Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/03/07 DAL BENEMERITO B. LEGNANI
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B. Legnani 2/03/07 00:54 - 5561 commenti

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Dopo il deludente Don Camillo Monsignore ma non troppo, sorprendente rialzo di livello (sceneggiano Benvenuti e De Bernardi), con Gino Cervi che disegna un Peppone fantastico. Comencini usa saggiamente il bianco e nero. Gira, fra l'altro, un'esilarante scena in consiglio comunale e crea una cittadella sovietica con coro infantile. A dirla tutta, il traino iniziale del carrozzone, non presente nel libro di Guareschi, viene di peso da La riffa, come la concimazione aerea richiama un altro Comencini (A cavallo della tigre). Il pope è Paul Muller, mentre Oregov è il torreggiante Ettore Geri...

Lovejoy 21/07/08 14:48 - 1823 commenti

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Quinto e ultimo film della serie. Nonostante i sempre bravi Fernandel e Cervi, è una pellicola francamente deludente. Situazioni ampiamente previste, personaggi bolsi, regia priva di mordente e ritmo fiacco. Una conclusione in linea con quanto visto con i tre film precedenti. Deludente.

Ciavazzaro 22/09/08 14:37 - 4769 commenti

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Degna conclusione della saga. Questa volta il paesino di Don Camillo e Peppone si gemella con un paese russo e quale gioia, per il nostro Peppone!!! Molto divertente (viaggio in Russia compreso) e anche un finale di serie molto degno, a mio avviso. Ottimo cast.

Cangaceiro 6/11/08 20:59 - 982 commenti

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Sarà per il mitico viaggio in Russia o perché è l'ultima recita assieme per Fernandel e Cervi (i due uniti sono irresistibili), fatto sta che questo film mi è molto caro. Benvenuti e De Bernardi garantiscono al solito una girandola di situazioni godibili e simpatiche in sede di sceneggiatura, così che la storia si fa seguire con molto interesse, fino al divertente rovesciamento di ruoli finale. Tre pallini meritatissimi.

Pigro 8/12/08 10:53 - 9755 commenti

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Gemellaggio tra il paesino di Peppone e una cittadina sovietica, e don Camillo si infiltra nella comitiva diretta in Russia. La saga, nata come zuffa di cortile tra due facce bonaccione della stessa italica medaglia, perde di ingenuità e vira in quest'ultimo episodio verso la propaganda antisovietica, passando dal ruspante al propagandistico. Ma riesce ancora a farci divertire, grazie alle ormai collaudate maschere dei due personaggi, sempre ben "indossate" dai due protagonisti.

R.f.e. 19/06/09 19:18 - 816 commenti

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Comencini riesce a fare ciò che il trascorrere degli anni e dei governi, nonché una prima sostituzione alla regia (Gallone in luogo di Duvivier) non erano riusciti a fare, ad affossare cioè definitivamente la serie che evidentemente odiava (fu costretto a girare il film, ricattato da Rizzoli a cui doveva dei soldi). In un certo senso, egli sabotò il suo stesso film "dall'interno", trasformando due personaggi che in origine non erano soltanto comici, ma avevano un loro spessore spirituale e ideologico, in due caricature ridicole. Pleonastico.
MEMORABILE: Peppone: "Non vi azzardate a raccontarmi un'altra delle vostre stramaledette calunnie sulla vostra Russia. Io voglio continuare... a credere nella mia!"

Disorder 3/09/09 14:02 - 1416 commenti

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Per quanto mi riguarda, la lunga gag dello "Siopero della fame", con annessa nutrizione forzata di Don Camillo, è la migliore dell'intera serie. Ma anche il resto del film merita. Memorabile la scappatella in roulotte di Peppone e i falsi russi che abbindolano Don Camillo. Un ottimo film insomma, che rialza il livello dopo un paio di titoli leggermente sottotono. La scena finale è inoltre una degna conclusione della serie (i film successivi non sono degni di nota...).
MEMORABILE: Tutta la sequenza dello sciopero della fame: "Bloccarlo!"; "Imbuto col Lambrusco..."

Belfagor 9/11/10 17:38 - 2691 commenti

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Paradossalmente, l'episodio incentrato sul periodo del disgelo è forse il più reazionario della serie. E sempre paradossalmente, con l'arrivo in Unione Sovietica il tono cala notevolmente. Si devono cercare ed isolare i momenti buoni, come la sequenza dello sciopero della fame e rovesciamento di ruoli nel finale. I due protagonisti hanno perso spessore con l'andar del tempo, ma la loro sinergia è ancora buona. Penalizzato dalla regia poco entusiasta di Comencini.
MEMORABILE: Peppone ubriaco che riprende i sensi, vede don Camillo e gli dice: "C'at vegna un cancher. "

Il Dandi 24/01/11 14:11 - 1917 commenti

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Don Camillo e Peppone come non avremmo mai voluto vederli, ridotti a due macchiette caricaturali: il primo con cravatta e colbacco è insopportabile quando rovina la festa al compagno Gianni Garko che era sul punto di concludere con una donna; il secondo palesa una penosa "faccia da prete" quando si presenta in abito talare e senza baffi. A tale caduta di tono non è comunque estraneo il testo originale di Guareschi. Detto ciò, il film contiene momenti isolati da antologia: su tutte la nutrizione con l'imbuto (a sciopero della fame già concluso).
MEMORABILE: La paranoia antisovietica crescente nei compagni italiani: "Evvai si torna alla cortina di ferro!" - "Sì, ma stavolta noi ci siamo dentro!"

Rigoletto 29/10/12 17:50 - 1791 commenti

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Ultimo capitolo delle avventure di Don Camillo con protagonisti ancora Fernandel e Gino Cervi, il cui tono crepuscolare viene amplificato dal fatto che sarà l'ultima interpretazione del ruolo per entrambi. I tempi cambiano e si è passati dalla semplicità di una partita di calcio nel primo capitolo a "nientepopodimenoché" un viaggio in Unione Sovietica, nella tana del lupo, nella terra del nemico. Si ampliano gli orizzonti ma Peppone e Don Camillo, complice la politica, cedono a "ricatti" reciproci sempre più cattivi. Degna chiusura. ***
MEMORABILE: Peppone: "La stanza è piena di microfoni.... hanno scoperto che siete un prete... Sotto ragazzi, prendetelo!"

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Homesick 9/11/12 18:26 - 5737 commenti

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Con il nuovo regista Comencini il quinto capitolo della serie espunge l’inutile parentesi di Gallone e recupera lo spirito originario – già sintetizzato nella lotta tra copricapo sui titoli di testa - ravvivando la sceneggiatura e compattandola intorno al tema del viaggio in Russia. Le interpretazioni di Fernandel e soprattutto di Cervi sono definitive, ma non meno memorabili sono i ruoli di contorno di Garko comunista dongiovanni, Muller pope in clandestinità, Geri imponente gerarca sovietico e la “Ninotchka” Granata. **!/***
MEMORABILE: Il digiuno di don Camillo; la partenza per gli USA.

Galbo 9/11/12 18:32 - 12438 commenti

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Trasferta sovietica per l'ultimo episodio della serie di Don Camillo con gli attori "storici" (e mai più eguagliati) Gino Cervi e Fernandel. La regia è di Luigi Comencini forse in parte responsabile di un cambiamento del tono generale: si passa dalla favola agreste ad una storia che (seppure a livelli alquanto semplici) non manca del sottotono politico e propagandistico. I due attori sono ancora molto in forma, anche se la storia non è particolarmente esaltante. Comunque un film godibile.

Vitgar 15/06/15 14:36 - 586 commenti

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Ultima produzione, per la regia di Comencini, con protagonisti i grandi Cervi e Fernandel. Si passa dalle vicende della Bassa Padana chiusa nella sua realtà di provincia a una vicenda "internazionale" in cui i due "amici nemici" si trovano in Unione Sovietica, dove hanno modo di sperimentare la realtà sociale. Il ritorno in riva al Po è liberatorio. Ottima l'idea di proseguire con il bianco e nero come a voler creare continuità con i precedenti episodi.

Stuntman22 22/09/15 23:49 - 126 commenti

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Divertente ma macchinoso l'ultimo film della serie storica di don Camillo, con una trasferta in Russia ricreata dalla produzione nelle campagne italiane. Cast ricco ma non sempre in palla. Molto bella la Granata, straripante la burrosissima giostraia veneta della ventiduenne Marina Morgan, tengono ancora banco Urzì (che ha più spazio del solito) e il più marginale Smilzo di Marco Tulli. Spiccano i lineamenti angolosi del pope ortodosso di Muller, futuro Visconte Cobram fantozziano. Resta divertente, anche se ormai piuttosto ordinario.
MEMORABILE: Il pope che pesta il burocrate russo; La Traviata nel kolchoz; "Glielo consegniamo legato e impacchettato".

Zio bacco 5/02/16 14:51 - 240 commenti

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Epilogo di gran valore per una saga immortale. La vera sorpresa sta nella qualità del film, decisamente più brioso e incisivo rispetto al precedente. La placida ambientazione di provincia è un ricordo e il gemellaggio di Brescello con una cittadina sovietica è ottimo pretesto per nuove e divertenti situazioni. Molto riuscita la scena dello sciopero della fame, fra le più spassose della serie. Degna di lode la sceneggiatura, molto curata ed efficace, al pari dell'ottimo finale, che suggella il successo di una coppia indimenticabile. Ottimo.

Minitina80 7/11/17 20:56 - 2994 commenti

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Sempre uguale, ma allo stesso tempo diversa è la descrizione perfetta per l’ultimo capitolo della serie per Fernandel e Cervi. Non poteva mancare infatti la trasferta nella madre Russia per accentuare la dicotomia tra i due personaggi, sempre inappuntabili nelle loro interpretazioni. Si vede, tuttavia, che qualcosa è cambiato; sarà la regia diversa o semplicemente gli anni trascorsi dal primo capitolo, ma si percepisce un leggero tocco malinconico che culmina in un finale aperto il quale, purtroppo, non avrà mai seguito.

124c 20/09/19 02:26 - 2929 commenti

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Il viaggio di un don Camillo in abiti civili, con tanto di nome e tessera comunista fasulli e di Peppone e dei suoi verso il paese russo gemellato con Brescello è grottesco, tanto che il film non sembra affatto l'ultimo tassello di una saga iniziata anni prima, bensì un episodio come tanti. Nel ruolo di giornalista innamorato di Graziella Granata c'è Gianni Garko, futuro eroe di tanti western spaghetti. Annullate le promozioni di Camillo e Peppone del film precedente, anche perché i due appaiono più giovani, grazie a trucchi e parrucche.
MEMORABILE: Don Camillo che incontra il prete barbuto alla Rasputin di Paul Muller; Il "rapimento" di Peppone risolto con una trovata geniale che chiude il film.

Daniela 23/11/21 21:19 - 12731 commenti

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Don Camillo e Peppone si scontrano sulla proposta di gemellaggio di Brescello con una cittadina sovietica... Dopo il modesto quarto capitolo, una chiusura gradevole della saga che, se da un lato ne conferma il conservatorismo filo-clericale, dà modo a Fernandel e Cervi, più a loro agio nei panni abituali di parroco e sindaco rispetto a quelli di monsignore e senatore, di brillare ancora una volta nei rispettivi ruoli: è grazie a questi azzeccatissimi interpreti se la saga stessa è ricordata con affetto a distanza di tanti anni al di là dei meriti strettamente cinematografici.
MEMORABILE: Lo sciopero della fame e la sua doppia conclusione.

Superding 6/06/22 17:51 - 24 commenti

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Nonostante la regia poco entusiasta di Comencini (accettata a sconto di vari debiti con Rizzoli), la classe non è acqua e il film procede abbastanza bene. Si tollera un maggiore anticomunismo nella pellicola (innegabile) per il piacere di rivedere ancora una volta - l'ultima, ma ancora non si sapeva - Fernandel e Gino Cervi nei loro personaggi. Persino in una finta trasferta sovietica, sotto mentite spoglie e coi postumi da gara della vodka. Basta uno scampolo del Mondo piccolo di Guareschi e si respira aria genuina, pur velata di malinconia (anche grazie ad alcune scene indelebili).
MEMORABILE: Lo scontro tra cappelli; Il trattore; Il breviario; Mirko Baiocchi futuro Maestro Canello; Saro Urzì nel campo di grano dov'è sepolto il fratello.

Azione70 3/07/23 12:10 - 169 commenti

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Deliziosa pellicola (in b/n per omogeneità di “serie”) che bonariamente prende di mira gli stereotipi occidentali sulla Russia (come conferma il sindaco comunista Peppone/Cervi quando dice che la stanza dell’hotel russo è sicuramente piena di “cimici”). Protagonisti in gran forma (Don Camillo in borghese appare assai credibile), ben supportati da caratteristi di ottimo mestiere. Tra colpi di scena (ricatti, vendette) e comicità, si rivive un’epoca italiana totalmente diversa dall’attuale. Con un finale non scontato e divertente, che rimarrà purtroppo senza seguito. Film godibile.
MEMORABILE: Don Camillo che benedice il trattore russo; Peppone e la gara di cicchetti di vodka.

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Aco 9/05/24 17:32 - 218 commenti

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Senza volere, era in preparazione un altro film mai finito, la degna conclusione della serie, con una storia brillante e intrigante al tempo sesso grazie all'ambientazione in una Unione Sovietica che assomigliava molto al provincia italiana dell'epoca. Battute sulfuree sul comunismo da ambo i lati, ironie sui riti misteriosi del regime sovietico e sulle debolezze umane. Un'ambientazione credibile, un cast ben caratterizzato nei modi e nei costumi e una colonna sonora adatta allo scopo fanno di questo film un piccolo gioiellino, un tributo a un mondo pre '68 oramai scomparso.
MEMORABILE: Il dialogo finale tra Don Camillo e il funzionario sovietico (qualcosa di simile è avvenuto per davvero).
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  • Curiosità Zender • 16/06/16 17:27
    Capo scrivano - 47993 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film: