Moglie e marito

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ancora uno scambio di corpi utilizzato a fini sostanzialmente comici, per una volta non originato da un misterioso incantesimo (SE FOSSI IN TE, per citarne uno) ma da una quasi plausibile spiegazione scientifica, che nel finale fornisce perfino una soluzione a suo modo ingegnosa del fenomeno; fenomeno che resta comunque, a conti fatti, quello appunto già visto dello scambio di corpi, in cui - qui in seguito a un inconveniente accaduto durante la sperimentazione di un azzardato macchinario che permette di tradurre le onde cerebrali in immagini - moglie e marito si ritrovano l'uno nel corpo dell'altro. Favino comincia quindi a muoversi e atteggiarsi come la Smutniak (di fatto finendo...Leggi tutto perlopiù col prodursi in mossette da checca talvolta decisamente forzate) mentre la Smutniak - meno caratterizzata - si trova alle prese con la trasandatezza e il cinismo tipicamente maschili di Favino. Lo spunto e molte situazioni escogitate dal soggetto puntano alla farsa, ma l'utilizzo di attori solitamente alle prese con personaggi più drammatici cambia le carte in tavola ibridando il risultato in una commedia di qualche pretesa, che vorrebbe in ultima analisi anche lasciarci con un paio di buoni insegnamenti attraverso il confronto tra due modi diversi di vedere la vita come sono quelli dell'uomo e della donna. Forse se si fossero scelti per la parte due attori più dichiaratamente brillanti il film avrebbe potuto divertire di più, ma allo stesso tempo forse anche confondersi tra i tanti sull'argomento. Così invece ci si concentra maggiormente sulla scrittura e si nota come alcuni snodi siano architettati in bello stile, diretti con i tempi giusti e a tratti assai spassosi (impagabile la Smutniak che siede a gambe aperte sulla poltrona da dove conduce in diretta la sua trasmissione televisiva). Per questo il film di Simone Godano sa sorprendere, per il suo proporre sapientemente in ruoli quasi inediti i due protagonisti e per il saper lavorare sui dialoghi lasciando al bravo Valerio Aprea (è il collega di Favino) le incombenze più dichiaratamente comiche: è lui a trovarsi più di tutti spiazzato dalle risposte dell'amico che non riesce più a riconoscere come tale e da quelle altrettanto inattese della moglie. Se poi le reazioni dei due alle prese con organi sessuali “nuovi” risultano scontate, meno lo sono gli inconvenienti sul lavoro, dove entrambi si ritrovano costretti (tra mille equivoci) a gestire problematiche per loro irrisolvibili, non possedendo le conoscenze di base. Il finale suggerisce - poco originalmente - che tutti e due sono in parte colpevoli del divorzio verso il quale stavano dirigendosi, ma sfrondando il film dalle facili implicazioni sociopsicologiche ci resta tra le mani una commedia spiritosa, fresca e molto ben recitata; almeno prima di un'ultima parte in cui tende a spegnersi accorgendosi di dover concludere senza ripetersi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/04/17 DAL BENEMERITO GABRIUS79 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 15/04/17
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Gabrius79 13/04/17 21:59 - 1279 commenti

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Certamente l'idea di base non è una novità al cinema, ma Simone Godano è in grado di confezionare un buon prodotto in cui funziona piuttosto bene l'alchimia fra Favino (divertentissimo) e la Smutniak (bella e brava), che si invertono i ruoli. La vera sorpresa è Valerio Aprea, che si rivela un'ottima spalla dall'umorismo nevrotico. L'inizio è piuttosto noioso, ma dopo un quarto d'ora - finalmente - il film decolla.

Markus 15/04/17 09:48 - 3448 commenti

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Per via di un esperimento scientifico riuscito male due coniugi bellocci - pur non cambiando l'aspetto fisico - si scambiano la personalità, quindi la testa di lui nel corpo di lei e viceversa. Una commedia molto ben ritmata con qualche ambizione sociologica tutto sommato non banale, che Godano riesce a confezionare grazie soprattutto alla buona caratterizzazione degli attori. Favino, pur bravo, un po' più scontato nelle tipiche mossette alla Serrault; la Smutniak a tratti è sorprendente. Un buon esempio di nuovo cinema italiano.

Callimaco 17/04/17 11:49 - 5 commenti

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Ecco finalmente un italiano che scardina nuovamente (vedi Veloce come il vento e Lo chiamavano Jeeg Robot) i "canoni" per i quali non si può pensare a una commedia inverosimile e immaginifica ma credibile, inserendo degli spunti ancora innovativi per noi, anche se ritriti in altri contesti (scambio di cervelli). Ottimo Favino che sovrasta però la Smutniak. L'opera prende l'abbrivio dopo un po', ma risulta un ottimo mix di situazioni con una regia ottima, serrata. Peccato per un finale un po' troppo "ripetuto". Da non perdere.

Ryo 6/05/17 01:37 - 2169 commenti

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Pensavo di trovarmi di fronte a una riproposta del filone che andava molto in America fra la fine degli Anni 80 e l'inizio dei 90, in cui due personaggi si scambiavano i corpi. In effetti non ci sono andato lontano, ma mi è piaciuta molto la metafora che si nasconde dietro la sceneggiatura (l'osservazione dall'esterno e l'autoaccettazione). Bravissimi i due protagonisti nei panni del rispettivo coniuge. Finale leggermente (e inspiegabilmente) criptico.

Maxx g 28/07/17 14:24 - 529 commenti

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Il tema dello scambio di personalità (ma attenzione: c'è una particolarità) è stato usato molto nel cinema. Questo potrebbe far pensare a qualcosa di prevedibile, ma si viene immediatamente smentiti dai fatti. "Moglie e marito" è una commedia godibile che non è quasi mai scontata, un film dal buon ritmo che fa ridere ma non in maniera grossolana, oltre anche a far riflettere. La parte di Aprea forse meritava maggior respiro. Brevi apparizioni per Orsetta De Rossi. Ottimo il montaggio di Vizzini e azzeccate le musiche.
MEMORABILE: La prima apparizione in tv di Sofia con i comportamenti di Andrea, la lettura del tema del bambino da parte della preside.

Paulaster 13/09/17 10:10 - 3358 commenti

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A seguito di un esperimento fallito, coppia di coniugi si scambia i panni. Commedia degli equivoci comportamentali dove le caratteristiche di genere vengono ben tratteggiate. Favino è divertente e sfaccettato nelle movenze e la Smutniak ha nelle corde il saper fare il verso al suo co-protagonista. Quando il film prende la piega più riflessiva si appiattisce e fa solo attendere il classico finale consolatorio.
MEMORABILE: Favino che colpisce la palla di testa; Il discorso della Smutniak sull’essere donna alla trasmissione televisiva.

Galbo 16/09/17 06:16 - 11727 commenti

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Una versione italica dei film caratterizzati dagli scambi corporei, con relativi equivoci legati all'evento. Questa commedia non riesce ad evitare alcuni cliché legati ad uomini e donne l'uno nei panni dell'altro ma in questo caso la bravura degli attori consente di evitare l'effetto macchietta. Ne deriva una commedia abbastanza equilibrata tra la parte più brillante e quella maggiormente riflessiva sui ruoli maschili e femminili e in cui come detto il valore aggiunto è dato dalla prova del cast, sia principale che secondario.

Capannelle 23/09/17 00:17 - 3947 commenti

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Commedia dal taglio moderno che cerca di mantenere una certa brillantezza; a volte ci riesce, altre perde la freschezza della narrazione o la compostezza dei dialoghi. Favino e Smutniak si impegnano ma è illusorio far poggiare quasi due ore sulle loro spalle senza comprimari (c'è il solo Aprea), anche se si potrebbe affermare che con due attori si fanno quattro personaggi. Nell'ultima mezz'ora ci si riduce a guardare l'orologio.

Mutaforme 10/10/17 16:21 - 398 commenti

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Gradevole commedia italiana che si attesta sopra la media rispetto ad altre opere nostrane. Lo scambio d'identità non è una novità ed era molto in voga negli anni 80 (ad esempio in Viceversa), ma Favino e la Smutniak sono bravi a valorizzare una discreta sceneggiatura, che si dimostra comunque moderna e ben ritmata. Buona la regia di Simone Godano. Consigliato per una tranquilla serata in famiglia.

Homesick 27/10/17 13:51 - 5737 commenti

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Commedia dagli spunti fantasy-fantascientifici - peraltro tutt'altro che inediti: lo scambio dei corpi e dei ruoli - portata avanti in modo banale secondo i luoghi comuni societari sull'uomo e sulla donna e sulla crisi di coppia, enfatizzati dalle caricature di Favino, con le sue mossette più da gay che da femmina, e della Smutiak, volto duro e aspetto trasandato da maschiaccio. Lo script non avvince per nulla e la comicità affiora solo a tratti.
MEMORABILE: Favino tornato al lavoro con la sua nuova "identità".

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Daniela 4/03/19 00:59 - 10899 commenti

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Lo scambio mentale, molto in voga nel cinema USA qualche tempo fa, viene riproposto in variante matrimoniale in questa commedia con qualche pretesa di introspezione psicologica in cui lui, brillante neochirurgo e lei, conduttrice tv in ascesa, si ritrovano l'uno nel corpo dell'altra. Il problema è che lo scambio non avviene tra le personalità ma tra due macchiette stereotipate, rispettivamente il gay tremulo ed il maschio italico cafone: il film finisce così per imboccare la via di una comicità stantia che penalizza anche le prove attoriali, in particolare quella di Favino, stucchevole.

Didda23 25/11/19 10:23 - 2326 commenti

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Il cinema non è certo nuovo a soggetti del genere, ovvero che improvvisamente fanno ritrovare il protagonista nei panni di un'altra persona, però Godano è magistrale nella direzione attoriale ricavando il meglio dalla coppia Favino-Smutniak (a tratti veramente sorprendente). Peccato che l'opera, eccezion fatta per l'exploit attoriale, non abbia la necessaria brillantezza per spiccare il volo, soprattutto nei dialoghi. Rimane una pellicola decisamente sopra la media, considerando l'aridissimo panorama della commedia italiana. Buono, ma poteva essere eccezionale.
MEMORABILE: L'espressione di sgomento e di incredulità di Aprea d'innanzi alla confessione della Smutniak; L'intervento sulle donne durante la trasmissione.

Thedude94 10/10/20 19:52 - 747 commenti

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Da un'idea non così innovativa di scambio di corpi nasce questo film diretto da Godano, che grazie alle ottime interpretazioni di Favino e della Smutniak porta a casa un risultato non male. C'è sicuramente da apprezzare il coraggio del regista e degli sceneggiatori di affrontare un genere poco sfruttato nel corso degli anni dal cinema italiano e lasciato completamente agli anglosassoni. Il ritmo cala poco, nonostante alcune scene siano prevedibili, ma grazie ai guizzi degli attori si riesce a strappare qualche risata. Interessante anche il momento finale.
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