Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/10/08 DAL BENEMERITO HOMESICK
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Homesick 1/10/08 18:44 - 5737 commenti

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Dai casini alla strada: le condizioni di vita delle prostitute non cambiano con l’entrata in vigore della legge Merlin. Un quadro sociale pessimista, dove una categoria ormai “schedata” deve rassegnarsi a rimanere tale e subire lo sfruttamento di chi le illude. La storia non riesce ad appassionare fino in fondo, ma restano gli efficaci ritratti dei personaggi: Signoret, Milo e Rovere per le donne, Mastroianni e Gora per gli uomini.

Matalo! 26/05/09 12:34 - 1371 commenti

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Che Pietrangeli sia stato grande direttore di donne lo riafferma questo bellissimo film capitanato da una intensa Signoret. All'indomani della legge Merlin un gruppo di prostitute si barcamena, senza chance di redenzione. Una pellicola maggiore di un regista grande e sottovalutato, forse un po' invecchiata ma rara.
MEMORABILE: La scena finale della Signoret ubriaca che dice: "Non ce la faccio".

Rebis 2/07/09 18:45 - 2183 commenti

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All'indomani della legge Merlin, la prostituzione di strada fu l'esito inevitabile di una società che non offriva concrete opportunità alle donne: qui il riscatto mancato inquisisce l'uomo quale complice compiacente di uno squallore culturalmente irremovibile. Pietrangeli elabora con sapienza i tempi cinematografici e ci conduce con estremo garbo nell'umanità dolente di queste quattro signore, ritratte con intelligente scrittura. Le interpreti non sono sempre all'altezza del personaggio (la Milo e la Rovere) ma la loro coralità emoziona ed evoca con grazia una condizione ancora attuale.

Pigro 14/11/09 09:46 - 8809 commenti

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Dopo la chiusura dei bordelli, quattro prostitute aprono un ristorante pensando a una copertura, ma poi si affezionano alla nuova vita. Un film amaro sull'impossibilità del riscatto in una società che procede marchiando a vita certe persone. Pietrangeli accompagna con delicatezza le quattro donne nella loro graduale scoperta della libertà e della dignità di persone, per poi calare spietatamente la scure nelle scene finali, quando il cinismo maschilista e il finto perbenismo trionferanno. Attrici bravissime. Merita una visione.

Saintgifts 1/11/10 16:02 - 4098 commenti

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Un film ben costruito, buona regia, buone interpretazioni e caratterizzazioni, buona colonna sonora e ottima fotografia. La storia inizia con l'ultimo giorno di apertura delle case chiuse (sembra uno scherzo, ma scherzo non è) e continua con la vicenda delle quattro signorine in cerca di riscatto, ma fino ad un certo punto, perché l'idea era comunque di continuare il mestiere, anche se in un'altra maniera. Il lavoro farà capire loro le vere opportunità della vita, ma il magnaccia di turno, travestito da signore, rovinerà tutto. Forse ridondante.

Stefania 12/06/11 02:43 - 1600 commenti

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Adua e le compagne prostitute "legali" in una casa chiusa, Adua e, presumibilmente, anche le compagne prostitute illegali in strada: in mezzo, c'è la puntuale cronaca di un tentativo fallito, da parte delle quattro ragazze, di farsi accettare come persone normali con un lavoro normale da una società che le discrimina, e della quale, del resto, esse non comprendono le regole e non sanno schivare le trappole. Il dramma personale delle protagoniste, e il dramma di una società malata di ipocrisia descritti con severo, sconsolato realismo.
MEMORABILE: La distruzione del locale di Ercoli, uno sfogo di furia disperata e cieca.

Roger 31/03/12 10:18 - 143 commenti

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Pietrangeli non sogna la redenzione per queste "donne perdute". E infatti più realisticamente loro vorrebbero anche continuare il loro mestiere, possibilmente senza essere sfruttate. Il film sottolinea la loro impossibilità di essere oneste come la società ipocrita le vuole di giorno ("siamo marchiate come le vacche" dice la protagonista), ma anche disoneste come la società le vuole di notte. Immensa la Signoret, bravissimi tutti gli altri, compreso un bel campionario di uomini mediocri o spregevoli.
MEMORABILE: La dualità psicologica di Adua, prostituta di lungo corso che si vergogna di spogliarsi davanti all'uomo di cui è innamorata.

Daniela 6/06/13 10:54 - 11540 commenti

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Si chiudono le case chiuse, ma le prostitute - "schedate come vacche" - non hanno possibilità di cambiare vita, ma solo magnaccia... Commedia amarissima, diretta da un regista maestro nei ritratti femminili, si avvale di una sceneggiatura realistica e colma di finezze psicologiche, ben rese da grandi attrici (Signoret ma anche Riva) affiancate da un cast in parte, compreso Mastroianni in uno dei pochi ruoli spregevoli della sua carriera. Il finale, fra rabbia e commozione, non lascia spazio ad un raggio di speranza ed è fra i più desolati nel panorama del cinema italiano.
MEMORABILE: La distruzione del locale; Adua sotto la pioggia.

Elenamaria 27/10/13 08:42 - 6 commenti

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E' il mio film preferito in assoluto. Secondo me è carico di significati e le attrici, bravissime, riescono a comunicare le loro emozioni anche solo con gli sguardi. Un film sulla speranza per un futuro migliore e mostra la forza che hanno le donne di andare avanti nonostante gli ostacoli che la vita ti pone davanti. I battibecchi tra le protagoniste e la loro diversità di caratterre arricchiscono ancora di più il film. Suggestiva la fotografia, struggenti e bellissime le musiche di Piccioni.
MEMORABILE: Alla festa del battesimo del figlio di Marilina, quando Adua fa un regalo al bambino e Lolita sorride con gli occhi pieni di speranza per il futuro.

Mickes2 8/08/14 12:57 - 1669 commenti

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Durissimo affresco sociologico (con qualche inserto da commedia all’italiana) che a distanza di più di mezzo secolo racconta una condizione femminile poi non molto diversa da quella che si presenta tutt’oggi. Uno spaccato d’epoca nonchè un amarissimo ritratto di redenzioni impossibili dentro una società cinica e maschilista, la quale sembra offrire delle possibilità solo ed esclusivamente attraverso ricatti e inganni. Affiatate e meravigliose le interpreti con il duo francese Signoret-Riva a primeggiare sulle comunque brave Milo-Rovere.
MEMORABILE: L’amica: “Così vi invito tutte nella mia latteria” Adua: “Si, così facciamo le orge con le mozzarelle!”; Il desolantissimo finale.

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Myvincent 23/12/14 07:44 - 3225 commenti

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Adua e le sue compagne provano a reinventarsi un futuro da prostitute quali erano, ma evidentemente ci sarà sempre un uomo pronte a sfruttarle. Il grande Pietrangeli dirige quattro grandi donne in altrettanti ritratti e racconta, con amarezza, l'impossibilità di riscatto per chi sembra avere un destino già segnato. Gli uomini ci fanno tutti una pessima figura. Finale tra i più desolanti della storia del cinema.

Vitgar 6/01/15 11:43 - 586 commenti

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Ottima commedia drammatica di Pietrangeli con un cast di altissimo livello. Una trama amara e convincente su una realtà che all'epoca aveva il suo significato. Regia sicura, con buona fotografia. Signoret giganteggia con una interpretazione fantastica per partecipazione emotiva, ma in generale tutti gli attori sono a un ottimo livello. Film sicuramente da rivedere.

Rocchiola 27/04/17 09:26 - 933 commenti

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Probabilmente il film migliore di Pietrangeli o perlomeno quello più vitale, che mescola con efficacia realismo e commedia. Ottime le interpreti femminili con una predilezione per la svampita Milo, ma la riuscita del film è dovuta soprattutto a una serie di coloriti personaggi maschili (su tutti Mastroianni e Gora, canaglie pronte a sfruttare ogni occasione). Durissimo il finale con il mesto ritorno sui marciapiedi. In una società perbenista e ipocrita non c'è redenzione. Belle musiche jazzate di Piccioni e c'è anche "Sleep Walk" di Santo & Johnny.
MEMORABILE: Adua ubriaca sotto la pioggia nel finale; Il funerale fittizio organizzato dagli ex-clienti; Il cameo di Modugno a pranzo nella trattoria di Adua.

Wilkerson 3/01/18 20:41 - 22 commenti

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Un fantastico quartetto di attrici e un gran cast maschile di supporto (tra cui un Mastroianni più imbroglione del solito) per raccontare una storia che ci sembra lontanissima nel tempo ma che può ancora insegnare molto. In particolare, Pietrangeli utilizza un tema cardine di quegli anni (per esempio già elaborato, in chiave di commedia, da Bolognini in Arrangiatevi) gettando uno sguardo impietoso sul mondo maschile; ed esalta gli ultimi, con tutta l'umanità (fragile) del mondo femminile, come farà poi nel suo capolavoro Io la conoscevo bene.

Magi94 23/09/18 00:32 - 823 commenti

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Magnifico e struggente affresco sulla vita quotidiana delle prostitute dopo la chiusura delle case chiuse, qui presentate come "ragazze normali" condannate a una vita sottoproletaria a causa del marchio che non possono cancellare. La narrazione segue la vicenda con i giusti tempi e tutti gli attori e attrici sono splendidi nel ruolo, a partire dall'eccezionale Signoret, considerata vecchia seppur poco più di trentenne. Inevitabile finale amarissimo, tra l'altro del tutto riscontrabile nella realtà.

Jandileida 1/03/20 09:29 - 1400 commenti

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Piccola perla del cinema italiano in cui Pietrangeli, sempre molto sensibile nel disegnare l'universo dell'altra metà del cielo, getta uno sguardo amaro ma amorevole sulle peripezie di un gruppo di quattro ex prostitute, categoria rifiutata a priori da una società ipocrita e moralista. E già nella scelta del nome della protagonista il regista ci rivela che non ci sarà redenzione e che le sconfitte saranno tante e brucianti, fino al brevissimo, lancinante e doloroso finale. Cast di alto livello su cui spiccano una splendida Signoret e un triste Mastroianni.

Zampanò 29/06/20 15:52 - 374 commenti

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Adua arriva a due anni dalla legge Merlin e pochi mesi dopo Arrangiatevi di Bolognini, di cui è speculare pur condividendo lo stesso punto di fuga: la lettera scarlatta che bollò a lungo i casini come luogo fisico e le sue ancelle come luogo morale. Scola, Maccari e un ispirato Pietrangeli orchestrano tre personaggi e una prima inter pares vegliate da un destino non negoziabile, quasi da tragedia euripidea. Ma è sempre commedia all'italiana quindi si ride (la Milo in grande vena, Mastroianni gigione) e si piange ma nel tuono del rito purificatore: spacchiamo tutto. Da vedere.
MEMORABILE: La dura confessione di Milly allo spasimante; Mastroianni con la pleurite accudito dalla Signoret.

Giufox 22/03/21 14:16 - 295 commenti

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Il riscatto esistenziale e morale di Adua, Marilina, Lolita e Milly che si scontra contro un muro di opportunismi e contraddizioni. Un'agile opera corale che nutre l'ardito catalogo di fragili figure femmili attraverso le quali Pietrangeli, coadiuvato da Scola, ha cercato di far luce sulle viscerali ipocrisie dell'Italia degli anni del boom economico. Figure che dipendono, si confrontano e lottano contro un aspro universo maschile; navigando tra delusioni, rinascite e cupo pessimismo e che sono, per certi versi, ancora attuali.
MEMORABILE: Le apparizioni del frate in cucina.

B. Legnani 4/07/21 19:07 - 5200 commenti

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Un film coralmente femminile, con quattro interpreti bravissime e dirette magistralmente (dice bene Morandini che le francesi sono più brave, ma le italiane risultano più vere). Personaggi maschili quasi totalmente negativi. Suscita grande pietà questo film, e la considerazione che i fatti narrati saranno pure inventati (qua e là pure inverosimili, come l'innamoramento della Signoret), ma uniti alla consapevolezza che essi assomiglieranno certamente a mille vicende reali. Dà spunto ad andarsi a leggere le vicende dell'iter della Legge Merlin, con qualche sorpresa sulle posizioni.
MEMORABILE: La Rovere sorride nel vedere la lucciola.

Paulaster 11/10/21 10:12 - 3651 commenti

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Dopo la chiusura delle case chiuse quattro prostitute cercano di cambiare vita. Periodo storico di cambiamento: chi è marcato a vita non può avere speranza. Il mondo maschilista prevale tra chi approfitta della situazione e non ha mai conseguenze. Signoret perfetta per il ruolo e Riva migliore in assoluto; le compagne italiane sono meno intense ma più calate nella realtà dei fatti. Il comparto maschile rende bene il soggiogamento anche psicologico. La partecipazione di Modugno poteva essere studiata meglio. Finale amaro e disperato.
MEMORABILE: Mastroianni che vende la macchina al commendatore; La trattoria distrutta; Le prostitute sotto la pioggia.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Rebis • 14/07/09 13:32
    Compilatore d’emergenza - 4331 interventi
    Contrariamente a quanto viene riportato in rete, sui dizionari e sulle riviste, la durata del film integrale (abitualmente trasmesso da Rete 4 in versione restaurata) non è di 106 minuti ma bensì di 119.
  • Curiosità Zender • 18/05/11 07:46
    Pianificazione e progetti - 45855 interventi
    Dice Orsobalzo:
    Due incongruenze del film:

    1) Alcune sere dopo la chiusura delle "case", Marilina (Emmanuelle Riva) mezza ubriaca va a ballare in un locale al suono della stupenda "Sleepwalk" di Santo & Johnny. Non poteva essere vero, dato che le "case" sono state chiuse alla mezzanotte del 19 o del 20 settembre 1958, mentre Sleepwalk è uscita nell'estate del 1959.

    2) Verso fine settembre, Milly (Gina Rovere), in una delle scene più belle del film, prende in mano una lucciola. A fine settembre, però, le lucciole sono già sparite da un bel po'...
  • Musiche Roger • 31/03/12 10:27
    Call center Davinotti - 2968 interventi
    Il tema conduttore,scritto da Piero Piccioni
    http://www.youtube.com/watch?v=kSvOsCuqSmA
  • Curiosità Lucius • 5/03/13 00:34
    Scrivano - 8803 interventi
    Adua e le compagne (in inglese Hungry for love) viene omaggiato nel film The boys di Sidney J. Furie.
    La pellicola viene proiettata al cinema di fronte al quale i quattro spietati adolescenti si ritrovano in una delle scene clou del film. Notare l'errore sul cartellone: Antonio Pietrangelo invece del corretto Antonio Pietrangeli.

  • Homevideo Mco • 2/09/13 17:35
    Scrivano - 9918 interventi
    In DVD per Raro Video dal 9 Settembre 2013.
  • Homevideo Rocchiola • 27/04/17 09:31
    Call center Davinotti - 1224 interventi
    L'edizione della Rarovideo restaurata in HD è davvero eccezionale ed esalta al massimo la bellissima fotografia in bianco-nero di Armando Nannuzzi. Qualitativamente uno dei DVD migliori che abbia mai acquistato, tuttavia ci si chiede come mai non sia uscito anche in bluray con un master così buono. Purtroppo il mercato nostrano sembra poco ricettivo nei confronti del benemerito disco blu!!!!