Poveri ma ricchi

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2016
Genere: commedia (colore)
Note: Remake del film francese "Les Tuche" (2011). Avrà un seguito: "Poveri ma ricchissimi" (2017).
Numero commenti presenti: 16
Papiro: elettronico
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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ma come'è possibile che per riproporre la trita storia della vincita milionaria che porta dei poveretti di provincia a trasformarsi in arricchiti cafoni si sia dovuti ricorrere all'ennesimo rifacimento di un film francese? Uno degli espedienti più abusati dal nostro cinema finisce filtrato dallo schematismo d'oltralpe e innervato dalla volgarità bonaria della solita romanità coatta. De Sica (nei panni di Danilo Tucci) ne è l'interprete più naturale, capofamiglia che porta i soldi a casa lavorando al caseificio come intrecciatore di mozzarelle. Sposato con Loredana (Ocone), vive assieme ai loro due figli (il più piccolo funge pure da narratore), al fratello (Brignano) della moglie e alla nonna rincretinita dalla tv ma ancora tosta e verace...Leggi tutto (Mazzamauro). Nel giro di pochi minuti la vincita al lotto: cento milioni e la scelta di trasferirsi in gruppo a Milano, la città dei ricchi. Dapprima una suite all'hotel extralusso (dove Brignano s'innamora della spigliata Comello, che ahilui odia i ricchi costringendolo a fingersi lavapiatti), poi l'attico in piazza Gae Aulenti (promossa negli ultimi anni a location regina della città, simbolo di modernità e progresso). I Tucci, il cui cognome è la semplice italianizzazione di quello francese che dà il titolo al film originale (Les Tuches, 2011) non fanno che ostentare inconsciamente la loro burinaggine ad ogni occasione (non manca la scena alla galleria d'arte che tanto ricorda la tappa alla Biennale di Sordi e signora nelle VACANZE INTELLIGENTI), vengono raccontati attraverso stereotipi come vuole la nuova moda francese lasciando allo zio perito agrario disoccupato perenne (Brignano) l'inevitabile parentesi sentimentale; un ruolo che Brignano ha ripetuto negli anni allo sfinimento, giocando sulla propria tenerezza che si sposa al suo buffo recitare sottotraccia, malinconico ma capace d'illuminarsi all'improvviso. De Sica ovviamente (sempre bravo, su questo non ci piove) in un ruolo così ci sguazza, eccede in smorfie e sguaiataggini coperto dalla natura che il suo personaggio richiede, eppure (sarà la parrucca bionda che proprio non gli dona, sarà l'ingenuità sottesa che ne frena l'impeto dissacrante) non pare travolgente come nelle migliori occasioni. Le battute non mancano (neanche quelle agghiaccianti tipo il grido di famiglia "Uno per Tucci, Tucci per uno" o la figlia che antepone la parola "hashtag" ad ogni sua frase), le risate nemmeno, ma esaurita la spinta si procede per inerzia e si arriva alla conclusione faticosamente. La matrice francese un po' di organizzazione nella scrittura in più rispetto alla media la dà, ma lo spirito gioiosamente brillante e sfacciato del primo Brizzi s'è ahinoi perso per strada. Il ricorso ai mille luoghi comuni sui ricchi intacca ogni verosimiglianza (proprio come accadeva alle commedie di Miniero ricavate da modelli francesi), la Comello è brillante ma pure lei come un po' tutti sembra annullare ogni spontaneità per servire un ritratto farsesco in cui è sempre più difficile riconoscere i tratti autentici della nostra tradizione comica, profondamente legata all'identità nazionale persino quando tendeva allo slapstick con Neri Parenti. Se è l'internazionalità ciò a cui si punta, all'esportabilità attraverso l'universalità del messaggio, che almeno ci si sforzi di produrre copioni originali. Simpatiche e centrate le presenze degli autoironici Al bano e Giobbe (prete del paese di Torresecca), più neutro il cameo del buon Gianmarco Tognazzi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/11/16 DAL DAVINOTTI
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Claudius 26/12/16 11:08 - 482 commenti

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Una bella sorpres. Non si tratta del solito cinepanettone (anche se le risate non mancano) ma di una storia leggermente più strutturata affidata a De Sica e alla grandissima Mazzamauro; si ride ma si riflette anche, cosa insolita. Piacevole (come attrice) e bella la Comello e menzione per la canzone "Amen" di Gabbani (altro artista che conosco) nella colonna sonora. Merita la visione.
MEMORABILE: Il cameo di Covatta e la bellezza della Comello.

Sircharles 6/01/17 12:13 - 99 commenti

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La pellicola funziona, grazie a un buon ritmo e a numerose trovate comico-narrative che vivacizzano fino alla fine una vicenda non troppo originale. Nessuno dei protagonisti "stecca": De Sica e Ocone simpaticamente sopra le righe, fondamentali per dare una pennellata di italianità a un prodotto che è remake di un film francese, Brignano tutto sommato in parte e Comello, futura star sanremese, che conferma il suo poliedrico talento (attrice, presentatrice, cantante). Piccolo ma sostanzioso anche il contributo di Al Bano all'ilarità generale.

Markus 18/12/16 10:36 - 3448 commenti

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Molto triste dover accettare che una stravista storia di improvviso benessere da parte di una famiglia povera debba essere l'ennesimo remake di un film francese di successo, soprattutto quando ci si accorge che molte delle scene sono riconducibili a nostre pellicole del tempo che fu. Oltre al danno la beffa. Fatta questa premessa l'opera di Brizzi conferma che alla di penuria di autori riesce in parte a supplire la bravura degli attori, che con le loro istrioniche maschere riescono a strappare più di un sorriso. Un inno all'Italia popolare.

Rambo90 20/12/16 01:41 - 6920 commenti

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Brizzi ritenta l'esperimento natalizio (dopo il 2013) e lo fa con una commedia molto divertente, che partendo dal classico tema dei cafoni arricchiti costruisce una sceneggiatura che fa ridere tantissimo, con qualche caduta di ritmo ma senza mai stancare. De Sica in gran forma spara battute a raffica come ai vecchi tempi e Brignano è nel personaggio che gli riesce meglio. Validi anche tutti gli altri (eccezion fatta per i due ragazzini), da una scatenata Mazzamauro al cameo di Al Bano. Gradevole, allegro e ben girato.

Deepred89 18/12/16 22:10 - 3427 commenti

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Confezionata discretamente, una commedia dallo spunto stravisto ma sempre efficace che si perde tra banalità, déjà-vu (Le vacanze intelligenti) e dolori lancinanti (ogni volta che il baby genius apre bocca), nonostante qualche momento (il dipinto non dipinto) di eccellente comicità. Cast con tre nomi grossi (Brignano simpatico ma fuori parte, De Sica efficace, Anna Mazzamauro - la migliore - spasso assoluto) e una buona quantità di presenze che si preferirebbe dimenticare. Delirante svolta finale, grande apparizione trash di Al Bano.
MEMORABILE: Il dipinto in bianco; L'impiego extra di Al Bano.

Didda23 20/12/16 10:24 - 2327 commenti

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La quasi totale assenza di idee veramente nuove, nate e sviluppate sul suolo italico, è palesata da quest'ultima fatica di Brizzi (in caduta verticale rispetto agli inizi soprattutto in termini di spettatori paganti), che sfrutta un canovaccio logoro già nel soggetto. Nel complesso l'opera è anche piacevole, soprattutto per la bravura di De Sica (un attore vero) che illumina lo schermo con le (poche) battute a disposizione. Brignano imbrigliato in un personaggio che non gli calza a pennello non può sprigionare la sua capacità. Seconda parte peggiore della prima.
MEMORABILE: Il televisore nel fiume; Al Bano; La festa di compleanno.

Gabrius79 26/12/16 21:26 - 1279 commenti

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Fausto Brizzi, prendendo spunto da un film francese, confeziona una commedia senza troppe pretese tenuta in piedi dagli attori in quanto la sceneggiatura un po' latita. De Sica come sempre sopra le righe e divertente, Brignano se la cava bene. Ocone e Mazzamauro infallibili. Per il resto normale amministrazione con le curiose e autoironiche incursioni di Al Bano, Gabriel Garko e Massimo Ferrero. Finale un po' spompato.

Thedude94 28/12/16 02:34 - 747 commenti

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Questo è sicuramente il lato buono di Brizzi, il quale trasferisce in Italia questa commedia francese nella quale il tema (molto moderno) riguarda le differenziazioni rispetto al passato nel modo di vivere dei ricchi di oggi. Il capomastro è un De Sica in forma come ai bei tempi; l'unica pecca sono i personaggi secondari (fatta eccezione per la Mazzamauro), rei di non essere dei grandi attori (la Comello soprattutto). Il resto non è eccezionale, ma la prima parte rimane comunque simpatica e godibile, mentre è calante la seconda.

Bruce 2/02/17 10:17 - 1006 commenti

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Un cinepanettone onesto, con toni da commedia comica leggera e senza pretese che riesce a non scadere nel volgare. De Sica capo famiglia, Brignano tenero scapolone assai bravo e la Mazzamauro nonna scatenata reggono un film che non ha nulla di innovativo o di originale ma riesce a divertire in modo piacevole. Notevole il cameo di Giobbe Covatta burbero parroco di paese.

Plauto 12/04/17 08:16 - 120 commenti

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Chi pensava che questo fosse il solito film dove una famiglia di poveri cerca di nascondere la propria vincita ai compaesani, chi pensava che questo fosse il solito film dove la morale era che non contano i soldi ma gli affetti... beh... non si sbagliava. Aggiungiamo anche che non si sono mai visti attori così conciati male (De Sica con la parrucca bionda e riccia è terribile) e... Insomma, da quando la coppia Boldi-De Sica si è divisa i due attori non riescon più a essere all'altezza del loro passato.

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Galbo 28/04/17 05:46 - 11725 commenti

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Il cine panettone targato Fausto Brizzi è una commedia su una famiglia improvvisamente arricchita e sui contrasti tra un ambiente "cafonal" e quello milanese in cui si trasferiscono. Il divertimento è (sporadicamente) affidato alle interpretazioni di De Sica, Brignano e Ocone, ma la sceneggiatura lascia ampiamente a desiderare con soluzioni scontate e una messa in scena complessivamente povera. La romanità e la milanesitá secondo Brizzi sono quanto di più banale visto al cinema e fanno rimpiangere i migliori Vanzina.

Dengus 2/12/17 12:31 - 361 commenti

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Una storia alquanto surreale, a partire dal look di De Sica, che qui interpreta un uomo ben più giovane dell'età reale dell'attore. Il livello è superiore a quello del cinepanettone medio grazie anche alla simpatia della Ocone e soprattutto alla dirompente e rediviva Mazzamauro. Buono il cast di contorno, (bellissima la Comello, che si rivela anche molto brava). Simpatico il finale architettato dal geniale bambino in combutta con il maggiordomo (Pantani) e l'attore Tognazzi jr. Film scacciapensieri ben confezionato e recitato.
MEMORABILE: "La geniale messinscena architettata dal bambino e dal maggiordomo al fine di evitare ulteriori sperperi di denaro".

Redeyes 24/01/18 10:45 - 2271 commenti

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Il cinepanettone brizziano ha dalla sua una comicità non troppo sbracata, fatta di gag burine politicamente rivedute e un sottofondo di bontà che già emerge dal preambolo di Kevi. Premesso ciò, si sorride in più circostanze senza mai pensare di esser dinanzi a un capolavoro ma se ne esce tutto sommato soddisfatti. Il cast, con le tre stelle Brignano/De Sica/Ocone, appare molto in parte, con la terza un gradino sopra gli altri. Sicuramente una commedia gradevole.

Medicinema 17/06/18 18:05 - 98 commenti

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Nulla di nuovo sotto il sole; o meglio, sotto la neve delle ennesime festività natalizie funestate da cinepanettoni sempre più triti. Il plot sui cafoni arricchiti alle prese con le difficoltà della vita in alta società e nella gestione del patrimonio si presta a innumerevoli gag, ormai però tutte già viste. Neppure la presenza degli attori più indicati per il ruolo (De Sica, Mazzamauro, Ocone) salva la baracca e la presenza di troppi galli nel pollaio impedisce l'esplosione dei singoli personaggi. De Sica non riesce più a trovare una spalla.
MEMORABILE: La frittura come sinonimo di cafonaggine.

Ultimo 20/06/18 21:11 - 1497 commenti

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Commedia di Fausto Brizzi molto divertente, costruita su una buona sceneggiatura (la famiglia Tucci diventa di colpo molto ricca e tenterà una nuova vita a Milano...) e riuscita sopratutto grazie alla prova del cast. De Sica e Brignano sono i migliori (in particolare Christian a tratti sembra nella forma dei migliori cinepanettoni...), ma anche la Ocone e la Mazzamauro se la cavano bene. Il finale è un po' irrealistico, ma tutto sommato va bene così. Niente male.
MEMORABILE: L'arrivo a Milano.

Geppo 27/06/18 14:47 - 299 commenti

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Commedia divertente e semplice anche se in realtà l'idea non è proprio una novità: la stessa Anna Mazzamauro (qui tra le protagoniste) aveva già girato qualcosa di simile nel 1976 (Tutti possono arricchire tranne i poveri). Gli attori sono tutti molto bravi e simpatici e il film qualche risata la strappa. Brignano rifà un personaggio già visto in Vip dei fratelli Vanzina, mentre Al Bano e Anna Mazzamauro si ritrovano a recitare di nuovo insieme sul set dopo 32 anni (precedentemente avevano girato Champagne in paradiso).
MEMORABILE: Felicità... è tenersi per mano, andare lontano, la felicità...
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Kaciaro • 22/12/16 20:59
    Galoppino - 491 interventi
    Magari lastoria non e'originalissima,ma gli attori sono tutti in forma e ci mettono del loro, ci sono momenti di grande comicita'............
  • Curiosità Mauro • 28/11/18 10:59
    Disoccupato - 10370 interventi
    Nel cast del film (già inserito) c'è anche il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero che, oltre che produttore cinematografico, ha un passato di attore (8 film segnalati sulla sua filmografia su wikipedia). In questo film interpreta un polemico cittadino di Torresecca che viene intervistato subito dopo la vincita dei Tucci alla lotteria.