City of God

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Celebrato film brasiliano ambientato nella poverissima favela di Rio de Janeiro chiamata “Città di Dio”, un sobborgo devastato dalla criminalità giovanile che offre al regista Fernando Meirelles (di chiara estrazione pubblicitaria) la possibilità di raccontare la vita e gli eccessi di due bande di teppisti attraverso gli occhi dell'unico ragazzo protagonista appena più “sano”. L'occasione per l'ennesima rivisitazione di un tema molto caro alla cinematografia afroamericana (vedi BOYZ’N’THE HOOD) che spesso si è limitato a spettacolarizzare la violenza dimenticando di seguire una logica e un messaggio precisi. E’ il caso di questo CIDADE DE DEUS, al solito incapace...Leggi tutto di mantenere una linearità temporale e costretto, come vuole il trend di quest'epoca, a mescolare allegramente i Sessanta con i decenni successivi e a mostrare il finale o quasi già nella prima scena, alla quale si riaggancerà dopo averci esposto con flashback intrecciati le vicende dei due o tre protagonisti. La confusione creata però dai salti temporali e dall'apparire di nuovi personaggi è cronicizzata dallo stile virtuosistico del regista (camera a mano, split screen, fast motion e vari altri trucchi per movimentare le immagini quanto più possibile), che finisce ben presto per infastidire con i troppi sbalzi di luce e il montaggio che spezza continuamente le scene. Dopo venti minuti (e il film dura oltre due ore!) ci si è già stancati di seguire nomi e storie; meglio godere delle singole immagini o della splendida fotografia; il resto sa molto di falso neorealismo...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Capannelle 1/12/07 17:50 - 3742 commenti

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Che energia questo film e i suoi attori! Un bravo quindi a Meirelles per aver messo in scena una storia coinvolgente, sicuramente spinta all'estremo ma comunque sempre interessante e girata con una bellissima fotografia. Si può discutere su certe riflessioni abbastanza ruffiane, sulla linearità dei passaggi temporali ma a mio avviso la pellicola è assai più godibile di altre del genere. Insomma, il susseguirsi di situazioni e sentimenti funziona a dovere, per cui le oltre due ore filano via bene e meritano diversi pallini.

Supercruel 14/01/09 00:38 - 498 commenti

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Buonissima pellicola brasiliana, in grado di presentare l'allucinante situazione sulle strade con potenza narrativa mirabile. Lo stile è moderno e in un certo qual modo americano - forse ruffiano se vogliamo - e tende spesso alla spettacolarità piuttosto che al dramma vero e proprio (nonostante quest'ultimo non manchi). Diciamo che sotto la scorza di alcuni pruriti sociali c'è un film d'azione bello solido e dal taglio internazionale, diretto con brio e fotografato in maniera ottimale.

Cotola 9/07/09 18:53 - 7622 commenti

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Sopravvalutata pellicola brasiliana (all'epoca ottenne la nomination all'Oscar per la regia e c'era chi parlava di Meirelles come un genio) dal ritmo sostenuto e godibile ma dalla sceneggiatura poco originale ed abbastanza furba e ruffiana che, cosa piuttosto discutibile, spettacolarizza non poco la violenza di cui abbonda con la scusa di essere realista quando in realtà non lo è molto. Buona la confezione.

Pigro 29/07/09 09:01 - 7908 commenti

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Guerra tra bande di ragazzini criminali in una favela di Rio. Si sbaglierebbe, però, a considerare il film un documento o una denuncia sociale (nonostante sia ispirato a un fatto vero): siamo invece di fronte a un'anomala storia-mito di formazione, che guarda alla grande tradizione dell'epopea gangsteristica made in Usa, ben infarcita di lezione tarantiniana. Ne esce fuori un bellissimo lavoro, esteticamente raffinato (notevole fotografia), narrativamente potente, ritmicamente coinvolgente, con interpreti di eccezionale forza.

Giacomovie 14/12/09 22:00 - 1355 commenti

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Film dai diversi contrasti: presenta un lucido ritratto di una situazione sociale degradata ma diventa ripetitivo nella trama; è movimentato ma finisce per essere caotico e, nonostante sia tratto da un episodio reale, il commento fuori campo per quasi tutta la durata lo fa a volte sembrare un servizio giornalistico. La regia non sfigura e gli attori di strada sono ben scelti. Diverse nomination ma pochi premi. Sintetizzando: sufficiente. **!

Il ferrini 11/02/17 01:17 - 1732 commenti

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Meirelles compone un mosaico di grande fascino nel quale spiccano senz'altro fotografia e montaggio ma anche gli attori contribuiscono alla buona riuscita; soprattutto Leandro Firmino, una sorta di Tony Montana brasiliano. Bella e brava anche Alice Braga, che il regista richiamerà per Blindness, unica figura femminile del film. Il sangue scorre copioso, il linguaggio è brutale, agghiacciante pensare che il tutto si basi su fatti realmente accaduti. Ne esce un quadro pesantemente drammatico e realistico della vita nelle favelas. Gran film.
MEMORABILE: I "randagi".

Greymouser 16/05/10 23:36 - 1458 commenti

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Feroce e disincantato reportage sulla violenza delle favelas brasiliane, il film, fin dalle prime sequenze, fa capire che il regista intende prenderci alla gola e non mollarci più. Nell'altalena temporale in cui ci precipita il montaggio, tra flashback e forward, la sceneggiatura si rivela comunque solida abbastanza da non perdere la bussola. Certo, le vicende sono molto sopra le righe e l'iperbole regna sovrana, però è un affresco potente, che mostra come miseria e necessità non vadano d'accordo con morale e buoni sentimenti.

Pinhead80 2/12/10 00:22 - 4004 commenti

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La grande povertà e la dilagante criminalità presente nella favela di Rio de Janeiro viene descritta da Meirelles attraverso lo sguardo di diversi personaggi che sono fagocitati all'interno di questa vita. Anche se dopo pochi minuti si capisce quello che sarà il film, non ci si stanca di osservare i personaggi muoversi, cambiare continuamente per rimanere sempre uguali. I susseguirsi dei personaggi corrisponde alla brevità dell'importanza delle persone in un non-luogo come quello della favela. Forse un po' lungo, ma meritevole di una visione.

Mdmaster 3/12/10 15:34 - 802 commenti

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Film dalla confezione assolutamente impeccabile, ma dalla sceneggiatura poco gestibile e difficile da digerire. L'idea generale è comunque la modalità Tarantino, un film "gangsta" ammodernato ma, ovviamente, in salsa brasileira. Il risultato è comunque più che apprezzabile, soprattutto grazie a un buon cast e a una visione che si mantiene sempre abbastanza lucida e unica. Sicuramente non un capolavoro, ma ben lungi dall'essere quel relitto di pellicola di cui tutti parlano.

Mickes2 25/02/11 09:26 - 1668 commenti

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Uno sguardo crudo, reale, su una delle tante favelas che sorgono alla periferia di Rio De Janeiro. Tra la miseria e la disperazione molti ragazzi crescono, cercando si sopravvivere avvalendosi di mezzi poco leciti. A metà strada fra film e documentario, City of God è un vero e proprio pugno nello stomaco, innervosisce da quanto è a tratti cattivo, oltre ogni limite. In campo c'è molto: la violenza, la cattiveria umana, la disperazione, la vendetta, l'odio. Ottima la scansione temporale dislocata nei 3 decenni, dove è tutto un crescendo di cattiveria e cinismo.

Piero68 21/03/11 09:05 - 2781 commenti

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Una sorta di Gomorra brasiliano (anche per l'utilizzo come attori di ragazzi presi dalla strada) con l'aggiunta di una regia e di un montaggio molto Tarantiniano. Feroce e violento oltre ogni misura può contare su una buona sceneggiatura con ottimi intrecci delle storie. Buona anche la regia ed alcune interpretazioni. Certo, ci sono delle carenze, ma non lasciatevi ingannare dal fatto che sia un film. In alcune favelas di Rio l'esistenza scorre davvero così e una vita vale meno di nulla. A confronto Scampia di Napoli è un collegio per educande.

Galbo 6/06/11 07:12 - 11449 commenti

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Deve molto a Tarantino questo film di Fernando Meirelles, e l'ispirazione è chiara nell'iperbole di violenza nel quale la vicenda progressivamente si dipana e nell'uso frenetico del montaggio e dei continui "salti temporali". Il qualcosa in più (e la dimostrazione della personalità del regista) è dato dalla riuscita ambientazione nella favela brasiliana che offre (almeno allo spettatotore non indigeno) uno sguardo piuttosto approfondito su una realtà poco conosciuta.

Belfagor 17/03/12 16:56 - 2627 commenti

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La descrizione del degrado in una favela di Rio e la conseguente vita criminosa intrapresa dai ragazzi che la abitano sono al centro di questo film che fece incetta di premi e ottenne quattro nomination agli Oscar. Si tratta di uno specchietto per le allodole furbo e ruffiano, dalla bella confezione ma sociologicamente vuoto: Meirelles fa della violenza uno spettacolo seguendo le orme di Tarantino, dimenticando però che quest'ultimo non ha mai preteso di fare cinema d'inchiesta. Perché non accontentarsi di fare un gangster movie?

Herrkinski 11/09/12 18:46 - 5290 commenti

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Se preso come film di denuncia sociale, non si possono non stigmatizzare certe esagerazioni e la spettacolarizzazione di una situazione, quella delle favelas, che per quanto violenta e cinica non è l'unica realtà di un paese complesso come il Brasile. Detto questo, se preso come film pulp con ambizioni, il regista ha invece centrato l'obiettivo; ottima tecnica di ripresa, fotografia e montaggio, bella caratterizzazione dei personaggi, buon ritmo e cast di sorprendente bravura. Ci si appassiona alle vicende e si gode di quest'epopea criminosa.

Zutnas 12/11/12 10:59 - 85 commenti

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La malavita nella favela brasiliana e le baby gang viste con gli occhi di chi lì cresce aspirando ad arrivare altrove. La violenza e la prepotenza sono ovunque: l'amare qualcuno e qualcosa, vuole dire l'io narrante, sono modi per cercare di fuggire. Crudo ma comunque poetico con un buon ritmo e una narrazione a salti e con, a tratti, un taglio da report giornalistico.

Fauno 26/12/12 17:44 - 1935 commenti

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Molto analitico; la costanza della voce esteriore è un ottimo strumento per dar corpo a una realtà negativa all'inverosimile: sembra che tutta questa gente abbia come un vortice o un tapis roulant da sfasciacarrozze che li richiami per farsi tritare. Per ogni piccolo fatto personale si scatena una faida; anche i bambini di 7 anni son pronti alla scalata, la polizia è compiacente e ai giornalisti basta dare scalpore. Alla faccia della città di Dio! E il bello è che c'è chi crede ancora che droghe quali cocaina e cannabis non diano dipendenza...
MEMORABILE: L'omicidio durante la festa: era l'ultima diga per impedire che la situazione precipitasse.

Almicione 13/06/13 01:25 - 765 commenti

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Ogni tanto qualche opera pregiatissima esce anche dalle favelas del cinema. A Meirelles, fino al 2002 uno sconosciuto, va anzitutto un plauso per aver scelto come tema il crimine in una favela di Rio de Janeiro, rappresentando con verosomiglianza la tragica e misera situazione. Poi bisogna sottolineare anche i pregi stilistici del film: la narrazione è straordinaria, ricca di flashback e intrecci che rendono il tutto molto avvincente; la regia e la fotografia sono molto curate; il film in generale non mostra grandi difetti. Eccezionale.

Rullo 31/07/14 21:40 - 388 commenti

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La "Città di Dio" è una delle favelas più grandi di Rio e Meirelles ne ripercorre i passi fin da quando era una misera colonia di poveracci, disseminata di piccoli delinquenti, fino alle lotte tra trafficanti che ne hanno cambiato la morofologia e mietuto decine di vittime. Con grande gusto estetico, il regista mostra come la violenza sia al centro di questi ghetti e gli attori (tutti presi dalla strada peraltro) ne trasmettono la malata spietatezza. Mozzafiato la fotografia.
MEMORABILE: Il resoconto finale; La festa di addio.

Lythops 26/09/14 10:08 - 975 commenti

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È un film duro, crudo come la vita che in una favela scorre identica alle tante in Brasile. È un documentario su come, all'interno di queste realtà, si può vivere e morire senza sapere perché, in cui essere ignorati è impossibile. È un film importante perché fa capire come siano possibili alcuni avvenimenti di cui a volte, essendo il Brasile lontano, ci giunge soltanto l'eco. Il film si basa su ottimi interpreti, una sceneggiatura attenta a descrivere in modo neutrale la vita dei protagonisti, un montaggio e una fotografia perfetti.

Furetto60 23/03/15 08:59 - 1129 commenti

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E’ una sorta di Padrino o C’era una volta in America in trasferta a Rio de Janeiro, quindi la solita parabola criminale di giovani abbandonati a se stessi e con unico metro di valore improntato sulla violenza. La storia, vista secondo l’ottica di un aspirante fotografo, è tosta, un cazzotto allo stomaco. La differenza sostanziale e terrificante, rispetto ad altri film del genere, è la tenera età degli aspiranti criminali.
MEMORABILE: Ho ucciso, sparato, rubato: sono grande anch’io, sono un uomo; L'omicidio in discoteca; La caccia alla gallina.

Schramm 18/07/15 11:28 - 2450 commenti

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Gomorra delle favelas, Scarface in salsa candomblé, diretto con la destra da un Babenco dal naso incipriato e con la sinistra da un Inarritu che all’acida disperazione contrappone caliente sussiego, torrida saudade, rabbiosa joie de vivre. Tarantino-Ritchie del carnevale di Rio, cinema infradiciato di giocosa sporcizia e sangue che neanche a un torneo di liquidator; pallottole da farci collane a quintali, una regia mai più così travolgente, densa e ispirata, tra fotografia abbacinante anche da livida, spericolata mdp in bunjee-jumping e cast trasudante umanità. Visione che fa sentire miracolati.

Alex1988 26/01/16 19:37 - 666 commenti

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E' evidente che l'esempio di Meirelles è lo Scorsese di Quei bravi ragazzi! Il film non dà un attimo di tregua, è raccontato con una certa grinta e soprattutto è quasi privo di retorica. Ma sinceramente, vuoi per la durata o per la scelta degli autori di raccontare le storie dei vari personaggi quasi uno a uno, il film stenta a decollare. Comunque non disprezzabile.

Xamini 6/06/16 01:08 - 1026 commenti

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Troppo spettacolare per essere considerato un documento, elaborato e sopra le righe sino al midollo, questo Cidade de Deus spinge la tecnica sino ai confini del fastidioso. Non v'è dubbio che vi sia talento dietro a questo insieme d'artifizi, a questi colori che paiono usciti da un Resident evil moderno o un più recente Dying Light (ossia colori videoludici), a questo modo di tenere la telecamera in mano, di spezzettarne le riprese e montare scene di una dinamicità esplosiva. Ma questo aspetto ne costituisce anche il limite, rendendo difficoltoso seguirne la storia in prima battuta.

Giùan 28/02/17 10:11 - 3048 commenti

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"Exploitato" piuttosto che "pensato", fastidioso invece che perturbante, tutto sommato deludente dal punto di vista prettamente tecnico, coi suoi ghirigori stilistici, la sua presuntuosa scansione temporale e quella narrazione in voice-over ai limiti del sopportabile. Il film di Meirelles resta apprezzabile per la volontà di raccontare l'inferno delle favelas, volontà che non diventa mai determinazione etica e impegno cinematografico, finendo col declinare in un (in)volontario scimmiottamento di modelli americani. Mirabile almeno il ghigno di Zè Pequeno.

Magi94 12/07/17 21:34 - 702 commenti

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La supposta critica sociale si ferma alla descrizione minuziosa e realista delle favelas brasiliane. Altri messaggi puramente politici non ci sono o, quando ci sono, sanno un po' di qualunquismo. Eppure se ci dimentichiamo di vedere il film in quest'ottica ci troviamo davanti a un ottimo gangster movie, con scene d'azione crude ed emozionanti, un buon intreccio e personaggi convincenti. Le influenze vanno da Scarface a Tarantino e la qualità registica si sente tutta.

Ryo 6/08/18 00:08 - 2169 commenti

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Gangster movie, documentario sulle favelas e romanzo di formazione tutto in uno. Ambientato in una squallida favela brasiliana, racconta il percorso di vita di due protagonisti attraverso tre decadi. Interessante il cambio nello stile di regia e fotografia a seconda del decennio in cui si svolge la storia, che partendo dagli anni 60 si fa via via più "pulito". Diverse prove recitative niente male. Molto sopravvalutato però.
MEMORABILE: ll ragazzino costretto a uccidere uno dei due bambini.

Taxius 1/06/20 20:04 - 1651 commenti

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Spaccato di vita nelle favelas brasiliane in cui degrado, droga e violenza regnano incontrastate. Siamo in un mondo in cui la vita non vale niente, in cui da adolescente sei il capo di tutto e a 25 anni sei già vecchio e pronto per essere calpestato da altri ragazzini e così via in un loop infinito. La storia prosegue seguendo la vita di diversi personaggi, storie che poi si intrecciano e creano questo magnifico mosaico che è City of God. I registi fanno un notevole lavoro e, oltre alla trama, a sorprendere è anche tutto il comparto tecnico.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Capannelle • 25/08/11 19:40
    Scrivano - 2511 interventi
    Rivisto ieri sera, tiene bene le 2 ore ed è sempre vibrante.
    Filante la regia e buoni gli attori a cominciare da quel Firminho da Hora che impersona Ze Pequenho, il cattivo.
  • Discussione Gestarsh99 • 25/08/11 19:52
    Scrivano - 15068 interventi
    Film bellissimo, peccato che Meirelles si sia poi sgonfiato inesorabilmente di brutto, brutto, brutto...
  • Discussione Didda23 • 25/08/11 21:10
    Comunicazione esterna - 5731 interventi
    Gesta meglio The Constant Gardener - La cospirazione o Blindness - Cecità?
  • Discussione Galbo • 25/08/11 21:13
    Gran Burattinaio - 3777 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Gesta meglio The Constant Gardener - La cospirazione o Blindness - Cecità?

    se posso rispondere io, sono due film molto diversi; io comunque ho preferito il primo.
  • Discussione Jandileida • 25/08/11 21:22
    Addetto riparazione hardware - 406 interventi
    Io il secondo
  • Discussione Gestarsh99 • 26/08/11 00:42
    Scrivano - 15068 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Gesta meglio The Constant Gardener - La cospirazione o Blindness - Cecità?


    Forse il primo ma di pochissimo.
    Blindness secondo me è stato largamente sopravvalutato da tutta quella fetta di pubblico poco avvezza alla sterminata tradizione cinematografica delle apocalissi anti-umane (virali, zombesche e catastrofiche).
  • Discussione Didda23 • 26/08/11 00:49
    Comunicazione esterna - 5731 interventi
    Ah ok.Blindness lo danno in programazione su sky volevo solo capire se ne valeva la pena...
  • Discussione Jandileida • 26/08/11 10:20
    Addetto riparazione hardware - 406 interventi
    Il motivo della mia predilezione per Cecità è che, mentre The constant è una ripetizione un po' pedissequa del libro di Le Carrè (con una grande fotografia ed una ottima Weisz), Cecità prova con coraggio a confrontarsi con un testo non facile come quello di Saramago e riesce, in parte molto in parte, a cogliere ed a rielaborare le moltissime sfumature del libro.
    Ultima modifica: 26/08/11 13:33 da Jandileida
  • Discussione Capannelle • 12/09/11 23:57
    Scrivano - 2511 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Gesta meglio The Constant Gardener - La cospirazione o Blindness - Cecità?

    Blindness due gradini sopra a The Constant Gardener.
    City of God rimane il migliore.
    Ultima modifica: 12/09/11 23:58 da Capannelle