - 3050 commenti

I gusti di Rufus68

Una bellissima intuizione: non si cerca di decrittare il futuro, ma di sondare e comprendere il passato, una vera terra sconosciuta. Le decisioni di un'intera esistenza e le convinzioni che hanno portato a esse sono messe in discussione da una sorta di catabasi verso la verità: al termine del viaggio il protagonista scoprirà le brevi gioie del perdono e dell'abbandono a una nuova empatia. Sjöström è perfetto in tale parabola sulla rivelazione di se stessi che evita meritoriamente ogni didascalismo.

Paulaster 3/01/19 12:54 - 2731 commenti

I gusti di Paulaster

Anziano professore si recherà al suo giubileo. Resoconto di una vita con leggera autoassoluzione ma senza evitare la spietatezza del giudizio terreno di chi ci è accanto. Antesignano - nell’incubo iniziale - di alcune tracce lynchane o delle due gemelline di stampo kubrickiano. Girato con maestria nel mescolare il presente e il passato e nel rimettere a posto i pensieri in un dolce e malinconico finale. Sjöström ha il viso giusto, von Sydow è sacrificato in una particina.
MEMORABILE: La mano che esce dalla bara; L’approccio nel prato delle fragole; La discussione in macchina tra i coniugi; Il rifiuto della governante a dare il tu.

Magi94 27/10/19 20:35 - 656 commenti

I gusti di Magi94

Altra grande, immortale opera sulla vecchiaia filmata negli anni 50. La storia è semplice: un vecchio, scorbutico professore deve fare un viaggio in compagnia della moglie del figlio e di altri sconosciuti incontrati per la via. Riflessioni sulla solitudine, sui rapporti personali e sull'egoismo si alternano a meravigliosi sogni e incubi del protagonista. La bravura (e l'innovazione) di Bergman si vede proprio nella parte onirica, metafisica e splendidamente fotografata. Meraviglioso lo scontro e incontro tra varie generazioni.
MEMORABILE: Tutti i sogni del professore, dalla bara al posto delle fragole.

Noodles 30/03/20 23:40 - 806 commenti

I gusti di Noodles

Il parallelismo tra il viaggio in macchina e il viaggio nell'anima non è materia nuova, ma Ingmar Bergman lo tratta in maniera mai banale, insieme con poesia e splendida disperazione, inserendo numerosi elementi del suo cinema che sono riconoscibilissimi. Splendidi e struggenti tutti i flashback, colpo da maestro i sogni all'inizio e alla fine del film. Fotografia straordinaria. Lento ma mai noioso. Mentre riflette il protagonista, riflette anche lo spettatore. Indimenticabile.

Daniela 16/06/20 07:27 - 9214 commenti

I gusti di Daniela

Per un anziano professore misantropo,  un viaggio è l'occasione per un bilancio esistenziale tra premonizioni di morte, rimpianto per la giovinezza con le sue infinte possibilità, amarezza per le scelte sbagliate ma anche scoperta che c'è ancora tempo per una parola gentile, un momento di pudico affetto. Capolavoro assoluto che riesce ad essere profondo con leggerezza, da rivedere periodicamente perché invecchiando diventa più naturale unirsi al protagonista nel pellegrinaggio nei luoghi della memoria alla ricerca del proprio posto delle fragole, quello in cui trovare pace. 
MEMORABILE: L'incubo iniziale; L'esame di riabilitazione; L'inquadratura finale con il padre intento alla pesca.

Il ferrini 2/07/20 12:03 - 1665 commenti

I gusti di Il ferrini

Un film di rara poesia, divertente (il battibecco iniziale con la domestica è meraviglioso) e al contempo malinconico. Una scrittura incredibilmente moderna, vivace, a tratti psichedelica (inquietanti le gemelline) e una regia dai meccanismi perfetti. Bergman confeziona un vero gioiello, non rinunciando ai suoi temi preferiti, come per esempio il confronto tra fede e ateismo che finisce addirittura in rissa. Il viaggio come metafora di una vita, che ispirerà molto altro cinema a venire. Importante.        
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Erreesse • 3/07/12 15:00
    Galoppino - 63 interventi
    La voce italiana di V. Sjostrom è di Amilcare Pettinelli, come ci informa il sito di Antonio Genna